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LA VALLE DI KATHMANDU E IL TERAI

NEPAL

icona orologio 14 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   14  ottobre    al   27  ottobre  

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Un tour in una delle regioni del Nepal meno battute dal turismo: il Terai. Alla scoperta di una stretta pianura alluvionale, particolarmente fertile, al confine con l’India. Tante le tappe. Dal Parco Nazionale Reale di Bardia, dove vivono elefanti, rinoceronti e cervi. Ai villaggi abitati dai Rana Tharu, tra case fatte con mattoni di fango e disegni sulle pareti rappresentanti la vita del dio Krishna. Fino al tempio di Beheda Baba, dedicato al dio Shiva, e a Lumbini, luogo di nascita di - continua -

A PARTIRE DA: 3.500 €


ITINERARIO

Partenza da Milano con voli di linea per Kathmandu. Pasti e pernottamento a bordo.

 

 

Proseguimento per Kathmandu dove l’arrivo è previsto in tarda mattinata. Al nostro arrivo all’aeroporto, dopo aver sbrigato le formalità relative all’ottenimento del visto, incontro con il rappresentante locale e trasferimento in bus privato all’hotel. Pranzo libero e nel pomeriggio, fatica permettendo, possiamo cominciare a scoprire questa incredibile città. Kathmandu è un museo all’aperto e anche se negli ultimi anni è molto cambiata, con una miriade di costruzioni senza alcuno stile, è diventata rumorosissima, caotica e con molto inquinamento, non ha tuttavia perso il suo antico fascino e se quando siamo a Durbar Square pensiamo solo a immergerci nella sua magica atmosfera, riusciremo a dimenticare tutti gli aspetti negativi di questa città. La città si trova a 1.340 m slm ed è situata in posizione centrale rispetto alla valle che domina, più in lontananza, attorno alla valle, decine di montagne alte più di 6000 m che formano la catena himalayana. La città può essere visitata in diversi modi, ma l’ideale è scoprirla a piedi. Nel cuore della città vecchia: il Durbar, cioè “la piazza della corte reale”, dove sembra di tornare indietro nel tempo. Nel Durbar vi sono più di cinquanta templi e monumenti e fra questi spicca il magnifico Tempio di Taleju, che ospita la divinità della famiglia reale e che è possibili visitare solo esternamente. I suoi tre tetti sono ricoperti di rame dorato e una serie di campanelle tintinnanti rende atmosfera ancora più magica. Fu costruito dal re Mahendra Malla tra il 1549 e il 1596 dedicandolo alla divinità indiana Taleju Bhawani. Il Kasthamandap, il cui nome vuol dire “casa di legno”, fu costruito nel XII secolo e fu il re Laxmi Nar Singh Malla che volle la sua costruzione con il legno di un unico albero di “sal”. Inizialmente nell’edificio si tenevano cerimonie ed era il luogo di riunione dei forestieri che vi partecipavano e solo in seguito fu dedicato a Gorakhnath. Dietro questo edificio si trova il minuscolo tempio dell’Ashok Binayak, conosciuto anche come Maru Ganesh, una divinità molto amata dai nepalesi, il dio con la testa di elefante. Tornando più verso la piazza si trova il Tempio di Shiva. Sempre nella piazza, il vecchio Palazzo Reale, l’Hanuman Dhoka (il dio scimmia) che fu fatto costruire nel XVII secolo dal re Pratap Malla, anche se nel corso degli anni sono state fatte diverse migliorie e aggiunte. Nei pressi della piazza, il Palazzo della Kumari, un edificio monastico costruito a metà del XVIII secolo e capolavoro dell’arte newar, con le finestre di legno riccamente scolpite. Qui vive la dea vivente, o Kumari, incarnazione di Taleju Bhavani, la dea protettrice della famiglia reale, manifestazione di Durga. Interessante anche il Tempio di Jagannath, l’edificio più antico della piazza (XVII secolo). Pranzo libero e cena in hotel.

 

Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto in tempo utile per prendere il volo Della Buddha Air per Dhangadhi. Tenendo in considerazione l’orario di partenza e arrivo del volo domestico, si deciderà se continuare delle visite a Kathmandu o cominciare le nostre visite nel Terai.

Al termine della nostra giornata, rientro all’hotel Devotee per la cena e il pernottamento.

 

Oggi si celebra il festival Holi in tutto il paese, ma in particolar modo nelle regioni dell’ovest e molte delle danze eseguite dai Tharu sono eseguite proprio in occasione di tale festival. L’Holi (chiamato anche Phagu Purnima, significa colore rosso usato nel giorno di luna piena) che è celebrato per un giorno nel paese e per una settimana nella società Tharu. Ci sono due storie riguardo tale festività: Lord Khrisna, una delle incarnazioni di Vishnu stava giocando e danzando con alcune ragazze che avrebbero voluto danzare con lui da sole e per far questo il dio si moltiplicò in tanti “Krishna” e il festival è nato per celebrare tale danza; la seconda storia racconta che il demone Hiranyakashipu, il nemico di Vishnu fosse molto arrabbiato con suo figlio Prahalad perché era molto devoto del dio Vishnu e per questa ragione cercò di uccidere il figlio senza riuscirci. La sorella demone Holika aveva il potere di resistere al fuoco senza bruciare e così decise di uccidere il figlio con il fuoco. Neanche lei riuscì ad uccidere il figlio di suo fratello che fu salvato dal dio Vishnu ed anzi fu lei a morire e Holi celebra questo evento. I Tharu seguono la prima di queste due storie e celebrano Holi con danze rituali. Essi rispettano gli ospiti offrendo dei colori, alcool locale e carne di maiale o anatra. L’Holi è anche considerato il festival dell’amore ed è un periodo durante il quale i ragazzi e le ragazze si scelgono. Dopo la colazione, raggiungiamo un villaggio abitato dall’etnia dei Rana Tharu per scoprire insieme le loro tradizioni e per assistere alle loro danze e per scoprire il loro particolare sistema di pesca. Diversi indizi suggeriscono che i Tharu di questa regione abbiano un’origine etnicamente mista sviluppata attraverso l’integrazione di persone di altri gruppi. Molti dei Tharu di questa regione sono stati ampiamente sfruttati da cinici zemindar, proprietari terrieri. Poiché molti dei Tharu non possiedono la terra, sono alla completa mercé di queste persone senza scrupoli. In ogni villaggio c’è un funzionario chiamato mahato il cui compito è quello di mantenere la legge e l’ordine. È a tutti gli effetti il capo del villaggio. Nel villaggio che visiteremo, avremo modo di osservare le loro abitazioni costruite in fango. I muri esterni sono decorati a rilievo con immagini di animali e fiori. I cavallini d’argilla rappresentano la loro divinità e sono posti in capanne separate di fronte alla loro abitazione. Prodotti della foresta e degli orti sono appesi a seccare sotto i tetti delle case.

Dopo il villaggio, ci dirigiamo verso il Tempio di Ghodaghodi dedicato a Shiva che si affaccia sul lago più grande della regione e dove spesso sono celebrati dei matrimoni.

Dopo le visite, rientro a Dhanghadi per la cena e il pernottamento.

 

La giornata è dedicata alla scoperta della vita e della cultura dei Dangaura Tharu. Ci dirigiamo verso il villaggio di Rampur. I dangaura tharu si distinguono maggiormente dal resto della popolazione: si vestono in modo diverso, mangiano cibi diversi e pregano in modo diverso e i loro villaggi non sono multietnici come quelli dei tharu che abitano la parte est del paese. Diversi indizi suggeriscono che i tharu di questa regione abbiano un’origine etnicamente mista sviluppata attraverso l’integrazione di persone di altri gruppi. Molti dei tharu di questa regione sono stati ampiamente sfruttati da cinici zemindar, proprietari terrieri. Poiché molti dei tharu non possiedono la terra, sono alla completa mercé di queste persone senza scrupoli. In ogni villaggio c’è un funzionario chiamato mahato il cui compito è quello di mantenere la legge e l’ordine. E’ a tutti gli effetti il capo del villaggio. Nel villaggio che visiteremo, avremo modo di osservare le loro abitazioni costruite in fango. I muri esterni sono decorati a rilievo con immagini di animali e fiori. I cavallini d’argilla rappresentano la loro divinità e sono posti in capanne separate di fronte alla loro abitazione. Prodotti della foresta e degli orti sono appesi a seccare sotto i tetti delle case. Nel villaggio sono presenti circa sessanta abitazioni. Nei pressi del villaggio, si trovano due laghi naturali, dove fioriscono i fiori di loto e dove avremo modo di osservare da vicino il loro sistema tradizionale di pesca. Accanto ai laghi sorge il Tempio di Behedabada, visitato da molti pellegrini provenienti dalla regione, ma anche da Kathmandu e dall’India del nord. Rampur è sicuramente il villaggio Dangaura più tradizionale dell’area. Ci sarà la possibilità di assistere al loro tipico stile di vita e alle diverse attività culturali presenti durante il Festival Holi. I ragazzi e le ragazze eseguono diverse danze nei loro costumi tradizionali. Al termine delle visite, rientro in hotel a Dangadhi per la cena e il pernottamento.

 

 

Oggi la giornata è dedicata alla scoperta della cultura dei Katharia Tharu. Ci recheremo nel villaggio di Munuwa per assistere alle loro danze nei costumi tradizionali, ai quali aggiungono dei cesti in vimini o terracotta che donano un tocco particolare alle loro movenze. L’etnia dei Katharia Tharu ha molti tratti in comune, per quanto riguarda l’abbigliamento e l’architettura delle case con l’etnia Rana Tharu. I Katharia abitano la zona che va da Kailali a est fino a Gorakhpur e il Terai centrale. Secondo il ricercatore Krauskopff, i katharia sono suddivisi in due “sottogruppi”, i Pachala e i Purbya. Come per tutti i Tharu, anche per i Katharia, l’attività della pesca riveste un ruolo molto importante, anche se le tecniche utilizzate differiscono molto da gruppo a gruppo. Costruiscono le loro case utilizzando la terra mescolata all’acqua e le pareti interne sono decorate con figure che rappresentano la vita di Lord Krishna, menzionata nel poema epico Hindu, il Mahabharata, mentre i muri esterni sono incisi sia con figure simboleggianti la prosperità e il piacere, sia con soggetti come l’elefante, il pavone e il fiore di loto. All’interno delle case si trovano anche dei particolari granai in terracotta, anch’essi magistralmente decorati. Anche i costumi indossati dalle donne katharia, rivestono un fascino particolare. Oggi è il giorno principale del festival che si celebra in tutto il paese. Le persone si riuniscono nelle case e si pongono la tika (riso, polvere rossa e yogurt mescolati insieme) sulla fronte e la jamara (piante di orzo giallo sacro cresciuto nella camera della preghiera) nell’orecchio o nel cappello come simbolo di pace, prosperità e lunga vita. Le persone vanno dagli anziani per ricevere una benedizione speciale. Le attività che riguardano il festival si possono osservare ovunque.

Al termine delle visite, proseguimento per Chisapani. Pensione completa e pernottamento all’Hotel Siddharta.

 

 

Dopo la colazione, partenza per raggiungere Thakurdwara nel Parco Nazionale Reale di Bardia che si trova nel Terai occidentale, lungo il corso del fiume Karnali che da qui scorre placidamente verso le distese pianeggianti del Terai e la pianura indiana del Gange. Con un’area di 938 kmq, è principalmente pianeggiante con le colline Siwalik quale confine settentrionale naturale. Delle trentadue specie diverse di mammiferi che ospita il parco, si potrebbe avere la fortuna di ammirare la tigre reale del Bengala o il bue blu, i delfini del Gange, le antilopi, gli elefanti, il rinoceronte asiatico e il coccodrillo. Visiteremo il parco a bordo di jeep, Dopo la visita del parco, proseguimento per Kohalpur. Pensione completa e pernottamento al Central Plaza Hotel.

Oggi è una lunga giornata di trasferimento lungo l’East West Highway, anche se gli spunti d’interesse non mancano mai, dato che si attraversano numerosi paesi/villaggi e la campagna. Prima di arrivare a Lumbini, faremo una sosta nel villaggio di Thakurpura. Lungo la strada attraverseremo campi coltivati e ci sarà la possibilità di osservare le persone che lavorano nei campi. Arrivo a Lumbini. (Abbiamo scelto di percorrere qualche chilometro in più e pernottare a Lumbini per due motivi principali: ci sono strutture alberghiere migliori rispetto ad altre cittadine e poi ci troviamo già il giorno dopo vicino ai luoghi da visitare). Pernottamento al Lumbini Hotel Kasai.

Giornata dedicata alla visita del sito di Lumbini, città natale di Gautama Siddharta Buddha e quindi uno dei siti religiosi più importanti del mondo. Sembra proprio che Siddahrta sia nato in questa città, ai piedi di un albero di sal, nel mese di maggio del 563 a.C. Dal 1997 il sito è stato iscritto nel Patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Sebbene sia un’importante meta di pellegrinaggio, Lumbini non ha nulla in comune con Haridwar, la Mecca o Lourdes. Qui i pellegrini arrivano in un flusso lento e rispettoso e molti si fermano a meditare nei monasteri che sorgono nei pressi del sito. Il centro di Lumbini coincide con il tempio di Maya Devi che segna il punto esatto in cui la regina Maya Devi di Kapilavastu diede alla luce Gautama Siddharta. Intorno al tempio si estende un giardino sacro in cui si trovano la colonna di Ashoka e i resti delle fondamenta di decine di stupa e monasteri. Dopo essersi tolti le scarpe, si può camminare tra i resti archeologici passando su una passerella di legno sopraelevata. L’interesse dei pellegrini è rivolto soprattutto verso una scultura in arenaria, raffigurante la nascita del Buddha che si dice sia stata collocata qui per volontà del re Ripu Malla nel XIV secolo, quando Maya Devi era venerata come l’incarnazione della dea madre hindu. La scultura è stata quasi completamente erosa da secoli di adorazioni, ma si riesce ancora a distinguere la sagoma di Maya Devi aggrappata a un ramo di sal, mentre dà alla luce il Buddha sotto lo sguardo di Indra e Brahma. Si dice che il laghetto accanto al tempio sai quello in cui la regina s’immerse prima di partorire Buddha. Intorno al giardino si estende per chilometri un vastissimo parco, chiamato Lumbini Development Zone, progettato nel 1978 dall’architetto Kenzo Tange. Di fronte al tempio di Maya Devi, sorgono due piccoli monasteri: il Dharma Swami Maharaj Buddha Vihar, costruito dai pellegrini del Mustang e il Nepal Buddha Vihara eretto dai monaci indiani di Bihar. L’imperatore indiano Ashoka visitò Lumbini intorno al 249 a.C., lasciando dietro di sé una colonna di arenaria recante alcune iscrizioni celebrative dell’avvenimento. Riscoperta dal governatore di Palpa nel 1896, la colonna, alta 6 m è stata ricollocata nel proprio sito originario, di fronte al tempio di Maya Devi. Fin dalla creazione, nel 1978, della Lumbini Development Zone, i paesi buddhisti di tutto il mondo commissionano la costruzione di sontuosi monasteri intorno al luogo natale del Buddha: ciascun edificio riflette l’interpretazione del buddhismo propria del paese che rappresenta e sicuramente costituiscono un’affascinante mappa architettonica delle varie scuole della filosofia buddhista nel mondo.

Al termine delle visite, proseguimento per la cittadina di Tansen per la cena e il pernottamento.

 

 

Dopo la colazione, dedichiamo alcune ore della giornata per visitare la città di Tansen (Palpa). Ex capitale del regno magar di Tanahun è una città medioevale arroccata sulla collina che sovrasta il fiume Kali Gandaki, sulla strada tra Butwal e Pokhara. Le sue strette e tortuose stradine, inaccessibili alle automobili, ospitano un gran numero di botteghe e templi. Prima dell’ascesa degli Shah Tanahun era uno dei regni più potenti del Nepal. Il potere dei magar andò scemando nel corso del XVIII secolo e Tansen si reinventò come centro commerciale sulla rotta degli scambi tra India e Tibet. La lavorazione dei metalli e la tessitura del dhaka, la stoffa usata per le giacche tradizionali nepalesi e per i topi (cappelli di panno), sono tuttora le attività principali della zona. La piazza principale di Tansen è dominata da un curioso padiglione ottagonale, utilizzato per le cerimonie pubbliche all’epoca in cui Tansen era governata dagli Shah. Nell’angolo nord-occidentale della piazza sorge il piccolo Mandir (tempio) di Bhimsen a due piani, consacrato alla dea newari del commercio. Nella città sorge anche il Mandir di Amar Narayan, un classico tempio a tre piani in stile pagoda, costruito nel 1807 da Amar Singh Thapa, il primo governatore di Tansen e considerato uno dei più bei templi al di fuori della Valle di Kathmandu e dedicato al dio Vishnu. All’inizio della scalinata che porta al tempio si trova il più piccolo Mandir di Mahadev consacrato a Shiva. E’ costruito in stile newari a più livelli e al suo interno è custodito un caso dal quale l’acqua gocciola ininterrottamente su un lingam di pietra. Nella città si trova anche il Tansen Durbar, palazzo costruito dal governatore della provincia nel 1927. Amante dello sfarzo e dell’apparenza, questo personaggio era solito uscire a dorso di elefante dalla grande porta sul lato meridionale di Sitalpati per salutare i propri sudditi (agli stranieri non è consentito entrare nel palazzo). Dopo il pranzo, proseguimento per Pokhara. Abbiamo previsto il pernottamento a Naudanda, ai piedi dell’Annapurna e del Dhaualgiri, in un piccolo hotel circondato da rododendri e da cui ammirare il panorama della catena himalayana. Pernottamento al Himalayan Deurali Resort.

 

 

Ci si può svegliare prima dell’alba per ammirare dalla nostra camera le catene montuose dell’Annapurna, Dhaualgiri e del Manaslu e aspettare il sorgere del sole. Ritorno a Pokhara per visitare il Tempio di Bindhya Basini, in stile shikhara e con le mura bianche fu fondato nel XVII secolo ed è consacrato a Durga, l’incarnazione guerresca di Parvati, venerata qui nella forma di un saligram (fossile di ammonite risalente al Giurassico, più di 100 milioni di anni fa e che si trovano soprattutto nelle valli himalayane a nord di Pokhara. Al termine della visita, proseguimento per Bandipur, un villaggio di montagna adagiato sopra un alto crinale e a metà strada tra Pokhara e Kathmandu. E’ un vero e proprio gioiellino, non inserito nei circuiti turistici, ma che vale la pena di visitare, perché è un luogo dove l’atmosfera newari è rimasta quasi intatta. Infatti, più del 70% delle abitazioni conserva questo stile, con finestre di legno intagliato e tetti aggettanti in ardesia. Per raggiungere questo villaggio ci si ferma nella caotica città di Dumre e da qui percorrendo una ripida salita (a volte è necessario cambiare il nostro mezzo con jeep locali) si arriva al villaggio. Le vedute dell’Himalaya che si godono dalla collina su cui sorge il villaggio sono mozzafiato. Passeggiamo a piedi per le vie di Bandipur per assorbirne l’atmosfera.

Dopo la visita di questo grazioso villaggio, riprendiamo il nostro viaggio verso la caotica città di Kathmandu.

Cena e pernottamento al Soaltee Crown Plaza Hotel.

 

La mattina molto presto, possibilità di effettuare il volo panoramico facoltativo per ammirare la catena himalayana. A una quindicina di chilometri da Kathmandu si trova la città di Bhaktapur, detta anche Bhatghaon, la “città dei devoti”, antica capitale di uno dei regni della vallata. Qui si respira proprio l’aria di un tempo, perché a differenza di Kathmandu, i mezzi non possono circolare nella città vecchia che si percorre, quindi solo a piedi, e la maggior parte degli edifici sono meravigliosi esempi di architettura newari. E’ sicuramente uno dei luoghi più interessanti del Nepal, dove sembra di tornare all’epoca medioevale. Sembra che sia stata fondata nel IX secolo dal leggendario re Ananda Malla e fu capitale della valle dal XIV al XVI secolo. Gli edifici da visitare sono veramente tanti e dopo una spiegazione generale, sarà lasciato del tempo libero a tutti, affinché ognuno possa assaporarne l’atmosfera. Dopo la visita di Bhaktapur, ci dirigiamo verso Patan che si trova a 5 km dalla capitale. Il suo altro nome, Lalitpur, vuol dire “città della bellezza”.  Ed ebbe un ruolo importante nel corso dei secoli, già quando la valle era divisa in tantissimi regni feudali. Nel 1372 venne conquistata da un re della dinastia Malla di nome Jayasthiti che, dopo dieci anni unificò la valle portando la capitale a Bhaktapur. Fu proprio durante il regno dei malla che furono costruiti i bellissimi templi che tuttora si possono ammirare. Situata sull’altra riva del fiume Bagmati è una città prevalentemente buddhista. Rientro a Kathmandu. Se possibile, tempo libero per lo shopping. Pensione completa e pernottamento al Soaltee Crown Hotel.

(Al momento della stesura di questo programma il costo del volo panoramico sulla catena himalayana, ammonta a 200 euro circa).

 

Dopo la colazione, si possono continuare le visite di Kathmandu, dove c’è molto da vedere e alcune ore possono essere dedicate anche allo shopping. Nel primo pomeriggio, trasferimento in aeroporto per volo serale per Milano Malpensa via Doha.

 

L’arrivo in Italia è previsto la mattina presto.


 

 

 

 

  1. Donne Katharia Tharu 2. Abitazione Tharu 3. Donne Dhangaria Tharu

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Itinerario. Questo viaggio è stato ideato e studiato da Anna Canuto e proposto per la prima volta nel 2013. La novità del viaggio è rappresentata dalla zona occidentale del Terai che normalmente non rientra in alcun itinerario turistico, ma che offre degli spunti molto interessanti al viaggiatore curioso: costumi tradizionali, stili di vita particolari, architetture povere ma affascinanti. Sistemazioni. Durante questo viaggio si visita una zona del Nepal (Terai), al di fuori delle rotte - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Kel 12 è l’unico operatore italiano a proporre un viaggio nel Terai, una delle zone meno turistiche del Nepal
  • Il tour ha una forte dimensione antropologica e permette di incontrare diverse etnie nepalesi

ESPERTI

  

NICOLA PAGANO

  • Dal 14  ottobre  2018 al 27  ottobre  2018

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