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  • CASE DI CORALLO E I TESORI PERDUTI DELL’ANTICA HEGRA

    ARABIA SAUDITA

  • CASE DI CORALLO E I TESORI PERDUTI DELL’ANTICA HEGRA

    ARABIA SAUDITA

    Viaggi con Esperto

    Durata 7 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 8 MASSIMO 16  PARTECIPANTI
    Partenze

      2021

    • Dal 30  ottobre  al 5  novembre  
    • Dal 27  dicembre  al 2  gennaio  
    • 2022

    • Dal 19  marzo  al 25  marzo  

    A PARTIRE DA:  

    4.600€

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    Arabia Saudita

    CASE DI CORALLO E I TESORI PERDUTI DELL’ANTICA HEGRA

    "Non tutti gli uomini sognano allo stesso modo,
    coloro che sognano di notte nei ripostigli polverosi della loro mente,
    scoprono al risveglio la vanità di quelle immagini, ma quelli che
    sognano di giorno sono uomini pericolosi perché può darsi che recitano
    i loro sogni ad occhi aperti per attuarli…”

    In questa citazione dal suo capolavoro “I sette pilastri della saggezza” è rappresentata la filosofia di vita di uno dei personaggi più leggendari del XX secolo, il colonnello Thomas Edward Lawrence, famoso con il nome di Lawrence d'Arabia, il re senza corona degli arabi.
    E alla ricerca delle sue orme, cancellate dal vento e dal tempo, questo viaggio - novità assoluta - va alla scoperta di un Paese tanto importante quanto ancora inesplorato. Solamente negli ultimi tempi qualche timido segnale di apertura al turismo ha scaturito il desiderio di molti, come noi, di partire alla sua scoperta. Ma l’Arabia Saudita è ancora un luogo del mondo largamente sconosciuto, desertico, misterioso, retto da una monarchia che suscita molte attenzioni.

    È uno Stato prevalentemente costituito da deserti e zone aride, dove le città sorgono lungo la costa o in prossimità delle oasi e dove la vita beduina convive fianco a fianco con palazzi moderni e virtuosismi architettonici. Sono i contrasti, i misteri e la lontananza culturale che ci avvicinano fatalmente a questo Paese e che costituiscono il motivo stesso del viaggio: la curiosità di vedere con i propri occhi come, in un altro mondo ma nello stesso pianeta, altri uomini e donne vivono e costruiscono il loro futuro.

    Il viaggio è quindi una proposta dedicata ai viaggiatori più esperti, che mettono in conto imprevisti e avventure come parti caratterizzanti di un viaggio esplorativo.

    L’itinerario insegue gli opposti temporali e geografici di due luoghi a loro modo entrambi affascinanti: da una parte Jeddah, la seconda città del Paese, moderna e brulicante di gente, di commerci, di scorci, aperta verso il mondo come tutte le città di mare; dall’altra l’oasi di Al Ula, perduta e protetta dal deserto di sabbia e arenaria, con i suoi palmeti, le fattorie, un tempo lento al passo dei dromedari e uno sguardo ad un passato lontano: quello dei nabatei. Antichi esploratori, commercianti, nomadi delle sabbie: era il tempo dell’incenso, il tempo delle carovane, delle spezie. Era il tempo in cui l’uomo plasmava l’ambiente e dava volto ai propri sogni e lasciava scolpite le soglie dell’aldilà, il viaggio più lungo di tutti.

    È da questo tempo leggendario che sorse Madai’n Saleh, chiamata Hegra dai romani, la figlia minore della Petra giordana. Un avamposto della civiltà come oggi può essere la stazione spaziale internazionale. Ci arriviamo attraversando la Disah Valley in 4x4, uno spettacolare percorso tra faraglioni di arenaria, sorgenti e palmeti, e prima ancora dai palazzi di corallo di Jeddah, con il suo mercato del pesce, i volti del quartiere di Al Balad, le installazioni lungo la corniche. Il viaggio è breve ma intenso, volto a immergersi in un tempo lontano e a leggere nella bellezza che avremo di fronte le storie di ieri. Dedichiamo ben tre giorni ad Al Ula, perché crediamo sia uno dei pochi luoghi al mondo dove all’arrivo si ha ancora la sensazione di scoperta, l’emozione di trovarsi al cospetto di una Storia che aspetta solo di essere riscoperta

    ITINERARIO

    Partenza da Milano per l’Arabia Saudita con volo di linea via scalo europeo. Cena a bordo e arrivo in tarda serata a Jeddah. Accoglienza da parte del corrispondente locale dopo il disbrigo delle pratiche doganali. Trasferimento privato in hotel e pernottamento.  NB: è possibile partire anche dall’aeroporto di Roma Fiumicino su richiesta e senza supplemento. È possibile anche partire da altri aeroporti italiani dove opera la compagnia selezionata, sempre su richiesta e con un supplemento tariffario.  
    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita di Jeddah.Affacciata sul Mar Rosso, la città era originariamente un villaggio di pescatori. Nel 647 d.C. il califfo musulmano ‘Uthman B. ‘Affan la trasformò in un porto per i pellegrini musulmani che vi transitavano durante il viaggio che li portava alla Mecca. Ancora oggi Jeddah è un crocevia per milioni di pellegrini che arrivano in aereo o via mare. Negli ultimi anni, come molte altre città della penisola arabica, ha visto un notevole sviluppo urbanistico, anche se più tradizionale e, salvo lungo la Corniche, evitando di svilupparsi in verticale. La città è la seconda per numero di abitanti, che oggi sfiorano i 4 milioni. Visiteremo di prima mattina il tradizionale mercato del pesce, con le barche dei pescatori appena arrivate, e la Corniche, ovvero il lungo mare dove si trovano molti alberghi, la passeggiata, alcune moschee tra cui la Moschea dell’Isola, progettata dall’architetto egiziano Abdel–Wahed El–Wakil nel 1943; è unita alla terraferma da una sottile striscia di terra che induce a recarvisi in pellegrinaggio con andamento solenne. Curiose sono anche le sculture che adornano le rotonde di alcune strade e che sono diventate un vero simbolo della città: troviamo una bicicletta gigante, un incensiere, un’auto bianca su un tappeto volante e tantissime altre immagini eccentriche ma significative.  Pranzo libero in corso di visite.Nel pomeriggio continuiamo le visite della città, recandoci nel vecchio quartiere di Al Balad, il centro storico della città iscritto tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Ad Al Balad sorgono più di quattrocento palazzi storici, i più antichi dei quali risalgono a cinquecento anni fa e che ricordano le case yemenite. Visita di palazzo Nassif, un esempio straordinario di architettura Saudita, dimora privata di una delle più antiche famiglie di mercanti della città. Poi ci recheremo nel Suq, con le sue botteghe artigianali. E infine tempo libero a disposizione, perché la cosa più bella è forse semplicemente perdersi tra le viuzze sottili, adornate qua e là da vasi di fiori, e scoprire i volti e li sguardi di chi ancora vi abita. Nel tardo pomeriggio trasferimento privato in aeroporto in tempo utile per il volo domestico che ci porta nel nord del Paese, non distante dal confine con la Giordania. Siamo a Tabuk, una città che si è sviluppata velocemente negli ultimi anni ultima, moderna porta d’ingresso lungo le rotte che un tempo erano dei Nabatei. Trasferimento privato in hotel, sistemazione e pernottamento. Cena libera prima o dopo il volo.
    Il geografo greco Tolomeo, in alcune sue opere, fa cenno ad una località chiamata "Tabawa", situata nella parte nord occidentale della Penisola Arabica, che sembra coincidere con la Tabuk odierna. Negli ultimi anni la città è letteralmente esplosa a livello urbanistico ed è cresciuta molto a livello economico e commerciale. Soprattutto, è il principale punto di partenza per la regione del nord ovest, una delle più affascianti dell’Arabia Saudita, ricca di vestigia nabatee e inserita in un ambiente naturale di rara bellezza.Dopo colazione, ci rechiamo al Museo regionale di Tabuk, che ripercorre la storia di quest’area dalla preistoria ai giorni nostri attraverso reperti e soprattutto supporti digitali interattivi all’avanguardia, sorprendenti se si pensa al contesto circostante. Partenza subito dopo con mezzi 4x4, dove abbiamo previsto tre passeggeri per auto, attraverso un paesaggio selvaggio e bellissimo: la Disah Valley. Per raggiungerla ci rechiamo ad Al Disah, un piccolo paesino all’imbocco del canyon, lungo il quale si svilupperà la nostra pista. Stretta tra scoscese pareti di arenaria, circondata da formazioni rocciose spettacolari, procederemo lentamente per osservare ogni scorcio. Qui c’è ancora acqua, presente tutto l’anno, e il fondo del canyon è verde e rigoglioso, ricco di palme. Possiamo solo immaginarci, ai tempi dei nabatei o dei romani, cosa significasse per le carovane attraversare luoghi come questo, prima di inoltrarsi nel deserto. Ci fermiamo a fare picnic lungo la via, prima di riprendere l’asfalto e di salire di qualche centinaio di metri. Avremo una vista dall’alto della Disah Valley, e non solo: scopriremo di aver attraversato solo uno dei mille percorsi, alcuni ciechi e pochi altri possibili, di un dedalo di montagne e wadi che caratterizza quest’area di straordinaria rilevanza geologica. Il miglior avvicinamento all’oasi di Al Ula che nel tardo pomeriggio si vedrà all’orizzonte. Sistemazione in campo tendato, cena e pernottamento.  
    Dopo la prima colazione al campo, inizieremo la giornata che forse ci darà maggiori soddisfazioni, in cui ci immergeremo completamente nella storia, nell’archeologia ma anche nella natura e nel deserto. Iniziamo da “Lei”, tanto attesa: Mada'in Saleh. Un luogo di profonda bellezza e carico di suggestioni per il connubio estremo tra la natura e l’opera dell’uomo. Primo sito patrimonio Unesco dell’Arabia Saudita, nel 2008, anche conosciuto con il nome di Al Hijr, era nota ai tempi degli antichi greci, grazie alla testimonianza di Strabone, come Hegra. Sembra che i primi insediamenti risalgano attorno all’ VIII secolo a.C., ma è sotto il regno dei Nabatei che la città si espanse e, tra il 100 a.C. e il 75 d.C., furono realizzate tutte le principali opere che caratterizzano il sito. I Nabatei regnavano da Damasco a Gaza fino alle frontiere con lo Yemen, per conoscere poi un inesorabile declino con l’arrivo dei Romani, che conquistarono l’area corrispondente oggi alla Giordania per prendere il controllo delle principali rotte commerciali che in quest’area confluivano, dalla via della Seta a quella dell’Incenso, proveniente proprio dalla penisola Arabica. Ormai è accertato da alcuni ritrovamenti che fin qui si spinsero le truppe dell’imperatore Traiano, e che l’area probabilmente fece parte della provincia dell’Arabia Petrea, con capitale Petra. I grandi sepolcri, con architetture ben squadrate ricavate dalle pareti delle formazioni rocciose, conferiscono all'intero paesaggio un aspetto surreale. La più imponente delle tombe è la Qasr Farid, contraddistinta da una massiccia facciata monumentale e forse l’immagine più iconica del sito. La tomba era stata fatta costruire per un valoroso condottiero che, a quanto pare, morì in battaglia senza mai riuscire ad usufruire del luogo predisposto. A differenza di Petra, qui non vennero sepolti i re nabatei, ma altre importanti personalità. Per chi ha già visitato il sito giordano, l’emozione resta comunque intatta. Perché qui non ci sono stretti siq per raggiungere i luoghi sepolcrali, che sono tutti esposti lungo la vallata di Al Ula, affacciati verso il deserto e grandi orizzonti. Anche la lontananza dai centri abitati, dalle stesse strutture turistiche, comunque poche, contribuisce alla sensazione di spaesamento e meraviglia, nel vedere opere umane così raffinate in un luogo così remoto. Da visitare anche il Diwan, sala del parlamento nabateo, costituita da un'immensa stanza ricavata nel cuore della roccia (e qui sì potremmo attraversare un piccolissimo siq) e visita alla Hijaz Railway station, la stazione della linea ferroviaria ottomana distrutta da Lawrence d’Arabia, che proprio qui aveva una sua fermata. Riprendiamo i 4x4 e ci inoltriamo subito nel deserto, appena fuori il gate del sito archeologico. Qui, scegliendo una posizione panoramica tra le formazioni di arenaria, faremo un pranzo a picnic e ci sarà la possibilità di fare due passi. Nel pomeriggio continueremo a inoltrarci nel deserto, questa volta fuoripista, esplorando gli angoli più belli e sperduti. Modellate dal vento, scolpite dall’acqua, le pareti di roccia, le guglie, le torri che emergono dalle sabbie sono la scenografia perfetta che segnano il connubio tra opera dell’uomo, vista la mattina, e quella della natura. Prima di tornare al campo ci godremo la magia del tramonto, con le sue luci e i suoi colori, prendendo un tè con un piccolo aperitivo. Terminiamo questa lunga e intensa giornata con una cena in uno dei raffinati ristornati locali che, soprattutto nel periodo invernale, vengono allestiti, oppure in una delle migliori farm dell’oasi. Pernottamento in campo tendato. 
    Dopo la prima colazione faremo un piccolo salto indietro nel tempo, recandoci in un sito abitato prima dell’arrivo dei nabatei: a Dedan. La vecchia capitale del regno di Lihyan, citata nell’antico testamento e la cui origine sembra provenire più a sud, visse il suo splendore dal VI al II secolo a.C., quanto subirono l’influsso dei nabatei. La loro fortuna fu l’attività intensiva di irrigazione che gli consentiva, grazie anche ad una maggiore presenza di acqua, di coltivare la terra della vallata di Al Ula e, allo stesso, tempo, si dedicarono al commercio: incenso, mirra, spezie provenienti dall’Arabia meridionale. Il popolo lihyanita fu noto anche agli antichi romani, tanto che Plinio si riferisce all’odierno golfo di Aqaba, proprio come Golfo di Lihyan. Oggi sono visibili centinaia di tombe, la cui più celebre è la tomba dei Leoni, per le decorazioni ai lati dell’ingresso che simboleggiavano probabilmente lo status e il potere del defunto, mentre altre tesi affermano che fossero le teste dei leoni fossero state scolpite per proteggere il sonno dei morti. Proseguiamo visitando dei siti limitrofi dove sono state rinvenute antiche iscrizioni, in realtà disseminate un po' ovunque nell’area di Al Ula. Le più antiche risalgono tra il IX e il X secolo a.C., e percorrono tutta la storia degli abitanti della regione e delle carovane che passano di qui: troviamo scritte in aramaico, tamudico, dadanitico, nabateo, greco, romano e arabo. Pranzo in una farm dell’oasi e partiamo poi per un’escursione in un’altra area dove il deserto si mostra nella sua veste più belle, questa volta con sabbie bianche. Rientro al campo tendato, cena e pernottamento.
    Prima colazione e, prima della partenza, visita della vecchia Al Ula. Il centro, abitato fino alla fine del XX secolo, è noto come Ad-Deerah; in fase di parziale restauro, è costituito da una serie di case in argilla (ce ne sono fino ad un migliaio) anche su due o tre piani, dominate da un forte.  Partiamo poi in direzione di Tabuk, questa volta prendendo la strada principale. Ci fermeremo a Tayma, la più grande oasi ai margini del deserto del Nafud e altro luogo citato più volte nell’antico testamento, dove sembra si stabilì una comunità ebraica, probabilmente dopo la diaspora. È qui che fu ritrovata una famosa stele risalente al VI secolo a.C., scoperta da Charles Hubert nel 1883 e ora esposta al Museo del Louvre, in cui vengono elencate le principali divinità dell’epoca. La città ancora oggi è molto interessante, tra il forte, palmeti, antichi pozzi e incisioni. Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio proseguiamo per Tabuk, recandoci direttamente all’aeroporto per il volo domestico che ci riporterà a Jeddah.All’arrivo, previsto in serata, trasferimento privato in hotel. Cena libera e pernottamento in hotel.
    In nottata trasferimento privato in aeroporto per il volo internazionale di linea via scalo europeo per l’Italia. L’arrivo è previsto a Milano Malpensa verso ora di pranzo.  1. Il Museo Regionale di Tabuk3. Gli spettacolari paesaggi della Disah Valley2. I palazzi del quartiere Al Balad, Jeddah4. Sabbia e formazioni di arenaria nei pressi di Al Ula 

    Perchè con Kel12?

    - IL VIAGGIO E' UNA NOVITA' ASSOLUTA IN UN PAESE CHE RAPPRESENTA UNA DELLE ULTIME FRONTIERE DA SCOPRIRE   - BEN TRE NOTTI IN CAMPO TENDATO AD AL ULA, LA LEGGENDARIA PETRA PERDUTA NEL DESERTO   - PERNOTTAMENTI IN STRUTTURE SELEZIONATE E PERSONALMENTE TESTATE   - OCCUPAZIONE DELLE AUTO 4X4 DI SOLI TRE PASSEGGERI E POSTO FINESTRINO SEMPRE GARANTITO A TUTTI I VIAGGIATORI

    I nostri esperti

    ANGELICA PASTORELLA

    Dal 30  ottobre  2021 al 5  novembre  2021

    FABRIZIO CRUSCO

    Dal 27  dicembre  2021 al 2  gennaio  2022

    CECILIA BECHSTEIN

    Dal 19  marzo  2022 al 25  marzo  2022

    Approfondimenti di viaggio

    Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà. È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i primi o tra i pochissimi viaggiatori al mondo a visitare il Paese, non nei servizi [...]