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  • CROCIERA AI FARASAN BANKS CON BIOLOGO E ALULA

    ARABIA SAUDITA

  • CROCIERA AI FARASAN BANKS CON BIOLOGO E ALULA

    ARABIA SAUDITA

    Viaggi con Esperto

    Durata 12 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 12 MASSIMO 18  PARTECIPANTI
    Partenze

      2022

    • Dal 6  dicembre  al 17  dicembre  
    • 2023

    • Dal 14  febbraio  al 25  febbraio  
    • Dal 31  ottobre  al 11  novembre  

    A PARTIRE DA:  

    7.500€

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    Arabia Saudita

    CROCIERA AI FARASAN BANKS CON BIOLOGO E ALULA

    A volte succede che gli angoli di paradiso non siano ancora stati scoperti. Oppure, come in questo caso, che si nascondino all’ombra di un Paese enorme, rimasto chiuso per molti anni agli stranieri e spesso identificato per mezzo di pregiudizi, sia riguardanti il suo ambiente pressoché desertico sia la popolazione che lo abita. Ed è proprio qui, nello spazio sottile tra l’aspettativa e la realtà, che Kel 12 disegna un nuovo viaggio alla scoperta del pianeta e dei suoi delicati quanto meravigliosi ecosistemi.

    Partiamo insieme alla scoperta dei coralli e delle isole incontaminate del Mar Rosso, in compagnia di un esperto biologo marino, e delle bellezze archeologiche per centinaia di anni rimaste isolate nel deserto saudita. È un’attrazione fatale quella tra il viaggiatore curioso e luoghi così remoti e culturalmente lontani.

    L’itinerario comincia a Jeddah, laddove confluiscono i numerosi pellegrini sbarcati da ogni parte del mondo per recarsi ai luoghi santi dell’Islam. Medina, la città dove giace per sempre il Profeta, è anche la nostra meta. Un luogo carico di suggestioni e dall’atmosfera carica di energia a cui solamente da pochi mesi è permesso ai non credenti di visitare. Lingue, culture, abiti e persone completamente diverse nel mezzo delle quali ci mescoleremo, prima di proseguire verso terre più remote, aride, attraversate più che altro da dromedari e moderni pastori in 4x4. AlUla, l’immensa e ricchissima oasi dell’omonima regione, forse più di tutti i luoghi racchiude meraviglie millenarie stupefacenti. Come l’antica Hegra, la gemella meridionale della Petra giordana, dove centinaia di tombe colossali scavate per sottrazione da immensi blocchi di arenaria puntellano un territorio desertico che in tempi passati era uno dei centri principali lungo la Via dell’Incenso, che collegava l’Arabia Felix alle sponde del Mediterraneo. Come le iscrizioni rupestri di Ikmah o la necropoli dell’antico regno di Dadan.

    Risaliremo verso nord fino a Tabuk attraverso la Disah Valley, un immenso canyon con pareti scoscese di arenaria, per tuffarci letteralmente a sud, raggiungendo il porto di Al Lith: è qui che ci imbarcheremo in un moderno yacht dotato di tutti i comfort e in esclusiva per Kel 12 per una crociera di sei notti e sette giorni alla scoperta dei Farasan Banks. Un vasto arcipelago di isole di origine vulcanica e barriere coralline, molte delle quali appena affioranti. La sabbia finissima è habitat ideale delle tartarughe, colonie di uccelli nidificano nella bassa vegetazione e pesci coloratissimi abbondano nelle calde acque del Mar Rosso.

    Jacques Cousteau, celebre esploratore e navigatore francese, durante la sua prima spedizione nel Mar Rosso nel 1963 a bordo della Calypso descrisse i Farasan Banks come una delle aree più affascinanti e incontaminate del pianeta. Siamo consapevoli di visitare anche noi un luogo dove ancora la Natura ha in sopravvento sull’uomo, con la speranza che questo impagabile privilegio possa rimanere intatto il più a lungo possibile. E l’esperto biologo marino che sarà a bordo ci guiderà proprio verso la conoscenza e il rispetto di un luogo che si, può sembrare anche un angolo di paradiso, ma che è soprattutto un delicato quando fondamentale ecosistema da conoscere, vivere e preservare per le future generazioni.

    ITINERARIO

     Partenza da Milano Malpensa per l’Arabia Saudita con volo di linea diretto o via scalo internazionale. Cena a bordo e arrivo in tarda serata a Jeddah. Accoglienza da parte del corrispondente locale dopo il disbrigo delle pratiche doganali. Trasferimento privato in hotel e pernottamento.  NB: per chi partisse da Roma o da altri aeroporti italiani, possibilità di prenotare il volo domestico di collegamento o di unirsi al gruppo all’aeroporto di scalo, se previsto, con suppl. tariffario.      
    Prima colazione in hotel e partenza con treno ad alta velocità per Medina. Dopo poco più di un paio d’ore, arrivo a quella che è considerata una delle due città sante, assieme alla Mecca, dell’Islam.Medina è il luogo in cui il profeta Maometto visse e insegnò dopo la migrazione dalla Mecca nel 622 d.C., chiamato Hijrah (Egira). Quest'anno è così importante nella storia islamica che segna l'inizio del calendario e, da allora, la città - precedentemente nota come Yathrib - iniziò ad essere chiamata Madinat al-Nabi, la città del profeta, soprannominata anche al-Madina al-munawwara, “la città illuminatissima”. Ed è così che viene vista da milioni di pellegrini che giungono sin qui da ogni parte del mondo. Se l’Haji è il quinto pilastro dell’Islam e prevede il pellegrinaggio alla Mecca, nel corso di questo o in altre occasioni, il fedele può compiere anche la Ziyara, ovvero l’atto devozionale con cui ci si reca in un luogo santo, tra cui quello più importante ha come destinazione proprio Medina. Solo recentemente aperta ai viaggiatori non credenti, Medina sprigiona un’energia e un’atmosfera davvero particolari. Ci si trova in un luogo tra i meno frequentati al mondo da parte degli occidentali e allo stesso tempo in una città frequentatissima e dove, lo si può dire, si può osservare una diversità umana, culturale e linguistica davvero eccezionale. La città, che conta oggi poco più di 1 milione di abitanti, è incentrata su Al Masjid an Nabawi, conosciuta anche come la Moschea del Profeta, costruita dallo stesso Maometto, che proprio qui vi è sepolto. La visita sarà possibile solo dall’esterno. Pranzo in un ristorante del centro città.Nel pomeriggio ripartiamo, questa volta a bordo di un pulmino, per proseguire verso nord, seguendo la direzione che, per centinaia di anni, ha visto passare carovane cariche di incenso e altre merci preziose. Arrivo all’oasi di AlUla nel tardo pomeriggio e sistemazione in resort tra le rocce di arenaria. Cena presso la struttura e pernottamento.
     La protagonista della giornata, è senz’altro “Lei”, la tanto attesa Mada'in Saleh. Un luogo di profonda bellezza e carico di suggestioni per il connubio estremo tra la natura e l’opera dell’uomo. Primo sito patrimonio Unesco dell’Arabia Saudita, nel 2008, anche conosciuto con il nome di Al Hijr, era nota ai tempi degli antichi greci, grazie alla testimonianza di Strabone, come Hegra. Sembra che i primi insediamenti risalgano attorno all’ VIII secolo a.C., ma è sotto il regno dei Nabatei che la città si espanse e, tra il 100 a.C. e il 75 d.C., furono realizzate tutte le principali opere che caratterizzano il sito. I Nabatei regnavano da Damasco a Gaza fino alle frontiere con lo Yemen, per conoscere poi un inesorabile declino con l’arrivo dei Romani, che conquistarono l’area corrispondente oggi alla Giordania per prendere il controllo delle principali rotte commerciali che in quest’area confluivano, dalla via della Seta a quella dell’Incenso, proveniente proprio dalla penisola Arabica. Ormai è accertato da alcuni ritrovamenti che fin qui si spinsero le truppe le truppe dell’imperatore Traiano, e che l’area probabilmente fece parte della provincia dell’Arabia Petrea, con capitale Petra. Dopo la prima colazione ci rechiamo quindi al sito archeologico a bordo di 4x4.I grandi sepolcri, con architetture ben squadrate ricavate dalle pareti delle formazioni rocciose, conferiscono all'intero paesaggio un aspetto surreale. La più imponente delle tombe è Qasr Farid, contraddistinta da una massiccia facciata monumentale e forse l’immagine più iconica del sito. La tomba era stata fatta costruire per un valoroso condottiero che, a quanto pare, morì in battaglia senza mai riuscire ad usufruire del luogo predisposto. A differenza di Petra, qui non vennero sepolti i re nabatei, ma altre importanti personalità. Per chi ha già visitato il sito giordano, l’emozione resta comunque intatta. Perché qui non ci sono stretti siq per raggiungere i luoghi sepolcrali, che sono tutti esposti lungo la vallata di Al Ula, affacciati verso il deserto e grandi orizzonti. Anche la lontananza dai centri abitati, dalle stesse strutture turistiche, comunque poche, contribuisce alla sensazione di spaesamento e meraviglia, nel vedere opere umane così raffinate in un luogo così remoto. Da visitare anche il Diwan, sala del parlamento nabateo, costituita da un'immensa stanza ricavata nel cuore della roccia (e qui sì potremmo attraversare un piccolissimo siq).Ma AlUla non è solamente Hegra. Dopo il pranzo in una tipica farm, faremo un piccolo salto indietro nel tempo, recandoci in un sito abitato prima dell’arrivo dei nabatei: a Dedan. La vecchia capitale del regno di Lihyan, citata nell’antico testamento e la cui origine sembra provenire più a sud, visse il suo splendore dal VI al II secolo a.C., quanto subirono l’influsso dei nabatei. La loro fortuna fu l’attività intensiva di irrigazione che gli consentiva, grazie anche ad una maggiore presenza di acqua, di coltivare la terra della vallata di Al Ula e, allo stesso, tempo, si dedicarono al commercio: incenso, mirra, spezie provenienti dall’Arabia meridionale. Il popolo lihyanita fu noto anche agli antichi romani, tanto che Plinio si riferisce all’odierno golfo di Aqaba, proprio come Golfo di Lihyan. Oggi sono visibili centinaia di tombe, la cui più celebre è la tomba dei Leoni, per le decorazioni ai lati dell’ingresso che simboleggiavano probabilmente lo status e il potere del defunto, mentre altre tesi affermano che fossero le teste dei leoni fossero state scolpite per proteggere il sonno dei morti. Un altro sito stupefacente è Ikhmah, poco distante, dove si trova la famosa “biblioteca all’aperto”, dove sono state rinvenute antiche iscrizioni, in realtà disseminate un po' ovunque nell’area di AlUla. Le più antiche risalgono tra il IX e il X secolo a.C., e percorrono tutta la storia degli abitanti della regione e delle carovane che passano di qui: troviamo scritte in aramaico, tamudico, dadanitico, nabateo, greco, romano e arabo.  Rientriamo al resort per cena e, tempo permettendo (altrimenti ci andremo la mattina dopo), sosta all’Elephant Rock, una colossale formazione di arenaria a forma di elefante.Pernottamento al resort. 
    Prima colazione e, prima di lasciare l’oasi, faremo una passeggiata nella vecchia AlUla. Il centro, abitato fino alla fine del XX secolo, è noto come Ad-Deerah; in fase di parziale restauro, è costituito da una serie di case in argilla (ce ne sono fino ad un migliaio) anche su due o tre piani, dominate da un forte, e sono sorti recentemente dei negozi. Partiamo poi per una giornata di viaggio attraverso uno dei percorsi più belli della regione: la Disah Valley. Per raggiungerla saliamo verso nord fino a raggiungere un’area di spettacolari formazioni rocciose che vedremo dall’alto. Stretta tra scoscese pareti di arenaria, circondata da pinnacoli e falesie, da qui si sviluppa il canyon stringendosi sempre più fino a raggiungere l’omonimo villaggio. Qui c’è ancora acqua, presente tutto l’anno, e il fondo del canyon è verde e rigoglioso, ricco di palme. Possiamo solo immaginarci, ai tempi dei nabatei o dei romani, cosa significasse per le carovane attraversare luoghi come questo, prima di attraversare il deserto. Ci fermiamo a fare picnic lungo la via, prima di riprendere l’asfalto e proseguire fino a Tabuk. Raggiungeremo direttamente l’aeroporto in tempo utile per il volo domestico di rientro a Jeddah. Arriveremo in serata, cena e pernottamento in hotel.
     Prima colazione in hotel e mattinata dedicata alla visita di Jeddah.Situata nel Mar Rosso, la città era originariamente un villaggio di pescatori. Nel 647 d.C. il califfo musulmano ‘Uthman B. ‘Affan la trasformò in un porto per i pellegrini musulmani che vi transitavano durante il viaggio che li portava alla Mecca. Ancora oggi Jeddah è un crocevia per milioni di pellegrini che arrivano in aereo o via mare. Negli ultimi anni, come molte altre città della penisola arabica, ha visto un notevole sviluppo urbanistico, anche se più tradizionale e, salvo lungo la corniche, evitando di svilupparsi in verticale. La città è la seconda per numero di abitanti, che oggi sfiorano i 4 milioni. Visiteremo di prima mattina il tradizionale mercato del pesce, con le barche dei pescatori appena arrivate, e la corniche, ovvero il lungo mare dove si trovano molti alberghi, la passeggiata, alcune moschee tra cui la Moschea dell’Isola, progettata dall’architetto egiziano Abdel–Wahed El–Wakil nel 1943; è unita alla terraferma da una sottile striscia di terra che induce a recarvisi in pellegrinaggio con andamento solenne. Curiose sono anche le sculture che adornano le rotonde di alcune strade e che sono diventate un vero simbolo della città: troviamo una bicicletta gigante, un incensiere, un’auto bianca su un tappeto volante e tantissime altre immagini eccentriche ma significative.  Ci sposteremo poi al museo Abdul Rauf Khalil, che ospita una ricca collezione di oggetti, testimoni della cultura millenaria del paese. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio trasferimento in pulmino al porto di Al Lith e imbarco a bordo della M / Y Saudi Explorer.Cena a bordo e briefing in compagnia del boat manager e del biologo marino dei giorni di crociera che ci aspettano. Pernottamento a bordo. 
     Salpiamo di prima mattina per sei giorni di navigazione attraverso i Farasan Banks, un gruppo di affioramenti, reef e isolotti selvaggi di una bellezza unica e incontaminata.Incontreremo luoghi primordiali che daranno immediatamente la sensazione di trovarsi in un mondo inesplorato. L’isola di Mar Mar oltre ad essere uno splendido luogo per lo snorkeling ed eventuali immersioni, costituisce un ottimo ormeggio notturno. A poca distanza si trovano le isole di Dohra, Jadir e Malathu e gli splendidi reef affioranti di Gorgonia, Bandu e Long reef. Navigando per 25 miglia verso sud si incontra un secondo comprensorio di reef del quale fa parte sha’ab Ammar, un grande reef a forma di ferro di cavallo utilizzato anche come ormeggio notturno. Proseguendo sempre verso sud incontriamo le isolette di Danak, Jabbara, Eagle e gli atolli corallini di Mudarr, Fantasy e Choppy, palcoscenici di spettacolari nuotate e immersioni. Le giornate saranno dedicate al relax, all’esplorazione del mare sia attraverso lo snorkeling sia attraverso immersioni su richiesta, alla visita degli atolli e delle isole. Il biologo marino presente a bordo sarà il vero valore aggiunto: tramite i suoi interventi e le sue spiegazioni, si proverà a disvelare – almeno un poco – i segreti marini alla base di tanta bellezza. Natura, sole, mare e orizzonti sconfinati saranno la cornice perfetta delle nostre giornate, tra bagni, relax ed esplorazione via via terra che via mare delle isole.  ?      Farasan Banks Il Farasan Banks è un comprensorio di reef vergini e isole selvagge, regno di falchi pescatori e sule; meta delle tartarughe che vanno a deporre le uova. Fondali incontaminati abitati da ogni genere di animale marino e pareti che salgono verticali dalle profondità sono lo scenario che si presenta quando ci si immerge al Farasan Bank.Jacques Cousteau durante la sua prima spedizione in Mar Rosso nel 1963 a bordo della Calypso descrisse i Farasan Banks come una delle aree più affascinanti e incontaminate del pianeta.Tutta quest’area è di origine vulcanica. Le colonne madreporiche crescendo sul bordo dei vecchi crateri hanno formato pareti verticali da oltre 300 metri di profondità. Le piccole isole, prevalentemente di forma circolare o allungata, sono spesso caratterizzate da una sorta di cintura corallina esterna che ne testimonia l’origine vulcanica. Le isole a prima vista si assomigliano, tuttavia ognuna di loro custodisce i propri segreti, a partire dalla diversa composizione dello strato corallino fossile che ne determina la formazione. La sabbia corallina finissima è habitat ideale delle tartarughe che vi depongono le uova tutto l’anno. Colonie di uccelli che nidificano nella vegetazione bassa rendono questo arcipelago un’oasi naturalistica di rara bellezza. Saremo consapevoli di trovarci in un luogo dove ancora la natura ha il sopravvento sull’uomo, con la speranza che questo impagabile privilegio possa rimanere intatto il più a lungo possibile.   
     Rientro in porto dopo pranzo e ritorno “alla civiltà”, con il trasferimento privato in pulmino a Jeddah. Nel pomeriggio ci rechiamo nel vecchio quartiere di Al Balad, il centro storico della città iscritto tra i patrimoni dell’umanità dell’Unesco. Abbiamo lasciato appositamente quest’area per ultima per sorprenderci ancora una volta dei volti di questo Paese. Ad Al Balad sorgono più di quattrocento palazzi storici, i più antichi dei quali risalgono a cinquecento anni fa e che ricordano le case yemenite. Visita di un palazzo tipico saudita. Poi ci recheremo nel Suq, con le sue botteghe artigianali. E infine tempo libero a disposizione, perché la cosa più bella è forse semplicemente perdervi tra le viuzze sottili, adornate qua e là da vasi di fiori, e scoprire i volti e li sguardi di chi ancora vi abita. Rientro in hotel e cena libera, con il tour leader a disposizione per provare uno dei ristoranti da noi selezionati.Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.  
     Trasferimento privato in aeroporto in tempo utile per il volo di linea diretto o via scalo internazionale. Arrivo in Italia nel pomeriggio e fine del viaggio.  

    Perché con noi

    - IL VIAGGIO E' UNA NOVITA' ASSOLUTA E KEL 12 E' L'UNICO OPERATORE A PROPORRE UNA CROCIERA DI GRUPPO    - SEI NOTTI E SETTE GIORNI DI NAVIGAZIONE TRA ATOLLI INCONTAMINATI, CORALLI, PESCI E UCCELLI MIGRATORI   - ESPERTO BIOLOGO MARINO A BORDO   - VISITIAMO ANCHE JEDDAH, MEDINA, ALULA E IL DESERTO CON SERVIZI DI OTTIMA QUALITA' 

    I nostri esperti

    GIACOMO IACHIA

    Dal 6  dicembre  2022 al 17  dicembre  2022

    Esperto Kel 12

    Dal 14  febbraio  2023 al 25  febbraio  2023

    GIANCARLO MEONI

    Dal 31  ottobre  2023 al 11  novembre  2023

    Approfondimenti di viaggio

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà. È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i primi o tra i pochissimi viaggiatori al [...]