DUNE E FESTIVAL DEGLI SCIAMANI

CINA

  • DUNE E FESTIVAL DEGLI SCIAMANI

    CINA

    Dune - Viaggi Esplorazione
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 9 massimo 12  partecipanti
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    4.600€

    Cina

    DUNE E FESTIVAL DEGLI SCIAMANI

    Questo avvincente itinerario inizia a Lanzhou nel Gansu, lungo il ramo principale della Via della Seta, includendo la visita del Buddha dormiente di Zhangye, delle incredibili Montagne Arcobaleno del Parco Geologico Danxia e delle sacre grotte buddhiste di Mati Si. Poi si spinge sull’altopiano del Gobi-Alashan, una delle zone meno conosciute e più misteriose della Mongolia Interna cinese, per una vera e propria mini-spedizione in 4x4 attraverso lo straordinario deserto di Badan Jaran. Un impenetrabile deserto caratterizzato da imponenti montagne di sabbia, dune gigantesche che spesso arrivano a 500 m di altezza e che racchiudono, come gemme, numerosi laghi di acqua dolce e salata. Le antiche piste carovaniere passavano ai margini dell’Alashan e anche i più importanti esploratori come Sven Hedin, Przewalskij e Kozlov, che nel secolo scorso si erano proposti di cancellare le ultime macchie bianche dalle carte dell’Asia Centrale, non osarono addentrarvisi. Quindi ripiega verso l’estremo opposto del corridoio del Gansu, dove terminava la Grande Muraglia, passando per Jiayuguan, antico avamposto cinese di frontiera, considerato fin dall’epoca della dinastia Ming il confine occidentale dell’Impero. Infine punta verso il Qinghai, una remota provincia per secoli parte integrante del mondo tibetano, che ha dato i natali al famoso Tsongkhapa, il fondatore della scuola di buddhismo tibetano dei Gelugpa (Berretti Gialli). Si conclude tra i villaggi della contea di Tongren, per partecipare al Festival degli Sciamani o Festa di Lurol, dove gli appartenenti ai gruppi etnici Tibetano e Tu mostrano la loro devozione e gratitudine alle divinità locali. Gli sciamani presiedono a rituali e cerimonie fungendo da tramite tra i devoti e le divinità e cadendo spesso in uno stato di trance caratterizzato da tremiti e gemiti. Il festival offre l’opportunità di osservare la popolazione locale vestita a festa con meravigliosi costumi ricamati e straordinarie acconciature. Un’esperienza davvero unica e indimenticabile!    

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano Malpensa per Pechino con il volo diretto Air China delle 13:00. Pernottamento a bordo.Pasti: pranzo e cena a bordo.  
    Arrivo a Pechino alle 05.00 e proseguimento con volo in coincidenza per Lanzhou. In tarda mattinata arrivo a Lanzhou, accoglienza, trasferimento e sistemazione in hotel. Lanzhou (1.520 m), capoluogo della provincia del Gansu, conta oltre 3 milioni e mezzo di abitanti. La città si è strategicamente sviluppata lungo il corso del Fiume Giallo e ha visto alternarsi al suo governo realtà politiche differenti, sia cinesi sia provenienti dall’Asia Centrale, perennemente in lotta tra di loro. Trovandosi incuneata in una stretta vallata chiusa da ripide montagne a 1.600 metri di quota, Lanzhou è stata costretta a svilupparsi in un lungo corridoio che si estende da est a ovest per oltre 20 chilometri sulla sponda meridionale del Fiume Giallo. Di conseguenza la metropoli è “urbanisticamente” poco funzionale e richiede tempi piuttosto lunghi per gli spostamenti, costituisce un importante snodo stradale utilizzato da molti viaggiatori per raggiungere altri luoghi del Gansu. Nel pomeriggio visita del Ponte Zhongshan, noto anche come il ponte di ferro del Fiume Giallo, un ponte a cinque archi con travatura reticolare in acciaio, inaugurato nel 1909. Fu il primo ponte permanente sul fiume Giallo ed è uno dei monumenti più famosi di Lanzhou, una testimonianza delle impressionanti capacità ingegneristiche di quell’epoca. Anche se non è più aperto al traffico, rimane un’attrazione imperdibile.Pernottamento in hotel.Pasti: colazione a bordo, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione trasferimento alla stazione ferroviaria per l’imbarco sul treno veloce per Zhangye (circa 3 ore e mezza di viaggio). Zhangye (1.450 m) fu per lungo tempo un punto di sosta importante per carovane e viaggiatori lungo la Via della Seta, anche Marco Polo vi trascorse un intero anno. Nel primo pomeriggio visita del Tempio Dafo che conserva la statua del “Buddha dormiente” più grande della Cina: 35 m di lunghezza per 8 m di altezza, all’interno di una struttura in legno del 1098, risalente alla dinastia degli Xia occidentali. Il Buddha, dalle forme aggraziate e dall’espressione serena, è attorniato da dieci discepoli e da alcuni guerrieri sacri dall’aspetto grottesco. Si prosegue per la visita del Parco Geologico Zhangye-Danxia (tutelato dall’UNESCO), a 39 km dalla città, una vasta area montagnosa e desertica caratterizzata da particolari stratificazioni di rocce colorate, il risultato di una serie di depositi di vari minerali accumulatisi durante il periodo Cretaceo in seguito alla collisione della placca indo-australiana con quella euroasiatica. Le erosioni dovute al vento e alla pioggia hanno poi completato questo spettacolo della natura. L’area di circa 50 chilometri quadrati è nota al turismo con il nome di Montagne Arcobaleno e negli ultimi anni è diventata una tappa fondamentale per chi viaggia lungo l’antica Via della Seta. Alla fine della visita rientro in città. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale.  
    Dopo la prima colazione partenza per le sacre Grotte di Mati Si, scavate nelle pareti rocciose ai piedi del Maestoso Monte Qilìan, a circa 60 km a sud di Zhangye. Oltre a queste straordinarie costruzioni, il sito merita una visita anche per lo splendido panorama. Il nome Mati Si significa “Monastero dello Zoccolo di Cavallo” in riferimento a una leggenda secondo la quale una grotta conserva l’impronta dello zoccolo di un cavallo celeste.  Scavate con mirabile perizia nelle rupi di arenaria fra il V e il XVI secolo, le grotte sono piene di sculture, templi e sale di meditazione che si raggiungono tramite scalinate contorte, gallerie, stretti passaggi e piattaforme. Le grotte non si concentrano in un’area ma si estendono su varie sezioni. Le più accessibili sono le Grotte dei Mille Buddha che ricomprendono il Tempio Puguang con la presunta impronta del cavallo celeste. Al termine della visita si prosegue verso nord-est per la città di Alashan Youqi (1.430 m). Si lascia quindi la provincia del Gansu per entrare nei territori desertici della regione autonoma della Mongolia Interna. Sotto la guida di Genghis Khan, la regione faceva parte del Grande Impero Mongolo che all’epoca si estendeva dalla Corea fino all’Europa dell’Est. La Mongolia è tradizionalmente popolata dalle etnie nomadi che si spostano con le loro tende da una zona all’altra per allevare il bestiame. Cuscinetto strategico per la Cina, nel corso dei secoli, ha protetto Pechino, prima dalle invasioni barbariche e poi dalla minaccia dell’Unione Sovietica. Allo stesso tempo, questo territorio ha rappresentato per secoli un punto di contatto e di contaminazione culturale con la porzione settentrionale dell’Eurasia. Si continua oltre Alashan Youqi per raggiungere la località di Jiuke Shu, che letteralmente significa “nove alberi”, nei pressi del confine meridionale del Deserto di Badan Jaran. Pernottamento in campo di yurte o guest-house con servizi in comune.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Per la sua peculiare fisionomia geografica l’altopiano del Gobi-Alashan (1.200-1.500 m.s.l.m) è chiamato “terra misteriosa della Cina”. Le piste carovaniere passavano ai suoi margini e anche i più importanti esploratori come lo svedese Hedin o i russi Przewalskij e Kozlov, che a cavallo del ‘900 si erano proposti di cancellare le ultime macchie bianche dalle carte dell’Asia Centrale, non osarono addentrarvisi. Qui si trova il deserto di Badan Jaran, caratterizzato da immense dune di sabbia che raggiungono i 500 metri d’altezza e dal più grande complesso al mondo di laghi in area desertica. Sono proprio questi bacini idrici a dare al deserto il nome che in lingua mongola significa “Laghi Misteriosi”. La zona nota come “Towers of Sand and Lakes” si concentra nell’area del deserto centrale, dove si distribuiscono maggiormente le mega-dune e i bacini lacustri inter-dunali, un patrimonio naturale davvero unico di grande bellezza e mistero. Ci sono 74 laghi salini permanenti e 12 di acqua dolce alimentati da sorgenti sotterranee. Qui si può inoltre ammirare la duna di sabbia staziale più alta del mondo, Bilutu, con un’altitudine di 1611 metri e un’altezza relativa di circa 450 metri, il cosiddetto “Everest del Deserto”. Per essere un deserto sabbioso, un vero e proprio mare di sabbia, il Badan Jaran è sorprendentemente umido, quindi abbondano diversi tipi di arbusti. Ci sono probabilmente più specie di piante qui che in qualsiasi altro deserto al mondo. Anche la fauna è piuttosto ricca, soprattutto notturna. I laghi sono per lo più salini e misteriosamente colorati, essi forniscono un habitat favorevole per diversi invertebrati, molluschi, crostacei e alcuni pesci che consentono la sopravvivenza di uccelli e altre creature. Tutto ciò contribuisce ad accrescere ulteriormente il fascino del deserto. Con jeep cinesi guidate da autisti mongoli si va alla scoperta di paesaggi mozzafiato caratterizzati da enormi dune di sabbia che incastonano laghetti di acqua dolce e salata. Si tratta di una vera e propria spedizione in uno straordinario e sconosciuto habitat desertico. Pernottamenti in campi mobili.Pasti in campi mobili. I campi mobili sono allestiti con gli equipaggiamenti a bordo delle vetture. Sono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o in singola e materassini in polipropilene. Per il montaggio delle tende, molto facile e veloce, è necessaria la collaborazione dei partecipanti. La cucina è curata dallo staff locale. Per la toilette, nel deserto, si usa il sistema “en plein air”. Si fa presente che l’esperienza dello staff cinese nell’allestimento dei campi è piuttosto modesta, quindi si richiede un certo spirito di tolleranza e adattamento da parte dei partecipanti.  
    Dopo due giorni di girovagare tra dune e laghetti del Deserto di Badan Jaran si raggiunge la strada asfaltata per Ejina, città situata nella punta nord-ovest della Mongolia Interna a circa 80 km dal confine con la Mongolia, e si procede fino alle rovine di Khara Khoto, la “Città Nera”, capitale dell’antico impero dei Tanguti (1035 circa). La fortuna della città fu legata particolarmente alle carovane di mercanti che vi facevano sosta andando dalla Cina verso Occidente. Fu l’esploratore russo, l’ufficiale P.K.Kozlov, a localizzarla durante la spedizione in Mongolia e Sichuan del 1907-1909, seguendo inconsapevolmente le stesse orme di Marco Polo. Quando la scoprì non si rese subito conto di avere dinnanzi a sé l’unica testimonianza di un grande impero perduto. Fu grazie a quel ritrovamento che oggi possiamo ricostruire l’identità e la cultura di un popolo che per due secoli e mezzo fu protagonista della scena cinese. Oggi si presenta semisepolta da un deserto di grande fascino e ammantata di dicerie e leggende. Al termine della visita trasferimento in hotel nella città di Ejina. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in campo mobile, pranzo a pic-nic, cena in ristorante locale. 
    Partenza presto al mattino, dopo la prima colazione, per una lunga giornata di trasferimento in bus. Si lascia la Mongolia Interna per fare rientro nel Gansu, verso Jiayuguan, antico avamposto Han considerato fin dall’epoca della dinastia Ming il confine occidentale dell’impero. Nei pressi di Jiayuguan sosta per la visita di una delle straordinarie tombe del periodo Wei e Jin. Il luogo di sepoltura risale a più di 1500 anni fa (al periodo compreso tra il 220 e il 420, ossia alle dinastie Wei e Jin Occidentali) ed è costituito da numerose tombe sotterranee costruite in mattoni, perfettamente conservate, che contengono raffinatissimi dipinti raffiguranti la vita quotidiana del tempo: dalla preparazione del tè alla raccolta delle foglie di gelso per la produzione della seta. Arrivo a Jiayuguan (1477 m) e visita di ciò che è rimasto della Grande Muraglia. A differenza delle altre sezioni famose vicino a Pechino, il segmento di Jiayuguan è costruito con il loess. Il terriccio venne messo insieme creando degli strati sovrapposti e rendendo in tal modo le pareti molto solide. Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale.  
     Dopo la prima colazione visita del Forte di Jiayuguan. All’estremo opposto del corridoio del Gansu si trovava uno degli ultimi avamposti cinesi di frontiera: Jiayuguan, il “Passo Jiayu”, dove, durante l’epoca Ming (1368 - 1644), terminava la Grande Muraglia, la cui estremità occidentale era segnata dalla impressionante fortezza, in solida terra battuta e legno, che domina ancora oggi incontrastata il paesaggio semi-desertico. Il forte aveva funzione di dogana, entro cui dovevano transitare tutti coloro che uscivano dalla Cina. Protetto da mura alte oltre 10 metri, il forte si è meritato l’appellativo di “imprendibile passo sotto il cielo”. Ciascun angolo è provvisto di una torre di guardia, mentre i monumentali ingressi sono sovrastati da punti di avvistamento che toccano i 17 metri di altezza. Al termine della visita trasferimento alla stazione ferroviaria in tempo utile per l’imbarco sul treno veloce per Xining (3 ore e 20 minuti di viaggio), il vivace capoluogo della provincia del Qinghai, situato sulle propaggini orientali dell’altopiano tibetano. Arrivo a Xining (2.275 m), accoglienza e partenza immediate per la visita del Museo della Cultura e della Medicina Tibetane. Le esposizioni di questo eccelente museo sono dedicate alla medicina tradizionale, all’astronomia, allo stile di vita tradizionale, all’architettura e ai costume del Tibet. Il pezzo forte è un thangka (stendardo buddhista) che con i suoi 618 m è il più lungo del mondo. L’opera d’arte, esposta in una sala strutturata come un labirinto, riporta l'origine del gruppo etnico tibetano e lo sviluppo del buddhismo tibetano (N.B. Nel caso in cui, a causa degli orari del treno, non si riesca ad arrivare in tempo per effettuare la visita del Museo della Cultura e della Medicina Tibetane, in sostituzione si visiterà la Grande Moschea di Dongguan).Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel, pranzo libero, cena in ristorante locale. 
    Dopo la prima colazione partenza verso sud-ovest per la cittadina di Huangzhong per la visita del Monastero Kumbum, uno dei grandi complessi monastici della scuola buddhista tibetana gelugpa (o dei Berretti Gialli). Il complesso, di eccezionale importanza storica, fu costruito nel 1577 su un terreno benedetto, luogo di nascita di Tsongkhapa, il fondatore della scuola gelugpa. Ognuno dei suoi nove templi aperti al pubblico presenta caratteristiche particolari. Il più importante è il Grande Tempio delle Tegole Dorate, nel quale un chorten (stupa) alto 11 metri segna l’esatto luogo di nascita di Tsongkhapa. Il monastero è un polo di attrazione turistica, cosa abbastanza insolita per il Qinghai, pertanto l’atmosfera del luogo può apparire talvolta poco spirituale e piuttosto caotica. Si prosegue verso sud-est per la città-monastero di Tongren (Repkong in tibetano) (2.490 m), adagiata sui fianchi dell’ampia e fertile valle del fiume Gu-chu. Da molti secoli i villaggi nei dintorni di Tongren sono famosi per la manifattura di thangka, le icone votive dipinte su seta o altri materiali, al punto che la città ha dato il nome a un’intera scuola artistica tibetana. Pernottamento in hotelPasti: colazione in hotel, cena in ristorante locale o in hotel.  
    Tre intere giornate dedicate al Festival degli Sciamani o Festa di Lurol, che ha inizio ogni anno nel 21° giorno del sesto mese lunare, tra i villaggi della contea di Tongren. In occasione del festival, le cui origini sono da ricercare nella tradizione bon preesistente all’arrivo del buddhismo, gli appartenenti ai gruppi etnici tibetano e tu, dei vari villaggi nei dintorni di Tongren, mostrano la loro devozione e gratitudine alle divinità locali. Gli sciamani presiedono a rituali e cerimonie fungendo da tramite tra i devoti e le divinità e cadendo spesso in uno stato di trance caratterizzato da tremiti e gemiti. Il festival offre l’opportunità di osservare la popolazione locale vestita a festa con meravigliosi costumi ricamati e straordinarie acconciature. Non è possibile prevedere il corso degli eventi delle giornate in quanto variano a discrezione del governo locale che annuncia gli stessi solo pochi giorni prima del festival. Se fortunati si potrà anche assistere ai cosiddetti atti di penitenza che consistono nel trafiggersi le guance con spilloni metallici. Si ritiene che tale pratica impedisca agli spiriti cattivi, e quindi alle malattie, di introdursi nel corpo attraverso la bocca.   Il nome dell'etnia Tu viene da "uomo di Tu" così autodefinito dai propri abitanti come anche dalle altre etnie fraterne come Han e Hui. I Tu hanno una propria lingua parlata, che appartiene al gruppo delle lingue altaiche. Quasi tutti i membri dell'etnia Tu credono nel buddismo tibetano, in precedenza avevano altri culti di tipo sciamanico. Nel periodo dalla fine della dinastia Yuan e dall'inizio della dinastia Ming, il Buddhismo tibetano si diffuse rapidamente nella zona di residenza dei Tu e perciò vennero costruiti molti templi. Gli abiti sia da uomo che da donna sono molto particolari, hanno tutti un colletto alto ricamato. Le maniche degli abiti per le donne sono ricamate con 5 colori, ossia rosso, giallo, verde, viola e azzurro, e al centro dell'abito è apposto un nastro con ricamo di uccelli, fiori, pesci e nuvole. Sopra la camicia, gli uomini portano un cappotto lungo di colore scuro, accompagnato da una cintura ricamata di colore verde e sulla testa un cappello di feltro. Attualmente l'etnia Tu ha circa 200 mila abitanti che si distribuiscono principalmente nella provincia del Qinghai e del Gansu. Tra una manifestazione e l’altra, visita dei principali siti d’interesse di Tongren. Il Monastero Longwu Si, un immenso e labirintico dedalo di cappelle e residenze di monaci, risalente al XIV secolo. Il Wutun Si, un complesso monastico formato da due monasteri: il Monastero Superiore (Yango) e il Monastero Inferiore (Mango). Questo è il posto giusto da visitare per approfondire la conoscenza dell’arte tibetana. Si può visitare uno dei laboratori dove vengono realizzati i raffinati thangka e le sale espositive dove è anche possibile effettuare degli acquisti. Pernottamenti in hotel.Pasti: colazioni in hotel, pranzi liberi, cene in ristoranti locali o in hotel.   
    Dopo la prima colazione trasferimento all’aeroporto di Xining in tempo utile per l’imbarco sul volo per Pechino. Arrivo a Pechino e proseguimento con il volo Air China diretto per l’Italia. Pernottamento a bordo.Pasti: colazione in hotel, pranzo e cena liberi.  
    Arrivo a Milano Malpensa al mattino presto. 

    Perché con noi

    • Itinerario esclusivo nella Cina più profonda, tra diversi mondi, da quello mongolo della Mongolia Interna a quello tibetano del Qinghai
    • Traversata del fantastico Deserto Badan Jaran in 4x4 con 2 pernottamenti in tendina igloo
    • Straordinaria partecipazione di 3 giorni alle varie manifestazioni del Festival degli Sciamani di Tongren, celebrato dalle minoranze etniche Tibetane e Tu

    Approfondimenti di viaggio

     VoliI voli di linea scelti per questo itinerario sono diretti, senza scali intermedi, operati dalla compagnia AIR CHINA.Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi attuali dei voli in partenza da Milano Malpensa. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non sempre è possibile confermare. In caso di prenotazioni di gruppo, suggeriamo di raggiungere Milano per partire tutti insieme con gli stessi voli. Kel12 si farà carico [...]