• DESERTO MISTERIOSO

    EGITTO

  • DESERTO MISTERIOSO

    EGITTO

    Viaggi con Esperto

    Durata 9 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 8 MASSIMO 13  PARTECIPANTI
    Partenze

      2023

    • Dal 23  aprile  al 1  maggio  
    • Dal 19  ottobre  al 27  ottobre  
    • Dal 28  novembre  al 6  dicembre  
    • Dal 28  dicembre  al 5  gennaio  

    A PARTIRE DA:  

    2.360€

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    Egitto

    DESERTO MISTERIOSO

    Grazie alla nostra profonda conoscenza del deserto egiziano, abbiamo creato un viaggio per esplorare la vasta area desertica che giace tra la strada delle oasi e il Nilo. Nella parte Nord il jebel Qatrani, un piccolo Gilf Kebir con pareti di roccia nera tra sabbie gialle. Poi due siti archeologici in pieno deserto: Kasr El Sagha e Dimeh. Straordinario e protetto dall’Unesco, wadi El Hitan, la “Valle delle Balene”, dove i paleontologi hanno scoperto decine di scheletri fossili di balena. Ancora più a sud un cordone di dune, Abu Muharrik, che è considerato il più lungo del mondo, oltre 500 km. Si viaggerà tra le dune di questo “Piccolo Mare di Sabbia” fino a raggiungere un altro luogo speciale: la Djara Cave. Forse la più grande grotta carsica di tutto il Sahara, con stalattiti che affondano nel profondo strato di sabbia che si è sedimentato sul fondo della grotta. Ed infine il mitico Deserto Bianco, nella località di Agabat, lontano dai punti più frequentati e forse l’angolo più spettacolare, con i pinnacoli  di rocce fossilifere bianche che si alternano a morbide dune gialle. Guida locale di lingua italiana e nostro esperto accompagnatore.

    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia per il Cairo al mattino presto con volo di linea diretto o via capitale europea. Arrivo nel primo pomeriggio, accoglienza da parte della guida, e trasferimento in hotel nei pressi delle piramidi, aggirando la città percorrendo la tangenziale nord. Cena e pernottamento. 
    Si lascia il Cairo seguendo la strada asfaltata che conduce verso le oasi.  Dopo circa un’ora si lascia la strada per inoltrarsi nel deserto verso Est. Si attraversa una parte di deserto piatto e iniziano poi le formazioni di basalto del Jebel Qattrani che domina la scarpata che porta alla depressione di El Fayoum. Già in epoca faraonica nelle cave di Widan el Faras si estraeva il basalto per costruire edifici e vasi. L’ambiente ricorda le scarpate del Gilf Kebir, il grande altopiano che si trova nel sud del deserto al confine con il Sudan. L’area è una riserva naturale e attende di essere inserita nella lista del Patrimonio Naturale dell’UNESCO. Si discende dalla scarpata che mostra interessanti stratificazioni calcaree di differenti colori, dove sono stati rinvenuti numerosissimi fossili, effettuando bei passaggi. La scarpata del Jebel Qatrani è considerato uno dei siti di ritrovamenti fossili più importanti del mondo. Nella parte più bassa di questa depressione giace il grande lago Qarun che ora è abitato solo sul lato sud mentre in tempi faraonici era abitato anche sulla sponda nord, ora completamente deserta e occupata da dune di sabbia. Alla base della scarpata si trovano numerosi resti di tronchi fossili, che furono utilizzati dai Romani per lastricare una strada. Durante il periodo greco-romano, infatti, in questa zona esistevano numerosi insediamenti. Si raggiunge poi la fortezza di Kasr Es Sagha risalente al Medio Regno, isolata nel deserto sabbioso e con una originale struttura. Il tempio sembra che fosse dedicato al dio Sobek, il dio coccodrillo, ma ha anche l’aspetto di un avamposto militare di difesa della valle del Nilo. Poi si raggiungono le rovine della città tolemaica di Dimeh Es Sebua, un tempo posizionata sulle sponde del lago, ora lontano svariati chilometri, e punto di partenza per una strada carovaniera che attraverso il deserto arrivava fino al Mediterraneo. sabbioso e con una originale struttura. Il tempio  sembra che fosse dedicato al dio Sobek, il dio coccodrillo, ma ha anche l’aspetto di un avamposto militare di difesa della valle del Nilo. Le rovine sono caratterizzate da alti muri in mattoni crudi e dai resti di un tempio in pietra scoperti da una missione archeologica italiana. Siamo da soli in pieno deserto e queste rovine creano un’atmosfera surreale e di mistero. Pernottamento in tenda nella zona del lago Qarun. NB: I campi mobili sono allestiti ogni sera con gli equipaggiamenti a bordo delle vetture. Sono fornite tende del tipo a igloo da due posti e materassini in gommapiuma. Per il montaggio delle tende, molto facile e veloce, è necessaria la collaborazione attiva dei partecipanti. Per le cene si utilizzano tavolini e sedie. La cucina sarà curata dallo staff locale. Acqua (in quantità moderata) e catini saranno a disposizione per lavarsi. 
    Dopo la prima colazione si costeggiano le sponde del lago Qarun dove il deserto termina proprio nell’acqua. Curiose formazioni di roccia a forma di palla giacciono sulle sponde del lago. Proseguimento con le jeep e ci si addentra su di una pista nel deserto fino ad arrivare a Wadi Heitan (la “valle delle balene”). E’ un sito protetto dall’UNESCO come il più importante giacimento di balene fossili al mondo. In questo luogo magico, caratterizzato da enormi isole rocciose che fuoriescono dal deserto, avremo l’occasione di ammirare numerosi scheletri di balene preistoriche corredate da interessanti cartelli esplicativi che permettono di apprezzare ancora di più questo luogo unico. Pranzo. Continuiamo l’attraversamento del deserto. Cena e pernottamento in tenda nello spettacolare paesaggio circostante.  
    Dopo la prima colazione proseguiamo fino a raggiungere le propaggini più settentrionali di Abu Muharrik. Con i suoi 550 km, la duna è la più lunga del Sahara e si estende a sud di Bahariya. Numerose piccole dune si collegano e si sovrappongono sulla catena dunale. Seguiamo l’Abu Muharrik verso sud attraverso un paesaggio variegato: il terreno roccioso si alterna a piccole montagne e a dune di sabbia. Si costeggiano le dune procedendo verso sud e i paesaggi cambiano continuamente: pianure pietrose che si perdono in un orizzonte a 360°; colline rocciose che si innalzano da un fondo sabbioso e che costringono ad un bel percorso a zigzag; depressioni caratterizzate da ex falesie marine ricchissime di conchiglie fossili. Con un percorso impegnativo, ma molto scenografico si affronta l’attraversamento del cordone di dune per inoltrarsi in una pianura di rocce e colline. Cena e pernottamento in tenda.  
    Dopo la prima colazione proseguiamo con l’attraversamento della duna di Abu Muharrik, un’impresa non facile perché la sabbia qui è particolarmente fine e fa sì che i veicoli si blocchino più volte. Una volta raggiunto l’altro versante, nel centro di un deserto totale e non frequentato, formato da un tavolato calcareo che occupa tutta la vasta area tra le oasi e il Nilo, si trova la Djara Cave, una curiosa grotta che si apre improvvisamente con un piccolo passaggio in una piana ciottolosa. Scoperta dall’esploratore tedesco Gerhard Rohlfs durante il suo viaggio esplorativo nel deserto egiziano nel 1875, fu poi “dimenticata” ed è stata riscoperta meno di 15 anni fa da una missione speleologica. Si tratta di una grande caverna, una delle poche, ma sicuramente la più interessante, di origine carsica dell’intero Sahara. All’interno stalattiti scendono dal soffitto e si infilano nel pavimento coperto da vari metri di sabbia (sembra almeno 6) che si è accumulata nei millenni. Nei pressi dell’ingresso ci sono anche alcune incisioni rupestri, testimonianza che la grotta quindi era conosciuta e fu abitata in tempi preistorici. Cena e pernottamento in tenda.  
    Dalla grotta di Jarrah si percorre il piatto tavolato calcareo verso ovest in un ambiente selvaggio e aspro. Si passa da una valle dove si trovano centinaia di curiose pietre perfettamente tonde tanto da aver dato al luogo il nome di “wadi dei meloni”. Si arriva alla scarpata che porta alla depressione di Farafra. Improvvisamente appaiono le prime formazioni bianche dei calcari fossiliferi che hanno dato a questa zona il nome di deserto bianco. Si scende nell’estremità nordorientale, la parte meno turistica e conosciuta della depressione, chiamata “Agabat” in un scenografico intercalarsi di dune e impressionanti torrioni di roccia bianca. Il Deserto Bianco non esita a stupire anche i più esperti sahariani. Alla luce della luna sembra di essere circondati da ghiacciai. Cena e pernottamento in tenda. 
    Per alcune decine di chilometri, si procede tra le sabbie gialle dove si innalzano spettacolari formazioni di calcari fossiliferi bianchissimi a forma di pinnacoli, torrioni, funghi, mammelloni erosi dall’acqua e dal vento in forme curiose, sempre diverse e molto scenografiche, che creano paesaggi unici di rara bellezza. Raggiungiamo l’oasi di Farafra per i rifornimenti. Un piccolo agglomerato di case in argilla ai margini di un grande palmeto. L’oasi si trovava su un’importante rotta commerciale verso la Libia, un importante punto per il rifornimento d’acqua di carovane ed eserciti. Pur risalendo ai tempi dei faraoni non vi sono resti archeologici. Interessante comunque la visita alla casa-museo El Badr, un edificio di mattoni crudi dall’aspetto stravagante, dove sono esposte le opere di un’artista locale contemporaneo ispirato dal deserto. Pranzo in una caffetteria locale e pomeriggio dedicato alla parte Nord del Deserto Bianco. Ultima notte in tenda in questo magico ambiente.  
    Al mattino sveglia e passeggiata tra le formidabili formazioni del deserto bianco. A metà mattina si parte verso Nord.  Dopo essere risaliti sull’altopiano si scende nuovamente e si è nella depressione di Bahariya in una zona che viene chiamata “Deserto Nero” per il colore delle pietre e delle colline coniche che la caratterizza in contrapposizione con il “Deserto Bianco” che si lasciato al mattino. Arrivo nell’oasi e pranzo. L’oasi di Bahariya in età greco-romana era la più fiorente oasi dell’Egitto, una città abitata da migliaia di persone. Nel corso del medioevo Bahariya conservò l’appellativo di “Paese delle Oasi”, perdendo tuttavia l’importanza e il prestigio del suo antico passato. Negli anni ‘90 una missione archeologica diretta dal dott. Zahi Hawass ha scoperto una vasta e ricca necropoli risalente al I-II secolo d.C., che si stima possa contenere più di 10.000 mummie. I reperti fino ad ora trovati sono tuttora in corso di valorizzazione, alcune mummie, dette “mummie d’oro”, sono state collocate in un piccolo museo e rappresentano una delle più sensazionali scoperte archeologiche degli ultimi anni. Degne di nota sono anche le tombe tolemaiche sotterranee di Zed Amun Ef Ankh e di suo figlio Banentiu, non lontano dal centro dell’oasi. I colori delle immagini delle divinità e dei geroglifici si sono mantenuti particolarmente vividi. Proseguimento per Bawiti e arrivo al Cairo. Cena e pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto, imbarco e partenza per l’Italia, con volo diretto o via capitale europea. N.B. Per ragioni tecnico-organizzative il circuito può essere effettuato in senso opposto senza alterare minimamente le caratteristiche del viaggio.  ITINERARIO: 

    Perché con noi

    • viaggio-spedizione ideato da Maurizio Levi
    • il mitico Deserto Bianco raggiunto ad Agabat, forse il suo angolo più spettacolare
    • il Jebel Qatrani, un piccolo Gilf Kebir con pareti di roccia nera tra sabbie dorate
    • i siti archeologici in pieno deserto di Kasr El Sagha e Dimeh
    • Wadi El Hitan, la Valle delle Balene (UNESCO), com decine di scheletri fossili di balena
    • attraversare il mare di sabbia di Abu Muharrik, la più lunga duna al mondo (oltre 500 km) 
    • Djara Cave, la più grande grotta carsica di tutto il Sahara

    I nostri esperti

    MAURIZIO MARCO GEROLAMO LEVI

    Dal 23  aprile  2023 al 1  maggio  2023

    MARINO KELLER BARD

    Dal 19  ottobre  2023 al 27  ottobre  2023

    LUCA GRASSI

    Dal 28  novembre  2023 al 6  dicembre  2023

    Esperto Kel 12

    Dal 28  dicembre  2023 al 5  gennaio  2024

    Approfondimenti di viaggio