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SAN PIETROBURGO, IL SOGNO DI PIETRO IL GRANDE

RUSSIA

icona orologio 5 GIORNI
minimo 10 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   1  maggio    al   5  maggio  
  • Dal   1  giugno    al   5  giugno  
  • Dal   7  settembre    al   11  settembre  
  • Dal   16  ottobre    al   20  ottobre  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Cinque giorni per visitare San Pietroburgo e il suo inestimabile patrimonio artistico e architettonico. Circondati da innumerevoli guglie barocche e cupole dorate, alla scoperta di una città per certi versi disorientante. Un luogo in cui spesso si è incapaci di riconoscere se si sta passeggiando sulla riva del mare, di un canale o su una delle 44 isole che compongono la città russa. Ma che finisce per conquistare tutti con la sua atmosfera ricca di memoria e di dolcezza. Un - continua -

A PARTIRE DA: 1.770 €


ITINERARIO

Partenza da Milano-Linate per San Pietroburgo con voli di linea via scalo europeo. All’arrivo, incontro con l’Esperto Kel 12, trasferimento in città e sistemazione in hotel.  Cena in albergo e pernottamento.

 

Prima colazione in albergo e partenza per la visita di San Pietroburgo. Eretta dallo Zar Pietro I Romanov, detto  “il Grande”, su 42 isole del delta del fiume Neva, la città si presenta con una suggestiva alternanza di ponti, canali e palazzi dalla mirabile architettura. Una città simbolo, ricca di storia e arte, un luogo magico, quasi sospeso nel tempo. Una città mito. Costruita in una landa desolata in mezzo a ghiacci e paludi, San Pietroburgo è diventata centro culturale di primissimo piano per la sua posizione geografica, ai confini tra oriente e occidente. Fu la dimora degli zar e la città dove esplose la grande stagione della letteratura russa, da Gogol a Dostoevskij, ma dove avvenne anche la grande dichiarazione d'amore per l'Europa di Pietro I. Fu anche teatro di avvenimenti tragici e sanguinosi: dalla rivoluzione leninista del 1917, che la trasformò in Leningrado, all'assedio da parte dell'esercito tedesco durante la Seconda Guerra Mondiale.

In mattinata inizieremo il viaggio alla scoperta della città; Una delle nostre prime tappe sarà la cattedrale dedicata ai Santi Pietro e Paolo, custodita dalla fortezza che rappresenta il primo nucleo storico di San Pietroburgo, costruita per presidiare l’accesso al mar Baltico. Pietro il Grande concepì la fortezza come cittadella strategica durante la grande guerra del nord (1700-1721); l’opera, commissionata all'architetto Domenico Trezzini, doveva contenere al suo interno una cattedrale nella quale sarebbero state sepolte le sue spoglie e quelle dei suoi successori. La prima pietra, collocata dallo zar il 27 maggio 1703, conteneva l'iscrizione: «Nell'anno di grazia 1703, la città di San Pietroburgo fu costruita dallo zar e granduca Pëtr Alekseevic, imperatore di tutte le Russie». Nella fortezza, sorta sull'isola Enisari - in finlandese «Isola delle lepri» -, Pietro I stabilì la corte con il tesoro reale, il tribunale e le prigioni, situate nel bastione Trubeckoj. Fino al 1917 la fortezza fu usata principalmente come carcere politico e ospitò anche personaggi illustri fra cui: Dostoevskij, Gor’kij, Trockij e il fratello maggiore di Lenin, Alessandro.

Una prima chiesa, in legno, venne costruita in questo luogo subito dopo la fondazione della città e fu consacrata nell'aprile 1704 da Iov, arcivescovo di Novgorod. L'edificio attuale, la prima chiesa in pietra della città, fu progettato da Domenico Trezzini e costruito fra il 1712 e il 1733, termina con una guglia dorata che raggiunge un'altezza di 122,5 metri, sulla cui vetta è posto un angelo che regge una croce (uno dei simboli più importanti di San Pietroburgo). Durante l’opera di restauro intrapresa nel 1997 i restauratori, che stavano pulendo l'angelo, trovarono uno scritto protetto da un involucro rigido in una piega della tunica dell’angelo: nella nota i precedenti restauratori (anno 1953) si scusavano per il loro lavoro, ritenuto frettoloso e scadente. In quell'anno Chrušcëv aveva voluto che l'angelo fosse velocemente restaurato per il duecentocinquantesimo anniversario della città. Anche nel 1997 venne lasciato un messaggio per le generazioni future, il cui contenuto, però, non è stato rivelato. L'interno della chiesa si presenta con un sontuoso stile barocco caratterizzato da un'iconostasi (lo schermo che separa la navata della chiesa dal santuario) unica nel suo genere. Nella chiesa ortodossa l'iconostasi è normalmente una parete o uno schermo piano con tre porte, quello centrale usato solo per le cerimonie molto solenni: nella cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, è invece una specie di torretta sopra il santuario. La cattedrale venne chiusa nel 1919 e trasformata in un museo nel 1924. Benché sia ancora oggi un museo, le cerimonie religiose hanno ripreso ad essere celebrate nell'anno 2000. Al suo interno sono custoditi i resti di quasi tutti i sovrani di Russia da Pietro il Grande (la sua tomba si trova alla destra dell’iconostasi) a Nicola II e la sua famiglia in tombe monumentali di marmo bianco; quelle di Alessandro II e della moglie sono invece di diaspro verde e quarzo rosa. 

Dopo il pranzo libero proseguiamo l’itinerario con la visita di Palazzo Yusupov noto soprattutto per essere stato il luogo dell'assassinio di Grigory Rasputin; una delle poche case aristocratiche della città ad aver conservato molti dei suoi interni originali. Edificato alla fine del ‘700, il palazzo, nel 1830, fu acquistato dal principe Nikolay Borisovich Yusupov, e rimase di proprietà della nobile famiglia russa fino al sequestro dei beni da parte dei bolscevichi nel 1917.

Gli ambienti interni, minuziosamente restaurati, accolgono una straordinaria varietà di tecniche decorative e stili architettonici che ripercorrono la storia di San Pietroburgo; di particolare interesse il teatrino, un piccolo gioiello in stile barocco dall’eccezionale acustica, tuttora utilizzato per gli spettacoli.

La parte più enigmatica e misteriosa del palazzo è indubbiamente l’appartamento del principe Felix Yusupov dove, nel 1916, avvenne l’assassinio di Rasputin, qui in una stanza si possono osservare le figure di cera dei cospiratori -  nobili russi - che ordirono il complotto, mentre una seconda stanza la scena propone due figure di cera  (il giovane conte Yussupov e Rasputin) sedute a tavola  mentre degustano pasticcini e madera (il liquore preferito di Rasputin) avvelenati.

La giornata termina con la cena in un ristorante locale nei pressi dell’hotel.

Pernottamento.

 

 

Dopo la prima colazione prosegue l’itinerario alla scoperta della città; una delle prime soste sarà la Chiesa della Resurrezione o come è più comunemente nota la Chiesa del Sangue Versato: eretta tra il 1883 e il 1907 nel luogo in cui l'imperatore Alessandro II rimase vittima di un attentato perpetrato dal gruppo terroristico Volontà del Popolo (1881). La cattedrale, progettata dall'architetto Alfred Parland con lo stesso stile delle chiese russe dei secoli XVI e XVII, doveva essere un luogo privato di cordoglio per la morte dello zar. Furono i bolscevichi a aprire al pubblico le elaborate porte di questa chiesa. Negli anni '30, in seguito alla decisione di Stalin di chiudere tutti i luoghi di culto religioso, l'edificio venne adibito a magazzino degli articoli più svariati, dalle patate alle scenografie teatrali. Nei primi anni '70, fu finalmente avviato un processo di restauro che tuttavia procedette a rilento. Il clima politico non era ancora sufficientemente aperto verso la religione; non a caso attualmente è  ricordata come la chiesa dei tempi lunghi; basti pensare che ci vollero ventiquattro anni per costruirla e ventisette per ristrutturarla. In compagnia del nostro Esperto e della guida locale parlante italiano dedicheremo parte del tempo per visitare l’interno dell’edificio, dove potremo osservare circa 7000 mq. di pregevoli mosaici che rivestono le pareti interne opera di molteplici artisti russi quali: Vasnetsov, Nesterov, Ryabushkin, Belyaev e Kharlamov. 

La mattina continua con la visita della Cattedrale di Sant’Isacco la cui cupola dorata campeggia fra la piazza dei Decabristi e la vicina piazza Sant'Isacco. La costruzione della cattedrale attuale (le precedenti sono andate interamente distrutte o di esse è rimasto molto poco) risale ai primi anni del XIX secolo. All'inizio del 1800 San Pietroburgo si allargò rapidamente e la chiesa di Sant'Isacco eretta nel 1768 per volere di Caterina II la Grande non era adeguata alla capitale della Russia. Nel 1816 Alessandro I bandì un concorso per un progetto di ricostruzione della cattedrale, vietando però di distruggere le parti consacrate della vecchia cattedrale (l’altare e le mura). Molti architetti russi e stranieri vi parteciparono, fra di essi c'era August Montferrand, un giovane architetto francese, che fece 24 disegni della cattedrale nuova in diversi stili architettonici. Alessandro I ne approvò uno in stile classico e nominò Montferrand architetto di corte; i lavori presero il via nel 1819 e furono terminati nel 1858.

L'edificio, adibito a museo nel 1931, a partire dal 1990 ha ricominciato ad essere utilizzato per celebrare le funzioni in occasione delle principali festività religiose e può accogliere fino a 14.000 persone.

La cattedrale è uno degli ultimi monumenti del classicismo russo. Le caratteristiche tipiche del classicismo includono numerose colonne (qui se ne contano 112), una pianta ben precisa, una cupola sferica, la distribuzione di opere di scultura in armonia con l'architettura. Tuttavia Sant'Isacco ha anche alcune proprietà dell'eclettismo – la corrente principale dell'architettura del XIX secolo, tra le quali l'abbondanza di sculture sulle finestre e sui frontoni.

Più di 400 sculture e bassorilievi dei migliori maestri dell'epoca (Stepan Stepanovic Pimenov, Pjotr Klodt, Ivan Petrovic Vitali) decorano la cattedrale all'interno ed all'esterno. All'interno la cattedrale è rivestita completamente con 14 diversi marmi, tanto che spesso viene indicata come “Il museo di mineralogia”: per decorarla sono stati utilizzati ben 43 tipi diversi di pietra. I migliori pittori russi, membri dell'Accademia Russa di Belle Arti, contribuirono alla decorazione dell'interno della cattedrale, per citarne alcuni: Carl Bryullov, che realizzò l'affresco più grande della cattedrale “La vergine Gloriosa”;  Bruni, a cui si devono la maggior parte degli affreschi sulle volte che  raffigurano i racconti biblici del Vecchio e del Nuovo Testamento e altri ancora per un totale 23. Circa 150 pitture murali furono realizzati con una speciale tecnica detta “affresco a secco”, il colore fu applicato direttamente sull'intonaco già asciutto e non su quello fresco come vorrebbe la tecnica tradizionale.

Al termine della visita tempo a disposizione per il pranzo libero, per poi dedicare il pomeriggio alla conoscenza del grandioso Museo Hermitage che raccoglie più di tre milioni di opere, ma gli spazi consentono l'esposizione di "soli" sessantamila pezzi fra i quali si possono osservare: reperti preistorici, opere d'arte dell'antico Egitto ed una ricchissima collezione di dipinti e sculture dei più grandi maestri europei. Tra questi spiccano opere della Scuola Italiana, della Scuola Francese, di quella Spagnola e quelle Fiamminga e Olandese. Si potrebbero trascorrere intere giornate ad ammirare i suoi tesori senza mai stancarsi, tuttavia il tempo a disposizione impone delle scelte per cui ci concentreremo solo su alcune per approfondire ancora una volta la conoscenza della millenaria storia russa.

I sontuosi edifici che ospitano il museo sono splendidi capolavori dell'architettura barocca edificati tra il XVIII e il XIX secolo; tra questi spicca indubbiamente il monumentale Palazzo d'Inverno, realizzato a metà ‘700 dall’architetto italiano Rastrelli su commissione dell’Imperatrice Elisabetta. Gli interni del palazzo furono successivamente modificati secondo i canoni dello stile classico, più sobrio e razionale, per voler di Caterina la Grande. L’edificio funse da residenza reale fino al 1917 anche se gli ultimi due zar vissero prevalentemente in altri palazzi.

La collezione d’arte dell’Hermitage iniziò a essere raccolta in modo sistematico da Caterina la Grande, una delle più grandi collezioniste d’arte di tutti i tempi che acquistò più di 2000 dipinti. Successivamente lo Zar Nicola I arricchì considerevolmente la collezione del museo che aprì al pubblico per la prima volta nel 1852, anche se l'accesso era limitato ad una cerchia di utenti definiti "rispettabili" (usanza che decadde dopo la Rivoluzione). Nel periodo postrivoluzionario le dimensioni della collezione triplicarono, arricchendosi di molte collezioni private confiscate dallo stato.

Cena in ristorante locale e pernottamento.

 

Giornata dedicata alla scoperta di due delle residenze degli zar di Russia a Pushkin e Pavlovsk, rispettivamente a 25 chilometri e 29 chilometri a sud di San Pietroburgo. Si inizia dalla visita dei parchi e del Palazzo di Puskin o Palazzo di Caterina. Nel 1717 Caterina I, moglie preferita dell’Imperatore Pietro il Grande e imperatrice alla morte di quest’ultimo, aveva chiesto ad un architetto tedesco di costruirle un palazzo per passare l'estate. Il palazzo fu edificato ma nel 1752 l’Imperatrice Elisabetta Petrovna, sua figlia, ordinò di ristrutturarlo poiché lo riteneva troppo modesto. Fu così realizzata, dall’architetto italiano Francesco Bartolomeo Rastrelli, una residenza sfarzosissima in stile barocco russo, con sale splendenti per la ricchezza di luce e la predominanza degli specchi e dei dettagli lignei ricoperti con vero oro in foglietti. Fu creata anche la famosissima Camera d’Ambra o Sala d’Ambra, uno dei più grandi misteri del mondo dell’arte, sparita ai tempi della Seconda Guerra Mondiale e ricostruita con enormi finanziamenti del Governo russo e di quello tedesco nel 2003. Nelle varie epoche, il palazzo fu più volte ristrutturato secondo le mode e i diversi gusti ma, nonostante i cambiamenti, rimase sempre una delle residenze estive preferite dagli imperatori russi. Intorno al Palazzo si estende l’incantevole Parco di Caterina con i suoi laghetti, ponti, boschi ed edifici in diversi stili che formavano una sorta di parco dei divertimenti per la famiglia imperiale. Il parco è suddiviso in due parti tra loro stilisticamente diverse: una si presenta in stile classico (vecchio giardino) mentre l'altra è in stile inglese (nuovo giardino). Il vecchio giardino (chiamato anche giardino olandese) si dice sia stato progettato originariamente dallo stesso Pietro I, ma venne ad ogni modo completamente riorganizzato dai maestri giardinieri Jan Roosen e Johan Vocht negli anni '20 del Settecento con una disposizione su tre terrazze proprio di fronte al palazzo. A metà del XVIII secolo venne creato il giardino all'inglese nell'area a sud del palazzo attorno al Grande Stagno. Il lavoro iniziò sotto la supervisione di Vasily Neyelov e venne completato dal maestro giardiniere inglese John Bush. All'epoca di massimo splendore del palazzo, le pozze d'acqua occupavano un quinto dell'intero terreno del parco ed erano, impreziosite dalla presenza di un gran numero di cascatelle realizzate sfruttando alture naturali ed artificiali.

Al termine della visita pranzo libero e partenza per la cittadina di Peterhof, conosciuta anche con il nome di Petrodvorets, situata circa 29 chilometri a ovest di San Pietroburgo, per la visita del parco di Petrodvoretz.

Peterhof, ex residenza estiva dell’imperatore Pietro il Grande, colpisce per le dimensioni dei suoi parchi. Nonostante venga chiamata “la Versailles russa” per via delle numerose fontane, il complesso di Peterhof è in realtà qualcosa di ancora più particolare. A differenza della Reggia di Versailles, il sistema delle fontane a Peterhof non è artificiale, qui le fontane funzionano in modo naturale grazie al principio dei vasi comunicanti. Per questa ragione, nel periodo estivo, l’acqua può zampillare tutti i giorni dalle ore 11.00 fino alle 18.00 senza interruzioni, creando l’aspetto spettacolare di questo luogo e rappresentando, nelle intenzioni dei progettisti, la potenza marittima della Russia. Durante la visita ai parchi di Peterhof, si possono ammirare sia le “fontane decorative”, ornate con statue in marmo di Carrara e statue in bronzo dorato, sia le cosiddette “fontane scherzose” (piccola quercia, piccolo abete, ombrello), diffuse ai tempi dell’Imperatore Pietro il Grande.

Al termine delle visite rientro in albergo e tempo a disposizione per un po’ di relax.

Pranzo in ristorante locale e cena in hotel.

 

Dopo la prima colazione, partenza per la visita del Monastero Aleksander Nevskij. Il monastero fu eretto per volere di Pietro il Grande nel 1710, la sua capitale doveva avere un Lavra o Laura: un monastero eminente, un insediamento monastico di dimensioni ridotte costituito da celle cellule o grotte per eremiti, con una chiesa e, talvolta, un refettorio al centro.

Lo straordinario complesso architettonico ospita:  la Cattedrale neoclassica dedicata ad Alexander Nevsky considerato un santo dalla Chiesa ortodossa russa e i cui resti sono stati portati qui dalla città di Vladimir dove si trovavano in origine; due chiese barocche progettate dagli architetti italiani Trezzini, padre e figlio; il cimitero Tikhvin dove sono sepolti alcuni celebri personaggi della storia russa tra i quali il compositore Tchaikovskij, lo scrittore Dostoevskij, l’intellettuale e scienziato Mikhail Lomonosov; ed inoltre il Cimitero Lazzaro, il luogo di riposo di alcuni dei grandi architetti che hanno lasciato il loro segno indelebile sulla città, tra cui Starov, Quarenghi e Rossi.

Come molti centri dell'ortodossia, il Monastero fu vittima della Rivoluzione; fortunatamente, però, molto è sopravvissuto, grazie anche ad una accurata opera di restauro.

La mattinata prosegue con la visita del Museo Russo di Stato. Messo in secondo piano dal più rinomato Ermitage, il Museo Russo rappresenta una tappa altrettanto irrinunciabile per chiunque sia interessato all'arte e alla cultura Russa. La sua sede principale si trova a Palazzo Mikailovski, mirabile esempio di classicismo russo progettato e costruito dall’architetto Carlo Rossi tra il 1819 e il 1829 per il granduca Mikhail, fratello degli zar Alessandro I e Nicola I. Il museo fu fondato nel 1895 durante il regno di Alessandro III e aprì al pubblico tre anni dopo.

Oltre a mostre temporanee e monografie su generi e artisti russi, la sede principale del Museo ospita sette sezioni, circa 400.000 pezzi d'arte che abbracciano tutta i capitoli della storia russa, dal X secolo ad oggi: icone, lacche e arte antica dal XII al XVII secolo; scultura del XVIII e XIX secolo; pittura del XVIII secolo, della prima e seconda metà del XIX secolo, del tardo XIX secolo e inizio XX secolo; pittura sovietica. In compagnia della guida locale parlante italiano visiteremo le varie sale del complesso per giungere ad una conoscenza approfondita della cultura russa.

 

Nel pomeriggio assistenza e trasferimento in aeroporto; partenza per Milano con voli di linea via scalo europeo.


 

 

 

 

1. Il parco di Peterhof 2. Museo Hermitage 3. Piazza Palazzo d’Inverno

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Il viaggio è adatto a tutti, le visite vengono effettuate a piedi o in minibus dove necessario. Per tutte le visite incluse nel programma è prevista una guida locale parlante italiano L’ordine delle visite ed escursioni in ciascuna località può essere soggetto a variazioni per motivi di opportunità contingenti, senza compromettere le peculiarità del viaggio. La mancia si usa nei migliori ristoranti (10% circa), mentre in altre occasioni si calcola dal 5% al 10%. È buona - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • È un viaggio dalla forte valenza culturale
  • In pochi giorni si concentrano visite a musei, palazzi storici e monumenti rappresentativi della città

ESPERTI

  

Esperto Kel 12

  • Dal 1  maggio  2019 al 5  maggio  2019
  

FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI

  • Dal 1  giugno  2019 al 5  giugno  2019
  

MARCO PATRIOLI

  • Dal 7  settembre  2019 al 11  settembre  2019
  • Dal 16  ottobre  2019 al 20  ottobre  2019

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