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  • DALLA GALILEA IN KIBBUTZ AL DESERTO DEL NEGEV

    ISRAELE

  • DALLA GALILEA IN KIBBUTZ AL DESERTO DEL NEGEV

    ISRAELE

    icona orologio 8 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   14  giugno    al   21  giugno  
    • Dal   18  ottobre    al   25  ottobre  
    • Dal   27  dicembre    al   3  gennaio  
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    Un viaggio in Israele non è mai uguale a se stesso. È tutto in divenire e difficilmente spiegabile, ma le sensazioni – e le riflessioni – a cui porta, sono un piccolo patrimonio sentimentale che chi vi si reca non può dimenticare. È una terra storicamente contesa, in cui la spiritualità di alcuni luoghi è stata spesso macchiata da sanguinosi conflitti. L’energia che impregna le pietre degli edifici, così come quella delle - continua -

    A PARTIRE DA: 3.750 €


    ITINERARIO

    Partenza da Roma Fiumicino (o da altri aeroporti italiani con supplemento) con volo internaizonale di linea diretto a Tel Aviv. Dopo il disbrigo delle pratiche doganali, incontro con il nostro corrispondente in loco e trasferimento privato in hotel. Tempo libero a disposizione per un po' di relax prima di cena o per una prima breve passeggiata per la città. Tel Aviv è un centro moderno in continua trasformazione. Contrasti, architettura moderna ed edifici degli anni ’50 fanno da cornice al suo spazioso lungomare che si estende fino al vecchio porto. Macchine, pedoni, biciclette, motorini invadono le strade a qualsiasi ora del giorno e della notte. Il ritmo di Tel Aviv è un ritmo continuo che si perpetua 24 ore su 24. Qui in ogni momento è possibile mangiare, acquistare generi alimentari, divertirsi, studiare, passeggiare…Tel Aviv non conosce il significato della parola pausa. Cena in hotel e pernottamento.

     

    Prima colazione in hotel e iniziamo le visite con una passeggiata nel cuore della città, dove le strade più famose di Shenkin, Allenby, Nachalat Benyamin si mescolano. Arriveremo dunque nella strada più prestigiosa di Tel Aviv, Rotchild boulevard, dove tutti desidererebbero avere un piccolo appartamentino. Questo è il centro anche della architettura Bauhaus per cui verrà dato risalto particolare all’architettura. Da qui ci trasferiremo a Jaffa, comunemente conosciuta come la parte antica di Tel Aviv, protagonista di una lenta ed accurata modernizzazione che la rende attraente in ogni ora della giornata. Il Mar Mediterraneo fa sentire la sua presenza con il suo colore e il suo odore, meta preferita di surfisti e sportivi di ogni genere. Percorreremo a ritroso nella storia le tappe di questa città perdendoci tra i vicoli dell’affascinante Jaffa, le sue botteghe, i mercati, le piccole piazze nascoste tra i suoi edifici. Qui ebraico ed arabo si mescolano in un mix senza paragoni che suscita nel visitatore una voglia insaziabile di capire il significato di tutte le insegne, annunci e parole scambiate tra i passanti.

    Partenza verso nord dove, ad una sessantina di chilometri, si trova Cesarea, baluardo romano in Terra Santa. Il suo nome fu dato nel I secolo d.C. in onore di Ottaviano, e la città, che prima era solamente un porto di pescatori, fu interessata da lunghi e importi lavori di ampliamento, che glorificassero l’Impero Romano in un’area di confine. Furono realizzati lo stadio, un anfiteatro grandioso, che poteva ospitare fino a 10.000 spettatori, il mercato, il porto e un acquedotto. Divenuta capitale della Palestina, qui nel 70 d.C. fu incoronato l’imperatore Vespasiano e qui fu imprigionato Paolo prima di essere portato a Roma. Intorno al 1100 fu occupata dai crociati e successivamente perse gradualmente importanza sotto l’occupazione musulmana.

    Proseguimento per Haifa, la più trafficata città portuale di Israele, dove visitiamo i celebri giardini pensili del Monte Carmelo. Opera architettonica raffinata e maestosa, ci introduce al tempio di Bab e ad una setta nata in Iran alla fine del XIX secolo: la religione Bahai. Fondata da Baha’u’llah, un nobile persiano autoproclamato l’ultimo profeta (dopo Gesù, Maometto e Zoroastro), si fonda sul concetto che la verità non è assoluta, ma relativa. Secondo questa religione, una società globale necessita della libera e indipendente ricerca della verità, dell’eliminazione di ogni forma di pregiudizio, della parità tra uomo e donna, dell’equilibrio tra natura e tecnologia e del riconoscimento dell’unità essenziale di tutte le grandi religioni monoteiste. Il mausoleo, con la sua caratteristica cupola ricoperta di foglia d’oro, è stato iscritto nel 2008 nella lista dei Patrimoni dell’Umanità Unesco. Al termine della visita, ci dirigiamo verso la Galilea, dove per due notti pernotteremo in un caratteristico Kibbutz. Forma associativa volontaria nata all’inizio del XX secolo, si basa sul concetto di proprietà comune ed è retto da dinamiche e regolamenti egualitari. Per ogni singolo individuo appartenente al kibbutz, vige l'obbligatorietà di lavorare per tutti gli altri; ricevendo in cambio, al posto di denaro, solo i frutti del lavoro comune. L’idea, di stampo socialista, nasce per portare l’agricoltura e lo sviluppo in aree depresse e aride del Paese. Oggi i Kibbutz, sebbene abbiano affrontato diverse trasformazioni, sono più di 250 sparsi in tutto il territorio e hanno diversificato la produzione, anche con investimenti privati, occupandosi di turismo, di promozione della tradizione locale e dello sviluppo di nuovi sistemi di agricoltura e approvvigionamento energetico sostenibile. Pranzo in ristorante locale, cena nell’hotel del kibbutz e pernottamento.

     

    Prima colazione e visita del Kibbutz Lavi, fondato nel 1949 da immigrati ebrei provenienti dal Regno Unito e oggi con una popolazione che aggira attorno ai 600 abitanti. L’attività principale è l’agricoltura, unita ad un’attività di carpenteria che fornisce arredamenti in legno per le sinagoghe di tutto il mondo. L’intera regione della Galilea, è caratterizzata da una forte concentrazione di kibbutz, essendo prevalentemente agricola. Iniziamo le visite di questa regione dal Monte delle Beatitudini, dove Gesù nominò i dodici apostoli e predicò il Discorso della Montagna. Alle pendici e sulle rive nord occidentali del Lago di Tiberiade, si trova la cittadina di Tabgha, dove secondo la tradizione cristiana ci fu il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Visita dell’omonima chiesa, oggi sede di un monastero benedettino, e dei suoi splendidi mosaici bizantini, tra i più belli del Paese. Ci spostiamo di pochi chilometri a Cafarnao dove, nei pressi della basilica bizantina del V secolo, la tradizione vuole sia situata la casa di San Pietro; alcuni scavi, in effetti, hanno portato alla luce delle abitazioni risalenti al I secolo d.C., proprio sotto la pavimentazione della chiesa. È previsto un breve giro in barca sul lago di Tiberiade, il più grande lago d’acqua dolce di Israele, conosciuto anche come Mare di Galilea. Raggiungiamo il museo del Kibbuz di Ginossar, dove è esposta quella che si presume essere l’imbarcazione usata da Cristo. Pranzo a picnic. Nel pomeriggio ci dirigiamo verso le alture del Golan. Dal 1967 l’area è generalmente conosciuta come quella porzione di territorio conquistata da Israele ai danni della Siria durante la guerra dei sei giorni, dalle pendici meridionali del Monte Hermon alla riva meridionale del lago di Tiberiade fino al confine con la Giordania. A livello paesaggistico il Golan è estremamente interessante, ricca di acqua, e con formazioni basaltiche. Visitiamo la linea difensiva siriana, con diversi bunker e trincee.

    Nel tardo pomeriggio ci fermiamo, prima del rientro in kibbutz, presso un’azienda vinicola, per una visita e del wine tasting.

    Cena e pernottamento in kibbutz.

     

    Prima colazione e partenza verso sud. La prima tappa della giornata è Safed che, con situata a 800 metri di altezza, è la città più alta d’Israele. Dalla cittadella si domina tutta la Galilea fino al monte Tabor. Visitiamo le antiche sinagoghe e il quartiere degli artisti. È qui che nel 1600 si diffuse la Cabala, l’insieme degli insegnamenti esoterici propri dell’ebraismo rabbinico. Subito dopo arriviamo a Nazareth, luogo caro ai cristiani, dove l’arcangelo Gabriele annunciò la nascita di Gesù a Maria e dove Cristo visse la sua giovinezza. Visita della Chiesa dell’Annunciazione. Ci dirigiamo poi a Beit She’an, nella bassa Galilea. Nota già dal periodo antecedente l’arrivo dei romani con il nome di Scythopolis, dal 64 a.C. divenne la capitale della Decapoli, le dieci città romane della Samaria. Non era una lega ufficiale e non avevano uno status giuridico a parte, ma rappresentavano, attraverso affinità linguistiche, culturali e politiche, i maggiori centri della cultura romana in medio oriente, in una terra di confine e di floridi scambi commerciali. Il teatro romano, ancora funzionante, fu costruito in onore di Settimio Severo a cavallo tra il II e il III secolo d.C.; immancabili le terme, a cui seguono il ninfeo e il tempio dedicato a Dioniso.

    Proseguendo il viaggio entriamo nei Territori Palestinesi e, attraverso Gerico, una delle città più antiche al mondo continuativamente abitate, arriviamo a Gerusalemme. Sistemazione in hotel. Pranzo e cena in ristorante locale, pernottamento in hotel.    

     

    Prima colazione. Inizieremo le visite dal Monte degli Ulivi che si trova in prossimità dell’ingresso orientale alla città vecchia.  Il posto è rilevante sia per le vedute che offre su Gerusalemme, sia per il significato religioso. Il locale cimitero ebraico, pare il più antico in funzione al mondo, è il luogo dove gli ebrei amano essere sepolti perché qui, secondo le loro credenze, Dio inizierà a resuscitare i morti quando giungerà il momento del giudizio universale. Sul monte e nelle vicinanze si trovano altri luoghi sacri come la Chiesa del Pater Noster e l’Orto di Getsemani con le sue antichissime piante di ulivo.

    La giornata prosegue con la visita della Città vecchia, ovvero la Gerusalemme che sorge all’interno delle mura, quel fazzoletto di territorio diviso tra 4 differenti religioni che si incontrano senza mai mescolarsi. La nobile e articolata storia che la tradizione attribuisce a Gerusalemme, “La Città Santa” per eccellenza, inizia nel X secolo prima dell’era cristiana. “La Città di David”, proprio per sua iniziativa assume il ruolo di capitale delle dodici tribù di Israele fino a quel punto divise fra loro. In questa città, David porta “L’Arca dell’Alleanza”, la cassa che conteneva le tavole dei Dieci Comandamenti. A Salomone tocca il compito di costruire il Tempio che dovrà conservare l’Arca.

    Seguono divisioni all’interno delle comunità ebraiche tribali, conflittualità con gli assiri, l’arrivo di Nabucodonosor che distrugge il Tempio. Poi i persiani, la ricostruzione del Tempio nel VI secolo a.C. e la presenza dei romani. Sarà la madre di Costantino nel IV secolo d.C. a far iniziare i lavori per la costruzione della Basilica del Santo Sepolcro. Successivamente ancora i persiani e gli arabi con un’influenza musulmana che dura da circa quattordici secoli. Ma non sono neppure mancati i crociati, i mamelucchi, gli ottomani…

    Dopo la prima guerra mondiale Gerusalemme viene tolta ai turchi dal generale Allenby e trasformata in provvisoria capitale del protettorato britannico. Al piano che prevedeva la successiva divisione della Palestina in due stati non viene data reale applicazione, e Gerusalemme da quel momento è elemento di contenzioso tra la comunità araba e quella israeliana.

    Per dovere di cronaca, e per arricchire ulteriormente la ricca e complessa realtà di questa città ricordiamo che Gerusalemme, pur essendo la capitale riconosciuta dagli israeliani e rivendicata dai palestinesi, continua ad essere anche da questo punto di vista centro di controversie. Infatti, il suo status di capitale non è un fatto acclarato dalla comunità internazionale, tanto è vero che quasi tutti i Paesi del mondo mantengono le loro rappresentanze diplomatiche a Tel Aviv, nonostante gli Stati Uniti, nel 2018, abbiano deciso di trasferire la propria a Gerusalemme. Questo è il quadro generale che fa di tale città un luogo certamente particolare. Si stende in una vasta area collinare, ed i suoi luoghi di interesse storico religioso e turistico sono concentrati nella città vecchia, ad esclusione di Ein Karen che si trova ai margini della capitale nella zona est.

    Il centro storico, “la città vecchia” è una sorta di quadrilatero irregolare che vede a nord il quartiere islamico, ad est la spianata della moschea, a sud est troviamo la zona ebraica, a sud ovest quella armena ed a ovest l’area cristiana. Il monte Zion (Sion) e il Monte degli Ulivi stanno poco fuori del centro storico, il primo sul lato meridionale ed il secondo su quello orientale.

    Le mura che circondano il centro sono del XVI secolo e la Porta di Damasco, una delle più note, introduce alla parte nord, quella palestinese. Varcata la porta ci si trova immersi in una realtà che dichiara subito la sua appartenenza al mondo arabo-islamico.

    La Porta Santo Stefano o dei Leoni (vi sono due felini scolpiti ai lati del passaggio), è l’accesso orientale per chi provenga dal Monte degli Ulivi.

    Dopo il suo ingresso, a sinistra, si trova il Monte del Tempio che comprende la Cupola della Roccia e la Moschea di Al-Aqsa. Il luogo è davvero ritenuto assai sacro dagli islamici perché per loro rappresenta il terzo sito religioso più importante al mondo.

    L’area lastricata, nota come “la spianata”, è vasta e al proprio centro ospita la Cupola della Roccia. E’ stata realizzata nel VII secolo su una superficie contesa con vigore dagli islamici e dagli ebrei. Qui la tradizione vuole che Abramo stesse per sacrificare il figlio Isacco a Dio. Da qui il Profeta ascese in cielo, e il punto esatto sarebbe proprio dove ora sta la “cupola d’oro”.

    Ma il luogo è importante anche perché qui opereranno le bilance che il giorno del Giudizio Universale peseranno pregi e difetti delle anime per decidere dove dovranno essere indirizzate per trascorrere l’eternità. La cupola è certo una delle immagini più ricorrenti di Gerusalemme, nonostante il suo splendore dorato non sia più il risultato della presenza di uno strato d’oro ma di metallo anodizzato.

    La moschea Al-Aqsa è di grandi dimensioni, contiene sino a 5000 fedeli, quello che si vede oggi è il risultato di successive aggiunte e rifacimenti, e la parte iniziale risale al VII secolo.

    La spianata è davvero ritenuta imprescindibile anche per gli ebrei perché secondo la loro tradizione qui venne eretto il Primo Tempio che conteneva l’Arca dell’Alleanza, ed in questo luogo secondo il Talmud furono creati il mondo e il primo uomo.

    Ad un tiro di sasso (l’espressione non è puramente casuale), si trova il Muro Occidentale, più noto come Muro del Pianto. Di fatto si tratta di una semplice opera di sostegno ad una parte della spianata, quella occidentale appunto, dove sorgeva il Tempio. Dopo la distruzione anche del Secondo Tempio gli ebrei presero l’abitudine di recarsi in prossimità del muro proprio per pregare e piangere la perdita del Tempio. Da qui il nome che ancora oggi indica questo manufatto.

    Da notare che l’accesso al muro, normalmente, è possibile in ogni ora del giorno e della notte tutti i giorni dell’anno.

    Nel quartiere cristiano si vive un’atmosfera di partecipazione religiosa legata alla presenza della Basilica del Santo Sepolcro. Ciò, però, non riesce ad evitare la convivenza con altri aspetti di vita quotidiana più laici, profani ed irriverenti, che sembrerebbero contrastare la santità del luogo a beneficio di più umani interessi sempre presenti, da Lourdes a Pietrelcina, dove anche il sacro può essere oggetto di benefici commerciali. Ne sono un segno le diverse attività connesse con la vendita di oggettistica legata alla tradizione e alla passione di Cristo, come i crocifissi fosforescenti o le corone di spine che “acquistate a coppia danno diritto ad uno sconto del 25%”. (Così recitava un cartello in evidenza accanto ad una catasta di corone spinose all’ingresso di un negozio nella “Via Dolorosa”). Pranzo durante le visite.

    Pellegrini, bancarelle, strutture religiose, turisti, presenza di circa due decine di ritualità cristiane che fanno capo ad altrettanti filoni di culto…Al centro di tutto ciò sta l’interesse e gli interessi che ruotano attorno alla Basilica del Santo Sepolcro. Qui la tradizione vuole si trovi il luogo in cui Cristo sia stato crocifisso, sepolto e sia poi risorto. L’importanza della basilica non sta tanto, quindi, nel suo valore artistico architettonico monumentale, peraltro non di estrema rilevanza, ma nel significato che il mondo cristiano nella sua generalità attribuisce a questo complesso di edifici, spesso teatro anche di lotte intestine al mondo clericale per la sua gestione. Tanto è vero che per evitare diatribe tra le svariate confessioni cristiane che si contendono l’attribuzione della proprietà della gestione e anche degli aspetti legati all’operatività quotidiana, da tempo il possesso delle chiavi e il compito di apertura della basilica è affidata ad una famiglia musulmana che riscuote la fiducia della comunità cristiana.

    L’aspetto architettonico attuale del complesso si deve ad una serie di interventi successivi iniziati dal IV secolo quando Elena, madre di Costantino, promosse degli scavi nella zona in cui era presente un tempio pagano. I reperti portati alla luce le diedero certezza circa la supposizione che quello fosse il luogo del calvario di Cristo.

    La basilica oggi comprende un convento francescano, sacrestia, portici, il carcere di Gesù, varie cappelle, tombe, alcune stazioni della Via Crucis…

    Il luogo è sempre affollato e il clima non è sempre quello che ci si aspetterebbe vista la portata degli eventi che qui si sarebbero svolti, ma ciò non toglie nulla alla venerabilità ed emozioni che i credenti possono recepirvi.

    Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione, attraversando la parte occidentale della città, dove sorgono la Knesset e la Corte Suprema, visiteremo il Museo Memoriale dell’Olocausto, lo Yad Vashem, inaugurato nel 1953 e riconosciuto come centro mondiale per la documentazione, ricerca, educazione e commemorazione dell’olocausto. Il Museo è rilevante sia per la zona in cui è stato costruito, sia per l’architettura che lo caratterizza. È un museo che equivale ad una esperienza storica perché è in grado di suscitare sensazioni molto forti grazie a tutti gli spazi interni ed esterni connessi tra loro tramite il filo sottile della storia. Trasferimento a Betlemme, a poco più di mezz’ora, e pranzo in casa privata, ospiti di una famiglia palestinese.

    Nel pomeriggio visita della città. Antico centro carovaniero, nel VII secolo diviene parte del territorio islamico, anche se fu lasciata ai cristiani la possibilità di continuare a professare il loro credo. Ancora oggi Betlemme è località con caratteristiche e presenze cristiane.

    La Piazza della Mangiatoia, è lo spazio antistante alla Basilica della Natività. Il complesso religioso attualmente appare come una serie di strutture che hanno ricevuto nel corso dei secoli successivi interventi. La sua iniziale realizzazione pare debba essere attribuita, come per il Santo Sepolcro, a Elena madre di Costantino nel IV secolo.

    Comprende vari ingressi, colonnati, chiese, monasteri, santuari, cappelle, cortili. Una minuscola porta, detta dell’Umiltà, permette l’accesso al sacro luogo che tanto posto ha nella devozione dei cristiani di ogni specie. Un colonnato, che potrebbe risalire al IV secolo, conduce verso scale che introducono all’ingresso della Grotta della Natività dove si trova una stella a quattordici punte donata dai francesi nel Settecento, che indicherebbe il luogo esatto della venuta al mondo di Gesù.

    Rientro in hotel. Serata libera, con possibilità di cenare presso il mercato di Mahane Yehouda stabilito alla fine del XIX secolo e dove  più di 250 venditori offriranno la loro merce che come potete bene immaginare varia dai generi alimentari, ai vestiti, alle spezie. Pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione partiamo verso sud, costeggiando il Mar Morto, situato nel punto più basso sulla terra, circa 400 metri sotto il livello del mare e arriviamo a Masada. E’ un sito particolare, per l’aspro desolato e forte fascino del luogo e per il suo significato nella storia dell’identità ebraica. Rappresenta l’eroismo spinto alle estreme conseguenze da parte di chi decise di suicidarsi in massa pur di non arrendersi e cadere in mani nemiche. La storia è raccontata ed insegnata ad ogni bambino israeliano affinché cresca portando dentro di sé il senso dell’orgoglio nazionale.

    La fortezza di Masada è su un’altura che sporge sul Mar Morto. Nel I secolo a.C. Erode il Grande amplifica e rafforza una struttura preesistente per farne luogo di rifugio e residenza. Gli ebrei zeloti espugnano la fortificazione nel 66 d.C. e qui si stabiliscono. I romani con una presenza di quasi diecimila uomini, a fronte degli ebrei che erano meno di mille, tentano di impossessarsi della postazione. Quando gli zeloti capiscono che tutto è perduto, preferiscono suicidarsi in massa, con modalità davvero particolari, invece di cadere nella mani dello straniero. Dopo quell’evento poco si sa del sito e solo negli anni ’60 dello scorso secolo il luogo viene restaurato per consentirne la valorizzazione simbolica e turistica. La sua importanza trova riscontro nell’essere stata inserita nell’elenco Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Saliremo per mezzo di una moderna cabinovia. La visita si snoda lungo il perimetro esterno e include anche alcuni manufatti al centro del complesso fortificato. Il muro orientale conserva parti originali, e da qui si può proseguire verso altri resti di mura, residenze, cisterne, piscine, palazzi e chiese. Compatibilmente con i tempi, possibilità di scendere attraverso il sentiero del Serpente.

    Proseguimento verso il deserto del Negev. Questa “Terra del Sud”, occupa quasi il 60% dello stato di Israele, sebbene sia scarsamente abitata. Il deserto, per quanto inospitale, era anticamente la porta verso l’Oriente: merito dei Nabatei, i fondatori di Petra, che commerciavano spezie e altre materie prime tra l’Impero Romano, la penisola arabica e l’impero Persiano. Le regione è caratterizzata da una rara vegetazione arbustiva e da un clima sempre più arido e secco man mano che si procede verso sud. A dispetto dell’apparente isolamento, il Negev è al centro di fenomeni geologici importanti, come la Rift Valley che attraversa la Valle del Giordano, la depressione del Mar Morto e scende fino in Mozambico, e i crateri tettonici che si sono formati dal ritiro dell’oceano. E il suo isolamento è stato in passato colmato dalle città carovaniere dei Nabatei, così come dagli insediamenti e dagli accampamenti romani. Ci troviamo lungo il Limes Orientale, ovvero una vasta zona di confine dell’Impero disseminata di città, insediamenti, caravanserragli. A differenza del confine nord in Gran Bretagna, rappresentato plasticamente dal Vallo di Adriano, in oriente i romani adottarono una tattica differente, permeabile sia ai commercianti e alle popolazioni nomadi, sia agli eserciti nemici. Lo straniero era invitato ad entrare nelle maglie dell’impero, venendo a contatto principalmente con le maestose città della Decapoli. La loro magnificenza, le strade, le terme, i luoghi di culto, rappresentavano non solo la potenza di Roma, ma uno stile di vita inclusivo e moderno, una sorte di soft power fatta di simboli ed elementi concreti nella vita di ogni giorno: erano il primo tentativo di inclusione e di costituzione di una comunità urbana che potesse avvicinare popolazioni molto diverse ad un impero troppo grande per potersi permettere di non essere a sua volta contaminato. Nei casi più bellicosi, lungo le principali vie di comunicazione di quest’area, la Via Maris (che collegava l’Egitto con Damasco) e la Via Regia (che dall’Egitto prima raggiungeva Aqaba, al confine meridionale del Negev, e poi risaliva attraverso la Giordania fino alle sponde dell’Eufrate), si trovavano accampamenti e guarnigioni romane, pronte a intervenire e sopraffare il nemico tramite azioni a tenaglia.

    Tra le principali città carovaniere, fondata dai Nabatei e poi occupata dai Romani, visitiamo Avdat, patrimonio Unesco. Collegata alla via Maris e a Petra, la capitale dei Nabatei, si trovava sulla via dell’Incenso che, in realtà, proprio come la Via della Seta, era un insieme, un fascio di strade, che collegavano la penisola arabica alla Turchia. Oggi sono visitabili le terme, le chiese di epoca bizantina, e l’acropoli. Avdat è stato anche il luogo delle riprese del musical Jesus Christ Superstar.

    Proseguiamo ancora verso sud fino a raggiungere la cittadina di Mitzpe Ramon, sull’orlo del più grande dei crateri tettonici del Negev: il Ramon. Da qui il panorama che si apre è certamente uno degli scorsi più spettacolari e inaspettati d’Israele. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.

     

    Prima colazione in hotel ed escursione in 4x4 all’interno della caldera. Il cratere Ramon ha una profondità di 500 metri e una forma di un cuore allungato e, con una lunghezza di 40 km e una larghezza che va dai 2 ai 10 km, è il più grande parco naturale israeliano. Centinaia di milioni di anni fa la zona era sommersa da un oceano che, con il suo lento ritiro, ha lasciato una gigantesca collina di sedimenti. Con il passare dei millenni, il centro della collina, geologicamente più permeabile, ha cominciato a sprofondare ed essere soggetto dall’erosione, contribuendo allo stesso tempo all’innalzamento delle falesie laterali. Le pareti rocciose hanno una varietà geologica estremamente interessante: a nord est ci sono delle area ricchissime di ammoniti, grandi anche più di un metro; dentro il cratere c’è una collina nera di roccia basaltica e una sorgente di acqua dolce, che ha permesso l’edificazione di una città nabatea, di cui ancora oggi ci sono i resti, in contatto diretto con Petra.

    Al termine dell’escursione, partenza per Tel Aviv. Raggiungiamo l’aeroporto nel primo pomeriggio, in tempo utile per il volo internazionale di rientro in Italia. L’arrivo è previsto in serata.

     


     

     

    1. L’anfiteatro di Cesarea

    2. Veduta dall’alto della Galilea

    3. Il lago di Tiberiade

    4. Le vie di Gerusalemme

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    DOCUMENTI DI VIAGGIO Passaporto: Necessario con validità di almeno sei mesi dalla data di ingresso. La presenza di timbri o visti di alcuni Paesi arabi o islamici o considerati sensibili sul passaporto non costituisce, di per sé, motivo di respingimento alla frontiera israeliana ma può rappresentare un pregiudizio sfavorevole per la Polizia di frontiera, che può sottoporre il viaggiatore a lunghi ed approfonditi controlli con esito imprevedibile. Visto d’ingresso: Non richiesto - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    - ITINERARIO CHE INCLUDE, OLTRE ALLE CLASSICHE TEL AVIV E GERUSALEMME, ANCHE LA GALILEA E IL DESERTO DEL NEGEV

    - SONO PREVISTI DUE PERNOTTAMENTI IN UN KIBBUTZ E UN PERNOTTAMENTO IN UN HOTEL DI LUSSO SULLA SOMMITA' DEL CRATERE RAMON

    - ABBIAMO INCLUSO ESPERIENZE PARTICOLARI, COME LA DEGUSTAZIONE IN UNA CANTINA NEL GOLAN E UN PRANZO IN FAMIGLIA PALESTINESE A BETLEMME

    ESPERTI

      

    PAOLO GHIRELLI

    • Dal 14  giugno  2020 al 21  giugno  2020
      

    FABRIZIO CRUSCO

    • Dal 18  ottobre  2020 al 25  ottobre  2020
    • Dal 27  dicembre  2020 al 3  gennaio  2021

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