CAPODANNO IN RAJASTHAN, AGRA E DELHI

INDIA

  • CAPODANNO IN RAJASTHAN, AGRA E DELHI

    INDIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 14 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 27  dicembre   al 9  gennaio  
      Garantita
      155

    A PARTIRE DA:  

    5.500€

    India

    CAPODANNO IN RAJASTHAN, AGRA E DELHI

    Palazzi reali e fortezze. Bazar e case haveli. Turbanti e sari. Un viaggio nell’India più colorata, quella dall’atmosfera fiabesca. A visitare i luoghi più iconografici del Paese, intrisi di un romanticismo quasi surreale. Nello Shekhawati e a Bikaner, tra villaggi di argilla e carovane di cammelli. E a Jaisalmer, con i suoi torrioni ocra e i templi giainisti. Un tour che passa per Jodhpur, la città azzurra, e il Forte Mehrengarh. Ma anche dall’elegante Udaipur, dove è prevista un’escursione sul lago Pichola. Tappa a Pushkar e alla celebre Fortezza di Amber, e poi via verso Agra, l’antica capitale della dinastia Moghul. Per vedere il Taj Mahal, una delle Sette Meraviglie del Mondo Moderno, e lasciarsi incantare dalla sua magnificenza. Il viaggio si conclude con la visita della nuova e vecchia Delhi. Tra minareti e moschee, strade tortuose e antiche botteghe.

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata all'India

    Itinerario di viaggio

    Di primissimo mattino partenza dall’Italia per Delhi con scalo a Francoforte.Arrivo previsto alle ore 01.30 di notte e trasferimento in albergo. 
    Partenza per la zona di Shekhawati, la regione semidesertica famosa per l’eredità culturale del popolo locale e della ricca comunità Marwar proprietaria degli haveli affrescati. La maggior parte di questi haveli fu costruita fra il 1860 e il 1900 dai Bania, mercanti divenuti celebri come Marwar, che si erano avventurati a Calcutta e nei nuovi centri commerciali indiani. Il successo negli affari sviluppò un desiderio di predominio architettonico. Con il passare del tempo gli haveli cominciarono ad essere trascurati e oggi le cittadine della regione sono divenute strane città fantasma, gremite di splendide dimore abbandonate. All’arrivo sistemazione in albergo.Pensione completa (pranzo in ristorante lungo il percorso, cena in albergo). 
    Al mattino si visiteranno le meravigliose haveli dei dintorni, nell’atmosfera fiabesca di un mondo che ad ogni passo evoca la presenza della tradizione Rajput. Dopo il pranzo proseguimento per Bikaner, situata nel deserto del Thar, in un orizzonte sconfinato e irreale, punteggiato qua e là da piccoli villaggi costruiti in argilla e da carovane di cammelli. Arrivo e sistemazione in albergo.Pranzo in albergo a Mandawa, cena in albergo a Bikaner.  
    Dopo la prima colazione si visita il Forte di Junagarh. Eretto nel 1588 dal raja Raj Singh, racchiude all'interno di massicci bastioni di arenaria splendidi palazzi con graziosi padiglioni da cui troneggiano numerose balconate. La parte più antica del complesso, Lal Niwas, è uno spettacolo di decorazioni floreali stilizzate in rosso e oro. Dopo il pranzo in hotel, partenza per Jaisalmer, la città più occidentale del Rajasthan ubicata in pieno deserto. Il deserto del Thar è al mondo quello con la maggiore pressione antropica e animale; sul suo territorio vivono 8 milioni di persone e 16 milioni di animali, fra cui 650 mila dromedari. La vista di Jaisalmer si presenta come un miraggio di torrioni ocra sulla sommità di un colle che domina la piana. Arrivo e sistemazione in albergo per il pernottamentoPensione completa (pranzo in albergo a Bikaner e cena in albergo a Jaisalmer). 
    Prima colazione in albergo. Jaisalmer, regina del deserto, ebbe un lunghissimo periodo di prosperità poiché le carovane, che attraversavano queste zone aride e desolate in direzione del Sind, vi passavano per rifornirsi d’acqua e di mercanzie. Il passato di questa meravigliosa città si legge attraverso i suoi numerosi monumenti, gli incredibili palazzi di filigrana (haveli), le piazzette, i templi jainisti. In questo luogo magico, tutto, dall’architettura delle case e dei templi, ai volti e costumi della gente, riporta indietro nel tempo. La visita si rivela, dunque, altamente suggestiva.Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Di buon mattino partenza per Jodhpur, la “città azzurra” che si frastaglia intorno alle pendici irregolari della sua rocca. L’azzurro, il colore degli dei, un tempo distingueva le case dei bramini, la casta sacerdotale egemone nella società indiana. Salire al Forte Mehrengarh, oggi sede di un interessante museo, è uno spettacolo indimenticabile: arroccato su un declivio roccioso, si staglia imponente e maestoso con le sue mura, le torri cilindriche e le sette porte fortificate. L'ultima di esse, la Laha Pol, Porta di Ferro, riporta le impronte delle rani della città sacrificatesi sulla pira dei loro sposi nella cerimonia del sati. Arrivo ar e sistemazione in albergo).Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Si parte per Udaipur. Lungo la strada sosta al superbo tempio jainista di Ranakpur, meta di pellegrinaggi da tutte le parti dell’India. La visita consente di ammirare i ricchi ornamenti del tempio dedicato ad Adinath. Complesso nel disegno e gigantesco nelle proporzioni sconcerta ed ammalia al contempo. Il gioco di luci ed ombre creato dai 1444 pilastri scolpiti che lo sostengono, durante i diversi momenti della giornata, esercita un fascino magico. Proseguimento per Udaipur, la “città dell’aurora” sospesa nel mito e nella storia, fantastica e leggendaria, romantica e raffinata. Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Al mattino cominciamo con un’escursione a circa 20 chilometri da Udaipur, per visitare il complesso di templi Eklingji e Nagda, dedicati a Shiva. Il marmo e gli altri materiali usati sono stati lavorati con maestria per rappresentare vari aspetti delle ritualità induiste. L’isolamento delle strutture contribuisce al piacere della visita di questi piccoli templi meno conosciuti e frequentati di altri.Shiva è il dio distruttore ma pure il creatore, ed in questa veste appare come “linga”, simbolo fallico. Spesso, è accompagnato dalla sua cavalcatura, il toro Nandi.  Inoltre, è il più presente e venerato componente della Trimurti indiana, la triade delle divinità più significative, che comprende anche Brahma, il creatore, e Vishnu, il preservatore.Al termine delle visite rientro a Udaipur.Udaipur è fondata nel 1568 da Udai Sing II che, tre decenni dopo, inizia i lavori di quella che sarà la faccia più rappresentata di Udaipur, il City Palace, un tempo dimora dei sovrani del Mewar (nome di questa regione), e oggi museo. Affacciato sul lago Pichola, il complesso è un funzionale miscuglio di stili. Si presenta all’esterno come severa architettura militare rajput. Dentro, si lascia andare al piacere dell’arte mostrando sontuose capacità estetiche. Dire che il City Palace sia imponente non rende l’idea. Ricordare che la sua facciata di quasi 250 metri di lunghezza (più di due campi e mezzo di calcio), con un’altezza di oltre 30, che ne fanno il palazzo più grande di tutto il Rajasthan, aiuta ad immaginarselo in modo più realistico.Le tante aggiunte al complesso originario non ne hanno smorzato l’uniformità stilistica. Tutto ha contribuito in questi secoli a sedimentare le storie che ne fanno luogo pieno di suggestioni.Visitandolo, sapremo che le otto arcate vicine alla Grande Porta stanno lì a testimoniare il paternalismo dei regnanti verso i sudditi, visto che la costruzione di ogni singola arcata coincideva con la distribuzione al popolo di una quantità di oro e argento pari al peso di ogni maharaja. Conosceremo anche altre vicende, tra cui quella che vide protagonista la figlia del maharaja regnante all’inizio del XIX secolo. Lei si avvelenò per non scegliere quale tra i due principi di Jaipur e Jodhpur sposare, visto che ognuno di questi minacciava di muovere contro Udaipur se non si fosse data in sposa a lui.Dentro il vasto complesso troviamo inoltre storia fatta di cortili, edifici, giardini, dipinti, ornamenti, lavorazioni raffinate, miniature, mosaici. Gallerie piene d’arte, collezioni di portantine, cristalli e curiosità come le trappole per tigri e leopardi.Nel tardo pomeriggio, se le condizioni di navigabilità lo permetteranno, escursione in barca sul lago Pichola. Il Lago Pichola è il cuore degli aspetti naturali del posto. Prende il nome dal villaggio che il solito Udai Singh II decise di sommergere pur di ampliare il bacino preesistente. Misura poco più di dieci chilometri quadrati ed essendo scarsamente profondo, durante certi periodi una buona parte si prosciuga. Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Proseguimento per Pushkar (140 Km, 4/5 ore), tranquilla cittadina con 500 templi e 52 ghats posta sulle rive di un piccolo lago. Per gli hindu è particolarmente importante perché accoglie l’unico tempio dell’India dedicato a Brahma, il Creatore dell’Universo.Nel tardo pomeriggio arrivo a Jaipur, la “città rosa” capoluogo del Rajasthan.Sistemazione in albergo.Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Escursione alla famosa fortezza-palazzo di Amber del XVI sec situata ad 11 km da Jaipur. Noi vi accederemo in jeep (solitamente si potrebbe accedere anche in elefante, però scegliamo questo mezzo di trasporto perché non siamo d’accordo sullo sfruttamento degli elefanti).Saliti alla reggia, il panorama sulla vallata è splendido ma ancor più stupefacente è lo spettacolo delle architetture moghul e delle decorazioni, che culminano nei mosaici formati da specchi e stucchi del “Palazzo del piacere”. Pomeriggio dedicato alla visita di Jaipur, “la città rosa” fondata nel 1727 dal Maharaja Jai Singh II, ed oggi capitale del Rajasthan. Inizieremo con il Palazzo di Città che ospita le raccolte di tessuti, tappeti, armi e dipinti. L’Osservatorio Astronomico con un insieme di enormi strumenti per calcolare il movimento degli astri e il Palazzo dei Venti, una elaborata facciata in arenaria rosa a cinque piani con nicchie, grate e balconcini, che osserveremo dall’esterno. Consentiva alle donne dell’harem di guardare senza essere viste.Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo). 
    Al mattino trasferimento ad Agra, l’antica capitale della dinastia Moghul in alternanza con Delhi.Dopo meno di cento chilometri dalla partenza si arriva ad Abhaneri per osservare le prodezze geometriche antiche oltre mille anni del Chand Baori, il pozzo del re Chand. I suoi tredici livelli di gradinate e i quasi quattromila gradini si perdono laggiù, dove il livello dell’acqua non è costante e assume colorazioni diverse secondo la stagione. Luogo di raccolta dell’acqua nella stagione monsonica, e di culto, se ne sfrutta anche la caratteristica di offrire 5/6 gradi di temperatura in meno rispetto a quella del livello di ingresso, specie durante i periodi più caldi. Per questo, gli abitanti del posto possono scendere in basso per pregare, prendere acqua e godere di un clima più mite. Per arrivare ad Abhaneri occorre una piccola deviazione dal nostro itinerario, ma ne vale veramente la pena, questo pozzo-palazzo è spettacolare.Quando arriveremo a Fatehpur Sikri avremo da poco abbandonato il Rajasthan e saremo nell’Uttar Pradesh, a 220 chilometri da Jaipur e a 40 da Agra. L’arenaria rossa di Fatehpur Sikri, Patrimonio UNESCO, concentra nell’essere definita città fantasma le caratteristiche più positive e contemporaneamente negative. Il suo isolamento, lo stato di conservazione eccellente e soprattutto l’assenza di abitanti ne determinano la particolare suggestione. Ma, questi aspetti possono anche indurre a vederla come luogo finto, perché mancano alcuni degli elementi che rendono vivo un luogo, a partire dalla presenza di vita vera. (Ai più critici, può apparire persino artificiale, come il set di un film).In ogni caso, questa magnifica città fortificata è risultato dell’opera visionaria del più grande Moghul. Akbar, che appunto significa grande, ha voluto un’opera all’altezza del suo nome. È l’imperatore Moghul che più ha lasciato tracce della presenza islamica nella cultura indiana. Volle la capitale del suo regno in questa landa arida, perché ascoltò la profezia di un saggio islamico. Alla sua morte però le difficoltà di approvvigionamento dell’acqua indussero a spostare altrove la capitale. Finché Akbar imperò da Fatehpur Sikri, visse in questo luogo caratterizzato anche dalla presenza di tre palazzi in cui dimoravano le tre mogli favorite. E non è un caso, considerando anche la sua tendenza ad un certo equilibrio politico nella gestione del potere, che una fosse islamica, una induista e l’altra cristiana.La moschea, con tratti architettonici anche indiani e persiani, caratterizza il complesso. La presenza della tomba di un santo sufi, elegantemente elaborata, rivela l’attaccamento dell’imperatore verso l’uomo che gli predisse la nascita di un erede maschio. Seguono palazzi e padiglioni, porte, cortili, vasche, sculture, abitazioni. Interessanti le sale per le udienze pubbliche e private. Nelle prime l’imperatore era solito anche celebrare processi e condannare (pare con una certa noncuranza, che contrastava la sua fama di equilibrato gestore del regno), a pene terribili come essere calpestati dagli elefanti. Non mancano elaborati bassorilievi, intagli in stile jainista, casseforti, colonne, chiostri, un grande letto marmoreo, il bizzarro minareto ornato da centinaia di zanne d’elefante in pietra.Proseguiamo per arrivare nel tardo pomeriggio ad Agra.Pensione completa (pranzo in ristorante e cena in albergo).  
    Al mattino visita del Taj Mahal (chiuso il venerdì), dichiarato nel 2007 una delle cosiddette sette meraviglie del mondo moderno. Il mausoleo, fatto costruire nel 1632 dall'imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie Mumtaz Mahal, è da sempre considerato una delle più notevoli bellezze architettoniche dell'India e del mondo.Sottolineiamo che occorsero 20 anni per costruirlo attraverso l’opera di oltre 20.000 tra operai e architetti, con manodopera e materiali provenienti da Asia ed Europa.Il Taj Mahal, voluto dall’imperatore Moghul Shah Jahan per onorare la moglie che muore partorendo il quattordicesimo figlio, è stato terminato nel 1640. Affacciato sul Fiume Yamuna, offre grandiosità e minuziosi particolari che ne fanno un’opera certo straordinaria. Non manca, però, chi ne noti una certa freddezza complessiva, come se l’apprezzabilità del tutto fosse smorzata dal biancore freddo del materiale con cui è fatta.Tant’è, è sempre preso d’assalto da una grande affluenza di visitatori, e pare che in un solo giorno siano riusciti ad entrarvi poco meno di centomila persone. L’ultima ordinanza conosciuta pone il limite di 40.000 ingressi al giorno. Visita del Forte, in arenaria rossa, fatto costruire da Akbar il Grande e dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità.Si tratta di un manufatto molto articolato e complesso, addirittura labirintico, pieno di edifici e anche di ambienti sotterranei, che l’imperatore Akbar volle realizzare nel 1565 sulle rive del fiume Yamuna, inizialmente come poderosa struttura militare con enormi doppie mura. Spetterà all’ideatore del Taj Mahal trasformarla in godibile residenza dorata.È caratterizzato da quasi tre chilometri di perimetro che proteggono una città nella città, con un’altezza superiore ai venti metri. Una volta era lambito dal fiume, con ghat ad uso esclusivo dell’imperatore. Oggi, non tutti gli edifici sono aperti al pubblico perché sede militare, ma la porta di ingresso, le sale delle udienze pubbliche e private, la grande Moschea della Perla e la graziosa Moschea della Gemma, cortili, la torre ottagonale, il Palazzo degli Specchi, edifici di vario interesse e piccoli giardini, rendono la visita molto piacevole.Se accessibili, vi sono punti panoramici da cui potrebbe essere possibile osservare, verso est, il profilo lontano ma non per questo non coinvolgente, del Taj Mahal.Nel pomeriggio proseguimento per Delhi. Sistemazione in albergo.Pranzo in albergo ad Agra e cena in albergo a Delhi. 
    Delhi è grande, caotica, vivace, inquinata, multietnica, antica, moderna, sovraffollata, arretrata e tecnologica allo stesso tempo, con rilevanti sacche di marginalità sociale, vi si parlano molte lingue e dialetti, si incrociano fisionomie assai diverse fra loro. Si incontrano culture che trovano riscontro fisico più immediato nella Old Delhi che è stata capitale dell’India islamica, con evidenze Moghul, che nella New Delhi ex capitale di quella britannica.Da sempre è crocevia tra l’Asia occidentale e sud est asiatico. Se ne conoscono le storie sin dal X secolo a.C., anche se le vicende vere trovano fonti più certe dal I d.C. Grazie alla sua posizione sul fiume Yamuna, il più importante affluente del Gange, si è sviluppata accavallando intorno al suo corso d’acqua otto diversi nuclei urbani, ultimo dei quali è quello inglese. Dal XII secolo è il più rilevante centro indù dell’India settentrionale. Fa seguito un periodo islamico con la conquista da parte di Qutab-ud-din, che termina nel 1803 quando viene occupata dagli inglesi. In quel momento non era ancora capitale, anche se già nel XVII secolo gli imperatori Moghul l’avevano individuata temporaneamente come tale, sostituendola ad Agra. Nel 1911 iniziano i lavori che terminano vent'anni dopo per fare della New Delhi la nuova capitale al posto di Calcutta. Di fatto, però, lo sviluppo di Delhi quale effettiva capitale dell’India si realizza pienamente solo dopo l’indipendenza nel 1947.Visiteremo i monumenti più significativi iniziando dalla Old Delhi. Con le sue strade tortuose, le mille botteghe, tra mestieri antichi e attività minute, è uno spaccato fedele delle tante realtà del Paese. Visita alla maestosa Jama Masjid, la più grande moschea indiana e uno dei più grandi capolavori architettonici della nazione. Fu l’opera conclusiva di Shah Jahan del 1656, e vi si accede attraverso un’imponente scalinata dalla quale si domina l’intera città vecchia. Si presenta con quattro torri e due alti minareti che raggiungono i 40 metri. I suoi materiali, arenaria rossa e marmo bianco, si alternano in fasce verticali rendendo l’opera non solo maestosa ma anche artisticamente rilevante. Un paio di chilometri a sud ovest del forte nelle vicinanze del Yamuna River troviamo la Raj Ghat. È una semplice base quadrata di marmo nero che ricorda il punto dove Gandhi* fu cremato dopo il suo assassinio.Proseguiremo per la New Delhi e attraversando la zona del Parlamento e dei Palazzi ministeriali arriveremo alla Porta dell’India. Visiteremo il complesso archeologico del Qutub Minar.Il minareto è alto oltre 70 metri ed è considerato una delle torri “più ammirevoli al mondo” dal punto di vista stilistico ed architettonico. Si mostra imponente, in grado di dare immediatamente idea della massiccia presenza della cultura islamica in India, di cui vuole celebrare la diffusione. Risale al XII secolo ed è eretto subito dopo la fine dell’ultimo regno indù. Per questo Qutab-ud-din lo volle alto e ardito. Alla base il diametro è di 15 metri mentre in cima si assottiglia tanto da misurare 2,5 metri. Arenaria e marmo di vari colori ne decorano i cinque piani, ognuno dei quali presenta una sorta di balconata. Una lieve inclinazione (della quale qualcuno approfitta per proporla come “la Torre di Pisa Indiana”), non ne mette in pericolo la tenuta. Dal 1993 è Patrimonio UNESCO.Alla sua base si trovano i resti della prima moschea costruita dallo stesso Qutab, anche se ciò che si osserva oggi è il risultato di ripetuti rimaneggiamenti, da quando fu inizialmente progettata per rappresentare la potenza dell’Islam.   Ancora più antica è la colonna di ferro, iron pillar, posta nel cortile della moschea portata qui dallo stato del Bihar e risalente a circa 2000 anni fa, che inizialmente decorava un tempio dedicato a Vishnu.Pranzo in ristorante con specialità tipiche della cucina indiana, cena in albergo con camere a disposizione per rinfrescarsi prima del trasferimento in aeroporto. 
    Volo notturno per l’Italia con scalo a Monaco. Arrivo in mattinata.     1. Forte di Merengarh  2. Palazzo dei venti a Jaipur 3. Qutub Minar  

    Perché con noi

    • Tour completo. Oltre a visitare il Rajasthan vediamo anche la regione dello Shekhawati, poi  Agra con il Taj Mahal e Delhi
    • Si dorme in ottime strutture alberghiere con pernottamenti in ex palazzi nobiliari o alberghi 5 stelle
    • Il viaggio è accompagnato da un Esperto Kel 12 

    I nostri esperti

    LUISA BARBIERI

    Dal 27  dicembre  2026 al 9  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

     PREZZO PARTENZA DEL 27 DICEMBRELa partenza del 27 dicembre 2026 ha un prezzo piuttosto importante in quanto include i supplementi di alta stagione che quest’anno sono piuttosto cospicui, dovuti all’aumento dei costi dei servizi a terra e delle tariffe aeree. Si tratta del periodo più richiesto da tutti i viaggiatori del mondo. MEZZI DI TRASPORTO E CONDIZIONI DELLE STRADEI tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dalle condizioni delle strade/soste [...]