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AVVENTURA DANCALA E GIBUTI “LA ROTTA DEL SALE”

ETIOPIA GIBUTI

icona orologio 13 GIORNI
minimo 8 massimo 14 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   17  gennaio    al   29  gennaio  
  • Dal   28  novembre    al   10  dicembre  

Addis Abeba con il suo mercato, tra i più grandi dell’Africa. E poi Agula e Beraile, primo grande villaggio in terra Afar e punto di partenza di antiche rotte carovaniere. E poi ancora, Meladbay ad Assobole, da raggiungere con un trekking attraverso il canyon del Saba. E poi Ahmed Ela, al confine con l’Eritrea, unico villaggio nel deserto. Dove i cammellieri si incontrano e le carovane pagano le tasse per l’estrazione e il trasporto dei blocchi di sale. Un viaggio che - continua -

A PARTIRE DA: 4.350 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa con il volo su Addis Abeba. L’arrivo è previsto il mattino successivo. Pasti e pernottamento a bordo.

 

All’arrivo colazione in città. Dedicheremo la giornata alla visita di Addis Abeba mentre un nostro assistente si occuperà dell’ottenimento del visto per Gibuti.

 

 Addis Abeba, ovvero il "nuovo fiore" in amarico, sorse come piccolo agglomerato sull'altopiano lungo le rotte carovaniere e, dopo l'ampliamento operato da Menelik II nel 1887, si popolò rapidamente fino a raggiungere gli attuali 4-5 milioni di abitanti. Interessante notare che prima che nella zona venissero introdotti gli eucalipti (1896), la capitale rischiò di essere abbandonata a causa della mancanza di legna da ardere. Posta a 2.324 metri d'altezza e ai piedi del Monte Entoto, la città offre al visitatore, oltre allo spettacolo di uno dei più grandi mercati di tutta l'Africa, anche alcuni monumenti storici ed artistici molto interessanti. Il Museo Nazionale o quello Etnografico costituiscono un ottimo punto di partenza per comprendere la ricca diversità etnica dell'Etiopia. Poco distante dal Parlamento, la “barocca” Chiesa della Trinità che fu terminata nel 1942 dopo il rientro del Negus in Etiopia e che doveva essere il monumento funebre della famiglia imperiale di Hailé Selassié. L'Africa Hall è il quartier generale della commissione economica delle Nazioni Unite per l'Africa e fu concepita come monumento all'indipendenza africana. Pranzo libero in corso di visite.

 

Nel tardo pomeriggio partenza con volo per MaKallé, capoluogo del Tigray. All’arrivo trasferimento in hotel, cena e pernottamento.

 

Iniziamo il nostro viaggio scendendo dall’altopiano etiopico, il più vasto d’Africa alla depressione della Piana del Sale, la depressione dancala. Arriveremo al villaggio di Agula, siamo ancora in Tigrai e il sabato si svolge un mercato settimanale. Il viaggio prosegue fino a Beraile si tratta del primo grande villaggio in terra Afar che è il punto di partenza carovaniero e primo mercato del sale. Qui già cominciano i primi commerci del sale: alcuni carovanieri scelgono di vendere il loro carico ora invece di proseguire fino a Makallè o ai mercati dell’altopiano. Qui vi è acqua, si riempiono le ghirbe, ci si lava, ci si riposa … Lungo la strada giovani Afar intraprendenti hanno aperto curiosi ‘shop’: vi è chi vende tè, chi conserva depositi di foraggio per gli animali o di farina per gli uomini.

Qui otterremo i permessi per transitare nelle terre delle popolazioni dancale. Dopo Birhale la strada diventa pista e finisce di fronte all’ inizio del canyon del fiume Saba. Per l’ora di cena si arriva fino al pozzo e villaggio di Melabday, ‘il luogo dove il miele è vicino’.  Appena cala il sole, le carovane che hanno percorso il lungo canyon del fiume Saba cominciano ad arrivare. Gli animali sono liberati del loro carico e impastoiati, gli uomini possono finalmente riposare.

Campo, pensione completa.

 

Giornata di trekking di circa 5/6 ore di cammino sulla la pista carovaniera si inoltra nel canyon del Saba e ci condurrà alla depressione della Piana del Sale. La discesa è continua e lieve; il fiume, a volte, può essere ricco d’acqua e allora sarà necessario guadarlo infinite volte. L’incontro con le carovane che salgono verso Berhale o scendono verso la piana è continuo. La gente del sale sembra non fermarsi mai. Lungo il percorso i carovanieri preparano il pane, “la borgutta”, e il tè. Il sentiero procede tra ampi spazi, strettoie rocciose, incrocio di acque e pareti alte e scure. 

Nel pomeriggio giungeremo ad Assobole, il villaggio dove finisce la vallata stretta del torrente e dove ci ricongiungeremo con i nostri fuoristrada. Assobole è un luogo di sosta strategico: qui le carovane si fermano prima di cominciare il lungo viaggio verso i mercati dell’altopiano o prima di affrontare il deserto del sale. A sera la spianata di fronte al villaggio si riempie di uomini ed animali. Pensione completa e pernottamento in campo tendato mobile (tenda igloo)

 

Da Assobole si prosegue in macchina fino ad arrivare ad Ahmed Ela, il confine con l’Eritrea è a pochi metri. Ahmed Ela, “il pozzo di Ahmed”, l’unico vero villaggio di questo deserto: 500 abitanti (estrattori e intagliatori del sale) durante i mesi delle carovane, non più di venti persone nell’estate del grande caldo. Qui le carovane pagano le tasse per l’estrazione e il trasporto dei blocchi di sale, qua si incontrano i cammellieri dell’altopiano con le squadre che estrarranno e modelleranno il sale, qua avviene l’ultima sosta prima del cuore della Piana del Sale. Facendo base a Ahmed Ela escursione attraverso l’accecante deserto bianco fino alla strana montagnola di Assa Ale, uno sperone di roccia rossastro al centro della piana. E’ una concrezione salina formata da solfato di magnesio, un doppio isolotto che emerge dal mare di sale che lo circonda. Gli uomini delle carovane, gli estrattori e gli intagliatori, centinaia e centinaia, sono a poca distanza: si intravede il brulichio di questa gente, una macchia scura mobile all’orizzonte.

 

NB: Ahmed Ela è tappa obbligatoria per intraprendere le visite della depressione ma purtroppo non ha nessun tipo di infrastruttura alberghiera e la zona dove è possibile fare campo è davvero basic, è quindi richiesto un buon spirito di adattamento per queste notti al campo. Pensione completa.

 

Il viaggio prosegue lungo una pista nel niente del deserto in direzione del vulcano Erta Ale, nostro obbiettivo fisico e psicologico. Arrivo al villaggio di Ksrawat, riferimento indispensabile per la nostra logistica: faremo vedere i permessi rilasciati dalle autorità Afar, ingaggeremo la guida e i dromedari per l’ascesa fino all’orlo della caldera. Proseguiamo con le auto sino al campo base prima della salita al vulcano.  Nel tardo pomeriggio, quando il sole è più clemente, la partenza per la caldera dell’Erta Ale, ‘la montagna che fuma’. L’Erta Ale è un profilo che sembra non intimorire, ma non bisogna lasciarsi ingannare: sono necessarie alcune ore di cammino per salire dalla depressione di - 70 metri a una quota superiore ai 500 metri. Lo spettacolo è al di là di ogni immaginazione: l’Erta Ale è un doppio balcone, bisogna scendere (un balzo di pochi metri su un sentiero precario) fino a un ‘pavimento’ di lava recente. E’ una sorta di piattaforma sulla meraviglia del vulcano: il magma mugghia, esplode, risucchia le rocce, è un mare mosso di pietra liquida e nera. L’Erta Ale è una tinozza circolare di fuoco. Passeremo la notte sul vulcano (il pernottamento avviene all’interno di recinti in muratura con o senza tetto che ci ripareranno dal vento costante dell’erta Ale) e nelle prime ore del mattino saremo ancora in cima a “goderci” lo spettacolo di uno dei 3 vulcani al mondo costantemente attivi.

 

Al mattino molto presto è possibile effettuare la discesa alla caldera con la seconda visita al cratere. Lasciamo Erta Ale e dopo circa due ore di camminata ritorniamo a Dadom dove ci attenderanno i fuoristrada con i nostri autisti.    A seconda dell’orario decideremo se fare qui il pranzo pic-nic. Partenza alla volta di Semera cittadina costruita lungo la rotta per Gibuti. L’arrivo è previsto nel pomeriggio. Pernottamento in campo. Pensione completa con pranzo pic nic.

Il piccolo stato   di Gibuti è lava e mare; color nero e color blu-oceano.

Ha visto la sua indipendenza nel giugno del 1977. Qui vivono 800mila persone e ben 600 mila affollano la sua capitale. Gli Issa somali sono il 60% della popolazione. Gli Afar sono il 35%. Popoli divisi da una antica rivalità, oggi cercano una fragile convivenza.

Gibuti   è anche   il punto di incontro di tre   rift: quella del Mar rosso, quello che ormai è diventato l’oceano indiano e la grande Rift Valley africana.

Il governatore francese Léonce Legarde fondò ufficialmente Gibuti solo nel 1888, molti anni dopo il passaggio di Arthur Rimbaud in queste terre.

Passiamo il confine, entriamo in Gibuti. Djibouti si trova in un’area geologica di intensa attività tettonica, nel punto di contatto e di scontro di tre diverse placche continentali che tendono ad allontanarsi una dall’altra ad una velocità di 2 cm all’anno. Qui la crosta terrestre misura appena 5 km di spessore e sotto ribolle il magma vulcanico, lo stesso che ritroviamo spesso consolidato anche in superficie. Fenomeni vulcanici e geotermici sono ovunque frequenti: nel 1978 vicino al lago Assal è nato in pochi giorni un piccolo cono vulcanico alto 40 m…. Proseguiamo fino alla capitale. Tutta l'attività della città ruota attorno al porto. Qui enormi navi portacontainer affiancano caratteristici sambuchi e dhow locali, con i loro equipaggi dall'aria piratesca, che solcano le acque costiere tra Gibuti, Tadjoura, Obock, Hodeida e Aden. Scopriremo l’anima di Gibuti, il Marché Central, un labirinto di bancarelle e negozietti di ogni tipo e genere (il mercato è imperniato sul commercio del qat), che si tiene ogni giorno nella zona della moschea. I mercati del mattino, due passi nei Quartiers, rue de Paris, rue d’Ethiopie, place Mahommed Harbi, rue des Mouches…per accorgersi che ogni città ha le sue sorprese e i suoi giochi.

Sistemazione in hotel, pernottamento e prima colazione.

 

La mattina city tour della città di Gibuti. Dopo pranzo costeggeremo   il Golfo Le  Goubet   fino  al  lago   Easal.

A Gibuti   si può osservare, anno dopo anno, la nascita di un nuovo oceano. Il lago Assal è l’epicentro di questo movimento terrestre.

Diviso dal mare da una striscia   di terra   si trova all’estremità   del golfo Le Goubet  al-Kaharab.  E’ la più profonda depressione africana, il lago si trova a 155 m   sotto il livello del mare, 350 grammi di sale nuotano in un litro della sua acqua, dieci volte di più della salinità del mare. Le temperature superano i 40°. Attorno alle sue sponde c’è una banchisa di sale bianco e dietro il nero dei vulcani. 

La località è di una rara bellezza. I colori del lago sono stupendi: giallo, verde smeraldo, blu secondo la profondità dello strato acquoso e la densità del sale. Talvolta, a causa della fortissima salinità e delle evaporazioni continue, è possibile addirittura camminare sulla distesa di sale del lago. Un sale che i nomadi abitanti di queste zone, hanno da sempre, nei secoli, usato per scopi commerciali, raccogliendolo qui e andando a venderlo nei paesi vicini del corno d'Africa. Il sole molto forte e la luce molto intensa riflessa nel bianco-azzurro del lago di Assal, rendono pressoché insostenibile la vista del lago senza occhiali da sole.

Dal lago Assal alle case bianche di Tadjoura. Qui Rimbaud attese di poter lasciare questa costa per compiere il suo viaggio verso l’interno dell’Etiopia. Poco lontano si trova   uno delle spiagge più belle di Gibuti “Le Sable  Blanc”,   una  giornata   a godersi    il mare  blu   del golfo   dopo tanti  deserti e  savane. Gibuti sorveglia lo stretto di Bab-el-mandeb “la  porta  delle lacrime”  via di  accesso   tra il mar rosso e il golfo  di Aden, uno  dei mari  più sconosciuti del  mondo.  Pensione completa con pranzo pic nic. Pernottamento all’hotel Le Golfe.

 

 

 

 

 

 

Partenza al mattino per il lago Abbé. Dopo pochi km sosteremo al vulcano Adoukouba che si trova tra il lago Assale e  il golfo  Le goubet. Si può arrivare al cratere con una camminata facile di 20 minuti, da lì  si gode un bel panorama  sul lago  Assale e il Golfo le Goubet. 

Ci troviamo in un territorio davvero straordinario dove la possente faglia tettonica della Rift Valley, proveniente dal Mar Morto, abbandona il Mar Rosso per tagliare in due l’Africa meridionale fino al Malawi. Tramite questo varco in epoche lontane le acque del Mar Rosso hanno invaso la piana Dancala, creando gli imponenti depositi salini; i laghi ne costituiscono la residua testimonianza. Il maggiore, condiviso con l’Etiopia, è il lago Abbè.

Il lago Abbé è il più grande fra quelli, al confine con l’Etiopia, che il fiume Awash riesce a formare. Il più lungo fiume d’Etiopia si ferma: non riesce a raggiungere l’oceano, ma si prende la sua rivincita dando vita a questi grandi laghi, amati da fenicotteri e coccodrilli.

Il lago Abbé è uno spettacolo all’alba e al tramonto! E’ grande 450 chilometri quadrati. Due terzi della sua superficie sono acque saline (massima profondità 36 m). Attorno vi è un deserto incrostato di sale. E’ quanto rimane di un vasto golfo di un mare intrappolato dai   movimenti    geologici della Rift Valley.  Nelle terre del lago Abbé si alzano camini calcarei (alti sino a 50 metri) e piramidi di gesso   che   fumano.   Intorno vi abitano i pastori Afar che commerciano la materia prima, il sale, mediante lunghe carovane di dromedari. A nord si intravvede un vulcano inattivo alto mille metri, a sud la piana di sale larga 10 km.

Fino a tempi recenti il lago era assai più esteso, offriva acqua dolce portata dal fiume Awash e ospitava una ricca fauna tra cui ippopotami, coccodrilli, pellicani e tanti pesci. Da quando gli Etiopici vi costruirono la diga idroelettrica, l’acqua non arriva più ed il lago, a causa dell’evaporazione, si è ridotto sensibilmente diventando salato. La fauna è scomparsa.

Pensione completa con pranzo picnic lungo il tragitto e pernottamento presso il Campement Touristique d’Absoley.

 

Dopo colazione partenza per Gibuti e  da lì   in barca fino all’isola di Musha. Relax in riva al mare  sulla bella spiaggia   bianca del  lodge. Pernottamento e pensione completa.

 

Dopo la prima colazione con la barca ci recheremo alla vicina isoletta di Maskali dove si trova una delle più belle barriere coralline del Golfo di Tajura.  Pranzo al Lodge e nel pomeriggio rientro a Gibuti città, in tempo per la partenza con il volo di rientro via Istanbul. Proseguimento con volo per Milano dove l’arrivo è previsto in tarda serata.


 

 

1. Lago Abbe                                                            2. Lago Assal                                            3. Vulcano Erta Ale

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere invertito o modificato dalla guida e/o accompagnatore sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo Voli intercontinentali previsti sono Ethiopia con Ethiopian Airlines così come il volo interno (Addis Abeba – Makallé)Sistemazioni. Chiaramente trattasi di una spedizione ove il focus non è nelle sistemazioni alberghiere bensì nel voler essere in certi luoghi e nel voler vivere certe esperienze. Dunque a parte la - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Si utilizzano comodi fuoristrada con soli tre passeggeri a bordo e tutti hanno garantito il posto vicino al finestrino
  • Nel tour sono incluse sempre 2 bottigliette da 0.5 l di acqua al giorno per passeggero

 

 

ESPERTI

  

Esperto Kel 12

  • Dal 17  gennaio  2019 al 29  gennaio  2019
  

FABRIZIO CRUSCO

  • Dal 28  novembre  2019 al 10  dicembre  2019

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