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LE OASI CAROVANIERE LUNGO LA VIA DELLA SETA

TURKMENISTAN UZBEKISTAN

icona orologio 12 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

Un viaggio in Turkmenistan e Uzbekistan, nei luoghi leggendari lungo la Via della Seta, che videro in azione gli eserciti di Alessandro Magno e Tamerlano, tra le rovine della capitale dei Parti, Nisa, l’antica Merv, il minareto di Kunya Urgench, le splendide moschee e madrase di Khiva, Bukhara e, per chiudere in bellezza, di Samarcanda. Tutti luoghi iscritti dall’Unesco nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità per il loro grande valore - continua -

A PARTIRE DA: 3.850 €


ITINERARIO

Partenza nel pomeriggio da Milano Malpensa per Ashgabat via Istanbul. Arrivo in piena notte (01.55, orario soggetto a riconferma), assistenza e trasferimento all’Hotel Oguzkent 5* o similare per il pernottamento.

 

Prima colazione in hotel e partenza alla scoperta della capitale.

Ashgabat non è la città immobile e fatiscente delle descrizioni dei viaggiatori d’una ventina d’anni fa. È invece un centro ben ordinato e dinamico, con cantieri ed edifici moderni che vengono su come funghi, ampie vie alberate e lisce, aiuole e giardini ben curati. D’altra parte, gli ultimi sono stati anni importanti: gli anni della svolta, del Risorgimento, del dopo indipendenza, che data al 1991. Così i turkmeni si sono reinventati una nuova capitale, vetrina, seppur falsata, del nuovo efficientismo e specchietto per le allodole per gli investitori stranieri. Visitiamo alcuni dei suoi simboli, come l’Arco della Neutralità, con la statua d’oro massiccio del Turkmenbashi, il Padre dei turkmeni, il dittatore Saparmurat Niyazov, uomo forte del vecchio regime che in poco tempo trasformò il paese in una specie di feudo privato fino alla sua morte, nel 2006. Poi il Parco dell’Indipendenza, il mausoleo-moschea di Turkmenbashi, l’interessante Museo dei Tappeti che conserva tappeti di origine medievale fino ad arrivare al XX secolo. A circa 20 km di distanza dalla capitale, si trova Nisa, un antico sito archeologico inserito tra i luoghi Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. E’ qui che ci rechiamo nel pomeriggio, a visitare i resti dell'antica capitale dei Parti, il cui regno, grazie alle conquiste di Mitridate I (170-132 a.C.), divenne un vero e proprio impero. La crisi attraversata sotto i successori di Mitridate I venne risolta da Mitridate II (123-88 a.C.), il quale creò un impero esteso dall’Armenia ai confini dell’India, e si fregiò del titolo achemenide di “Re dei Re”. Fu durante il suo regno che vennero poste le basi dell’egemonia commerciale partica sulla scena internazionale, lungo la direttrice che collegava il Mediterraneo alla Cina attraverso l’Asia Centrale, più tardi nota come “Via della Seta”. Gli scavi hanno portato alla luce i resti dell'antica fortezza di Mitridatkert, realizzata sulla sommità di una collina e comprendente al suo interno due grandi complessi architettonici, uno dei quali, ancora parzialmente eretto, testimonia l'originalità dell'architettura dei Parti. Rientro ad Ashgabat per il pernottamento. Pensione completa.

 

NB: l’ordine delle visite durante questa giornata è indicativo e sarà stabilito dal Tour Leader in accordo con la guida locale.

 

Al mattino presto trasferimento in aeroporto e partenza con il volo per Mary (08.00/08.40. L’orario dei voli interni in Turkmenistan è soggetto a cambiamenti anche senza congruo preavviso, pertanto va sempre riconfermato in loco), situata a circa 350 km a est di Ashgabat. Mary, capoluogo dell’omonima regione, è il punto di partenza per visitare Merv, una delle più importanti città lungo la Via della Seta, fiorita dai tempi di Alessandro Magno fino al XIII secolo d.C., quando fu distrutta dai mongoli.

Siamo nel punto più occidentale del nostro percorso attraverso i deserti e le oasi sulla Via della Seta in Asia Centrale. Ricordiamo brevemente che la lunga via carovaniera si divideva in tre tronconi principali: il primo in territorio cinese e fino a Dunhuang dal quale proveniva la principale merce di scambio, la seta; il secondo si snodava ai bordi del deserto del Taklamakan dell'Asia Centrale fino alla catena del Karakorum e il terzo dalla Battriana e dalle città della Persia raggiungeva il Mediterraneo.

Merv è attualmente un parco archeologico dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco che comprende una serie di città risalenti a epoche diverse: Erk-Kala, Gyuar-Kala, Soltan-Kala, Abdullahan-Kala e Bayramalihan-Kala.

Visitiamo inoltre il mausoleo del Sultano Sanjar e il Mausoleo di Muhammed Ibn-Zeyd. Dopo il pranzo rientro a Mary e visita del Museo Archeologico che custodisce reperti provenienti soprattutto dal sito. Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto per il rientro ad Ashgabat (17.00/17.40, orario soggetto a riconferma in loco). Pensione completa. Pernottamento in hotel.

 

Ci attende oggi una giornata lunga e impegnativa, in cui dovremo attraversare il confine con l’Uzbekistan.

Al mattino trasferimento in aeroporto per il volo diretto verso nord, a Dashoguz (06.00/06.50, orario soggetto a riconferma in loco). Le ampie distanze da attraversare in Turkmenistan e la mancanza di buone vie di comunicazione rendono i voli interni il mezzo più funzionale per realizzare il nostro percorso. Da Dashoguz proseguiamo in pullman in direzione nord per circa 90 km per visitare il sito di Kunya-Urgench, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Kunya-Urgench, capitale dell’Impero di Khorezm dall’VIII al XIII secolo, distrutto dalle orde barbare di Genghis Khan, conserva importanti monumenti tra cui lo splendido Mausoleo di Turabeg Khanum, il minareto di Kutlug Temur, il minareto più alto dell’Asia Centrale e il Mausoleo del Sultano Tekesh. Al termine delle visite proseguiamo verso il confine con l’Uzbekistan che prevediamo di attraversare nella località di Khojeili. Lasciamo la guida e il mezzo turkmeno per incontrare la nuova guida e il nuovo mezzo che ci accompagneranno fino alla fine del viaggio.

Il passaggio delle frontiere terrestri da queste parti è ancora un’esperienza; la burocrazia e la rigidità di certi controlli ci riportano a una Russia d’altri tempi. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Jipek Joli 3*, l’hotel più modesto in cui soggiorniamo durante il nostro viaggio.

 

Prima di lasciare Nukus non possiamo mancare la visita del Museo d'Arte del Karakalpakstan. Ospita una straordinaria collezione di arte moderna russa e uzbeka prevalentemente relativa al periodo 1918-1935, di qualità impensabile in un posto tanto isolato, dovuta alla straordinaria opera di Igor Savitsky. È proprio l'isolamento di Nukus ad avere permesso alla collezione di sopravvivere lontano dagli occhi della censura sovietica. Il museo di stato ospita una collezione di suppellettili rinvenuti durante ricerche archeologiche, gioielli tradizionali, costumi e strumenti musicali. Al termine della visita partenza verso Khiva, facendo una deviazione nel deserto per visitare la fortezza di Ayaz Qala. Il regno di Corasmia, che si estendeva fino all’odierno Turkmenistan settentrionale, si sviluppò sulla pianura lungo il corso inferiore dell’Amu-Darya, sul ramo settentrionale della Via della Seta, e per migliaia di anni costituì un’importante oasi di civiltà in mezzo ai deserti dell’Asia Centrale. A nord-est di Khiva, nella regione del Karakalpakstan meridionale, si trovano ancora le rovine di molte città e fortezze dell’antica Corasmia, alcune delle quali risalenti a ben più di 2000 anni fa. Il nome tradizionale di questa zona è Elliq Qala, che significa “Cinquanta Fortezze”.

Le fortezze, interamente realizzate in argilla, si stanno lentamente sgretolando al sole cocente, ma i resti permettono ancora di farsi un’idea del grandioso sistema difensivo e delle singole imponenti strutture.

Visitiamo Ayaz Qala perché la riteniamo la fortezza più suggestiva e interessante. Il percorso attraversa campi coltivati a cotone e ortaggi, la fortezza lambisce il deserto Kizilkum (sabbie rosse) vero e proprio. Pranzo in un campo di yurte nei pressi della fortezza e proseguimento verso Khiva.

A seconda dell’orario di arrivo, potremo effettuare una prima passeggiata all’interno delle mura di Khiva. Cena e pernottamento all’Hotel Orient Star / Malika Khiva 3* (o similare).

 

Dedichiamo la giornata alla visita di questa cittadella racchiusa da imponenti mura d’argilla. La nascita di Khiva si perde nella leggenda. Di sicuro abbiamo notizie del luogo fin dall’VIII secolo, quando Khiva era una piccola fortezza avvolta da poderose mura e una stazione commerciale ai limiti della Via della Seta. Perse importanza quando, tra il X e il XIV secolo, capitale della zona divenne l’attuale Urgench, che fu distrutta a sua volta da Tamerlano. La città crebbe d’importanza di nuovo all’inizio del ‘500, quando divenne un importante mercato di schiavi, che per tre secoli segnò la sua storia. All’inizio del ‘700 il khan dell’epoca riuscì a sfuggire alla conquista russa di Pietro il Grande, cosa che invece non riuscì al suo successore nel 1873, anno in cui l’esercito russo annesse definitivamente la città all’impero sovietico.

La parte antica della città (che è stata inserita dall’UNESCO nell’elenco dei luoghi considerati “Patrimonio dell’umanità" nel 1991) si chiama Ichan Kala ed è circondata da una lunga e possente cinta di mura di fango, lunghe 2,5 km su cui si aprono quattro porte.

La più importante è quella occidentale, detta Ota Darvoza. Khiva in effetti non è una semplice città, ma un vero e proprio museo a cielo aperto: ha mantenuto integra la struttura urbanistica originale all'interno delle mura perimetrali, dove si concentrano la maggior parte dei monumenti. Si visita facilmente a piedi e tutto è a portata di pochi passi.

Ci addentriamo, quindi, nell’Ichan Kala, percorrendo i suoi vicoli tortuosi, visitando minareti, madrase, palazzi e moschee (l’ordine delle visite è puramente indicativo e potrà essere variato dall’accompagnatore e dalla guida locale al fine di ottimizzare le giornate). Entrando in città dalla Ota Darvoza, sulla destra, scopriamo uno dei simboli della città, il Kalta Minor, un immenso minareto rivestito di piastrelle turchesi che però appare interrotto di netto alla sua metà. L’edificio venne iniziato, nel 1881, da Mohammed Amin Khan, che nelle intenzioni voleva erigere una torre colossale, la più alta dell’Asia, ma il khan morì provvisamente e la costruzione fu quindi interrotta. Visitiamo la fortezza Kunya Ark, residenza dei sovrani, costruita nel XII secolo e successivamente ampliata. La tozza sporgenza presso l’ingresso è la prigione dei khan. All’interno dell’Ark si trova una moschea estiva, del XIX secolo, una bellissima moschea all’aperto con splendide piastrelle bianche e blu decorate con motivi vegetali. Accanto la vecchia zecca, oggi un museo. Proseguendo si entra nella sala del trono, dove i khan dispensavano giudizi. Da qui si può salire sui bastioni, avendo una bella vista sui tetti della città.

Uno degli edifici più affascinanti è senza dubbio la Moschea Juma (del Venerdì), caratterizzata da ben 213 colonne di legno che sostengono il tetto, imitando le antiche moschee arabe. Le poche colonne finemente intarsiate appartengono al colonnato originale, risalente al X secolo, mentre le altre, insieme al resto dell’edificio, sono del 1700. A sud della Moschea Juma si trova un mausoleo molto sacro, che, per il suo incantevole cortile e le splendide decorazioni a piastrelle, è uno dei luoghi più suggestivi della città. Pahlavon Mahmud era un filosofo-poeta, oltre che un eccezionale lottatore, divenuto addirittura patrono di Khiva. All’interno, in un ambiente di stile persiano sormontato da una cupola turchese, si trova la tomba del khan Mohammed Rachim II, che regnò dal 1865 al 1910. Il sarcofago e le pareti della tomba di Pahlavon Mahmud, invece, sono decorate con bellissime piastrelle colorate. Per entrare, come sempre nei luoghi sacri musulmani, è necessario togliersi le scarpe.

Situata sulla parte sud del centro storico, si trova la Madrasa Islam Khodja, la più recente di Khiva, costruita nel 1910. Accanto alla Madrasa s’innalza il bel minareto di Islam Khodja, il più alto di Khiva. Elegante nelle sue cromie ocra e inserti in ceramica policroma, svetta sulla città e lo si nota da ogni parte.

Nella zona nord-est della città visitiamo il Palazzo Tash Hauli, il cui nome significa “Casa di pietra”, che mostra forse le decorazioni più sontuose della città: piastrelle in ceramica, sculture di pietra e di legno. Il palazzo fu fatto costruire da Alla Kuli Khan tra il 1832 e il 1841, come alternativa molto più lussuosa alla fortezza Ark.

Pranzo e cena in ristorante. Al termine delle visite trasferimento in aeroporto la Urgench per l’imbarco sul volo diretto a Bukhara (21.10/22.10), la seconda città carovaniera sulla Via della Seta che visitiamo. Arrivo e trasferimento in pulmino privato all’Hotel Omar Khayyam o Minzifa 3* (o similare) per il pernottamento.

 

NB: può succedere che i voli interni vengano cambiati o cancellati anche senza congruo preavviso, nel cui caso Kel 12 provvederà a organizzare il trasferimento via terra a Bukhara e riorganizzare le visite dei giorni successivi senza spese aggiunte. L’operativo definitivo del volo sarà confermato nel Foglio Notizie assieme ai documenti di viaggio.

 

A Bukhara la grandiosità degli antichi edifici ricorda periodi importanti della sua turbolenta storia di invasioni e battaglie contro arabi, mongoli e contro Tamerlano. Verso la fine del XVI secolo fu la capitale dello stato chiamato Khanato di Bukhara. Questo periodo vide fiorire il commercio e la città assunse l'aspetto che mantenne fino al 1919, anno della rivoluzione. Ecco quanto scrissero i fratelli Polo della città: “… si arriva a una città chiamata Bukhara, che è grande e nobile molto. Quivi è un mercato ove fanno capo tutte le costose merci dell’India e della Cina, con molte pietre preziose, con molti tessuti grossi e buoni, vi sono inoltre abbondanti spezie. C’è insomma in quel luogo un tale via vai di merci che è una cosa meravigliosa a vedersi. In ogni giorno di mercato tutte le piazze sono riboccanti di uomini. Si spaccia ogni cosa. I mercanti sono numerosi e le merci abbondanti. …”

Gironzolando per la città vecchia ci s’imbatte in un vero e proprio groviglio di vicoli commerciali e minibazar. Nei caratteristici mercati coperti minuscole botteghe s’aprono in angusti spazi al cui interno gli artigiani lavorano in penombra. Il centro storico, tuttora abitato, è praticamente intatto. Quasi tutta l’area, più di 140 edifici dove predomina il colore marrone, è stata inserita nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

Numerose moschee e scuole coraniche testimoniano l’importanza della religione musulmana che creò qui un centro di studi di giurisprudenza, matematica e astronomia, ma proprio la sua importanza scatenò l'ira di Gengis Khan che crudelmente uccise tutta la popolazione e distrusse le biblioteche islamiche.

Di seguito indichiamo le principali visite previste, segnalando che l’ordine è indicativo e potrà essere variato dalla guida locale e dall’accompagnatore al fine di ottimizzare la giornata. Dell’antica rete di canali e vasche che assicuravano rifornimento idrico, ma anche frequenti pestilenze, rimane un’importante testimonianza nella piazza Lyabi-Hauz, adornata da gelsi secolari e dove si affacciano importanti monumenti. Costituisce il cuore del centro storico che si stende tra tre vie che si uniscono formando un triangolo.

La denominazione indica “intorno alla vasca” e ben rappresenta il ruolo che ancora oggi svolge il posto nonostante lo sviluppo moderno della città.

Osserviamo gli edifici e le madrase che vi s’innalzano ai lati, tra cui la Madrasa Nadirkhon Devanbegi e la Madrasa Ulugbek.

La Madrasa di Nadirkhon Devanbegi è del XVII secolo. Originariamente, per il ruolo commerciale e la posizione della città, nasce come caravanserraglio e sull’ampia facciata offre due grandi pavoni rivolti verso un sole con fattezze umane. È uno degli esempi più evidenti della possibilità di non rispettare il tradizionale divieto islamico di raffigurare esseri viventi.

Poco distante si trova la Moschea Mogaki Attari, la più antica dell’Asia Centrale.

Risale al IX secolo con aggiunte del XVI. Le sue origini però sono ancora più antiche perché alcuni scavi hanno riportato alla luce parti di templi zoroastriano e buddista. Questo luogo pare esemplificare bene il carattere storicamente tollerante di Bukhara, come conferma anche il fatto che una parte di questo complesso fosse nel passato usata come sinagoga. 

Il complesso di Poi Kalon con la moschea e l’alto minareto del XII secolo costituiva un tempo il punto di riferimento per le carovane che arrivavano dal deserto circostante. Le sue 14 fasce di mattoncini cotti color sabbia, tutte diverse una dall’altra, sono state per secoli un esempio per l’architettura della regione.  Poco a est del centro storico si trova il Chor Minor.

La colossale fortezza Ark, di cui rimangono impressionanti mura restaurate dai sovietici, è la costruzione più antica di Bukhara. Era una città regale all’interno della città e fu abitata fino al 1920, anno in cui fu bombardata dall’Armata Rossa. La cittadella è circondata da possenti mura, che danno ancora un’ottima idea del suo splendore di un tempo. Parti restaurate e rovine compongono un insieme degno di nota che include una moschea, cortili, passaggi coperti, appartamenti, sale che ospitavano udienze, harem, trono…

Per visitare il Mausoleo di Ismail Samani occorre entrare nel Parco Samani a qualche centinaio di metri dall’Ark, verso ovest. Il parallelepipedo in mattoni di terracotta coperto da una cupola è del X secolo e le sue mura spesse due metri hanno consentito alla poderosa struttura di resistere al tempo.

Accanto, sempre nel parco, sta un altro mausoleo, quello di Chashma Ayub costruito nel corso di quasi cinque secoli, dal XII al XVI, sopra una sorgente fatta scaturire da Giobbe, secondo la tradizione.

Tutta la zona a nord ovest della Lyabi-Hauz era dedicata da sempre ai mercati. Oggi ne rimangono tre, destinati soprattutto ai turisti, e tutti in ambienti coperti e sormontati da cupole con i tetti progettati per convogliare all’interno l’aria fresca. Ecco quindi il Taqi-Sarrafon, il bazar destinato ai cambiavalute, il Taqi-Telpak Furushon, quello dei cappellai e il Taqi-Zargaron, occupato dai gioiellieri. Tutti offrono ogni genere di mercanzia, dai tappeti, per i quali la città è celebre, anche se più per il loro commercio che per la loro fabbricazione, agli oggetti di artigianato, per cui il Paese è famoso.

Pranzo in ristorante, cena nella magnifica Akbar House, una casa-museo del XIX secolo appartenuta a ricchi mercanti ebrei. Rientro in hotel e pernottamento.

 

La mattinata è dedicata al completamento delle visite di Bukhara o, qualora, fossimo riusciti a effettuare tutte le visite previste il giorno precedente, è a disposizione per una passeggiata in autonomia nei luoghi che più hanno catturato l’attenzione o per fare acquisti nei diversi mercati.

Pranzo e a seguire partenza in pulmino verso l’ultima città sulla Via della Seta che ci attende, la leggendaria Samarcanda. Arrivo in serata, cena e pernottamento all’Hotel Grand Samarkand 4* o similare.

 

Specchio del Mondo, Giardino dell’Anima, Gioiello dell’Islam, Perla dell’Est, Centro dell’Universo: sono alcuni dei nomi dati a questa città su cui aleggia ancora l'atmosfera delle leggende di "Arabian nights". Samarcanda è di una bellezza struggente; i minareti, i monumenti dagli sfavillanti mosaici blu sono così belli da superare ogni aspettativa.

Dalla sua fondazione nel V secolo a.C. la città ha alternato momenti di splendida espansione a secoli di decadenza. Fu sottomessa ai persiani durante il VI secolo e conquistata da Alessandro il Grande che, secondo la leggenda, sposò proprio qui Roxana. In seguito le orde di Gengis Khan ebbero la meglio sulle difese della città, ma fu con Tamerlano che la città assunse gli splendori che la resero famosa, dal momento in cui, nel 1369, la nominò capitale del suo vastissimo impero. Grazie ai suoi capolavori architettonici e archeologici, “la città delle cupole azzurre” è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO.

Molti monumenti oggi non esistono più, rimangono però diverse costruzioni sontuose che ricordano il suo glorioso passato. Visitiamo il sito archeologico di Afrosiab con le rovine dell’antica Samarcanda, abbandonata all’inizio del XIII secolo, dopo la conquista dei mongoli, l’Osservatorio di Ulugbek e il Gur Emir, l'eterna dimora di Tamerlano, con la cupola blu alta oltre 30 metri. Ultimato nei primi anni del XV secolo, è un insieme non particolarmente imponente come ci si aspetterebbe riguardando un così famoso personaggio. Infatti furono le circostanze a far sì che Tamerlano fosse sepolto qui invece che nella cripta di Shakhrisabz. L’area che protegge oltre alla lapide di Tamerlano anche quelle di figli e nipoti, è all’interno di un edificio caratterizzato da una grande cupola scanalata. La tomba vera e propria del condottiero si trova in una cripta inferiore, come era consuetudine delle sepolture islamiche.

Il complesso del Registan, che in tagiko significa “luogo sabbioso”, è sicuramente una delle immagini più splendide e celebri di tutta l’Asia. Si tratta di un’immensa piazza, su cui prospetta un grandioso complesso architettonico tardo-medievale di madrase e moschee. Nel XIV secolo il complesso era il centro commerciale della città, con la grande piazza adibita a bazar. Il complesso principale è formato da tre immense madrase, Ulugbek, Shir Dar e Tilla Kari, che svettano verso il cielo con le loro splendide decorazioni di piastrelle azzurre. La simmetria delle facciate e l’eleganza delle proporzioni, insieme alle mattonelle smaltate verdi e blu, creano un’apoteosi di colori. Ovunque, motivi decorativi riproducono frasi in caratteri arabi, raffinati mosaici e arabeschi.

Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Mattinata dedicata al completamento delle visite di Samarcanda.

Visita della Moschea di Bibi Khanum, dedicata alla bella moglie di Tamerlano e allo splendido complesso funerario di Shakhi-Zinda, il “Sepolcro del Re Vivente”. Per alcuni è il monumento che più rimane impresso di Samarcanda. Si tratta di un’area funeraria composta di alcuni santuari realizzati attorno alla probabile tomba del cugino del profeta Maometto. Il luogo, meta di pellegrinaggio, è molto coinvolgente non solo architettonicamente.

Non potrà infine mancare una visita al "Bazar della Via della Seta". Pranzo in ristorante locale. Nel tardo pomeriggio trasferimento alla stazione ferroviaria e partenza con il treno veloce “Afrosiab” per Tashkent.

Il treno, con standard paragonabili a quelli europei, copre la distanza tra Samarcanda e Tashkent in poco più di due ore, mentre in pullman ci s’impiega circa quattro ore e mezzo. L’impiego del treno ci offre inoltre, in tutta comodità, di mescolarci insieme alla gente del luogo e approcciare a un aspetto della vita reale uzbeka. Durante il tragitto si attraversano ampie coltivazioni di cotone, una delle risorse economiche più importanti per l’Uzbekistan. Cena e pernottamento all’Hotel Lotte City Tashkent Palace 4* o similare.

 

Prima colazione e visita di Tashkent, la città più importante dell’Asia Centrale, nodo commerciale dell’intero Turkestan.

Oggi conta oltre 2,5 milioni di abitanti e rappresenta la quarta città dell’ex Unione Sovietica dopo Mosca, San Pietroburgo e Kiev.

Prima del terremoto del 1966 che la rase al suolo, il canale di Ankhor separava la città vecchia (uzbeka) da quella nuova (russa). La prima consisteva in un dedalo di viuzze intorno al Bazar Chorsu, la seconda in ombrosi viali che s'irradiavano dall'odierna piazza Amir Timur. Il terremoto ne ha stravolto la fisionomia che è stata ricostruita dal periodo post sisma ai giorni nostri.

Tashkent ha il suo centro nella piazza Amir Timur, caratterizzata da una statua di Tamerlano, appunto. Il traffico, pur notevole, è agevolato da una metropolitana che costituisce motivo di vanto per la ricchezza dei decori delle varie stazioni. Avremo modo di visitarne una.

La zona vecchia ha invece il cuore nelle vicinanze del Bazar Chorsu, il mercato locale dei contadini. Sotto la cupola verde, la sua natura non è stata completamente stravolta negli ultimi anni.

Sulla vicina altura, poco più a sud, a poche centinaia di metri, sta la Madrasa di Kulkedash. Il centro religioso ufficiale della repubblica è la Piazza Khast Imam, dove si trovano la Madrasa Barak Khan e la Moschea Tila Shaikh (chiamata anche Moschea Khast Imam) nella cui biblioteca è conservato il Corano di Osman del VII secolo, ritenuto il più antico del mondo.

Visitiamo quindi il Museo di Arti Applicate, un bell’edificio in stile tradizionale ricco di decorazioni in stucco e in legno intagliato che raccoglie un’interessante esposizione di ceramiche, tessuti, gioelli, strumenti musicali, e la Piazza del Teatro Alisher Navoi.

Pranzo e cena in ristorante, pernottamento in hotel.

 

Trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea per il rientro in Italia via Istanbul.


 

 

 

  1. Kunya-Urgench, Turkmenistan   2.  Mercato, Bukhara
  1. Piazza Registan, Samarcanda

 

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

CARATTERISTICHE DEL VIAGGIO Viaggio molto interessante dal punto di vista storico-culturale che si sviluppa tra il Turkmenistan e l’Uzbekistan e include tutti i siti indicati come Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco presenti nella regione.Utilizziamo quattro voli interni (di cui 3 in Turkmenistan e 1 in Uzbekistan) per coprire le distanze maggiori, laddove, nel mezzo, non vi sono punti di interesse da visitare, il paesaggio non è particolarmente interessante o il viaggio si - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

Gli Esperti Kel 12 ti guidano in un viaggio esclusivo nello spazio e nel tempo, lungo la leggendaria Via della Seta. Abbiamo incluso tutti i siti Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco presenti nei due Paesi. Partiamo dal Turkmenistan dove si trovano i siti archeologici più antichi e, dopo aver attraversato il confine via terra, incontriamo Nukus e le città carovaniere dell'Uzbekistan. Abbiamo selezionato i migliori hotel disponibili in ogni luogo che visitiamo.

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