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UNA PASSEGGIATA DI 5000 ANNI LUNGO LA VALLE DELL’INDO

PAKISTAN

icona orologio 15 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2018

  • Dal   14  ottobre    al   28  ottobre  

La necropoli di Makli Hill e le rovine di Mohenjo-Daro. Il Forte di Lahore e il sito archeologico di Taxila. Il Forte Rohtas e il complesso monastico di Takht-i Bahi: sei meraviglie dell’antichità, divenute oggi Patrimonio Unesco. Tappe principali di un viaggio di 2.000 chilometri che porta da Karachi a Peshawar, passando per Lahore e Islamabad. Un tour lungo la valle del fiume Indo, in un’area rimasta per anni fuori dai circuiti turistici e oggi tornata sicura. Tra deserti - continua -

A PARTIRE DA: 4.100 €


ITINERARIO

Nel pomeriggio partenza con il volo da Milano Malpensa per Karachi via Istanbul che arriva a destinazione alle 04.40 del giorno successivo. All’arrivo trasferimento all’Hotel Ramada 4* (o similare) e camere subito a disposizione per riposare.

 

Karachi è una delle maggiori conurbazioni del pianeta, il maggior porto del Paese, il centro principale degli affari del Pakistan, nonché la sua prima capitale, dal 1947 al 1958, quando fu spostata provvisoriamente a Rawalpindi, poi a Islamabad (1967).

Senza pretendere di addentrarci nelle complessità di una città tanto composita e difficilmente decifrabile nelle poche ore concesseci, in tarda mattinata partiamo per una visita panoramica dei luoghi più significativi di questa megalopoli.

Il Mausoleo Jinnah, noto anche come Mausoleo Nazionale, ospita le spoglie di Quaid-e-Azam Muhammad Ali Jinnah, il fondatore del Pakistan. La Moschea Tooba (Masjid-e Tooba), in marmo bianco, presenta un’unica cupola di 72 metri di diametro che poggia sul basso muro perimetrale, ed è una delle più grandi moschee al mondo. Sosta al Mohatta Palace, costruito nello stile dei palazzi del Rajasthan da un facoltoso commerciante indiano quale sua dimora estiva e all’Empress Market, il mercato costruito ai tempi della dominazione del Regno Unito nel subcontinente indiano e intitolato alla Regina Vittoria, Imperatrice d’India. La visita al Museo Nazionale c’introdurrà alla storia delle antiche civiltà dell’Indo che avremo modo di approfondire durante il nostro viaggio. Il museo ospita infatti manufatti provenienti da Mohenjo-Daro e Harappa e un’interessante serie di sculture di arte gandhara.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione e partenza verso nord, direzione principe di tutto il nostro viaggio. La nostra prima visita sarà subito, a una trentina di km dalla partenza, sulla strada verso Hyderabad. Si tratta dell’antico cimitero islamico di Chaukhandi, famoso per le sue tombe in arenaria decorate nello stile tipico della regione del Sindh, dove ci troviamo. Le tombe, che risalgono perlopiù all’epoca Moghul, ossia tra il XVI e il XIX secolo, presentano decorazioni a bassorilievo finissime, simili a pizzi o merletti, possibili grazie alla friabilità della pietra. Riprendiamo la strada altri 30 chilometri circa facciamo una deviazione per visitare il sito archeologico di Bhambore, antico porto sul fiume Indo probabilmente costruito da Alessandro Magno.

Proseguiamo verso la città storica di Thatta, antica capitale della zona, non lontano dal Lago Keenjhar, il maggiore della provincia. Nei pressi sorge un’altra necropoli, più importante della precedente, una delle maggiori al mondo, quella di Makli Hills, Patrimonio UNESCO. Vi trovano sepoltura centinaia di grandi personalità locali, tra autorità, sufi, santi, tanto che attraverso le tombe e i mausolei è possibile ricostruire la storia della regione, anche a livello architettonico. Pranzo in ristorante locale. Proseguimento per Hyderabad, una delle antiche capitali regionali, cena e pernottamento all’Hotel Indus 4* o similare.

 

Dopo colazione, partenza e visita della città di Hala, a una sessantina di km da Hyderabad, dove potremo girovagare per il suo tradizionale bazar.

Se possibile, visiteremo uno dei famosi laboratori di ceramica, attività per la quale la città è famosa.

Non lontano, a Bhit Shah, ci recheremo in pellegrinaggio al mausoleo di Shah Abdul Latif Bhitai (1762), un poeta, maestro, sufi del XVIII secolo molto attivo nel Sindh. Il mausoleo è rivestito da una splendida decorazione di piastrelle nei toni del blu e del bianco, lavorazione tipica della vicina Hala, ed è un centro di fede e pellegrinaggio molto frequentato. Nelle sue corti, per tutta la giornata, si alternano musici e cantori di inni sacri sufi.

Continuando, attraverseremo l’Indo per raggiungere la città di Sehwan Sharif, uno dei più antichi centri abitati del Sindh, dove visiteremo il santuario di Lal Shah Baz Qalandar, costruito nel XIV secolo e dedicato a un altro importante santo sufi giunto qui verso il 1260 dopo l’invasione dei mongoli. Anche questo è decorato con belle piastrelle colorate e disposto in diversi ambienti, che ospitano tombe di personaggi vicini al santo. Pranzo in ristorante locale

Continuazione verso Larkana, la nostra meta finale odierna, dove arriveremo in serata. Cena e pernottamento all’Hotel Sambara Inn 3* o similare.

 

La giornata di oggi sarà dedicata soprattutto alla visita del sito di Mohenjo-Daro, Patrimonio UNESCO, testimonianza di una delle più antiche civiltà del pianeta, quella della Valle dell’Indo, sviluppatasi a partire da circa cinquemila anni fa ed estintasi, si suppone, intorno al 1300 a.C.

Le rovine di estendono su un’ampia area e comprendono i resti di abitazioni, templi, edifici pubblici e civili. Si calcola che la città, nel suo periodo di maggior splendore, ospitasse poco meno di 100.000 persone. Si sono rinvenuti resti anche di un sistema fognario, forse il più antico del pianeta.  All’interno del sito archeologico vi è anche un interessante museo che raccoglie reperti portati alla luce dagli scavi. Tra questi vi sono sigilli incisi, giocattoli in terracotta, utensili da cucina, armi, sculture, gioielli e ornamenti di vario genere. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, deviazione per la suggestiva fortezza di Kot Diji, una delle tante disseminate lungo l’attuale confine con l’India, antichi presidi difensivi tra i vari regni rajput di questa zona. Per noi sarà solo la prima.

In serata arrivo a Sukkur, cena e pernottamento all’Hotel One 3* o similare.

 

Prima colazione e partenza di buon mattino, per questa lunga giornata di viaggio. Prima di uscire dalla città, sosta alla famosa diga di Sukkur.

Nel pieno del bacino dell'Indo, Sukkur ha trovato un nuovo sviluppo nel 1932 con la costruzione dell'imponente diga, eretta dagli inglesi per meglio distribuire l'acqua nel sistema irriguo del Sindh settentrionale. Sette canali principali, per una lunghezza di 650 chilometri sono alimentati dalla diga e consentono di coprire 2 milioni e mezzo d'ettari precedentemente aridi. Un’opera immane che richiese dieci anni di lavoro prima di essere terminata.

A seguire partenza in direzione di Bahawalpur. La giornata di oggi è soprattutto di trasferimento, ma lungo il percorso, se saremo fortunati, potremo incontrare alcuni nomadi della comunità mohana, dediti soprattutto alla pesca nella regione del Sindh, ma anche all’agricoltura nella provincia del Punjab dove siamo diretti.

Pranzo in ristorante locale. In serata, arrivo a Bahawalpur. Cena e pernottamento all’Hotel One 3* o similare.

 

In mattinata, partiamo per l’esplorazione del vicino deserto del Cholistan, la controparte pakistana di quello del Thar, in India.

È una terra che per la sua conformazione è rimasta isolata fino all’epoca Moghul (XVI secolo), quando lo stato islamico dell’epoca ha cominciato a intervenire integrandola con il resto delle infrastrutture. Per questo, la regione è costellata di fortilizi, per lo più eretti durante la dinastia Bhati, la stessa di Jaisalmer, nel Rajasthan, durante i secoli XII e XIII, e la successiva, quella dei Rajput, al fine di monitorare i movimenti delle varie carovane di cammelli e gli spostamenti dei nomadi. Essi furono costruiti sempre a circa 29 km l’uno dall’altro. Uno dei più mirabili esempi è dato dal Forte Derawar, un fortilizio a forma squadrata i cui bastioni e torri si scorgono a molte decine di chilometri, tra le sabbie. Una visione che ci darà modo di immaginare scenari d’altri tempi e luoghi da favola.

Pranzo in ristorante locale e proseguimento verso Uch Sharif, una perla tra le città pakistane. Nota anche come Alessandria sull’Indo, fu così ribattezzata dal grande condottiero macedone nel IV secolo a.C., all’epoca della sua avanzata verso l’India. Sembra sia qui che Alessandro decise di tornare in patria dopo il rifiuto dei suoi soldati di avanzare. Grazie alla sua importanza secolare nell’ambito dell’islam indiano, la cittadina è da anni tra i candidati alla lista del Patrimonio dell’Umanità per le moschee e i suoi splendidi sepolcri nel deserto. Tra questi spiccano il mausoleo di Jalaluddin Bukhari e la vicina tomba di Bibi Jawindi, principessa indiana moglie di Jehanian Jehangashat. Dell’edificio rimane solo una metà (l’altra metà fu spazzata via da un’inondazione), ma lo spettacolo di questi resti di influenza persiana è pur sempre straordinario. Uno dei punti a favore dei monumenti è l’ubicazione, in un ambiente arido e pieno di fascino. Rientro a Bahawalpur in serata. Cena e pernottamento all’Hotel One 3* o similare.

 

Prima colazione e partenza per Multan, dove arriveremo in mattinata. Pranzo in ristorante locale.

La più grande città del Punjab meridionale, Multan è centro della principale area di coltivazione del cotone e, in passato, fu uno dei massimi centri della fede islamica. Città d’antichissime origini (c’è chi sostiene che sia la più antica del mondo), fu fondata circa 6000 anni fa, e da allora ha cambiato diversi nomi, come testimoniano i testi antichi e molte leggende indù. Data la sua posizione al centro di rotte di traffici e di popolazioni, Multan ha subito diverse invasioni e dominazioni, soprattutto da parte di genti provenienti dall’Afghanistan e dall’Asia Centrale. Nel IV secolo a.C. fu anche conquistata da Alessandro Magno, e in seguito ci passarono condottieri come Tamerlano e Babur, il fondatore della dinastia Moghul.

Dei numerosi santuari e mausolei che la città ospita, ne visiteremo alcuni, tra cui quelli di Baha-ud-Din Zakaria e del nipote Sheikh Rukne Alam, capolavori di architettura moghul, e quello di Shah Yusuf Gardezi, un suggestivo scrigno ricoperto di ceramiche, incastonato tra le strette vie del centro cittadino. Avremo così l’occasione per un giretto nell’interessante bazar, per un’immersione nella animata vita locale. Cena e pernottamento all’Hotel Ramada 4* o similare.

 

Lasciamo Multan in direzione nord, verso Lahore. Dopo circa 160 chilometri, ci fermeremo ad Harappa, un altro famoso sito archeologico dell’antica civiltà dell’Indo, delle centinaia sparsi lungo la valle del fiume, risalente al periodo di Mohenjo-Daro.

Il sito è costituito da una collinetta su cui sorgono la cittadella, le mura difensive, un sistema di fognature, una necropoli e un immenso granaio. Purtroppo lo stato di conservazione non è all’altezza di quello di Mohenjo-Daro, in quanto il luogo è stato oggetto di continui saccheggi da parte degli abitanti dei villaggi vicini e in particolare da parte dei dominatori britannici che ne ricavarono il materiale per realizzare la stazione ferroviaria lungo la linea Lahore-Multan. Il piccolo museo archeologico accanto agli scavi raccoglie i reperti rinvenuti come perline di corniola incise, manufatti in madreperla, utensili domestici in pietra, ceramiche, statuette, pesi… Come gli abitanti di Mohenjo-Daro, anche quelli di Harappa intrattenevano rapporti commerciali con la Mesopotamia e altre terre lontane. Pranzo in ristorante lungo il percorso. In serata arrivo a Lahore. Cena e pernottamento all’Hotel Hospitality Inn 4* o similare.

 

Due giorni dedicati interamente alla visita della città decisamente più bella e interessante del Paese; Lahore, seconda del Pakistan, per abitanti, e capitale della provincia del Punjab, con alcuni tra i più importanti monumenti.

Grazie alla sua posizione sulla Grand Trunk Road, la lunga direttrice che percorre tutto il nord del subcontinente indiano, da Kabul, capitale dell’Afghanistan, a Chittagong, in Bangladesh, fu anche capitale, per un paio di decenni, dell’immenso impero Moghul fondato da Babur (pronipote di Tamerlano), giunto dall’Asia Centrale nei primi anni del XVI secolo, e durato, con varie vicissitudini, fino all’arrivo degli inglesi, nel XIX seolo.

Per questo, molti dei suoi monumenti presentano caratteri tipici del mondo iranico e dell’arte timuride, come tanti altri sparsi per l’India settentrionale (a Delhi, Agra ecc.). Tra questi, citiamo, la Città Vecchia, il Forte (Patrimonio UNESCO), la Moschea imperiale, i Giardini Shalimar (Patrimonio UNESCO anch’essi), il Chauburji, con le sue quattro torri, e la splendida moschea di Wazir Khan, incastonata tra i bazar della città vecchia, come un gioiello.

Altra grande attrazione della città è il museo, ricco di pezzi che datano dall’antica civiltà dell’Indo, attraverso quella gandhara e islamica, fino all’epoca britannica. Pensione completa. Pernottamento in hotel.

 

Partenza di buon mattino per la capitale pakistana.

Durante il viaggio ci fermeremo a visitare la fortezza di Rohtas, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, del XVI secolo, una meraviglia tra i forti pakistani, diversa da quelle che avremo già visto durante il viaggio soprattutto per il territorio circostante, questa volta verde e rigoglioso, che domina dall’alto di una collina. Prima di arrivare a destinazione, l’ultima sosta, tempo a disposizione permettendo, è allo stupa di Mankiala, di arte gandhara, eretto per commemorare il luogo in cui Buddha avrebbe sacrificato parti del suo corpo per sfamare dei cuccioli di tigre. Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento all’Hotel Ramada* o similare.

 

La mattina di buon’ora, partenza per Taxila, una delle città più antiche della zona, capitale economica e culturale in diversi periodi. Si trova su un’importante crocevia tra Asia occidentale e orientale, nonché sulla via che conduce all’Asia Centrale, sia attraverso il Kashmir o l’attuale Karakorum Highway, che per la direttrice afghana di Balkh, antica capitale di Battriana. Si tratta di una vasta area archeologica divisa in vari siti con diverse denominazioni, Sirsukh, Jandial, Sirkap, Bhir Mound etc., con monticoli, stupa, rovine di palazzi più o meno conservati, di varie epoche. Vi è anche un piccolo, ma interessante museo. Il suo nome compare, in sanscrito, fin nei testi sacri indù del Mahabharata e del Ramayana. Già presente all’epoca dell’invasione persiana di Dario, del cui impero fece parte per diverso tempo, fu invasa in seguito da Alessandro Magno, che vi sostituì la sua autorità, anche se per poco. Poi fu centro importante fino almeno all’anno mille, passando sotto la dominazione Maurya, con la conversione al buddhismo dell’imperatore Ashoka (III secolo a.C.), fino alla conquista da parte di Mahmud di Ghazni, intorno all’anno mille. È nota anche come notevole centro di arte gandhara, fusione di stilemi locali buddhisti con l’arte ellenistica, lascito del passaggio dei greci di Alessandro. La seconda visita della giornata è quella di Takht-i Bahi, altro sito archeologico di enorme importanza, questo rinomato soprattutto per l’arte gandhara e per gli studi del nostro Giuseppe Tucci, dell’ISMEO (Istituto per il Medio e Estremo Oriente). Si tratta di un importante monastero buddhista eretto nel I secolo d.C. in cima a un monte, sulle fondamenta di un precedente sito zoroastriano. Al termine della visita proseguimento per Peshawar. Pranzo in ristorante, cena e pernottamento all’Hotel Pearl Continental 4* superiore o similare.

 

In mattinata breve visita della città di Peshawar, capitale della provincia di Khyber Pakhtunkhwa, fino al 2010 nota come Provincia della Frontiera del Nord-Ovest (NWFP), presso il confine con l’Afghanistan e al centro di diverse aree tribali, al momento sotto il fermo controllo del governo centrale.

Importante snodo della Via della Seta, fondata dai Kushana intorno al I secolo, Peshawar ebbe uno dei suoi periodi di splendore durante il primo periodo Moghul. Passata sotto il governo sikh, fu sempre una città difficile, in lotta contro le autorità, che nel XIX secolo divennero britanniche.

La nostra visita include la moschea di Mahabat khan, nel bazar, e il museo, che raccoglie una delle collezioni più importanti di arte gandhara assieme alla sezione etnologica.

Pranzo in ristorante locale. Riprendiamo quindi la strada di ritorno a Islamabad, di cui faremo una breve visita, soprattutto alla famosa moschea di Faisal, risalente, come tutta la città, agli anni Sessanta del Novecento. Essa fu infatti costruita per portare la capitale del Paese in una posizione più centrale, sostituendo dal 1967 la troppo meridionale Karachi. A Islamabad hanno sede le varie istituzioni governative, nonché le ambasciate straniere, inserite in un piano urbanistico totalmente diverso da quello delle città tradizionali, come la vicina Rawalpindi. Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

 

Sveglia all’alba per il trasferimento in aeroporto e il volo di rientro in Italia via Istanbul.

 


 

 

 

  1. Necropoli di Makli Hills   2. Forte di Derawar   3. Lahore

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Un viaggio non per tutti. Necessita di una discreta capacità di adattamento, come spesso accade quando si visitano Paesi molto diversi dal nostro. E’ d’obbligo segnalare che, per ragioni di sicurezza, l’itinerario potrà subire variazioni anche in corso di viaggio. Inoltre, sempre per ragioni di sicurezza, normalmente viene assegnata una scorta di polizia che accompagna i turisti, in determinate località, soprattutto nelle regioni meridionali. Il Sindh è sempre stato un - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Itinerario esclusivo lungo la Valle dell'Indo, in zone poco frequentate dai turisti
  • Nel tour sono inclusi tutti i siti Unesco presenti nel Paese

ESPERTI

  

PAOLO BROVELLI

  • Dal 14  ottobre  2018 al 28  ottobre  2018

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