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DAL DESERTO DEL NAMIB ALLE VICTORIA FALLS

NAMIBIA ZIMBABWE

icona orologio 15 GIORNI
minimo 10 massimo 14 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   14  ottobre    al   28  ottobre  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Un viaggio che porta dalle sabbie rosse del deserto del Namib alle maestose cascate Vittoria. Senza tralasciare le coste battute dal vento e dalle onde dell’oceano, le montagne di arenaria del Damaraland e il Parco Etosha. E nemmeno le rapide di Popa Falls, la Valle della Luna e il Caprivi occidentale, ricchissimo di fauna. Un’area popolata da elefanti, ippopotami, bufali, coccodrilli, antilopi e centinaia di specie di uccelli. Da scoprire con fotosafari alla ricerca dello scatto - continua -

A PARTIRE DA: 5.200 €


ITINERARIO

Partenza dall’Italia per Windhoek con voli di linea.

Cena e pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Johannesburg in mattinata e coincidenza con il volo per Windhoek dove l’arrivo è previsto in tarda mattinata. Trasferimento in albergo e tempo libero per il riposo oppure per un giro in città. Windhoek, la capitale della Namibia, conta circa 500.000 abitanti, di cui la maggioranza di lingua tedesca. E’ una città moderna e pulita ove costruzioni recenti affiancano chiese luterane e giardini traboccanti di aloe. Passeggiando per la Kaiser Strasse, oggi Independence Avenue, si incontrano donne Herero con i caratteristici costumi e si possono vedere curiosi edifici di stile tedesco risalenti all'inizio del XX secolo.

Pranzo libero, cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

 

Partenza di buon’ora per le regioni dell'ovest lungo un percorso che, dal punto di vista paesaggistico, riserva momenti d'incanto: attraversiamo le montagne che delimitano l'altopiano centrale del Paese dalla fascia costiera desertica.

Nel tardo pomeriggio del 3° giorno, escursione in quad-bikes nel deserto.

 

 

Una giornata intera sarà dedicata a scoprire angoli ancora intatti, a visitare Sesriem Canyon e naturalmente le dune color albicocca di Sossusvlei, ritenute le più alte del mondo e capaci di creare un ambiente di straordinaria bellezza. Il mare di sabbia del Deserto del Namib si estende per più di 400 chilometri. E’ un erg immenso che ricopre una superficie di 34.000 kmq ed è costituito per lo più da cordoni di dune parallele, lontane circa 1,5/2,5 chilometri, che formano un'immensa palizzata di sabbia larga più di 50 chilometri. Proprio fra queste enormi dune si aprono alcuni bacini, relativamente vicini l’uno all’altro, perfettamente tondi, piani e lisci, di un bianco abbacinante. Sono i “vlei”, i letti di antichi laghi ormai prosciugati: un vero e proprio paradiso per i fotografi e non solo.

Pranzi a pic-nic (lunch box) oppure in ristorante/lodge locale, cene e pernottamenti in lodge nei pressi di Sesriem

 

Nota bene: l’escursione in quad-bike potrebbe essere effettuata nel pomeriggio del 4° giorno

 

 

Questo deserto, il cui nome deriva da un vocabolo ottentotto che significa "luogo senza nessuno", è costituito da una fascia costiera relativamente stretta e lunga; il Namib si estende infatti per circa 1.900 km di lunghezza e 80 140 km di ampiezza. L'età stimata è circa 80 milioni di anni, forse il deserto più antico. Il parco nazionale è stato creato proprio a protezione del delicato ecosistema ambientale, un universo unico al mondo: lucertole che possono immagazzinare l'acqua a loro necessaria per due mesi, scarabei che si posizionano nella parte alta delle dune per raccogliere tutta l'umidità della nebbia mattutina; l'antilope oryx, che ha sviluppato un sistema particolare di raffreddamento del sangue nelle narici; lo scoiattolo che per proteggersi dall'estremo calore utilizza la coda come parasole … La Weltwischia, questo nome di difficile pronuncia, indica una pianta endemica del tutto unica e particolarissima. Si tratta di un albero che produce appena due foglie nastriformi che raggiungono, a volte, più di 5 metri di lunghezza e trattengono l'umidità; ma ancor più sorprendente è l'età di alcuni esemplari, valutati, con il metodo della datazione del carbonio 14, in più di 2.000 anni. Tra le tante curiosità nascoste da questo magnifico deserto, ve ne sono alcune più propriamente geologiche quali la Valle della Luna - uno spettacolare canyon scavato dal fiume Swakop - e gli enormi monoliti di roccia granitica tondeggiante sparsi un po’ ovunque. Lungo piste sterrate che attraversano vari tipi di deserto, avremo la possibilità di incontrare gruppi di antilopi oryx, zebre e struzzi. L’arrivo a Swakopmund, una stranissima e suggestiva cittadina costruita nel più puro stile tedesco dell'epoca del Kaiser, è previsto nel tardo pomeriggio e costituisce un'autentica sorpresa.

Pranzo a pic-nic (lunch box), cena e pernottamento in hotel

Nota bene: il percorso potrà essere modificato a causa dello stato delle piste nella regione della Valle della Luna.

Al mattino trasferimento a Walvis Bay distante una trentina di chilometri verso sud durante i quali il percorso mostra dune sabbiose che tentano di arginare l’oceano. Walvis Bay ha sempre attratto l’interesse delle potenze coloniali e sino al 1994 era sotto il controllo del Sudafrica per le sue risorse legate al sale, al guano e alla pesca. Da qui si partirà per una piacevole crociera nella baia tra delfini, fenicotteri, pellicani, cormorani, gabbiani, foche che saltano in barca e, a volte, pinguini, balene o tartarughe marine secondo il periodo. La barca attraversa tutta la laguna e si sbarcherà a Pelican Point, dalla parte opposta della baia, un lembo di sabbia dove le foche amano prendere il sole dove ad attenderci ci saranno le autovetture 4x4.

Sarà servito uno snack a base di ostriche, vino bianco sudafricano e piccole altre tartine.  Si prosegue con i ranger in una gimkana tra le dune che porterà quasi a Sandwich Harbour.

 

 

L'itinerario prosegue, per un tratto, lungo la costa dell'Oceano Atlantico, la Costa degli Scheletri. Il paesaggio è assolutamente desertico fino alla spiaggia battuta dai forti venti e dalle potenti onde; solo stentati licheni riescono a sopravvivere aggrappati alle poche rocce che emergono dalla sabbia. Un ecosistema veramente irripetibile e delicatissimo. Quest'area è considerata una delle più aride della terra, con piogge che cadono poche volte in un decennio. La costa, così come la conosciamo ora, è il risultato di un clima del tutto eccezionale, nel quale la Corrente fredda di Benguela, proveniente dall'Antartide, svolge un ruolo determinante: la temperatura dell'acqua in prossimità della costa è di circa 12° gradi mentre al largo è di 18/20° e, quando l'aria caldo umida del largo raggiunge la riva, la miscela delle masse d'aria a temperatura diversa provoca  una grande condensazione e una persistente nebbia che ricopre la regione per più di 250 giorni l'anno. Il fenomeno è accentuato durante la notte ed il mattino presto quando la spessa nebbia può a volte ricoprire il deserto anche fino a 50 chilometri all'interno. Il primo europeo a metter piede sul suolo dell'attuale Namibia fu il navigatore portoghese Diego Cao nel 1486, nella località di Cape Cross. Oggi Cape Cross è però famosa soprattutto per la grande colonia di otarie che vi si è stabilita: circa 80.000  gli esemplari che vivono qui fra le rocce, tuffandosi nelle onde e giocando con un frastuono assordante. Si lascia quindi la costa per addentrarsi nel paesaggio incantato del Damaraland.

Pranzo a pic-nic (lunch box) o in ristorante/lodge, cena e pernottamento in lodge nei pressi di Twyfelfontein.

 

 

Damaraland, la terra del popolo Damara … Si tratta di una regione arida e montagnosa, costituita principalmente da arenarie rossastre che, secondo i geologi, risalirebbero a più di 150 milioni di anni fa. Mentre la storia geologica è ben conosciuta, quella della popolazione lo è molto meno e anzi rimane un mistero: fisicamente di origine bantù, il popolo Damara parla la lingua detta "a click", usata dai San-Boscimani. Sembra che i Damara siano uno dei primi popoli negroidi ad aver raggiunto l'Africa Australe prima dell'età del bronzo, provenendo dall'Africa Occidentale. Si visita oggi, a piedi, il museo all’aperto di Twyfelfontein, "la sorgente insicura", che fu, senza ombra di dubbio, il punto d'incontro di una moltitudine di animali e di una popolazione di cacciatori. Una realtà illustrata da mirabili incisioni che raffigurano, per lo più, animali cacciati, impronte degli stessi, segni astratti, simboli, ecc., tutte impresse sulle enormi rocce rosse cadute dalla parete. Pare che alcuni esempi di questa arte rupestre risalgano a 8.000 anni fa e che gli autori siano stati di origine Khoi-San, in qualche modo gli antenati degli attuali Boscimani San. Lo scopo di queste rappresentazioni rupestri è sempre stato magico o rituale propiziatorio. Nel 2007 è stato riconosciuto patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO. Tempo permettendo, visita anche alla Montagna Bruciata, alle Organ Pipes e alla Foresta Pietrificata.

Continuazione fino alla regione del Parco di Etosha e nel pomeriggio primo game drive nella Riserva dove è ubicato il lodge su autovetture 4x4 aperte da safari.

Pranzo a pic-nic (lunch box) o in ristorante/lodge/restcamp, cena e pernottamento in lodge/campo tendato fisso fuori del parco.

 

 

Creato nel 1907, il Parco Etosha è uno dei primi parchi sorti per la protezione della fauna e della flora e, all'origine, comprendeva una fascia di territorio fino alla Costa degli Scheletri sull’ Oceano Atlantico. Attualmente la riserva copre una superficie di 22.570 kmq, il cui centro è costituito dal "pan", bacino perfettamente piano, lungo un centinaio di chilometri e largo una quarantina. Il pan era, nei tempi remoti, un lago collegato al sistema del fiume Kunene, ma ora è secco e la sua superficie di argilla e sale brilla alla luce del sole. Paradossalmente questa nudità biancastra offre protezione agli animali più vulnerabili visto che l'assenza di vegetazione non lascia nascondigli ai pericolosi predatori. Un parco diverso ed estremamente “fotogenico” sia per i paesaggi sia per la fauna e la flora: seguendo piste in terra battuta si va alla ricerca di gruppi di elefanti raccolti attorno alle pozze d'acqua, di branchi di erbivori in perenne movimento fra i boschetti di acacie, di giraffe, di felini … La scarsità dei bacini d'acqua rende necessario un curioso rispetto per la gerarchia degli animali che si abbeverano; in ordine di importanza: elefanti, predatori, erbivori e poi volatili. Ognuno aspetta impassibile il proprio turno, disponendosi a gruppo attorno alla pozza.

Giornata dedicata alla scoperta del parco a bordo del proprio automezzo.

Pranzo a pic-nic (lunch box) o in lodge/restcamp, cena e pernottamento in lodge.

 

Lasciandoci la regione del parco Etosha alle spalle, ci si dirige verso nord est fino a raggiungere l’area di Bagani e le rapide di Popa Falls nel Caprivi occidentale. La striscia del Caprivi - lunga 450 km a nord-est della Namibia - è un tipico esempio di politica coloniale. Prende il nome dal successore del Cancelliere tedesco principe Bismarck, il Conte Leo Von Caprivi. La Corona Inglese nel 1890 cedette questo stretto corridoio all'Impero germanico insieme con le isole Helgoland in cambio di Zanzibar e Uganda, che erano state occupate dalle forze coloniali tedesche. Il Caprivi è la regione più tropicale della Namibia e, grazie alle sue frequenti precipitazioni, quattro dei sei fiumi permanenti del Paese scorrono lungo e attraverso questo corridoio: Okavango, Kwando, Chobe e Zambesi. Tutti questi fiumi sono popolati da abbondante selvaggina e da più di 400 differenti specie di uccelli.

Pensione completa e pernottamento in lodge.

Per decine di anni la striscia del Caprivi, situata nel lontano Nord-est, è stata sotto il dominio dell'esercito del Sudafrica. Questo ha determinato un isolamento della regione, lasciandola fuori dalle comuni rotte seguite dai viaggiatori.  La regione è caratterizzata da una grande abbondanza di acqua e da ampi territori con un numero di infrastrutture molto limitato, dove la fauna selvaggia trova il suo habitat ideale. Proseguiamo l’esplorazione del Caprivi, un vero gioiello naturale, coperto da foreste solo qua e là interrotte da sporadiche dune di sabbia alte dai 30 ai 60 metri. La fauna è ricca e varia e comprende 35 specie di grandi animali e 339 varietà di uccelli; anche lungo la strada principale, è facile incontrare elefanti, antilopi e kudu.

 

Due giornate intere dedicate ai fotosafari: si inizia con un fotosafari nella Riserva di Mahango, piccola ma interessantissima area protetta di 25 Km quadrati, caratterizzata da un fitta foresta, popolata da elefanti, ippopotami, bufali e coccodrilli, dove si trovano anche numerosi baobab. Si prosegue quindi all’interno del Caprivi Game Park, fino a raggiungere separano Bagani da Kongola da dove si raggiunge il Mudumu National Park, costituito nel 1989, ricco di animali quali bufali, elefanti, ippopotami, coccodrilli, antilopi roana, antilopi nere, licaoni e, se fortunati, anche leoni e leopardi.

Pensione completa e pernottamenti in lodge.

 

Con un breve trasferimento via terra si raggiunge la frontiera con lo Zimbabwe e dopo l'espletamento delle formalità di polizia e di dogana si continua per Victoria Falls. Pomeriggio libero per visitare il Victoria Falls Park lungo le sponde dello Zambesi e, tempo permettendo, per eventuali escursioni facoltative quali il volo panoramico sulle cascate in elicottero o aeroplano o microlight, il bungee jumping dal ponte sopra il fiume Zambesi, la crociera al tramonto sul fiume …  Le Cascate Vittoria si estendono su più di 1600 m. di larghezza e sono il “punto” dove il mitico fiume Zambesi si getta da ben 95 m. nel vuoto facendo sì che 5 milioni di litri d'acqua al secondo precipitino creando nubi di vapore acqueo che si innalzano nel cielo e, condensandosi in minute goccioline, per effetto della rifrazione dei raggi del sole creano stupendi arcobaleni. Musi-o-Tuna (il fumo che tuona), così gli indigeni chiamano le cascate che furono “scoperte” dall'esploratore inglese David Livingstone nel 1853. 

Pasti liberi e pernottamento in hotel.

A seconda dell’orario di partenza del volo, possibilità di avere ancora qualche ora a disposizione per un'ulteriore visita alle cascate o relax. Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo di linea per Johannesburg. Quindi proseguimento per l’Europa.

Pasti liberi e pernottamento in volo.

 

Arrivo in Europa e proseguimento per l’Italia.

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Tour esclusivo Kel 12 con accompagnatore italiano. I mezzi di trasporto: per i trasferimenti è previsto un comodo mezzo adatto alle strade asfaltate e alle piste sterrate battute e in buono stato che si percorrono in questo itinerario. Per le escursioni e i safari, invece vengono utilizzati veicoli 4x4 aperti da safari.  1. Minibus Quantum utilizzato    per i trasferimenti  2. Autovetture 4x4 aperte da    safari Le sistemazioni sono state scelte sulla base - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Si dorme in hotel e lodge dallo charme africano, piccole strutture ben inserite nel contesto naturale, mai banali e in grado di valorizzare il soggiorno
  • Nel tour sono incluse sempre 2 bottigliette da 0.5 l di acqua al giorno per passeggero

ESPERTI

  

Esperto Kel 12

  • Dal 14  ottobre  2018 al 28  ottobre  2018

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