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LA RUTA DE HUMBOLDT: L’INCONTRO CON GLI ULTIMI YANOMAMI

VENEZUELA

icona orologio 14 GIORNI
minimo 7 massimo 7 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   27  dicembre    al   9  gennaio  
  • 2019

  • Dal   10  gennaio    al   23  gennaio  

Un tour in Venezuela, per ripercorrere l’itinerario seguito, agli inizi dell’Ottocento, da Alexander Von Humboldt. L’obiettivo dell’esploratore prussiano era provare l’esistenza del leggendario Casiquiare, un canale naturale che, nei racconti degli Indios e dei missionari, collegava il fiume Orinoco al Rio Negro. A bordo di un bongo, la tradizionale imbarcazione in legno, si attraversano impenetrabili foreste accompagnati dal canto di migliaia di uccelli rarissimi. - continua -

A PARTIRE DA: 6.450 €


ITINERARIO

Partenza dall’Italia con volo di linea per Caracas, via scalo europeo. All’arrivo incontro con il nostro rappresentante in loco, trasferimento in hotel e pernottamento.

 

Prima colazione e trasferimento all’aeroporto di Charallave (47 km a sud di Caracas e imbarco sul volo privato e noleggiato Turbo King per P.to Ayacucho (1h30 ora circa di volo). Puerto Ayacucho, fondata nel 1924 da un ingegnere, Santiago Aguerrevere, è l'unica città e capitale dello stato "Amazonas". All’arrivo breve visita di Puerto Ayacucho con il mercato indigeno e trasferimento in hotel.

 

Nota: tempo permettendo potremo uscire nuovamente per acquistare le ultime cose necessarie alla spedizione o per fare due passi verso la “Pietra di Tartaruga” o verso la comunità Piaroa dove si trovano i petroglifi del pintao.

Pernottamento.

 

 

Partenza via terra per il porto di Samariapo, a circa 60 km da Puerto Ayacucho, da dove ci imbarchiamo su un “bongo”, la tipica imbarcazione locale. Comincia da qui la navigazione lungo il fiume Orinoco, il terzo più grande dell’America Latina con i suoi oltre 2000 km di lunghezza. Quando nel 1799 Alexander Von Humboldt arrivò in Venezuela sulla sua nave “Pizarro”, fu irrimediabilmente attratto dall’Orinoco, che decise di seguire in una fantastica spedizione che lo portò ad annotare sul suo taccuino la geografia, la flora, la fauna e i popoli che incontrò sul suo percorso. Ed è proprio sulla scia della Pizarro che ci muoveremo noi, scoprendo l’Amazzonia con la stessa sorpresa del suo primo esploratore.

La navigazione durerà circa 10 ore fino a San Fernando de Atabapo, dove ci fermeremo per la notte. Pernottamento in posada.

 

San Fernando de Atabapo era il centro principale del provincia amazzonica venezuelana, tanto da esserne stata la capitale per circa 70 anni, prima che questa venisse spostata a Puerto Ayacucho. San Fernando de Atabapo visse un’epoca di grande fervore economico nei primi anni del 900 con l’arrivo del colonnello Tomàs Funes, che qui divenne il principale proprietario terriero e commerciante di caucciù. Oggi, invece, la cittadina rappresenta il punto di riferimento per chi, come noi, sta per addentrarsi nel cuore della foresta amazzonica. Una volta validati tutti i permessi cominciamo quindi la navigazione lungo il fiume Atabapo, affluente dell’Orinoco e proseguimento della frontiera naturale fra Colombia e Venezuela. Quando il corso del fiume si restringe è il momento di deviare la navigazione sul fiume Temi, fino a raggiungere il porto di Yavita. Con circa 9 ore di navigazione arriviamo quindi presso una comunità indigena di Yavita, dove ci fermiamo per la notte. Pernottamento in amaca con zanzariera.

 

Lasciamo per un momento le vie d’acqua in favore di un trasferimento via terra in furgoncino, per respirare a pieni polmoni l’aria della foresta. I km che ci separano da Maroa verranno percorsi su piste dal fondo stradale sconnesso che renderanno piuttosto lunga la traversata: circa 5 ore.

Maroa è una cittadina multietnica adagiata sulle rive del fiume Guanìa, che per la sua posizione vanta una ricchissima biodiversità sia tra le specie di uccelli che di piante: si potranno vedere tanti tipi di bromelie, funghi, orchidee e la “Flor de Maroa”. Pernottamento in posada.

Nb. Durante il trasferimento in furgoncino i passeggeri verranno sistemati in parte sui sedili anteriori vicino all’autista, e in parte sulle panche posteriori.

La posada sarà di tipo basilare: semplice ed essenziale.

 

È il momento di riprendere la navigazione, questa volta sul fiume Guanìa. Discendiamo lungo le sue acque per circa 6 ore fino al punto in cui si mescolano con quelle del Casiquiare, formando il Rio Negro, tanto acclamato nei resoconti delle spedizioni di Alexander Von Humboldt. Il Casiquiare ha delle caratteristiche tanto rare da essere definito braccio – el brazo Casiquiare – piuttosto che fiume. Unisce infatti due bacini idrografici, l’Orinoco e il Rio delle Amazzoni, che scorrono in senso inverso.

Poco dopo aver superato il punto di controllo della comunità Solano cominciamo ad incontrare le prime tribù indigene dei Curripacas (o kurripako), che arrivarono qui in seguito al grande esodo che derivò dallo sfruttamento nelle piantagioni di caucciù e di lattice in Amazzonia. L’intervento di evangelizzazione da parte dei missionari ha avuto un forte impatto sulla comunità Curripaca, che tuttavia è riuscita a conservare la sua visione tradizionale del mondo. Questa dualità si nota anche nel linguaggio: nonostante non manchi chi conosce lo spagnolo, la lingua più diffusamente parlata è il kurripako, che appartiene alla famiglia linguistica Arawak. Pernottamento presso una comunità Curripaca di Curimacare, con sistemazione in tenda o in amache con zanzariere.

 

Accompagnati dalla mitologia indigena possiamo quindi continuare la navigazione sul leggendario rio Casiquiare e sulle acque scure e pescose del fiume Pasimoni, che nasce dalla catena montuosa del Tepuy della Neblina. Dopo una navigazione di circa 7 ore ci fermiamo su una spiaggia del Pasimoni dove monteremo il nostro campo, non distante dallo shabono: una unica, gigantesca, straordinaria casa-villaggio comune costruita in foglie di palma e legno e utilizzata dagli indigeni Yanomami: al suo interno vivono le famiglie della tribù in capanne disposte in forma circolare o rettangolare intorno ad una “piazza”, uno spazio centrale e aperto dove si svolge la vita collettiva. Uno shabono è il primo indizio di salute per una tribù Yanomami: questo si dilata o si restringe nelle dimensioni con lo stesso ritmo con cui le famiglie si allargano o si riducono, come in un grande respiro comune. Pernottamento.

 

Durante la colazione ci prepareremo all’incontro con gli Yanomami, gli unici nativi della regione ad aver conservato praticamente intatte tutte le proprie tradizioni ancestrali, i rituali e le credenze, vivendo immersi in un mondo abitato dagli xapiripë, gli spiriti della foresta.

La grande maggioranza degli Yanomami - una delle nazioni indigene più grandi d’Amazzonia - vive ancora, come secoli fa, nelle foreste più remote a cavallo fra il Brasile e il Venezuela, con scarsi contatti col mondo dei bianchi. Gli Yanomami usano il fiume per entrare in contatto con altre popolazioni, ma generalmente non si allontanano mai dal confortevole abbraccio di questa parte di Amazzonia. I pochi che sono scesi sul Casiquiare viaggiano abbastanza spesso alle città dei napëpë (letteralmente “i nemici, gli estranei”: cioè i bianchi e i criollos). Conoscono e usano vestiti, scarpe, fucili, motori, machete; ma usano anche gli archi, le frecce intrise di veleno curaro, le pitture corporali, gli orecchini e i bracciali tradizionali. Pernottamento nel villaggio per condividere parte della loro cultura, conoscere i loro usi e costumi, respirare la vita al villaggio come dei veri pionieri. La nottata sulle amache non sarà forse confortevole, ma ci permetterà di lasciarci avvolgere nello stile di vita senza tempo degli Yanomami.

 

Dopo la colazione accompagniamo alcuni membri della comunità nella raccolta di frutta e miele, nella speranza di riuscire anche a cacciare qualche preda che verrà poi cucinata nello shabono. In una comunità Yanomami non esistono capi, ma tutte le decisioni vengono prese in modo collettivo, magari dopo un’assemblea che vede la partecipazione egualitaria di tutti. Esiste però, come per tutte le tribù, una divisione dei compiti: mentre le donne si occupano della coltivazione di orti e della raccolta di noci, molluschi fluviali e larve, gli uomini si dedicano alla caccia di tapiri, cervi, pecari e scimmie, spesso usando le frecce al curaro. È importante però che nessun cacciatore mangi l’animale che ha ucciso, dovrà invece offrirne la carne agli altri membri della comunità e agli altri cacciatori, che a loro volta gli offriranno la propria.

Di ritorno allo shabono, dopo il pranzo comunitario, saremo privilegiati spettatori delle danze tradizionali degli Yanomami. Pernottamento.

 

Dopo la consegna dei regali alla comunità Yanomami riprenderemo la navigazione verso una vicina spiaggetta fluviale, dove ci accamperemo per la notte. Sarà un’occasione per elaborare tutte le emozioni vissute finora, per godersi i rumori della foresta e per assaporare gli ultimi momenti nel cuore di questa regione sperduta.

 

Questa mattina la navigazione comincerà molto presto per discendere lungo i fiumi Pasimoni e Casiquiare, che seguiremo per corca 8 ore fino a raggiungere San Carlos de Rio Negro, una cittadina multietnica dalle casette in legno. Abbiamo insomma percorso una buona parte di quella che fu la spedizione di Humboldt in queste terre… se pensate che le difficoltà non siano mancate, provate a immaginare come doveva essere ad inizio 800, quando ancora nessun europeo era arrivato fin qua!

 

Partenza a bordo di una Cessna 206, che può alloggiare fino a 5 passeggeri, per un volo della durata di circa 2 ore che ci ricondurrà a Puerto Ayacucho. Trasferimento in hotel.

 

Dopo la colazione trasferimento all'aeroporto di Puerto Ayacucho dove troveremo ad attenderci il volo charter King 100 che ci condurrà all’aeroporto di Charallave (47 km a sud di Caracas e 70 dall’aeroporto internazionale). Arrivo e trasferimento all’aeroporto internazionale e partenza con volo di linea per l’Italia, via scalo internazionale, nel tardo pomeriggio. Arrivo in Italia il giorno seguente.

 

Arrivo in Italia e fine del tour.

 


Amazzonia e comunità indigene. Foto di Paolo Brovelli

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 E’ obbligatoria la vaccinazione contro la febbre gialla per la zona amazzonicaI voli andata e ritorno da Caracas a Pto. Ayacucho sono operati con velivoli “Turbo King 100”, noleggiati per il nostro gruppo. Il volo San Carlos de Rio Negro - Pto. Ayacucho è operato con velivoli “Cessna 206” a 5 posti, noleggiati esclusivamente per il nostro gruppo.La navigazione avverrà su tipica imbarcazione di ferro “Bongo” con motore fuoribordo, con sedute. A bordo dell’imbarcazione non - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Il viaggio è di interesse naturalistico ma anche etnografico ed antropologico
  • Il tour ripercorre l’itinerario seguito, agli inizi dell’Ottocento, dall’esploratore tedesco Alexander Von Humboldt

ESPERTI

  

PAOLO BROVELLI

  • Dal 27  dicembre  2018 al 9  gennaio  2019
  • Dal 10  gennaio  2019 al 23  gennaio  2019

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