BALI E RAJA AMPAT – L’ISOLA DEGLI DEI E IL PARADISO

INDONESIA

  • BALI E RAJA AMPAT – L’ISOLA DEGLI DEI E IL PARADISO

    INDONESIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 18 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 16  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 25  luglio  al 11  agosto  
      In conferma

    A PARTIRE DA:  

    7.450€

    Indonesia

    BALI E RAJA AMPAT – L’ISOLA DEGLI DEI E IL PARADISO

    Un viaggio alla scoperta di uno degli ultimi paradisi terrestri, un luogo conosciuto col nome di Raja Ampat (i quattro re), arcipelago formato da quattro isole principali, Misool, Batanta, Waigeo e Salawati e da altre millecinquecento piccole isole e isolotti. Fa parte della provincia indonesiana di West Papua, conosciuta un tempo come Irian Jaya. Situato nel centro del cosiddetto “Coral Triangle”, è sicuramente il posto con la maggiore biodiversità marina del pianeta. La bellezza di questo luogo, sia sotto sia sopra la superficie del mare non ha confronti al mondo. La ricchezza di vita marina è dovuta anche al fatto che in queste isole la densità abitativa è molto bassa. ”. Il modo migliore per scoprire questa regione è navigare nel mezzo della sua serie infinita di isole quasi disabitate, ricche di meravigliose spiagge deserte, in acque dove tutte le tonalità del turchese sono presenti e di notte, le uniche luci che si vedono all’orizzonte sono quelle delle barche dei pochi pescatori che abitano queste coste. Navighiamo a bordo di un tipico veliero indonesiani in legno, imbarcazioni bellissime e senza tempo, che rendono il viaggio ancora più perfetto.

    Itinerario di viaggio

    Partenza serale con voli di linea per Bali, operati da Turkish Airlines e con scalo intermedio a Istanbul. Pasti e pernottamento a bordo. 
    Arrivo a Bali-Denpasar in serata e, dopo aver espletato le formalità doganali e ritirato il bagaglio, accoglienza in aeroporto e trasferimento privato per Ubud, località tradizionale incorniciata da una magnifica natura esotica, tra risaie, templi e foreste. Sistemazione in un bel resort 4*, immerso nel verde delle colline balinesi. Cena libera e pernottamento a bordo.  
    Al mattino, dopo colazione, partenza per una escursione che ci introdurrà alla cultura indù, alla ricca storia e alla spiritualità di Bali. A bordo di auto vintage cabriolet (massimo tre persone più autista per auto) si esplorano i dintorni a nord di Ubud, viaggiando fra villaggi remoti, templi monumentali e rigogliose risaie. La prima sosta è al Tirta Empul, il “tempio della Sacra Primavera”, le cui sorgenti sacre, ritenute anche curative e note sin dal X secolo, sgorgano nella grande vasca al suo interno e nelle cui acque i pellegrini si immergono per purificarsi con le abluzioni e per curare i malesseri. Proseguiamo per Gunung Kawi, fra i complessi più antichi e imponenti di Bali, situato in una lussureggiante valle a cui si accede scendendo una serie di scalini. Il complesso, molto importante per il suo significato storico e culturale, si presenta con santuari e monumenti funerari reali scolpiti direttamente nella gola del fiume, creando uno spettacolo suggestivo. Il sito è dedicato ai reali balinesi dell'XI secolo e funge ancora da luogo di culto e commemorazione, le grandi ed elaborate sculture in pietra sono un capolavoro dell'antica architettura e arte balinese. Rientro a Ubud per pranzo e nel pomeriggio visita del Museo Neka, che ospita una delle collezioni più complete di dipinti balinesi tradizionali e moderni dell'isola a partire dal XVII secolo sino ai giorni nostri. Ubud non è solo l’anima mistica di Bali ma ne è anche il cuore artistico. La collezione annovera esempi della prima "scuola" riconosciuta, le opere bidimensionali in stile wayang di Kamasan molto popolari nel XIX secolo (rinomato il dipinto “la danza del calabrone” che raffigura una tradizionale danza di corteggiamento). Sono esposte anche diverse opere del pittore olandese Arie Smit e un archivio fotografico in bianco e nero della Bali degli anni '30 e '40.In serata spettacolo di danza seguito da una cena in un ristorante locale. Dopo cena rientro al resort e pernottamento. 
    Dopo colazione partenza per un’altra giornata di escursioni. Sosta nei pressi del villaggio di Sangeh dove, tra giganteschi alberi di noce moscata, branchi di macachi popolano la foresta e il tempio di Pura Bukit Sari. Si ritiene che questi animali siano sacri e in effetti si avvicinano a chiunque renda omaggio al tempio. Le scimmie hanno uno status speciale nella religione indù e anche un certo numero di altri templi di Bali vantano una popolazione di scimmie residente, rispettata e nutrita dai devoti. Occorre prestare sempre attenzione alla loro curiosità, spinta in particolar modo dal cibo e dagli oggetti che portiamo appresso.Si continua per Pura Batukaru, uno dei templi indù più grandi e antichi di Bali. Costruito in alto, contro un pendio del Monte Batukaru, è custodito da una lussureggiante foresta pluviale tropicale ove regna un'atmosfera solenne. I locali dicono che è così silenzioso che si può sentire il sussurro degli Dei. La giornata si conclude con la visita del villaggio di Jatiluwih, per godere della vista sulle più belle risaie terrazzate di Bali, dichiarate Patrimonio UNESCO. Un luogo di straordinaria bellezza, un paesaggio mozzafiato di terrazzamenti che si estendono per più di 50.000 ettari e che non sono solo uno spettacolo per gli occhi ma hanno anche una rilevanza profondamente radicata nella cultura balinese. Da circa mille anni generazioni di agricoltori lavorano instancabilmente queste terre seguendo il sacro sistema di irrigazione, chiamato subak, sviluppato sui principi di armonia tra l’uomo, la natura e il divino. Jatiluwih non è semplicemente una destinazione pittoresca ma un luogo dal significato culturale che esalta la tradizione locale; le risaie, meticolosamente realizzate sui profili delle colline, hanno addolcito i paesaggi trasformandoli in fertili campi, grazie all’impegno e all’uso di pratiche agricole sostenibili e all’incrollabile convinzione nell'equilibrio tra gli dei e il creato. Rientro al resort, cena e pernottamento.  
    Prima colazione e lasciamo definitivamente Ubud per esplorare altre aree di questa incantevole isola. Prima visita al tempio di Tanah Lot, nel sud-ovest di Bali, eretto su una grande roccia circondata dalle acque dell'Oceano Indiano. Questo luogo sacro fu costruito per commemorare la diffusione dell'induismo da Giava a Bali molti secoli fa. Situato su uno sperone roccioso eroso tra il mare e la spiaggia, il tempio offre una vista suggestiva e diventa inaccessibile quando la marea si alza e l'isolotto viene completamente circondato dall'acqua, avvolgendolo di fascino e mistero.Si prosegue verso l‘interno, fino al villaggio di Belimbing, per camminare attraverso una successione di splendidi terrazzamenti. Con un po’ di fortuna potremo assistere alle varie fasi di coltivazione del riso, dalla semina alla raccolta, e comunque godere di queste incantevoli campagne dove qua e là piccoli santuari con un fiore luminoso sopra invocano la fertilità alla Dea del Riso e dove la vita segue il lento ritmo della natura.  Un bel percorso lungo i pendii montani attraversa l’isola fino alla costa settentrionale, accompagnando i nostri sguardi con scene di vita contadine, fra risaie, piantagioni di caffè, coltivazioni di chiodi di garofano e di vaniglia. Nel tardo pomeriggio arrivo a Pemuteran e sistemazione nelle suites di un resort in perfetto stile tradizionale, immerso in un superbo paesaggio incorniciato dalle montagne e affacciato sulla baia di Menjangan. Pranzo in un ristorantino locale in corso di giornata, cena e pernottamento in resort. 
    Al mattino, dopo colazione, trasferimento al vicino porticciolo per l’escursione con una barca locale all'isola di Menjangan dove avremo l’opportunità di fare snorkeling sulla barriera corallina di questa piccola isola, che offre uno dei siti più belli di Bali. La riserva marina protetta appartiene al più esteso parco nazionale di Bali Barat, una miriade di pesci e un caleidoscopio di colori accolgono tutti coloro che si bagnano in queste acque dagli splendidi fondali. Al termine della mattinata di mare rientro in hotel per il pranzo. Sulla via del ritorno, dalla barca, avremo la visuale della catena montuosa che domina la parte centrale di Bali e che la gente del posto chiama “le montagne blu” per via della tonalità che spesso assumono nello sfondo. Dopo pranzo lasciamo il nostro resort e seguendo la strada che corre parallela alla costa effettuiamo una sosta nel villaggio di Banyupoh, appena a est di Pemuteran, dove si trova il tempio di Pulaki, costruito nel XVI secolo con dura pietra grigio carbone, su una scogliera erosa dalle intemperie che offre una vista mozzafiato sulla costa nord-occidentale. Il tempio è consacrato a Dewa ed è abitato da scimmie che si ritengono siano la progenie degli dèi. Nel pomeriggio arriviamo nella località di Lovina e sistemazione in un bel resort affacciato direttamente sulla spiaggia. Resto del tempo a disposizione per relax, cena e pernottamento al resort.(L’organizzazione locale metterà a disposizione dei partecipanti maschera e pinne per l’escursione a Pulau Menjangan)  
    Al mattino, dopo colazione, partenza lungo una strada panoramica verso la parte orientale di Bali. Visita al tempio Beji di Sangsit, risalente al XV secolo e dedicato agli spiriti che salvaguardano il subak, il sistema d'irrigazione e distribuzione dell'acqua, essenziale per i villaggi e i campi balinesi. A differenza di altri templi, costruiti in pietra vulcanica grigia, il Pura Beji è in arenaria rosa e consacrato a Dewi Sri, la dea del riso, con incisioni che raffigurano le ricompense del paradiso e le punizioni dell'inferno. Si prosegue per il villaggio di Penelokan, sul bordo del cratere del monte Batur, per ammirare la vista mozzafiato sul vulcano e sull’omonimo lago. Nonostante le piccole dimensioni, il vulcano si trova all'interno di un più vasto cratere, largo 14 km, circondato da alte pareti. Infine, l’ultima tappa è il Pura Besakih, un vasto complesso di santuari e templi collegati fra di loro, dedicati a migliaia di divinità indù. Il tempio di Besakih viene definito il “tempio madre” in quanto è il più imponente e il più sacro di tutta Bali. L’isola è l’unica in cui l’Islam non riuscì a esercitare alcuna influenza e dove sino a oggi si è conservato un carattere induista particolare. Il tempio è costruito contro il versante meridionale del Gunung Agung, la montagna più alta e venerata, e nei giorni di festa qui si adunano decine di migliaia di pellegrini. Fila dopo fila, le donne salgono le scale del tempio, portando con orgoglio ricche offerte di fiori e frutta per rendere omaggio agli dèi. Arrivo a Candicasa e sistemazione per la sera in un confortevole resort. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento al resort.  
    Dopo colazione effettuiamo una bella camminata fra villaggi e risaie. Bali è rinomata per i suoi meravigliosi paesaggi naturali, in particolare le iconiche risaie a terrazza. Partiamo dal villaggio di Gumung per immergerci nella vita delle comunità locali, una escursione a piedi di circa tre ore e mezza attraverso una giungla esotica ci porta a piantagioni meticolosamente progettate seguendo anche un significato spirituale, in linea con il concetto balinese di ordine cosmico. Col monte Agung sullo sfondo, passiamo per i campi fino a raggiungere il villaggio di Tenganan, fra orti e frutteti, dopo aver attraversato il ponte di bambù sotto il quale scorre il sistema di irrigazione.Dopo pranzo visitiamo Tirta Gangga, una tranquilla oasi di pace e serenità nella parte orientale di Bali, una realtà voluta da un rajah locale alla fine degli anni ’40 che richiamasse alla mente le sacre acque del Gange. In particolare il “Palazzo sull'acqua” con le sue fontane, le sculture e i giochi d'acqua che attinge dalle vicine sorgenti naturali.La giornata termina con la visita di Puri Agung Karangasem, un altro suggestivo palazzo costruito per volere della dinastia di Karangasem alla fine del XIX secolo. L'architettura è la combinazione di tre diversi stili significativi: lo stile balinese si ravvisa nell'intaglio delle statue indù e nel rilievo sul muro dell'edificio, l'influenza europea è visibile nello stile dell'edificio principale con la sua ampia veranda, l'architettura cinese è implicita nello stile della finestra, della porta e degli altri ornamenti.Al termine rientro a Candidasa e tempo libero a disposizione. Pranzo in un ristorante locale, cena e pernottamento al resort. 
    Questa mattina lasciamo Candidasa e visita al tempio di Goa Lawah, noto anche come tempio della grotta dei pipistrelli poiché a centinaia vivono in una grotta dietro uno dei santuari sacri. Secondo una leggenda locale i pipistrelli alimentano un serpente gigante che si dice viva nella grotta. Di fronte alla strada si trova il villaggio di pescatori di Kusamba con le sue spettacolari spiagge di sabbia nera. Proseguimento per la cascata di Tibumana, nella zona di Bangli. Dal tempio di Dalem (o tempio della morte), consacrato al dio Hyang Widhi, il supremo dio dell’induismo balinese e paragonabile a Shiva, si cammina fino alla cascata lungo un sentiero che attraversa una vegetazione rigogliosa tipicamente tropicale. Non mancherà oggi l’occasione di visitare un villaggio, magari entrando in una tipica casa balinese per assistere alla preparazione di piatti locali e delle offerte da fare al tempio con foglie di cocco. Creare questi doni apparentemente semplici agli dèi fa parte della routine quotidiana dei balinesi. Nelle case tradizionali la parte più importante è il tempio domestico, inevitabilmente rivolto verso le montagne.Al termine proseguimento per Denpasar, verso il nostro hotel nell’area residenziale di Sanur e direttamente affacciato sul mare. Resto del pomeriggio a disposizione per relax. Il pranzo sarà servito in una casa balinese del villaggio, cena e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione e intera giornata a disposizione per relax in hotel, camminate sulla spiaggia o attività facoltative. Camere a disposizione fino all’ora di cena e in serata trasferimento privato in aeroporto, in tempo per il volo domestico notturno che dall’isola di Bali ci porterà sull’estrema regione orientale dell’Indonesia, l’isola di Papua.Pasti liberi, camere in day-use e notte a bordo. 
    Arrivo a Sorong al mattino presto, accoglienza in aeroporto e trasferimento al porto per imbarcarci sul nostro phinisi Aurora. La città di Sorong, situata sul “becco” della penisola di Bird’s Head in West Papua, è il punto di partenza per visitare il favoloso parco marino di Raja Ampat. La parola “Sorong” deriva dalla lingua locale Soreri e significa “mari profondi e turbolenti”. Montagne, colline e pianure circondano la cittadina multietnica, che trova la sua centralità nel porto, uno dei più trafficati della West Papua grazie al petrolio scoperto nella regione nel 1932. I giacimenti fuori Sorong sono stati una delle ragioni per le quali i primi colonialisti olandesi si sono interessati all’Irian (primo nome della Papua) anche dopo l’indipendenza dell’arcipelago indonesiano. Ancora oggi il petrolio è la principale industria, superando l’esportazione del legno ch’è la seconda. Il governo ha imposto che la lavorazione del legno avvenga in loco e per questo motivo sono sorti a Sorong diversi stabilimenti. Il mare attorno a Sorong è ricco di tonni e gamberi che rappresentano una voce importante nell’esportazione; fra le isole non lontano un allevamento giapponese di perle coltivate e pinne di squalo e cetrioli di mare vengono spediti a Hong Kong, Taiwan e Cina.Sull’Aurora faremo conoscenza dello staff di bordo e dopo la sistemazione nelle cabine, al temine delle operazioni d’imbarco, salperemo e navigheremo verso l'isola di Waigeo. Cena e pernottamento a bordo.  Le prossime giornate saranno dedicate all’esplorazione della parte centrale dell’arcipelago di Raja Ampat.Navigheremo intorno allo stretto di Dampier, immersi in uno scenario straordinario e luoghi così belli da non sembrar veri. In favore alle correnti, questa zona è caratterizzata da coralli incontaminati e tutti i tipi di banchi di pesci. In superficie ci circonderanno isole verdi e meravigliose spiagge di sabbia bianca. Nelle acque poco profonde si potranno osservare con un po’ di fortuna i cavallucci marini pigmei, gli enormi molluschi dai colori più sorprendenti, i minuscoli nudibranchi, la maestosa ‘leggerezza’ delle mante e i singolari squali wobbegong, chiamati anche “squali tappeto”. Avremo l'opportunità di sbarcare e passeggiare per godere di alcuni dei panorami più iconici di Raja Ampat.Il nome Raja Ampat (che tradotto significa ‘i quattro Re’) viene da una leggenda locale.  Una donna stava camminando nella foresta alla ricerca di cibo quando trovò sei uova di drago. Le raccolse e le conservò per diversi mesi in una stanza.  Una notte la donna udì suoni e sussurri + e rimase scioccata nel vedere che dalle uova schiuse erano nati quattro maschi e una femmina vestiti con abiti reali. I quattro maschi diventarono i Re delle quattro isole principali mentre la femmina fu messa dentro una conchiglia e fatta galleggiare fino all’isola di Numfor. Il sesto uovo non si schiuse e diventò pietra, così fu lasciato nella stanza dove veniva custodito con altre due pietre che fungevano da guardiani. I nativi hanno un grande rispetto per questa leggenda e hanno costruito una casa sulle rive del fiume Waikeo che simboleggia la dimora della donna che costudiva le uova.I nativi di Raja Ampat sono divisi in almeno 12 tribù diverse, molte delle quali hanno avuto il contatto con il mondo esterno solo recentemente. Alcuni di loro praticavano il cannibalismo e sono stati cacciatori di teste fino agli anni ‘70. Al giorno d’oggi la fonte primaria di sostentamento è la pesca, l’essicazione del pesce, la raccolta di alghe e i servizi di trasporto da un’isola all’altra. Il loro modo di vivere dipende molto dalle risorse naturali e per questa ragione sono nomadi. L’abbondanza di fauna non è una caratteristica solo del mondo sottomarino ma anche della terraferma. Le foreste sono un paradiso per più di 170 specie di uccelli e 27 specie di mammiferi, tra cui l’echimipera, il cuscus maculato, l’opossum, pipistrelli e il ratto degli alberi.Le isole principali che formano l’arcipelago (se ne contano 1500 in tutto, tra scogli e isolotti) sono quattro: Waigeo, Misool, Salawati e Batanta e, insieme, formano un enorme parco marino di oltre 40.000 kmq. Lo scenario è spettacolare sia sopra sia sotto il mare. È soprattutto per la sua barriera corallina che le isole sono conosciute dagli appassionati di diving, che le considerano l’ultimo paradiso sommerso del pianeta, nonché una delle zone migliori in cui osservare mante, squali, dugonghi e cavallucci marini che vivono solo in queste acque. In totale si contano ben 1397 specie marine. Non è però necessario fare immersioni per ammirare questo paradiso sommerso, è sufficiente avere maschera e boccaglio. Della totalità delle specie di coralli duri e molli esistenti nel pianeta si dice che il 75% si trovi proprio a Raja Ampat.Una delle prime aeree in cui si arriva lasciando Sorong è lo stretto di Dampier, passaggio tra le isole di Gam e Waigeo a nord e Batanta a sud. Deve il suo nome all’esploratore-avventuriero Willian Dampier che fu il primo a navigare nelle sue acque nel XVII secolo. Per quelli che hanno dimestichezza con la dinamica dei fluidi, lo Stretto può essere pensato come un “venturi” – dove un restringimento del diametro aumenta automaticamente la velocità del fluido che passa attraverso di esso. Più semplicemente, si tratta di correnti forti, perché lo stretto di Dampier è il canale principale attraverso il quale le acque della corrente indonesiana scorrono nel loro percorso verso sud. Il fatto che l’acqua scorra, trasportando con sé le sostanze ricche di nutrimento che si trovano sui fondali, ha reso questo luogo uno dei più ricchi in assoluto in fatto di biodiversità marina. Molti si riferiscono a questi luoghi anche come il Manta Mantra, Manta Sandy o 3M, poiché qui si trovano delle “stazione di pulizia” per le mante e sono una fonte inesauribile di plancton, del quale le mante vanno ghiotte. Le forti correnti che scorrono attraverso il canale e i numerosi pesci “pulitori”, come il labro e il pesce farfalla, creano le condizioni ideali affinché le mante giungano in questo luogo per farsi pulire dai parassiti. A volte sono stati avvistati “treni di mante”, ciò succede quando una femmina è pronta ad accoppiarsi e può essere seguita anche da trenta maschi in fila una dietro l’altra. Le mante sono creature intelligenti e curiose, senza nemici reali a parte i grossi squali. Alcune di queste splendide isole sono abitate dagli uccelli del paradiso, o paradisee, una specie canora dell'ordine dei passeriformi. Osservandone il piumaggio variopinto e le danze di accoppiamento, non è difficile capire perché sia stato dato proprio quel nome a questi uccelli. Sono soprattutto i maschi ad avere un piumaggio molto variopinto. In realtà il nome di uccelli del paradiso fu loro attribuito per il fatto che i primi esemplari che gli esploratori ritrovarono furono da tribù indigene, che li utilizzavano come merce di scambio e per trasportarli meglio tagliavano loro le zampe. Lo stesso Linneo classificò la Paradisea apoda con questo nome perché a lui giunse un esemplare senza zampe e il fatto che si vedessero sempre o senza zampe o in volo fece pensare che questi uccelli non si posassero mai al suolo e che conducessero tutta la loro esistenza senza mai appoggiarsi. Questo influenzò alcuni racconti che narrano che le paradisee discendessero direttamente dal Paradiso e che addirittura la femmina covasse le uova sul dorso del maschio in volo. Il piumaggio, oltre a colori splendenti, consiste anche in penne molto trasformate, che assumono lunghezze eccezionali o forme bizzarre. Gli uccelli del paradiso sono in maggioranza frugivori (si nutrono di frutta) e hanno un ruolo importante nella diffusione dei semi. Gli uccelli del paradiso vivono nell'Australia settentrionale, nelle Molucche e soprattutto in Nuova Guinea, nell'ambiente della foresta pluviale. Proprio per la loro presenza, la Nuova Guinea porta anche il soprannome di Isola degli Uccelli del Paradiso. Tutti i colori del mare sono presenti, dal bianco delle immacolate spiagge, al celeste e alle varie tonalità di turchese delle acque dalle diverse profondità. Il verde delle palme e della giungla impera e si riflette nelle acque dei canali interni. Per tutta la durata della nostra crociera, sono inclusi tutti i pasti e i soft drink.Nota Bene. Il programma di massima della crociera potrebbe essere modificato a discrezione del comandante della barca che terrà sempre in considerazione le condizioni meteo e del mare. 
    Dopo la colazione a bordo in mattinata si sbarca a malincuore dall’Aurora per il trasferimento in aeroporto, in tempo utile per il volo domestico su Jakarta. All’arrivo ritiro del bagaglio e imbarco sui voli di rientro per l’Italia operati da Turkish Airlines via Istanbul. Pasti liberi e pernottamento a bordo. 
    Arrivo a metà mattinata. 

    Perché con noi

    • La crociera in phinisi, tradizionale veliero, nel cuore del Coral Triangle, area con la maggiore biodiversità marina del pianeta.
    • L'imbarcazione è dotata di otto cabine con servizi privati.
    • Il viaggio è accompagnato da una esperta biologa marina, National Geographic Explorer.
    • Siamo l'unico operatore italiano a proporre un viaggio di gruppo in questa regione; un itinerario paesaggistico di estrema bellezza.

    I nostri esperti

    ARIANNA MANCUSO

    Dal 25  luglio  2024 al 11  agosto  2024

    Approfondimenti di viaggio

     VOLII Voli di linea scelti per questo itinerario sono operati dalla compagnia di bandiera TURKISH AIRLINES e il programma di viaggio è stato elaborato in base agli orari attuali del vettore. Segnaliamo che sono possibili eventuali cambiamenti di orari e aeromobili non dipendenti dalla nostra volontà e che potrebbero determinare modifiche all’itinerario di viaggio. Segnaliamo anche che, per motivi operativi e di disponibilità, potrebbe essere necessario utilizzare un’altra [...]