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  • AFAR E DANCALIA

    ETIOPIA

  • AFAR E DANCALIA

    ETIOPIA

    icona orologio 11 GIORNI
    minimo 8 massimo 14 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   28  novembre    al   8  dicembre  
    • Dal   26  dicembre    al   5  gennaio  
    • 2021

    • Dal   23  gennaio    al   2  febbraio  
    • Dal   20  febbraio    al   2  marzo  
    • Dal   20  novembre    al   30  novembre  
    • Dal   26  dicembre    al   5  gennaio  

    Laghi salati, vulcani attivi e altopiani. Mercati del sale, geyser a villaggi sperduti. Un tour nel cuore infuocato dell’Etiopia, alla scoperta della regione della Dancalia e dell’etnia Afar. Dall'’Awash National Park, tra gazzelle, babbuini, scimmie Colobus e quasi 400 specie di uccelli, e da Samera nel territorio degli Afar, gente difficile che vive fuori dal tempo, in una terra inospitale ma spettacolare. Per entrare poi nella depressione dancala, con la salita - continua -

    A PARTIRE DA: 3.400 €


    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia con volo di linea per Addis Abeba e pernottamento a bordo.

     

    Il volo atterra al mattino presto nella capitale etiope. Dopo l’espletamento delle formalità di ingresso nel Paese lasciamo l’aeroporto.  Addis Abeba, ovvero il "nuovo fiore" in amarico. Posta a 2.324 metri d'altezza e ai piedi del Monte Entoto, è una città unica in Africa: è stata fondata poco più di un secolo fa da Menelik II°, il negus etiopico. Attorno alle chiese e agli antichi palazzi della corte del Negus, sorgono piccole foreste di eucalipto che regalano ad Addis Abeba la fama di ‘città-foresta’. Una definizione che oggi sta scricchiolando: negli ultimi anni, la città ha conosciuto un tumultuoso sviluppo urbanistico. Grattacieli, palazzi, nuovi quartieri residenziali, condomini stanno dilagando in ogni spazio vuoto della ondulate colline su cui è sorta la capitale dell’Etiopia.per qualche ora, giusto il tempo di una colazione in città e tempo permettendo la visita al Museo Nazionale o quello Etnografico che costituiscono un ottimo punto di partenza per comprendere la ricca diversità etnica dell'Etiopia.  Nel pomeriggio a bordo dei fuoristrada si parte alla volta del Parco Nazionale di Awash. Cena e pernottamento in Lodge.

     

    Il Parco di Awash offre il paesaggio più classico della parte settentrionale della Rift Valley: la verde foresta e la gialla savana, lo scorrere del Fiume Awash in sottofondo e il vulcano addormentato del Fantalè che sovrasta, la strada e la ferrovia che lo dividono in due. In questo parco di circa 800 kmq le antilopi oryx la fanno da padrone, ma con un po’ di fortuna possono vedersi gazzelle, babbuini, scimmie colobus e soprattutto l’incredibile avifauna (ben 392 le specie recensite). Nel pomeriggio trasferimento a Semera. Cena e pernottamento in hotel.

     

    Ci si inoltra oggi nella regione degli Afar, popolazione di pastori nomadi o seminomadi dalle origini ancora dibattute. Sono gli antichi abitatori del deserto della Dancalia, un popolo orgoglioso ed affascinante nella semplicità di una vita vissuta senza comodità, in una delle zone più difficili della terra, un popolo completamente diverso per lingua, religione, tradizioni da quelli che vivono nell’Etiopia degli altopiani. Si raggiunge l’oasi di Asaita, dove termina il fiume Awash, molto importante per la popolazione, per visitare il coloratissimo mercato, ancora natural e poco toccata dal turismo, incredibilmente ricco di odori, colori e occasioni per incontrare la popolazione. Si prosegue verso il lago Afombo per visitare un villaggio Afar, ulteriore occasione di incontro con questa affascinante etnia. Da qui si raggiungono le sorgenti termali di Alalo Bet per visitare dei piccolo ma spettacolari geyser, iniziando così la scoperta di questa terra davvero estrema. Posa del campo, cena e pernottamento in tenda

     

    Si riparte lungo la Rift Valley, seguendo la linea dei vulcani, fino ad arrivare ad Afrera: un paese di frontiera, diecimila abitanti, sorta negli ultimi anni attorno alle saline ai bordi del lago che una volta si chiamava Giulietti. La pista che collega Afrera alla strada di Assab è stata terminata solo alla fine degli anni ’90: da allora, Afrera ha attratto gente in cerca di un lavoro e di un futuro in uno degli avamposti della Dancalia. Il Lago Afrera è posto a 140 metri sotto il livello del mare e più che un lago è uno specchio d’acqua salmastra circondato da neri basalti. Ha un aspetto imponente, con tutt’intorno alcune sorgenti termali provenienti dal sistema dell’Erta Ale che lo alimentano. Si raggiunge quindi il campo base prima di partire, a piedi, per la caldera dell’Erta Ale, ‘la montagna che fuma’ (circa 1 ora e 30 minuti). L’Erta Ale è uno spettacolo è la di là di ogni immaginazione: l’Erta Ale è un doppio balcone, bisogna scendere (un balzo di pochi metri su un sentiero precario) fino a un ‘pavimento’ di lava recente. E’ una sorta di piattaforma sulla meraviglia del vulcano: il magma mugghia, esplode, risucchia le rocce, è un mare mosso di pietra liquida e nera. L’Erta Ale è una tinozza circolare di fuoco. Pernotteremo sull’ Erta Ale protetti dal vento in recinti di muretti in pietra e paglia.

     

    Al mattino per chi lo desidera vi è ancora la possibilità di ridiscendere nella caldera. Al termine dell’escursione inizieremo la discesa per raggiungere le auto. Dopo la prima colazione Partenza per Ahmed Ela. La piana di Dodom è un deserto di polvere e vento dove sulle ultime pietre laviche sorgono villaggi schiantati dal sole. Il corso di un altro grande uadi (che corre parallelo alle colate laviche) è una benedizione per la genti Afar di questa terra: qui sono stati scavati numerosi pozzi e abbeveratoi. Ahmed Ela: “il pozzo di Ahmed”, l’unico, vero villaggio di questo deserto: centinaia di abitanti (estrattori e intagliatori del sale) durante i mesi delle carovane, non più di poche decine nell’estate del grande caldo. Qui le carovane pagano le tasse per l’estrazione e il trasporto dei blocchi di sale, qua si incontrano i cammellieri dell’altopiano con le squadre che estrarranno e modelleranno il sale. Da qui in 40 minuti si raggiunge il piccolo villaggio di Assobole, situato sulle rive del fiume Saba. Posa del campo, cena e pernottamento in tenda.

    Raggiungiamo una località straordinaria, Dallol, “il luogo degli spiriti”, una straordinaria e irreale collina alta una cinquantina di metri, un iceberg vulcanico cresciuto sulla crosta salina della depressione dancala. La terra ribolle, i geyser sono in perenne attività e scolpiscono sculture multiforme: il paesaggio si trasforma in giardini fioriti, in grandi pietre circolari, in laghetti dai colori irreali, in piccoli coni vulcanici dai quali fuoriescono fumi acri.

    Dallol è una magia vulcanica creata da folletti di roccia. E’ terra viva. Qui gli italiani, negli anni Trenta, ebbero il coraggio di costruire un villaggio minerario (estraevano potassio da questa collina), le sue rovine, calcinate dal sole e dal sale, stanno ancora decomponendosi sulla sua sommità. Attorno alla collina la terra continua il suo spettacolo: a sud, da un altro scoglio di sale pietrificato, esce acqua a temperature altissime. La strana sorgente diventa un rigagnolo che alimenta un lago circolare di acqua ribollente. Uno stagno ‘danzante’ si trova anche a oriente della collina di Dallol: qui geyser sotterranei non danno tregua alle acque di superficie che sembrano ballare al ritmo di un maestro d’orchestra sconosciuto. Grandi faraglioni di pietra salina si alzano a occidente: sono le colonne che segnano i confini di questa isola incredibile. Il confine con l’Eritrea è a pochi metri. Continuiamo attraverso l’accecante deserto bianco fino alla strana montagnola di Assa Ale, uno sperone di roccia rossastro al centro della piana. E’ una concrezione salina formata da solfato di magnesio, un doppio isolotto che emerge dal mare di sale che lo circondano. Gli uomini delle carovane, gli estrattori e gli intagliatori, centinaia e centinaia, sono a poca distanza: si intravede il brulichio di questa gente, una macchia scura mobile all’orizzonte. Nel pomeriggio si rientra all’accampamento. Campo, pensione completa.

     

     

    Si ritorna nella piana del sale nei pressi di Ahmed Ela per vedere le carovane del sale che qui vengono a caricare i loro dromedari prima di ripartire. Siamo nel luogo piú basso della depressione dancala, dove giace una crosta di sale che viene estratta con un procedimento artigianale in cui gli Afar del bassopiano collaborano con i Tigrini dell’altopiano. Uno spettacolo suggestivo fuori dal tempo. Nel pomeriggio partenza per la regione del Tigray; il paesaggio cambia completamente, si fa aspro con grandi massicci montuosi dalla cima piatta e le pareti quasi verticali, chiamati Ambe. Cena e pernottamento in lodge.

     

    Giornata interamente dedicata a scoprire in auto e a piedi alcune delle più belle chiese rupestri del Tigray. Gheralta è un amba orgogliosa: qui sono celati almeno un quarto dei grandi monumenti di pietra della regione: fra l’VIII e il XV secolo un esercito di artisti, scalpellini, scavatori e architetti medioevali frantumò montagne, scolpì massicci, invase grotte nascoste e costruì centinaia di “impossibili” chiese rupestri aggrappate a montagne inaccessibili. Uno dei più incredibili e misteriosi fenomeni architettonici del mondo. I monumenti rupestri possono essere chiese monolitiche (interamente intagliate nella roccia), semi-monolitiche (incise ma con facciata sporgente) o ipogee (costruite all’interno di caverne naturali). E’ questo uno dei cuori sacri e pulsanti dell’ortodossia copta etiopica, dove ogni angolo di queste montagne impenetrabili è popolato di chiese, sacerdoti, monaci e diaconi. Gli storici e i ricercatori hanno censito, affascinati, oltre 150 chiese rupestri. Anche la geografia è una delle più panoramiche del nord Etiopia: un susseguirsi continuo di salite fino a 3.000 metri e discese improvvise verso pianori che anticipano nuove salite. Una vegetazione naturale fatta di boschi, palme, euforbie, fichidindia, agavi, aloe, ficus, ginepri ed eucalipti sui pendii, che si intervallano a orti, alberi di aranci ed ulivi. Sistemazione in lodge, pensione completa. Pranzo pic nic.

     

    Dopo le ultime visite ci si trasferisce a Makallé per il volo interno su Addis Abeba, e da qui volo intercontinentale notturno per l’Italia. Pernottamento a bordo.

     

     

    Arrivo in Italia.

     

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse o sicurezza del gruppo. Si tratta di una spedizione vera e difficile; una di quelle come non ne sono rimaste molte; un itinerario che è fatto di molta ricerca, dalle piste ai luoghi, dai passaggi migliori a quelli “possibili”: il tour a volte non ha strade ben delineate bensì piste che possono diventare impraticabili anche in - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
    • Si utilizzano comodi fuoristrada con soli tre passeggeri a bordo e tutti hanno garantito il posto vicino al finestrino
    • Cuoco e staff al seguito con auto indipendente durante la spedizione
    • Acqua sempre inclusa, sia ai pasti sia durante i trasferimenti

    ESPERTI

      

    Esperto Kel 12

    • Dal 28  novembre  2020 al 8  dicembre  2020
    • Dal 23  gennaio  2021 al 2  febbraio  2021
      

    CATERINA BORGATO

    • Dal 26  dicembre  2020 al 5  gennaio  2021
    • Dal 20  febbraio  2021 al 2  marzo  2021
    • Dal 26  dicembre  2021 al 5  gennaio  2022
      

    NICOLA PAGANO

    • Dal 20  novembre  2021 al 30  novembre  2021

    GALLERY

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    Data Partenza:

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