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STORIA DI UNA CIVILTA’ MILLENARIA

IRAN

icona orologio 15 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

Due settimane nell’antica Persia, per ripercorrere la storia delle grandi civiltà della regione. Un viaggio nel tempo, tra i siti archeologici di regni e imperi Elamiti, Medi, Achemenidi, Parti e Sasanidi. Ma anche meraviglie millenarie come la ziggurat di Choga Zanbil, il sistema idraulico di Shustar, i bassorilievi di Bishapur e la Tomba di Ciro a Pasargade. Un tour che ripercorre i tracciati della Via della Seta fino a Yazd, incrocio delle rotte carovaniere che collegavano - continua -

A PARTIRE DA: 4.200 €


ITINERARIO

Partenza da Milano/Roma per Teheran. Arrivo in nottata, accoglienza da parte della guida locale, trasferimento e sistemazione all’Hotel Espinas 5* o similare. Pernottamento.

 

Prima colazione. La città di Teheran si estende su una vasta superficie a partire dal limite meridionale delle montagne dell'Elburz. Teheran conta attualmente oltre 15 milioni di abitanti ed è una vera e propria megalopoli. Divenuta capitale alla fine del XVIII secolo, ha conosciuto a partire dagli anni 50, con la crescente prosperità dovuta in gran parte allo sfruttamento del petrolio, uno sviluppo senza precedenti, marcato dalla costruzione di autostrade e di edifici di diversi piani, nonché dal flusso inarrestabile di persone provenienti dalle parti rurali del Paese. Poche sono le tracce visibili che testimoniano i due secoli di vita della città come capitale. In effetti, da due secoli a questa parte, è cresciuta all'insegna della più totale assenza di un piano architettonico: sovraffollamento costante, traffico caotico ed evidente mancanza di progetti urbanistici adeguati non possono fare a meno di colpire spiacevolmente il visitatore.

Tra la zona nord e quella sud della città si nota un profondo divario sociale. Nella prima il livello economico è elevato, vi si trovano quartieri residenziali eleganti, buoni ristoranti e negozi di qualità, mentre nella seconda si denota un certo grado di povertà e di caos, anche se è proprio questa la zona dove sono collocati i principali e più spettacolari musei che costituiscono il motivo d’interesse principale della nostra breve sosta.

Il Museo Archeologico dell'Iran si trova in Kheyabun-e Shahid Yarjani. Si tratta senza dubbio del più bel museo del Paese, data la quantità e la qualità delle testimonianze esposte provenienti da ogni parte dell'Iran. La visita al museo costituisce un’ottima introduzione alla storia della Persia e ai tesori che avremo modo di ammirare durante il nostro viaggio. Nello splendido Museo Nazionale dei Gioielli possiamo osservare una delle collezioni di gioielli più importante al mondo, accumulata attraverso i secoli da tutte le dinastie persiane. Il Palazzo Golestan, ex residenza dello Scià, poi sede del governo della famiglia Qajar, salita al potere nel 1779, è il monumento più antico della città ed è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2013. Al suo interno ospita il Museo Etnologico detto anche Palazzo Bianco, dove è raccontata la quotidianità dei persiani attraverso abiti e oggetti d’uso comune, e il Museo di Pittura Qajar Negar Khaneh. Lo stile architettonico è affascinante, rappresentativo delle antiche tradizioni locali, ma anche dell’influsso occidentale moderno. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Presto al mattino trasferimento all’aeroporto nazionale per il volo per Ahwaz, che dura circa un’ora. Partenza in pulmino in direzione nord per raggiungere i resti di Dur-Untash, capitale elamita del XIII secolo a.C., dove si trova l’unica antica ziggurat mesopotamica ad oggi visitabile, la Choga Zanbil. Costruita dal re elamita Untash-Gal, la ziggurat riveste un'importanza eccezionale sia per essere l'esemplare più orientale che finora si conosca, sia, specialmente, per essere la più conservata di quelle giunte fino a noi. L'edificio templare, decorato esternamente con placche e chiodi di terracotta trovati in abbondanza durante lo scavo, si innalzava con cinque piani, di cui tre sono ben conservati; al centro dei quattro lati della ziggurat si aprono quattro porte monumentali, fiancheggiate da animali di cui si sono trovati frammenti. La ziggurat conteneva al primo piano (appena sollevato dal suolo) due templi, di cui uno caduto in disuso in breve tempo; un terzo si trovava, come in tutti gli edifici del genere, sulla cima: tutti questi templi erano dedicati al dio elamita Inshushinak. Il passaggio da un piano all'altro dell'edificio avveniva mediante scalinate di diversa ampiezza: dietro le porte d'ingresso si aprivano quattro ampie scalinate che portavano al secondo piano, mentre un solo passaggio, piuttosto stretto, portava da questo al terzo piano. Ci spostiamo poi nella località di Shushtar che conserva uno storico sistema idraulico, iscritto nelle liste Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco come un capolavoro del genio creativo umano.

Il sistema prevedeva la realizzazione di due canali principali di diversione sul fiume Karun, uno dei quali, il Gargar, è ancora in uso e fornisce acqua alla città di Shushtar tramite una serie di gallerie da cui prendono acqua anche i mulini circostanti. Il Gargar forma una scogliera da cui l'acqua si riversa attraverso diverse cascate in un bacino sottostante. L'intero complesso idraulico testimonia l’alto livello delle conoscenze degli elamiti e dei popoli mesopotamici, nonché le influenze e commistioni di culture esterne come i nabatei e i romani. In serata rientro ad Ahwaz. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Pars 5* o similare.

 

Oggi ci attende una lunga giornata di trasferimento alla volta di Shiraz.

Sostiamo a Bishapur, antica città fondata dal re sasanide Shapur, famoso per avere sconfitto i romani invasori e per aver catturato, a Edessa, l’Imperatore Valeriano. Visita dei resti del Palazzo e del tempio di Anahita (dea zoroastriana della guerra, della fertilità, dell’acqua e madre di Mitra nei culti mitraici). Poco vicino, su una stretta gola, vi sono i famosissimi bassorilievi scavati nella roccia che commemorano le vittorie contro i Romani. Arrivo a Shiraz in serata e sistemazione all’Hotel Elysee 4* o similare. Pensione completa.

 

Escursione in giornata a Firuzabad, circa 110 km a sud di Shiraz.

Qui sorgeva la città sasanide a pianta circolare di Ardashir Khurreh (contratto poi in Gur), fatta costruire da Ardashir all’inizio del III secolo dopo Cristo. L’unica struttura che è rimasta in piedi è una torre in mattoni in cima alla quale probabilmente vi era un altare del fuoco. Poco fuori della città si trovano i resti del palazzo di Ardashir di notevoli dimensioni. L’edificio in pietrisco è uno dei primi costruiti con una cupola rotonda su base quadrata ed è certamente il più grande. Rientro a Shiraz nel pomeriggio. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione partenza per l’escursione a Persepoli, la capitale dei re achemenidi, di Dario, Serse e Artaserse I. I resti maestosi della reggia del V secolo a.C., i preziosi bassorilievi, la sfilata interminabile dei popoli che portano offerte al Re dei Re, i tori androcefali, i grifoni, le tombe scolpite nella roccia sulle pareti della montagna, fanno di questa giornata uno dei momenti più emozionanti del viaggio. E’ a Persepoli che possiamo ammirare ciò che resta del periodo di massimo splendore dell’architettura achemenide. Dario I vi trasferì la capitale nel 518 a.C., ma, se Dario aveva tracciato lo schema generale degli edifici, la Persepoli che conosciamo è opera di suo figlio Serse. Mentre i primi anni del suo regno furono dedicati alla guerra e all’amministrazione, già nel 485 a.C. l’interesse del sovrano fu dedicato all’edificazione della nuova capitale.

Fra gli edifici della terrazza reale di Persepoli, il più imponente è la grande “apadana” di Dario che poteva contenere 10.000 persone. La terrazza sulla quale si ergeva l’edificio è ricavata dalla viva roccia. L’accesso si effettua da due ampie scalinate, ornate dai famosi bassorilievi con l’omaggio dei popoli dell’impero al sovrano. Dopo la visita al celebre sito archeologico proseguiamo verso Naqhsh-e-Rostam, il luogo dove si trovano le tombe dei re achemenidi ormai vuote. La località è celebre per i bassorilievi sasanidi: uno di questi è noto poichè testimonia la sconfitta e la cattura dell’imperatore romano Valeriano ad opera del re sasanide Shapur.

Nel pomeriggio rientriamo a Shiraz, e ci dedichiamo alle visite della città. Shiraz è nota come la città dei poeti, delle rose e del vino, culla della cultura persiana. Splendidi giardini l’adornano, per la maggior parte ispirati alla classica struttura del cahârbâgh (tetragiardino). Visiteremo la tomba del grande poeta lirico persiano Hafez, la moschea Nasir ol Molk, costruita in epoca Qajar, la Qavam House (conosciuta anche come Narenjestan House), una casa storica tradizionale con un bellissimo giardino. Verificheremo in loco se sarà possibile visitare Shagh e Cherak, il Mausoleo del Re della Luce, dove non sempre l’accesso è possibile. Ci prenderemo del tempo per passeggiare nell’affascinante labirinto del Bazar-i Vakil e per dare uno sguardo alla cittadella (Arg-i Kharim Khan Zand) del 1767. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza per Kerman. Il percorso (circa 571 km) si snoda prevalentemente in un ambiente arido che alterna steppe e montagne, punteggiato qua e là da verdi oasi.

Sosta a Sarvestan per la visita del palazzo costruito in pietra e gesso che risale all'epoca di Bahram V (tra il 420 e il 438 d.C.) Arrivo a Kerman in serata e sistemazione all’Hotel Pars 5* o similare. Pensione completa.

 

Partiamo da Kerman per la visita ai resti di Bam, cittadella medievale fortificata costruita in terra cruda, che si sviluppò lungo l'antichissima via che collegava l'Iran centrale con le province orientali e con l'Afghanistan e il Pakistan.

Bam visse il suo periodo aureo sino al XIII secolo grazie al fiorente commercio carovaniero e alla produzione di seta, lana e cotone. Dell’antico complesso, che annoverava abitazioni, moschee, hammam, bazar, caravanserragli, officine, non restano che le rovine: un violento terremoto nel 2003 rase al suolo la città nuova di Bam e la cittadella antica fu ridotta in macerie. A partire dal 2004 Bam fa parte del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e sono in corso lavori di recupero e salvaguardia del sito. Prima di rientrare a Kerman, ci fermiamo all’oasi di Mahan che ospita uno stupendo mausoleo, il Aramgah-e Shah Ne’matollah Vali, risalente al XV secolo. E’ famoso per le sue piastrelle e le sette porte indiane, alcune con intarsi in avorio. Pensione completa.

Kerman è stata governata da arabi, seleucidi, tribù del Turkmenistan e mongoli. La Moschea del Venerdì mantiene lo stile tradizionale con cui fu costruita verso il 1349. Malgrado le sue piccole dimensioni la Masjed-e Jame, è il centro religioso principale della città e uno dei più importanti a livello nazionale. La decorazione basata sulle piastrelle a colori e la maggior parte della struttura dell’edificio risalgono alla ricostruzione portata a termine durante il periodo safavide nel XVIII secolo. Il complesso Ganj-Ali-Khan ha la struttura tipica di una moschea. La cupola, la facciata decorata con il gesso, le piastrelle e la decorazione di stucco interna sono opere notevoli. Nei bagni sono ancora visibili le colonne che anticamente sostenevano i soffitti e la cupola, le piscine, la stanza d’ingresso e i lunghi corridoi. Il complesso si trova all’interno del bazar; costruito durante il periodo safavide, questo mercato si inserisce tra i centri commerciali più importanti del Paese.

Lasciamo Kerman per dirigerci verso Yazd. Il percorso, che si aggira sui 360 chilometri, si snoda in un ambiente desertico punteggiato qua e là da verdi oasi.

Situata tra il deserto salato del Kevir e il deserto sabbioso del Lut.

Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Arg e Jadid 4* o similare.

 

Yazd, impastata dei diversi colori della terra, è molto affascinante per l’architettura e per la sua storia che la colloca come capitale dello zoroastrismo, l’antica religione del VI secolo a.C. che conta ancor oggi un discreto numero di seguaci.

Visitiamo le Torri del Silenzio dove venivano esposti i cadaveri all’azione degli agenti atmosferici e alla voracità dei rapaci al fine di eliminarli (secondo gli zoroastriani i cadaveri erano impuri e pertanto non potevano essere seppelliti per non inquinare la sacra terra, Visitiamo il Tempio del Fuoco, dove in un braciere da 1500 anni ininterrottamente ardono ceppi di sandalo profumato, la Moschea del Venerdì, con il portale e i minareti gemelli più alti in Iran e la cisterna d’acqua con le torri di ventilazione. Passeggiata a piedi attraverso il vecchio quartiere caratteristico di Fahadan. Pensione completa e pernottamento in hotel.

Lasciamo Yazd per Isfahan, distante circa 300 km che si percorrono in 4 ore circa. Lungo il percorso sosta a Nain, famosa per i suoi tappeti e per le stoffe in lana di cammello tessute a mano da abili artigiani.  Merita certamente una visita la straordinaria Moschea del Venerdì risalente al X secolo. Facciamo una deviazione per visitare la moschea di Ardestan.

Sulla strada per arrivare a Isfahan potremo osservare numerosi caravanserragli, ancora in buono stato di conservazione, a testimonianza delle antiche vie carovaniere. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Kowsar 5* o similare.

 

L’antica capitale dello scià Abbas, a cavallo tra il XVI e XVII secolo, è la città-sogno dell'Islam, meta nei secoli di intellettuali e viaggiatori.

La storia di Isfahan può essere paragonata alla sua complessa bellezza. Non si sa di certo quando fu fondata per la prima volta, ma si sa che già nel V secolo a.C. era una città importante perché i monarchi l’avevano scelta come residenza estiva. L’attuale aspetto della città è opera del re safavide scià Abbas (1587-1629) che durante il XVI secolo ordinò la costruzione di palazzi, ponti, moschee, giardini e marciapiedi che trasformarono la città già in quell’epoca in una delle più belle d’Oriente. Gli storici raccontano che era la città più prospera e moderna del mondo (aveva quasi un milione di abitanti). Dopo il regno di scià Abbas I altri artisti, monarchi, architetti, pensatori e intellettuali lasciarono la loro impronta e contribuirono ad alla sua bellezza.

Straordinario il fasto delle molte, raffinatissime moschee, ornate di smalti e di ceramiche. L’azzurro delle maioliche si intreccia nelle preziose geometrie, la maestosità dei portali a stalattiti gareggia con la superbia dei minareti puntati contro il cielo. Tutto lo splendore dell’architettura e della decorazione islamiche si concretizza nelle forme graziosamente proporzionate della Moschea del Venerdì, nella Moschea dello Scià, nel Palazzo Ali Qapu, nella residenza delle Quaranta Colonne… Ma l'incanto della città sta anche nel passeggiare nei giardini, che risentono della tradizione degli antichi "paradisi delle delizie", passeggiare sui vecchi ponti e confondersi nei meandri dell’immenso bazar: è l'atmosfera d'incanto di una città che un vecchio detto definisce “la Metà del Mondo”.

Il cuore della città è la spettacolare Meidun-e Naghsh-e Jahan. Questo enorme spazio aperto è una delle piazze più grandi del mondo e rappresenta un interessante esempio di urbanistica. Realizzata nel 1612, intorno a essa si concentrano molti tra i più rinomati monumenti di Isfahan. Tra questi visitiamo il Palazzo di Ali Qapu dal cui balcone che si affaccia sulla piazza i re safavidi assistevano alle partite di polo. All'ultimo piano dell’edificio è possibile ammirare la splendida “sala della musica”, con i particolari soffitti traforati intagliati con le forme degli strumenti musicali.

Di fronte al Palazzo di Ali Qapu visitiamo la Moschea di Cheikh Lotfollah costruita dallo scià Abbas I nel 1602. In passato questa moschea era conosciuta come “Quella delle donne”, perché in origine un cunicolo la collegava col palazzo di Ali Qapu e permetteva alle donne della corte di assistere agli uffici religiosi senza essere osservate. Sul lato sud della piazza sorge la Moschea dello Scià (o dell’Imam), che costituisce una delle più imponenti e favolose opere architettoniche dell’Iran. I muri dell’edificio, sia quelli esterni che quelli interni sono interamente rivestiti dalle piastrelle di maiolica azzurra che sono diventate uno dei simboli di Isfahan. Commissionata dallo scià Abbas il Grande, la costruzione della moschea richiese 26 anni e fu ultimata nel 1638. Il colore delle piastrelle assume tonalità diverse a seconda delle condizioni di luce in modo che ad ogni ora del giorno questo capolavoro dell'arte islamica ci appare con un aspetto diverso. La facciata è considerata una delle più belle del mondo mediorientale. Per completare il perimetro della piazza, manca il lato breve a nord, sul quale si apre l'ingresso del Bazar di Isfahan. Il Bazar si estende su di una superficie molto vasta: come la maggior parte dei bazar iraniani, anche questo è suddiviso in varie strade collegate tra loro, in ognuna delle quali si svolge una determinata attività o si vende un certo prodotto. La Moschea del Venerdì è l’espressione architettonica più importante della dominazione selgiuchide in Persia (1038-1118). Ciò che distingue in maniera immediata la moschea è la sua integrazione con il tessuto urbano attraverso i numerosi accessi che la collegano con le attività della città, sfumando i confini tra spazi cittadini e spazi religiosi. Questo risultato è anche l'esito finale del processo costruttivo e ricostruttivo verificatosi nel tempo. Di particolare interesse è il mihrab di Uljaitu, edificato nel 1310. Si tratta di una complessa composizione in stucco costituita da iscrizioni tridimensionali che si fondono con intagli floreali e geometrici. Pensione completa. Pernottamento in hotel.

 

L’ordine delle visite è puramente indicativo e potrà essere variato in loco dalla guida e dal Tour Leader a seconda dell’andamento della giornata e delle esigenze del gruppo.

 

Dedichiamo anche la giornata odierna all’approfondimento di Isfahan.

Partiamo dai famosi ponti che attraversano lo Zayandé Rud. Il Sio-se-pol, ponte delle 33 arcate dalla struttura armoniosa, costruito nel 1602, è quello più conosciuto. Il Khajou (o Pol-e Khaju) è un po’ più stretto ma ancor più bello del precedente. Purtroppo oggi l’acqua del fiume non scorre più sotto i ponti se non per brevi periodi l’anno e le case da tè, che li animavano, sono state chiuse. Ci inoltriamo poi nel quartiere armeno con le sue numerose chiese tra cui la Cattedrale di Vank. Proseguiamo verso il Palazzo Chehel Sotun, un edificio destinato ai ricevimenti, fatto costruire dallo scià Abbas II nel XVII secolo. Le sue venti colonne di legno si riflettono sulla superficie della vasca del parco. Sarebbe questa l’origine del nome con cui è comunemente conosciuto: il Palazzo delle Quaranta Colonne. Pensione completa e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione. Partenza per Teheran con il nostro bus sostando lungo il percorso per visitare la moschea e la madrasa di Natanz.

Proseguimento verso Kashan, città conosciuta per i suoi tappeti, la seta, il rame e l´acqua di rose, ma soprattutto per le piastrelle di ceramica smaltata (kashi) diffuse a partire dal XII sec. Qui visitiamo uno storico giardino persiano racchiuso da mura, Bagh-i Fin, appartenuto ai regnanti Zand e Qajar, e belle case tradizionali oggi restaurate, un tempo di mercanti di ceramiche e tappeti.

In serata arrivo presso l’aeroporto di Teheran da cui partiremo presto l’indomani mattina per il rientro in Italia. Pernottamento all’Hotel Ibis 4* (il pernottamento nelle immediate vicinanze dell’aeroporto è la scelta più funzionale in quanto il volo per il rientro in Italia parte alle 04.30 e ciò consente di razionalizzare i tempi).

 

Trasferimento in aeroporto e volo di rientro in Italia.

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

  E’ doveroso sottolineare che l’Iran sta attraversando un momento storico di apertura verso l’Occidente mai registrato fino ad ora, che ha visto la domanda di turismo crescere rapidamente, mentre l’offerta è rimasta limitata e impreparata ad accogliere un numero di turisti così ampio. Sebbene prenotiamo le strutture con largo anticipo, può succedere che gli hotel (la maggior parte dei quali sono statali) per diversi motivi non garantiscano le prenotazioni. Quando ciò - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • L’itinerario è intenso e completo dal punto di vista culturale
  • Si viaggia su un comodo pulmino in piccoli gruppi e si alloggia ovunque in buoni hotel, selezionati tra i migliori disponibili nelle varie località.

 

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