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TIBESTI: LA GRANDE SPEDIZIONE

CHAD

icona orologio 21 GIORNI
minimo 8 massimo 15 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   25  novembre    al   15  dicembre  
  • 2019

  • Dal   27  gennaio    al   16  febbraio  
  • Dal   17  novembre    al   7  dicembre  

Un viaggio-spedizione per gli appassionati di deserti. Tra guglie basaltiche e tassili di arenaria, caldere vulcaniche e montagne imponenti. Si parte dall'oasi sahariana di Faya Largeau per attraversare la regione del Borkou, serpeggiando tra dune, depositi multicolori di alghe fossili, palmeti e piccoli villaggi Tubu. Poi, si piega a nord, per rimontare gli altopiani dell'Emi Koussi, la più alta montagna del Sahara, e seguire il corso naturale dell'Enneri Miski, fino al - continua -

A PARTIRE DA: 4.680 €


ITINERARIO

Partenza da Milano per N’Djamena con voli di linea Air France, via Parigi. Arrivo in serata. Disbrigo delle formalità aeroportuali e trasferimento in hotel. Le Meridien (5*paragonabile ad un 3*). Cena libera e pernottamento.

 

Dopo la prima colazione ed espletate le formalità burocratiche di entrata, si parte per il circuito. Inizio della spedizione: si percorrono i primi chilometri di asfalto, sulla direttrice che collega N’Djamena via Bahr el Ghazal alla importante oasi di Faya. Puntiamo a Nord per continuare sempre su asfalto in direzione Est. Immersi in una dimensione di verace e autentica Africa saheliana in cui si susseguono senza soluzione di continuità villaggi e mercati. Sempre via asfalto arriveremo ad Abeche, antica capitale del Ciad oggi capoluogo della regione del Ouaddai e uno dei centri più importanti dell’intero Paese. Si segue fino alla conca di Faya Largeau, annunciata da grandi palmeti, tipici della regione del Borkou. L'oasi di Faya Largeau è posta su una delle direttive che univano le ricche "città" fezzanesi agli imperi di Kanem e Bornou. Fu conquistata dai francesi nei primi anni del '900. Vi è un netto contrasto tra i colori sahariani delle sue costruzioni, del suo mercato coloratissimo e le disastrose reliquie, carri armati, cannoni, ecc., che un'incredibile guerra ha ammassato alla sua periferia. Campi.

 

La pista attraversa il Borkou, serpeggiando fra dune, depositi multicolori di alghe fossili e ordinati palmeti. Si incontrano i villaggi e palmeti di Yen, ove coesistono le capanne Tebou a forma di conchiglia rovesciata con le case in banco dei coltivatori ormai stanziali.

All’uscita dal palmeto, la pista prosegue a nord rimontando verso la splendida regione di Kouroudi e i suoi tassili. Si continua verso gli altopiani dell'Emi Koussi, imponente massiccio vulcanico che, con i suoi 3415 metri, rappresenta la più alta cima del Sahara. La direttrice è data dal corso dell'Enneri Miski, attorniato da vaste erosioni tassiliane, dove pitture ed incisioni rupestri testimoniano la presenza di una vivace civiltà preistorica. Campi

 

Proseguiamo verso nord in direzione del pozzo di Birni Erdé, l'unico della zona facilmente accessibile e meta obbligata per i nomadi Teda, che vi hanno costruito nei dintorni un piccolo villaggio. A occidente svettano le cime seghettate dell'imponente Tarso Tieroko. La pista si insinua tra le montagne e sale verso gli altopiani vulcanici, sfruttando a volte splendide gole naturali, a volte invece inerpicandosi direttamente su impervie colline sassose. Il villaggio di Yebbi Bou (uno dei più caratteristici del massiccio) è formato dalle tipiche abitazioni dei Teda di questa regione: la "concessione" è formata da una capanna principale rotonda costruita con banco e sassi, ricoperta da un tetto in canne, architettonicamente molto elaborato, con all'interno in posizione centrale il focolare, accanto la tipica "zeriba", di tradizione nomade; attorno vi è un recinto di canne che delimita la proprietà. Un profondo "canyon" ospita uno dei palmeti più belli e rigogliosi della regione. Campo.

 

Costeggiando le gole di Yebbigué, la pista alterna tratti molto impervi e sassosi a lunghi percorsi in verdi "enneri" (ouadi in lingua Teda), ove abbondano acacie e tamerici, aggirando così gli enormi complessi vulcanici del Tarso Voon e del Tarso Toon.

Nella valle dell'Enneri Zumri sono adagiate alcune oasi verdeggianti, costruite là dove le imponenti gole arenacee si interrompono, lasciando spazio vitale per costruire e coltivare. Procediamo seguendo le splendide gole di Zumri ed effettuando bellissime escursioni a piedi nei labirinti arenacei circostanti; immerse in questo silenzioso caos roccioso, spiccano, affascinanti e misteriose, numerose tombe preislamiche di diversa grandezza e forma.

Bardai, ad un'altitudine di 1000 metri, è il capoluogo della regione; abitata da tempi remoti, situata sulle piste che dal Fezzan raggiungevano l'Africa nera, è posta in una cornice di montagne di indescrivibile bellezza. L'oasi è appena uscita da anni di guerra e incomincia a ritrovare vitalità e voglia di costruire, voglia di riprendere i commerci nel piccolo viale affollato di botteghe con commercianti arabi e sudanesi; è un poverissimo "bazar", ma l'unico nel raggio di centinaia di chilometri. Campi.

 

Lasciata Bardai, si incomincia una lenta risalita percorrendo gli enneri che tagliano enormi colate laviche. Superate le gole di Oudinger, la pista si inerpica sino ad un colle a 2200 metri, oltre il quale appare il cratere del Trou au Natron, dal diametro di 6 chilometri per una profondità di 700 metri, che costituisce un'enorme caldera succedutasi ad un'esplosione vulcanica verso la fine del terziario; al suo interno, oltre ad alcuni piccoli coni lavici dovuti ad una ripresa dell'attività vulcanica nel quaternario, una crosta bianca di bicarbonato di sodio ricopre il fondo del cratere e serve come pascolo salato per gli animali, che i nomadi Tubu vi accompagnano. Campo sui bordi del cratere.

La giornata successiva, sarà dedicata alla discesa nel cratere, tramite un lungo sentiero, privo di difficoltà “alpinistiche”, ma lungo e faticoso. Pic nic sul fondo e risalita nel primo pomeriggio. Campi.

 

La pista per scendere nelle piane dell'Enneri Tao a 650 metri di quota è anch'essa impervia e sconnessa, ma lo spettacolo all'orizzonte delle prime dune dell'Erg di Bilma e delle guglie di Sissé che si innalzano dalle sabbie più a nord, è stupendo. Seguendo il corso del suddetto Enneri si arriva nella piana prospiciente la regione di Zouar. Campi.

 

Arrivo all’oasi di Zouar ove risiede il Derdé, capo spirituale e tradizionale delle famiglie Tébu del Tibesti. Le povere case che compongono il villaggio sono in contrasto con la festosa cornice di montagne, quinte rocciose e dune che la circondano. Molto pittoresco è il piccolo mercato che vivacizza il paese.

Dopo aver effettuato una camminata nei dintorni del villaggio e rifornito il convoglio di acqua e carburante, lasciamo Zouar superando gli ultimi contrafforti rocciosi meridionali ed entrando lentamente nella splendida regione in cui alti picchi rocciosi spiccano isolati su un terreno sabbioso. Campo.

 

 

Inizia una spettacolare traversata tra le dune dell'erg di Djourab, ostacolo principale per gli scambi commerciali tra Faya e la capitale. Un'ottima balisatura permette di attraversare per circa 80 km le difficili dune sino ad una piana dove spiccano i caratteristici ammassi di diatomee fossili, testimonianze di altri climi in cui il lago Tchad si estendeva fino a lambire i limiti meridionali del Tibesti. Raggiungiamo Kouba Oulanga, la "depressione delle acacie". Incontreremo solitari pozzi nel sahel settentrionale. Là dove inizia una effimera vegetazione erbacea e arbustiva, sorprendenti branchi di gazzelle, antilopi e solitarie otarde dal volo maestoso, incroceranno il nostro passaggio. Lungo il Bahr si incontrano il villaggio di Salal, costituito da alcune case in banco disposte attorno al forte coloniale ormai abbandonato. La pista attraversa e poi costeggia in tutto il suo sviluppo la depressione del Bahr el Ghazal, il fiume delle gazzelle, antico emissario del paleo-tchad. La falda acquifera è qui poco profonda e nutre una vegetazione varia e rigogliosa rappresentata da numerose specie di acacia (nilotica, raddiana, balanites haegiptiaca) e da piccole foreste di palme dum (Hiphaene tebaica). Verso sud proseguiamo per Moussoro che attraversa la savana dove resistono aree di coltivazioni (miglio e sorgo), accanto a pianure dove pascolano mandrie di zebu e greggi di ovini. L'opera dell'uomo dove c'è acqua è sempre sorprendente, come nei rigogliosi e ben curati orti di Cheddra. Si percorre la grande arteria che corre nelle piane alluvionali del lago Tchad fino a Massakori, importante carrefour di piste.

 

 

Arrivo a N'Djamena nel pomeriggio e sistemazione in Hotel con camere a disposizione per la doccia. Dopo cena, trasferimento in aeroporto e volo notturno. Cena e pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Parigi di primo mattino e coincidenza aerea per l’Italia.

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Auto fuoristrada dove trovano posto 4 persone più l’autista. Tappe quotidiane da 5 a 6 ore. Numerose passeggiate al mattino e alla sera. Pernottamenti in tenda. Trattasi di un viaggio spedizione ove il focus non è nell’accommodation bensì nel voler essere in certi luoghi e nel voler vivere certe esperienze.  E’ richiesta la partecipazione dei clienti nel montaggio e smontaggio delle tende, ovviamente l’accompagnatore e lo staff sono a disposizione per qualsiasi aiuto.I campi, le - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Il tour è una spettacolare traversata di 700 chilometri in completo fuoripista

ESPERTI

  

PAOLO BROVELLI

  • Dal 25  novembre  2018 al 15  dicembre  2018
  

Esperto Kel 12

  • Dal 27  gennaio  2019 al 16  febbraio  2019
  • Dal 17  novembre  2019 al 7  dicembre  2019

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