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DOVE LA REALTA’ SUPERA LA FANTASIA

PAPUA NUOVA GUINEA

icona orologio 20 GIORNI
minimo 10 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   2  agosto    al   21  agosto  

La Papua Nuova Guinea è stata una delle ultime regioni del pianeta a essere esplorata. Una terra che, nell’ultimo mezzo secolo, ha visto la popolazione locale proiettata dalla Preistoria all’Era Moderna, nell’arco di una sola generazione. Un Paese in cui quasi quattro milioni e mezzo di persone, suddivise in settecento tribù, vivono in prevalenza in insediamenti rurali. E parlano settecento lingue, che rappresentano quasi la metà di tutti gli idiomi oggi - continua -

A PARTIRE DA: 10.000 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa con voli di linea per Port Moresby, la capitale della Nuova Guinea, via Singapore. Pasti e pernottamento a bordo.

 

Arrivo a Singapore il mattino presto. In serata proseguimento per Port Moresby, dove l’arrivo è previsto la mattina successiva.

Pasti e pernottamento a bordo.

 

Al nostro arrivo a Port Moresby ed espletate le formalità doganali, incontro con il nostro corrispondente locale e trasferimento all’aeroporto dei voli domestici per il volo di linea Air Niugini PX 140 per Wewak (h.09.10-10.30). All’arrivo, trasferimento in hotel. Pranzo in hotel.

Nel pomeriggio, tempo libero per relax e riposo. Per coloro che lo desiderassero, la guida locale sarà a disposizione per una passeggiata al mercato locale.

Cena e pernottamento in hotel.

 

 

 

Dopo la colazione, partiamo con il bus per raggiungere il villaggio di Pagwi, attraverso la catena montuosa Prince Alexander. Al nostro arrivo nel piccolo porticciolo del Medio Sepik, con le canoe motorizzate, raggiungiamo Ambunti, con una sosta lungo il percorso nel villaggio di Avatip. Dopo esserci sistemati nella guest house della missione, sarà possibile fare una passeggiata per conoscere l’area del villaggio. Ambunti è un piccolo e tranquillo villaggio (in lingua locale pidgin questi villaggi sono chiamati ‘stazioni’) con alcuni uffici governativi, dei piccoli negozi, alcune chiese e una pista d’atterraggio per piccoli aerei. La popolazione non raggiunge le 1.000 persone che diventano 5.000 durante il festival. Non ci sono strade, ma solo sentieri erbosi tra le case e altri edifici, percorsi dai pochi trattori che trasportano merce varia – la maggior parte delle persone cammina anche perché è tutto vicino e a portata di “mano”. Il villaggio sembra addormentato durante le giornate calde, ma si risveglia quando improvvisamente gruppi di ragazzi decidono di formare delle squadre di calcio che si sfidano nella pista di atterraggio o in altri spazi aperti. Cercheremo di conoscere maggiormente il culto del coccodrillo, ancora praticato nel Medio Sepik. La mattina del secondo giorno è dedicata alla partecipazione al Festival del Coccodrillo (questa è la seconda giornata del Festival, mentre la prima normalmente è dedicata alle gare e ai giochi dei bambini e ai discorsi di apertura del festival). Questi animali rivestono un ruolo importante nel patrimonio culturale delle popolazioni del Medio Sepik. Il Sepik Crocodile Festival è un’iniziativa del WWF e ha lo scopo di promuovere la caccia controllata dei coccodrilli selvaggi. Il festival ha luogo ad Ambunti, nel Sepik Superiore, dove si concentrano le attività del WWF ed è organizzato in agosto, a metà della stagione secca, quando è più difficile che sia cancellato a causa della pioggia. Il festival celebra la centralità di quest’animale nelle vite delle popolazioni del Sepik e attira gente da tutta l’area del fiume. Gruppi si esibiscono in danze e drammi tradizionali, mentre altri vendono artigianato, in particolare sculture a forma di coccodrillo o collane fatte con i denti di questi animali. Molto spesso le prue delle canoe utilizzate dalle popolazioni del fiume, hanno la forma del muso del coccodrillo e quando la canoa non è più utilizzabile, la prua è tagliata e venduta come souvenir. I gruppi di danzatori arrivano anche da lontano e la qualità dei costumi tradizionali indossati è superba; alcuni gruppi danzano addirittura con dei coccodrilli vivi. Sorprendentemente, ogni villaggio ha il proprio costume e la propria danza – è incredibile vedere quante culture diverse si sono evolute lungo lo stesso fiume!

Nel pomeriggio del secondo giorno con le canoe motorizzate faremo un’escursione al villaggio di Washkuk, nell’omonima laguna. Al termine della visita, rientro ad Ambunti (per chi lo desiderasse è possibile restare ad Ambunti e partecipare al festival anche il pomeriggio). Pensione completa e pernottamento nella guest house.

La mattina del terzo giorno, partecipazione al Festival del Coccodrillo (purtroppo il programma del festival sarà finalizzato solo la settimana precedente l’evento e quindi non è possibile sapere in anticipo che gruppi parteciperanno e gli orari dei loro shows). Nel pomeriggio, lasciamo Ambunti per dirigerci verso il villaggio di Korogo. Visita del villaggio. Pensione completa e pernottamento nella guest house di Korogo.

Il fiume Sepik nasce vicino al confine tra la Papua Nuova Guinea e la Papua Occidentale (Irian Jaya) e, scorrendo verso est, attraversa una regione della Nuova Guinea Centrale, formando un vasto bacino paludoso per raggiungere il mare di Bismark. Nel tardo Pleistocene tutto il bacino era allagato e costituiva un mare interno di acqua salata poi, in seguito, sono riaffiorate gradualmente alcune parti di terra e si è formato il bacino fluviale. Ad Angoram per esempio, durante la stagione secca, è ancora possibile vedere formazioni coralline che emergono dalla riva del fiume. Il corso del fiume (oltre 1.100 km,) è quasi interamente navigabile ed è caratterizzato da numerosi meandri e da laghi formati dai cambiamenti del corso d’acqua, il più grande dei quali è il Lago Chambri. A causa dei movimenti del corso d’acqua capita che interi villaggi debbano essere ricostruiti in un altro posto. La regione del Sepik si distingue in Superiore, Medio e Basso Sepik. Tutta la regione, ma in particolar modo le culture del Medio Sepik sono rinomate per la produzione artistica: in pratica ogni villaggio ha sviluppato uno stile particolare di sculture lignee, associate tradizionalmente alle Case degli Spiriti o Haus Tambaran, luoghi di culto maschile in cui si praticano le iniziazioni. Oggi molti rituali legati alla religione ancestrale sono solo una memoria, ma le architetture e le decorazioni rituali delle case degli spiriti sono diventate uno dei simboli non solo per le culture del Sepik, ma anche dell’identità nazionale della Papua Nuova Guinea. Le società della regione del Sepik si suddividono in popolazioni che abitano villaggi sulle rive dei fiumi e quelle dell’entroterra, associate alle foreste. Il modo di sussistenza tradizionale delle popolazioni fluviali è basato principalmente sulla caccia e la raccolta. Quello del fiume è un ambiente ricco di risorse acquatiche e la pesca nelle lagune è abbondante. L’altra risorsa importante di quest’ambiente è la palma da sago che fornisce la principale fonte di carboidrati. La pianta non è coltivata, ma cresce spontanea. Gli uomini cacciano maiali selvatici e uccelli casuari nella foresta e sia gli uomini sia le donne coltivano dei piccoli appezzamenti d’ignami e altri ortaggi. Gli abitanti dei villaggi lungo le rive del fiume si definiscono pescatori e considerano i fiumi e i laghi, il proprio habitat e disprezzano le popolazioni della foresta. Essi attribuiscono agli abitanti della foresta conoscenza e poteri magici negativi. In generale le popolazioni del Sepik vivono in villaggi popolosi composti di diversi gruppi o clan di discendenza patrilineare, in cui l’antagonismo sessuale è pronunciato, ma i legami con il clan materno sono promossi da relazioni tra i ragazzi e il fratello della madre che contribuisce al nutrimento dei bambini e assume un ruolo protettivo e di sostegno durante le fasi più dure dell’iniziazione. Queste relazioni che s’intersecano con quelle patrilineari che determinano l’appartenenza al clan, servono a imbastire una serie di relazioni che facilitano la convivenza di membri dei diversi gruppi in villaggi numerosi, nonostante un ethos violento e individualista.

I coccodrilli rivestono un ruolo importante nel patrimonio culturale delle popolazioni del Medio Sepik. Il quarto giorno, con le canoe motorizzate raggiungiamo il cuore del culto del coccodrillo, i villaggi di Palembei e Kanganaman, dove gli attributi del coccodrillo sono così invidiati che gli uomini stessi cercano in tutti i modi di assomigliargli. Il passaggio dei ragazzi dallo status di giovane a quello di adulto prevede un doloroso rituale di scarificazione durante il quale sono praticati dozzine di tagli sulla schiena dalle spalle ai fianchi e brandelli di pelle sono staccati dal corpo. Nel momento in cui i tagli si rimarginano, appaiono come cicatrici “sollevate” che assomigliano al dorso del coccodrillo. Tali iniziazioni sono eseguite in segreto solo una volta o due l’anno e agli estranei non è normalmente consentito di assistervi. I coccodrilli sono importanti non soltanto per il ruolo che giocano nelle credenze spirituali, ma anche come dieta locale e per la microeconomia del villaggio. Ovunque, nel bacino del fiume Sepik, il coccodrillo è una fonte occasionale di proteine e la pelle è venduta. La raccolta delle uova di coccodrillo nella foresta rappresenta una minaccia alla sopravvivenza della specie, per questo motivo il WWF sta cercando di portare avanti dei progetti di educazione delle popolazioni rivierasche per incoraggiarli a cercare delle alternative a questa fonte d’entrata che può essere sostituita dall’ecoturismo. Le due specie di coccodrillo esistenti nel bacino del Sepik sono il coccodrillo comune di acqua salata (Crocodilus porosus) e il coccodrillo di acqua dolce della Nuova Guina (Crocodilus novaeguineas). Oggi queste due specie si stanno rifugiando sempre più verso i tributari più remoti del Sepik, lontani dai loro predatori, gli uomini. Molto spesso le prue delle canoe utilizzate dalle popolazioni del fiume, hanno la forma del muso del coccodrillo e quando la canoa non è più utilizzabile, la prua è tagliata e venduta come souvenir. I gruppi di danzatori arrivano anche da lontano e la qualità dei costumi tradizionali indossati è superba; alcuni gruppi danzano addirittura con dei coccodrilli vivi. Sorprendentemente, ogni villaggio ha il proprio costume e la propria danza – è incredibile vedere quante culture diverse si sono evolute lungo lo stesso fiume!

Mentre Palembei ospita due “case degli spiriti”, tra le più decorate del Sepik, a Kanganam (circa 1 ora e mezza di canoa) si trova la più grande che sorge in una posizione elevata per proteggerla dalle inondazioni. La casa degli spiriti è molto grande e sarà possibile entrare al suo interno e ammirare l’esposizione degli oggetti degli uomini iniziati, dei quali alcuni sono abili artigiani. Gli oggetti nuovi sono in vendita, mentre quelli vecchi e polverosi sono generalmente beni di famiglia non in vendita. Al termine della visita, proseguimento in canoa motorizzata per Kaminabit, l’ultimo dei villaggi del culto del coccodrillo. Nel villaggio si trova la Bowie’s Art House, un negozio d’artigianato che espone diversi oggetti anche di altri villaggi del Sepik. Al termine della visita di Kaminabit, con le canoe motorizzate raggiungiamo il villaggio di Timbunke, ultima meta della nostra giornata. Pranzo leggero, cena e pernottamento nella guest house della parrocchia.

Nel nostro ultimo giorno nel Sepik, lasciamo Kaminabit, con le nostre canoe motorizzate e scendiamo lungo il fiume verso il villaggio di Tambanun, uno dei più grandi villaggi lungo il fiume Sepik, dove si trovano diverse piccole “case degli spiriti” e molte abitazioni che espongono artigianato in legno. Riprendiamo le nostre canoe per raggiungere il mercato di Kanduanam.

Al termine delle visite, saliremo sul bus che in due ore ci porterà a Wewak, dove ci aspetta un comodo hotel e un meritato riposo. Pranzo in hotel. nel pomeriggio sarà possibile fare la visita della cittadina con il suo mercato, il Memoriale di Guerra (Giapponese) e il Memoriale a Cape Wom Beach (luogo dove i giapponesi si sono arresi.

Cena e pernottamento in hotel.

Durante il nostro soggiorno nella regione del Sepik, dormiremo in semplici guest house/missioni, molto semplici e dove è richiesto spirito di adattamento. (Oltre al cibo locale, saranno fornite delle integrazioni alimentari e acqua in bottiglia. Durante il soggiorno nella zona del Sepik, le sistemazioni in camera singola non potranno essere garantite e potrebbe anche capitare di dover condividere lo stesso spazio in più persone. Saranno forniti: materassini gonfiabili e zanzariere. Nella zona del Sepik il clima è caldo umido, quindi potrebbe essere utile avere con sé un ventaglio o un piccolo ventilatore a batterie. Nella zona la corrente elettrica è disponibile ad intermittenza).

Per le giornate che trascorriamo nel Sepik è possibili portare solamente un piccolo bagaglio e lasciare il resto a Wewak, in hotel, dove si ritorna al termine del nostro soggiorno nel Sepik.

 

Dopo la colazione, con la barca veloce, raggiungiamo l’isola di Kairiru e la piccola stazione governativa e missione cattolica di St John (30 minuti). Durante la Seconda Guerra Mondiale i giapponesi usarono St John come base per gli idrovolanti biplani, chiamati “Pete” che decollavano dalle acque calme tra l’isola di Kairuru e quella di Muschu. Questi idrovolanti venivano utilizzati come aerei da ricognizione, ma furono tutti distrutti dagli americani durante gli attacchi del 1944. Rimangono solamente alcuni resti dei relitti come testimonianza di quanto successo in quegli anni. Quindici minuti di barca ci portano nella parte più occidentale dell’isola di Kairiru, a Victoria Bay, una graziosa insenatura dove sorgenti di acqua calda sgorgano dalle rocce verso la spiaggia e si mescola con l’acqua più fredda del mare creando gentili vortici di acqua a media temperatura nei quali è molto piacevole bagnarsi. Da Victoria Bay continuiamo per venti minuti di barca, ammirando le scogliere e gli sfiatatoi della frastaglia costa settentrionale dell’isola di Kairiru. Sbarchiamo nel villaggio di Shagur, dove saremo accolti da una danza di benvenuto. Dopo il pranzo, visiteremo il villaggio e con una camminata, la cascata dove sarà possibile fare un bagno. Per coloro che vorranno, sarà possibile intraprendere una breve, ma ripida salita, fino al punto d’osservazione giapponese, da cui gli osservatori cercavano di avvistare i bombardieri Australiani e Americani provenienti dal nord. Oltre a queste camminate, ci sarà anche il tempo di camminare attorno al villaggio, fotografare, fermarsi a chiacchierare con gli abitanti del villaggio.

Pasti e pernottamento nella guesthouse di Kairiru.

(La guesthouse di Kairiru è una sistemazione semplice a conduzione famigliare, con bagni in comune. Si richiede un buon spirito di adattamento. Sarà installata una doccia da campo. Anche in questo caso saranno forniti dall’organizzazione lenzuola e zanzariere).

Dopo la colazione e la partecipazione facoltativa alla messa che si tiene nella chiesa del villaggio, raggiungiamo la spiaggia e ci imbarchiamo su una barca a motore veloce per raggiungere la spiaggia occidentale dell’isola di Muschu. Palme, acque turchesi, coralli fanno di quest’isola uno dei più bei luoghi segreti della Papua Nuova Guinea. Nascosti nella giungla si trovano i resti dell’artiglieria anti aerea giapponese e un relitto aereo. L’isola infatti fu occupata dai giapponesi dal 1942 al 1943 e la sua terra fertile fu utilizzata per coltivare la frutta e la verdura che sarebbe servita a sfamare le truppe di stanza a Wewak. Giornata dedicata alla scoperta del villaggio di Sub, ai bagni nell’acqua trasparente, al relax o a passeggiate. Pranzo sulla spiaggia.

Al termine della seconda giornata, rientro a Wewak. Cena e pernottamento in hotel.

(Per le due giornate che si trascorreranno nelle isole di Kairiru e Muschu, è preferibile portare solo un piccolo bagaglio con l’occorrente per 1 notte).

 

Dopo la colazione, trasferimento all’aeroporto di Wewak per il volo charter per Ainong nel distretto di Simbai (due aerei da otto posti o similare). È una nuova pista d’atterraggio situata nel centro di un gruppo di abitazioni famigliari che sorgono su un crinale che si affaccia sulla fertile Valle del Fiume Kaironk che ha mantenuto un’agricoltura di sussistenza per migliaia di anni. Gli abitanti locali eseguiranno per noi una danza tradizionale di benvenuto e ci scoteranno alla guest house del villaggio. Dopo esserci sistemati, gli uomini iniziati del villaggio eseguiranno un sing sing speciale, indossando i loro copricapi, simbolo dell’iniziazione, decorati con i corpi di migliaia di scarabei verdi.

Pranzo alla guest house.

Il pomeriggio sarà dedicato alla scoperta dell’area dove sorge il villaggio di Ainong: le capanne, gli orti, la scuola, la chiesa, il piccolo dispensario. Dopo la visita guidata ci sarà la possibilità di passeggiare individualmente attorno al villaggio e di intrattenersi con i suoi abitanti, scattando delle fotografie di un popolo antico che vive in tempi moderni. Amministrativamente, l’area cade nella Provincia di Madang, ma culturalmente i suoi abitanti sono più simili a quelli degli altopiani che a quelli che abitano le coste di Madang. L’area che circonda la stazione di Simbai – la Valle del fiume Simbai a est e la Valle del fiume Kairong a ovest – è popolata dall’etnia dei Kalam. Scavi archeologici in quest’area hanno portato alla luce dei resti della civiltà lapita (soprattutto ceramica) che sta ad indicare che l’occupazione di quest’area da parte dei Kalam risale a migliaia di anni fa. Il dialetto parlato in quest’area è una delle lingue più inusuali della Papua Nuova Guinea, caratterizzato da occlusive glottali. Anche la cultura tradizionale è unica tra le diverse etnie presenti nel Paese. Le abitazioni hanno una caratteristica forma esagonale irregolare, le cerimonie d’iniziazione degli uomini prevedono il piercing al naso e l’uccisione di maiali e in occasioni speciali gli uomini indossano degli enormi copricapi – i più grandi della Papua Nuova Guinea – decorati con pelli e pellicce d’animali e i corpi di centinaia di scarabei verdi luminescenti. I loro costumi competono con quelli degli uomini parrucca Huli degli altopiani.

Il villaggio di Kaironk è più remoto rispetto a Simbai e la pista d’atterraggio si trova proprio al centro del villaggio composto di case costruite in stile tradizionale. È abitato da un centinaio di persone e in questo luogo sarà possibile provare l’esperienza che ebbero i primi occidentali che visitarono i villaggi delle Highlands.

Giornate dedicate alla scoperta del villaggio e dei suoi dintorni e alle attività organizzate dagli abitanti del villaggio. Il secondo giorno, faremo una camminata per raggiungere il villaggio di Womuk, il luogo dove sono stati fatti gli scavi archeologici relativi alla civiltà lapita. La civiltà di Lapita (dal nome d'un sito archeologico della Nuova Caledonia) è una civiltà originale, soprattutto per le decorazioni su terracotta, che sembra essere apparsa sulle isole Bismarck, a nord-est della Nuova Guinea. È associata alle popolazioni austronesiane che avevano colonizzato l'Oceania lontana partendo dalla cosiddetta Oceania vicina, e che parlavano linguaggi del gruppo oceanico. La datazione col carbonio 14 rivela che i più antichi siti Lapita risalgono a circa 3500 anni fa (1500 a.C.). Finora sono stati scoperti parecchie centinaia di siti archeologici lapita in un'area che va dalla Nuova Guinea e raggiunge le isole Samoa, l'Arcipelago di Bismarck, le isole Salomone, le Vanuatu, la Nuova Caledonia, le Figi, Tonga, Samoa, Wallis e Futuna). Tracce d'abitazione su palafitte sono state scoperte sul sito di Talepakemalai sulle isole Mussau, a Nenumbo sulle isole Salomone e a Bourewa sulle isole Figi. Qualche scheletro è stato rinvenuto, in particolare a Téouma nell'arcipelago delle Vanuatu e a Lapita in Nuova Caledonia. I coloni lapita fabbricavano terracotte incise con inclusioni rosse, utilizzando utensili d'ossidiana provenienti dai vulcani melanesiani, e un gran numero di ornamenti ed utensili ricavati dalle conchiglie (ami, braccialetti ecc.). Impiegavano asce di pietra e coltivavano tuberi (igname, taro), frutta (noci di cocco e banane). Allevavano maiali e faraone, forse anche cani, ed erano dei buoni navigatori (piroghe, catamarani). Le decorazioni delle ceramiche lapita sono estremamente ricche e varie. I disegni sono geometrici (impressi a punti), ma spesso venivano rappresentati anche volti umani e a volte vi venivano applicati piccoli modelli in argilla (teste umane, uccelli ed altri animali, quali il coccodrillo, il cane e il maiale). Raramente, alcune decorazioni, mostrano tracce di pittura. Ricerche recenti sulle decorazioni mostrano che esse rappresentavano, probabilmente, l'universo visto attraverso i loro occhi: il mondo "dell'alto", quello degli dei o degli antenati divinizzati; al centro il mondo dei viventi e "mondo del basso", quello dei morti. Gli astri (sole, luna…) sembrano rivestire un'importanza particolare nelle credenze di questi navigatori. Certi marchi decorati caratteristici permettono di determinare quale famiglia o clan abbia realizzato la terracotta. Questo permette di rintracciare esattamente il percorso della colonizzazione di questa parte del Pacifico tra 3300 e 2800 anni fa. Caratteristici sono i kapkap, ossia pettorali ornamentali di conchiglia con intarsi di tartaruga. L'estensione geografica eccezionale dei lapita (circa 4 500 km) ed il loro ruolo primario nello sviluppo delle culture oceaniche posteriori (polinesiani, melanesiani) rappresentano una testimonianza archeologica incomparabile su una migrazione preistorica per via marittima.

Il terzo giorno, dopo una camminata di circa un’ora, raggiungiamo un piccolo viaggio più isolato, scelto per l’attività odierna: “time warp” (distorsione del tempo). Al momento propizio, ogni persona (circa 50 persone inclusi i bambini), indosserà i costumi tradizionali. Il piccolo villaggio appare come devono averlo visto 100 anni fa i primi esploratori e missionari. Questo ci dà una fantastica opportunità per fare delle fotografie eccellenti.

Dopo il nostro arrivo, sarà ucciso un maiale e cominceranno i preparativi del banchetto mumu che sarà pronto nel pomeriggio, prima di rientrare a Ainong. Sarà possibile documentare come la carne di maiale e le verdure vengano avvolte nelle foglie e cucinate sotto uno strato di terra sopra il quale sono poste delle pietre calde, come è stato per molti secoli. Anche il fuoco sarà acceso in modo tradizionale. Mentre il mumu si cucina, assisteremo ad una danza tribale che si ritiene essere una danza antica, tramandata dagli antenati e che viene eseguita allo stesso modo da migliaia d’anni.

Gli abitanti ci condurranno nei loro orti per farci vedere come i loro antenati utilizzavano gli attrezzi e gli strumenti tradizionali, come l’arco e le frecce, le lance, i bastoni da scavo e le asce di pietra per cacciare e coltivare, come le pietre acuminate erano utilizzare per pelare e tagliare il cibo e affilare le lance e i bastoni. Ci mostreranno anche come vengono costruite le loro abitazioni a forma trapezioidale, come modellano i recipienti per la cottura e le ciotole per il cibo, utilizzando la pietra e la terracotta e come sono preparati i costumi tradizionali.

Pranzo a pic nic e cena tradizionale (maiale e verdure arrostite, servite su piatti ricavati dalle foglie, seduti per terra.

Pernottamenti alla Ainong Guest House (costruita in stile locale e gestita dalla comunità. Semplice, ma pulita con bagno e doccia esterni. I pasti sono preparati con prodotti locali. Non c’è l’elettricità corrente, ma il generatore che si trova al dispensario potrà essere utilizzato per caricare le batterie durante il giorno).

 

Dopo la colazione, trasferimento a piedi alla pista d’atterraggio dove attenderemo l’arrivo del nostro volo privato per Mount Hagen. Al nostro arrivo, trasferimento in hotel. Nel pomeriggio, tempo permettendo, escursione facoltativa a Rondon Ridge per una camminata nella foresta.

Pranzo libero, cena e pernottamento in hotel.

(L’orario esatto del volo charter sono si conoscerà fino al giorno stesso, perché si dovranno sempre valutare le condizioni atmosferiche, ma con tutta probabilità potremo arrivare a Mount Hagen entro l’ora di pranzo.

Segnaliamo che le camere nell’hotel Highlander di Mount Hagen sono della tipologia Executive e sono dotate unicamente di letti matrimoniali, non esistono camere a due letti di questa tipologia).

Dopo la colazione, partiamo per unescursione scenica attraverso la valle di Nebilyer verso il villaggio di Paiya per assistere al sing-sing che è celebrato il giorno prima del grande show di Mount Hagen. Arrivando prima che inizi la performance, ci sarà la possibilità di vedere i danzatori che si adornano con piume, conchiglie e pitture corporali. E un’esperienza questa quasi più interessante del grande show, perché ci dà l’opportunità di incontrare i danzatori prima che si esibiscano. Saranno felici di spiegarci il loro costume tradizionale “bilas” e di mettersi in posa per le fotografie. Si esibiranno circa dieci diversi gruppi, provenienti principalmente dagli Altopiani. Alcuni di loro si esibiranno anche il giorno dopo allo Show di Mount Hagen. Dopo il sing sing, rientriamo a Mount Hagen, fermandoci lungo la strada per fotografare il paesaggio e i villaggi della Valle di Nebilyer.Pranzo a Paya.

Cena e pernottamento in hotel.

 

Mattinata del primo giorno dedicata allo straordinario spettacolo del Sing Sing: sembra di stare in un museo d'arte moderna trasportato all'età della pietra. Migliaia di guerrieri unti di grasso, il viso dipinto con colori sgargianti seguendo i contorni di modernissime geometrie, copricapo elaboratissimi (talvolta alti anche un metro!) fatti con piume e fiori e con i materiali più disparati (pellicole fotografiche, sigarette), danzano per due giorni al ritmo ossessivo dei tamburi. Il Sing Sing di Mount Hagen, questa grande festa ispirata alle vecchie danze di guerra, fu istituita dal governo australiano al tempo in cui l'Australia amministrava la Nuova Guinea, per cercare di convogliare lo spirito bellico delle tribù delle Highlands in gare e feste pacifiche, e per creare un'occasione d’incontro fra tribù che si odiavano. Dato che gli Huli degli altopiani meridionali molto spesso vincevano la competizione grazie ai loro incredibili “cappelli-parrucche” e alle decorazioni del viso, si attiravano le antipatie degli altri gruppi. Il problema è stato risolto alcuni anni fa attraverso una politica di distribuzione del premio in denaro in parti uguali tra tutti i partecipanti.

Al termine dello show, pranzo al “The Sweet Spot Restaurant” di Mount Hagen. Nel pomeriggio del primo giorno escursione alla comunità agricola di Kindeng, dove dei piccoli imprenditori delle diverse province delle Highlands vivono insieme e coltivano piccoli appezzamenti di terreno e allevano maiali per sostenere le loro famiglie.

Anche la mattinata del secondo giorno sarà dedicata al Sing Sing. Al termine dello show, pranzo al “Mt Hagen Club”.

Nel pomeriggio, escursione al villaggio di Moika, per conoscere la cultura e lo stile di vita dell’etnia dei Melpa.

Al termine dell’escursione, rientro in hotel per la cena e il pernottamento.

 

In mattinata, trasferimento in aeroporto e volo per Port Moresby.

Al nostro arrivo, trasferimento al ristorante per un “late lunch”. Nel pomeriggio faremo un breve tour della città, con il porto, il distretto degli affari e il mercato del pesce.

Cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione e il check out, proseguiamo la nostra visita della città con il Museo Nazionale, la Galleria d’Arte e il Parlamento. Pasti liberi.

In tarda mattinata, trasferimento in aeroporto per il volo per Singapore. In tarda serata proseguimento per l’Italia.

Pasti e pernottamento a bordo.

 

 

L’arrivo in Italia è previsto di prima mattina.

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

Siamo consapevoli del fatto che questo viaggio è impegnativo dal punto di vista economico e a questo proposito ci teniamo a sottolineare che l’elevato costo non corrisponde necessariamente a sistemazioni di lusso o a servizi locali impeccabili (mezzi di trasporto, puntualità, servizi alberghieri); la Papua Nuova Guinea non è un paese molto frequentato dal turismo, i servizi sono molto costosi, soprattutto se paragonati al costo della vita locale. Alcuni hotel che nel nostro Paese - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Durante il tour si assiste al Festival di Mount Hagen
  • Il viaggio fa tappa anche nell'area di Kairong, per capire come vivono le popolazioni del Paese fuori dalle realtà urbane

ESPERTI

  

PAOLO GHIRELLI

  • Dal 2  agosto  2019 al 21  agosto  2019

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