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ALLA SCOPERTA DEL NEPAL

NEPAL

icona orologio 13 GIORNI
minimo 10 massimo 12 partecipanti
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Sistemazioni
Photography Expeditions - Viaggi Fotografici

Viaggio fotografico con MICHELE DALLA PALMA - Docente Master Nikon School HIGHLIGHTS FOTOGRAFICI Un viaggio nel tempo e nelle diverse anime del mondo... questa è l'emozione primaria durante un viaggio fotografico in Nepal. L'antico e piccolo regno ai piedi dell'Himalaya offre un delirio di suggestioni, colori, tradizioni e scenografie capaci di affascinare e abbagliare qualunque appassionato di fotografia. Dalle città monumentali della Valle di Kathmandu - - continua -

A PARTIRE DA: 3.900 €


ITINERARIO

In serata partenza con volo di linea dall’Italia per Kathmandu. Pasti e pernottamento a bordo.

 

Proseguimento per Kathmandu dove l’arrivo è previsto nel primo pomeriggio. Al nostro arrivo all’aeroporto, dopo aver sbrigato le formalità relative all’ottenimento del visto, incontro con il rappresentante locale e trasferimento in bus privato all’hotel. Fatica permettendo nel pomeriggio possiamo cominciare a scoprire questa incredibile città che continueremo ad esplorare anche il giorno seguente. Kathmandu è un museo all’aperto e anche se negli ultimi anni è molto cambiata, con una miriade di costruzioni senza alcuno stile, è diventata rumorosissima, caotica e con molto inquinamento, non ha tuttavia perso il suo antico fascino e se quando siamo a Durbar Square pensiamo solo a immergerci nella sua magica atmosfera, riusciremo a dimenticare tutti gli aspetti negativi di questa città. La città si trova a 1.340 m slm ed è situata in posizione centrale rispetto alla valle che domina, più in lontananza, attorno alla valle, decine di montagne alte più di 6000 m che formano la catena himalayana. La città può essere visitata in diversi modi, ma l’ideale è scoprirla a piedi. Nel cuore della città vecchia: il Durbar, cioè “la piazza della corte reale”, dove sembra di tornare indietro nel tempo. Nel Durbar vi sono più di cinquanta templi e monumenti e fra questi spicca il magnifico Tempio di Taleju, che ospita la divinità della famiglia reale e che è possibili visitare solo esternamente. I suoi tre tetti sono ricoperti di rame dorato e una serie di campanelle tintinnanti rende atmosfera ancora più magica. Fu costruito dal re Mahendra Malla tra il 1549 e il 1596 dedicandolo alla divinità indiana Taleju Bhawani. Il Kasthamandap, il cui nome vuol dire “casa di legno”, fu costruito nel XII secolo e fu il re Laxmi Nar Singh Malla che volle la sua costruzione con il legno di un unico albero di “sal”. Inizialmente nell’edificio si tenevano cerimonie ed era il luogo di riunione dei forestieri che vi partecipavano e solo in seguito fu dedicato a Gorakhnath. Dietro questo edificio si trova il minuscolo tempio dell’Ashok Binayak, conosciuto anche come Maru Ganesh, una divinità molto amata dai nepalesi, il dio con la testa di elefante. Tornando più verso la piazza si trova il Tempio di Shiva. Sempre nella piazza, il vecchio Palazzo Reale, l’Hanuman Dhoka (il dio scimmia) che fu fatto costruire nel XVII secolo dal re Pratap Malla, anche se nel corso degli anni sono state fatte diverse migliorie e aggiunte. Nei pressi della piazza, il Palazzo della Kumari, un edificio monastico costruito a metà del XVIII secolo e capolavoro dell’arte newari, con le finestre di legno riccamente scolpite. Qui vive la dea vivente, o Kumari, incarnazione di Taleju Bhavani, la dea protettrice della famiglia reale, manifestazione di Durga. Interessante anche il Tempio di Jagannath, l’edificio più antico della piazza (XVII secolo). Pranzo libero e cena all’hotel Dwarika’s o Hyatt Regency.

 

Dopo colazione, partenza per Dakshinkali, per visitare l’omonimo tempio. Conosciuto anche come il “Tempio Insanguinato”, vi si svolgono specie il sabato e martedì, sacrifici d'animali maschi offerti a divinità femminili. A 30 km dalla capitale verso il sud della valle alla confluenza di due fiumi in un avvallamento tra le colline, è dedicato alla dea Kali (la manifestazione più terrificante di Parvati). L’atmosfera è molto partecipata e “forte” per il sangue che scorre, la presenza di molti nepalesi, mendicanti, bancarelle e sadhu. Se il tempo lo consente, o lo “spettacolo” è ritenuto troppo cruento, si può salire l’altura che domina il luogo sacro dove si trova il piccolo Tempio di Mata, per osservare il panorama.

Proseguiamo la nostra giornata con la visita del complesso templare di Shesh Narayan che si trova ad una ventina di chilometri da Kathmandu. È uno dei quattro templi Narayana della Valle i Kathmandu ed è un sito del Patrimonio mondiale. Questi templi che sorgono nei quattro punti cardinali, si ritiene siano stati costruiti durante il regno del re Licchavi, Visnugupta. La loro ubicazione sui quattro punti cardinali su delle alture ha lo scopo di proteggere Kathmandu. Narayana è il supremo essere assoluto nell’Induismo ed è considerato il dio supremo nel Vishnuismo. Il testo sacro Bhagayata Purana considera Narayana come Para Brahman (Signore Supremo) che ha creato universi illimitati. Le vasche d’acqua che circondano il tempio sono piene di carpe e di bassorilievi semi sommersi, tra cui un’immagine di Aditya.

Pranzo in ristorante locale.

Le nostre visite proseguono con il Tempio di Jal Binayak, uno dei più importanti santuari consacrati a Ganesh della valle. La statua di Ganesh è una roccia enorme e sulle travi del tempio sono raffigurati otto Bhairab e altrettanti Ashta Matrika (dee madri) che sono spesso raffigurate insieme a Ganesh.

Bungmati è un tipico villaggio newari che risale al XVI secolo. È appoggiato su uno sperone di roccia che sovrasta il fiume Bagmati e vi si trovano diversi santuari.

Al termine delle visite, rientro a Kathmandu per la cena e il pernottamento.

 

Dopo la colazione, ci rechiamo al Tempio di Pashuputinath, per ammirare l’attività di migliaia di devoti, sadhu, naga baba, provenienti da varie parti del Nepal, dell’India e altri paesi. Anche se il Festival di Shivaratri si celebra in tutto il paese, la maggior parte dei fedeli, dei sadhu e dei naga baba si reca in questo tempio che è considerato uno dei templi induisti più importanti del mondo. Non è solo il tempio hindu più importante del Paese, ma è pure il luogo sacro a Shiva più rappresentativo dell’intero subcontinente indiano. Shiva è il dio distruttore ma anche costruttore. In questa seconda veste, Mahadev e Pashupati, (quest’ultimo dio degli animali), ne sono la rappresentazione positiva. È immerso nel verde ed attraversato dal fiume sacro Bagmati con ghat, scalinate che arrivano al fiume, in cui la gente del posto e pellegrini effettuano abluzioni e riti funerari o, più semplicemente, lavano i panni. La collina che domina la scena è caratterizzata da terrazzamenti dove sorgono templi datati dal V secolo. Sulla cima si trova il complesso di Gorakhnath con varie strutture sacre, lingam, statue e tridenti disseminati in un largo spazio. Dall’alto si può scorgere anche il Bodhnath Temple. Venditori e sadhu veraci e fasulli, fanno da contorno ad un luogo in cui si concentrano aspetti assai interessanti della religiosità e ritualità induista. Quasi ogni giorno vi si svolgono funzioni crematorie. Il tutto si svolge in un’atmosfera di “normalità” per noi difficile da comprendere. In ogni caso è lasciata alla sensibilità di ognuno il modo con cui osservare eventi che segnano l’addio con persone care. Nessuno impedisce che tali scene siano oggetto della nostra attenzione fotografica.

Pranzo in ristorante locale.

La nostra giornata prosegue con la visita dello Stupa di Bodhnath. Non importa se, come alcuni ritengono, questo stupa sia il più grande al mondo. Sicuramente è uno dei più vasti, è maestoso ed è la struttura sacra che costituisce la principale attrazione della comunità dei tibetani qui residente. (Alcuni sono profughi fuggiti dal loro paese alla fine degli anni ’50 dopo la fallita insurrezione contro gli invasori cinesi). Sembra sia dell’inizio dell’VIII secolo. Lo stupa è un monumento buddista in genere concepito per contenere reliquie del Buddha. In questo caso, come in tantissimi altri, pare vi sia un suo frammento osseo che, se effettivamente presente, confermerebbe la statura di gigante non solo ideologico-filosofica di Siddharta Gautama. Intorno, sorgono numerosi gompa, monasteri del buddismo tibetano, e tantissimi negozietti. 

Il Gokarna Mahadev è un altro noto santuario dedicato a Shiva, posto sulla riva del Bagmati nella località Gokarna abitata dall’etnia newari, ad una decina di chilometri dalla capitale. È conosciuto come Tempio di Gokarna Mahadev, risale al XVI secolo ed ha un tetto a tre livelli. Alcuni dei visitatori vi si recano per pregare in onore del padre che hanno perso da poco. Si notano lingam, molte statue, sculture varie, bassorilievi che rappresentano tantissime divinità. Oltre Shiva e Parvati s'incontrano immagini di Vishnu, Brahma... Tra le altre opere d’arte alcune sono del X secolo. Non si dimenticherà di scendere i pochi gradini che si trovano sul retro del tempio e portano al fiume. Si noterà, certamente con piacevole interesse, l’intreccio particolare realizzato da un albero che abbraccia, stritola, distrugge e sorprendentemente sostiene un tempietto. Un piccolissimo mirabile omaggio al non sempre solidale rapporto esistente tra natura e opera dell’uomo.

Cena al Kaiser Cafè e pernottamento in hotel.

 

 

Oggi la nostra giornata è dedicata alla scoperta delle città di Patan e Kirtipur.

Patan, la seconda città della valle ha oltre 250 mila abitanti. È ormai il proseguimento di Kathmandu, tanto da sembrare un quartiere di essa, piuttosto che una vera e propria città storica e non per niente l’altro suo nome Lalitpur vuol dire “città della bellezza”. Sorge oltre il fiume Bagmati che fa da confine fra le due città ed è prevalentemente buddhista. Il periodo di maggior incremento nelle opere architettoniche di Patan coincide col XVI secolo. Possiede una concentrazione di edifici ed opere artistiche superiore ad ogni altro centro nepalese. Dal cuore della città, Durbar Square, dipartono le vie che percorriamo a piedi per incontrare le tante costruzioni, monasteri, templi, vasche, luoghi sacri, negozi che richiamano l’attenzione. Pranzo al Cafè du Temple.

Non distante da Kathmandu, Kirtipur preserva ancora un qualche interesse nonostante sia a soli 5 chilometri dalla caotica capitale. Si trova in cima ad un’altura scarsamente frequentata dal turismo. Ci recheremo là per la presenza di templi del XII e XVI secolo, ma anche semplicemente per attraversare un villaggio dove vivono alcune migliaia di newari detti “labbra tagliate”, (oltre che “nasi tagliati”), dediti all’agricoltura e all’artigianato tessile. È un’occasione per camminare lungo strade di un paesino nepalese qualsiasi e osservarne senza sentirsi invadenti la normale vita quotidiana, tra filati stesi ad asciugare e il rumore di qualche superstite telaio a mano proveniente dall’interno di certe case. Interessante il tempio di Uma Maheshwar, con statue di elefanti e raffigurazioni di Shiva e Parvati risalenti al XVI-XVII secolo. La posizione del villaggio consente una vista panoramica su Kathmandu.

Cena e pernottamento in hotel.

 

Partenza molto presto dall’hotel per raggiungere Nagarkot, a 30 chilometri da Kathmandu. È considerato il miglior punto panoramico sull’Himalaya. Nelle giornate limpide si possono ammirare le cime del Dhaualgiri ad ovest, all’Annapurna, all’Everest, per poi finire al Kanchendzonga ad est.

Rientrando verso Kathmandu, ci fermiamo a Bhaktapur, sicuramente il centro abitato più interessante del Nepal. È caratterizzato da templi e palazzi superbamente decorati, ma anche da strade e case comuni assai particolari. Nonostante qualche ammodernamento, conserva il fascino e l’aspetto di un tipico villaggio medievale, quasi con gli stessi ritmi ed attività d'un tempo. Fu capitale dal XIV al XVI secolo. È praticamente priva di traffico in alcuni quartieri e le sue strade acciottolate si percorrono a piedi, piacevolmente, tra monasteri, cortili, piazze, santuari, pozzi, vasche, templi, scene di normale vita quotidiana…

Pranzo al Sunny Cafè.

A poco più di 20 km dalla capitale e a circa 7 da Bhaktapur, su una collina nella zona est della valle, raggiungibile percorrendo una strada panoramica, tortuosa, interessante, sorge il paese di Changu Narayan e il tempio omonimo, il più antico del Nepal. La passeggiata che consente di arrivare alla zona sacra si svolge tra negozi che offrono i consueti oggetti artigianali. È sicuramente una delle strutture architettoniche antiche rimaste più integre ed intriganti dal punto di vista estetico di tutto il Nepal e normalmente non viene presa in considerazione dai gruppi di turisti. Il tempio è dedicato a Vishnu nella sua incarnazione di Narayan, raffigurato come dio addormentato sull’oceano cosmico. È la rappresentazione più potente di Vishnu perché dal suo ombelico nasce Brahma, creatore a sua volta dell’universo. Alcune parti risalgono al V secolo. Vale la pena recarvisi per le strutture architettoniche e le raffinate raffigurazioni tantriche (l’aspetto della religiosità legato anche alla vita e prestazioni sessuali). Notevoli le statue che punteggiano il cortile, tra cui una di Vishnu nella sua incarnazione di Narsingha, l’uomo-leone, nell’atto di sventrare un demone. Un’altra mostra il dio Vikrantha-Vamana, il nano a sei braccia che, per superare in astuzia il re Bali, si trasformò in un gigante in grado di percorrere l’intero universo in tre passi.

Cena nepalese al ristorante Krishnarpana dell’hotel e pernottamento.

 

Circa 250 chilometri e 5-6 ore di percorrenza, escluse le soste, separano la capitale dal lago più famoso del paese che si trova nella città di Pokhara. Il percorso consente di andare oltre la valle seguendo a tratti lo stesso tracciato dei fiumi che scorrono nelle regioni attraversate. Si è accompagnati da panorami diversi: colline, risaie terrazzate, scorci di vette himalayane, gole rocciose, campi coltivati, rapide… La strada è anche molto trafficate, essendo l’unica che collega Kathmandu con la parte ovest del Paese.

A circa metà strada tra la capitale e Pokhara si trova il villaggio di Bandipur che sorge su un altopiano. Vi si giunge percorrendo una deviazione da Dumre, salendo una stretta e ripida salita che costringe al senso alternato nel caso s'incontrino altri veicoli. Lasciamo il nostro autobus a Dumre e utilizziamo piccoli mezzi “semoventi” adatti alla stretta strada che giunge sulla sommità. (Se il nostro bus è di piccole dimensioni non è necessario cambiare mezzo).

Si trova fuori del circuito turistico più frequentato e l’atmosfera newari è rimasta intatta da quando, circa due secoli fa, i commercianti che trafficavano tra l’India e il Tibet individuarono questa località per costruirvi un centro abitato con relativi templi ed edifici tipici dell’epoca. Molti di questi sono ancora intatti e si affacciano sulla via principale. Il paesino è particolare e la sosta gradevole.

Pranzo in ristorante locale.

Cena e pernottamento al Fishtail Lodge.

 

Ci si reca molto presto, prima del sorgere del sole, in bus su un’altura vicino a Pokhara, Sarangkot, per assistere al giungere del nuovo giorno avendo davanti a noi una vasta fetta della catena montuosa himalayana. Da est a ovest lo scenario, presenta le cime del Dhaulagiri con oltre 8.000 metri e del Machhapuchhare, perfetto triangolo che buca il cielo, oltre a quella oramai mitica della catena dell’Annapurna. L’ultimo tratto per arrivare sino al punto panoramico, qualche centinaio di metri, si percorre a piedi. Questo è in genere un periodo in cui ci sono più possibilità che nella maggior parte degli altri mesi dell’anno di avere una visibilità sufficiente a compensare l’alzataccia. Al termine dell’escursione si rientra in hotel per la colazione. Coloro che non volessero recarsi a Sarangkot, possono svegliarsi più tardi per iniziare la giornata col gruppo dopo la colazione.

Dopo la colazione ci rechiamo presso il piccolo tempio di Bindhya Basini, che alcuni fanno risalire al XVII secolo. Il luogo sacro non offre particolari attrattive architettoniche se confrontato con altri della Valle di Kathmandu, ma a Pokhara rappresenta certamente uno dei luoghi più sacri e frequentati dai fedeli locali. E’ dedicato a Parvati, la compagna di Shiva, che qui viene rappresentata con le sembianze guerresche di Durga.

Subito dopo, chi lo desidera può fare una camminata sulla sommità della collina che domina il lago dalla parte opposta al centro abitato. Si tratta di una camminata in salita di circa 1,5 ore. (I tempi effettivi sono legati alle caratteristiche specifiche di chi effettuerà l’escursione, ma non vi è una particolare fretta di giungere in cima). Si arriva sino ad un punto panoramicissimo con vista sul lago e sulle cime delle montagne che in questo periodo si potrebbero offrire più facilmente allo sguardo. La presenza di “bar e ristoranti” rende ancora più gradevole la sosta. Un’ora di discesa permette d'arrivare sulle sponde del lago in prossimità di una piccola insenatura dove si trova il ristorante dove pranzeremo, in cui servono essenzialmente pesce di lago.

Chi non volesse partecipare a questa camminata che impegna buona parte della mattinata, può, assieme alla guida locale, scegliere di sostare sul lungolago dove si trovano molti negozi e bancarelle o in uno dei tanti bar che offrono sedie e tavolini ombrati, oppure scegliere di recarsi in barca direttamente al ristorantino ed attendere qui il resto del gruppo con cui consumare insieme il pranzo.

Pokhara deve la sua notorietà alla bellezza del lago (il secondo del Nepal, noto come Phewa, Fewa o Pela), su cui si riflettono, nei giorni di cielo limpido le cime himalayane. La zona della riva lacustre dove si concentra la maggior parte degli hotel è però diventata eccessivamente frequentata, per questo abbiamo scelto un hotel che, seppure non lontano dal lungolago, è separato da un tratto di lago che è necessario percorrere con un traghetto (5 minuti).

Agli inizi degli anni ‘60 Pokhara era un semplice piccolo villaggio punto di transito di commerci, in una zona con clima mite e aria tersa. Da quel periodo il posto comincia ad attrarre viaggiatori che ricercano bellezze naturali, tranquillità, piccoli hotel e hashish a poco prezzo. Oggi la zona del lago è meta d'un turismo molto diversificato che trova risposte ad ogni livello di necessità. Il giro che facciamo in barca ci fa allontanare verso la riva nordovest dove le sponde e la Foresta della Regina si riflettono in acqua. Giungeremo anche alla piccola isola su cui sorge il Tempio di Varahi. Come si noterà, le imbarcazioni non sono dotate di motore per motivi legati alla difesa dell’ambiente. (Sino a tre anni fa le uniche eccezioni riguardavano la famiglia reale).

Al termine, rientro in hotel o tempo libero per passeggiare per il lungolago a rientrare autonomamente in hotel.

Cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione, partenza per il Parco Nazionale di Chitwan. Occorrono circa 4/5 ore per raggiungere dal lago il parco nazionale distante meno di 200 km. Il percorso, decisamente verso sud est, si svolge in parte in una regione già attraversata e in parte nel Terai, la sezione nepalese della vasta pianura formata dal Gange. Giungiamo per l’ora di pranzo nel nostro resort, situato nelle vicinanze del parco e nelle immediate vicinanze del fiume Rapti.

Nel pomeriggio, dopo il pranzo, ci si reca in un villaggio non distante dal resort dove risiede una piccola comunità di etnia Taru. Questa escursione non ha il sapore dell’avventura, della scoperta, del recarsi in luoghi vergini, incontaminati, mai frequentati prima da altri visitatori. L’agglomerato di abitazioni è ridotto e ciò che si può osservare non ha nulla di eclatante. Ma, per il viaggiatore, l’interesse per ciò che si ha di fronte sta a volte proprio nella normalità e nei gesti della vita quotidiana che si svolgono tra semplici capanne.

Al rientro, possibile tempo libero per passeggiare lungo il fiume e sostare al tramonto in uno dei piccoli ristoranti e bar.

Le escursioni e l’andamento complessivo della permanenza nel Parco Nazionale Chitwan vanno concordati con la direzione del nostro hotel che fornisce direttamente i servizi previsti. Per questo è possibile che possano essere introdotte delle variazioni anche se viene garantita la sostanza del programma.

Cena e pernottamento al Green park Chitwan.

 

La giornata è dedicata ad escursioni interne al parco e ad un giro in barca lungo il fiume. L’esplorazione del parco ha lo scopo di osservare gli aspetti più caratteristici ed interessanti della zona. Per questo dedichiamo una parte della giornata ad un'escursione in barca per introdurci nell’atmosfera fluviale dell’area e cercare di osservare i coccodrilli fermi sulle rive mentre sonnecchiano al sole. Lasciate le piccole imbarcazioni si procede a piedi per una passeggiata che permette di arrivare sino al centro d'addestramento e ricovero degli elefanti.

Dopo il pranzo ci si reca sino al luogo dove i fuoristrada ci accompagneranno nella foresta alla ricerca di rinoceronti e quant’altro questo luogo possa offrire ai nostri occhi e a quelli delle macchine fotografiche. L’incontro con le tigri non è certo frequente, mentre raramente non ci s'imbatte nei rinoceronti e vari ungulati. (l’ordine delle visite all’interno del parco potrebbe essere invertito)

Pranzo e cena nel resort.

Il parco copre una superficie vastissima di poco meno di 1000 kmq che racchiudono foreste, praterie, laghetti, fiumi ed anche alcuni villaggi. Numerosissimi sono gli animali presenti nella zona. Tra i più interessanti si segnalano elefanti, orsi, delfini, rinoceronti (sono oltre 500 ed in genere facilmente osservabili), coccodrilli (tra cui i gaviali lunghi sino a 6 metri), leopardi e tigri del Bengala (un centinaio). Anche se le possibilità di faccia a faccia con i grandi felini sono non frequenti, il parco regala uno scenario naturale tra i migliori dell’intera Asia ed è stato per questo inserito nell’elenco dei beni Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Pernottamento in resort.

 

Trasferimento verso Kathmandu, dove si prevede di giungere nel primo pomeriggio.

Sono necessarie circa 5 ore per rientrare nella capitale dalla regione del parco. Anche questo tratto di percorso è interessante e la visione di quanto scorre fuori del finestrino non è banale. Fermata per il pranzo presso il ristorante “Hamlet a Belkhu.

Il resto della giornata a Kathmandu è a disposizione dei partecipanti per consentire il massimo della flessibilità nell’uso delle ultime ore di permanenza in Nepal. Ci si potrà recare nuovamente in luoghi già visitati che abbiano particolarmente interessato, o ricercare nuovi aspetti di una città e di una valle che tanto hanno da offrire oltre a ciò che si è già avuto occasione di conoscere.

Si può pure andare nella zona di Thamel che da molti anni è oramai il cuore pulsante di viaggiatori nella capitale dove sono presenti locali, ristoranti, sale da tè, centinaia di negozi in cui trovare di tutto.

Cena di arrivederci e pernottamento in hotel.

 

 

Il mattino presto, trasferimento in aeroporto e partenza con voli per l’Italia. L’arrivo è previsto in serata.


 

 

 

 

  1. Pokhara 2. Bhaktapur 3. Dhaualgiri

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

?         Il viaggio prevede tempi opportuni per le visite, e occasioni di tempo libero per un personale approccio agli aspetti più interessanti del Paese o per eventuali acquisti. Il programma è stato ideato anche per consentire più pernottamenti consecutivi e rendere così più rilassante la proposta, e non essere costretti a rifare la valigia tutti i giorni. Normalmente le cene sono consumate in hotel, e i pranzi in ristoranti esterni per non dover - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

Ci soffermiano nella Valle di Kathmandu diversi giorni, per scoprire, non solo le mète più classiche, ma anche alcuni siti meno conosciuti ai più.

Accompagnato da un Fotografo Professionista

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