ALGERIA DELL’OVEST: ORANO, TLEMCEN E LE OASI DELLA SAURA

ALGERIA

  • ALGERIA DELL’OVEST: ORANO, TLEMCEN E LE OASI DELLA SAURA

    ALGERIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 10 giorni
    Partecipanti minimo 6 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 19  febbraio   al 28  febbraio  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 26  marzo   al 4  aprile  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 29  ottobre   al 7  novembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 26  novembre   al 5  dicembre  
      Iscrizioni aperte
      100
    • Dal 24  dicembre   al 2  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      100

    A PARTIRE DA:  

    3.250€

    Algeria

    ALGERIA DELL’OVEST: ORANO, TLEMCEN E LE OASI DELLA SAURA

    Un nuovo tour, esclusivo Kel 12, che attraversa un’ampia regione del Paese più grande d’Africa, per conoscerne gli aspetti più coinvolgenti. Dopo aver fatto sosta e visitato Algeri la “bianca”, con i suoi eleganti palazzi in stile art nouveau, ci trasferiamo in pieno Sahara occidentale, nell’ “Oasi Rossa” di Timimoun. Cominciamo dal punto più a sud del nostro itinerario, dove inizia il Grande Erg Occidentale, scoprendo in 4x4 la Sebka, un antico lago ormai asciutto con numerosi villaggi fortificati lungo le sue sponde tra zone sabbiose, piccole dune e wadi. Raggiungendo Ksar Ighzer, un antico fortino costruito su una collina, poi Ouled Said, famosa per la sua foggara e quindi Kali ed Aghlad, uno ksar tra i più famosi in Algeria in quanto il suo sovrano riuscirà addirittura ad essere per un momento re di Marrakech. Seguiremo l’antico corso del fiume Saura attraversando la depressione del Gourara fino a raggiungere Béni Abbès, l'oasi bianca con l’eremo di Padre de Foucault. E quindi Taghit, l”Incantatrice", una delle oasi più belle del Grande Erg Occidentale, sovrastata com’è da un’enorme duna che sembra sul punto di crollare. Un volo ci riporta sul Mediterraneo per scoprire Orano, la città più spagnola dell’Algeria, seguita da Tlemcen, la “Granada africana” o “Medina dell'Occidente”, vera capitale dell'arte andalusa in Algeria. Sulla via del ritorno ad Algeri ci fermiamo sul mare a Tipasa, per ammirare la città romana con i suoi viali, colonne, mosaici che si affacciano su una baia di struggente bellezza. Qui, all’ombra della folta macchia mediterranea che si affaccia sul blu del Mediterraneo, veniva a meditare Albert Camus. Un itinerario costruito con la vasta esperienza di viaggi che abbiamo accumulato per decenni in questa regione, per trasformare l’immaginario del letto e sentito sull’Algeria in luogo reale.

    Itinerario di viaggio

     Partenza da Milano per Algeri. All’arrivo accoglienza da parte dello staff locale e visita della capitale, la città bianca, con i suoi viali, i suoi palazzi francesi e gli edifici di architettura moresca. Passeggiata lungo l’elegante lungomare della città, costruito dai francesi nei primi anni del 1900 in perfetto stile art nouveau. I grandi viali alberati, le facciate dei palazzi decorate con elementi floreali, i portici che guardano sul mare, fanno di Algeri una città gradevolissima da visitare a piedi. Da notare la bella Place des Martires e l’edificio della Grande Poste, costruito nel 1910 in stile moresco. Al termine della visita trasferimento in hotel per il pernottamento. Pasti: cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto di Algeri per il volo diretto sul piccolo aeroporto di Timimoun. Trasferimento in hotel e pranzo in ristorante tipico locale. Nel pomeriggio andiamo alla scoperta del punto più a sud del nostro itinerario, dove inizia il Grande Erg Occidentale. Ci troviamo al centro della Gourara, una delle zone più autentiche e affascinanti del Sahara ricca di enormi dune di sabbia, spettacolari granai fortificati (ksour) e oasi che si susseguono una dopo l’altra grazie all’ingegnoso sistema idrico delle foggara. Timimoun ne è il capoluogo. Da secoli importante crocevia carovaniero, qui si sono incontrati e mescolati berberi, arabi, ebrei e sudanesi. Diversa da tutte le altre oasi sahariane, Timimoun “la rossa” deve il nome al colore dell’argilla con cui sono costruite le case dal caratteristico stile sudanese, un’idea avuta dal capitano francese Anthenour per ricordare i contatti ad ampio raggio che l’oasi aveva con l’Africa nera. Visita della città vecchia, costituita dallo ksar con i vicoli stretti spesso coperti; tra queste viuzze, la luce propone bei contrasti tra angoli bui e improvvise ondate di sole. Passeggeremo per il bel mercato tradizionale prima di dirigerci in 4x4 verso la foggara e poi proseguire tra le dune dove attenderemo il tramonto, sorseggiando il tradizionale tè touareg, rigorosamente servito tre volte, zuccheratissimo, in piccoli bicchieri di vetro. Rientro in hotel per il pernottamento.   Le foggara sono la sintesi tra capacità dell’uomo di sopravvivere anche in condizioni estreme, organizzazione sociale e permeabilità ad esperienze lontane. Sono complesse soluzioni tecniche al problema della conservazione e distribuzione dell’acqua. Nascono più ad oriente, in Asia Minore. Si diffondono poi nel Medio Oriente. (Famose sono anche in Oman dove sono chiamate qanat). È proprio l’essere in un crocevia di commerci e scambi di esperienze, che consente a Timimoun di venire a conoscenza di tali acquedotti. Si tratta di una ragnatela di canali attraverso cui passa l’acqua raccolta in luoghi anche molto lontani, distribuita sfruttando pendenze lievi, per i consumi domestici, irroramento delle coltivazioni, abluzioni nelle moschee. La poderosità delle opere nelle fasi di realizzazione e nella manutenzione, necessitava e necessita non solo di un’organizzazione sociale ben strutturata, ma anche di una forte solidarietà nelle e tra le comunità. Storicamente, queste imprese potevano essere portate a termine solo se si riusciva a contare su condizioni amministrative adeguate, in grado anche di amplificare il senso stesso di comunità. Dal punto di vista tecnico mostrano la laboriosità e ingegno di chi, per sopravvivere in contesti assai difficili, trova modi che ancora oggi ci appaiono sorprendenti. È stato necessario scavare gallerie di centinaia di chilometri, per convogliare l’acqua dalle falde acquifere pedemontane sino ai luoghi abitati. Qui, grazie alla realizzazione di pozzi non distanti fra loro, l’acqua può essere portata in superficie e fruita. Vari maestri dell’acqua si occupano di coordinarne la distribuzione per usi privati e sociali, oltre che degli impegnativi lavori di manutenzione dei pozzi e dell’intera rete distributiva, localmente chiamata pettini di distribuzione. (In tal modo si vuole richiamare l’articolazione sotterranea del sistema di canali che da grandi divengono sempre più piccoli e numerosi, man mano che si avvicinano ai luoghi di fruizione. Proprio come nella ramificazione dei denti nei pettini).  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per un’intera giornata dedicata al circuito della sebka, un antico lago ormai asciutto ma che in passato permise lo sviluppo di numerosi villaggi fortificati lungo le sue sponde: alcuni sono sopravvissuti fino ad oggi. Con i fuoristrada lasciamo le piccole case di Timimoun per introdurci in zone sabbiose, piccole dune e wadi, formazioni rocciose più fantasiose. Sicuramente ci lasceremo suggestionare dalla visione delle sabbie, dalle formazioni di roccia che si elevano tra le dune, dalla terra fatta fango che orna le architetture delle oasi che raggiungeremo. Ci fermiamo a Ksar Ighzer, un antico fortino costruito su una collina, circondato da un piccolo villaggio immerso in un verde palmeto. Raggiungiamo quindi l’oasi di Ouled Said, famosa per la sua foggara e per i resti di uno ksar del XIV secolo. Costruito sui resti di un uadi fossile, nel corso del tempo, la diminuzione delle acque nello uadi ha reso necessaria la realizzazione di un complesso sistema per la captazione e la distribuzione delle acque sotterranee. Pranzo a pic-nic. Nel pomeriggio proseguimento per Kali, famosa per la sua ceramica artigianale, per arrivare infine ad Aghlad, uno ksar tra i più famosi in Algeria in quanto il suo sovrano Abu Mahali di Sijilmassa riuscirà addirittura ad essere per un momento re di Marrakech (1610-1613), e temendo rappresaglie si ritirò a vivere qui nel 1620. Della passata gloria sono ancora visibili i resti della fortezza di argilla nera. Ci fermiamo di nuovo su una duna in attesa del tramonto prima di rientrare in hotel per il pernottamento.  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic. Cena in hotel. Con ksar, si indicano costruzioni tipiche di tutto il nordafricano, realizzate per vari usi e con dimensioni assai diverse. (Chi sia stato in Libia o Marocco, ne ha certo buona conoscenza).Poteva essere un semplice magazzino sociale in cui conservare generi alimentari, e quindi avere grandezza limitata. Oltre a tale scopo, poteva anche essere costruito per accogliere gli abitanti del posto, nel momento in cui avessero dovuto affrontare situazioni di pericolo esterno. In tal caso, la struttura, oltre a essere di dimensioni adeguate, avrebbe dovuto presentare caratteristiche di vera e propria fortificazione.   
    Iniziamo oggi la parte “avventurosa” dell’itinerario, alla scoperta del Grande Erg Occidentale, dove le mappe geografiche presentano colori che si mescolano con quelli su cui spicca la parola Sahara, che qui è caratterizzato da ampie zone sabbiose, piccole dune e wadi, oltre a innumerevoli formazioni rocciose fantasiose. Seguiremo l’antico corso del fiume Saura, oggi uno wadi intermittente che però in alcuni punti ha ancora acqua che scorre e che ha reso possibile la vita nelle oasi. Attraversiamo la depressione del Gourara, duecento metri sotto il livello marino. Lungo il percorso, quasi mai visibili, si trovano pozzi, si passa vicino a quello che un tempo era un ricco deposito di rose del deserto, si nota la deviazione verso un vecchio forte. Proseguimento attraverso il deserto fino a raggiungere Béni Abbès, l'oasi bianca situata nel cuore della valle del Saura le cui origini risalgono all'XI secolo. Visita della cappella di Padre de Foucault, che vi si stabilì dopo essere stato ordinato sacerdote nel 1901 e che contava, da qui, di raggiungere il Marocco. Nel 1910 costruì un piccolo eremo dove abitò per quattro anni, e attualmente vi risiedono ancora alcuni religiosi appartenenti ai Piccoli Fratelli e alle Piccole Sorelle di Gesù. La visita della cappella è emozionante nella sua semplicità, con il pavimento in sabbia e le colonne di fango. Ci rechiamo quindi nel palmeto a forma di scorpione, la cui coda è creata da una grande duna rossa e il cui cuore corrisponde al vecchio ksar, posto proprio al centro dell’oasi. Al termine delle visite trasferimento in hotel per il pernottamento.  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo a pic-nic lungo il percorso. Cena in hotel.  Charles Eugène de Foucauld, visconte, esploratore, frate, muore a Tamanrasset nel 1916. Studioso della cultura Tuareg, è stato canonizzato nel 2022 da Papa Francesco. Arrivato in Algeria, inizialmente era intenzionato solo a tradurre nella lingua locale i Vangeli per renderli più funzionali alla sua azione di cristianizzazione. Poi si è dedicato essenzialmente a studiare le specificità culturali locali, diffondendone la conoscenza in Europa 
    Dopo la prima colazione si riprende la strada in direzione di Taghit, l”Incantatrice", una delle oasi più belle del Grande Erg Occidentale. Sovrastata da un’enorme duna e caratterizzata da piccole case di fango, dall’antico ksar e da un rigoglioso palmeto, Taghit non smette di affascinare. Scopriremo il centro storico, un gioiello architettonico costruito nell'XI secolo dove alcune vecchie case sono state restaurate. Uscendo dall’abitato andremo a vedere incisioni rupestri che rappresentano alcuni animali o scene quotidiane dell'uomo primitivo, risalenti al 40.000 a.C. circa. Tempo libero per passeggiare nei dintorni dell’oasi, e per chi lo desiderasse, salire in cima alla grande duna per contemplare l’oasi nella sua interezza. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel. 
    In mattinata visita al palmeto di Taghit, poi trasferimento a Béchar per il volo diretto ad Orano, dove l’arrivo è previsto nel primo pomeriggio. Trasferimento in hotel per il deposito bagagli e una breve rinfrescata. Successiva passeggiata nel centro storico della città, la seconda più importante dell'Algeria dopo la capitale. Davanti al municipio noteremo due statue di leoni in bronzo, realizzate dai francesi nel 1888 per ricordare l’origine del nome della città, che stando alla tradizione deriverebbe dal berbero wa - iharan (luogo dei leoni). Stando alla leggenda, nel medioevo, intorno al 900 d.C., gli ultimi due leoni ancora presenti in zona furono uccisi su una montagna vicino a Orano, che divenne nota come Montagne des Lions. Proseguimento verso il teatro dell’opera, costruito nel 1905 in stile neobarocco, con una elegante facciata arricchita da due piccole torrette e, al centro, una splendida statua che rappresenta le muse della musica, della tragedia e della commedia. Termine della giornata sul lungomare. Rientro in hotel per il pernottamento.  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo con lunch-box. Cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza in direzione di Tlemcen, città cui vengono attribuiti titoli diversi tra cui “Perla del Maghreb”, “Granada africana” e “Medina dell'Occidente”. Ex capitale del Maghreb centrale, la città è un mix di influenze berbere, arabe, andaluse, ottomane e occidentali. Da questo mosaico di influenze, la città deriva il titolo di capitale dell'arte andalusa in Algeria e conserva il 60% dell’arte islamica di tutto il paese. Il suo nome pare derivare dalla parola berbera tilmas, che significa "sorgente, pozza d'acqua". Avamposto militare dell'antica Roma con il nome di Pomaria, conquistata dagli arabi nel 708 d.C., la città fiorì nell’XI secolo sotto i sovrani almoravidi. In questo periodo Tlemcen divenne uno dei centri economici e culturali più importanti della regione, insieme ad altre capitali come Fes, Tunisi e Granada. Al culmine del suo successo nella prima metà del XIV secolo, Tlemcen era una città di forse 40.000 abitanti, che ospitò diverse madrase e numerose fondazioni religiose, diventando il principale centro intellettuale del Maghreb centrale. Dopo avere raggiunto l’altopiano di Lalla Setti, che si eleva a 600 m di altitudine e da cui si gode una meravigliosa vista della città sottostante, visitiamo la Moschea di Sidi Boumediene, considerata uno dei monumenti più belli dell'Algeria. Costruita da artisti andalusi nel 1339, il complesso comprende un mausoleo, una madrasa e un hamam, e lo stile ricorda quello di molte altre architetture moresche da Cordoba a Kairouan. Proseguimento con il sito di Mansourah, per la visita dei resti delle mura della moschea del 1299, splendido esempio di architettura moresca. Nel pomeriggio visita del Méchouar, una cittadella fortificata del XII secolo, e sulla piazza dell'emiro Abdelkader visita della Grande Moschea, costruita nel 1136 sotto il regno degli Almoravidi e che rappresenta il primo ingresso dell’arte andalusa in Africa. Nel tardo pomeriggio ritorno ad Orano, dove l’arrivo è previsto in serata. Pernottamento in hotel.  Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo e cena in ristoranti locali. 
    Intera giornata dedicata alla visita di Orano, la più occidentale e spagnoleggiante dell’Algeria. Fondata nel 903 dai berberi sui resti di un insediamento romano e bizantino, Orano conobbe un periodo di prosperità sotto i califfi almohadi quando la Spagna era araba ed il suo porto la collegava all’Andalusia. Conquistata dai castigliani nel 1509, restò sotto la sovranità spagnola fino al 1792, quando fu riconquistata da una coalizione di truppe algerine. Le visite cominciano dalla sommità del Jebel Murdjadjo dove si trova il forte di Santa Cruz, costruito nel 1563 da Álvaro de Bazán, marchese di Santa Cruz, a più di 300 m di altezza per controllare la città. Da qui si gode una splendida vista sulla baia e sulla città di Orano. Scesi nei quartieri spagnoli, proseguiremo con il palazzo del Bey costituito da harem, torri di guardia e sale dipinte a stucco e quindi con la moschea Hassan Pasha, costruita nel 1796 durante il regno di Bey Mohamed El-Kèbir, per celebrare la fine del dominio spagnolo sulla città con il riscatto pagato per il rilascio dei prigionieri spagnoli. Pranzo. Nel pomeriggio visita del Museo Nazionale Zabana, che raccoglie antichità romane, dipinti del XVI secolo e una sezione etnografica. Visita della stazione Karguentah costruita in stile neo-moresco. L’esterno è quello di una moschea e il suo orologio ha la forma di un minareto, ma le griglie delle porte, le finestre e il soffitto della cupola portano la Stella di David e i dipinti del soffitto interno presentano croci cristiane. Un simbolo della multiculturalità della città. Pernottamento in hotel. Pasti: prima colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza lungo la costa algerina, diretti ad est per raggiungere Tipasa, per la sosta pranzo in ristorante sul mare. Nel pomeriggio si visiterà il sito archeologico che si affaccia proprio sul Mediterraneo. Tipasa fu fondata dai Fenici. L'imperatore Claudio la trasformò in colonia militare, dopodiché divenne un municipium. L'antica città romana venne costruita su tre colline che dominavano il mare. Restano le rovine di 3 chiese, due cimiteri, le terme, un teatro, un anfiteatro ed un ninfeo. Nel 1982 Tipasa venne inserita nell'elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Nel tardo pomeriggio ritorno ad Algeri. Pernottamento in hotel.  Pasti: colazione in hotel. Pranzo in ristorante locale. Cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per il volo di rientro su Milano Malpensa. Arrivo ed eventuale proseguimento per le città di destinazione. Pasti: prima colazione in hotel. Per ragioni tecnico-organizzative in fase di prenotazione o in corso di viaggio l’itinerario potrebbe subire delle modifiche, mantenendo invariate quanto più possibile le visite e le escursioni programmate.      

    Perché con noi

    • Un nuovo tour, ideato da Kel 12, per scoprire il poco noto Ovest dell'Algeria.
    • Orano e Tlemcen, dove l'arte araba si fonde con lo stile andaluso.
    • Raggiungere Timimoun, e percorrere la via delle oasi in 4x4.
    • Scoprire il Grande Erg Occidentale.
    • Sostare sul mare a Tipasa e visitare la città romana che si perde nel Mediterraneo.
    • Viaggio in pensione completa.
    • Esperto Kel 12 a partire da 6 partecipanti e guida locale di lingua italiana.

    I nostri esperti

    MARTINA LEONARDI

    Dal 19  febbraio  2027 al 28  febbraio  2027

    DA ASSEGNARE

    Dal 26  marzo  2027 al 4  aprile  2027

    Dal 29  ottobre  2027 al 7  novembre  2027

    Dal 26  novembre  2027 al 5  dicembre  2027

    Dal 24  dicembre  2027 al 2  gennaio  2028

    Approfondimenti di viaggio

    VOLI: Per questo itinerario abbiamo selezionato Air Algérie con partenza da Milano Malpensa, così da poter emettere un unico biglietto comprensivo sia dei voli internazionali sia delle tratte interne algerine. In caso di prenotazioni di gruppo, suggeriamo di raggiungere Milano per partire tutti insieme con gli stessi voli.  I viaggiatori in partenza da Roma possono valutare, senza supplemento, i voli Roma–Algeri–Roma operati da ITA Airways. Si segnala tuttavia che, negli ultimi mesi, [...]