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DALLE ANDE ALLA SELVA, IN VIAGGIO CON IL FOTOGRAFO

PERU'

icona orologio 14 GIORNI
minimo 8 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2020

  • Dal   20  giugno    al   3  luglio  
Sistemazioni
Photography Expeditions - Viaggi Fotografici

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

    Un viaggio attraverso paesaggi indimenticabili ma soprattutto durante un periodo particolare: il solstizio d’inverno dell’emisfero australe.  In questa giornata da tempo immemore si celebra la “festa del sole” dedicata ad Inti, il Dio Sole. In una società basata sulla natura come quella Inca, il sole era forse l'elemento più importante della vita perché procurava calore e luce, non a caso nelle credenze popolari lo si - continua -

A PARTIRE DA: 4.400 €


ITINERARIO

Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo internazionale. Arrivo in serata e trasferimento all’Hotel Sol de Oro 5* o similare.

Cena e pernottamento.

 

Prima colazione in hotel. La mattinata è dedicata alla visita del centro città.

Lima, la “Città dei Re”, fondata da Pizarro nel 1535, ha vissuto distruzioni, terremoti, saccheggi, rinascite. Oggi il centro della città, che ha circa dieci milioni di abitanti, è in un’ansa del fiume Rimac. Il cuore è Plaza de Armas con la ragnatela di stradine del periodo di Pizarro e conserva varie strutture coloniali. I quartieri più rinomati sono Miraflores, San Isidro e Barranco.

Ci rechiamo nella Plaza de Armas col Palazzo del Governo, la Cattedrale e l’Arcivescovado che vediamo esternamente.

Visitiamo internamente la Casa Aliaga, un'antica casa del vicereame consegnata da Francisco Pizarro a uno dei suoi capitani (Jerònimo de Aliaga), dopo la fondazione della città. 

Dei vari musei che offre la capitale, scegliamo di visitare quello che riteniamo essere il più interessante, il Museo Larco.

Ospitato in un palazzo del XVIII secolo già residenza del viceré, custodisce opere collezionate da un privato, Rafael Larco Hoyle. Inaugura il museo nel 1926 dopo aver recuperato decine di migliaia di pezzi in varie regioni del Perù. Sono oggetti in ceramica di differenti culture, tessuti pregevoli e una raccolta di vasi precolombiani.

Pasti liberi e pernottamento in hotel.

 

Prima colazione. Mattinata a disposizione per visite in autonomia o tornare nei luoghi che ci abbiano più colpito per catturare qualche scatto particolare.

Pranzo libero.

Nel pomeriggio volo per Cuzco, lantica capitale degli Incas. Trasferimento privato in hotel.

Cena libera e pernottamento allHotel Casa Andina Premium 4* o similare.

 

Prima meta della giornata è Sacsayhuaman, enorme manufatto iniziato in epoche preistoriche e poi completato dagli Incas, ove è ancora oggi celebrata la cerimonia dell'adorazione del Dio Sole nella rievocazione in costume dell’Inti Raymi il 24 giugno. Lo scenario è poderoso ed è notevole l'impressione suscitata perché non si riesce a immaginare come, senza l'ausilio di macchine complesse, abbiano sollevato e collocato quei massi in modo così preciso. Sono i più maestosi resti di una fortezza inca. Tre giganteschi bastioni su differenti livelli testimoniano della tradizionale tecnica costruttiva, con i grossi macigni che si incastrano perfettamente l’uno nell’altro. Massi imponenti sono a testimoniare un antico sito, originariamente fortificazione militare e religiosa. I resti, anche se fanno comprendere la rilevanza delle strutture, costituiscono meno di un quinto dell’iniziale manufatto con macigni anche di 300 tonnellate l’uno. Parte di tale materiale è stato nel tempo usato per realizzare edifici nel centro di Cusco. Torneremo qui per assistere alla rievocazione dell’Inti Raymi e apprezzarne ancora la potenza architettonica.

Cusco si ritiene il luogo archeologico per eccellenza delle due Americhe. Ritenuta città sacra, è stata anticamente la culla dell'impero Inca e in seguito, pur cedendo rilevanza a Lima, un'importante base del dominio coloniale. Non può che trarre origine dal mito. Inti, il dio del Sole, nel XII secolo ritiene che sia giunto il momento di dare al popolo che lo adora un capo e una capitale. Così decide di creare Manco Capac. La leggenda prevede che colui che diventerà il primo Inca nasca nell’Isola del Sole, sul Lago Titicaca. A lui il dio Inti dona una verga d’oro, una specie di bastone da rabdomante, che serve a Manco Capac per individuare il luogo in cui fondare il centro del suo impero. La verga d’oro si conficca in terra proprio dove oggi sorge Cusco. Da quel momento diviene “l’ombelico del mondo”, definizione che impegnerà per sempre il nome della città. Cusco, infatti, vuol dire ombelico in lingua quechua.

L'impero di cui Cusco è stata capitale ebbe il periodo più rilevante l’ultimo secolo prima della conquista spagnola. Ciò che si sa della storia precedente della città è narrata nei “Commentari reali degli Incas”, scritti da Garcilaso de la Vega, sulla base delle narrazioni degli stessi Incas.

Da allora Cusco ha poca influenza nella storia del Perù, con l’eccezione dei moti contro la  Spagna del 1780 guidati da Tupac Amaru II e la “scoperta” nel 1911 di Machu Picchu, la cui vicinanza ha creato un flusso turistico che ha reso Cusco la meta turistica più frequentata.

Plaza de Armas è il centro da cui si dipartono stradine acciottolate e vie commerciali che percorreremo a piedi. La Cattedrale, l’Iglesia de la Compania, il Tempio di Koricancha, il Museo d’Arte Precolombiano, la pietra con i 12 lati, Plaza San Blas sono i luoghi più important che visitiamo.

In serata (ma l’ora d’inizio non sempre è prevedibile con esattezza), iniziano le manifestazioni che si concluderanno il giorno dopo con la rievocazione dell’antica Festa del Sole a Sacsayhuaman. Si tratta di sfilate delle varie congregazioni religiose che riempiono alcune delle vie centrali con costumi e ritualità assai interessanti. E’ un momento tra i più autentici dell’Inti Raymi cui chi vorrà potrà assistere seguendo l’accompagnatore.

Pasti liberi e pernottamento in hotel.

 

Oggi è il momento in cui si svolge “l’Inti Raymi”, celebrata in occasione del solstizio d’inverno. E’ certamente uno dei più coinvolgenti, coloratissimi e partecipati eventi popolari sudamericani.

Il popolo degli Incas venerava il dio Sole come massima espressione della forza celeste che aveva in mano il destino dell’uomo oltre che dell’intero universo. Da sempre il genere umano ha individuato nel sole una “potenza” cui rapportarsi per chiedere il suo intervento nel favorire l’agricoltura, fornire luce e calore. Egizi e Maya, tra gli altri, seppur in epoche, con nomi e modalità diverse, erano tra coloro che identificavano nell’astro più vicino alla terra l’essere supremo da adorare a e a cui rivolgere sacrifici.

Nel caso specifico degli Incas, la ricorrenza particolare veniva celebrata in coincidenza col solstizio d’inverno dell’emisfero sud, giorno in cui il sole è alla massima distanza dal nostro pianeta.

Gli Incas e l’Inca, astronomi e adoratori del Sole, con i riti del 24 giugno, ne propiziavano il riavvicinamento alla terra. Il problema assai sentito dal popolo andino era proprio legato al momento in cui il Sole era più lontano dalla terra. Avevano il sacro terrore che potesse continuare ad allontanarsi dal nostro pianeta sino ad abbandonare definitivamente il pianeta e i suoi figli lasciandoli senza calore, luce e soli. La festa dell’Inti Raymi aveva quindi il compito di agevolare il riaccostamento del sole per continuare a poter ricevere i suoi effetti benefici indispensabili alla vita dell’uomo.

Questa celebrazione, proibita durante l’occupazione spagnola perché ritenuta sacrilega in quanto non cattolica, assume tuttora significati di ritorno ai tradizionali valori religiosi popolari e di simbolica indipendenza dagli antichi dominatori spagnoli. Per questo, ancora oggi, migliaia di indigeni provenienti dai quattro “Suyos”, le quattro direzioni, si danno appuntamento qui.

Poncho antichi e coloratissimi, riti a noi non familiari e perciò molto interessanti, sacrifici, preghiere, simbolismi, danze, azioni sceniche ironiche, intreccio di lingue a volte assolutamente incomprensibili come il “quechua”…

Provengono da ogni parte del Perù, si concentrano nella zona della fortezza di Sacsayhuaman nelle vicinanze di Cusco, per rinnovare ogni anno il loro legame col Sole e riaffermare la fierezza della loro autonomia culturale.

Durante i festeggiamenti, i locali ballano e cantano abbigliati con i costumi tipici tradizionali che rappresentano le diverse corporazioni delle città e tribù dell’Impero Inca. In questa occasione rievocano simbolicamente l’antico rito in cui avvenivano sacrifici di animali, gestualità satiriche, danze… il tutto con modalità espressive a noi certo estranee, ma non per questo meno coinvolgenti.

La festa, ovviamente, ha sostituito la propria intrinseca sostanza puramente sacra anticamente attribuita dagli adoratori del dio sole. La presenza sempre più consistente del turismo non ha però stravolto il significato storico e religioso. Non è più un’incontaminata “celebrazione”, ma resta in ogni caso una manifestazione di non banale folclore locale.

Insomma, pur non avendo più l’originario carattere di genuino rito spirituale (del resto in quel caso non sarebbe stata certo consentita tale presenza di estranei), continua ad essere un’opportunità di incontro per genti provenienti da molti angoli del Paese, e una possibilità di conoscenza di un'importante tradizione popolare per noi occidentali.

Anche il luogo storico in cui affluiscono migliaia di indigeni e stranieri, contribuisce a rendere lo spettacolo un “evento”. Proprio di questo si tratta, una ricorrenza che ancora oggi riesce ad essere “evento”, anche perché ha come sfondo uno scenario poderoso. Massi imponenti restano a testimoniare un antico sito che originariamente era una fortificazione con una funzione militare e religiosa. Nella grande radura pianeggiante adiacente la fortezza si svolge il culmine della rievocazione della Festa del Sole. Ma gli abitanti di Cusco riempiono anche molte strade della città. Già dalla prima parte della mattinata, in genere nei paraggi della cattedrale, inizia la festa, che di fatto è il proseguimento di quella della sera precedente, e vede coinvolte molte persone abbigliate con vestiti tradizionali.  Al termine di questa fase ci si reca nei pressi della fortezza di Sacsayhuaman per assistere, da una postazione appositamente realizzata, alle rappresentazioni che rievocano l’antico rituale.

Leggero lunch box per pranzo durante le celebrazioni della festa.

Al termine partenza in pulmino verso la Valle Sacra.

Cena e pernottamento allHotel Sonesta La Casona del Inca o similare.

 

Prima colazione e partenza verso le saline di Maras, dove osserviamo pendici montane decorate da migliaia di piccoli appezzamenti allagati delimitati da muretti di contenimento. Potrebbero sembrare risaie, ma il colore biancastro di quegli infiniti rettangoli pieni d’acqua ci conferma che si tratta di saline. L’origine di quel sale non ha bisogno di interpretazioni, perché più in alto vi è una sorgente d’acqua calda con elevato contenuto salino incanalata nelle pozze. L’evaporazione dell’acqua fa emergere il sale che da centinaia di anni è raccolto manualmente dai locali.

Proseguimento per Ollantaytambo, tipico esempio della pianificazione urbana degli inca, ancora abitato come in passato.

Ollantaytambo, l’accesso occidentale alla Valle Sacra, il più rappresentativo villaggio della valle, chiamato semplicemente Ollanta, è sovrastato dalla fortezza inca. E’ un grande sito archeologico che, benché sia denominato "fortezza", fu un "tambo", città di ristoro e alloggio per comitive che intraprendevano lunghi viaggi.

Il tracciato delle strade acciottolate, le piazze e le fondamenta delle case sono di origine inca e mostrano una delle più significative manifestazioni dell’urbanistica di quell’epoca. Dal XIII secolo le sue viuzze, gli edifici in pietra, le opere di canalizzazione per l’irrigazione, le elaborate fiancate montane, fanno da contorno alle rovine della fortezza. Questa, pur essendo un’opera di difesa militare, era ed è ancora considerata anche luogo sacro.

Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio partenza in treno turistico per Machu Picchu Pueblo. Arrivo e sistemazione all’Hotel El Mapi 3* o similare.

Cena libera e pernottamento.

 

Presto al mattino partenza in direzione di Machu Picchu a bordo dei bus che collegano Machu Picchu Pueblo all’ingresso del sito archeologico.

Nel luglio del 1911 l’antropologo-storico statunitense Bingham sale su un altipiano dove gli abitanti della zona da sempre sapevano che esistevano i resti della “città perduta degli Incas”. Vi arriva su segnalazione ed accompagnato da un contadino della zona, Melcho Arteaga. Uno degli aspetti curiosi della vicenda sta nel fatto che nessuno ancora conosce il nome vero della “ciudad perdida”. Neppure i successivi scavi e restauri hanno apportato elementi utili alla conoscenza della sua denominazione. Per tutti, dalla “scoperta” sarà solo “Machu Picchu”, che è la definizione della montagna su cui nel XV secolo fu edificata “l’ultima città degli Incas”. Costruita tra i picchi delle Ande è rimasta in parte sepolta dalla vegetazione. Ma il motivo vero per cui non era stata ritrovata dagli occidentali, sta nel semplice fatto che i resti non sono visibili dal basso, dalla vallata dell'Urubamba.

Gli Incas eseguirono opere monumentali di alto livello architettonico, che né il tempo né le calamità naturali sono riusciti a intaccare completamente. Simmetria e solidità, sofisticate tecniche costruttive della pietra dura, sono i principi in base ai quali furono edificate strutture destinate a resistere nei secoli. Passeggeremo nei luoghi più importanti attorniati da abitazioni, terrazzamenti, osservatori, monoliti, sentieri, piazze, quartieri religiosi, templi, cimiteri, mura…

Pranzo libero. Al termine della visita rientro a Machu Picchu Pueblo e nel pomeriggio rientro in treno a Ollantaytambo e proseguimento in bus per Cusco. Arrivo e sistemazione in hotel. Cena libera e pernottamento.

 

NB: vi preghiamo di leggere attentamente nella sezione “Bene a Sapersi” le nuove misure entrate in vigore per la regolamentazione dell’accesso al sito archeologico di Machu Picchu, allo scopo di preservare questo ambiente unico sia dal punto di vista storico che naturale.

 

Partenza da Cuzco presto al mattino. Oggi ci attende una lunga giornata di trasferimento verso il Parco Nazionale del Manu.

Pasto box lunch. Arrivo allOrquideas Lodge o similare.

Cena e pernottamento.

 

Colazione al lodge. Giornate interamente dedicate alle escursioni nella foresta amazzonica, a piedi e in barca, per scoprire la ricca biodiversità del parco.

Pensione completa e pernottamento in lodge.

 

Prima colazione al lodge e partenza per il rientro a Cuzco. Pranzo al sacco lungo il percorso. Arrivo in serata in hotel.

Cena libera e pernottamento.

 

Prima colazione in hotel. Mattinata a disposizione.

Pranzo libero e nel pomeriggio trasferimento in aeroporto per il volo per Lima. Arrivo e connessione con il volo di rientro in Italia.

Pernottamento a bordo.

 

Arrivo in Italia.

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Kel 12 - National Geographic Expeditions promuove viaggi consapevoli e rispettosi delle culture locali. Segnaliamo che il traffico e l’esportazione  illecita di beni patrimoniali in America Latina è purtroppo un fenomeno diffuso e riguarda migliaia di opere rubate e saccheggiate. Invitiamo i nostri viaggiatori a prestare la massima attenzione nell’acquisto di beni la cui provenienza e liceità potrebbe essere dubbia. Segnaliamo che in Perù esiste un vasto apparato di norme giuridiche - CONTINUA -

ESPERTI

  

NATALINO RUSSO

  • Dal 20  giugno  2020 al 3  luglio  2020

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