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E’ AFRICA. E’ ASIA

MADAGASCAR

icona orologio 13 GIORNI
minimo 10 massimo 20 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

VIAGGIO DISPONIBILE ANCHE IN INDIVIDUALE

E' Africa e non è Africa. È Asia e non è Asia. È una terra di contrasti, un paese fatto di capanne buttate qua e là dalla mano dell’uomo, a caso, tra strade polverose, tra lo spazio infinito verso l’orizzonte. Il paese di mille popoli e di altrettante lingue, di uomini venuti da lontano, di genti che riesumano i morti per abbracciarli e onorarli, e ballano e cantano le loro veglie funebri. Gente pacata, che vive in armonia con una terra - continua -

A PARTIRE DA: 4.600 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa (e da altri aeroporti italiani previa verifica di disponibilità ed eventuali costi) per Antananarivo via Parigi. Volo Air France AF1631 delle 6,00 con arrivo a Parigi alle 7,30. Altro volo AF 934 delle 10,40 con atterraggio nella capitale malgascia alle 22,15. Trasferimento in hotel per il pernottamento. Ne abbiamo scelto uno che risponde anche all’esigenza di essere vicino all’aeroporto da cui ripartiremo il mattino dopo.

 

Il nostro hotel a Tanà, “Relais des Plateaux”  (www.relais-de-plateaux.com), a circa quattro chilometri dall’aeroporto, le sue 42 camere con accogliente arredo sporgono su un giardino con piscina. Wi-fi nelle zone comuni.

 

(*Ricordiamo che in questo come in tutti gli altri alberghi, nonostante le indicazioni fornite dal management circa l’eventuale presenza di Wi-fi, il servizio potrebbe non essere attivo o funzionare solo in alcune aree. Relativamente alle temperature nelle località in cui soggiorneremo, informiamo che, se necessario, negli hotel a volte si potrà disporre di stufette elettriche o ulteriori coperte).

 

 

 

Trasferimento in aeroporto e volo su Tulear con partenza alle 10 per utilizzare al meglio le ore della giornata.

 

(Il volo interno, pur essendo già stato prenotato e confermato, può subire spostamenti di orario e cancellazioni anche senza congruo preavviso. Nel caso, si provvederà in loco alle più opportune variazioni nel programma e pernottamenti).

 

Tulear ha il merito di trovarsi alla fine della strada asfaltata RN7 che ci riporterà alla capitale, dove iniziano le vie polverose regno dei pousse-pousse, il risciò trainato a gambe. Di giorno, è stesa sonnolente al centro della costa a mezzaluna, protetta dalla barriera corallina più grande al mondo dopo quella australiana. A sera e di notte la cittadina si sveglia, anche troppo, e i giovani affollano la discoteca per esibirsi in danze locali di cui è difficile persino pronunciarne i nomi.

(Noi non frequenteremo, specie dopo il tramonto, le zone che la nostra guida sconsiglierà).

 

Vi convivono varie etnie, anche se non saremo in grado di distinguerne le diversità. (Ricordiamo che questo non è un viaggio “alla scoperta di etnie”).

Notevole è la presenza di indiani dediti soprattutto alle attività commerciali. Non manca un mercato.

 

Dopo una passeggiata nel centro cittadino andremo un poco fuori verso sud, a circa dieci chilometri, dove si trova l’Arboretum con varietà arboricole tipiche della regione. Nelle decine di ettari di foresta spinosa con un migliaio di specie floreali, cominciamo ad incontrare forme naturali d’arte legnose che modellano estrosi tronchi fronde rami foglie.

 

Il nostro hotel a Tulear, “Moringa” (www.moringa-tulear.mg)

Ha solo 27 stanze, con balcone e confortevoli. Giardino, possibilità di massaggi e Wi-fi nelle zone comuni. Sta nel centro della cittadina a meno di due chilometri dal mare, raggiungibile con una passeggiata.

Colazione e poi al porto per prendere una barca. Andiamo verso sud per arrivare ad Anakao. Navighiamo circa un’ora e mezza costeggiando la piatta mezzaluna sabbiosa con spiagge deserte e sparsi villaggi di pescatori di etnia Vezo, tra cui Sarodrano. Questi nomadi del mare scandagliano la barriera corallina per pescare con le laka, le piroghe a bilanciere e vela quadrata. Sono tipiche imbarcazioni presenti in varie parti del sud est asiatico. Si notano specie nei pressi di Saint Augustin tra le coste alte, scarnificate per millenni dal fiume Onylahy, uno dei maggiori del Madagascar.

Anakao, "il villaggio in capo al mondo”, s’affaccia sulla barriera corallina ed è protetta alle spalle da foreste spinose, parchi e riserve naturali.

In barca andremo anche all'isola di Nosy Ve.

(Le condizioni, specie del mare, che incontreremo in loco ci suggeriranno quando effettuare questa escursione).

L’isola, piatta, ha vegetazione arbustiva ed è la parte sopra il pelo d’acqua del reef corallino. È una meta privilegiata dai pescatori che la considerano sacra e quindi ben disposta a fornire cibo a chi vi si accosti con rispetto.

Nosy Ve è assai piccola ed è una sorta di cresta del lungo serpentone che costituisce la barriera. Praticamente disabitata, è a circa cinque chilometri da Anakao.

L’acqua di questa riserva marina invita a nuotare e la sua trasparenza consente di osservare bene quanto sta sotto.

Alla fine della mattinata si va in hotel ad Anakao per il pranzo.

 

Pomeriggio libero per incontrare la rilassante realtà di questo villaggio con le colorate piroghe allineate sulla spiaggia e tranquille acque per bagni nel reef.

(Consigliato un costume da bagno per questa ed altre occasioni).

 

Il nostro hotel ad Anakao, “Ocean Lodge” (www.anakaooceanlodge.com).

È definito pomposamente come il “miglior resort della Grande Barriera Corallina, elegante e con un’attenzione maniacale ai particolari”. Si presta però ad ospitarci fornendo servizi stanze ed ambiente gratificanti, con uso di materiali naturali quali pietra legno paglia. Possibilità di fruire di una SPA, di  attrezzature per sport acquatici, di una spiaggia privata, di Wi-fi.

 

Di mattino presto andiamo verso il Parco Tsimanampetsotsa che si trova a sud a circa un’ora e mezza dall’hotel. Non è essenziale ricordarsene il nome, l’importante è poterci entrare, costeggiare il suo lago salato azzurro frequentato da fenicotteri ed altri tipi di uccelli, infilarsi nella foresta tropicale, cercare di intravvedere i lemuri e avvicinarsi ai baobab e pachipodium (una tra le curiosità arboricole locali dal fusto più o meno bombato in genere spinoso, che si restringe verso la cima bordata da un ciuffo con infiorescenze).

(Evidenziamo che questa visita e quella al Centro Valbio a Ranomafana non sono normalmente possibili se non si dispone di una particolare autorizzazione. Noi l’abbiamo ottenuta perchè partecipanti ad un itinerario “K12 National Geographic”).

 

Rientro in hotel per il pranzo.

Il pomeriggio e la giornata successiva saranno a disposizione per attività individuali, esplorazioni nell'interno, bagni e relax.

Si può semplicemente passeggiare sul lungomare, fare snorkeling, immergersi con respiratore, organizzare escursioni nell’entroterra, arrivare in barca o via terra nei vicini villaggi di San Augustin e Sarodrano un poco a nord.

San Augustin e Sarodrano sono divisi da una scogliera e il primo ha le sue casette sparse lungo la foce del fiume Onilahy. Sarodrano è abitato da una piccola comunità di pescatori che vive in capanne di paglie in una grande virgola di sabbia sporta verso il mare.

Un altro piccolo agglomerato di pescatori, Ambola, si trova a sud.

A volte ci si lamenta, al termine di un viaggio, di non essere riusciti a penetrare meglio nella realtà locale. È vero. Spesso il programma non consente un approccio che non sia quello determinato da tempi non sufficienti e al seguito del gruppo, senza la possibilità di “personalizzare” e avere un contatto individuale col posto. Questa è l’occasione per farlo, con l’avvertenza che non sempre occorre aspettarsi aspetti eclatanti che siano degni di scatti da mostrare agli amici. Il piacere della conoscenza può trovarsi in elementi della realtà locale interessante in quanto tali. Nella semplicità di incontri con cose e persone normali del luogo può individuarsi quella “straordinarietà” da riportare a casa.

I gestori del lodge sapranno informarci dettagliatamente circa tempi e mezzi di trasporto per svolgere tali escursioni.

Pranzi e cene nell’Anakao Ocean Lodge.

 

(Sottolineiamo che delle distanze e tempi di spostamento indicati va apprezzato essenzialmente l’ordine di grandezza. Saranno le condizioni che incontreremo in loco, specie relativamente allo stato stradale, a determinare l’andamento delle giornate.

Per i trasferimenti fruiamo di minibus tipo Hyundai da 13 posti. Accompagnatore e guida siedono vicino agli autisti. I partecipanti, possono alternarsi nei posti loro dedicati.

Le strade, tranne brevi tratti per alcune decine di chilometri, sono tutte asfaltate anche se possono essere deteriorate in alcune parti.

Chi soffra di mal d’auto è bene che si munisca di appositi medicinali).

 

 

Nuovo imbarco per tornare a Tulear, da dove si proseguirà verso nord ovest per attraversare la savana meridionale e giungere con la RN7 al Parco Nazionale Isalo.

Lungo il tragitto s’incontrano opere funerarie dell’etnia Mahafaly che ha tradizioni seminomadi, ed è forse per questo che i loro cimiteri si trovano in prossimità delle vie di comunicazione principali. Sono l’aspetto più evidente di una cultura degli antenati che attribuisce particolare valore all’aldilà e alle sepolture cui prestano attenta cura. Non è un caso che uno dei proverbi più sentiti reciti: “Una casa è per la vita, ma una tomba è per l’eternità”. Secondo loro quando uno muore non scompare definitivamente. Alcuni pensano che semplicemente trasferisca la vita ad un altro soggetto. Come una candela che prima di finire di consumarsi ne accenda un’altra.

Spesso le tombe sono delimitate da un recinto quadrangolare dipinto, e sormontate da aloalo, colonne di legno intagliato con significati totemici adornate da corna di zebù. Il numero di corna poste a decoro e omaggio del defunto ne qualificano lo stato sociale.

Si sosta poi nel Parco di Zombitse che vanta, tra il suo spoglio paesaggio semi desertico, specie di uccelli e lemuri tra cui il Lemure Catta con la coda ad anelli.

Più a est, sempre sulla strada RN7 sta Ilakaka. Sino ad una ventina di anni fa era appena segnata sulle mappe. Oggi è cresciuta e denota lo sviluppo caotico subìto a causa della “corsa allo zaffiro”. I dintorni mostrano zone sventrate dalle decine di migliaia di persone che hanno partecipato a fare di questo giacimento il più grande al mondo da cui estrarre zaffiri.

Poco dopo si entra nel Parco di Isalo.

Pranzo con leggero pic-nic durante le escursioni e cena in hotel.

 

Il nostro hotel, “Relais de la Reine”. (www.lerelaisdelareine.com)

I cottage in pietra sono ben inseriti nel parco naturale dell’Isalo. A circa 15 chilometri da Ranohira, Le Relais De La Reine fa rimpiangere di non poterci restare di più, nonostante ci si fermi due notti. Arredi e illuminazione curati, spa, centro equestre, piscina, bel bar. Interruzione di corrente elettrica dalle 23.00 alle 06.00 e dalle 09.30 alle 15.30. (Segnaliamo che l’interruzione di corrente, qui esplicitamente ed anticipatamente prevista, potrebbe anche verificarsi in altre strutture in cui soggiorneremo). Wi-fi nelle zone comuni.

 

Il parco mostra il meglio di sé da maggio ad ottobre.

Dopo la prima colazione, partenza presto in auto per un’escursione nel parco, per poi proseguire a piedi.

(Per le visite in questo ed in tutti i parchi si raccomanda di indossare scarponcini, cappellino, dotarsi di crema protettiva, occhiali da sole….e non dimenticare un impermeabile, sempre utile).

Gli oltre 800 chilometri quadrati ne fanno uno dei più grandi e tra i più interessanti. L’escursione, di alcune ore sino al pomeriggio, ci permette di camminare lungo i sentieri  per tentare di osservare zebù lemuri qualche strana pianta e varie specie di uccelli. Nel parco vi sono anche curiose formazioni rocciose definite dagli agenti atmosferici e dalla suggestione di chi le osservi.

Il territorio è generalmente roccioso e arido con oasi beneficiate da sorgenti, canyon scolpiti nella roccia, colline sagomate, profondi muri di roccia, cascate, aree di campeggio, punti panoramici, foreste abitate da animali non sempre desiderosi di essere avvicinati, fiumiciattoli che scorrono tra le pietre bordate da piscine naturali…

Pranzo con leggero lunch box e cena in hotel.

 


Ancora verso nord est. La nostra compagna RN7 ci porta prima a Ihosy, poi ad Ambalavao, per giungere in serata a Fianarantsoa.

La savana dell’altopiano dell'Horombe introduce alle prime formazioni montuose. Poi, dopo Ihosy, il principale agglomerato urbano dei Bara, allevatori che mantengono la vecchia fierezza del passato di guerrieri nella quotidianità e costumi, il paesaggio diviene più vario.

A est il Picco Boby di oltre 2.500 metri domina la regione di pascoli e pianure percorse da zebù, punteggiate da alture granitiche tondeggianti.

Quando la cima del Picco Boby sarà completamente alle nostre spalle arriveremo ad Ambalavao intorno alla quale sono monoliti enormi.

La piccola cittadina mostra ancora parti che richiamano aspetti architettonici francesi.

Vi sostiamo per visitare uno dei laboratori dove si produce una particolare carta. Nelle tradizioni del Madagascar vi sono ovviamente vari aspetti che provengono dalle culture indonesiane africane e arabe. Una di queste ultime è relativa alla produzione della carta detta antimoro, il cui nome pare derivi dalla omonima tribù di origine arabo malgascia cui si deve l’introduzione della scrittura nell’isola. Su quest’ultimo aspetto le fonti non sono certe, ma sembra sicuro che tale carta fosse usata per riportarvi testi particolarmente importanti come quelli relativi a rituali magici ma anche al Corano. La realizzazione della carta è laboriosa. Parte dalla macerazione della fibra di un arbusto, avoha, che viene ammorbidita, pestata, stesa in fogli per applicarvi fiori di decoro. È poi essiccata e tagliata nelle misure desiderate. L’uso che se ne fa oggi non è più quello di supporto per la scrittura. Se ne realizzano paralumi, scatole e varia oggettistica.

Proseguiamo quindi ancora verso nord sino a Fianarantsoa. 

 

Il nostro hotel a Fianarantsoa, “Zomatel (www.zomatel-madagascar.com)

 

Le circa cinquanta camere di varia tipologia sono arredate in stile internazionale con qualche elemento caratteristico locale. Servizi di buon livello, connessione Wi-fi. Struttura soddisfacente posta al centro della cittadina, pur senza particolare fascino, specie se confrontato con altre che ci hanno ospitato. Non manca una piscina coperta, con finte rocce.

 


 

 

Fianarantsoa è in una delle regioni più fertili per la produzione di tè e vino. Per fortuna, al pari della capitale, il suo nome può essere abbreviato in Fianar e consentirci un rapporto meno complicato con la città che è la seconda del Paese per abitanti. Fu fondata per iniziativa della Regina Ranavalona che nel 1830 decise la costruzione di una città che stesse tra Tana e l’estremo sud.

Circondata da colline, si sviluppa in tre parti. Bassa, nuova e alta. Quest’ultima mostra qualche motivo di interesse che apprezzeremo salendo le vie acciottolate per camminare tra le case alcune delle quali risalgono, e si vede, al oltre due secoli fa. Tetti spioventi, balconi, campanili, salite ci accompagnano. Per le sue particolari caratteristiche è nell’elenco del “World Monument Watch”, che include i cento centri storici più vulnerabili al mondo.

Procediamo poi in bus ancora verso nord est percorrendo una sterrata nella regione in cui vivono i Tanala, abitanti della foresta dediti alla raccolta di cibarie nei boschi e alla coltivazione del riso, agevolata dall’abbondante presenza di acqua sull’altipiano.

Arrivo a Ranomafana e pranzo nell’hotel “Setam”.

Nel pomeriggio ci recheremo presso il Centro Valbio fondato dalla dottoressa Patricia Wright uno dei massimi esperti mondiali di lemuri. Questa organizzazione si occupa di mantenere rapporti con le comunità locali ma, soprattutto, è dedita allo studio delle biodiversità svolgendo ricerche scientifiche nel parco di Ranomafana.

 

 

Cena e pernottamento* nell’hotel “Setam (www.setam-lodge.mg)

Il piccolo complesso con solo venti camere è ben inserito nel contesto naturale. Le stanze hanno un balcone privato che consente alla vista di spaziare sul panorama del parco nazionale. Semplice, ottima posizione.

 

 

*Informiamo che, nonostante si sia richiesto già da molti mesi per il nostro gruppo il pernottamento in questa struttura, non si è riusciti ad ottenere il numero di camere desiderato. Siamo in lista di attesa per consentire all’intero gruppo di alloggiare nello stesso complesso. Abbiamo comunque provveduto a prenotare altre quatto camere in un’altra struttura della stessa categoria, il Centrest Sejour Hotel, nel caso le dieci camere nel Setam non dovessero essere sufficienti ad ospitare tutti.

IlCentrest Sejour(www.ganeandmarshall.com/accommodation/centrest-sejour-hotel.htmlè) è a circa quattro chilometri dal Setam. Le diciotto semplici camere sono poste in posizione panoramica in mezzo al verde sul fianco di una collina.

Tutto il gruppo cena al Setam.

 

 

 

Colazione ed escursione a piedi nell’area del parco con possibilità, se le condizioni lo consentono, di giungere sino all’arboreto ricco di presenze vegetali tra cui alcune rare. Occupa un’area di circa 400 chilometri quadrati ed è stato istituito nel 1991 per tutelare lemuri tra cui l’apalemure dal naso largo (classificata solo nel 1986) e l’apalemure dorato. Il parco offre diverse specie animali e vegetali (orchidee, felci, palme, muschi, bambù…), arricchito da un contesto naturale di colline boschi foreste e torrenti. Il clima è di tipo tropicale, umido, spesso piovoso.

Dopo il pranzo continuazione lungo la pista sterrata per raggiungere la strada asfaltata che in questa zona arriva a circa 2000 metri, attraverso una delle regioni più impervie del Madagascar. Nel pomeriggio saremo ad Ambositra nota per le sue produzioni artigianali.

 

Il nostro hotel ad Ambositra, “Des Artisans”

www.tripadvisor.it/Hotel_Review-g659311-d1884540-Reviews-Hotel_Artisan-Ambositra_Fianarantsoa_Province

L’hotel, fatto costruire da un artigiano scultore malgascio per diffondere anche così cultura e tradizione malgascia, si trova nel centro del paese. Le 8 camere e 10 bungalow sono state realizzate cercando di curare particolari ed arredi con l’uso massiccio del legno. Presenta certo delle originalità anche se con qualche pretenziosità. Wi-fi nelle zone comuni.

 

 

Ad Ambositra, artisti, valenti artigiani o semplici intagliatori si dedicano ad intarsiare legni esposti nelle botteghe del centro cittadino. La “capitale dell’artigianato malgascio” vive di attività svolte in laboratori, case private o per strada a dimostrazione di quanto queste produzioni siano parte fondamentale del lavoro degli abitanti locali. Sono definite arte Zafimaniry dal nome delle genti che le praticano. Sono tanto importanti e caratterizzanti che rientrano tra i Patrimoni Immateriali Unesco. Alcuni negozi e bancarelle espongono anche prodotti in legni preziosi come ebano, palissandro e bois de rose. (Particolare albero di colore rosa rossastro che mantiene per lungo tempo un gradevole profumo di rosa, anche dopo che il legno è stato usato per realizzare piccoli oggetti e mobili.).

I Zafimaniry, poco più di ventimila, sono presenti nella regione ad est di Ambositra da oltre quattro secoli. Vivono nelle foreste in cui crescono palissandro e altri alberi di pregio. Ciò ha stimolato un’attività di intaglio da cui nascono decori geometrici che impreziosiscono sedie, cassapanche, strumenti musicali, sculture…

Proseguimento fra campi coltivati, distese di risaie a terrazza e grandi pianure fino ad Antsirabe, centro di lavorazione di minerali e pietre semi-preziose. È anche uno dei luoghi dell’isola che più utilizza come mezzo di trasporto i pousse-pousse dai vivaci colori.

La cittadina fu fondata da missionari norvegesi nel XIX secolo che scelsero di creare qui un sanatorio grazie al suo clima fresco e alle vicine sorgenti terapeutiche. I francesi ne fecero poi un luogo di soggiorno per agiati colonizzatori in cerca di quiete lontani dalla capitale. Passeggeremo attraversando una parte di città con negozi che offrono diversi prodotti, dagli oggetti in corno di zebù ai modellini di auto o pousse-pousse realizzati con materiali riciclati. Non manca la produzione della birra “Tre cavalli” che forse avremo assaggiato durante il nostro viaggio.

 

Il nostro hotel ad Antsirabe, “Le Royal Palace (www.leroyalpalace.mg)
Hotel moderno, centrale,  senza particolare personalità ma accogliente e funzionale. Le quaranta stanze e servizi sono in grado di accontentare gli ospiti per una notte.

 

 

Partenza per Antananarivo. Il nome-scioglilingua della capitale, comunemente chiamata Tana, significa “Città dei Mille”, con riferimento ai mille guerrieri qui radunati dal fondatore Andrianjaka. Si snoda su tre livelli. La zona alta con edifici storici tra cui il Palazzo della Regina (a volte in restauro). Più a valle vi sono quartieri con piccole case dal tetto aguzzo, alcune delle quali assai antiche e in legno. La parte in basso si è sviluppata negli ultimi decenni e include aree commerciali e amministrative.

Traffico e inquinamento non hanno tolto completamente fascino ad una città che conserva ancora memorie dei tre secoli durante i quali è stata sede del potere centrale.

Il tempo a disposizione ci suggerirà quale parte della realtà locale incontrare. Certamente passeggeremo tra gli edifici della zona alta cercando anche qualche negozio di artigianato o mercato dove concludere i nostri acquisti.

Abbiamo ritenuto di fare cosa gradita prevedendo di utilizzare le stanze del Relais del Plateau, (lo stesso in cui abbiamo già pernottato), sino al trasferimento in aeroporto per il volo previsto dopo la mezzanotte.

Pranzo in ristorante locale e cena in hotel.

 

 

 

 

Il volo Air France AF935 delle 00,55 ci porta a Parigi alle 10,50. Ripartiamo con AF1730 alle 13,20 per atterrare a Malpensa alle 14,50. Sono possibili partenze da Parigi per altri aeroporti italiani su richiesta e previa verifica di disponibilità ed eventuali costi aggiuntivi.

 

 

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 •Le sistemazioni alberghiere sono varie nella tipologia, stile e standard. Sono state scelte per essere compatibili con l’itinerario. Alcune offrono localizzazione e charme apprezzabili.Tutte le strutture sono di livello medio-alto (3 e 4 stelle, nostro giudizio) e denotano comfort e qualità di servizi mediamente piuttosto semplice rispetto allo standard di altri Paesi. Gli alberghi citati, se necessario, potranno essere sostituiti con altri di pari livello. In tutti gli hotel, - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • L’itinerario, seppur classico, consente di esplorare aree molto diverse tra loro (foreste pluviali e zone aride, zone montuose e costiere, villaggi e savana…)
  • Si entra in contatto diretto con la popolazione locale, in modo da conoscere la cultura e le tradizioni malgasce

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