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INSIDE NAGORNO KARABAKH: LA FORZA DI UN POPOLO

ARMENIA

icona orologio 10 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   19  aprile    al   28  aprile  
  • Dal   17  maggio    al   26  maggio  
  • Dal   21  giugno    al   30  giugno  
  • Dal   9  agosto    al   18  agosto  
  • Dal   20  settembre    al   29  settembre  
  • Dal   18  ottobre    al   27  ottobre  

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Un viaggio-novità in Armenia, patria di uno dei popoli più antichi del Vicino Oriente. Alla scoperta di una cultura nata venticinque secoli fa e un patrimonio artistico tra i più ricchi d’Europa. Una terra impregnata di spiritualità: fu il primo paese al mondo ad adottare il cristianesimo come religione ufficiale nel 301 d.C.. Lo testimoniano le numerose Khachkar (croci) erette o incise in tutto il suo territorio, e i tanti monasteri. Celebri vette, come il - continua -

A PARTIRE DA: 2.750 €


ITINERARIO

 

Partenza con volo di linea via scalo europeo per Yerevan. Arrivo in serata, trasferimento privato in hotel, cena e pernottamento.

 

 

Arrivo nella capitale armena in nottata. Accoglienza in aeroporto da parte della guida locale, ritiro dei bagagli, trasferimento privato in hotel e sistemazione nelle camere riservate per qualche ora di riposo.

Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta particolarmente piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. In tarda mattinata inizio delle visite della città.

Tra i vari allestimenti museali che Yerevan offre scegliamo il Museo di Storia Nazionale, ricco di reperti, che costituisce un’ottima base di partenza per rendersi conto di dove si è. L’Armenia è un paese effimero, un frammento del vasto territorio storico degli armeni, che nei secoli si è ampliato e ristretto molte volte. Quel che rimane è un lascito delle divisioni sovietiche degli anni 20 del XX secolo. Molto interessante il piano alto che ospita due carri funerari in legno e una vasta collezione di oggetti di ceramica, bronzo, terracotta oltre a gioielli e coltelli. La visita panoramica della capitale include Piazza della Repubblica, il cuore della capitale su cui si affacciano alcuni degli edifici più scenografici della città costruiti in tufo chiaro; il Teatro dell’Opera; la Cascade, la monumentale scalinata che collega la zona bassa del Teatro dell’Opera con il Parco della Vittoria, più in alto, dove si trova la statua intitolata a Madre Armenia. Il luogo è diventato un centro di aggregazione, molto animato e frequentato dai locali specie durante la bella stagione. Vicino all’Opera si trova anche un piccolo parco dove durante i fine settimana si svolge il mercato dei quadri chiamato Vernissage d’arte. Visitiamo infine il Tsitsernakaberd, il memoriale dedicato alle vittime del genocidio perpetrato da parte del governo ultranazionalista dei Giovani Turchi e il relativo museo.

(L’ordine delle visite di Yerevan è puramente indicativo e potrà essere svolto con ordine diverso da quello presentato. Se si riterrà opportuno, considerate le esigenze del gruppo, si potranno spostare alcune visite nei giorni successivi della nostra permanenza nella capitale).

Dopo un pranzo veloce, nel pomeriggio si visita la Cattedrale di Etchmiadzin, a circa 30 km dalla capitale armena. Il nome del luogo significa “L’Unigenito è disceso” poiché, secondo la leggenda, Cristo vi apparve a San Gregorio l’Illuminatore. A Etchmiadzin batte il cuore della chiesa armena. E’ qui che risiede il “Catholicos di tutti gli armeni” e si trovano oltre alla cattedrale-residenza, alcune tra le più antiche e splendide chiese armene, quelle intitolate alle sante Gayanè (630) e Hripsimè (618) dedicate a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Nel giardino della cattedrale è possibile ammirare alcuni khachkar, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo.

Poco distante si trova il Tempio di Zvartnots, delle “forze vigilanti”. Costruito da Narsete III nel 652 è crollato per un terremoto avvenuto tra il 930 e il 1000. Il sito, oggi ridotto in rovina, forma una collina di ruderi ancora in gran parte da esplorare. Una lunga campagna di scavi condotta tra il 1900 e il 1907 ha rivelato la consistenza completa e la grande importanza archeologica e architettonica del complesso che fu uno dei capolavori dell’architettura armena dell’Alto Medioevo. Il tempio si distingue per la profusione di sculture e altorilievi di cui si può ancora ammirare la ricchezza dei capitelli di stile ionico. I passaggi ad arco sono ornati di viti e melograni stilizzati. Etchmiadzin e Zvartnots sono entrambi inseriti tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità dell’UNESCO.

Rientro in hotel e cena in una tipica enoteca, dove si ha l’occasione di preparare personalmente dei  cocktail a base di vodka, con l’assistenza degli enologi, e  fare delle degustazioni. Rientro in Hotel e pernottamento.

 

 

 

Dopo la colazione partenza verso sud e prima tappa al monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana, a 40 km a sud della capitale.

Risale dal IV al XVII secolo e secondo la leggenda vi fu imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, perché predicava il Cristianesimo (letteralmente Khor Virap significa fossa profonda). Dal monastero si apre una stupenda veduta del Monte Ararat.

In posizione inaccessibile e spettacolare troviamo il Monastero di Noravank, la tappa sucessiva, situato in fondo alla valle, tra montagne di roccia rossa che gli fanno da sfondo. Siamo nella regione di Vayots Dzor, pittoresca zona di fiumi, cascate, grotte e picchi montani.

Il monastero sorge in una situazione di totale isolamento, in un ambiente aspro e roccioso, ma insieme grandioso e solenne. Il complesso fu fondato nel XII secolo, ma si espanse solo nei secoli XIII-XIV quando fu stabilita la sede episcopale di Siuni. Conserva stupende scene bibliche scolpite sulla facciata della chiesa-mausoleo della Santa Madre di Dio, tra i più raffinati esempi di scultura del patrimonio armeno. Dopo il pranzo in ristorante nei pressi del monastero si esce dalla gola per tornare sulla strada principale, verso le montagne. I paesaggi sono molto belli: l’aridità delle montagne contrasta con la fertilità del fondovalle dove verdeggiano pioppi e tamerici.

Lungo la strada visita alla cantina Tushpa per una degustazione di vino locale e sosta per il pranzo nei pressi del villaggio di Areni presso una casa rurale, dove si avrà l’occasione di osservare una realtà agricola e verace e preparare il famoso muraba armeno, una specie di marmellata speziata preparato con frutta locale.

Nel pomeriggio visita del Monastero di Tatev (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), un tesoro medioevale del X secolo. Dal XIII secolo fu il centro culturale dell’Armenia Orientale. Quello di Tatev è un complesso fortificato cinto da imponenti mura, sulle quali è possibile camminare per ammirare il panorama sulla valle sottostante. La sua posizione strategica l’ha sempre reso inaccessibile ai nemici ed è per questo motivo che divenne sede vescovile e centro politico e amministrativo della regione di Syunik. All’interno del complesso si trova il monumento Gavazan: una colonna di otto metri costituita da pietre sovrapposte e sormontata da un katchkar. In caso di scosse sismiche, il pilone si inclinava per poi tornare alla sua posizione iniziale, segnalando così il pericolo di un terremoto. Si può ancora vedere questa singolare opera di ingegneria architettonica eretta nel 904 al suo posto, anche se non più in funzione e tenuta insieme da placche metalliche. Il 16 ottobre 2010 è stata inaugurata la funivia (a tratta unica) più lunga d’Europa e del mondo, che copre una lunghezza di 5750 metri tra le due stazioni collegando il monastero a Halizor. La teleferica è dotata di moderne cabinovie da 25 persone, viaggia a una velocità di 37 chilometri l’ora e impiega 11 minuti per completare il suo percorso. Nel punto più alto sopra la gola di Halizor raggiunge un’altitudine di 320 metri offrendo una panoramica mozzafiato sui monti e vallate circostanti.

Prevediamo di salire col pullman fino al monastero per meglio godere della natura ed effettuare soste a discrezione nei punti panoramici. Al ritorno utilizzeremo la cabinovia per la discesa. (In loco si potrebbe decidere diversamente, a seconda dello stato della strada per raggiungere il monastero e delle condizioni climatiche. L’accompagnatore e la guida valuteranno l’opzione più opportuna).

Arrivo a Goris, sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

 

 

 

Dopo la colazione si parte per Khndzoresk - un villaggio scavato nella roccia insediato ancora dai tempi preistorici, ma usato anche come nascondiglio durante le ribellioni di libertà del 18° sec. Proseguimento verso il Nagorno Karabakh. Questa regione verde e boscosa, avvolta nel mistero e da un’aurea quasi mitica, cela una storia lunga e orgogliosa. Ufficialmente denominata Repubblica dell'Artsakh, è de facto uno stato a riconoscimento limitato, non riconosciuto dall’ONU, abitato da una popolazione armena, autoproclamatosi indipendente dall'Azerbaigian. L’Artsakh era una delle province del Regno Armeno di Tigran il grande che, nel I secolo a.c. andava dal mar Nero al mar Caspio. Come il resto del territorio armeno subì diverse conquiste, dai persiani ai tatari, fino a diventare parte dell’impero russo nel 1805, conservando però una certa autonomia. Nel 1921 il trattato di Mosca tra Russia e Turchia assegnò la regione all’Azerbaijan, dopo che a seguito della rivoluzione d’ottobre si erano verificati diversi scontri tra quest’ultimo e l’Armenia per il suo controllo. Per settantanni la situazione venne congelata, finché nel 1988 il Karabakh domandò l’annessione all’Armenia. A seguito della dissoluzione dell’Urss, il territorio divenne scenario di guerra, che durò fino al 1994, quando fu firmato l’armistizio, ma i negoziati per la definizione dello status del Nagorno Karabakh sono tutt’oggi in corso e vedono pochissimi progressi.

La prima visita è al monastero di Tsitsernavank. Si credeva che la basilica di Tzitzernavank contenesse le reliquie di San Giorgio. Nel passato, il monastero apparteneva alla diocesi di Tatev ed è menzionato come un importante centro religioso. Proseguimento per la città di Shushi – la città eroica del Nagorno Karabakh. Si visita la Cattedrale di Ghazanchetsots. Durante l’epoca sovietica la cattedrale fu distrutta, prima usata come granaio poi come un garage. Venne ricostruita nel 1998 ed ora svolge la funzione di cattedrale e sede della diocesi della chiesa apostolica armena nell'Artsakh. Pranzo in ristorante locale. Camminando lungo la strada si possono osservare diverse moschee, non sono più in funzione: sono state molto danneggiate durante la guerra di indipendenza e parecchie di esse sono in rovina o distrutte. Tuttavia, data la loro importanza storica, da qualche anno il governo della Repubblica dell'Artsakh, ha intrapreso un opera di restauro di alcune di esse. Opera che ha suscitato la reazione negativa del governo azero, che ritiene che un edificio di culto islamico non debba essere restaurato da un governo cristiano. Visita alla moschea di Jouma, la cui costruzione, iniziata nel 1768, è stata successivamente interrotta per essere completata negli anni 1883-85 su progetto dell'architetto azero di origine persiana Karbalayi Safikhan Karabakhi (1817-1910), uno dei più importanti rappresentanti delle scuole di architettura del Karabakh

L’Ultima visita è prevista al monastero di Amaras, uno dei più preziosi siti storici e religiosi del Sud Caucaso, e uno dei monumenti cristiani più antichi del mondo. E' associato alla diffusione del cristianesimo nelle terre orientali dell'Armenia nel IV secolo dopo Cristo, attraverso la missione del più importante predicatore cristiano dell'Armenia, San Gregorio l'Illuminators (257 d.C.- 331 d.C.). Amaras ospita l'ultima dimora di San Gregorio, il nipote dell'Illuminatore, che predicò il Santo Vangelo alle tribù pagane dell'area del moderno Dagestan nel Nord Caucaso, e che fu martirizzato nel 348 d. C,. Inoltre, come è ampiamente noto, Amaras è anche il luogo dove San Mesrop Mashtots (361 d. C. - 440 d. C.) aprì la prima scuola dove  fu insegnato agli scolari l'Alfabeto Armeno, da lui inventato.

Vicino al monastero sorge la il Monte Lusavorich, una collina boscosa lungo le pendici della quale, secondo la tradizione, San Gregorio l'Illuminatore meditò prima di posare le fondamenta della chiesa principale di Amaras.

Va detto che gli edifici attuali di questo monastero sono relativamente moderni (XVII-XIX secolo). Infatti, a differenza di molte chiese e monasteri armeni che sono stati eretti in montagna in posizioni spesso pressoché inaccessibili, il Monastero di Amaras è stato eretto in una vasta pianura e riflette la storia eroica e tragica del popolo armeno che ha dovuto affrontare un'invasione dopo l'altra. Come tale infatti, è stato esposto a numerose devastazioni attraverso i secoli, ma ogni volta ricostruito. L'elemento storico più importante  del monastero è il mausoleo, localizzato sotto l'altare della chiesa, che contiene la tomba del vescovo San Gregorio, il nipote dell'Illuminatore. Vi si conserva una parete sopravvissuta dall'originale costruzione del IV secolo, decorata con ornamenti geometrici e vegetali, tipici delle antiche chiese armene. Arrivo nella capitale Stepanakert. Cena e pernottamento in albergo a Stepanakert (Hotel Vallex Garden).

 

 

Prima colazione e visita della città, il centro economico e politico del Nagorno Karabakh. Situata in una zona pianeggiante, deve il suo nome in onore del rivoluzionario bolscevico armeno Stepan Shahumian. Tra i siti di maggior interesse segnaliamo il monumento che raffigura due teste giganti stilizzate, “Noi siamo le nostre Montagne” confidenzialmente chiamato “nonno e nonna”; costruito in tufo a metà degli anbni ’60, è diventato il simbolo dell’attaccamento della gente del luogo alla propria terra e ai propri costumi. Il centro città ruota attorno a piazza del Rinascimento, sulla quale si affacciano tutti gli edifici governativi. Visita del famoso mercato di Stepanakert e subito dopo si parte per la fortezza montana di Handaberd (1665m slm). Ci si arriva a piedi, circa un'ora di cammino dalla strada principale, perché la fortezza si trova sulla cima di una montagna boscosa. Pranzo al sacco. Proseguimento verso il monastero Gandzasar, letteralmente «tesoro della montagna» in armeno, del XIII secolo. Si crede che il monastero custodisce le reliquie del San Giovanni Battista e di suo padre.

L'ultima visita è prevista a Tigranakert, la città in rovine risalente al periodo ellenistico, dedicato al re armeno Tigran il Grande.

Rientro nella capitale Stepanakert. Cena e pernottamento in hotel.

 

 

Prima colazione in hotel e partenza; prima di rientrare in Armenia, visita del monastero di Dadivank, edificato tra il IX e il XIII secolo. Il monastero è stato fondato da San Dad, uno dei discepoli dell'apostolo Giuda Taddeo, da cui prende il nome. Inizia il nostro viaggio verso nord, con sosta al villaggio di Noraduz per una breve visita al cimitero medievale dove si trova la più alta concentrazione di khachkar, croci in pietra intagliate che datano dal IX al XV secolo. La strada poi si inerpica sulle montagne e si sale oltre i 2.000 metri per raggiungere il caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332, all'epoca in cui il tratto della Via della Seta dall'Iran all'Europa passava per Goris. E’ quello meglio conservato di tutta l'Armenia, con uno spazio centrale e due camminamenti con nicchie ai lati. Questa antica locanda per i viaggiatori, come pure la fortezza di Amberd, che controllava un altro importante tratto della Via della Seta più a nord, testimoniano la rilevanza dell'Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Siamo arrivati presso il Lago Sevan, “un pezzo di cielo caduto sulle montagne”, situato 1900 m sopra il livello del mare. E’ un centro di villeggiatura frequentato durante la stagione estiva dagli armeni e uno dei luoghi più suggestivi della piccola repubblica. Pranzo al sacco. Raggiungiamo la penisola su cui sorge il Monastero di Sevanavank, da cui si domina il lago. La costruzione del monastero è stata patrocinata intorno all’874 dalla principessa Mariam Bagratuni e testimonia la rinascita dell’indipendenza armena dopo le invasioni arabe. Il monastero comprende le due chiese degli Apostoli (Arakelots) e della Santa Madre di Cristo (Astvatsatsin) e un cortile disseminato di antiche croci di pietra. Arrivo a Dilijan, una delle cittadine più importanti di queste parti dove visitiamo a piedi la parte vecchia della città, animata dai laboratori degli artigiani (ceramisti, falegnami). Cena e pernottamento in hotel.

 

 

 

 

Prima colazione in hotel e partenza per Gyumri. Ci dirigiamo nella regione di Tavush, la Svizzera armena, tra verdi montagne e belle vallate, per raggiungere il monastero di Goshavank (XII-XIII secolo), fondato da Mechitar Gosh, giurista e autore del codice civile armeno, posto sulla sommità di una collinetta che domina l’omonimo villaggio di Gosh. Nel sito si trovano alcuni khachkar molto raffinati tra cui quello che il maestro Poghos scolpì con motivi decorativi così fini da farlo assomigliare a un merletto.

Proseguimento del viaggio e sosta ai villaggi (Lermontovo, Fioletovo) di case bianche regolari in mezzo a distese di prati verdi che sembrano isbe russe. Ogni casa ha un orto con cavoli e patate, sono abitate da gente dai capelli biondi, quasi bianchi e dagli occhi azzurri. Sono russi molokani che appartengono a una setta ortodossa e furono deportati dallo zar Nicola I nel 1830; un altro mondo. Esiliati qui da secoli, questi russi sono rimasti chiusi nella loro piccola realtà senza aprirsi al mondo esterno: si sposano tra loro, non parlano armeno e conservano le loro abitudini di vita. Pranzo in ristorante. Proseguiamo quindi

Visita al Monastero di Haghpat (X-XIII secolo), immerso in uno scenario fantastico. Il monastero, fondato dai principi Bagratuni, illumina il visitatore sull’organizzazione e la vita di un grande complesso monastico medievale con le sue chiese, i conventi, il refettorio e la biblioteca. Molto interessanti le tombe sormontate dai khachkar. Siamo nella provincia di Lori, vicino al confine con la Georgia. Ad Akhtala, incontro con alcune responsabili dell’associazione di Giovani Donne dell’Armenia Nurik. L’associazione, fondata nel 2004, si occupa di sostenere i giovani, ed in particolar modo le ragazze, e le donne, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, l’innalzamento del livello di occupazione, lo sviluppo di piccole e medie imprese, contribuendo allo sviluppo regionale, alla promozione dei valori tradizionali e al rafforzamento della pace. L’obiettivo è quello di rafforzare attraverso corsi di formazione, aiuti economici e legali, battaglie politiche, il ruolo delle donne nel settore sociale, economico, educativo e culturale. Nel tardo pomeriggio arrivo a Gyumri.  È la seconda città dell’Armenia per grandezza e importanza. Ha una storia di 2.500 anni e vecchie case di pietra dipinte di bianco dal sapore stranamente mediterraneo, ma è stata profondamente ferita dal terribile terremoto del 1988. Cena in hotel e pernottamento.

 

 

 

Prima colazione e partenza verso sud. Sosta alla Fortezza di Amberd (X-XIII secolo). Situata a 2300 metri di altitudine, nascosta tra i rilievi del massiccio del Monte Aragat, il maggiore del paese, in un quadro selvaggio di austera bellezza, fu un importante anello nel sistema di difesa contro i temuti turchi e a protezione del ramo principale armeno della Via della Seta. Interessante la chiesa dell’XI secolo, sicuramente la parte meglio conservata del sito. La fortezza, imponente e oscura, è visibile solo esternamente.

Sosta al Parco delle Lettere, un gruppo di monumenti di tufo che raffigurano le lettere armene, un monumento a Mashtots, l’inventore dell’alfabeto. Il Monastero di Saghmosavank (monastero dei salmi) sorge in prossimità di un bel canyon che aggiunge fascino al luogo. La chiesa principale del complesso venne eretta nel 1215 dal principe Vace Vaciutyan sul luogo dove nei primi secoli del cristianesimo c’erano degli eremiti. La chiesa appartiene al tipo cruciforme a cupola. Il complesso monastico comprende un gavit (nartece) spazioso e un deposito dei libri oltre alla chiesa piccola. Sulla parte superiore dell’abside dell’altare c’è un bassorilievo con lo stemma di Vaciutyan: l’aquila con un agnello negli artigli. Pranzo al sacco. Raggiungiamo quindi il monastero di Hovhannank. La chiesa principale è una costruzione cruciforme a cupola con le due sagrestie a due piani sulla parte ovest. Lì sono applicati parecchi ornamenti; i pilastri arcati sono coronati da bei capitelli. Si distingue particolarmente l’ingresso dell’atrio su cui è scolpita una scena molto interessante sul tema delle vergini sagge e stupide. Alla destra dell’ingresso sono collocate croci di pietra addossate ai muri. Rientro a Yerevan, sistemazione, cena e pernottamento in hotel.

 

 

Prima colazione e partenza per il Tempio del Sole di Garni (III secolo a.C.) gioiello dell’architettura armena precristiana, l’unico monumento che appartiene alla cultura ellenistica conservatosi dopo la cristianizzazione in Armenia. Oltre al tempio, il complesso architettonico comprende il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico rosa e verde di notevole fattura e i resti della chiesa tetraconca a pianta circolare.

Pranzo in una casa locale a Garni dove c'è la possibilità di osservare la preparazione del pane nazionale «lavash» e il barbecue nel forno sotterraneo chiamato «tonir».

Nel primo pomeriggio visita al Monastero di Geghard (XII-XIII secolo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), dove la tradizione vuole fosse conservata la lancia, geghard in armeno, che trafisse il costato di Cristo. Si trova in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, fa di questo complesso uno dei monumenti più suggestivi del viaggio. Attorno al monastero sono visibili numerosi khachkar, alcuni finemente scolpiti nella montagna. Dentro, si susseguono ambienti bui, trafitti qua e là da pochi raggi solari che filtrano dalle finestrelle. In uno, simile a una grotta, c’è una fonte. Dicono che la sua acqua arresti l’invecchiamento. Rientro a Yerevan per la visita del Museo del Matenadaran, depositario degli antichi manoscritti che comprendono documenti storici dall'Europa e dall'Asia. C'è anche la prima copia della Bibbia in armeno e i Vangeli che affascinano con le loro miniature.

Nel tardo pomeriggio visita a una distilleria di brandy Ararat con degustazione.

Cena tipica in ristornate locale con musica tradizionale e pernottamento in hotel.

 

 

Prima colazione e trasferimento privato in aeroporto. Partenza con volo di linea via scalo europeo per il rientro in Italia.


 

 

 

1. Fortezza di Amberd   2. Lago Sevan   3. Monastero di Goshavank

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Viaggio: non presenta nessuna difficoltà, particolarmente indicato per chi ama i viaggi di interesse storico e culturale. Lo effettuiamo tutto via terra, su strade in generale in buone condizioni, utilizzando un pulmino per il nostro gruppo. I trasferimenti non sono mai particolarmente impegnativi in quanto l’Armenia occupa un territorio abbastanza ridotto. Si viaggia a un’altitudine media di 1500 m slm. Il punto più alto che si raggiunge è a 2440 m slm Sicurezza: il Paese è - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Kel 12 è l’unico operatore a proporre un viaggio in Armenia e Nagorno Karaback con un esperto
  • Il tour propone alcune esperienze particolari per conoscere meglio la realtà locale. Tra queste, un incontro con l'associazione Nurik, che si occupa di promuovere i diritti delle donne

ESPERTI

  

PAOLO GHIRELLI

  • Dal 19  aprile  2019 al 28  aprile  2019
  

GIANLUCA PARDELLI

  • Dal 17  maggio  2019 al 26  maggio  2019
  • Dal 18  ottobre  2019 al 27  ottobre  2019
  

GIACOMO IACHIA

  • Dal 21  giugno  2019 al 30  giugno  2019
  

Esperto Kel 12

  • Dal 9  agosto  2019 al 18  agosto  2019
  

PAOLO BROVELLI

  • Dal 20  settembre  2019 al 29  settembre  2019

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