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  • CHIAPAS E CALAKMUL, L’ULTIMO MONDO MAYA

    MESSICO

  • CHIAPAS E CALAKMUL, L’ULTIMO MONDO MAYA

    MESSICO

    icona orologio 13 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2021

    • Dal   23  gennaio    al   4  febbraio  
    • Dal   13  marzo    al   25  marzo  
    • Dal   6  novembre    al   18  novembre  
    • Dal   4  dicembre    al   16  dicembre  
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    Da Città del Messico, con il Museo Frida Kahlo, il quartiere Xochimilco, il Campus dell'UNAM, il Museo Antropologico e lo Zócalo, la principale piazza della capitale, a Tuxtla, in Chiapas, tra natura incontaminata e uno dei più bei canyon del Paese, il Sumidero. Fino a San Cristobal de Las Casas, città coloniale dai palazzi colorati e i tetti rossi, legata alle tradizioni indigene. Tappe di un viaggio culturale sulle tracce dei Maya, che porta nel cuore - continua -

    A PARTIRE DA: 4.950 €


    ITINERARIO

    Partenza dallItalia per Città del Messico, via scalo internazionale. Arrivo nel tardo pomeriggio e trasferimento allHotel Zocalo Central 4*. Cena in hotel e pernottamento.

     

    Prima colazione in hotel. Città del Messico è una delle città più grandi, più trafficate e culturalmente stimolanti dellAmerica Latina. Un immenso agglomerato urbano che sembra non avere un inizio e una fine, tanto è esteso. In questa grande metropoli vi convive, inclusa la ramificata periferia, un numero di persone pari a circa la metà di tutti gli italiani. Spesso le condizioni sono assai precarie e ciò genera situazioni di marginalità sociale notevoli, con tutti i risvolti immaginabili.

    La città ha una storia veramente antica considerando che si ha conoscenza dei primi abitanti sul suo territorio già nel periodo del 9500-7000 a.C.

    Durante i primi tre millenni della nostra era, sotto l'influsso della cultura Olmeca, considerata la civiltà madre delle varie culture centroamericane, si svilupparono qui varie popolazioni importanti come testimonia il sito di Cuicuilco. Questultima fu distrutta e abbandonata in seguito a un'eruzione del vulcano Xitle, provocando una migrazione e modifiche nella popolazione che culminarono con il consolidamento di Teotihuacán come regnante delle alture centrali. L'edificazione di Teotihuacán iniziò verso il 300 a.C., nel nord-est del Lago Texcoco e divenne la città più importante, che concentrò la maggior parte della popolazione della zona lacustre.

    Alcuni dei suoi abitanti si trasferirono successivamente sulla riva del lago, dove fondarono villaggi come Culhuacan, Coyoacán e Copilco. Questa zona divenne progressivamente la destinazione delle migrazioni degli abitanti di Teotihuacán a partire dall'VIII secolo, quando iniziò il suo inesorabile declino.

    Numerose tribù si avvicendarono sulle sponde del lago, ma fu con l'arrivo degli Aztechi che quest'area cominciò a fiorire.

    Questi ultimi arrivarono verso il XIV secolo per stabilirsi prima sulle rive del lago e poi nell'isola di Tenochtitlán, dove fondarono la loro capitale. Tenochtitlán venne fondata nel 1325 e divenne la capitale dell'impero Azteco. In breve tempo divenne la città più importante della regione sottomettendo tutte le popolazioni che la circondavano e una tra le più grandi città del mondo di allora, con una popolazione di più di 500.000 abitanti. Essa sorgeva nel centro nel Lago Texcoco ed era collegata in maniera alquanto straordinaria alla terraferma da grossi ponti in legno; era dotata inoltre di grandi canali che permettevano il rifornimento d’acqua fino agli angoli più lontani della città. Lo sviluppo di Tenochtitlán fu interrotto a causa della conquista spagnola.

    Iniziamo a conoscere Città del Messico partendo dai quartieri meridionali. La scelta di cominciare da qui è per una sorta di pretesa di ritorno alle origini.

    Ci dirigiamo verso Coyoacán, pittoresco quartiere coloniale di stradine strette ben preservato e con un’atmosfera movimentata, ma ancora a misura d’uomo. Il cuore del quartiere ospita il museo Frida Kahlo, meglio conosciuto come museo della Casa Azul, che accoglie le più importanti opere dellartista, nonché opere del marito Rivera. Rivera dedicò gli ultimi anni della sua vita a far conoscere il lavoro di sua moglie. Pieno d'ammirazione ribadiva: "Frida è la prima donna nella storia dell'arte ad aver affrontato con assoluta e inesorabile schiettezza, si potrebbe dire in modo spietato ma nel contempo pacato, quei temi che riguardano esclusivamente le donne".

    Al termine della visita ci spostiamo nel quartiere di Xochimilco, Patrimonio dellUmanità Unesco, dove, a bordo delle trajineras, le tradizionali e coloratissime barche a fondo piatto, navigheremo su un reticolo di canali d’acqua dolce e orti galleggianti (chinampas). Consumeremo un semplice pranzo freddo a bordo, tipo pic-nic, e osserveremo la vita che si svolge lungo i canali, pieni di vita e di occasioni di conoscenze. Tenochtitlán sorgeva su un lago, uno dei quattro che occupavano l’odierna area della capitale, poggiata su un altopiano a 2300 metri e Xochimilco ne costituisce l’ultima sua traccia. E utile per farsi un’idea di come potesse apparire in alcune zone l’antica città. Lasciamo le trajineras per proseguire con il nostro pulmino verso la sede dellUniversità Nazionale Autonoma del Messico, meglio conosciuta come UNAM. Oltre a essere la più grande e importante università del Paese dellAmerica Latina tutta, è famosa per il suo meraviglioso campus, dichiarato Patrimonio dellUmanità dallUnesco. Molti degli edifici che vi si trovano sono stati progettati intorno alla metà del secolo scorso da alcuni dei più illustri architetti e artisti messicani e sono considerati veri e propri capolavori. Si potrebbe trascorrere lintera giornata qui, noi faremo un rapido giro per apprezzare alcune delle opere più famose, come il mosaico sul muro dell'edificio della biblioteca, creato da Juan O'Gorman e il murale del famoso artista messicano David Alfaro Siqueiros “El pueblo a la Universidad, la Universidad al pueblo”, che raffigura alcuni studenti che salgono le scale della cultura e del sapere.

    Nel tardo pomeriggio visiteremo il Museo di Antropologia che raccoglie una delle maggiori collezioni permanenti consacrate alle civiltà mesoamericane. Si tratta senza dubbio di uno dei musei in assoluto più interessanti al mondo, non solo per gli oggetti che contiene, ma anche per le modalità di presentazione, la struttura in cui sono custoditi, laccuratezza dei percorsi espositivi. Essendo enorme, ci concentreremo in particolare su alcune delle sale più interessanti.

    Rientro in hotel. Cena libera e pernottamento.

     

    Prima colazione in hotel e partenza di buon mattino perTeotihuacán, che dista poco più di 50 chilometri, ma con tempi di percorrenza non proporzionali alla distanza effettiva. Visita del sito, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, “la città dove gli uomini divengono Dei”, vestigia d’una civiltà che ha influenzato gran parte del Mesoamerica.

    Preesistente a Tenochtitlán, un tempo in questo luogo v’era la città più grande del Messico con oltre duecentomila abitanti. Dell’immensa area archeologica, apprezzeremo l’imponenza e l’importanza degli edifici: la Piramide del Sole, quella della Luna, il Viale dei Morti, il Palazzo delle Farfalle e quello dei Giaguari...

    Pranzo in ristorante e nel pomeriggio rientro nella capitale per la visita dello Zocalo, la Piazza della Costituzione, dichiarata dallUnesco Patrimonio dellUmanità.

    In particolare, oltre ad ammirare la piazza nel suo complesso, compatibilmente con gli orari di apertura, visiteremo la Cattedrale, immensa, una delle prime opere della Spagna coloniale, eretta sulle rovine d’un antico tempio e il Palacio Nacional, con le corti e i portici decorati dei famosissimi murales di Diego Rivera, che raccontano il popolo messicano e la sua storia.

    La denominazione “Zocalo” deriva dall’azteco e significa “base di pietra”. Si riferisce a quella che costituiva appunto la base di un monumento all’indipendenza che doveva essere realizzato nel 1843. Dell’opera si costruì solo il basamento. Da quel momento Zocalo divenne sinonimo di piazza centrale e il vocabolo venne usato anche per altre città.

    Tempo libero per una passeggiata tra le strade affollate del centro fiancheggiate da bei edifici coloniali.

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    NB: l’ordine delle visite è puramente indicativo e potrà essere variato dalla guida locale in accordo con lEsperto Kel 12, tenendo conto delle specifiche situazioni ambientali (traffico, orari di apertura/chiusura), al fine di ottimizzare la giornata.

     

    Prima colazione e trasferimento all’aeroporto di Città del Messico per il volo su Tuxtla Gutierrez, capoluogo del Chiapas, lo stato più meridionale del Messico.

    Partenza in direzione di San Cristobal de Las Casas. Lungo il percorso, sosta in uno dei più bei canyon del Messico: il Sumidero. Circondato da una natura ancora incontaminata, è un luogo molto coinvolgente. La sua origine risale a circa 12 milioni di anni fa, quando le acque del fiume Grijalva iniziarono la lenta erosione delle rocce. Il canyon è profondo circa 1200 metri e lungo 15 chilometri, e racchiude in sé un ecosistema fatto di pini, arbusti, querce e praterie. Gli animali che vivono in questo tratto di natura selvaggia sono specie rare e a rischio d’estinzione, come ad esempio la scimmia ragno, il coccodrillo di fiume, gli avvoltoi, i pellicani. Faremo unescursione in barca a motore. Pranzo libero.

    Continuazione con il nostro pulmino per San Cristobal de las Casas.

    San Cristobal de Las Casas è una delle città coloniali più belle del Messico, in cui si intersecano nelle viuzze colorate i bei palazzi con muri dai colori vivaci e tetti rossi; qui architettura colonial e cultura indigena si uniscono splendidamente.

    Ci troviamo a 2.200 metri sul livello del mare, la città è circondata da montagne e da numerosi villaggi maya in cui si parla ancora il dialetto indigeno e si indossano le tipiche vesti. Questo fa di San Cristobal una delle città più piacevoli e caratteristiche.

    Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione in hotel. La cittadina coloniale di San Cristobal ci incanterà attraverso i colori dei suoi quartieri, la vivacità del suo mercato locale, dove è possibile ammirare il lavoro artigianale degli indigeni locali, e le famose chiese, tra le quali spicca la barocca Santo Domingo. A pochi chilometri da San Cristóbal vivono le comunità indigene di San Juan Chamula e Zinacantan, dove le tradizioni vengono saldamente conservate. La lingua parlata dagli abitanti di queste comunità, lo Tsotsil, è una delle poche cose che i due villaggi hanno in comune.  I maya tzotzil di San Juan Chamula praticano alcuni riti religiosi molto interessanti che uniscono le tradizioni preispaniche con quelle cattoliche. All'interno della chiesa non troveremo né panche, né altari: al loro posto, i fedeli si inginocchiano al suolo, accendono candele e cantano. I riti solitamente comprendono abbondanti rinfreschi innaffiati dal pox, una bevanda alcolica a base di canna da zucchero. I tzotzil praticano anche antichi rituali di guarigione, per alcuni dei quali utilizzano uova, ossa e polli vivi che sacrificano all'interno della chiesa per poi mangiarli come alimenti sacri o seppellirli davanti alla casa dei malati. Potremo inoltre visitare il vicino cimitero di questo centro e le rovine dell'antica chiesa di San Sebastián. Gli abitanti di San Juan Chamula possono essere facilmente identificati grazie ai loro abiti tipici: gli uomini indossano tuniche di lana nere o bianche, che si stringono in vita; le donne, invece, indossano delle giacche ricamate, in cotone o satin, dette huipiles, mantelli e gonne lunghe di lino nero. Non mancheremo di degustare pox (la “tequila dei Maya”, a base di mais, canna da zucchero e grano, molto importante nella cultura maya per i suoi usi cerimoniali) e tortillas fatte a mano. Pranzo in ristorante. Rientro a San Cristobal nel pomeriggio e tempo libero a disposizione. Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione in hotel e partenza per Palenque attraverso la Selva Lacandona. Lungo il percorso facciamo una sosta alle cascate di Agua Azul, dichiarate Riserva Speciale della Biosfera. Gli affluenti del fiume Otulún, Tulijá e Shumuljá si uniscono qui e formano una miriade di cascate che si gettano in piscine naturali. Lungo il corso d'acqua se ne contano più di 50. Lacqua limpida e turchese, le rocce bianche e la natura circostante creano un’atmosfera molto piacevole. Possibilità di fare un bagno rinfrescante e pranzo libero.

    Riprendiamo quindi la strada per la città preispanica di Palenque. Nel 1981 fu designata “zona protetta” e successivamente l’UNESCO la dichiarò Patrimonio dell’Umanità. Immerso nella natura più selvaggia, il sito è circondato dalla foresta lussureggiante.

    Cena e pernottamento in hotel

     

    Prima colazione in hotel. La visita della città sacra maya di Palenque la prevediamo all’apertura del sito (normalmente alle 8 del mattino), per utilizzare al meglio la giornata a disposizione. Ebbe il periodo aureo tra il VII e il IX secolo. Dal successivo inizia una crisi irreversibile. Ne consegue lo spopolamento della zona, l’avanzare della vegetazione e l’inglobamento nell’intricato verde della giungla. Si riparlerà di Palenque solo alla fine del XVIII secolo per opera degli spagnoli. Il suo nome sembra derivare da un termine spagnolo che indica recinto o palizzata. Si espanse notevolmente sino ad esportare il proprio dominio fino al fiume Usumacinta. Se Tikal in Guatemala ha il primato della monumentalità, Palenque ha quello della raffinatezza. Ambedue i siti hanno però il pregio di essere circondati e gratificati dalla vegetazione, che rende tutto ancora più speciale. Gli edifici e i templi sono assai interessanti anche perché una particolare cura fu dedicata, con sofisticati accorgimenti tecnici, agli spazi interni delle costruzioni. Qualche restauro eccessivamente ricostruttivo nulla toglie alla qualità superba del posto. Centinaia sono gli edifici distribuiti in una vasta area tra il verde della Selva Lacandona, una propaggine della Selva Maya, l’enorme foresta pluviale che si estende tra Chiapas, Guatemala, Belize, Yucatàn, che si sta visibilmente riducendo per l’intervento umano. Visita al Palazzo delle Iscrizioni, al Tempio del Sole e a quello della Croce Fogliata.  La famosa pietra "dell'Astronauta" non è più osservabile, nel tentativo di salvaguardarne l’integrità. E’ una gran lastra di pietra con un elaborato bassorilievo di cui troveremo una fedele ricostruzione nel Museo di Antropologia di Città del Messico. Certe raffigurazioni presenti sulla lastra stessa, di ardua interpretazione, hanno consentito alla fantasia di alcuni “studiosi” di individuarne elementi che rimandano alle solite influenze extraterrestri. Proseguimento per Balamku, un piccolo sito archeologico maya scoperto nel 1990, curioso per l’avvistamento dei pipistrelli. La scoperta più interessante è il Tempio degli Stucchi, in quanto gli scavi hanno permesso di recuperare un dipinto intatto lungo 20 metri datato al 550-650 a.C. che mostra creature mitologiche, rane giganti, serpenti e giaguari. In serata raggiungiamo il nostro hotel nellarea di Calakmul. Pensione completa e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e partenza di buon mattino per visitare il meraviglioso sito di Calakmul. Siamo nel cuore della Riserva della Biosfera, una foresta immensa, che copre quasi il 15% di tutto lo stato di Campeche, dove i monumenti “bucano” letteralmente la fitta vegetazione, mentre l’isolamento e l’essere lontana dai luoghi più frequentati, dona al sito un’atmosfera speciale. La Biosfera di Calakmul è stata dichiarata riserva naturale nel 1989 diventando poi anche patrimonio dell’UNESCO. Nascosto nel cuore della giungla, il sito di Calakmul risveglia nel viaggiatore l’istintinto da esploratore. “Due monticelli insieme” è il significato del nome Calakmul. Riscoperto soltanto nel 1931 dal biologo inglese Cyrus Longworth Lundell, il sito in sé è molto grande, e seguendo il percorso indicato, ci si imbatte in costruzioni ben conservate che esaltano la grande capacità di progettazione e costruzione dei Maya. Siamo in una delle città più importanti dell’impero maya, che nel suo periodo d’oro (VII sec. d.C.) arrivò ad avere più di 50.000 abitanti e a padroneggiare una confederazione chiamata “Cuchcabal”. Secondo studi recenti, sembra che Calakmul sia stata la capitale di un regno chiamato Kaan, o del Serpente, che durante il periodo Classico si disputò l’egemonia dell’intera area maya centrale con Tikal.

    Il sito è suddiviso in 5 complessi organizzati attorno alla Gran Plaza, considerata il fulcro dell’intero assetto urbanistico, nonché luogo d’incontro delle forze politiche sociali, politiche e religiose. Tra gli edifici principali ci sono la Gran Acropoli, la Piazza Nord, lo stadio per il Gioco della Palla e le strutture XII e XIV, adibite alle attività cerimoniali. In questa distribuzione urbana risaltano le aree residenziali della classe dirigente.

    Peculiari di Calakmul sono le grandi lapidi in pietra rinvenute sparse un po’ in tutto il sito. Sinora ne sono state rinvenute 177, la più antica delle quali è datata 435 d.C. Le relative iscrizioni erano probabilmente dedicate a importanti personaggi della città o a eventi comunitari particolarmente significativi.

    Pranzo al sacco in corso di escursione. Nel pomeriggio partenza per Campeche, con arrivo in serata.

    Cena e pernottamento allHotel Gamma Campeche 4* o similare.

     

    Prima colazione in hotel. Di Campeche, posta sul mare, gusteremo, anche se fugacemente, l’atmosfera coloniale che l’impegno dei locali ha contribuito a mantenere e migliorare, specie dopo il 1999 anno in cui l’Unesco l’ha inserita nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Il centro storico ha visto impegnativi interventi per la conservazione di un patrimonio di edifici, cinte murarie, bastioni, chiese… Prima della partenza verso Uxmal faremo una passeggiata nel centro storico, con le sue architetture risalenti ai secoli XVI e XVII.

    Subito dopo partiamo verso il nord diretti a Uxmal che dista circa 150 chilometri percorribili in un’ora e mezza. Questo sito, meno pubblicizzato ma non per questo meno frequentato di altri più noti, è degno di grande attenzione, e a noi attrae in particolar modo perché si presenta allo stesso tempo poderoso e intriso di grazia.

    La Piramide Arrotondata, la Casa del Adivino, l’Edificio delle Monache, la Casa delle Tartarughe e altre architetture sorprenderanno proprio perché non si trovano in uno dei luoghi più famosi. Uxmal, che visse un periodo florido specialmente tra il VII e X secolo, fu abbandonata per motivi ancora non del tutto chiariti. Sommersa dalla vegetazione è riemersa dal dimenticatoio solamente nel XIX secolo.

    Al termine della visita partenza verso Merida che si raggiunge dopo circa 80 chilometri. Merida, già grosso agglomerato di cultura maya al tempo della conquista ispanica, è oggi banalmente definita “città bianca” o “città delle amache”. E’ un contraddittorio centro colonial-moderno che alterna a una parte storica ancora capace d'incuriosire il visitatore, zone urbane e traffico non dissimili da altre inquinate città occidentali. Ci recheremo nella Piazza Grande per osservare gli edifici presenti nella zona e avere così un’idea delle architetture più interessanti della città.

    Cena e pernottamento allHotel Hacienda Misne o similare.

     

    Prima colazione. Lasciamo l’hotel per recarci tra le rovine più famose di tutto il Paese e forse dell’intero Centro America. Dedichiamo infatti la giornata alla visita del sito di Chichén Itzá.

    Nel periodo Postclassico il mondo maya attraversò una grave crisi politica e le dinastie furono costrette ad allearsi militarmente con popolazioni di origine straniera. Accadde cosí che molte istituzioni politico-sociali venissero sovvertite e ai sovrani-sacerdoti si sostituissero dei re-guerrieri. In quell’epoca nacque una capitale potente e autorevole, Chichén Itzá, orgogliosa metropoli maya-tolteca che dominerà lo Yucatán per circa tre secoli. La città venne costruita con un mirabile connubio tra elementi maya e toltechi: il grande piazzale cerimoniale avrebbe rappresentato, secondo il pensiero maya, il luogo primordiale della creazione, mentre l’enorme Piramide di Kukulkán avrebbe simboleggiato la montagna dove la Prima Madre aveva modellato i primi uomini nel mais. Su questa struttura maya i Toltechi, provenienti da Tula, introdussero i simboli delle loro tradizioni guerresche come il “muro dei crani”, i Chac-Mool, forse messaggeri degli dèi, e le immagini di serpenti, giaguari, aquile e atlanti.

    Con l’arrivo della tribú degli Itzá (probabilmente a loro volta di lontana origine maya, ma su questo punto esistono ancora controversie) la società si militarizzò profondamente e forse il crollo della città nel XIV secolo è da attribuire alla ribellione delle popolazioni locali contro i dominatori stranieri.

    Il sito di Chichén Itzà è davvero grande e ne percorreremo i sentieri che conducono al “Castillo”, “Juego de Pelota”, “El Caracol”, “Tempio dei Guerrieri”… Si giunge sino al “Cenote Sagrato”, secondo noi l’angolo tra i più significativi del posto per l’importanza religiosa e rituale, la storia e le storie che lo circondano, e l’indispensabilità del liquido contenuto, in grado di garantire preziose riserve d’acqua agli antichi abitanti della zona. Lo stesso nome del luogo, (Chichèn Itzà significa infatti “bocca del pozzo degli Itzà”), è connesso alla presenza della grande apertura circolare nel terreno di circa 40 metri di profondità e un diametro di oltre 60.

    Il tutto è permeato dalle vicende che vedono la città esprimere una specifica cultura maya sino al IX secolo, cui fa seguito un’invasione tolteca in quello successivo. Una presenza che accentua aspetti brutali della precedente cultura introducendo il culto di Quetzalcoatl, quale versione tolteca del serpente piumato maya Kukulkàn. Ancora oggi è un elemento che sopravvive nell’immaginazione dei visitatori. Difatti, grazie al fenomeno di luci e ombre che si crea in occasione degli equinozi di primavera e autunno, sembra che un serpente si muova per l’effetto ottico che si produce a lato della scalinata del “Castillo”.

    Larchitettura dI Chichén Itzá è abbastanza innovatrice rispetto alle città maya classiche. Grandi colonne e pilastri costruite con enormi blocchi di pietra sovrapposti e spesso incisi, riempiono gli edifici dentro e fuori, specialmente nel complesso chiamato delle Mille Colonne, la cui funzione fu quella, probabilmente, di mercato.

    La zona archeologica è stata dichiarata Patrimonio Mondiale da parte dell’Unesco.

    Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento allHotel Mayaland o Hacienda Chichen.

     

    Prima colazione in hotel. Oggi è una giornata rilassante. Lasciata Chichen Itzá, trasferimento verso le rovine di Tulum. Non vi sono spettacolari edifici né costruzioni particolarmente significative dal punto di vista storico. La posizione in cui si trovano le rovine è però speciale e ciò da solo merita la visita. La visione complessiva del luogo, il mare spumoso, le palme, la striscia bianca della rena, l’acqua verde, il vento, le rovine proprio prospicienti la scogliera, non lasciano indifferenti. Un lungo muro di cinta spesso anche oltre 5 metri “Tulum”, denominazione attribuita al luogo dagli occidentali nel XX secolo, in lingua maya significa appunto muro, delimita un’area archeologica che si affaccia direttamente sul mare, con contorno di palme. Le rovine risalgono al periodo post-classico quando la civiltà maya era già in declino, e denotano una decisa influenza tolteca. La posizione ne fece anche un centro marinaro per gli scambi commerciali col Belize, oltre che fortezza in cui viveva la classe dirigente del periodo. Ma vi poteva avere acceso per motivi di sicurezza anche il resto della popolazione che usualmente viveva fuori delle mura.

    Al termine della visita pranzo e sistemazione in hotel.

    Il pomeriggio è a discrezione per passeggiate, relax, godersi la spiaggia e il mare.

    Cena e pernottamento in hotel 4*.

     

    Prima colazione in hotel e mattinata a disposizione per godersi ancora un po di meritato relax.

    Pranzo libero.

    Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto a Cancun per il volo serale di rientro in Italia. Pasti e pernottamento a bordo.

     

    Arrivo alla propria destinazione finale.

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

      L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • L'antica città Maya e le foreste tropicali protette di Calakmul
    • Si visitano 8 luoghi dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, tra cui tutti i siti Maya più importanti

    ESPERTI

      

    Esperto Kel 12

    • Dal 23  gennaio  2021 al 4  febbraio  2021
    • Dal 13  marzo  2021 al 25  marzo  2021
    • Dal 6  novembre  2021 al 18  novembre  2021
      

    PAOLO BROVELLI

    • Dal 4  dicembre  2021 al 16  dicembre  2021

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