EYARU (LUXOR/MINYA) – CROCIERA SUL NILO IN MEDIO EGITTO

EGITTO

  • EYARU (LUXOR/MINYA) – CROCIERA SUL NILO IN MEDIO EGITTO

    EGITTO

    Viaggi con Esperto
    Durata 9 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 20  partecipanti
    Partenze

    A PARTIRE DA:  

    4.800€

    Egitto

    EYARU (LUXOR/MINYA) – CROCIERA SUL NILO IN MEDIO EGITTO

    Navigare nel cuore del Medio Egitto: un viaggio tra storia, paesaggi e vita quotidiana

    Scopri l’Egitto più autentico, lontano dai percorsi convenzionali, con una crociera unica attraverso il Medio Egitto. Un itinerario straordinario che unisce la bellezza dei paesaggi nilotici alla scoperta di tesori archeologici poco conosciuti, in un ambiente dove la vita quotidiana conserva ancora ritmi antichi e il turismo è raro.

    Il viaggio inizia a Luxor, culla della civiltà faraonica, per risalire il Nilo verso nord. Tappe imperdibili come il tempio di Dendera, dedicato alla dea Hathor, e il tempio di Abydos, capolavoro di Seti I, ci svelano la raffinatezza dell’arte religiosa dell’antico Egitto.

    A Sohag, cuore agricolo e spirituale del paese, visiteremo Akhmim, con la sua straordinaria statua di Merit-Amun, e i laboratori tradizionali di tessitura. Nei pressi, i suggestivi Monasteri Bianco e Rosso ci conducono alle radici profonde del cristianesimo copto.

    Navigando lungo rive punteggiate da campi coltivati, villaggi rurali e panorami mozzafiato, raggiungeremo Tell el-Amarna, l'effimera capitale fondata da Akhenaton, e Tuna el-Gebel, con le sue tombe e la straordinaria cappella di Petosiris, dove si fondono cultura egizia e arte greca.

    Proseguendo, a El Minya visiteremo la necropoli rupestre di Beni Hasan, dove le tombe dei nomarchi del Medio Regno raccontano, con scene vivaci e dettagliate, la vita quotidiana e il potere aristocratico dell’epoca. Lungo il percorso, sosta a Zawyet Sultan per scoprire la casa-museo di Hassan el Shark, artista contemporaneo che celebra con colori intensi la cultura popolare dell’Alto Egitto.

    La navigazione si conclude nell'incantevole oasi del Fayyum, antica terra di laghi e canali, dove ci attendono il sito archeologico di Medinet Madi e la stupefacente Wadi el-Hitan, la “Valle delle Balene”, patrimonio UNESCO, con i suoi fossili marini di 40 milioni di anni fa.

    Navigare nel Medio Egitto è molto più di un viaggio: è un'immersione profonda nella storia faraonica, nella spiritualità copta, nella vita quotidiana autentica di un Egitto ancora incontaminato.
    Un’esperienza intensa, tra archeologia, natura, arte e tradizione, pensata per viaggiatori curiosi, amanti della storia e del bello, in cerca di emozioni vere e scoperte inaspettate.

    Ascolta ora la Stagione 3 di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata all'Egitto: kel12.com/podcast/

    Itinerario di viaggio

    Partenza dall’Italia con volo Egypt Air. Arrivo al Cairo, disbrigo delle formalità per l’ottenimento del visto e proseguimento in volo per Luxor. Trasferimento a bordo di Eyaru. Cena a bordo o piatto freddo in camera in base all’orario di arrivo.  
    Inizio della navigazione al mattino, in direzione di Qena. Prima colazione a bordo. Durante la navigazione si avrà l’occasione di introdurre l’itinerario che vi attenderà nei giorni a seguire. La navigazione lenta, scandita da chiuse e ponti, ci regala un mosaico sempre mutevole: villaggi rurali, isolotti verdi, città in espansione e imponenti rilievi che si specchiano nelle acque tranquille. Un’occasione perfetta per introdurre il programma dei giorni a venire e immergersi gradualmente nell'atmosfera della terra egiziana più autentica.Pranzo a bordo durante la traversata. Subito dopo, sbarco a Qena, centro vivace sulla riva orientale del Nilo, per raggiungere in breve tempo Dendara, antica Iunet.Il sito di Dendara, già importante nell’Antico Regno, sorge ai margini del deserto ed è racchiuso da un possente muro di cinta (temenos), costruito in mattoni crudi. Curioso il modo in cui questi mattoni sono stati disposti: all’interno dell'area templare, la posa ondulata delle file simula il movimento primordiale delle acque cosmiche.Attraversato il portale monumentale di epoca romana — eretto sotto Domiziano e Traiano — ci si trova davanti a un’area sacra di straordinario interesse. A ovest si incontra il primo mammisi, il “tempio della nascita divina”, costruito in epoca romana per celebrare Hathor che dà alla luce il giovane dio Ihy. Poco più avanti, tra i due mammisi, si erge una basilica cristiana, testimone della lunga e complessa storia religiosa di Dendara.Il tempio principale, iniziato in età tolemaica e terminato in epoca romana, è uno dei complessi sacri meglio conservati di tutto l’Egitto. La sua struttura si sviluppa attorno a due grandi sale ipostile, le cui colonne monumentali sono coronate da capitelli a forma di sistro, strumento musicale sacro a Hathor, ornati dal volto benevolo della dea dalle orecchie bovine. Tutto, nel tempio, evoca il mito della creazione e la rigenerazione della vita.Una particolarità notevole del complesso sono le “cripte”, camere sotterranee riccamente decorate, forse destinate a custodire oggetti sacri. Dal tetto, accessibile tramite rampe interne, si celebrava il rito dell’unione della dea con il disco solare, mentre due cappelle dedicate a Osiride ospitavano cerimonie rituali legate al ciclo della morte e rinascita. È proprio da una di queste cappelle che proviene il celebre Zodiaco di Dendara, un bassorilievo astronomico oggi conservato al Louvre.Alle spalle del tempio maggiore, un edificio sacro dedicato a Iside completa il cuore del complesso. Di epoca augustea, il tempio di Iside ha un suo asse distinto e un portale monumentale indipendente, testimoniando la pluralità delle pratiche religiose del sito.Altri elementi arricchiscono l’area: un lago sacro utilizzato per abluzioni rituali e un sanatorio, dove i pellegrini cercavano guarigione attraverso bagni purificatori e sogni rivelatori. Recenti scavi dell’Università del Cairo hanno portato alla luce, nei pressi di una cappella romana, una piccola sfinge raffigurante — con buona probabilità — l'imperatore Claudio, oltre a una stele bilingue in geroglifico e demotico, preziosa testimonianza della vita religiosa dell’epoca.Al termine della visita, rientro a bordo della dahabeya. Cena a bordo e proseguimento della navigazione. 
    Prima colazione a bordo.La navigazione ci porta nei pressi di Naga Hammadi, dove l’attraversamento del ponte ferroviario rappresenta una delle sfide più particolari del viaggio. Questo grande ponte girevole, progettato per consentire il passaggio delle imbarcazioni in alcuni momenti prestabiliti, è tuttora al centro di una complessa gestione dei flussi ferroviari e stradali locali. Gli orari di apertura sono variabili e spesso comunicati con scarso preavviso, richiedendo ai naviganti una buona dose di adattabilità. E’ possibile che si arrivi a Naga Hammadi la sera precedente per passare il ponte al mattino presto o durante la notte, oppure che si debba attendere qualche ora fermi poco prima del ponte. Il passaggio è uno spettacolo affascinante: le sue grandi campate si aprono lentamente, consentendo il transito delle imbarcazioni, in una manovra che conserva ancora il sapore del Novecento. Ci auguriamo quindi, compatibilmente con gli orari di apertura che possiate vederlo.Superato il ponte, si sbarca per un'escursione tra le più emozionanti del viaggio: la visita di Abydos, raggiungibile dopo circa un'ora e mezza di strada. In base agli orari della giornata il pranzo potrebbe essere a bordo o al sacco. Abydos è uno dei siti archeologici più antichi e sacri di tutto l’Egitto. Esteso su circa cinque chilometri ai margini del deserto, ospita necropoli reali predinastiche e dinastiche, templi solenni e vestigia di insediamenti che coprono un arco temporale di oltre tremila anni. Il sito fu in origine dedicato al culto di Khentamentiu, "il Primo degli Occidentali", divinità protettrice dei defunti. Ma fu il culto di Osiride, dio della morte e della resurrezione, a rendere Abydos il centro spirituale d’eccellenza dell’Egitto a partire dalla V–VI dinastia.Durante il Medio Regno (ca. 2055–1650 a.C.), la venerazione di Osiride raggiunse il suo apice: ogni egiziano desiderava essere sepolto ad Abydos o almeno erigere una stele commemorativa nel suo terreno consacrato, per assicurarsi la rinascita nell’aldilà. Le rappresentazioni rituali dei Misteri di Osiride, messe in scena nel sito, attiravano pellegrini da tutto il Paese, trasformando Abydos in una meta di pellegrinaggio di importanza straordinaria.La nostra visita si concentra sul meraviglioso Tempio di Seti I, sovrano della XIX dinastia (1290–1279 a.C.). L’edificio, di pianta curiosamente a forma di "L", è uno dei capolavori dell'arte e dell'architettura religiosa egizia. Al suo interno si susseguono sette cappelle consacrate a sette divinità principali — Osiride, Iside, Horus, Amon-Ra, Ra-Harakhti, Ptah — e allo stesso Seti I, divinizzato già in vita. Questa disposizione testimonia la complessa teologia politica del faraone, che cercava di conciliare le principali correnti religiose dell’epoca.Nella parte posteriore si trova un corridoio trasversale, interamente dedicato a Osiride, che collega le cappelle e culmina in una sala ipostila. Sulle pareti di questo corridoio è incisa la celebre "Lista Reale di Abydos", un elenco preziosissimo che riporta in successione i nomi dei sovrani egizi, dall'età mitica fino a Seti stesso. Questo documento, unico nel suo genere, è fondamentale per la ricostruzione cronologica della storia egiziana.Oltre il tempio di Seti si estende il cosiddetto "Osireion", il cenotafio simbolico di Osiride. Questa costruzione sotterranea, accessibile attraverso una rampa ascensionale, rappresenta un unicum architettonico: una grande sala centrale — il monticello primordiale — circondata da un canale d’acqua alimentato dalla falda freatica, che simboleggia le acque caotiche da cui nacque la vita. Le massicce colonne di granito nero sostenevano un tempo un soffitto astronomico, oggi in gran parte crollato, consentendo di osservare dall’alto la straordinaria geometria del complesso. Qui, natura e mito si fondono in un'architettura potente e suggestiva, immagine viva del ciclo eterno di morte e rinascita.Terminata l'esplorazione, rientro a bordo nei pressi di Balyana, una cittadina agricola a circa mezz'ora dal sito archeologico. Cena a bordo e prosecuzione della navigazione verso Sohag. 
    Prima colazione a bordo. Intera giornata dedicata alla scoperta della regione di Sohag, una delle aree più antiche e culturalmente stratificate del Medio Egitto.Al mattino, attraversando la campagna che costeggia il Nilo, raggiungeremo la sponda occidentale per visitare due straordinari monumenti del cristianesimo egiziano: il Monastero Rosso (Deir el-Ahmar) e il Monastero Bianco (Deir el-Abyad). Entrambi risalenti al IV–V secolo d.C., questi complessi monastici sono celebri per la loro architettura imponente e per i magnifici cicli di affreschi, testimonianza dell’antica spiritualità copta e di una fase artistica di grande splendore. Il Monastero Rosso, in particolare, conserva affreschi di eccezionale raffinatezza che riflettono le influenze stilistiche tra l'arte copta e quella bizantina, rappresentando uno dei più importanti cicli pittorici antichi sopravvissuti in Egitto. Rientro a bordo per il pranzo. Nel pomeriggio visita di Akhmim, sulla riva orientale, l'antica Panopoli dei Greci, celebre nei tempi faraonici come centro di culto del dio Min, divinità della fertilità e della forza generativa. Conosciuta nell'antico Egitto come Ipu o Khent-Min, Akhmim fu un importante centro religioso, sede di grandiosi templi oggi purtroppo in gran parte scomparsi. Recenti scavi hanno restituito il tempio greco-romano dedicato a Min e alla sua consorte Tait, e due colossali statue alte circa 10 metri: una raffigurante Ramesse II e l'altra la principessa e regina Merit-Amun, figlia del faraone, il cui colosso rappresenta un unicum nell’arte egizia per dimensioni e conservazione. Akhmim vanta anche una storia illustre per aver dato i natali a personaggi di grande rilievo, tra cui Yuya, dignitario della XVIII dinastia, padre della regina Tiy, moglie del faraone Amenofi III e madre di Akhenaton. Yuya, consigliere e "profeta del dio Min", fu sepolto insieme alla moglie Tuya in una delle tombe più straordinarie della Valle dei Re (KV46), rinvenuta quasi intatta con mummie e corredo funerario di eccezionale ricchezza. Durante la visita ammireremo la statua colossale di Merit-Amun, scopriremo la moschea di Prince Hassan, uno degli edifici islamici più antichi della città, e visiteremo un piccolo laboratorio artigianale dove si tramanda l'antica tradizione della tessitura del lino e del cotone, attività che ha reso Akhmim celebre fin dai tempi del geografo greco Strabone (I secolo d.C.). Nel corso dei secoli, Akhmim ha continuato a rivestire un ruolo di primo piano: sotto il califfato fatimide divenne capoluogo provinciale e mantenne una vivace comunità cristiana copta, che contribuì alla fioritura di una vasta produzione letteraria in dialetto locale. Anche durante il periodo islamico e mamelucco, pur attraversando fasi di declino e saccheggi, la città mantenne la sua identità artigianale e agricola. Ancora oggi, Akhmim è rinomata per la produzione di tessuti artigianali, vasellame in ceramica e mattoni tradizionali, nonché per l’agricoltura di cereali, canna da zucchero e datteri.Rientro a bordo per la cena. 
    Intera giornata di navigazione verso Tell Al Amarna. Al mattino una lezione di cucina sarà l’occasione per scoprire le tradizioni locali, con riferimenti alla cucina degli antichi Egizi: gli alimenti più utilizzati, le tecniche di cottura, le colture e i raccolti raffigurati negli opulenti magazzini delle tombe di Beni Hassan. Partendo dalla cucina otterremo uno spaccato della vita quotidiana nell’antico Egitto.A conclusione un piacevole momento di cucina insieme ci accompagnerà al pranzo. Nel pomeriggio si avrà l’occasione di approfondire la figura di Akhenaten in preparazione alle visite del 6° giorno. Cena a bordo. 
    Prima colazione a bordo.La mattina inizia con la visita alla necropoli degli Ibis a Tuna el-Gebel, collegata al culto di Thot, il dio lunare di Ermopoli. In un dedalo di gallerie sotterranee furono deposte mummie di ibis e babbuini, animali sacri. Accanto a esse, importanti ritrovamenti come papiri in aramaico del V secolo a.C. e manufatti di epoca greco-romana, oggi esposti al museo di Mallawi. Fra i reperti spicca un raffinato sarcofago di babbuino risalente all’epoca di Dario I.Si prosegue verso el-Ashmunein, l'antica Ermopoli, per visitare la straordinaria tomba-tempio di Petosiris, sommo sacerdote di Thot. Il monumento, databile attorno al 300 a.C., rievoca l'architettura templare tolemaica ed è un raro esempio di arte egiziana di transizione, dove tradizione faraonica e influenze greche si fondono. Le pareti interne narrano, attraverso scene di vita quotidiana e rituale, la carriera e la pietà del defunto, rappresentato con attributi regali e propagandato come restauratore dell'ordine divino (Maat). Questo capolavoro funerario testimonia il passaggio dall'epoca saitico-persiana all’età tolemaica.La mattinata si conclude con una sosta alla Stele A di Akhenaten, monumentale tabernacolo scolpito nella roccia. La stele, con il suo rilievo dell'Aten che irradia vita alla coppia reale Akhenaten e Nefertiti, celebra la fondazione della città di Akhetaten e offre uno straordinario panorama sulla valle del Nilo.Rientro a bordo per il pranzo. Il pomeriggio è dedicato alla scoperta dell’antica Tell el-Amarna, la capitale visionaria fondata da Akhenaten nel V anno del suo regno. Scelta per la sua neutralità religiosa, Akhetaten fu delimitata da 15 stele di confine, alcune delle quali fissano le linee guida della nuova città.L'urbanistica di Akhetaten rifletteva una rivoluzione religiosa e architettonica: al centro due templi principali, il Per-Aten (tempio maggiore) e l'Hut-Aten (tempio minore), caratterizzati da spazi a cielo aperto, simbolo della trasparenza del culto solare. Accanto ai templi si trovavano il grande palazzo reale e la Casa della Gioia, residenza privata del re, collegati da un ponte sopra la via principale, da cui il sovrano si mostrava attraverso la celebre "finestra delle apparizioni".Alle estremità orientali della città, lungo le colline, furono scavate le necropoli: la necropoli Nord, la necropoli Sud e la necropoli reale nel wadi. L'organizzazione della città era innovativa: al servizio della famiglia reale e della nuova teologia solare, mentre la popolazione, attraverso il culto del sovrano, partecipava simbolicamente al culto dell'Aten.Akhetaten ebbe vita breve: abbandonata dopo la morte di Akhenaten, fu progressivamente smantellata e ad oggi non rimangono che fondamenta. La giornata si conclude con la visita alle Tombe Nord di Tell el-Amarna, straordinariamente conservate e con splendide vedute sul Nilo. Questi sepolcri di funzionari e nobili della corte amarniana, decorati con scene di vita reale e rituale, testimoniano l'atmosfera di fervore ideologico e artistico che caratterizzò la breve stagione di Akhetaten.Rientro a bordo per la cena. 
    Al mattino presto si salpa in direzione di Minya. Arrivo nella tarda mattinata. In questa giornata si porterà un pranzo al sacco. Si sbarca a Zawyet Sultan e si attraversa la cittadina con una sosta nello studio dell’artista Hassan El Shark. Un interessante autodidatta che ha fatto della “vita del villaggio” il tema principale delle sue opere. Il suo talento venne scoperto dalla critica d’arte Ursula Schernig che gli organizzò la sua prima esposizione in Europa. Appena esposti tutti i dipinti furono venduti e da quel momento la sua fama divenne internazionale. Qui, nella sua città natale, l’artista ha aperto il suo studio al pubblico, rendendolo un piccolo museo. Le sue opere sono esposte al Louvre, al Museo di Berlino, a Beirut e persino in Colombia.  Proseguimento per Beni Hasan, una località posta a circa 23 chilometri a sud della città di el – Minya, sulla riva sinistra del Nilo. Qui lungo le pareti della falesia i nomarchi del nomo dell’Orice (XVI provincia dell’Alto Egitto) costruirono le loro tombe monumentali durante l’XI e la XII Dinastia. Tra i primi archeologi ad esplorare il sito tra il 1891 e il 1894 c’erano George Fraser e Percy Newberry, che catalogarono le tombe, con l’aiuto di un giovane Howard Carter, che in seguito avrebbe scoperto la tomba di Tutankhamon.Le tombe sono divise in due gruppi: quelle della XI dinastia, che sono più semplici e lineari, e quelle della XII dinastia, che sono caratterizzate da un’architettura più complessa e imponente. Tra le tombe più significative ci sono quelle di Amenemhat e di Khnumhotep, che mostrano una straordinaria ricchezza di decorazioni e scene di vita quotidiana, tra cui attività artigianali, agricole, caccia, pesca e anche scene di battaglia. Una delle tombe più famose, quella di Khnumhotep II, rappresenta un gruppo di mercanti nomadi in visita, una testimonianza rara delle interazioni commerciali nell'antico Egitto.Entrambi i gruppi di tombe si trovano ad una certa altezza rispetto alla piana della valle del Nilo; oggi per accedere alle diverse entrate delle tombe si percorre una lunga scalinata che porta ad una terrazza panoramica da cui si gode una bellissima vista sulle verdi sponde del grande fiume. Su questa lunga terrazza si dispongono le aperture delle tombe visitabili (in base alle decisioni delle autorità locali, vengono aperte alcune tombe piuttosto che altre). La salita alle tombe potrebbe risultare impegnativa, soprattutto nelle giornate più calde. Dopo la visita alle tombe di Beni Hasan, la giornata prosegue con una visita allo Speos Artemidos, il primo esempio di tempio ipogeo della valle del Nilo, costruito dalla regina Hatshepsut. Questo tempio, situato in uno scenario naturale suggestivo all’ingresso di uno wadi, è dedicato alla dea leonessa Pakhet. Il tempio è noto anche con il nome di Istabl ‘Antar e presenta delle pareti decorate che raccontano la storia della regina e delle sue azioni religiose. Anche se molte scene dipinte non sono ben conservate, è ancora possibile osservare una raffigurazione della dea Pakhet con la regina ai piedi di Amon Ra. Un’importante iscrizione sull’architrave del tempio denuncia gli Hyksos, i popoli che invasero il delta del Nilo nel 1600 a.C.La giornata termina con la visita al Monastero della Vergine Maria, un luogo ricco di spiritualità e storia, che secondo la tradizione fu una delle tappe della Sacra Famiglia in fuga in Egitto. Il sito fu in origine un tempio romano, ma si narra che la Sacra Famiglia, vedendo le scale di accesso, le percorse e si rifugiò nelle rovine del tempio per qualche notte. Il monastero conserva ancora un’atmosfera suggestiva e mistica, legata alle tradizioni cristiane egiziane.Rientro a bordo per la cena e il pernottamento.  
    Dopo la prima colazione sbarco e partenza via terra in direzione del Cairo. Lungo il percorso si farà una deviazione per visitare l’Oasi del Fayyum, una verde e fertile regione, ricca di bellezze naturalistiche e di importanti siti archeologici, ancora poco conosciuta dal turismo internazionale. Le paludi del Fayyum (dall’egiziano, tramite il copto Pa- Yom “il lago” o “la distesa d’acqua”), derivate sia dalle acque di un braccio del Nilo (il Bahr Yussef “il canale di Giuseppe”) sia dalle acque salmastre del grande lago Moeris (oggi Lago Qarun), furono bonificate e adibite a riserve di caccia e pesca da parte dei faraoni della XII dinastia.Qui percorreremo la pista archeologica che collega il sito di Medinet Madi con il Wadi el Hitani. La città di Medinet Madi è stata scoperta negli anni ’30 dal papirologo italiano Achille Vogliano; “la città del passato” è il sito archeologico più importante e impressionante del Fayyum, definita da Zahi Hawass “la Luxor del Fayyum”, vanta una lunga e straordinaria storia iniziata 4000 anni fa. Oggetto di studi, scavi archeologici e restauri svolti dall’Università di Pisa sotto la direzione scientifica della professoressa Bresciani.Il parco archeologico nato dal progetto ISSEMM (Egyptian Italian Cooperation Program) con visitor center (purtroppo ormai caduto in rovina) è collegato all’area del parco naturale Wadi Rayan e Wadi el Hitani. Il parco naturale permette di ammirare panorami suggestivi di alture desertiche, dune di sabbia e i due azzurri specchi d’acqua del lago superiore e del lago inferiore collegati da una bella cascata d’acqua. I visitatori possono osservare le rocce, le candide vestigia di un antico lago e le distese di fossili marini risalenti a quando questa regione era ricoperta da un vasto mare (circa 40 milioni di anni fa). Wadi el Hitan è ora un sito paleontologico e un museo open air, patrimonio dell’Unesco. Nell’area sono presenti centinaia di resti fossili di archeoceti, antichissimi progenitori delle balene, vissuti durante l’Eocene. I resti fossili di Wadi el Hitan forniscono le prove per spiegare l’evoluzione dei cetacei.Procedendo verso il Cairo passeremo lungo le sponde del lago Qarun, collocato in una grande depressione profonda circa 45 metri sotto il livello del mare, ha una lunghezza di circa 40 km. Un tempo aveva un’estensione maggiore, il faraone Sesostri I (1964 a.C. – 1919 a.C., XII dinastia) fece costruire un canale, il Bahr Yusef che consentì la regolamentazione delle acque. Il lago divenne, durante il Medio Regno, luogo di villeggiatura dei faraoni; per la presenza delle acque l’area ospitava una ricca vegetazione e una varietà di fauna selvatica. Sosta per un pranzo picnic lungo le sponde del lago. Arrivo al Cairo. Sistemazione in hotel. Cena in hotel. 
    Prima colazione. Trasferimento in aeroporto e rientro in Italia.  - Per ragioni tecnico-operative l'itinerario potrà essere modificato dalla guida sul posto se ritenuto necessario e nell’interesse del gruppo.

    Perché con noi

    • Crociera sul Nilo a bordo di Eyaru, una tradizionale dahabeya, realizzata con stile ed eleganza, per un viaggio a ritmi lenti con comfort.
    • Cabine e spazi comuni arredati con gusto e decorate con cura, predilingendo l'utilizzo di materiali locali.
    • La dahabeya è in grado di fermarsi dove le grandi navi non possono attraccare, per un itinerario esclusivo.
    • Si visitano siti che altre crociere non propongono, arrivando in quelli principali negli orari di minor affollamento.
    • Ad accompagnare il gruppo c'è un nostro Esperto.
    • Si visita il Medio Egitto, terra ancora fuori dai circuiti del turismo di massa.

    Approfondimenti di viaggio

      DIFFICOLTA’Questo tour esplora zone meno turistiche dell’Egitto, per questo meno attente alle necessità dei turisti. Sono quindi possibili variazioni senza preavviso per via di modifiche agli orari di apertura dei ponti e delle chiuse. In alcune zone dell’Egitto la polizia turistica scorta i turisti durante i loro percorsi sia a terra che durante la navigazione. Potrebbe quindi essere necessario attendere i cambi della scorta tra la fine di una giurisdizione e l’altra e va [...]