DAL MEKONG AD ANGKOR

CAMBOGIA LAOS

  • DAL MEKONG AD ANGKOR

    CAMBOGIA LAOS

    Vie d'Acqua
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 16  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 10  marzo  al 24  marzo  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 3  novembre  al 17  novembre  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 28  dicembre  al 11  gennaio  
      Iscrizioni aperte

    A PARTIRE DA:  

    5.000€

    Laos - Cambogia

    DAL MEKONG AD ANGKOR

    Un viaggio che inizia a Chiang Rai, in Thailandia, con una navigazione di due giorni sul Mekong, verso il Laos. Un’esperienza a bordo di una confortevole barca privata, immersi in un luogo fuori dal tempo. Tra spiagge di sabbia dorata che delimitano le rive, mandrie di bufali e bambini che si rincorrono sugli argini. La crociera termina nella città reale di Luang Prabang, con i suoi templi e monasteri. E poi, in volo verso Vientiane, dove si ammira il That Luang (Grande Stupa), simbolo del paese e della sovranità laotiana. E si prosegue poi verso il villaggio di Tadlo, passando per l'altopiano di Boloven, e le Quattromila Isole. Sono un arcipelago che emerge solo in un particolare periodo dell’anno, quando il Mekong, arricchito da altri corsi d’acqua, si gonfia e si contrae, mostrando in superficie migliaia di isolotti. Infine, in aereo verso la Cambogia per visitare Angkor, la città-tempio che racconta la storia e i miti del mondo khmer.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano Malpensa con voli di linea per Bangkok via scalo intermedio. Pasti e pernottamento a bordo.  
    Al mattino arrivo a Bangkok, ritiro del bagaglio e imbarco sul successivo volo per Chiang Rai. Arrivo a Chiang Rai nel primo pomeriggio e trasferimento in hotel.Pranzo libero, cena e pernottamento in hotel.  
    Sveglia di primo mattino per percorrere la strada che ci condurrà in Laos, passando per Chiang Khong (01h30). Attraverseremo il Mekong e faremo la conoscenza della nostra guida laotiana per una crociera di 7 ore, a bordo di una confortevole barca tradizionale ad uso esclusivo del nostro gruppo, alla scoperta delle rive del Mekong, fiume mitico che attraversa la Cina, separa il Laos dalla Birmania e dalla Tailandia, per immergersi poi in Cambogia e terminare la sua corsa in Vietnam. Il paesaggio è splendido. È il principale asse di comunicazione tra il Nord del paese e Luang Prabang, il suo corso è molto trafficato e lungo le sue sponde sorgono diversi villaggi. Pranzo a bordo. Arrivo a Pakbeng a fine pomeriggio. Scopriremo a piedi questo borgo, situato sul Mekong a metà strada tra Houey Xay e Luang Prabang, dove si mescolano diversi gruppi etnici: H'mong, Lue, Khamou.Dopo il nostro arrivo al lodge a Pakbeng, avremo l’opportunità di scoprire l’area circostante passeggiando a piedi o semplicemente ci potremo rilassare ammirando lo spettacolo del tramonto sul Mekong.Cena e pernottamento in hotel. 
    La mattina, proseguimento della crociera scendendo lungo il Mekong fino a Luang Prabang. Navigazione di circa 7 ore attraverso paesaggi di pittoresca bellezza. Il Mekong ha scavato una profonda valle e la foresta tropicale ne invade gli argini. Pranzo a bordo della barca. Lungo il percorso visita delle sacre grotte di Pak Ou, che sono la dimora di uno dei quindici naga, i mitici serpenti Geni delle acque che proteggono questa regione. Le grotte ospitano anche centinaia di statue del Buddha di varie dimensioni. Le grotte offrono una vista splendida sul Mekong che, in questo punto, mescola le sue acque a quelle del Nam Ou. Arrivo a Luang Prabang, la vecchia capitale reale, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Pranzo a bordo, cena e pernottamento in hotel. 
    Luang Prabang, l’antica capitale del regno Lan Xang, è pervasa da una coinvolgente armonia, con le case basse, immerse nel verde delle palme e delle foreste che la circondano. Per l’incomparabile bellezza del sito ambientale e per la straordinaria ricchezza di capolavori di architettura buddhista, l’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità. Visita del Royal Palace, trasformato in Museo Nazionale.  Unisce allo stile tradizionale laotiano interventi con influenze francesi e scaloni di marmo italiano. All’interno vi sono ambienti di cui noteremo la particolare modestia e pure pareti riccamente affrescate, la pomposa sala delle udienze, gli oggetti religiosi, arredi vari, statue d’oro, altri materiali preziosi risalenti a varie epoche a partire dal I secolo d.C. Nel giardino del Palazzo Reale si trova un padiglione, da alcuni anni in costruzione, (forse terminato), che non migliora l’apprezzabilità estetica del luogo. Dovrebbe diventare il nuovo museo per collocarvi alcuni oggetti ora esposti nel Royal Palace. È un edificio con caratteristiche architettoniche e cromatiche assai contrastanti la bellezza e sobrietà dello stile proprio del Royal Palace. Ricorda, invece, certe realizzazioni dell’architettura thailandese più roboante, non le ovattate opere tipiche di Luang Prabang.Il Palazzo Reale è edificato nel 1904 come residenza del re laotiano in coincidenza con la fase iniziale della presenza francese. È stato localizzato qui per accedervi direttamente dal fiume, che si trova proprio alle sue spalle. È utilizzato come reggia sino al 1975 anno della rivoluzione. Poi è adibito a museo. All’interno vi sono decori, arredi, ambienti e oggetti assai diversi fra loro, abbellimenti ricchi d’eccessi nei colori e dorature, e stanze molto semplici come quelle private in cui trascorreva la quotidianità dei sovrani. La visita offre la sala delle udienze, con paraventi dorati, affreschi, statue del Budda in oro, ritratti di regnanti, sala del trono, pareti mosaicate, abiti reali, sciabole, teche con doni di rappresentanti d’altri paesi, (porcellane, quadri, argenti…). Ma, forse, s’apprezzeranno maggiormente le camere situate nell’ala non pubblica del palazzo dove il re e la regina vivevano la loro porzione di privacy. Dopo il palazzo Reale sarà la volta della Huan Chuan Heritage House dove potremo ammirare il fascino architettonico di questo edificio ed apprendere le connessioni storiche in comune con il palazzo reale. Cammineremo successivamente verso il Vat Mai, dalle pitture dorate ed il Vat Chomkhong, dalle famose e bellissime decorazioni. Continuando la passeggiata attraverso edifici risalenti all’epoca coloniale francese si avrà occasione di visitare una tradizionale casa laotiana per apprendere come la gente locale vive la sua quotidianità, subito noteremo il piccolo e pittoresco Wat Phapai.  Visiteremo anche il Fine Arts School, dove sarà possibile ammirare dei bellissimi artwork eseguiti da giovani artisti locali e l’Arts and Ethnology Centre per capire meglio quali minoranze etniche vivono in Laos e quali sono i loro costumi e le loro tradizioni.Al termine della giornata, si farà una visita al Vat  Xieng Thong “Tempio della Città d’Oro”, con stupa, cappelle e piccoli santuari, risalente al massimo splendore del Regno del Milione di Elefanti. Pranzo e cena in ristorante locale, pernottamento in hotel. 
    Nella prima mattinata, la nostra guida ci condurrà al tempio di Vat Nong per assistere alla cerimonia conosciuta come Tak Bath. Durante questa processione monacale, i devoti residenti di Luang Prabang si inginocchiano lungo i marciapiedi della città con le mani colme di cibo. Questo è il loro modo di fare offerte ai monaci che camminano in processione, avvolti nelle loro vesti sgargianti. Immersi in un’atmosfera impregnata di spiritualità, assaporiamo questo momento della vita quotidiana dove, nel silenzio colmo di rispetto, i fedeli porgono in omaggio quello che hanno. Al termine della cerimonia, rientro in hotel per la colazione.N.B. Nel partecipare a questa processione si raccomanda un abbigliamento dignitoso e rispettoso. I partecipanti sono pregati di non tagliare la strada ai monaci e di fare foto mantenendo una certa distanza per mostrare loro il dovuto rispetto. È altresì importante mantenere il silenzio. Si procede con la visita del villaggio di Ock Pop Tok per osservare il procedimento con cui la gente locale lavora la seta. In seguito è prevista un’escursione per scoprire la vita tradizionale dei villaggi vicini e visitare la cascata di Khuang Si, la più bella della zona, dove sarà possibile fare il bagno nelle piscine di acqua turchese (si consiglia di portare il costume e un asciugamano) o passeggiare lungo i sentieri del bosco. Nei pressi della cascata è anche possibile visitare il Bear Rescue Centre ovvero un’organizzazione che protegge un particolare esemplare di orso Asiatico. Ritorno a Luang Prabang e partenza in treno per Vientiane (2 ore circa). Arrivo a Vientiane, accoglienza e sistemazione in hotel. Nel tardo pomeriggio escursione in Tuk Tuk (il mezzo di trasporto locale) per esplorare il suggestivo mercato notturno nei pressi del That Luang. Si prosegue con la cena in un ristorante locale per assaggiare alcuni piatti tipici. Terminata la fantastica esperienza notturna rientro in hotel.Pranzo e cena in ristorante locale e pernottamento in hotel. N.B. L’ordine delle visite potrebbe variare pur mantenendone l’integrità.   
    Dopo la prima colazione partenza per una visita veloce della capitale del Laos. La città di Vientiane, fondata nel 1563, rimase intatta fino al 1827 quando venne saccheggiata dai Siamesi e abbandonata per decenni. Alla fine dell’800 i francesi la ricostruirono con eleganti ville coloniali e ampi boulevard alberati. Visita di uno dei più preziosi patrimoni culturali del Laos ovvero il famoso e sacro Tempio That Luang Stupa. Si continua poi verso l’imponente Patuxay Monument anche conosciuto come Arco di Trionfo, il monumento costruito per commemorare le vittime della guerra. Quindi trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Pakse. Arrivo a Pakse, accoglienza e trasferimento in hotel a Champasak. Dopo pranzo visita del bellissimo tempio pre-Angkoriano di Wat Phu, considerato uno dei più bei templi del Sud Est Asiatico. Antico avamposto Khmer, il Wat Phu è divenuto poi nel corso dei secoli un importante luogo di culto buddhista; le strutture risalgono all’ XI secolo D.C. anche se il luogo era considerato sacro a partire dal V secolo D.C. Il complesso è costruito alle basi del monte Phou Khao, considerato sacro per la sua forma che ricorda il Lingan (forma fallica).Al termine della visita rientro in resort. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in resort. 
    Prima colazione e partenza verso il Boloven Plateau, un fertile altopiano, dalla superficie dolcemente ondulata, situato ad est di Pakse, tra il Mekong e le colline pedemontane del settore meridionale della Catena Annamita. Dal punto di vista strutturale si tratta di una vasta estrusione di lava basaltica a circa 1100 m di altitudine, di forma grosso modo simile a quella di un piattino rovesciato, più elevato ai margini settentrionale e meridionale. Trovandosi proprio lungo il percorso del monsone di sud-ovest, che spira da giugno a novembre, il Boloven Plateau riceve ogni anno più di 4000 mm di precipitazioni, il che ne fa la regione più piovosa del Laos. L’altopiano, scarsamente popolato, è abitato da popolazioni Loven, Nha Huen Sovei e Sou del gruppo dei Lao-Theung (Mon-Khmer). Malgrado la regione abbia un suolo fertile, le guerre civili, le poche vie di comunicazione e le malattie delle piante hanno fatto sì che sia ancora poco sviluppata. Gran parte della vasta area è tuttora ricoperta da boscaglia e alte erbe. Vengono coltivate per l’esportazione alcune spezie, in particolare il cardamomo, e il caffè. In alcune zone viene anche estratta la pagodite, una pietra utilizzata nei lavori di intaglio. Al mattino visita di una piantagione di tè, di una piantagione di caffè e di due villaggi abitati diverse minoranze etniche.  Il villaggio di Ban Bong Neua, abitato dagli Alak, e il villaggio di Ban Kokphung, abitato dai Katu. Entrambe queste minoranze etniche sono famose per la tradizione di custodire le bare sotto le abitazioni. Nel pomeriggio si giunge nel villaggio di Tad Lo, nei cui pressi si trova una meravigliosa cascata, dove è possibile fare un bagno in una delle piscine naturali (si consiglia di portare costume e asciugamano). Al termine delle visite rientro in resort a Champasak Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in resort. 
    Dopo la prima colazione partenza via terra verso sud fino a raggiungere Ban Hatsaikhone dove saliamo a bordo di un’imbarcazione tradizionale con la quale andiamo alla scoperta dell’area delle Quattromila Isole, un arcipelago fluviale che si estende nel Mekong per un tratto di circa 50 km. Durante la stagione delle piogge, in questo tratto, il Mekong raggiunge una larghezza di 14 km, la massima del suo percorso di 4.350 km dall’altopiano tibetano al Mar Cinese Meridionale. Nei mesi secchi il fiume si ritira lasciando affiorare centinaia di isole e isolotti. La zona è caratterizzata da minuscoli agglomerati, i cui abitanti vivono di gesti ripetitivi, rassicuranti, che da sempre raccontano l’esistenza di chi ha avuto la sorte di nascervi. Legno, paglia, canne, riso, risaie, bufali, palafitte… il tradizionale modo di vivere non è mutato e continua, in molti aspetti, a non voler cambiare. I locali sono di varie etnie tra cui quella dei “lao-loum”, lao delle pianure che costituiscono la maggioranza della popolazione laotiana, abbondantemente presenti in tutta la regione. Sono buddisti di scuola “theravada”, ma, come tutti quelli che nel mondo mantengono ancora un forte legame con gli elementi della natura, sono anche animisti. Le loro principali fonti di sostentamento sono legate alla pesca e all’agricoltura, specie quella che abbisogna di molta acqua come il riso. Sino a poco tempo fa alcuni villaggi non potevano contare sull’energia elettrica e anche l’approvigionamento dell’acqua potabile era assai problematico. Usavano soprattutto acqua prelevata direttamente dal MekongNavighiamo a valle, superando la più grande delle 4000 isole, Don Khong, e proseguendo fino alla poco visitata Don Som dove scendiamo per una camminata. Poi risaliamo a bordo dell’imbarcazione e proseguiamo la crociera verso l'isola di Don Loppadi, dove gli abitanti del villaggio sono specializzati nella tessitura di cesti di bambù e di reti da pesca. Visitiamo il caratteristico villaggio dove una famiglia amichevole ha preparato un pranzo casalingo a base di specialità locali. Dopo pranzo, sempre a bordo di una barca locale, ci trasferiamo sull’Isola di Khone per trascorrervi la notte.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in resort. 
    Dopo la prima colazione trasferimento in barca sulla terra ferma e partenza per l’escursione in minibus alle imponenti cascate di Phapeng, conosciute anche come le “Niagara dell’Est”. Si prosegue per Dom Kralor, il confine con la Cambogia. Espletamento delle formalità doganali e d’immigrazione, incontro con la guida cambogiana e proseguimento per la cittadina di Kratie. Capoluogo di tutto il nord del paese nel periodo coloniale, Kratie conserva le residenze dei ricchi signori della gomma, ma la sua attrazione principale è l’orcella, il delfino di fiume, una delle creature più affascinanti del Mekong, purtroppo in grave pericolo di estinzione. Escursione in barca sul fiume per avvicinare e ammirare questi rari mammiferi. Al termine dell’escursione sistemazione in hotel.Pranzo e cena in ristoranti locali, pernottamento in hotel. 
    Presto al mattino, dopo la prima colazione, partenza in direzione di Siem Reap.All'arrivo a Siem Reap, visita del villaggio galleggiante di Me Chhrey. Situato sulla punta nord-occidentale del lago Tonle Sap, la località permette di vivere un’autentica esperienza di comunità fluttuante locale. Il piccolo villaggio ospita famiglie che, a differenza di altre comunità galleggianti, vivono ancora in case di legno. Il villaggio si sposta durante tutto l'anno, a seconda del livello delle acque del lago. Alla fine della stagione secca, quando il livello dell'acqua del lago è al minimo, gli abitanti del villaggio si avvicinano alla riva e vivono principalmente di attività agricole a terra. Visita di una casa locale per avere una migliore comprensione della vita sul lago. Al termine della visita sistemazione in hotel a Siem Reap.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    I siti da visitare ad Angkor sono molti e sicuramente il più famoso è Angkor Wat, un manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raramente riscontrabile in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti ed aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose “apsara”. La visita inizia dalla Porta ad oriente che offre un’atmosfera molto suggestiva e dove l’afflusso turistico è scarso. L’ingresso principale lo si potrà ammirare al termine della visita. Fra tutti i templi khmer è sicuramente il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte di questa straordinaria civiltà. Misura un perimetro esterno di 1800 metri per 1300 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che chiudono l’orizzonte. Saliti i gradini d’accesso al secondo piano, si ha dinnanzi il massiccio centrale di Angkor Wat, sormontato dalle alte torri intatte di cui quella del centro leva il suo pinnacolo a sessantacinque metri dalla pianura. Il ricamo del gigantesco blocco, geometrico e preciso nel mare della foresta, annulla ogni efficacia di cifre. Nei raffinati bassorilievi di un chilometro di lunghezza che tappezzano le gallerie la scultura sfiora la pietra per descrivere i grandi miti del Mahabarata e del Ramayana e fra le finestre decine e decine di devata ed apsara, seducenti ninfe celesti, offrono la spettacolare testimonianza di un’eccelsa arte figurativa. I lavori di costruzione del tempio iniziati nel 1120 terminarono nel 1150 alla morte del suo ideatore, il grande Suryavarman II; in quell’epoca in Italia si consacrava la Cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre Dame. Visitiamo Angkor Thom, una vera e propria città fortificata realizzata tra il XII e XIII secolo. Sembra che nel periodo d’oro nella zona vivesse oltre un milione di persone. L’area era cinta da muro e fossato, chiara rappresentazione architettonica del monte sacro Meru e degli Oceani. Porte monumentali alte oltre 20 metri sono arricchite da proboscidi, grandi statue di divinità e demoni. All’interno vi si trovano edifici quali la “Terrazza del Re Lebbroso”, la “Terrazza degli Elefanti”, ma soprattutto il “Bayon”. Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Avalokitesvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue 432 labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Oltre allo straordinario insieme dell’opera, sarà interessante osservare nel dettaglio anche i bassorilievi con oltre 10.000 raffigurazioni. Molte di queste rappresentano scene di vita del XII secolo. Si dice che sia stata questa la prima struttura che lo “scopritore” di Angkor, (Henri Mouhot oggi sepolto lungo un fiume in Laos), abbia notato durante un suo girovagare nella foresta. Assai coinvolgente e di grande impatto emotivo.  Impossibile non fermarsi al Ta Prohm, il più emozionante fra tutti i monumenti angkoriani. Volutamente gli archeologi hanno preferito lasciarlo quasi nelle stesse condizioni in cui fu scoperto. Infatti qui la foresta è l’assoluta protagonista. L’albero e la liana non si sono in nessun luogo associati all’architettura con maggiore maestà ed armonia come al Ta Prom, monastero buddhista fatto erigere da Jayavarman VII nel 1186 e dedicato a sua madre. Varcato il primo muro di cinta, si assiste a uno spettacolo inverosimile. Altissimi alberi di Ceiba Pentandra e di Ficus Gibbosa avvolgono con le loro gigantesche radici come enormi tentacoli di piovra le gallerie basse, i cortili e le torri dove grazia e tragedia, violenza e tranquillità si fondono. Fra gli edifici che l’albero ha spaccato da parte a parte il visitatore stupefatto si sente ora entusiasmato ed ora disperato dal miracoloso ed abominevole lavoro della foresta e della solitudine.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per un’altra intera giornata dedicata alle visite dei principali siti di Angkor. Si inizia con il Banteay Srey (la “cittadella delle donne”) vero gioiello dell’arte khmer, ralizzato nel 967, a cavallo tra il regno di Rajendravarman e quello di Jayavarman V. Il tempio fu fatto costruire da Yajnavaraha, il guru di quest’ultimo re. Si erge solitario a circa 40 km a nord-est di Angkor ed è indiscutibilmente il più delicato ed elegante tra le testimonianze architettoniche di Angkor. Il complesso è costituito da tre santuari in arenaria rosa, dedicati a Shiva, interamente ricoperti da raffinatissimi bassorilievi. Un’altra caratteristica che rende unico questo complesso sono i doppi frontoni con la loro forma ad arco che ricorda i torana (porte d’ingresso) di legno dei templi arcaici. Si prosegue con la visita del Banteay Samre, del XII sec. costruito durante il regno di Suryavarman II. E’ di medie dimensioni e siccome è quasi contemporaneo ad Angkor Wat ne ricorda lo stile e l’equilibrio armonico delle strutture con una particolarità esclusiva data da pinnacoli ovoidali, sempre in arenaria grigia, collocati lungo le cuspidi dei tetti. Il tempio è stato oggetto di uno dei più accurati e meglio riusciti restauri con il metodo dell’anastilosi. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si prosegue con la visita del sito di Roluos, a 15 km da Siem Reap. Il complesso dei templi pre-angkoriani tra i quali si evidenzia, per importanza e bellezza, il Preah Ko (il “bue sacro”), il primo tempio costruito dal re Indravarman I nell’879. Il materiale di costruzione è prevalentemente laterite e muratura, fanno eccezione i riquadri dei portali e le finestre a colonne per le quali fu utilizzata l’arenaria grigia. Dal secondo “gopura” (porta d’ingresso di cui oggi rimane soltanto la sua pianta cruciforme) si entra nel cortile interno nel cui centro si elevano sei “prasat” di modeste dimensioni disposti in doppia fila di cui i tre anteriori sono di dimensioni maggiori e più rifiniti infatti i mattoni sono accuratamente levigati e rivestiti di pannelli in stucco, sicuramente policromo, di cui oggi ne rimangono solo delle tracce. Si continua per un rapido sguardo ai quattro prasat del Lolei, fatto erigere su di un isolotto artificiale da Yashovarman I nel 893. Ma il tempio più importante e affascinante è senza dubbio il Bakong eretto sempre da Indravarman I nel 881. Bellissimo, elegante e superbo tempio-montagna che si può simbolicamente paragonare al magnifico Borobodur di Giava. C’è infatti un nesso storico ed anche probabilmente legami dinastici tra alcuni re della Kambuja ed i Sailendra, i signori di Giava. La base del tempio si eleva su cinque terrazze rivestite in arenaria; l’altezza dei gradoni diminuisce salendo e le statue dei leoni ai lati delle scalinate e degli elefanti sui 4 angoli delle piattaforme si riducono di dimensioni. Questi accorgimenti strutturali e ornamentali creano un effetto prospettico stupefacente e fanno del Bakong uno dei templi più affascinanti ed eleganti tra tutte le creazioni architettoniche khmer. Pranzo e cena in ristoranti locali, pernottamento in hotel. 
    Al mattino, dopo la prima colazione, trasferimento in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul per Bangkok. Arrivo a Bangkok e coincidenza con volo di rientro in Italia con scalo intermedio. Cena a bordo.  
    Arrivo in Italia al mattino.    1. Monaci   2. Donna laotiana nella risaia  3. Angkor Wat 

    Perché con noi

    • Itinerario completo che include anche l'affascinante zona delle "quattromila isole",  che emergono solo nel periodo dell'anno in cui vengono organizzati i viaggi Kel 12
    • Una parte degli spostamenti sul Mekong viene effettuata a bordo di una confortevole barca privata
    • sistemazioni alberghiere di ottimo livello

    I nostri esperti

    PAOLO BROVELLI

    Dal 10  marzo  2024 al 24  marzo  2024

    Dal 3  novembre  2024 al 17  novembre  2024

    GIANCARLO MEONI

    Dal 28  dicembre  2024 al 11  gennaio  2025

    Approfondimenti di viaggio

    Segnaliamo che la riconferma degli alberghi che verranno utilizzati per questo tour verrà fornita 45 giorni prima della partenza. I tempi di percorrenza riportati nel programma sono indicativi e dipendono dal traffico/condizioni delle strade/soste fotografiche richieste dal gruppo.La durata del viaggio in barca da Huey Xai a Luang Prabang dipende dal livello dell’acqua. I voli interni possono essere soggetti a modifiche di orario talvolta senza preavviso.È importante sottolineare che [...]