DAL MEKONG AD ANGKOR (NOVEMBRE 2026)

CAMBOGIA LAOS SINGAPORE THAILANDIA

  • DAL MEKONG AD ANGKOR (NOVEMBRE 2026)

    CAMBOGIA LAOS SINGAPORE THAILANDIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 16 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 7  novembre   al 22  novembre  
      Iscrizioni aperte
      170

    A PARTIRE DA:  

    5.850€

    Laos - Cambogia - Thailandia - Singapore

    DAL MEKONG AD ANGKOR (NOVEMBRE 2026)

    Il viaggio inizia a Bangkok, in Thailandia, dove si trascorre una notte prima di volare a Chiang Rai e procedere per il confine con il Laos. Da Chieng Khong, sul confine fra Thailandia e Laos, si intraprende una piacevole navigazione lungo le ampie anse del Mekong a bordo di una confortevole barca privata che procede lentamente nel paesaggio antico dei villaggi etnici laotiani fino ad arrivare a Pakbeng. In due giorni di viaggio fluviale si vive l’esperienza di un mondo fuori dal mondo, lontano da ogni frenesia: spiagge di sabbia dorata ed enormi rocce seghettate che delimitano le rive, bambini che giocano allegri, mandrie di bufali, donne che a fatica coltivano piccoli orti strappati al fiume. Nell’antica città reale di Luang Prabang, punto d’arrivo della nostra navigazione sul mitico fiume, si entra in un magnifico dipinto dove linee armoniose di templi e monasteri emergono dalle case coloniali. A seguire la capitale Vientiane, con il That Luang (Grande Stupa), simbolo del paese e della sovranità laotiana. Più a sud si incontra nuovamente il Mekong: dopo Pakse, il mitico fiume si trasforma, dirama, protegge il sito UNESCO di Wat Phu, allaga territori per farne emergere piccole lingue di terra isolate, dove la vita segue i ritmi di un tempo. Le cascate, le “quattromila isole”, i villaggi… con piccole barche si naviga in una realtà che si concede ancora “ritardi nello sviluppo”. Il tutto condito da notti in lodge, tra il verde della vegetazione e lo scorrere delle acque fluviali. Il dispiacere di allontanarsi da luoghi così belli è compensato dalla visita di Angkor che, direbbe Terzani, “ci rende orgogliosi di appartenere alla razza umana”. Questo è un viaggio intenso e vario per gli appassionati dei paesaggi e della cultura dell’Asia.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza in tarda mattinata da Milano Malpensa con voli di linea Singapore Airlines per Bangkok via Singapore. Pasti e pernottamento a bordo.  
    Arrivo a Bangkok in tarda mattinata. Disbrigo delle formalità d’ingresso. Accoglienza e trasferimento in hotel. Camere disponibili a partire dalle 14:00. Pranzo libero.Dopo pranzo partenza per la visita del celebre Wat Pho, il monastero Buddhista più antico della città e noto per ospitare all’interno del proprio “Wihan” una gigantesca statua del Buddha reclinato. Ma il Wat Pho custodisce anche altri elementi architettonici di grande interesse. Tra questi troviamo quattro giganteschi stupa in stile “Rattanakosin” che commemorano i primi quattro re della dinastia attuale. Qui si trova anche la sede della più antica scuola di massaggi Thai. Il luogo più sacro del tempio è il “Bot” con una sacra immagine del Buddha proveniente da Ayutthaya. Il Bot è circondato da ben due cinte murarie, ognuna “difesa” da decine di statue del Buddha in varie mudra (posizioni delle mani) e provenienti da varie città siamesi. Queste statue hanno molteplici significati, tra i quali il dominio politico di Bangkok sulla città stesse di provenienza.Al termine della visita si attraversa il fiume Chao Praya a bordo dei ferry in servizio regolare. Sulla sponda opposta si trova Thonburi. Oggi parte dell’agglomerato urbano di Bangkok, Thonburi ha una storia più antica. È qui infatti che Re Taksin si insediò dopo aver ricacciato i Birmani che distrussero Ayutthaya nel 1767. Taksin scelse quale tempio della propria residenza reale un complesso religioso risalente al periodo di Ayutthaya e probabilmente edificato nel XVI secolo: il Wat Arun, o “Tempio dell’Aurora”. Ne faceva parte uno stupa alto circa 16 metri. Nel secolo successivo, dopo il trasferimento della sede di governo sulla sponda opposta del fiume, Re Rama III iniziò l’ampliamento e l’innalzamento dello stupa che venne completato dai suoi successori. Oggi lo stupa del Wat Arun costituisce uno degli emblemi più rappresentativi e fotografati di Bangkok. Rappresenta il Monte Meru, il centro dell’universo materiale “Kamadathu” nella cultura buddista. Pernottamento in hotel.Pranzo libero e cena in hotel. 
    Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Chiang Rai. Arrivo a Chiang Rai, accoglienza e trasferimento in hotel. Pranzo in hotel.Un elemento caratterizzante di Chiang Rai è costituito dai suoi artisti. Questa provincia ha infatti dato i natali agli artisti contemporanei più noti della Thailandia, ognuno dei quali ha qui realizzato proprie opere di grande valore. Tra questi il più acclamato è il maestro Chalermchai. Pomeriggio dedicato agli artisti contemporanei più noti del paese che a Chiang Rai hanno instaurato una sorta di “competizione” realizzando maestose opere d’arte. Si inizia con il Wat Rong Khun, o “Tempio Bianco”, disegnato dal maestro Chalermchai, che ripropone il messaggio buddhista dei cicli vitali del Samsara in chiave moderna all’interno di una monumentale ed affascinante edificio ispirato alle forme del tradizionale tempio Lanna del nord. Le sue vaste proporzioni e le fastose rifiniture ne fanno oggi uno dei luoghi più fotografati della Thailandia. Si prosegue con il Wat Rong Seua Ten, o “Tempio Blu”, opera contemporanea dell’artista Putha Kabkaew ed allievo del maestro Chalermchai. Effetti psichedelici, colossali statue raffiguranti inquietanti “Yak”, i demoni buddhisti, e animali mitologici quali il “Makara”, catturano l’attenzione del visitatore. Infine visita al Wat Huay Pla Kang, un tempio molto appariscente con un imponente statua di Guan Yin, che coi suoi 20 piani svetta su tutta la struttura. Al termine delle visite rientro in hotel. Pernottamento in hotel.Pranzo e cena in hotel. 
    Sveglia di primo mattino per percorrere la strada che ci condurrà in Laos, passando per Chiang Khong (01h30). Attraverseremo il Mekong e faremo la conoscenza della nostra guida laotiana per una crociera di 7 ore, a bordo di una confortevole barca tradizionale ad uso esclusivo del nostro gruppo, alla scoperta delle rive del Mekong, fiume mitico che attraversa la Cina, separa il Laos dalla Birmania e dalla Tailandia, per immergersi poi in Cambogia e terminare la sua corsa in Vietnam. Il paesaggio è splendido. È il principale asse di comunicazione tra il Nord del paese e Luang Prabang, il suo corso è molto trafficato e lungo le sue sponde sorgono diversi villaggi. Pranzo a bordo. Arrivo a Pakbeng a fine pomeriggio. Scopriremo a piedi questo borgo, situato sul Mekong a metà strada tra Houey Xay e Luang Prabang, dove si mescolano diversi gruppi etnici: H'mong, Lue, Khamou.Dopo il nostro arrivo al lodge a Pakbeng, avremo l’opportunità di scoprire l’area circostante passeggiando a piedi o semplicemente ci potremo rilassare ammirando lo spettacolo del tramonto sul Mekong.Cena e pernottamento in hotel. 
    La mattina, proseguimento della crociera scendendo lungo il Mekong fino a Luang Prabang. Navigazione di circa 7 ore attraverso paesaggi di pittoresca bellezza. Il Mekong ha scavato una profonda valle e la foresta tropicale ne invade gli argini. Pranzo a bordo della barca. Lungo il percorso visita delle sacre grotte di Pak Ou, che sono la dimora di uno dei quindici naga, i mitici serpenti Geni delle acque che proteggono questa regione. Le grotte ospitano anche centinaia di statue del Buddha di varie dimensioni. Le grotte offrono una vista splendida sul Mekong che, in questo punto, mescola le sue acque a quelle del Nam Ou. Arrivo a Luang Prabang, la vecchia capitale reale, Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Pranzo a bordo, cena e pernottamento in hotel. 
    Luang Prabang, l’antica capitale del regno Lan Xang, è pervasa da una coinvolgente armonia, con le case basse, immerse nel verde delle palme e delle foreste che la circondano. Per l’incomparabile bellezza del sito ambientale e per la straordinaria ricchezza di capolavori di architettura buddhista, l’UNESCO l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità. Visita del Royal Palace, trasformato in Museo Nazionale.  Unisce allo stile tradizionale laotiano interventi con influenze francesi e scaloni di marmo italiano. All’interno vi sono ambienti di cui noteremo la particolare modestia e pure pareti riccamente affrescate, la pomposa sala delle udienze, gli oggetti religiosi, arredi vari, statue d’oro, altri materiali preziosi risalenti a varie epoche a partire dal I secolo d.C. Nel giardino del Palazzo Reale si trova un padiglione, da alcuni anni in costruzione, (forse terminato), che non migliora l’apprezzabilità estetica del luogo. Dovrebbe diventare il nuovo museo per collocarvi alcuni oggetti ora esposti nel Royal Palace. È un edificio con caratteristiche architettoniche e cromatiche assai contrastanti la bellezza e sobrietà dello stile proprio del Royal Palace. Ricorda, invece, certe realizzazioni dell’architettura thailandese più roboante, non le ovattate opere tipiche di Luang Prabang.Il Palazzo Reale è edificato nel 1904 come residenza del re laotiano in coincidenza con la fase iniziale della presenza francese. È stato localizzato qui per accedervi direttamente dal fiume, che si trova proprio alle sue spalle. È utilizzato come reggia sino al 1975 anno della rivoluzione. Poi è adibito a museo. All’interno vi sono decori, arredi, ambienti e oggetti assai diversi fra loro, abbellimenti ricchi d’eccessi nei colori e dorature, e stanze molto semplici come quelle private in cui trascorreva la quotidianità dei sovrani. La visita offre la sala delle udienze, con paraventi dorati, affreschi, statue del Budda in oro, ritratti di regnanti, sala del trono, pareti mosaicate, abiti reali, sciabole, teche con doni di rappresentanti d’altri paesi, (porcellane, quadri, argenti…). Ma, forse, s’apprezzeranno maggiormente le camere situate nell’ala non pubblica del palazzo dove il re e la regina vivevano la loro porzione di privacy. Dopo il palazzo Reale sarà la volta della Huan Chuan Heritage House dove potremo ammirare il fascino architettonico di questo edificio ed apprendere le connessioni storiche in comune con il palazzo reale.Si procede con la visita del Wat Xiengthong “Tempio della Città d’Oro”, classico esempio della tipica architettura in stile Lanexang, con stupa, cappelle e piccoli santuari, risalente al massimo splendore del Regno del Milione di Elefanti. Si continua con il Wat Mai, dalle pitture dorate, con lo stupa Wat Visoun e con l’Arts and Ethnology Centre per capire meglio quali minoranze etniche popolano il Laos e quali sono i loro costumi e tradizioni.Per concludere in bellezza la giornata si sale sulla cima del Mount Phousi per godere della spettacolare  vista della città e del Mekong  al tramonto.Pranzo e cena in ristorante locale, pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per il MandaLao Elephant Conservation, un progetto nato per migliorare la sorte dei pachidermi addomesticati, a soli 40 minuti di viaggio da Luang Prabang. Nel recente passato questi animali venivano infatti considerati alla stregua di trattori, soprattutto per il trasporto del legname. Diversi mahout sono stati convinti a portare i loro animali, spesso stremati dal troppo lavoro o feriti, presso il centro del progetto. I mahout continuano a lavorare con gli elefanti, a nutrirli e a prendersi cura di loro, nonché ad assicurarsi che non scappino, e gli elefanti, dal canto loro, possono trascorrere tranquille giornate nella foresta. All’arrivo ci verranno raccontate le storie di alcuni elefanti, poi potremo interagire con un paio di maestosi esemplari, assistere al loro bagno nel fiume e seguirli a piedi, tra risaie e insenature, con una piacevole camminata di circa 1 ora. Un altro scopo del progetto è dimostrare rispetto e comprensione per gli elefanti offrendo agli ospiti un'esperienza completamente educativa e interattiva, con la speranza di promuovere un trattamento sempre più umano ed etico di questi animali attraverso il Laos e oltre i suoi confini.Pranzo al campo del santuario.Nel pomeriggio escursione alle spettacolari e famose cascate di Khuang Si, un gruppo di cascate a tre livelli, che nella parte più alta raggiungono un’altezza di 60 metri. Alla base delle cascate si sono formate una serie di piscine poco profonde dalle acque turchesi e cristalline. Nei pressi della cascata è anche possibile visitare il Bear Rescue Centre, ovvero la sede di un’organizzazione che protegge un particolare esemplare di orso asiatico. Cena in ristorante locale e pernottamento in hotel. 
    La giornata può cominciare molto presto per chi ha voglia di alzarsi verso le 5.00 del mattino e assistere alla cerimonia del Tak Bat o questua giornaliera, un rituale buddhista antichissimo, la processione dei monaci che chiedono l’elemosina lungo le strade di Luang Prabang. I devoti si inginocchiano sui marciapiedi delle vie cittadine, tenendo nelle loro mani il cibo da offrire ai monaci che a loro volta camminano in silenzio, in fila indiana, con le loro vesti color zafferano. È un modo per entrare in punta di piedi in una esperienza significativa. Al termine della cerimonia, dopo una passeggiata nel mercato locale, rientriamo in hotel per la prima colazione.N.B: Coloro che assisteranno alla cerimonia di Tak Bat non dovranno indossare indumenti succinti (calzoncini corti e canottiera), non dovranno attraversare la fila dei monaci né scattare foto a distanza ravvicinata. È richiesto inoltre di mantenere un certo silenzio.Dopo colazione trasferimento alla stazione ferroviaria per l’imbarco sul treno per Vientiane (Treno C85, 10:15-12:15). Arrivo a Vientiane, accoglienza e trasferimento in hotel. Pranzo in ristorante locale.Dopo pranzo partenza la visita della capitale del Laos. La città di Vientiane, fondata nel 1563, rimase intatta fino al 1827 quando venne saccheggiata dai Siamesi e abbandonata per decenni. Alla fine dell’800 i francesi la ricostruirono con eleganti ville coloniali e ampi boulevard alberati. Si inizia con il Wat Sisaket, il più antico tempio della città, un bellissimo edificio, nonché museo nazionale, che ospita migliaia di statuette di Buddha in legno, pietra, argento e bronzo. Si continua con il Wat Pha Kaeo, costruito per custodire il famosissimo Buddha di Smeraldo, in passato tempio regio, oggi museo nazionale di arte sacra. Quindi il Pha That Luang, il più importante monumento nazionale del paese, allo stesso tempo il simbolo della religione buddhista e della sovranità del Laos, il cui nome ufficiale completo Pha Chedi Lokajulamani significa “stupa sacro di valore mondiale”. Infine il Patuxay Monument, conosciuto anche come Arco di Trionfo. Si conclude la giornata con un giro a bordo di tipici tuk-tuk e la vista del mercato notturno nei pressi del That Luang.Pranzo e cena in ristorante locale, pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per la visita del Centro COPE, un’organizzazione umanitaria che fornisce aiuto e assistenza alle persone che sfortunatamente hanno avuto a che fare con gli ordigni inesplosi rimasti in Laos dopo la guerra del Vietnam. Al termine della visita trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo per Pakse. Arrivo a Pakse, accoglienza e partenza verso sud per la visita dell’antico complesso religioso khmer del Wat Phu Champasak, che si estende alle pendici del monte Phu Pasak. Il santuario del lingam di Shiva, l’enigmatica pietra del coccodrillo e i padiglioni in rovina disseminati tra alberi e risaie, conferiscono al sito un fascino singolare. Anche se piccolo, paragonato ai siti monumentali di Angkor in Cambogia, il Wat Phu Champasak grazie alla sua atmosfera e alla disposizione dei suoi edifici, unica nell’architettura khmer, è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità UNESCO nel 2001. (N.B. Per visitare la parte alta del sito è necessario risalire una serie di gradoni in pietra, circa 300, per un dislivello altimetrico di circa 150 metri). Al termine della visita trasferimento al resort che si trova lungo il Mekong nei pressi della cittadina di Champasak. Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in resort. 
    Dopo la prima colazione partenza via terra verso sud fino a raggiungere Ban Hatsaikhone dove saliamo a bordo di un’imbarcazione tradizionale con la quale andiamo alla scoperta dell’area delle Quattromila Isole, un arcipelago fluviale che si estende nel Mekong per un tratto di circa 50 km. Durante la stagione delle piogge, in questo tratto, il Mekong raggiunge una larghezza di 14 km, la massima del suo percorso di 4.350 km dall’altopiano tibetano al Mar Cinese Meridionale. Nei mesi secchi il fiume si ritira lasciando affiorare centinaia di isole e isolotti. La zona è caratterizzata da minuscoli agglomerati, i cui abitanti vivono di gesti ripetitivi, rassicuranti, che da sempre raccontano l’esistenza di chi ha avuto la sorte di nascervi. Legno, paglia, canne, riso, risaie, bufali, palafitte… il tradizionale modo di vivere non è mutato e continua, in molti aspetti, a non voler cambiare. I locali sono di varie etnie tra cui quella dei “lao-loum”, lao delle pianure che costituiscono la maggioranza della popolazione laotiana, abbondantemente presenti in tutta la regione. Sono buddisti di scuola “theravada”, ma, come tutti quelli che nel mondo mantengono ancora un forte legame con gli elementi della natura, sono anche animisti. Le loro principali fonti di sostentamento sono legate alla pesca e all’agricoltura, specie quella che abbisogna di molta acqua come il riso. Sino a poco tempo fa alcuni villaggi non potevano contare sull’energia elettrica e anche l’approvigionamento dell’acqua potabile era assai problematico. Usavano soprattutto acqua prelevata direttamente dal MekongNavighiamo a valle, superando la più grande delle 4000 isole, Don Khong, e proseguendo fino alla poco visitata Don Som dove scendiamo per una camminata. Poi risaliamo a bordo dell’imbarcazione e proseguiamo la crociera verso l'isola di Don Loppadi, dove gli abitanti del villaggio sono specializzati nella tessitura di cesti di bambù e di reti da pesca. Visitiamo il caratteristico villaggio dove una famiglia amichevole ha preparato un pranzo casalingo a base di specialità locali. Dopo pranzo, sempre a bordo di una barca locale, ci trasferiamo sull’Isola di Khone per trascorrervi la notte.Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in resort. 
    Dopo la prima colazione trasferimento in barca sulla terra ferma e partenza per l’escursione in minibus alle imponenti cascate di Phapeng, conosciute anche come le “Niagara dell’Est”. Si prosegue per Dom Kralor, il confine con la Cambogia. Espletamento delle formalità doganali e d’immigrazione, incontro con la guida cambogiana e proseguimento per la cittadina di Kratie. Capoluogo di tutto il nord del paese nel periodo coloniale, Kratie conserva le residenze dei ricchi signori della gomma, ma la sua attrazione principale è l’orcella, il delfino di fiume, una delle creature più affascinanti del Mekong, purtroppo in grave pericolo di estinzione. Escursione in barca sul fiume per avvicinare e ammirare questi rari mammiferi. Al termine dell’escursione sistemazione in un boutique hotel a 20 km da Kratie.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    Presto al mattino, dopo la prima colazione, partenza in direzione di Siem Reap.All'arrivo a Siem Reap, visita del villaggio galleggiante di Me Chhrey. Situato sulla punta nord-occidentale del lago Tonle Sap, la località permette di vivere un’autentica esperienza di comunità fluttuante locale. Il piccolo villaggio ospita famiglie che, a differenza di altre comunità galleggianti, vivono ancora in case di legno. Il villaggio si sposta durante tutto l'anno, a seconda del livello delle acque del lago. Alla fine della stagione secca, quando il livello dell'acqua del lago è al minimo, gli abitanti del villaggio si avvicinano alla riva e vivono principalmente di attività agricole a terra. Visita di una casa locale per avere una migliore comprensione della vita sul lago. Al termine della visita sistemazione in hotel a Siem Reap.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    I siti da visitare ad Angkor sono molti e sicuramente il più famoso è Angkor Wat, un manufatto eccezionale per dimensioni e raffinatezza che unisce senso religioso e architettonico a un livello raramente riscontrabile in altre parti del pianeta, se ne noteranno il simbolismo, gli elementi imponenti e i particolari minuti ed aggraziati, a partire dalle oltre 3.000 raffigurazioni delle deliziose “apsara”. La visita inizia dalla Porta ad oriente che offre un’atmosfera molto suggestiva e dove l’afflusso turistico è scarso. L’ingresso principale lo si potrà ammirare al termine della visita. Fra tutti i templi khmer è sicuramente il capolavoro indiscusso dell’architettura e dell’arte di questa straordinaria civiltà. Misura un perimetro esterno di 1800 metri per 1300 e culmina con il raffinato profilo delle cinque torri-santuario che chiudono l’orizzonte. Saliti i gradini d’accesso al secondo piano, si ha dinnanzi il massiccio centrale di Angkor Wat, sormontato dalle alte torri intatte di cui quella del centro leva il suo pinnacolo a sessantacinque metri dalla pianura. Il ricamo del gigantesco blocco, geometrico e preciso nel mare della foresta, annulla ogni efficacia di cifre. Nei raffinati bassorilievi di un chilometro di lunghezza che tappezzano le gallerie la scultura sfiora la pietra per descrivere i grandi miti del Mahabarata e del Ramayana e fra le finestre decine e decine di devata ed apsara, seducenti ninfe celesti, offrono la spettacolare testimonianza di un’eccelsa arte figurativa. I lavori di costruzione del tempio iniziati nel 1120 terminarono nel 1150 alla morte del suo ideatore, il grande Suryavarman II; in quell’epoca in Italia si consacrava la Cattedrale di Pisa e a Parigi si costruiva Notre Dame. Visitiamo Angkor Thom, una vera e propria città fortificata realizzata tra il XII e XIII secolo. Sembra che nel periodo d’oro nella zona vivesse oltre un milione di persone. L’area era cinta da muro e fossato, chiara rappresentazione architettonica del monte sacro Meru e degli Oceani. Porte monumentali alte oltre 20 metri sono arricchite da proboscidi, grandi statue di divinità e demoni. All’interno vi si trovano edifici quali la “Terrazza del Re Lebbroso”, la “Terrazza degli Elefanti”, ma soprattutto il “Bayon”. Se la struttura più maestosa di Angkor è l’Angkor Wat, il Bayon rappresenta certamente quella in cui arte e capacità fantastiche degli autori e di chi l’ha commissionata si sono espresse al meglio della creatività. I 216 enormi volti di Avalokitesvara sembrano inseguire con lo sguardo freddo, ma con sorriso più conciliante, il visitatore che in ogni caso rimane assai colpito dalla straordinarietà dell’opera. Il sorriso, appena accennato, delle sue 432 labbra può anche richiamare, (non per proporre inconsistenti rapporti ma solo per omogeneità estetiche), quello di Abu Simbel. Oltre allo straordinario insieme dell’opera, sarà interessante osservare nel dettaglio anche i bassorilievi con oltre 10.000 raffigurazioni. Molte di queste rappresentano scene di vita del XII secolo. Si dice che sia stata questa la prima struttura che lo “scopritore” di Angkor, (Henri Mouhot oggi sepolto lungo un fiume in Laos), abbia notato durante un suo girovagare nella foresta. Assai coinvolgente e di grande impatto emotivo.  Impossibile non fermarsi al Ta Prohm, il più emozionante fra tutti i monumenti angkoriani. Volutamente gli archeologi hanno preferito lasciarlo quasi nelle stesse condizioni in cui fu scoperto. Infatti qui la foresta è l’assoluta protagonista. L’albero e la liana non si sono in nessun luogo associati all’architettura con maggiore maestà ed armonia come al Ta Prom, monastero buddhista fatto erigere da Jayavarman VII nel 1186 e dedicato a sua madre. Varcato il primo muro di cinta, si assiste a uno spettacolo inverosimile. Altissimi alberi di Ceiba Pentandra e di Ficus Gibbosa avvolgono con le loro gigantesche radici come enormi tentacoli di piovra le gallerie basse, i cortili e le torri dove grazia e tragedia, violenza e tranquillità si fondono. Fra gli edifici che l’albero ha spaccato da parte a parte il visitatore stupefatto si sente ora entusiasmato ed ora disperato dal miracoloso ed abominevole lavoro della foresta e della solitudine.Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza per un’altra intera giornata dedicata alle visite dei principali siti di Angkor. Si inizia con il Banteay Srey (la “cittadella delle donne”) vero gioiello dell’arte khmer, ralizzato nel 967, a cavallo tra il regno di Rajendravarman e quello di Jayavarman V. Il tempio fu fatto costruire da Yajnavaraha, il guru di quest’ultimo re. Si erge solitario a circa 40 km a nord-est di Angkor ed è indiscutibilmente il più delicato ed elegante tra le testimonianze architettoniche di Angkor. Il complesso è costituito da tre santuari in arenaria rosa, dedicati a Shiva, interamente ricoperti da raffinatissimi bassorilievi. Un’altra caratteristica che rende unico questo complesso sono i doppi frontoni con la loro forma ad arco che ricorda i torana (porte d’ingresso) di legno dei templi arcaici. Si prosegue con la visita del Banteay Samre, del XII sec. costruito durante il regno di Suryavarman II. E’ di medie dimensioni e siccome è quasi contemporaneo ad Angkor Wat ne ricorda lo stile e l’equilibrio armonico delle strutture con una particolarità esclusiva data da pinnacoli ovoidali, sempre in arenaria grigia, collocati lungo le cuspidi dei tetti. Il tempio è stato oggetto di uno dei più accurati e meglio riusciti restauri con il metodo dell’anastilosi. Pranzo in ristorante locale. Nel pomeriggio si prosegue con la visita del sito di Roluos, a 15 km da Siem Reap. Il complesso dei templi pre-angkoriani tra i quali si evidenzia, per importanza e bellezza, il Preah Ko (il “bue sacro”), il primo tempio costruito dal re Indravarman I nell’879. Il materiale di costruzione è prevalentemente laterite e muratura, fanno eccezione i riquadri dei portali e le finestre a colonne per le quali fu utilizzata l’arenaria grigia. Dal secondo “gopura” (porta d’ingresso di cui oggi rimane soltanto la sua pianta cruciforme) si entra nel cortile interno nel cui centro si elevano sei “prasat” di modeste dimensioni disposti in doppia fila di cui i tre anteriori sono di dimensioni maggiori e più rifiniti infatti i mattoni sono accuratamente levigati e rivestiti di pannelli in stucco, sicuramente policromo, di cui oggi ne rimangono solo delle tracce. Si continua per un rapido sguardo ai quattro prasat del Lolei, fatto erigere su di un isolotto artificiale da Yashovarman I nel 893. Ma il tempio più importante e affascinante è senza dubbio il Bakong eretto sempre da Indravarman I nel 881. Bellissimo, elegante e superbo tempio-montagna che si può simbolicamente paragonare al magnifico Borobodur di Giava. C’è infatti un nesso storico ed anche probabilmente legami dinastici tra alcuni re della Kambuja ed i Sailendra, i signori di Giava. La base del tempio si eleva su cinque terrazze rivestite in arenaria; l’altezza dei gradoni diminuisce salendo e le statue dei leoni ai lati delle scalinate e degli elefanti sui 4 angoli delle piattaforme si riducono di dimensioni. Questi accorgimenti strutturali e ornamentali creano un effetto prospettico stupefacente e fanno del Bakong uno dei templi più affascinanti ed eleganti tra tutte le creazioni architettoniche khmer. Pranzo e cena in ristoranti locali, pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di linea Singapore Airlines per Singapore.Arrivo a Singapore nel primo pomeriggio. Tour guidato di Singapore, della durata di 4 ore, con guida locale parlante inglese.In serata si prosegue con il volo di rientro in Italia. Pernottamento a bordo. Pranzo a bordo e cena libera. 
    Arrivo a Milano Malpensa al mattino presto.     1. Monaci   2. Donna laotiana nella risaia  3. Angkor Wat 

    Perché con noi

    • Itinerario originale che prevede una navigazione di 2 giorni lungo il Mekong da Chieng Khong a Luang Prabang
    • Il MadaLao Elephant Conservation, un progetto che protegge gli elefanti in cattività
    • Una parte degli spostamenti sul Mekong viene effettuata a bordo di una confortevole barca privata
    • La visita del "Tempio Bianco" e del "Tempio Azzurro" a Chiang Rai in Thailandia

    I nostri esperti

    ENRICA CARLA CLERICI

    Dal 7  novembre  2026 al 22  novembre  2026

    Approfondimenti di viaggio

    Segnaliamo che la riconferma degli alberghi che verranno utilizzati per questo tour verrà fornita 45 giorni prima della partenza.  I voli intercontinentali di linea scelti per questo itinerario sono operati dalla compagnia Singapore Airlines con scalo a Singapore. Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi dei voli in partenza da Milano Malpensa. Si segnala che la classe business non è disponibile sulla tratta Siem Reap-Singapore e pertanto il Supplemento Business [...]