ALL’ORIGINE DELLA STORIA TRA TIGRI ED EUFRATE

IRAQ

  • ALL’ORIGINE DELLA STORIA TRA TIGRI ED EUFRATE

    IRAQ

    Viaggi con Esperto
    Durata 12 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 21  ottobre   al 1  novembre  
      Completa
      125
    • Dal 18  novembre   al 29  novembre  
      Completa
      125
    • Dal 30  dicembre   al 10  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      125

    A PARTIRE DA:  

    4.300€

    Iraq

    ALL’ORIGINE DELLA STORIA TRA TIGRI ED EUFRATE

    «Quando in alto il Cielo non aveva ancora un nome

     e la Terra, in basso, non era ancora stata chiamata con il suo nome,

     nulla esisteva eccetto Apsu, l’antico, il loro creatore,

     e Tiamat, la madre di loro tutti».

     

    È l’origine del Mondo raccontata all’origine della Storia.

    Questi versi così speciali, quasi commoventi, composti da parole solenni ed essenziali, rivelano la complessa concezione cosmologica dei popoli della Mesopotamia. Mai come a questa latitudine, l’ambiente ha plasmato il comune sentire, ha contribuito a edificare un pantheon ideale di divinità e ha consentito all’essere umano, per la prima volta, di mettere in forma scritta parole che prima erano affidate ai posteri e al vento e, infine, di stanziarsi in comunità urbane complesse che presero il nome di città. Tra il Tigri e l’Eufrate, associati al dio delle acque dolci Apsu, e il golfo Persico, identificato con la dea delle acque salate Tiamat, in un abbraccio primordiale furono generati il cielo, che prese il nome di Anshar, e la Terra, chiamata Kishar.  Qui in Mesopotamia nacque la parola. Qui in Mesopotamia nacque la Storia.

    Se si prende infatti la nascita della scrittura come punto di demarcazione per separare la storia dalla preistoria, allora i popoli che abitarono in queste terre nei tre millenni precedenti la nascita di Cristo devono essere considerati coloro che hanno dato inizio alla Storia dell’umanità. La loro regione fu chiamata Mesopotamia (“terra tra i due fiumi”) dai Greci che così identificarono la vasta pianura compresa tra il Tigri e l’Eufrate.

    Due fiumi che, come il Nilo in Egitto, hanno dato vita al lungo processo di civilizzazione dell’uomo: iniziando dall’agricoltura, reso possibile dal costante e ingente apporto d’acqua in una terra altrimenti arida, si è passati alla nascita delle città. Già dal IX millennio a.C. erano presenti conglomerati di case, circondate da un muro difensivo e con un luogo di culto: basti pensare a Gerico, in Palestina. Ma è qui che la somma di più edifici si fece luogo di vita comunitaria: Uruk viene identificata come la prima città, fatta da strade, mercati, piazze, luoghi di aggregazione urbana che richiamavano persone dalla campagna, protetti dalle possenti mura che si pensa siano state costruite dal mitico eroe Gilgamesh. E dal fiorire di più città, si è passati alla nascita dei primi stati: Sumeri, Accadi, Amorrei, Babilonesi, Assiri e Persiani. Popolazioni che sembrano appunto usciti dai libri di Storia e che qui hanno visto il fiorire delle loro civiltà, lasciando a noi posteri vestigia e siti archeologici di straordinaria importanza.

    Un viaggio in Iraq, ancora oggi, è un viaggio nella Storia dell’umanità, alla radici della scrittura e del concetto di divinità, alla ricerca delle prime città fatte da edifici monumentali come le ziqqurat e sulle notizie in parte bibliche, in parte storiche e in parte affidate alla leggenda che avvolgono la Mesopotamia antica. Ma è anche un viaggio nel mondo islamico e tra le sue diverse sfumature, tra le città sante agli sciiti di Karbala, Najaf e Khufa. Un viaggio tra gli odori dei bazar e sguardi curiosi e ospitali, alla scoperta dei palazzi di Saddam come cattedrali nel deserto e all’avventura tra le paludi mesopotamiche, conoscendo la popolazione Ma’dan che le abita ancora in modo tradizionale vivendo su palafitte.  Un viaggio complesso che si avventura anche nella Regione autonoma del Kurdistan, la terra del popolo curdo che non riesce ad essere disegnata sugli atlanti ma dove il cuore batte forte tra i monti Zagros. Da Mosul, che dovrà nuovamente rinascere a Erbil, la cui cittadella è patrimonio dell’umanità passando per luoghi che sapranno come sorprenderci: dal monastero di San Matteo, risalente addirittura al IV secolo, alla cittadina di Lalish, sacra agli yazidi: testimonianze di minoranze religiose e culturale che, nonostante tutto, resistono.

    L’Iraq, dalle paludi mesopotamiche ai due grandi fiumi e fino all’altopiano curdo, è un viaggio carico di suggestioni e di speranze, di fragilità e di cultura profonda. Ma è soprattutto un lungo, lento viaggio nel tempo alle origini della Storia dell’umanità.

    Itinerario di viaggio

    Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo europeo o internazionale per l’Iraq. Arrivo previsto di prima mattina del giorno successivo a Bassora. NB: il tour è stato programmato con partenza da Milano. È possibile anche la partenza da Roma Fiumicino, previa disponibilità, senza supplemento tariffario. È possibile la partenza anche da altri aeroporti italiani, previa disponibilità, con supplemento. NB: l’operativo aereo potrebbe cambiare e verrà riconfermato al momento dell’invio dei documenti di viaggio. Per questa destinazione non è possibile lo scorporo voli né effettuare pre e post tour. 
    Dopo il disbrigo delle pratiche doganali, incontro con il nostro referente in loco. Trasferimento privato in hotel, sistemazione nelle camere che saranno subito a disposizione per un po’ di relax e colazione inclusa.In tarda mattinata iniziamo le visite di Bassora, la seconda città del paese per popolazione. Sotto gli Abbasidi, fu il principale porto del mondo islamico nel commercio con l’India, la costa orientale dell’Africa e l’Estremo Oriente e mantenne questo ruolo anche nei secoli avvenire, anche se, dopo l’invasione mongola, non ebbe più la stessa aurea e splendore. Visiteremo una chiesa caldea dove avremo occasione di avere un incontro con il parroco che ci testimonierà la presenza di numerose comunità cristiane, e ci spiegherà il rapporto con la società irachena e la differenza tra di esse (l’incontro è ovviamente sempre oggetto di riconferma in base alla disponibilità del parroco). Ci rechiamo quindi alla Corniche, che si affaccia sullo Shatt-al-Arab, che solcheremo per un breve tour su un’imbarcazione locale, e il Museo di Bassora, che ci consentirà di avere una prima introduzione archeologica alla Mesopotamia (NB: il Museo, come altri siti d’interesse, è soggetto a chiusure straordinarie e non preventivabili). Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    Dopo colazione, visiteremo il Souq Centrale, che si dipana tra volti rugosi, frutta fresca, banchi di pesce e spezie in un’atmosfera verace. A seguire cominciamo il nostro viaggio itinerante che ci porterà alla scoperta del Paese verso nord, dalle paludi alle montagne. Dopo una breve fermata ad Al-Qurna, dove il Tigri e l’Eufrate confluiscono nello Shatt al-Arab, raggiungiamo le paludi mesopotamiche, note anche come paludi irachene. Sono un'area umida situata nell'Iraq meridionale e nell'Iran sudoccidentale e storicamente sono sempre state considerate la più grande area umida del Medio Oriente. Coprendo originariamente un'area di 20.000 km2) e divisa in tre aree principali, le paludi centrali si trovano tra il Tigri e l'Eufrate, mentre le paludi di Hammar si trovano a sud dell'Eufrate e le paludi di Hawizeh sono delimitate a est del Tigri. Prima dell’invasione dell’Iraq del 2003, circa il 90% delle paludi erano state prosciugate da Saddam, sia per favorire l’urbanizzazione sia per estendere l’attività estrattiva. L’importanza di questo fragile eco-sistema, che da qualche anno ha beneficiato della riconoscenza Unesco come patrimonio dell’umanità, non deriva soltanto dalle numerose specie di uccelli, pesci e mammiferi (come il bue d’acqua) che ospita, ma anche alla presenza di una comunità umana autoctona: gli arabi delle paludi, conosciuti anche come Ma’Dan. Termine che significa “abitanti della pianura”, usato in senso dispregiativo dagli abitanti del deserto. Questa comunità vive in case galleggianti costruite con piccole canne locali e vive soprattutto di agricoltura e allevamento. Durante la visita, che avverrà a bordo di piccole imbarcazioni tradizionali a fondo piatto, avremo la possibilità di pranzare in una casa tipica cerimoniale. Un Mudhif, tradizionale casa di canne costruita dal popolo Madan nelle paludi dell'Iraq meridionale e mantenuta da uno sceicco locale.Proseguimento per Nassiriya, città moderna di più di 600.000 abitanti sulle rive dell’Eufrate. Un pernottamento che ci permette di spezzare il viaggio verso Najaf e che ci consente, il giorno successivo, la visita di Ur e anche quella di Uruk. All’arrivo, sistemazione in hotel e passeggiata opzionale nel vivace souk (o tempo per relax in hotel). Cena e pernottamento. 
    Prima colazione e partenza per Najaf. Durante la giornata odierna, che sarà lunga per i probabili numerosi posti di blocco, visiteremo due dei siti archeologici più importanti del Paese. Prima Ur, antica città citata anche nella Bibbia e che oggi conserva la ziqqurat meglio conservata del Paese, patrimonio Unesco: Etemenniguru. Risalente al terzo millennio prima di Cristo, fungeva da luogo sacro, da magazzino per le scorte alimentari e, molto probabilmente, anche da osservatorio astronomico.A seguire Uruk, identificata come la prima città della Storia, fatta da strade, mercati, piazze, luoghi di aggregazione urbana che richiamavano persone dalla campagna, protetti dalle possenti mura che si pensa siano state costruite dal mitico eroe Gilgamesh.   La fondazione di Uruk avvenne circa nel 4.000 a. C., dopo altri nuclei urbani che si insediarono nel Medioriente, da Jericho a Byblos, le cui tracce di insediamento sono ben più antiche. Ma la particolarità di questa città fu proprio la sua struttura civica elaborata, che si può definire propriamente urbana: dall’urbanistica alla stratificazione sociale fino alla specializzazione del lavoro dei cittadini. Gli storici affermano che, proprio favorita da questo contesto, nacque la scrittura e, assieme ad essa, la Storia. Convenzionalmente, la Storia è l’insieme di tutti gli eventi e i cambiamenti del passato avvenuti dopo l’invenzione della scrittura che, a sua volta, è la rappresentazione, attraverso segni grafici, di espressioni linguistiche che consentono di tramandare eventi e informazioni alle generazioni future. Il più antico corpus di letteratura cuneiforme (ovvero un tipo di scrittura i cui segni erano una combinazione di tratti a forma di cuneo, e venivano incisi con uno stilo triangolare su tavolette di argilla) fu scoperto proprio qui, ad  Uruk: si tratta di circa 4000 tavolette d'argilla risalenti al tardo IV millennio a.C.Ripartiamo vero nord con pranzo in ristorante locale in corso di visite e, dopo circa due ore e mezza, arriviamo a Najaf. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.  
    Dopo colazione la giornata è dedicata alle città gemelle Najaf e Kufa, due tra i luoghi più venerati e meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli sciiti. Visiteremo la Grande Moschea di Kufa, dove si pensa sia morto Ali ibn Abi Talib, ovvero il cugino e genero di Maometto. Quarto califfo dell’Islam, è considerato dallo sciismo il suo primo imam. Cresciuto assieme al profeta e convertito della prima ora, visto il suo particolare rapporto si racconta che ebbe l’onore di presiedere al lavacro di Maometto dopo la sua morte, ma così facendo non fu presente durante la prima riunione che designò Abu Bakr a primo Califfo. La sua storia, assai movimentata e ricca di colpi di scena, la scopriremo in viaggio, visitando anche la Moschea dell’imam Ali tornando a Najaf. La sontuosa moschea custodisce la sua tomba e per gli sciiti rappresenta il terzo luogo santo dopo La Mecca e Medina (mentre per i sunniti al terzo posto c’è Gerusalemme). Assieme al cugino di Maometto, si dice che siano sepolti altri profeti come Adamo (anche il Monte Calvario è considerato il suo sepolcro), Eva (alcuni pensano sia sepolta invece fuori Jeddah) e Noè (che si pensa sia sepolto anche nel Nackchivan). Terminiamo le visite con il tentacolare bazar centrale e con il Wadi – al Salam, il più grande cimitero islamico al mondo. Pranzo in corso di visite, cena e pernottamento in hotel.
    Dopo colazione partiamo verso Karbala, la capitale dell'omonimo governatorato e uno dei siti più significativi per i musulmani di tutto il mondo: per apprezzare appieno la natura sacra del luogo, ci uniremo alla folla di pellegrini mentre eseguono rituali ipnotizzanti nei santuari sacri dell'Imam Hussein e di Al-Abbas.Raggiungiamo poi la vivace città di Hillah, dove si trovano i resti di una delle più antiche città sumere, risalenti al V – VI millennio a.C.: la mitica Babilonia. Ridotta oggi ad un cumulo di rovine, il suo nome e la sua architettura resteranno sempre nella leggenda per i fasti di una delle prime vere città del mondo. Il suo nome deriva dall’accadico Bablim, ovvero “la porta di Dio”, da cui deriva la parola Babil com’era conosciuta in epoca islamica. Qui sorgeva un tempo la ziqqurat Etemenanki, da cui discese l’immagine biblica della torre di Babele, qui sorgeva la cinta muraria con strade splendidamente lastricate che culminavano nella Porta di Ishtar, ricostruita oggi al Museo di Pergamo di Berlino, e infine qui sorgevano i famosi giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico. Capitale dell’Impero Babilonese prima e di quello Assiro poi, vide avvicendarsi alcuni dei più grandi personaggi dell’epoca, da Hammurabi, sovrano che redisse il codice omonimo, uno dei primi passaggi legislativi per forma scritta della Storia, a Nabucodonosor II, che edificò i giardini e distrusse il Tempio di Salomone a Gerusalemme, ispirando la celebre opera di Giuseppe Verdi “Nabucco”, fino alla conquista di Ciro II e di Alessandro Magno in seguito, dopo la vittoria di Gaugamela. Le rovine oggi presenti non possono portare indietro il tempo, ma le testimonianze storiche, i reperti e gli studi testimoniano un passato glorioso che potremmo immaginare ad occhi aperti lì, sulle sponde dell’Eufrate tra la sabbia e l’adobe. Pranzo in ristorante locale in corso di visite. Poco distante visiteremo anche il Palazzo di Saddam Hussein, oggi vuoto e abbandonato. Il dittatore iracheno governò il Paese dal 1979 al 2003 fece costruire la sua residenza estiva proprio a pochi passi dal sito archeologico (a seconda dei tempi la visita probbe effettuarsi prima di Babilonia). Proseguimento fino a Baghdad, la capitale. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. NB: segnaliamo che il palazzo di Saddam, essendo un luogo abbandonato e in rovina, non è sempre nelle condizioni di essere visitato.  Fedeli durante la preghiera La replica della Porta di Ishtar 
    Prima colazione in hotel e giornata interamente dedicata alla visita della capitale irachena. Baghdad, sulle sponde del Tigri, evoca storia, immagini, cronaca recente con una solennità quasi reverenziale: fondata tra il 762 e il 767 d.C per volere del califfo Al-Mansur, il secondo della dinastia abbaside, presto spiccò rispetto ai precedenti insediamenti limitrofi, Seleucia e Ctesifonte, e divenne il centro commerciale e culturale di maggior rilievo. All’epoca, il nucleo centrale della città – cinto da mura rotonde - prendeva il nome di Madinat al-Salam, la città della pace. Da allora molto è passato: Baghdad fu probabilmente la prima città a oltrepassare il milione di abitanti, ospitando musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani; commercianti e viaggiatori provenienti da est e da ovest; molte storie narrate nelle Mille e Una notte sono ambientate proprio qui. Poi, la reggenza selgiuchide, il saccheggio dei mongoli prima e dell’esercito di Tamerlano in seguito; il lungo periodo ottomano fino alla Prima guerra mondiale; lo sviluppo dovuto all’indipendenza e all’economia basata sul petrolio; infine, le guerre delle ultime decadi: quella con l’Iran, la guerra del Golfo e l’invasione americana del 2003 che portò al cambio di regime. Baghdad, come il resto del Paese, porta i segni di tutto: della sofferenza, dello sviluppo urbanistico, dei tesori del passato, delle speranze verso il futuro.La prima tappa delle nostre visite sarà una sorta di pellegrinaggio al Museo Nazionale dell’Iraq, luogo simbolo non solo di cultura ma anche di violenza e rinascita. Fondato dall’esploratrice, archeologa e politica inglese Gertrude Bell – che ha avuto un ruolo chiave nella fondazione stessa dello stato iracheno – ha aperto i suoi battenti nel lontano 1926. Le sue collezioni portarono il museo a diventare uno dei più importanti al mondo. Quelli più prossimi a noi, sono stati anni difficili: chiuso durante la guerra del Golfo, e poi saccheggiato tra l’8 e il 12 aprile 2003, mentre le truppe americane stavano entrando in città. I reperti, oltre ad andare persi o distrutti, giunsero in ogni parte del mondo. Solo nel 2015 il Museo Nazionale è riuscito a riaprire nuovamente ed oggi, dopo anni segnati da drammatici eventi, possiamo nuovamente ammirarne i capolavori archeologici e culturali delle civiltà mesopotamiche e persiana.Ci rechiamo poi al Palazzo abbaside, risalente al XII secolo, decorato con portici e un imponente iwan in mattoni; e poi Al-Mutanabbi Street, una delle zone più storiche e tipiche della capitale irachena, ricca di caffè – dove faremo sosta nel celebre Shahbandar cafè - e librerie. Un’atmosfera certamente inaspettata e affascinante. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Avremo occasione, nel pomeriggio, per passare da altri luoghi simbolo della capitale, come piazza Tahrir. Rientro in hotel, cena in hotel e pernottamento. NB: Il Museo Nazionale è chiuso nei giorni di sabato e domenica e, nel caso il tour coincida con uno di questi giorni oppure dovesse essere chiuso per cause non dipendenti dalla nostra volontà, verrà inclusa la visita di una altro monumento o luogo d’interesse. NB: A seconda dell’apertura di alcuni siti attualmente in restauro, o a seconda delleeventuali festività, potrebbero essere aggiunte delle visite o essere sostituite con altre di pari interesse.In un Paese come l’Iraq, la flessibilità è il modo migliore per includere visite extra o esperienza particolari.Al momento della programmazione del tour il palazzo Abbaside è chiuso per lavori di restauro.  L’ordine delle visite della città può cambiare a seconda del traffico, del tempo o di eventuali imprevisti ed alcune di esse possono essere spostate al giorno successivo. 
    Dopo colazione effettuiamo un’escursione fuori città. Poco distante da Baghdad, nei pressi di una piccola città satellite, si trova Taq Kasra, vestigia dell’antica Ctesifonte. Si tratta di un palazzo monumentale fatto costruire da Cosroe I, uno dei sovrani più importanti e celebrati della dinastia persiana dei sasanidi, protagonista di numerose campagne militari contro i bizantini di Giustiniano. L’arco del palazzo, alto 37 metri e largo 50, è una delle imprese architettoniche più raffinate di quel periodo. Pranzo in corso di visite e rientro a Baghdad per la visita al Memoriale dei Martiri, ovvero il Nasb Al-Shaheed, progettato dallo scultore iracheno Ismail Fatah al-Turk nel 1983 e dedicato alle vittime della guerra con l’Iran.Cena e pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione, riprendiamo il nostro viaggio verso il nord del Paese. Dopo circa due ore di strada, incontriamo quella che fu la prima capitale del califfato abbaside: Samarra.Una delle più antiche città abitate ininterrottamente in Medio Oriente, anche patrimonio mondiale dell'UNESCO, Samarra fu abitata fin dal 5.500 a.C., periodo dal quale sono giunti fino a noi diversi reperti di artigianato, ma è durante il califfato abbaside che la città divenne una vera metropoli, coinvolgendo maestranze da tutto il Medio Oriente. La Moschea del Venerdì di Samarra, completata nell’851, era con i suoi 239 metri di lunghezza per 156 la più grande al mondo. Oggi ci resta solamente il Malwiyya, il bellissimo minareto a spirale che raggiunge i 52 metri e che ricorda l’architettura della Torre di Babele. Ci rechiamo poi al Qasr Al-Khalifa, ovvero il palazzo del califfo. Commissionato da Mu’tasim e abitato dai suoi successori, fu l’elemento culminate di una larga opera di edificazione della città. Si trova su un promontorio naturale che domina il Tigri e la sua pianura alluvionale. Lontano dal centro della città, il palazzo sarebbe stato difficile da raggiungere ma godeva di ampie vedute sul fiume e sul paesaggio agricolo circostante. Il principale materiale con cui è stato costruito è il mattone, sia cotto che crudo. I soffitti sarebbero stati presumibilmente di legno e ci sono indicazioni di travi di legno sul retro del Bab al-'Amma. Anche il palazzo si pensa fosse stato finemente decorato con stucchi, pannelli di legno, rivestimenti in marmo e pitture murali.Pranzo in ristorante locale e proseguimento verso un altro sito imponente e quasi sacro vista la sua importanza, la sua leggenda e l’importanza simbolica che ha avuto fino ai nostri anni: Hatra.Patrimonio Unesco, fu popolata fin dal I secolo a.C. da genti di origine araba e divenne un piccolo stato autonomo sotto il dominio dei parti. Hatra divenne un'importante città fortificata di frontiera che resistette a ripetuti attacchi portati dall'Impero romano: respinse l'assedio di Traiano nel 117 d.C., poi quello di Settimio Severo tra il 197 e il 198. Hatra riuscì a resistere ad un attacco sasanide, condotto da re Ardashir I, ma infine cadde fatalmente sotto un secondo assalto sasanide nel 240 e fu, in grande sua parte, distrutta. Di qui passò infine lo sconfitto esercito dell’imperatore Gioviano, dopo la firma della disastrosa pace coi Sassanidi nel 363, che segnò l’abbandono delle province dell’Impero al di là del Tigri (conquistate da Galerio nel 297), la rinuncia alle fortezze di Singara e Nisibi e il distacco dalle sorti dell’Armenia. Ma Hatra, che scomparve nei secoli nell’abbandono e che fu riscoperta nell’epoca d’oro dell’archeologia, durante il XIX secolo, ha fatto nuovamente parlare di sé negli scorsi anni. Fu infatti occupata dal sedicente Stato Islamico che, nel 2015, attraverso dei video ne annunciò la distruzione. Ripresa dall’esercito iracheno due anni più tardi, risultò essere ancora, se non integra (furono distrutte molte statue ed elementi decorativi), in buone condizioni. Siamo a circa 120 km da Mosul, che raggiungiamo nel tardo pomeriggio. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. NB: Qasr Al Khalifa è attualmente chiuso per ristrutturazione. Nel caso i lavori non siano ancora terminati per la data del viaggio, verrà sostituito con un altro luogo di interesse.  Le vestigia di Hatra, patrimonio Unesco 
    Prima colazione e giornata dedicata all’esplorazione - che saprà sicuramente sorprenderci - del Kurdistan, oggi diviso tra regione autonoma formale riconosciuta nel 2005 e regioni, di popolazione in prevalenza curda, ancora “contese” con il governo centrale. Ci spingiamo ancora verso nord fino a raggiungere la cittadina montana di Lalish, luogo sacro agli Yazidi. Questa comunità religiosa di etnia curda professa la credenza in un Dio primordiale e creatore, poi dissoltosi in ogni cosa, che si manifesta in sette angeli, tra i quali il più venerato è Melek Ta’us, dalle sembianze di pavone. L’atmosfera che si respira nel santuario è molto particolare, completamente diversa dal territorio circostante; il sito si trova in una valle chiusa dove vengono solo gli Yazidi, che almeno una volta nella vita sono tenuti a fare un pellegrinaggio qui. I pellegrini che si recano qui sono vestiti con abiti tradizionali e sovente si viene invitati a bere un tè con loro ed a fare alcune foto insieme. Qui riposa lo sceicco Adi (1070-1162), la cui tomba è meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli yazidi. Lalish è inoltre uno dei numerosi luoghi in cui si pensa che Noè portò l’arca dopo il grande diluvio, per questo l’acqua della sorgente locale è considerata santa. A seguire ci recheremo nel sito di Khinis, dove è stato recentemente restaurato e inaugurato il Grande Rilievo di Sennacherib. Le attività di conservazione, documentazione e studio sono state condotte da una squadra di restauratori e archeologi dell’Università di Udine, e il progetto finanziato dalla Cooperazione italiana. Si tratta del più grande rilievo rupestre assiro mai scolpito, dove sono raffigurate le più importanti divinità dell’epoca, Assur e sua moglie Mullissu, affiancati dalla figura del sovrano scolpita su entrambi i lati delle figure divine. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Nel pomeriggio, visitiamo il monastero di San Matteo, fondato nel 363. È uno dei monasteri più antichi al mondo, famoso per la sua biblioteca ricca di manoscritti. Rientro a Mosul, cena e pernottamento.
    Prima colazione e breve visita di Mosul. La città è stata sostanzialmente fondata dai primi arabi islamici sulla sponda occidentale del Tigri, mentre su quella orientale sorgeva un tempo prospera l’antica città di Ninive. Citata diverse volte nella bibbia, fu la capitale dell’Impero Assiro e raggiunse i 150 mila abitanti. Alla morte di Assurbanipal, avvenuta intorno al 630 a.C., scoppiarono una serie di guerre civili che portarono Ninive ad un lento e inesorabile declino, fino alla conquista della colazione formata da Medi e Babilonesi, sotto il regno di Nabopolassar. Nel 2015 tutta l’area fu occupata dallo Stato islamico e parzialmente distrutta. Dopo la riconquista irachena del 2017, l’Unesco ha iniziato un’opera di restauro ma i tempi si preannunciano lunghi. Visiteremo la parte vecchia (segnaliamo che la visita può essere emotivamente molto forte, trattandosi di fatti contemporanei di cui ci faremo testimoni) e il sito archeologico di Ninive, di cui rimane comunque ben poco. Poi partiremo per Erbil, la maggiore città del Kurdistan Iracheno, entità federale autonoma. Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio visiteremo la cittadella di Erbil, patrimonio Unesco dal 2014. Le prime tracce di civilizzazione risalgono al 6.000 a.C., facendo della città una delle più antiche continuativamente abitate al mondo. Nel corso dei secoli, dal dominio assiro a quello dei medi fino ai persiani, ha sempre ricoperto un ruolo centrale nella regione, snodo di commerci e della diffusione di religioni ed idee (fino alla metà del XX secolo risiedeva una folta comunità ebraica, emigrata poi in Israele). A qualche centinaio di chilometri da qui si trova la piana di Gaugamela, l’ultimo celeberrimo scontro, quello fatale, tra Alessandro Magno e l’impero persiano achemenide. Dario III, in ritirata a Erbil, trovò la morte per mano di Besso, satrapo della Battriana. La cittadella poggia sul cosiddetto tell (dalla parola araba che significa collina), ovvero un’altura artificiale formata dai sedimenti delle diverse fasi dell’abitato nel corso del tempo (a testimonianza tangibile della stratificazione storica di Erbil). Capitolata dopo l’assedio mongolo, deve il suo aspetto principalmente alle architetture tradizionali turche: ad oggi circa 330 abitazioni storiche censite conservano al loro interno decorazioni di elaborata fattura e rappresentano uno dei più significativi esempi di architettura tradizionale dell’intera regione.Sistemazione, cena e pernottamento in hotel. NB: la cittadella di Erbil è stata recentemente chiusa per restauro e poi riaperta ma, come altri siti iracheni, non sempre è possibile l’accesso. La visita, se non potesse essere effettuata, sarebbe quindi sostituita dal souk e da un altro luogo di interesse.
    Sveglia in nottata e trasferimento privato in aeroporto per il volo internazionale di linea via scalo europeo o internazionale di rientro in Italia. Arrivo nel primo pomeriggio e fine del viaggio.

    Perché con noi

    - Siamo da decenni specialisti dell'aprire nuove destinazioni e l'Iraq rappresenta la culla dell'Umanità - Il tour è una proposta completa della bassa Mesopotamia e include anche tre giorni in Kurdistan - Il viaggio prevede i principali siti archeologici, da Babilonia alla ziqqurat di Ur, dalla capitale dei parti Ctesifonte fino al minareto di Samarra - Visitiamo anche le città sante degli sciti, Najaf Qufa e Kerbala, più i monasteri cristiani del Kurdistan 

    I nostri esperti

    GIACOMO IACHIA

    Dal 21  ottobre  2026 al 1  novembre  2026

    PAOLO GHIRELLI

    Dal 18  novembre  2026 al 29  novembre  2026

    DA ASSEGNARE

    Dal 30  dicembre  2026 al 10  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà.È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i pochissimi viaggiatori al mondo a visitare [...]