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IN VELIERO DA RAJA AMPAT, L’ULTIMO PARADISO ALLE MOLUCCHE, ISOLE DELLE SPEZIE

INDONESIA

icona orologio 15 GIORNI
minimo 10 massimo 11 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   1  aprile    al   15  aprile  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Un viaggio-novità a bordo della Samambaia, un motoveliero in legno dotato di ogni comfort. Alla scoperta dell’arcipelago di Raja Ampat, non ancora scoperto dal turismo dei grandi numeri per la sua posizione remota e la mancanza d’infrastrutture. Un’area dall’eccezionale biodiversità marina - vanta la maggior varietà di coralli duri e molli esistenti al mondo oltre a 700 tipi di molluschi e 1.400 specie di pesci – ma anche paesaggistica, con - continua -

A PARTIRE DA: 6.300 €


ITINERARIO

Partenza con volo di linea per Jakarta via Doha. Pasti e pernottamento a bordo.

 

 

 

Nella notte tra il secondo e il terzo, volo notturno per Sorong. Pernottamento a bordo.

Al nostro arrivo all’aeroporto saremo accolti dallo staff dell’Aurora che ci accompagnerà sulla barca dove trascorreremo i prossimi dieci giorni. Condizioni permettendo, Aurora ancorerà per la notte di fronte al villaggio di Tapokreng che, tempo permettendo visiteremo. Pasti e pernottamento a bordo.

Molto presto, prima dell’alba, sbarcheremo per fare un piccolo trekking che ci porterà in cima alla collina, dove cercheremo di avvistare gli uccelli del paradiso che compiono la loro danza. Gli uccelli del paradiso o paradisee sono una famiglia di uccelli canori dell'ordine dei Passeriformi. Vedendo il loro piumaggio variopinto e le loro danze durante l'accoppiamento, non è difficile capire perché sia stato dato a questi uccelli questo nome. Sono soprattutto i maschi ad avere un piumaggio molto variopinto. In realtà il nome di Uccelli del Paradiso fu loro attribuito per via del fatto che i primi esemplari, che gli esploratori ritrovarono furono da tribù indigene che li utilizzavano come merce di scambio e per trasportarli meglio, tagliavano loro le zampe. Uno dei motivi per cui Linneo classificò la Paradisea apoda con questo nome è perché a lui arrivò un esemplare senza zampe. Inoltre, il fatto che si vedessero sempre, o senza zampe o in volo fece pensare che questi uccelli non si posassero mai al suolo e che conducessero tutta la loro esistenza senza mai appoggiarsi. Questo influenzò alcuni racconti che narrano che le Paradisee discendessero direttamente dal Paradiso e che addirittura la femmina covasse le uova sul dorso del maschio in volo. Il piumaggio degli uccelli di questa famiglia è caratterizzato non solo da colori splendenti ma anche da penne molto trasformate, che assumono lunghezze eccezionali o forme bizzarre. Gli uccelli del paradiso sono in maggioranza frugivori (si nutrono di frutta) e hanno un ruolo importante nella diffusione dei semi. Gli uccelli del paradiso vivono nell'Australia settentrionale, nelle Molucche e soprattutto in Nuova Guinea, nell'ambiente della foresta pluviale. Proprio per la loro presenza, la Nuova Guinea porta anche il soprannome di Isola degli Uccelli del Paradiso.

Una delle zone più famose di Raja Ampat è sicuramente lo Stretto di Dampier, passaggio tra le isole di Gam e Waigeo a nord e Batanta a sud. Deve il suo nome all’esploratore-avventuriero Willian Dampier che fu il primo a navigare nelle sue acque nel XVII secolo. Per quelli che hanno dimestichezza con la dinamica dei fluidi, lo Stretto può essere pensato come un “venturi” – dove un restringimento del diametro aumenta automaticamente la velocità del fluido che passa attraverso di esso. Più semplicemente, si tratta di correnti forti, perché lo Stretto Dampier è il canale principale attraverso il quale le acque della corrente indonesiana scorrono nel loro percorso verso sud. La conseguenza di questa enorme massa d’acqua che scorre verso sud attraverso lo Stretto è che è incanalata in un’area più stretta e quando questo succede, il risultato è che l’acqua scorre più velocemente. Il fatto che l’acqua scorra, trasportando con sé le sostanze ricche di nutrimento che si trovano sui fondali, fa si che questo luogo sia diventato uno dei più ricchi in assoluto in fatto di biodiversità marina. Molti si riferiscono a questo luogo anche come il Manta Mantra, Manta Sandy o 3M, poiché qui si trova una stazione di pulizia per le mante e una fonte inesauribile di Plankton, del quale le mante vanno ghiotte. Il sito è situato sul lato meridionale della grande barriera che separa l’isola di Mansuar da quella più piccola di Airborek, all’estremità occidentale dello Stretto Dampier. Le forti correnti che scorrono attraverso il canale e i numerosi pesci “pulitori”, come il labro e il pesce farfalla, creano le condizioni ideali affinché le mante giungano in questo luogo per farsi pulire dai parassiti. Per questo motivo, Manta Mantra, è il luogo dove è più facile vedere le mante a Raja Ampat e qui sono stati avvistati “treni di mante” (che succede quando una femmina di manta è pronta ad accoppiarsi e può essere seguita anche da trenta mante maschio in fila una dietro l’altra). Questo sito è ovviamente molto popolare e per garantire che la presenza di diverse persone non allontani le mante, è stato stilato un codice di comportamento che tutti i visitatori devono seguire. In circa 16 m d’acqua è stata posta una fila di massi, abbastanza vicini al luogo, così che i sub possano osservare e fotografare le mante, ma abbastanza lontano, per permettere alle stesse di farsi pulire in pace. Le mante sono creature intelligenti e curiose, senza nemici reali, a parte i grossi squali.

Continuiamo verso sud fino ad arrivare vicino all’isola di Fam. Qui le zone per lo snorkeling o il diving sono molto interessanti. Tra tutte, “My Reef”, una cresta sottomarina dove si vedono spesso branchi di fucilieri e sweetlips; “Keruo Channel” un’affascinante passaggio tra due isole, le cui pendici sono ricoperte di corallo duro e ventagli e verso il blu si scorgono branchi di silversides. Non può assolutamente mancare una sosta Penemu per ammirare, dal suo punto panoramico, l’insieme di rocce, ricoperte di vegetazione che spuntano dal mare azzurro a formare una collana.

Il nostro viaggio ci porta nella parte sud del Parco Marino di Raja Ampat e precisamente nelle acque dell’arcipelago di Misool, una delle quattro isole principali che fanno parte di Raja Ampat. Nel parco si trovano le barriere più ricche del mondo. Situato nel cuore del Coral Triangle, la zona copre più di 4.6 milioni di ettari e ospita la maggior varietà di coralli duri e molli esistenti al mondo. In un’area grande come due campi di calcio, gli scienziati hanno scoperto un numero di coralli sei volte superiore a quello dell’intero mare caraibico. Le barriere di Raja Ampat sono la casa di più di 700 tipi di mollusco e di più di 1.400 specie di pesci. Tra queste, anche quella, recentemente scoperta, dello squalo Epaulette, lo squalo “che cammina”, endemico della regione. L’arcipelago di Misool è sicuramente uno dei luoghi più spettacolari per le immersioni e lo snorkeling. Situato all’esterno della costa ovest della Papua e confinante con il mare di Ceram, le sue acque rappresentano una “strada” molto trafficata per molte creature marine di grandi dimensioni, incluse le balene. Le sue acque trasparenti, consentono una visibilità che va dai 10 m ai 30 m. Anche le isole che fanno parte dell’arcipelago offrono diversi spunti interessanti: in esse, infatti, si trova una vegetazione lussureggiante che cresce su rocce di granito e in alcuni punti i piccoli isolotti, erosi dall’acqua, formano dei labirinti magici. Le poche spiagge dell’arcipelago sono di sabbia bianca, orlate di palme da cocco che si sporgono sulle acque turchesi. Tra le isole da visitare nell’arcipelago, Walig e Pele. In alcune di queste isole sorgono degli interessanti villaggi su palafitte che ospitano popolazioni papuane. Nell’arcipelago però non si trova solo mare o vegetazione, ma anche interessanti siti di petroglifi, risalenti a più di 5,000 anni fa, dove sono rappresentate creature marine e impronte di mani. L’arrivo a Wagmab, piccolo gruppo di isole che fanno parte della grande Misool è impressionante. La bellezza selvaggia di queste isole non si dimentica facilmente: canali interni, grotte, labirinti di isole e scogli con tutti i colori del mare che visiteremo con i gommoni. L’arcipelago di Misool è considerato una delle aree più interessanti per gli amanti delle immersioni e lo snorkeling.

Lasciamo a malincuore questa zona per andare verso l’arcipelago delle Molucche. Le Molucche (in indonesiano Maluku) sono un gruppo di isole dell'Indonesia che fanno parte del più vasto arcipelago malese e sono bagnate dall'Oceano Pacifico. L'arcipelago consiste in un migliaio di isole sparse tra il Mar di Banda e il Mare delle Molucche ed è delimitato ad ovest dalla grande isola di Celebes (Sulawesi), a nordovest dall'arcipelago delle Filippine, ad est dalla Nuova Guinea, a sud dall'Australia e a sudovest dall'isola di Timor. Le isole Molucche sono situate sulla placca continentale australiana e la loro superficie è di circa 851 000 km², dei quali solo il 10% è costituito da terraferma. La maggior parte delle isole sono montagnose, alcune con vulcani in attività, e hanno un clima umido. La vegetazione delle piccole e strette isole, circondate dal mare è molto lussureggiante; include foreste tropicali, sago, riso, noce moscata, chiodi di garofano ed altre varietà. Il capoluogo è Ambon situata a sud di Seram, l'isola più grande dell'arcipelago e che fa parte del gruppo di isole conosciute come Isole Lease. L'importanza storica delle Molucche, che in passato erano note come "isole delle spezie", deriva dall'intenso commercio di prodotti ed essenze coloniali sviluppato nei secoli da parte dei commercianti arabi, indiani, cinesi ed europei; solo in questi luoghi infatti era possibile trovare prodotti come i chiodi di garofano, la noce moscata o il macis (il fiore della noce moscata), prodotti e commerci che contribuirono ad attirare l'interesse di tutte le potenze coloniali europee che tentarono diverse volte di colonizzare l'Indonesia. Questo genere di spezie, infatti, era messo dagli europei sullo stesso piano dell'oro ed erano utilizzate nei modi più disparati: per conservare e aromatizzare le carni, preparare lozioni per alleviare i dolori causati dalla gotta e dai reumatismi e per preparare diversi tipi di profumi. Fanno parte delle Molucche anche le Isole Bande, nostra prossima mèta. Sono un gruppo di dieci isole di origine vulcanica e hanno una storia affascinante. Infatti, nel XV secolo erano l’unico produttore mondiale di noci moscate di alta qualità. Gli alberi di noce moscata vivono a quote leggermente elevate vicino al mare, soprattutto all’ombra dei grandi alberi kenari, che a loro volta producono una deliziosa noce simile alla mandorla. Durante la maturazione, i frutti sferici di colore giallo pallido si dividono a metà, rivelando al loro interno una noce marrone-nerastra avvolta in ‘lingue’ di filigrana scarlatta molto luminose. La noce è fatta essiccare e trasformata nella spezia vera e propria, utilizzata in passato come medicina con proprietà ipnotiche. Oggi sia la noce moscata, sia il macis (mallo della noce moscata) sono utilizzati soprattutto per preparare torte, salse per il pesce e liquori.

Una delle isole che appartengono a quest’arcipelago è quella di Run, la cui principale attrattiva è costituita dalle immersioni e dallo snorkeling nel profondo braccio di mare situato da 70 a 150 m dalla costa nord-occidentale. Dopo le devastazioni compiute nel 1616 dagli olandesi, gli inglesi andarono in difesa della stazione commerciale di Run e costruirono un forte sul piccolo isolotto di Neilaka, privo di sorgenti d’acqua e quindi indifendibile. Il capitano Courthope, rifiutò le offerte più ragionevoli per andarsene e la sovranità inglese sull’isola fu mantenuta anche durante i fatti del 1621, durante le quali tutti gli alberi di noce moscata furono distrutti. Nel 1667 il territorio fu ceduto all’Olanda in cambio di un isolotto del Nord America, altrettanto inutile: Manhattan. L’isolotto di Neilaka è talmente piccolo che il suo perimetro si percorre tranquillamente in dieci minuti ed è circondato da alcune distese di sabbia bianca tra le più belle delle isole Banda.

Bandaneira è sempre stata il principale porto e centro amministrativo delle Isole Banda. Oggi Bandaneira è un luogo affascinante in cui si conservano numerosi edifici del periodo coloniale e dove si può passeggiare senza una meta precisa. Sulla collina che sovrasta il villaggio, il forte di costruzione olandese Benteng Belgica che ha preso il nome dal paese natale del governatore generale Pieter Both, originario delle Fiandre; si tratta di una classica struttura difensiva a cinque punte in stile Vauban. Il forte è stato restaurato negli anni ’90 del secolo scorso. Gli edifici storici più significativi dell’epoca olandese sono stati restaurati e alcuni sono ora sede di piccoli musei. Delle isole Banda fa parte anche l’isola di Gunung Api su cui sorge l’omonimo vulcano che, alto appena 666 m ha sempre rappresentato una minaccia per BandaneiraLonthor e per chiunque abbia tentato di coltivare le sue fertili pendici. La sua eruzione più recente è avvenuta nel 1988. Il vulcano si può scalare per ammirare il panorama dall’alto, ma il percorso è molto impegnativo. Nei dintorni di Gunung Api ci sono bellissimi giardini di corallo in cui proliferano ascidie di tutti i colori. Particolarmente affascinante e assolutamente da non perdere lo snorkeling per ammirare i giardini di corallo cresciuti sulle colate di lava dell’ultima eruzione del vulcano.

L’isola più grande dell’arcipelago, Banda Besar, costituiva in passato la più importante zona di produzione della noce moscata. Dei tanti punti panoramici della zona, uno più splendido dell’altro, il più idilliaco è quello offerto dal Benteng Hollandia, il forte costruito nel 1624, una delle più grandi strutture difensive di tutte le Indie. Interessante anche una visita a una vecchia piantagione coloniale, dove i secolari alberi kenari si ergono ancora oggi a protezione delle piante di noce moscata.

Durante la nostra permanenza nell’arcipelago delle Molucche, avremo la possibilità di visitare molti luoghi, ma non tutti quelli citati nel programma che è essenzialmente esplicativo dell’area.

 

Sbarchiamo a malincuore dall’aurora, in tempo utile per raggiungere l’aeroporto dove ci imbarcheremo sul volo per Jakarta. Al nostro arrivo, all’aeroporto di Jakarta e tempo permettendo, potremo fare una visita della città, prima di ritornare in aeroporto per il volo per Milano Malpensa. Pernottamento a bordo.

 

L’arrivo in Italia è previsto nelle prime ore della mattinata.

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Dall’3 al 14 aprile 2019 navigheremo e pernotteremo sull’Aurora, una barca costruita nel 2008 e che ha cominciato ad operare nel 2010, seguendo i più alti standard di qualità.L’itinerario che effettueremo, sarà sempre e comunque soggetto alla decisione finale del capitano, che dovrà sempre valutare le condizioni del mare.  Caratteristiche tecniche: Anno di costruzione: 2008Tipo di barca: Motoveliero in legno 2 alberi - Phinisi IndonesianoLunghezza: Sundeck 32m, LOA - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • La crociera si svolge a bordo di un motoveliero in legno, dotato di tutti i comfort
  • È un viaggio riposante, in arcipelaghi poco turistici ma molto interessanti dal punto di vista della biodiversità marina

ESPERTI

  

FRANCESCA SERAFIN

  • Dal 1  aprile  2019 al 15  aprile  2019

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