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  • CULLA DI CIVILTA’ E RELIGIONI

    PAKISTAN

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    PAKISTAN

    Viaggi con Esperto

    Durata 16 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 10 MASSIMO 14  PARTECIPANTI
    Partenze

      2022

    • Dal 8  ottobre  al 23  ottobre  
    • Dal 12  novembre  al 27  novembre  
    • Dal 23  dicembre  al 7  gennaio  

    A PARTIRE DA:  

    3.600€

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    Pakistan

    CULLA DI CIVILTA’ E RELIGIONI

    Uno straordinario viaggio che si sviluppa da Karachi, sul Mar Arabico, a Peshawar, ai confini con l’Afghanistan, nella provincia della Frontiera del Nord-Ovest. Dalla provincia meridionale del Sindh, che deriva il suo nome da “Sindhhu”, l’antica denominazione sanscrita dell’Indo, il grande fiume che divide in due la regione donandole fertilità e vita, al Punjab, “cinque acque”, la provincia più fertile e verdeggiante del Pakistan, attraversata da cinque fiumi e abitata dalla metà dell’intera popolazione del paese. Un itinerario che spazia dall’affascinante scoperta delle antiche civiltà della Valle dell’Indo a quella della raffinata arte buddhista del Regno Gandhara. Da sud a nord tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO: la necropoli di Makli Hill, le rovine di Mohenjodaro, il Forte e i Giardini Shalimar a Lahore, il Forte Rohtas, i siti di Taxila e Takht-i-Bhai. Paesaggi desertici, incantevoli architetture moghul, mausolei e moschee, favolosi bazar, tradizioni antichissime, tra cui quelle cariche di mistero che si rifanno al sufismo, il misticismo islamico, nonché una cordiale e affettuosa accoglienza da parte delle popolazioni locali…

    ITINERARIO

    Partenza nel primo pomeriggio da Milano Malpensa con volo di linea Turkish Airlines via Istanbul per Karachi. Cena a bordo.
    Arrivo a Karachi in nottata, disbrigo delle formalità d’ingresso, accoglienza e trasferimento in hotel per un breve riposo. Se Lahore è il cuore culturale del Pakistan e Islamabad il suo centro politico, Karachi è il fulcro dell’economia del paese. Capitale della provincia meridionale del Sindh, Karachi è la più grande città del Pakistan nonché una delle più grandi città del mondo. Nonostante il suo isolamento dal cuore del subcontinente indo-pakistano, dovuto alla vasta estensione desertica circostante, ai britannici non sfuggì la sua potenziale importanza strategica come porto naturale situato alla foce dell’Indo. Nel 1847 la popolazione di Karachi ammontava a 50.000 abitanti e i lavori di costruzione della città avanzavano alacremente: venne tracciata la viabilità cittadina, furono costruite strade di comunicazione e ferrovie, migliorate le attrezzature portuali ed eretti grandiosi edifici in stile gotico e vittoriano. Dichiarata nel 1947 capitale del Pakistan, nel 1959 Karachi fu sostituita in questo ruolo dalla nuova città di Islamabad. Dopo la prima colazione visita della città. Il Santuario di Abdullah Shah Ghazi, situato su una collinetta sopra Clifton Beach, dedicato a un santo sufi del IX secolo molto venerato nel paese; il Museo Nazionale, con un’interessante collezione di manufatti provenienti da tutte le regioni del paese, inclusi alcuni oggetti di Mohenjodaro e alcune sculture del Gandhara; il Mausoleo del Quaid-i-Azam, dedicato al fondatore del Pakistan, Mohammed Ali Jinnah, chiamato il “Grande Leader” (Quaid-i-Azam); l’Empress Market, il Mercato dell’Imperatrice, un mercato coperto in stile vittoriano, dominato da un campanile in stile gotico-moghul, inaugurato nel 1889. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso sud-est alla scoperta della provincia del Sindh che deriva il suo nome da Sindhu, l’antica denominazione sanscrita dell’Indo (che significa “mare”), il grande fiume che divide in due la regione, donandole fertilità e vita. Lungo il percorso sosta per la visita dell’antico cimitero islamico di Chaukhandi, famoso per le sue tombe in arenaria decorate nello stile tipico della regione del Sindh. Le tombe, che risalgono perlopiù all’epoca Moghul, ossia tra il XVI e il XIX secolo, presentano decorazioni a bassorilievo finissime, simili a pizzi o merletti, possibili grazie alla friabilità della pietra. Si prosegue per la visita della vasta necropoli di Makli Hill, Patrimonio dell’Uamnità UNESCO, che si estende su una superficie di circa 10 kmq di terreno collinare nei pressi di Thatta. Gli innumerevoli monumenti funerari, risalenti al periodo compreso tra il XIV e il XVIII secolo, sono quasi tutti realizzati in arenaria squisitamente scolpita con motivi geometrici e floreali. Tra le tombe di maggiore interesse sono da segnalare: il Mausoleo di Mirza Jani Beg, l’ultimo sovrano della dinasia Tarkhan, costruito nel 1599 e rivestito di mattonelle smaltate; il Mausoleo di Nawab Isa Khan, antico governatore moghul del Sindh; il Mausoleo di Diwan Shurfa Khan, eretto nel 1638 e riconoscibile dalla struttura a pianta quadrata con tozze torri rotonde ai quattro angoli; il Mausoleo di Jam Nizamuddin, un monumento quadrato in pietra risalente al XVI secolo... Si prosegue per Thatta, un tempo grande e prospera città che a partire dal XIV secolo, sotto il dominio di quattro dinastie musulmane, crebbe in importanza fino a diventare capitale del Sindh e centro dell’arte islamica. La città è dominata dalla bella Moschea di Shah Jahan, eretta tra il 1644 e il 1647, caratterizzata da 93 cupole, che le conferiscono un’acustica straordinaria, suggestive decorazioni a piastrelle, nell’intera gamma delle tonalità del blu, e motivi calligrafici. Si prosegue verso nord-est per Hyderabad. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione partenza verso nord per la città di Larkana. Lungo il percorso sosta nel villaggio di Bhit Shah per la visita di un importante luogo di pellegrinaggio in cui viene venerato il famoso poeta sindhi e santo sufi Abdul Latif (1689-1752). Il Mausoleo di Abdul Latif è rivestito da una splendida decorazione di piastrelle nei toni del blu e del bianco. Si prosegue verso nord-ovest lungo una strada che attraversa una zona desertica interrotta da coltivazioni rese possibili dall’irrigazione. I villaggi in terra battuta, con abitanti che indossano vestiti molto colorati, ricordano quelli del vicino Gujarat. Si prosegue per la cittadina di Sehwan Sharif, sulla riva occidentale dell’Indo, uno dei più antichi centri abitati del Sindh, capitale del didtretto sotto le diverse dominazioni buddhiste, hindu e dei primi governatori musulmani succedutisi nella regione. Visita del Mausoleo di Lal Shah Baz Qalandar, costruito nel XIV secolo, completamente rivestito di piastrelle azzurre e decorato con disegni minutissimi. Dedicato a un importante santo sufi proveniente dalla persia e giunto sul posto verso il 1260. Già nel cortile l’atmosfera è impregnata di misticismo con il via vai di fedeli, degli ammalati in cerca di guarigione, dei mendicanti e dei venditori ambulanti. Si continua verso nord per la città di Larkana. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione breve trasferimento a sud per la visita delle rovine di Mohenjodaro, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle più importanti città del mondo antico, risalente alla Civiltà della Valle dell’Indo. Il sito archeologico si estende per 10 ettari sul fianco di una collina che guarda il fiume, distante ormai 5 km.  Mohenjodaro, “la montagna dei morti”, assomiglia a una grande Pompei circondata dal deserto. Un non-paesaggio di mattoni corrosi dal vento e dal sole. Qui, tra il 3000 e il 1500 a.C., mentre i nostri antenati europei vivevano nelle caverne, la gente abitava in case di mattoni a due piani con sistema fognario e coltivava orzo, grano, sesamo, datteri e cotone grazie alle piene dell’Indo ma anche a raffinate tecniche di irrigazione. Una civiltà che era al centro di una fitta rete di legami commerciali con la Mesopotamia, la Persia, l’Asia Centrale, l’Afghanistan e l’Arabia. Il traffico si svolgeva essenzialmente via terra, anche se è stato scoperto un piccolo sigillo di steatite con un’incisione raffigurante un’imbarcazione adatta alla navigazione fluviale. Il ritrovamento di mattoni cotti e terraglie fa supporre che la regione abbondasse di legname per scaldare le fornaci; altri indizi di un clima piovoso deriverebbero dai resti di canalizzazioni in mattoni sui quali venivano impressi sigilli con immagini di tigri, rinoceronti, elefanti e bufali. Era la più grande città di quel tempo e la più moderna. Ma quando gli ariani, intorno al 1500 a.C., invasero la penisola indiana la civiltà di Moenjodaro-Harappa era già in declino. Gli scavi del sito iniziarono solo nel 1922 sotto la guida dell’Indian Archeological Survey. Nel 1944, lord Wavell, l’allora governatore dell’India, nominò l’archeologo inglese Sir Mortimer Wheeler alla guida degli scavi. Moenjodaro si può dividere in due settori: il sito superiore, con uno stupa buddhista costruito duemila anni più tardi, il granaio, il grande bagno, la sala dell’assemblea, e il sito inferiore con la zona residenziale con blocchi separati per i lavoratori e per l’aristocrazia. Molto interessante il Museo che conserva oggetti rinvenuti negli scavi: utensili da cucina, giocattoli di terracotta, piccole statue, gioelli e cocci di vasi in ceramica poco diversi da quelli fabbricati ancora oggi nella zona. Tra i reperti più affascinanti ci sono i sigilli dei mercanti incisi nella steatite e raffiguranti animali, tra cui tigri e rinoceronti.  Al termine della visita si prosegue verso est per Kot Diji dove sorgeva un insediamento umano attribuito a una civiltà antecedente a quella della Valle dell’Indo e databile intorno al 3500-2500 a.C. Poco si sa della sua storia, alcuni archeologi ritengono che la sua fine sia da attribuire a un grande incendio, forse per mano degli abitanti di Moenjodaro. Oggi resta poco da vedere del sito originario di Kot Diji e la principale attrattiva turistica è rappresentata dall’affascinante struttura del forte fatto costruire alla fine del XVIII secolo dal Mir Sohrab Khan della dinastia Talpur. Il forte, ben conservato, sorge in cima a una ripida e stretta collina, in posizione dominante, nel bel mezzo del deserto del Sindh. Si prosegue verso nord per la città di Sukkur che sorge nel punto in cui gli inglesi costruirono la prima diga sull’Indo. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione lunga giornata di trasferimento verso nord-est per Bahawalpur. Si passa dalla provincia del Sindh a quella del Punjab procedendo lungo la Valle dell’Indo e il confine con il Rajastan. Nel tardo pomeriggio arrivo a Bahawalpur che fa risalire le sue origini e il suo nome al 1748, quando divenne la capitale dello stato di Bahawalpur, il cui sovrano, Nawab Bahawal Khan Abbasi I, apparteneva a una dinastia che si proclamava discendente diretta di Abbas, lo zio del profeta Maometto. Lo stato fu governato dagli Abbasi, con poche interferenze straniere, fino al XX secolo, e fu annesso al Pakistan solo nel 1954. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso sud per un’escursione nel Deserto del Cholistan, il più grande deserto del subcontinente indo-pakistano e prolungamento del Thar indiano del Rajasthan, che occupa una superficie di oltre 20.000 kmq del Punjab pakistano sud-orientale. Questo territorio, ora brullo e desolato, un tempo era molto fertile perchè bagnato dalle acque del fiume Hakra (ormai prosciugato), che lo attraversava prima di sfociare nel Mar Arabico. In evidente riferimento alle abitudini nomadi dei suoi abitanti, il territorio deriva il suo nome da cholna, che significa “movimento”, e si presenta come una distesa desolata e sabbiosa, con macchie di robusti cespugli disseminate qua e là denominate ottimisticamente “oasi”. La popolazione che vive in questa regione trascorre l’esistenza alla costante ricerca di pascoli e acqua. Si raggiunge l’imponente Forte Derawar, una vasta costruzione quadrata eretta dalla famiglia reale Bhati di Jaisalmer, lungo un’antica via commerciale tra l’Asia e il subcontinente indiano, e conquistata nel 1733 da Sadiq Mohammed Khan I, nawab di Bahawalpur. Il forte, visibile da chilometri di distanza, è circondato da 40 giganteschi bastioni, molti dei quali ancora intatti, che si innalzano fino all’altezza di 30 metri sostenendo le mura perimetrali che si snodano per 1,5 km. Al suo interno non c’è molto da vedere. La vicina moschea, costruita in marmo, segue esattamente le linee architettoniche della Moti Majid del forte Rosso di Dheli. Poco lontano è anche possibile gettare un’occhiata sul cimitero reale della famiglia Abbasi. Nel pomeriggio si prosegue verso nord-ovest per il piccolo centro di Uch Sharif, il “Luogo Santo e Onorevole”, famoso per i magnifici santuari sufi. Databile al 500 a.C. o a un periodo ancora precedente, Uch Sharif, dopo la diffusione dell’Islam, divenne un punto di riferimento per molti personaggi religiosi di spicco e alla fine del XIII secolo era ormai uno dei massimi centri religiosi e culturali del subcontinente indo-pakistano. Da Uch Sharif si diffusero gli insegnamenti di due delle principali scuole del misticismo sufi: la sunnita Qadiriya e la sciita Suhrawardiya. Il Mausoleo di Bibi Jawindi, in posizione molto suggestiva sul punto di confluenza dei fiumi Sutley e Chenab, è indisutibilmente il simbolo di questo magnifico sito. Dell’edificio originario rimane solo una metà, a causa di un’inondazione avvenuta nel 1817, quello che resta è però di una tale bellezza da togliere il fiato! La tomba, a pianta ottagonale, fu edificata alla fine del XV secolo e conserva una parte delle tessere e delle piastrelle di color cobalto e turchese che formano elaborati e eleganti disegni geometrici. Rientro a Bahawalpur nel tardo pomeriggio. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione visita dei principali siti d’interesse della città: il Museo di Bahawalpur, che espone una grande varietà di oggetti, da opere di calligrafia a manufatti provenienti da Mohenjodaro, Cholistan e Harappa; la Biblioteca Centrale, la cui prima pietra fu posata nel 1924 dall’allora vicerè Sir Rufus Daniel Isaacs; il bazar, ricco di interessanti articoli artigianali come le khussus, calzature intessute con fili d’oro e d’argento, tappeti tessuti a mano nei villaggi, broccati, oggetti di terracotta dipinta, manufatti in ottone, stoffe ricamate... Al termine delle visite partenza verso nord per Multan. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione intera giornata dedicata a Multan, la più grande città del Punjab meridionale. Poco si sa del suo passato preislamico sebbene si ritenga che il primo insediamento in quest’area risalga a circa 4000 anni fa. La storia riporta che Alessandro Magno abbia conquistato la città nel 324 a.C. Nel 641 d.C. il viaggiatore cinese Xuan Zang scriveva di un magnifico tempio dedicato a Shiva di cui oggi non vi è più traccia, e sembra che all’epoca Multan fosse un’importante meta di pellegrinaggio hinduista. Si ritiene che il sacro testo sanscrito del Rig Veda sia stato scritto proprio qui. Multan, che al momento dell’invasione islamica si trovava sotto il dominio di una dinastia brahmana, fu la prima città del Punjab a essere conquistata da Mohammed bin Qasim nel 711. Nel corso del tempo la città si trasformò in uno dei massimi centri della fede islamica verso cui confluirono più mistici e religiosi di quanto non si sia verificato in altre città del sub-continente indo-pakistano. La città rimase, almeno nominalmente, sottoposta al califfato di Baghdad fino alla fine del XII secolo. Poi venne ripetutamente presa d’assalto da eserciti invasori provenienti dall’Asia centrale e occidentale  e non ritrovò una certa pace che tra il 1528 e il 1728 sotto i moghul, quando fiorì come importante centro delle arti, celebre per la maestria raggiunta nel campo dell’architettura, della musica e della lavorazione della ceramica. Nei secoli successivi, dopo essere stata oggetto di contesa di diverse dinastie rivali, Multan finì nelle mani dei sikh fino al 1848-49, quando le truppe britanniche la presero d’assalto. L’assedio, durato due settimane, fu in seguito ricordato come la seconda guerra sikh. Visita dei principali siti d’interesse di Multan: il Mausoleo di Sheikh Rukh-i-Alam, il Mausoleo di Baha-ud-Din Zakaria, il Mausole di Shams-ud-Din Sabzwari, la grande Moschea Eidgah, l’Hussain Agahi Bazar, il Chowk Bazar... Pensione completa. Pernottamento in hotel.
    Dopo la prima colazione partenza verso nord-est per Lahore. Lungo il percorso sosta per la visita di Harappa, che risale al III millennio a.C., il secondo sito archeologico della Civiltà della Valle dell’Indo in ordine di importanza. Il sito è costituito da una collinetta su cui sorgono la cittadella, le mura difensive, un sistema di fognature, una necropoli e un immenso granaio. Purtroppo non resta molto da vedere perchè in passato il luogo è stato oggetto di continui saccheggi da parte degli abitanti dei villaggi vicini, che hanno utilizzato i mattoni per costruire le loro abitazioni, e in particolare da parte dei dominatori britannici che ne ricavarono il materiale per realizzare la linea ferroviaria Lahore-Multan. Nel piccolo ma interessante Museo di Harappa situato accanto agli scavi vi sono esposti reperti rinvenuti nella necropoli e in altre parti del sito, come perline di corniola incise, manufatti in madreperla, utensili domestici in pietra, ceramiche, giocattoli, terraglie, sigilli con misteriose iscrizioni, statuette dalla forma umana e animale, pesi in pietra... Come gli abitanti di Mohenjodaro, anche quelli di Harappa intrattenevano rapporti commerciali con la Mesopotamia e con altre terre lontane. Al termine della visita si prosegue per Lahore. Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione intera giornata dedicata a Lahore. Pur non essendo la capitale del Pakistan, Lahore ne costituisce senz’altro il principale centro culturale, intellettuale e artistico. Capitale dell’Impero Moghul, Lahore ne conserva splendide testimonianze che si concentrano soprattutto nella zona della Città Vecchia. Visita dei principali siti d’interesse della città. Lo splendido Museo di Lahore la cui collezione ripercorre l’intera storia del subcontinente indo-pakistano. Parte della raccolta venne trasferita in India dopo la Spartizione ma il museo rimane il più grande e il più interessante di tutto il Pakistan. Il museo, le cui circa 20 sale espongono reperti e oggetti che spaziano dall’Età della Pietra al XX secolo, è particolarmente noto per la sua raccolta di sculture del Gandhara il cui capolavoro indiscusso è la statua del Buddha Digiunante. La sublime Moschea Badshahi, completata nel 1674 sotto il regno di Aurangzeb e ultimo capolavoro dell’Impero Moghul. Considerata una delle più grandi del mondo, questa moschea è caratterizzata dalla presenza di quattro slanciati minareti in arenaria rossa, tre imponenti cupole in marmo e un cortile aperto capace di ospitare fino a 100.000 persone. Il grande complesso del Forte di Lahore, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una sintesi storica dell’architettura Moghul. Al suo interno si susseguono una serie di sontuosi palazzi, sale e giardini fatti costruire dagli imperatori Akbar, Jehangir, Shah Jahan e Aurangzeb nello stesso stile degli altri grandi forti indiani di Dheli e Agra loro coevi. I celebri Giardini Shalimar, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, ideati da Shah Jahan nel XVII secolo e disseminati di laghi, cascate e più di 400 fontane. La Wagah/Attari Border, la frontiera con l’India, dove si assiste alla coloratissima e scenografica cerimonia della chiusura del confine. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione ancora un’intera giornata dedicata alla visita di Lahore. Il Mausoleo di Jehangir, costruito nel 1637 dal figlio Shah Jahan in un giardino alla periferia nord di Lahore nei pressi del Caravanserraglio di Akbar. La Tomba di Nur Jahan, “Luce del Mondo”, la moglie dell’imperatore Jehangir. La Città Vecchia, costituita da un intrico di vicoli tortuosi circondata da mura alte nove metri lungo cui si allineano tredici porte.La Moschea di Wazir Khan, realizzata nel XVII secolo, con splendide decorazioni in piastrelle, rinomata un tempo per l’insegnamento dell’arte della calligrafia. L’Arnakali Bazar, “Fiore di Melograno”, animato dalla presenza di una grande varietà di negozi di vestiti (dove si possono trovare shalwar kameeze, le tradizionali tuniche simili a un lungo abito da indossare su pantaloni della stessa stoffa), scarpe, gioielli, oggetti in pelle, libri usati… Pensione completa. Pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione partenza verso nord per Islamabad. Lungo il percorso sosta per la visita del Forte Rohtas, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, straordinario esempio di architettura militare. La costruzione del forte fu iniziata nel 1543 dal sovrano pashtun Sher Shah Suri con l’obiettivo di proteggere l’importante via di comunicazione tra Peshawar e Calcutta dagli attacchi dei moghul e dei loro alleati. Edificato sulla base di un piano irregolare su terreno collinoso, il forte ha un perimetro di 4 km, lungo il quale corrono le mura merlate con 68 bastioni e 12 porte.  Le parti meglio conservate sono quelle a ovest. Un muro separa la cittadella interna, sede delle autorità, situata a nord-ovest, dalla parte esterna del forte in cui vivevano soldati e cittadini e dove oggi esiste ancora un piccolo e tranquillo centro abitato. Poco rimane della cittadella, ma comunque sopravvivono due padiglioni dell’haveli di Mang Singh su cui è possibile salire per godere di una veduta globale del complesso del forte. Al termine della visita si prosegue per Islamabad/Rawalpindi, la capitale moderna creata alla fine del XX secolo e pianificata da famosi architetti come esibizione geometrica di disciplina amministrativa e di governo. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza verso nord-est per Peshawar. Lungo il percorso sosta per la visita delle rovine di Taxila, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, una delle più importanti città dell’antichità, per secoli centro politico e culturale dei vari regni dell’India del Nord. La città fu fondata all’incrocio delle tre principali vie commerciali: della Bactriana verso l’Asia centrale, del Kashmir verso l’India e del Passo Khunjerab verso la Cina. Nel VI secolo a.C. fu annessa all’Impero Persiano da Dario, poi a quello Macedone di Alessandro Magno nel 326 prima d’essere conquistata da Chandragupta, il fondatore dell’Impero Mauria. Ashoka, il figlio di questo, la trasformò in un importante centro buddhista fino a portarla a essere una delle maggiori università vediche, di buddhismo e di classicismo indù. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce tre città distinte, più una serie sparsa di stupa, templi e monasteri. Visita dei principali siti di interesse: il Museo di Taxila, dove sono esposti i resti rinvenuti negli scavi: sculture Ghandara, rilievi di stucco, immagini di terracotta, sigilli, oggetti in vetro, gioielli, ceramiche, utensili d’argento, scrigni, manoscritti e una vasta collezione di monete; il grande Stupa di Dharmarajika, chiamato anche Chir (spaccatura) Tope, per via dei cercatori di tesori che nei secoli passati hanno diviso la cupola in due parti; il Tempio Greco di Jandial; il Monastero di Jaulian e la città greca-battriana di Sirkap. Al termine della visita si procede per Peshawar, capoluogo della Provincia della Frontiera del Nortd-Ovest. Situata sul lato orientale del leggendario Khyber Pass, questa città commerciale dai confini non ben definiti è stata più volte teatro di invasioni, intrighi e leggende, e il suo carattere di frontiera prevale (il suo nome, che risale al periodo moghul, significa appunto “città di frontiera”). Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione visita di alcuni siti d’interesse di Peshawar. Il Museo di Peshawar, che vanta un’ottima collezione di arte del Gandhara, di cui fanno parte statue e fregi che ritraggono la vita del Buddha. C’è anche un’interessante sezione etnografica con utensili e abiti delle tribù della North-West Frontier Province, e tra questi le interessanti effigi in legno rinvenute in un cimitero dei Kalash. Il Qissa Khawani Bazar, la vecchia “Strada di Cantastorie”, il bazar più noto della città, dove oggi rimangono pochi segni dei mercanti e dei viaggiatori che si riunivano qui per narrarsi storie a vicenda (N.B. La visita del Bazar non è garantita a causa di eventuali problemi di sicurezza). La Moschea Mahabat Khan, costruita nel 1630 dal governatore di Peshawar sotto l’imperatore moghul Shah Jahan, e restaurata nel 1898. Al termine delle visite partenza verso nord-ovest per le rovine del monastero buddhista Takht-i-Bhai, Patrimonio dell’Umanità UNESCO, tra le più complete di tutto il Gandhara, risalenti a un periodo compreso tra il I e il VII secolo d.C., poste in una posizione spettacolare su una collina rocciosa. Un ripido sentiero con alti gradini conduce allo sperone roccioso dove si articola il monastero. All’ingresso, colonne dai capitelli corinzi, introducono alla grande corte degli stupa, costruita da Kanishka, e circondata da 38 stupa votivi di diversa epoca che contenevano statue di Buddha di grandi dimensioni, mentre le pareti erano percorse da fregi che raffiguravano la vita dell’Illuminato. Alcuni gradini portano alla corte del monastero, di forma quadrangolare con le celle dei monaci disposte su tre lati. Un tempo, come scrisse il poeta cinese Xuan Zang nel 630, le pareti erano dipinte e gli stipiti erano di legno intarsiato. Un passaggio porta a due piccole corti: la cucina e il refettorio. Una rampa sale invece alla corte del grande stupa, alto probabilmente 10 m e decorato con parasoli e Buddha dipinti, ma di cui resta solo il basamento. Intorno si aprono le cappelle, due delle quali con la volta interna intatta. Sul lato ovest si apre la sala delle assemblee che raccoglieva i monaci per la lettura mensile dei testi sacri. Si prosegue verso sud-est per Islamabad/Rawalpindi. Pensione completa. Pernottamento in hotel. 
    Molto presto al mattino trasferimento all’aeroporto per il volo Turkish Airlines, via Istanbul, per l’Italia. Arrivo previsto a Milano Malpensa nel pomeriggio.              

    Perché con noi

    • Siamo tra i pochi Tour Operator a proporre viaggi in Pakistan
    • Itinerario storico-culturale che segue in gran parte la Valle dell'Indo e include tutti e 6 i siti Patrimonio UNESCO presenti in Pakistan
    • Intera giornata di visite dedicate ai principali siti d'interesse di Multan, la più grande città del Punjab meridionale, uno dei massimi centri del misticismo islamico
    • 3 pernottamenti a Lahore, il centro culturale, artistico e intellettuale del Paese, ci consentono di apprezzarla ed effettuare visite adeguate
    • Visita del suggestivo Forte Derawar che sorge nel deserto del Cholistan, ai confini con il Rajasthan

    I nostri esperti

    STEFANO VECCHIA

    Dal 8  ottobre  2022 al 23  ottobre  2022

    GIANCARLO D'ANNA

    Dal 12  novembre  2022 al 27  novembre  2022

    Esperto Kel 12

    Dal 23  dicembre  2022 al 7  gennaio  2023

    Approfondimenti di viaggio

    Negli ultimi anni la situazione di sicurezza in Pakistan, condizionata dal rischio di attentati terroristici rivolti soprattutto verso obiettivi istituzionali, è nettamente migliorata e le zone incluse nel programma sono ritenute attualmente sicure. Comunque, soprattutto nel sud, permane l’abitudine di proteggere lo straniero in viaggio e in alcune aree le autorità locali potrebbero ritenere opportuna l’assegnazione di una scorta di polizia. Inoltre è sconsigliato andare in giro da soli [...]