• BARRANCAS DEL COBRE E LE BALENE DELLA BASSA CALIFORNIA

    MESSICO

  • BARRANCAS DEL COBRE E LE BALENE DELLA BASSA CALIFORNIA

    MESSICO

    icona orologio 14 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:
      Sistemazioni
      Land Expeditions - Viaggi con Esperto

      Il Messico meno conosciuto, alla scoperta di panorami da film e antiche tribù. Si va sulle montagne della Sierra Madre Occidental che tanto ricorda le ambientazioni dei western con i canyon e i deserti di cactus. Tra queste vette si incontrano i rarámuri (o tarahumara) e i mayo/yoreme e si vaga tra villaggi, laghetti e cascate. Si farà poi l’esperienza di viaggiare sul treno CHEPE che copre la linea Chihuahua-Pacifico. Dopo aver attraversato quel braccio - continua -

      A PARTIRE DA: 5.450 €


      ITINERARIO

      Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo europeo. Arrivo a Città del Messico, assistenza e trasferimento privato in hotel. Cena e pernottamento.

       

      Dopo colazione partenza per Teotihuacán (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO a circa 1h30 di viaggio), ‘la città dove gli uomini divengono Dei’, per cominciare dalle origini. Visita del sito archeologico, tra i più importanti dell’America precolombiana, vestigia d’una civiltà che ha influenzato gran parte del mesoamerica. Preesistente a Tenochtitlán, l’antica capitale azteca sulla quale è sorta Città del Messico, ci piace l’idea di cominciare con un esempio di quel che trovarono e provarono gli spagnoli al loro arrivo, per cercare di rivivere smarrimenti antichi in chiave moderna. Per noi, lo sbalordimento saranno le celeberrime piramidi del Sole e della Luna, sacre colline d’architettura antica. Pranzo in ristorante locale e al termine delle visite rientro in città, per la visita al centro storico. Visita della Piazza della Costituzione, più nota come Zócalo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

      La Cattedrale, immensa, una delle prime opere della Spagna coloniale, della prima metà del XVI secolo, eretta sulle rovine d’un antico tempio. Il Palacio Nacional, con le corti e i portici variopinti dei famosissimi murales di Diego Rivera, che raccontano il popolo messicano e la sua storia riempiendo gli occhi d’un tripudio di colori (la visita è soggetta a riconferma nel momento stesso dell’arrivo al Palazzo del Governo per ragioni politiche interne).

      Passeggiata nei dintorni dello Zócalo fino ai resti del Templo Mayor azteco, testimonianza dell'antica città di Tenochtitlán, rinvenuti in epoca recente durante i lavori di scavo per una nuova linea metropolitana.

      Cena libera, pernottamento in hotel.

       

      Trasferimento in aeroporto di buon mattino e volo per Chihuahua (06.10/07.35, orario soggetti a riconferma), capitale dell’omonimo Stato, il maggiore di tutta la federazione messicana. Arrivo e incontro con la guida in lingua spagnola locale e con il nostro pulmino, che ci porterà verso la Sierra Tarahumara e Creel. Chihuahua è il punto di partenza della linea ferroviaria Chihuahua-Pacifico, detta CHEPE, che costituisce uno dei ‘must’ del nostro viaggio. Abbiamo però scelto di utilizzarla soltanto a partire da una stazione intermedia (Divisadero) a causa della sua scarsa elasticità d’orario, preferendo tenerci più liberi servendoci, per le prime tratte, di un pulmino.

      Una delle maggiori attrazioni di Chihuahua è la casa di Pancho Villa, il famoso rivoluzionario messicano, che ci introdurrà a uno dei periodi più interessanti della storia di questo Paese. Terminata la visita partiremo verso Cuauhtemoc, dove risiede la maggiore comunità mennonita d'America Latina e dove avremo l’occasione di conoscere il loro stile di vita.

      Pranzo semplice in una famiglia a base di prodotti locali.

      Proseguimento per Creel, cittadina montana a 2340 metri sul livello del mare dove giungiamo verso la fine del pomeriggio. Creel è un Pueblo mágico e per noi il punto di partenza per varie escursioni nei dintorni alla scoperta di bizzarre formazioni rocciose, laghi quieti e cascate.

      Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

       

      N.B. A seconda dell’orario di arrivo a Creel potremo decidere di anticipare qualche visita prevista la mattina successiva.

       

      Siamo nella Sierra Tarahumara, terra di immenso fascino naturale e misticismo. Una natura selvaggia, straordinari paesaggi fatti di cime brulle, fitti boschi, gole dominate da una rigogliosa vegetazione tropicale, rifugio della peculiare cultura degli indigeni tarahumara (o rarámuri), estremamente diversa da quelle più conosciute del sud del paese. Qui, ne faremo la conoscenza. I rarámuri, gli ‘uomini dai piedi leggeri’, sono considerati uno dei popoli americani che più hanno mantenuto i tratti culturali originali. Spesso ancora abbigliati con vesti tradizionali (specie le donne), vivono perlopiù in campagna, di solito in comunità di poche famiglie (i ranchos), l’estate in altura, l’inverno in fondo ai canyon della Barranca del Cobre (Canyon del rame), dove il microclima è decisamente più mite. Qui si trova, infatti, un gruppo di 20 canyon scavati nella Sierra Tarahumara da almeno sei diversi fiumi. Nel loro insieme, sono quattro volte più grandi del Grand Canyon dell'Arizona e nove di essi sono anche più profondi. La particolarità di avere profondità e altitudini diverse si rispecchia, come dicevamo, nell’ambiente naturale e nel clima, che si presenta come subtropicale nei fondovalle, ma molto più rigido sulla cima dove, a 2400 metri, crescono conifere e altre piante sempreverdi.

      Un’avventura sul fondo di una delle Barrancas ci dà la possibilità di allontanarci ancor più dai circuiti turistici, per un tuffo nel passato, per questo, oggi, partiremo alla volta di Batopilas, in fondo al canyon omonimo. La prima sosta sarà al lago Arareco, un pittoresco laghetto d’altura. Poi accederemo al territorio della comunità di San Ignacio, dove visiteremo la vecchia missione, una costruzione piccola e armoniosa, in pietra. Avremo anche la possibilità di visitare una delle abitazioni trogloditiche, ricavate da grotte naturali, dove vivono tutt’ora alcuni di questi indigeni. Tra le bizzarre formazioni rocciose sparse nei dintorni, passeremo per la valle dei “funghi” e delle “rane”, dove le donne Tarahumara presentano le loro creazioni di artigianato. La discesa a Batopilas è un susseguirsi di tornanti, con panorami che si spalancano sulle voragini delle barrancas, con una progressiva mutazione del paesaggio, che si fa sempre più tropicale. Verso la fine, il canyon si restringe e, sul fondo, si adagia il paesino di Batopilas. Dal ‘700, con la scoperta di ricche vene d’argento la cittadina divenne ricca e popolosa, tanto che fu la seconda del Messico a ricevere energia elettrica. Oggi, sono molte le costruzioni in rovina, ma il remoto paesino che s’allunga sul fiume, l’imponente missione di Satevo edificata nei dintorni, e la presenza dei timidi Tarahumara crea un ambiente suggestivo. Pranzo al sacco durante il viaggio. Cena in una casa privata e pernottamento al Riverside Lodge di Batopilas.

       

      NB: in loco l’accompagnatore e la guida potrebbero decidere di variare l’ordine delle visite o di preferirne alcune ad altre a seconda delle condizioni atmosferiche (siamo in montagna e d’inverno non è raro trovare ghiaccio e neve).

       

      Dopo la colazione, partiamo per tornare sull’altopiano, questa volta al villaggio di Cusararé, per visitare la bella e semplice missione, dove i tarahumara praticano la loro versione un po’ distorta del cattolicesimo. A fianco c’è anche una scuola. Una breve camminata nel bosco ci porta a un’ampia cascata alta una trentina di metri. Proseguimento verso Divisadero, ossia lo spartiacque, dove faremo una passeggiata lungo il margine del canyon al cospetto di panorami strabilianti, come quelli dalla Piedra Volada, che prende il nome dalla posizione, in bilico sul bordo del baratro, o dal ponte sospeso su un piccolo canyon. La vista è impressionante. Qui c’è anche la teleferica, che ci porterà per un buon tratto sospesi nel vuoto, fino al Mesón, in mezzo al canyon. E ci sembrerà di volare. Ritorno in teleferica sul margine del canyon, dove ritroveremo il pulmino che ci porterà in hotel.

      Tardo pomeriggio libero, per comprare artigianato rarámuri alle tante bancarelle, fare una camminata o rilassarsi aspettando il tramonto.

      Cena e pernottamento allHotel Posada Mirador o Divisadero Barrancas.

       

      NB: a seconda dellorario di arrivo a Divisadero, la Piedra Volada e la teleferica potrebbero essere posticipate all’indomani in mattinata.

       

      Mattinata a disposizione per ulteriori visite nei dintorni o per rilassarsi.

      Dopo il pranzo, alle ore 13.00 ci imbarcheremo sul treno di prima classe Ferromex Chepe (Chihuahua - Pacifico). È questo l’ultimo treno in funzione in tutto il Paese, che godeva peraltro di una buona rete ferroviaria, ormai dismessa se non per alcune tratte commerciali. Questa linea è stata mantenuta soprattutto grazie all’interesse turistico sempre più incipiente, e ci permetterà di vedere luoghi e panorami impossibili da raggiungere altrimenti. È un viaggio lento e meditativo, che lascia il tempo d’abituarsi alla nuova vallata, alla nuova prospettiva, prima di svoltare e schiudersi su un’altra. Questa tratta ferroviaria, che passa per il villaggio di Témoris, è la più spettacolare, con infiniti tunnel, vallate, piccole cascate, strapiombi e dislivelli di centinaia di metri. Durante il percorso, si discende dai 2.400 metri di altitudine fino quasi al livello del mare. Alle ore 18.00 arrivo a El Fuerte, antico avamposto della conquista spagnola e prima capitale dello stato di Sinaloa. Questa zona è casa di un’altra interessante etnia, quella dei mayo-yoreme. Si tratta di un’etnia ‘cugina’ dei rarámuri, con i quali ha sempre intrattenuto rapporti. Yoreme significa ‘il popolo che rispetta la tradizione’, e si contrappone a coloro che chiamano yoris, cioè i non-yoreme. Come i rarámuri hanno progenitori comuni anche con gli aztechi, con i quali condividono le radici linguistiche e l’epoca della grande migrazione dal Rio Colorado, nel Nord, circa un millennio fa. Sono imparentati anche con le bellicose tribù degli yaqui del nord, che tanto filo da torcere diedero agli spagnoli. Trasferimento e sistemazione in hotel.

      Cena e pernottamento.

       

      Dopo colazione, c’incammineremo per la visita della bella cittadina di El Fuerte, caratterizzata dal tipico aspetto coloniale che le ha fatto meritare il titolo di Pueblo Mágico nel 2009: la piazza centrale, la chiesa, il mercato, con il prezioso artigianato locale, il palazzo municipale, le suggestive strade di pietra. Verso metà mattina, ripartiremo con un nuovo pulmino privato verso la cittadina di Capomo. Lì, visiteremo una casa privata di gente yoreme, che ci intratterrà con alcune delle danze tradizionali, come la celebre danza del venado (il cervo), in costume e maschere tradizionali (la danza del venado è sempre soggetta a riconferma in loco). Nel primo pomeriggio, partenza verso Guaymas. Sosta a Ciudad Obregon per il pranzo. Nel tardo pomeriggio arrivo a Guaymas, cena e imbarco sul traghetto in partenza alle 20.00 (orario soggetto a riconferma), dove si prenderà posto in poltrone confortevoli (le cabine non sono garantite). Pernottamento a bordo del traghetto. Cena a bordo a base di burritos.

       

      N.B. Sul traghetto sono disponibili solo 3 cabine, 2 cabine per 4 persone e 1 cabina per 2 persone (le cabine non sono garantite, chi fosse interessato a prenotare la cabina è pregato di segnalarlo al momento della propria adesione al viaggio così da verificare la disponibilità e il costo aggiuntivo)  

       

       

      Arrivo alle ore 5.00 a Santa Rosalía in Bassa California. Incontro con la nostra guida di lingua spagnola direttamente al porto, e partenza per il nostro hotel a San Ignacio, una cittadina tranquilla e pittoresca. Dopo colazione, partenza per la Riserva della Biosfera del Vizcaino (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), tra montagne, deserti, spiagge e baie dove si possono ammirare le balene grigie.

      La migrazione delle balene grigie dalle acque della Siberia e dell'Alaska alle lagune della Bassa California è uno degli eventi più sorprendenti del mondo animale. Per la balena grigia, la necessità di una migrazione tanto estesa è dettata principalmente da esigenze riproduttive. Queste balene, infatti, si accoppiano e mettono alla luce i propri piccoli, dopo circa un anno di gestazione, nelle acque più calde e tranquille della Bassa California. Qui le gigantesche madri, in genere più grandi dei maschi come spesso avviene tra i cetacei, allattano i loro piccoli, che alla nascita misurano circa 4 m di lunghezza.

      Per questo motivo vanno alla ricerca di acque calde e poco profonde dove la dieta delle balene grigie risulta un po' diversa da quella che hanno nelle fredde acque dell'Artico; possono infatti nutrirsi, oltre che di invertebrati, anche di alghe e di piccoli pesci.

      Questi cetacei, ogni anno, coprono a nuoto una distanza di circa 8000 km per raggiungere le calde acque delle lagune dove partoriscono.

      Alcune testimonianze storiche dimostrano che la balena grigia era un tempo distribuita anche nel nord Atlantico, ma questa popolazione si è definitivamente estinta all'inizio del XVIII secolo.

      Attualmente l'unica popolazione consistente di questo meraviglioso gigante del mare è quella del Pacifico orientale, anche se la sua storia ha conosciuto momenti molto critici, quando le imbarcazioni di pescatori hanno puntato sulla pesca di questo grande del mare attraverso l’utilizzo di cariche esplosive. Soltanto a partire dal 1946 sì è ottenuta un’efficiente protezione di questo animale che ha potuto quindi cominciare a riprodursi. È per questo che al giorno d’oggi è possibile osservare questi splendidi animali marini in particolar modo lungo le coste della Bassa California. Il fatto che si concentri soprattutto in questa zona della costa pacifica, ha fatto sì che le venisse attribuito come soprannome quello di “balena della California”.

      La stagione ufficiale per l'osservazione delle balene va da metà gennaio a metà aprile, periodo assolutamente ideale per intraprendere un viaggio in questa zona del Messico.

      Effettueremo un’escursione in mare nella baia di San Ignacio su barche motorizzate attrezzate per l’avvicinamento alle balene, che con un po’ di fortuna avremo persino l’onore di accarezzare. Porteremo delle ciabattine, perché con la bassa marea potremmo dover camminare per qualche decina di metri su sassolini e conchiglie. Pranzo in ristorante.

      Nel pomeriggio rientro a San Ignacio per una breve visita della cittadina, sede della quarta missione eretta nella penisola. Cena e pernottamento in hotel.

       

      N.B. Durante l’intera giornata le ore di viaggio saranno circa 3, di cui 1 su strade sterrate.

       

      Colazione e partenza per la visita di alcune delle pitture rupestri della Sierra di San Francisco (Patrimonio UNESCO), prime testimonianze dell’uomo nella penisola, situate anch’esse nella Riserva della Biosfera del Vizcaino, nella Sierra di San Francisco appunto, un massiccio montuoso che pare un giardino di cactus, con scorci che soddisfano la voglia di prospettive.

      Pranzo al sacco. Ritorno a San Ignacio e proseguimento per Santa Rosalía per la visita di questa cittadina, rivitalizzato centro di miniere. Poi partenza verso Loreto. Dalle distese vulcaniche dell’alto deserto, la strada scende per ritrovare il Mare di Cortés. Breve sosta a Muleje, un antico villaggio costruito intorno a una missione gesuita (la terza per antichità, nella penisola), in alto, su una collina riarsa a dominare un’oasi di palme folte. La costa si snoda verso sud lungo una serie di baie e baiette che guardano su scogli e isole pietrose, come la Bahia de Concepción, punteggiata da spiagge bianche. Arrivo a Loreto in serata e sistemazione in hotel. Cena in ristorante e pernottamento.

       

      Colazione in hotel. Visita della città e della missione gesuita della Madonna di Loreto, la più antica della regione (1697), per un’altra immersione nel passato della penisola. Partenza per la missione di San Francisco Javier de Viggé-Biaundò che raggiungiamo dopo 1 ora, una delle meglio conservate e suggestive, guarnita di orti e alberi da frutto. Pranzo in ristorante nei pressi della missione. Lungo il tragitto ancora splendidi paesaggi. Proseguimento per La Paz, dove arriviamo dopo circa 5 ore di viaggio. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.

       

      Colazione ed escursione in giornata all'isola di Espiritu Santo (Patrimonio UNESCO), con periplo dell’isola (3 ore circa di escursione in barca). Costeggeremo il versante interno fino all’isoletta di Partida, presso la quale abita una popolosa colonia di leoni marini (le otarie).

      L’isola è un incanto per quanto riguarda l’abbondante vita acquatica e la natura protetta. Le uniche creature che reclamano questa terra come propria sono i leoni marini, le razze, i delfini, le tartarughe… a volte qualche balena.

      Possibilità di fare snorkeling, osservare la vita acquatica, oppure godersi semplicemente il mare dalle sabbie bianche che contrasta con le terre desertiche che vi si affacciano. Pranzo sulla spiaggia. Verso metà pomeriggio ritorno a La Paz. Cena libera e pernottamento.

       

      NB: l’escursione all’isola di Espiritu Santo si effettua con un battello tipo cabin cruiser con bagno. Lo snorkeling è incluso nell’escursione.

       

       

      Colazione e partenza in direzione sud. Andando verso Cabo San Lucas si fa una breve deviazione per visitare la cittadina mineraria di El Triunfo con passeggiata fra i resti delle fonderie e le ciminiere di cui una alta 300 metri pare sia stata progettata da Eiffel. Una seconda sosta è all’oasi di Todos Santos, che fu un centro importante della produzione dello zucchero. Oggi Todos Santos è una colonia di artisti con alberghi eleganti ricavati nelle ex haciendas.  Proseguimento per Cabo San Lucas, centro turistico dove non mancheremo di fare una breve gita in barca per avvicinarci al famoso arco che segna il luogo dove “la terra finisce e comincia il paradiso”.

      Poi percorriamo il Corredor turistico de Los Cabos, la strada costiera che unisce Cabo San Lucas, agglomerato turistico a uso soprattutto dei nordamericani, e San José del Cabo. Quest’ultima è una cittadina piacevole, con strade strette ed edifici in stile spagnolo, situata alla foce di un fiume fiancheggiato da palme.

      Cena libera e pernottamento allHotel Tropicana Inn o El Encanto.

       

      Prima colazione ed eventuale mattinata a disposizione. Trasferimento all'aeroporto per imbarcarsi sul volo per Città del Messico (13.05/16.15). Pranzo libero. Arrivo, ritiro del bagaglio e nuovo check-in per il volo di rientro in Italia. Pasti e pernottamento a bordo.

       

      Arrivo in Italia via scalo europeo.


       

       

       

      1.  Barranca Del Cobre                2. Baja California, balena                3. Los Cabos

       

       

      APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

      L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui si - CONTINUA -

      PERCHÈ CON KEL 12

      • Si viaggia sul treno Chepe (Chihuahua-Pacifico), l'ultimo treno in funzione in tutto il Messico
      • Si visita la casa di Pancho Villa
      • Nella Sierra Tarahumara si incontrano due etnie: i rarámuri (o tarahumara) e i mayo/yoreme

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