CULTURE D’ORIENTE: ARTE, STORIA E TRADIZIONI DEL GOLFO

EMIRATI ARABI OMAN QATAR

  • CULTURE D’ORIENTE: ARTE, STORIA E TRADIZIONI DEL GOLFO

    EMIRATI ARABI OMAN QATAR

    Viaggi con Esperto
    Durata 11 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 2  dicembre   al 12  dicembre  
      Completa
      130
    • Dal 30  dicembre   al 9  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      130

    A PARTIRE DA:  

    5.200€

    Oman - Emirati Arabi - Qatar

    CULTURE D’ORIENTE: ARTE, STORIA E TRADIZIONI DEL GOLFO

    NOVITA' 2026

    In nessun luogo del mondo Passato e Futuro si intrecciano, anzi si accavallano come onde dell’oceano che si infrangono lungo la battigia, creando un effetto materico nuovo, quasi scintillante. Quella stessa battigia che non più di un secolo fa era abitata da cercatori di perle nel Golfo Persico, e da indomiti navigatori dei mari lungo le coste che si affacciano all’Oceano Indiano. Poi l’indipendenza e la scoperta del petrolio. E tutto è cambiato per sempre, e tutto continua a cambiare oggi in un imperituro movimento assetato di sbarcare nel futuro e di riscoprire, allo stesso tempo, le proprie radici.

    Questo viaggio, unico nel suo genere, che va alla scoperta di Qatar, Oman ed Emirati Arabi Uniti, cerca di incunearsi in questo ossimoro temporale visitando ciò che c’era, frutto della stratificazione culturale dei secoli passati, e ciò che si sta creano. Un viaggio nel tempo seguendo un prezioso fil rouge: i grandi, iconici e avveniristici musei che stanno richiamando l’attenzione internazionale e che rappresentano, a loro modo, dei fari di luce in una terra fatta di sabbia e grattacieli.

    Il viaggio comincia dal Qatar, recentemente alla ribalta sportiva e diplomatica, che in Doha ha un suo piccolo gioiello: vetro e acciaio da una parte, legno intarsiato e carta manoscritta dall’altra. La città sembra in equilibrio tra passato e futuro, a dimensione umana eppure di respiro internazionale. Qui due grandissimi architetti, Jean Nouvel e Ieoh Ming Pei, hanno disegnato due edifici entrati di diritto nella storia dell’architettura: il Museo Nazionale, che ricorda una gigantesca rosa del deserto, e il Museo della Civiltà Islamica, che ci conduce dall’Andalusia alla Persia alla scoperta del patrimonio culturale islamico.

    Con un volo interno raggiungiamo l’Oman, dove Muscat ci aspetta quieta con i suoi edifici bianchi e misurati. Incenso e noce moscata, antichi navigatori, imam e sultani, un deserto sconfinato e un oceano solcato da sempre: l’Oman è un Paese dove le atmosfere mediorientali restano inconfondibili. Proiettato da secoli al commercio con l’India, e dalle Molucche fino a Zanzibar, il suo rango si è elevato fino a competere con i moderni stati coloniali inglesi e olandesi, prima di sprofondare in un lungo isolamento che ne ha però preservato la cultura e le tradizioni. Non tutti sanno che qui la civiltà è ben più antica di quanto si pensi: millenaria. Il regno di Magan, infatti, citato in documenti cuneiformi sumeri attorno al 2.300 a.C., estraeva il rame dai Monti Hajar proprio per commercializzarli con la Mesopotamia e la Valle dell’Indo. Molte altre sono le sorprese di questa terra, caratterizzata da una Natura diversissima e meravigliosa: montagne, deserto, oasi e mare.

    Da Muscat, dove visitiamo il Museo Nazionale e la magnifica Grande Moschea del Sultano Qaboos, ci inoltriamo in 4x4 tra le due del Wahiba Sands, deserto ancora abitato dall’omonima tribù beduina e che ci regalerà uno spettacolare tramonto e, meteo permettendo, la volta celeste puntellata di stelle. Anche qui, raggiungendo Nizwa, una cattedrale laica della cultura: l’Across Ages Museum, progettato da uno studio australiano, che ci guiderà in maniera interattiva e contemporanea alla scoperta della cultura omanita. Proseguendo verso ovest, torniamo indietro di quattromila anni, raggiungendo le tombe a cumulo patrimonio Unesco di Al Ayn, poco prima di passare il confine con gli Emirati Arabi Uniti, ultima tappa del nostro viaggio.

    I sette emirati hanno il decino PIL pro capite al mondo, l’aeroporto più costoso mai costruito, il centro commerciale più grande, isole artificiali; ma quello che più colpisce è quanto i sogni, i progetti, le speculazioni abbiano sovvertito l’ordine naturale e forgiato un mondo artificiale creativo e innovativo, richiamando architetti e costruttori da tutto il mondo, e non solo. Meno del 20% degli abitanti è autoctono, mentre gli stranieri superano l’80%. Il tasso migratorio annuo è il più alto al mondo. Manodopera dall’Iran e dall’India, uomini d’affari europei, rifugiati politici palestinesi. L’aspettativa di vita media è di 75 anni, superiore a qualsiasi altro paese arabo. Flussi turistici invadono le maggiori città in cerca di momenti di celebrità.

    E qui, tra la sabbia e le stelle, sono sorti musei di respiro internazionale: il Louvre ad Abu Dhabi, il Museo della Civilità Islamica di Sharja e il Museo del futuro, straordinario nuovo emblema della città, a Dubai. Non mancheremo di visitare anche la Grande Moschea dello sceicco Zayed e la Clinica dei Falchi, rinomata in tutto il mondo.

    Guardando all’insù, verso gli 828 metri del Burj Khalifa, ci coglierà forse una vertigine: cultura, identità, affari, migrazioni, sogni. Tutto si mischia, in questo viaggio e in queste terre, come in una moderna babele, un laboratorio creativo dove eccellenza e miseria sono una cosa sola. E dove l’umanità sta plasmando la storia dei secoli avvenire.

    Itinerario di viaggio

    Partenza dall’Italia con volo di linea internazionale diretto per il Qatar. Arrivo a Doha nel pomeriggio e, dopo il disbrigo delle pratiche d’ingresso, incontro con il nostro referente locale. Trasferimento privato in hotel e tempo a disposizione per il briefing del viaggio da parte del nostro tour leader. Cena e pernottamento.  NB: è possibile anche la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino, con servizio di assistenza aeroportuale e senza supplemento tariffario, previa disponibilità. È possibile partire anche da altri aeroporti italiani con supplemento tariffario.  
    Prima colazione in hotel e giornata interamente dedicata alla visita di Doha.Luogo dove la sabbia del deserto incontra le vetrate specchiate di una metropoli ultramoderna, in rapida e ambiziosa, ma misurata, ascesa. Non più solo un villaggio di pescatori e cercatori di perle, la capitale del Qatar è oggi un laboratorio culturale dove le radici tradizionali si fondono con la visione avanguardistica di architetti di fama mondiale, delineando un nuovo orizzonte nel panorama mediorientale. Qui, le antiche barche a vela ormeggiate lungo la Corniche dialogano con uno skyline futuristico, offrendo uno sguardo affascinante su una città che ha saputo trasformarsi senza perdere la propria identità. A differenza di Dubai, dove regna l’eccesso e l’ostentazione, Doha conserva infatti un aspetto più equilibrato, specchio della postura geopolitica che vede il Paese grande mediatore tra mondo sunnita e sciita, e tra mondo occidentale e quello asiatico, complice la sua posizione strategica che si protende nel Golfo Persico. La famiglia Al Thani, che governa la penisola dagli ultimi 150 anni, ha portato il Paese all’indipendenza nel 1971 dal protettorato britannico, rinunciando a confluire negli Emirati Arabi Uniti e conservato la propria identità peculiare. Oggi Doha, che ha puntato sui grandi eventi sportivi (dalla moto GP ai mondiali di calcio) nonché sulla cultura, si affaccia al futuro con sempre maggiore determinazione e visibilità.La visita della capitale inizia con l’iconico Museo Nazionale, frutto del progetto dell’architetto Jean Nouvel (autore di numerosi progetti in tutto il mondo, tra cui il Louvre di Abu Dhabi e in Italia il padiglione B della Fiera di Genova). L’edificio, che si presenta ricordando una gigantesca rosa nel deserto, è stato concepito come un'opera in grado di raccontare l'identità del Paese attraverso un linguaggio architettonico che unisce l’innovazione formale alla tradizione culturale. Proseguiremo poi lungo la Corniche, dove ammirare il moderno skyline della città, e a seguire pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio, ci rechiamo ad un altro museo di grande valore, il MIA, ovvero il Museo di Arte Islamica. Realizzato su un’isola artificiale a ridosso della Corniche, il lungomare di Doha, il progetto appartiene ad un’altra archistar universalmente riconosciuta, Ieoh Ming Pei, vincitore del Premio Pritzker e ideatore della “piramide” del Louvre di Parigi e, in Italia, di Palazzo Lombardia a Milano. Il museo espone oggetti e reperti provenienti da tutto il mondo islamico, dall’Andalusia alla Sicilia, dall’Indonesia fino all’Asia Centrale. Terminiamo la giornata con un’immancabile tappa al Souq Waqif, dove girare in autonomia tra le botteghe che illuminano le strade della “vecchia Doha”, sapientemente restaurata. Cena libera e pernottamento in hotel. 
     Prima colazione in hotel e mattina dedicata all’esplorazione del deserto del Qatar. Partenza con auto 4x4 verso sud, dove, dopo circa un’ora e mezza, iniziamo a incontrare le prime due. Ci inoltriamo nel cuore del deserto, attraverso dune alte fino a quaranta metri, fino a raggiungere il cosiddetto Inland Sea, il mare interno del Qatar. Si tratta di un'insenatura del Golfo Persico che traccia il confine con l'Arabia Saudita, luogo in cui maestose dune di sabbia convergono verso il mare. L’area ospita numerosi animali, dagli orici ai dugonghi fino ad essere meta di diversi uccelli migratori, ma soprattutto vanta un paesaggio scenografico e incontaminato. Pranzo in ristornate locale o campo nel deserto. Nel pomeriggio rientriamo in città e raggiungiamo direttamente l’aeroporto per il volo di linea internazionale diretto per l’Oman.L’arrivo a Muscat è previsto in serata (la cena sarà a bordo) e, dopo il disbrigo delle formalità doganali, incontro con il nostro corrispondente locale. Trasferimento privato in hotel e pernottamento. NB: solo per la partenza del 2 aprile, dove il volo da Doha parte di prima mattina, l’escursione all’Inland Sea non sarà possibile e verrà sostituita 
    Dopo la prima colazione in hotel, iniziamo la giornata con il sito probabilmente più rappresentativo e monumentale della capitale omanita: la Grande Moschea del Sultano Qaboos. La sua costruzione è durata sei anni (dal 1995 al 2001), e vanta un enorme lampadario fatto interamente di cristalli Swarovski e un enorme tappeto persiano in pura seta. A seguire visiteremo la Royal Opera House, la cui costruzione è stata commissionata dallo stesso sultano, Qaboos bin Said Al Said, padre della patria e grande appassionato di musica e arti. L’edificio, in stile classico e costruito in marmo bianco locale, ha aperto i battenti nel 2011 con la produzione dell’opera Turandot diretta da Plácido Domingo e da allora offre un cartellone variegato, tra opera, balletti e spettacoli. Pranzo in ristorante locale e trasferimento a Muttrah, l’antico nucleo orbano che si affaccia sul mare. Conosciuta fin dal II secolo, Muscat si è infatti sempre contraddistinta come uno dei principali porti commerciali del Medio Oriente. Rame, incenso, stoffe, pietre preziose e poi spezie, con una menzione speciale per i chiodi di garofano che venivano prodotti a Zanzibar e la noce moscata, e infine anche schiavi. Oggi è una città che si è sviluppata a dismisura in orizzontale, contando una popolazione di 1 milione e mezzo di abitanti e conservando un’architettura tradizionale e senza eccessi. La nostra prima tappa sarà il Museo Nazionale, aperto al pubblico dal 2016. Conta quattordici sezioni, tra cui le più significative dedicate al territorio e alle popolazioni, alla storia marittima del Sultanato dell’Oman, al sistema di irrigazione degli aflaj – tutelato dall’Unesco – all’incenso e alla religione islamica. Ci troviamo proprio di fronte al palazzo del Sultano, che vedremo da fuori, all’interno delle vecchie mura portoghesi dove si stagliano i forti gemelli di Jilani e Mirani. Proseguimento per il souq di Muttrah, in prossimità del porto, diventato negli anni turistico ma che conserva botteghe interessanti e dedicate ai residenti nelle viuzze laterali.Rientro in hotel, cena e pernottamento. 
    Dopo colazione partiamo a bordo di mezzi 4x4 verso sud, seguendo la costa che si affaccia sull’Oceano Indiano. Lungo la strada, visitiamo Wadi Tiwi, incastonato tra le pareti rocciose, che ospita palmeti e alberi da frutto che trovano riparo tra le rocce ombrose. Arriviamo quindi a Sur, cittadina racchiusa in una bella baia naturale, dove prevediamo l’ingresso al tipico cantiere dei Dhow, le imbarcazioni arabe in legno ancora oggi utilizzate dai pescatori del luogo. Pranzo in ristorante locale.Nel pomeriggio ci inoltriamo all’interno del territorio omanita, che si fa sempre più aspro e desertico. Manca ormai poco alle prime propaggini del deserto del Wahiba. Il nome deriva da una delle maggiori tribù che lo abita, beduini che allevano dromedari e che nel periodo estivo si riuniscono presso l'oasi di al-Nuyawa per la raccolta dei datteri. Ci inoltreremo tra le dune di sabbia e raggiungeremo il nostro campo tendato, situato in posizione isolata tra cordoni imponenti di dune. Tempo permettendo, ammireremo il magnifico tramonto sulle dune. Cena e pernottamento al campo. 
    Prima colazione al campo e, dopo un po’ di tempo libero per fare due passi, rientriamo alla civiltà raggiungendo Nizwa, la città più ampia nella regione interna dell’Oman e che fu capitale del regno nel VI e XVII secolo. Il forte di Nizwa, dove prevediamo di entrare, fu costruito dal Sultano Bin Saif Al-Ya’Rub ed è stato abitato fino agli inizi del secolo scorso. La possanza architettonica è addolcita dalle porte in legno intagliato e dal gioco di ombre e luci che si appoggia incerto sugli intonaci restaurati da poco. Il forte è il più grande dell’intera penisola arabica. In città è tutto a portata di mano e si riesce a visitarla in breve. Dedali, porticati, cortili e il souq tradizionale, che ribolle di fermento, voci ed oggetti d’artigianato di ogni tipo, orci giganti, canestri, ceramiche e tappeti. Pranzo in ristorante locale. Ci spostiamo poi fuori città, dove ha aperto da pochissimo tempo l’Across Ages Museum, un nuovo, avveniristico museo progettato da uno studio d’architettura australiano. L’esposizione ripercorre le tappe della storia omanita con pannelli interattivi e ricostruzioni grandiose; sembra la classica cattedrale nel deserto, ma è uno dei mezzi di diffusione culturale e di creazione di un’identità collettiva nazionale che il governo del paese usa per unire regioni e tribù che hanno sempre avuto una visione parziale e di prossimità della propria storia. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel. Ci attende il minibus per continuare le visite della regione, con il castello di Jabreen, finemente decorato e risalente al XVII secolo. Testimonianze che ci raccontano di come il potere, soprattutto religioso nelle mani dell’imam, abbia per secoli contrapposto a Muscat un entroterra forte, ricco e combattivo. Pranzo in corso di escursione e proseguimento per Al Ayn, dove visiteremo i resti di un’antica necropoli risalente al III millennio a.C., probabilmente il sito archeologico più antico del Paese e uno dei più antichi di tutta la penisola arabica. Il sito non è stato sottoposto, a differenza della maggior parte dei beni omaniti, a lavori di restauro, e questo ne ha conservato la sua autenticità; tutelato come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si compone di diverse torri funerarie, curiosamente simili ai nuraghe sardi. Ci dirigiamo verso il confine con gli Emirati Arabi Uniti e, dopo il disbrigo delle procedure doganali e il cambio di corrispondente locale, sistemazione in hotel nei pressi di Al Ain, la quarta città emiratina per popolazione e il più grande nucleo urbano che non si affaccia sul mare. Cena e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel e partenza per Abu Dhabi. Prima di lasciare Al Ayn, rinomata per essere la città giardino del Golfo Persico, grazie ai molti parchi, agli ariosi viali alberati, ai piccoli giardini diffusi tra gli abitati, visitiamo i celebri giardini archeologici Hili, risalenti al periodo Umm an-Nar, che va dal 2.500 AC al 2.000 AC. e che prende il nome dall’isola vicino ad Abu Dhabi sulla quale furono scoperti per la prima volta i resti di questa civiltà. Il monumento principale è la “Grand Tomb” di Hili, costruzione dalla forma circolare con un diametro fino a 12 metri. La tomba era utilizzata per seppellire le persone degli insediamenti circostanti, era provvista di due entrate decorate con splendidi rilievi incisi in cui erano ritratte figure umane e animali. Il sito è dal 2011 parte del Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Proseguimento fino alla capitale degli Emirati Arabi.L'origine attuale di Abu Dhabi è connessa all'ascesa di un'importante confederazione tribale, quella dei Banu Yas, Fino alla metà del XX secolo l'economia di Abu Dhabi era basata quasi interamente sull'allevamento di dromedari, la produzione di datteri e verdure, prodotte nelle oasi dell'interno di al-Ayn e Liwa, sulla pesca e la ricerca delle perle. Il suo sviluppo urbanistico è legato in maniera indissolubile alle concessioni petrolifere che dagli anni’70 l’emiro Zayed bin Sultan Al Nahyan iniziò a rilasciare; basti pensare che Abu Dhabi possiede il 90% delle riserve petrolifere del Paese. Oggi la città conta più di 1 milione e mezzo di abitanti ed è il maggiore centro industriale e politico degli Emirati. All’arrivo, pranzo libero in ristorante. Il pomeriggio è dedicato alle due principali attrazioni della città, una culturale e l’altra religiosa.Il Museo del Louvre, anch’esso progettato dall’architetto Jean-Nouvel, è ispirato a una Medina orientale e coperto da un'immensa cupola in acciaio. Attraverso le 12 gallerie, divise per tematiche in ordine cronologico, il Louvre di Abu Dhabi cerca di dare spazio a quei valori universali che attraverso l’arte hanno saputo unire i popoli nel corso della Storia. Tra i pezzi esposti, un Corano del VI secolo, una Bibbia gotica e una Torah proveniente dallo Yemen. Poi la Gran Moschea dello Sceicco Zayed, ultimata nel 2007 e che ospita al suo interno la tomba del vecchio sceicco. Il progetto aveva l'intento di "unire il mondo" costruendo una struttura in grado di unire le diversità culturali del mondo islamico con i valori storici e moderni dell'architettura e dell'arte. Materiali e artigiani vennero fatti arrivare da tutto il mondo, anche dall’Italia, così come italiana è l’azienda costruttrice. Tra la sala principale e quelle laterali, l’edificio può ospitare più di 40.000 persone.Sistemazioni in hotel, cena e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel e visita all’Abu Dhabi Falcon Clinic, una delle cliniche veterinarie più rinomate al mondo. La falconeria fa parte del patrimonio culturale del Paese. Lo stesso Sheikh Zayed era un appassionato falconiere fino a quando non decise di abolire la caccia con il falco negli Emirati Arabi e di costituire un programma di conservazione della flora e della fauna locale. Oggi l’allevamento del falco è ancora ampiamente praticato e per praticare la caccia, gli emiratini viaggiano in Pakistan o in Mongolia. Nel 2016 l’Unesco ha dichiarato l’arte della falconeria patrimonio immateriale dell’Umanità, dando seguito ad una domanda avanzata da 18 Paesi, tra cui gli Emirati Arabi e anche l’Italia. Nella struttura gli animali vengono ospitati per esami di routine, interventi chirurgici, radiografie, per i periodi di muta e periodi di convalescenza post operatoria. Durante la visita si potrà anche assistere a piccoli interventi, nonché a nutrirli. Dopo la visita, partenza per Dubai dove arriviamo per il pranzo in ristorante. Dubai tiene fede al suo nome, che sembra provenire dalla parola “duba”, mercato prospero. Le prime notizie dell’abitato risalgono al 1095, ma solamente alla fine del XVIII secolo viene identificata come centro urbano. Da allora la crescita urbanistica, demografica ed economica fu esponenziale, fino all’esplosione a cavallo del 2000. Oggi è uno dei centri più importanti al mondo, dotato di un importante distretto finanziario, e meta turistica di masse sempre crescenti di viaggiatori, attirati dai luccichii della mondanità, dal lusso ostentato, dalle attrazioni della modernità. Ma la città non è solo divertimento e grandiosi grattacieli: è la metafora di qualcosa di più di un sogno, ma di una visione. Pochi posti nel mondo hanno subito un impatto antropico come a Dubai: l’uomo, in un contesto aspro, caldissimo, ha potuto plasmare a proprio piacimento l’ambiente fino a farne un laboratorio internazionale di idee e a costruire un mondo nuovo. Può piacere o meno, ma Dubai è molto di più del riflesso perpetuo di un palazzo in un altro. Tra le sue strade, ogni giorno si fa Storia.  Le riserve petrolifere dell’emirato di Dubai sono un ventesimo rispetto al più ricco vicino, Abu Dhabi; e grazie a questo deficit che si sono cercare, già dagli ’80, nuove forme di sviluppo. Dalla finanza allo sviluppo immobiliare esploso nei primi anni 2000, fino al turismo e al mondo dei trasporti aerei e portuali ad esso collegato. Basti pensare che il Jebel Ali è il più grande porto artificiale al mondo e il settimo per traffico merci, l’aeroporto è il terzo al mondo per traffico passeggeri. Solamente il 10% della popolazione è autoctona: il restante è costituito da immigrati, che si occupano soprattutto di manodopera ed edilizia. Nel pomeriggio, visitiamo l’avveniristico Museo del Futuro, divenuto in pochi anni un’icona della città. Sistemazione in hotel, cena libera  e pernottamento. 
    Colazione e partenza per Sharjah, conosciuta anche come la “città della conoscenza”, per i suoi palazzi caratterizzati da un’impressionante architettura, per le numerose moschee e per i suoi musei. È la capitale dell’omonimo emirato, ed è una delle città più antiche, essendo stata fondata intorno al 3.000 AC. Dopo aver subito la dominazione persiana, fu conquistata dagli arabi nel 636 DC. Nel XVIII secolo diventò un protettorato portoghese, e successivamente un protettorato britannico, dopo un periodo di indipendenza. Nel 1971 si unì agli altri Emirati dando così vita alla federazione degli Emirati Arabi Uniti. Visiteremo il Museo della civiltà Islamica, situato lungo la corniche. Il palazzo, molto bello, è sormontato da una cupola dorata e ospita al suo interno sculture, ceramiche, monete e manoscritti in 7 diverse gallerie divise per aree tematiche. Rientro a Dubai e pranzo libero in corso di escursione. Visitiamo il Deira Spice Souq, il mercato delle spezie. Facile perdersi tra i sacchi di juta traboccanti di zafferano, il fumo dell’incenso, i colori forti del curry e dell’indaco. Tra le sue viuzze si respira ancora l’atmosfera del passato, tra odori veraci, colori sgargianti, gente a caccia di affari, le torri del vento che si intravedono nei cortili delle case. Si giunge infine al souq dell’oro, il più grande al mondo e dove i prezzi sono più bassi che altrove. Salendo a bordo di un abra, i caratteristici taxi fluviali, raggiungeremo l’altra riva del creek e continuiamo le visite della parte più tradizionale della città. Poi ci trasferiamo a Dubai Downtown: il cuore della metropoli. Citiamo la Sheikh Zayed Road, dove troviamo i principali edifici commerciali di Dubai e poco distante, il Dubai Mall: un enorme centro commerciale con più di mille negozi e varie attrazioni al suo interno come l’immenso acquario.  Siamo ai piedi del Burji Khalifa. Il grattacielo più alto del mondo è stato progettato dallo studio Skidmore, Owings, & Merrill ed è stato aperto al pubblico ad inizio 2010; la pianta dell'edificio, circondato da strutture minori, è ispirata alla forma di un fiore di Hymenocallis, una pianta molto diffusa e amata nell’emirato. Dalle 18.00 potremmo assistere allo spettacolo della Dubai Fountain, che si trova alla base del Burji Khalifa: illuminate da 6.600 luci e 50 proiettori colorati, le fontane si estendono per 275 metri e riescono a sparare verso il cielo getti d'acqua alti 150 metri, accompagnati da musiche arabe classiche e internazionali. Cena al Dubai Mall, rientro in hotel in serata e pernottamento. 
    Dopo la colazione trasferimento privato in aeroporto e partenza con volo di linea via scalo internazionale di rientro in Italia. Arrivo previsto in serata e fine del viaggio. Veduta aerea di Doha La Grande Moschea dello sceicco Zayed ad Abu Dhabu Il porto di Sur con i tipici dhowIl Museo del Futuro di Dubai  

    Perché con noi

    • Un viaggio innovativo che consente di scoprire l'Oman, gli Emirati Arabi e il Qatar in un unico viaggio lento e approfondito
    • Il tour è dedicato ai più iconici musei della penisola arabica
    • In Qatar visitiamo il Museo della civiltà Islamica e il Museo Nazionale a Doha
    • In Oman visitiamo il Museo Nazionale, la Grande Moschea e il nuovissimo Across Ages Museum di Nizwa
    • Ad Abu Dhabi visitiamo il Louvre e la Clinica dei Falchi
    • Inclusi il Museo del Futuro di Dubai e il Museo della Civiltà Islamica di Sharja
    • Si visitano anche siti insoliti e poco conosciuti, come Al Ayn, patrimonio Unesco
    • Pernottiamo in un campo piccolo e fuori dalle piste più battute nel deserto del Wahiba
    • In Oman viaggiamo a bordo di veicoli 4x4, garantendo a ogni partecipante il posto finestrino

    I nostri esperti

    FABRIZIO CRUSCO

    Dal 2  dicembre  2026 al 12  dicembre  2026

    DA ASSEGNARE

    Dal 30  dicembre  2026 al 9  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    INFORMAZIONI GENERALI  Il viaggio è adatto a tutti e non presenta particolari difficoltà né limitazioni. Questo viaggio, che attraversa tre Paesi della penisola arabica, è fortemente improntato alla cultura, caratterizzandosi per i numerosi ingressi ai più prestigiosi musei di Qatar, Oman ed Emirati Arabi Uniti che, negli ultimi anni, hanno finanziato la realizzazione di edifici iconici e avveniristici per ospitare collezioni di primaria importanza sia per il mondo arabo-islamico, sia [...]