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  • FESTIVAL DI SING SING A MOUNT HAGEN

    PAPUA NUOVA GUINEA

  • FESTIVAL DI SING SING A MOUNT HAGEN

    PAPUA NUOVA GUINEA

    icona orologio 15 GIORNI
    minimo 11 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   11  agosto    al   25  agosto  

    La Papua Nuova Guinea è stata una delle ultime regioni del pianeta a essere esplorata. Una terra che, nell’ultimo mezzo secolo, ha visto la popolazione locale proiettata dalla Preistoria all’Era Moderna, nell’arco di una sola generazione. Un Paese in cui quasi quattro milioni e mezzo di persone, suddivise in settecento tribù, vivono in prevalenza in insediamenti rurali. E parlano settecento lingue, che rappresentano quasi la metà di tutti gli idiomi oggi - continua -

    A PARTIRE DA: 11.500 €


    ITINERARIO

    Partenza da Milano Malpensa con voli di linea per Port Moresby, la capitale della Nuova Guinea, via Singapore. Pasti e pernottamento a bordo.

     

    Arrivo a Singapore il mattino presto. In serata proseguimento per Port Moresby, dove l’arrivo è previsto la mattina successiva.

    Sono previste camere in Hotel presso laeroporto Changi di Singapore dalle ore 8,00 alle 17,00.

    Pasti e pernottamento a bordo.

     

    Al nostro arrivo a Port Moresby (ore 04.50) ed espletate le formalità doganali, incontro con il nostro corrispondente locale e trasferimento all’aeroporto dei voli domestici per il volo di linea Air Niugini PX 882 per Mount Hagen (h.07.30-09.00). All’arrivo, trasferimento in hotel. Pranzo in hotel. Camere a disposizione a partire dalle ore 14.00.

    Nel pomeriggio, tempo libero per relax e riposo. Cena e pernottamento in hotel.

     

    N.B.

    Segnaliamo che le camere presso l’Highlander Hotel di Mount Hagen sono della tipologia Executive e sono dotate unicamente di letti matrimoniali, non esistono camere a due letti di questa tipologia).

     

    Dopo la colazione ci rechiamo nei pressi del Rondon Ridge Lodge per assistere ad un pre-Sing-Sing da loro organizzato. Il Sing-Sing è celebrato il giorno prima del grande show di Mount Hagen. Arrivando prima che inizi la performance, ci sarà la possibilità di vedere i danzatori che si adornano con piume, conchiglie e pitture corporali. E un’esperienza questa quasi più interessante del grande show, perché ci dà l’opportunità di incontrare i danzatori prima che si esibiscano. Saranno felici di spiegarci il loro costume tradizionale “bilas” e di mettersi in posa per le fotografie. Si esibiranno circa dieci diversi gruppi, provenienti principalmente dagli Altopiani. Alcuni di loro si esibiranno anche il giorno dopo allo Show di Mount Hagen.

    Pranzo nell’area del pre Sing-Sing.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

     

    Mattinata del primo giorno dedicata allo straordinario spettacolo del Sing Sing: sembra di stare in un museo d'arte moderna trasportato all'età della pietra. Migliaia di guerrieri unti di grasso, il viso dipinto con colori sgargianti seguendo i contorni di modernissime geometrie, copricapo elaboratissimi (talvolta alti anche un metro!) fatti con piume e fiori e con i materiali più disparati (pellicole fotografiche, sigarette), danzano per due giorni al ritmo ossessivo dei tamburi. Il Sing Sing di Mount Hagen, questa grande festa ispirata alle vecchie danze di guerra, fu istituita dal governo australiano al tempo in cui l'Australia amministrava la Nuova Guinea, per cercare di convogliare lo spirito bellico delle tribù delle Highlands in gare e feste pacifiche, e per creare un'occasione d’incontro fra tribù che si odiavano. Dato che gli Huli degli altopiani meridionali molto spesso vincevano la competizione grazie ai loro incredibili “cappelli-parrucche” e alle decorazioni del viso, si attiravano le antipatie degli altri gruppi. Il problema è stato risolto alcuni anni fa attraverso una politica di distribuzione del premio in denaro in parti uguali tra tutti i partecipanti.

    Nel pomeriggio del primo giorno escursione alla comunità agricola di Kindeng, dove dei piccoli imprenditori delle diverse province delle Highlands vivono insieme e coltivano piccoli appezzamenti di terreno e allevano maiali per sostenere le loro famiglie.

    Anche la mattinata del secondo giorno sarà dedicata al Sing Sing.

    Nel pomeriggio, escursione al villaggio di Moika, per conoscere la cultura e lo stile di vita dell’etnia dei Melpa.

    Pranzi nell’area dove si tiene il Sing-Sing.

    Cene e pernottamenti in Hotel.

     

    In mattinata volo charter per Tari. Al nostro arrivo, trasferimento al lodge. La valle di Tari (rimasta per millenni isolata dal resto del mondo: è stata scoperta solo nel 1935), richiama ogni anno esperti ornitologi da ogni parte del mondo per vedere e studiare le 180 specie d’uccelli rari che qui nidificano; tra questi ci sono ben tredici specie di uccelli del paradiso, le cui splendide piume, lunghe anche più di cinquanta centimetri, sono ricercatissime dagli Huli che se ne servono per ornare le loro acconciature. Nel pomeriggio incontro con la guida e partenza per un breve giro a piedi lungo un terreno estremamente vario: si percorrono sentieri che attraversano i campi coltivati, si superano i torrenti camminando su tronchi di legno o su ponti sospesi. Il percorso dura circa un'ora e mezza e non presenta alcuna difficoltà. Lungo il percorso, andando a piedi nella foresta, soprattutto all’alba e all’imbrunire, è possibile vedere i celebri uccelli del paradiso. Durante il giro si percorre un tratto della valle del fiume Tari alla scoperta degli Huli, un popolo che, a causa dell'isolamento in cui è vissuto, ha conservato molte tradizioni. Gli Huli sono circa 38.000; sono famosi per le coloratissime decorazioni e per le elaborate parrucche fatte con capelli umani intrecciati con foglie, piume d'uccelli del paradiso, conchiglie e fiori (gli uomini coltivano una particolare varietà di margherita proprio per arricchire tali acconciature). I volti degli uomini (e anche di alcune donne) sono dipinti tracciando elaborati disegni con pigmenti rossi e gialli che conferiscono loro l'aspetto di "quadri umani", vere opere d'arte. Secondo la tradizione, discendono da un antenato maschile di nome Huli, figlio di spiriti e ritenuto essere il primo uomo che ha coltivato il territorio Huli. Per questa popolazione, i campi di patate dolci sono alla base della loro ricchezza, ma i maiali rappresentano il principale bene di scambio per il prezzo della sposa, le indennità di morte e i pagamenti rituali. Non ci sono capi-tribù in senso ereditario. I leader ottengono il potere attraverso la loro abilità in guerra, nel mediare le dispute e nell’accumulare ricchezza rappresentata da maiali e conchiglie. La vita di villaggio con cui si viene a contatto offre spesso episodi singolari: le donne portano a spasso i maiali o trasportano immense ceste di kaukau (patate dolci) mentre gli uomini, armati di arco e frecce, si limitano a sfoggiare le loro acconciature. Essi sono attratti da noi tanto quanto noi lo siamo da loro. Il loro stile di vita è ancora molto legato alle antiche tradizioni ed influenzato da credenze ancestrali e dalla stregoneria (capita di incontrare uno stregone intento ad "innaffiare" le capigliature con un'acqua speciale che favorisce la crescita dei capelli). E' questa una società molto complessa: ogni famiglia vive nel suo appezzamento di terra ed è proprio questo diritto alla terra, di vitale importanza per gli Huli, la causa dei conflitti tra i clan. Le abitazioni sono sparse sui fianchi dei monti, sulle cui pendici si coltivano tuberi e patate dolci e si allevano i maiali. Camminando si raggiungono altri insediamenti, dove si ha la possibilità di approfondire questa incredibile cultura, i riti di iniziazione, i rituali della crescita dei capelli (i giovani vivono reclusi parecchi anni in attesa che i loro capelli crescano!), i sing sing, gli stregoni...

    Pensione completa in lodge.

     

    Intere giornate dedicate alla scoperta della valle di Tari e dei suoi abitanti, gli Huli, affascinante popolazione, non solo per le loro mirabili acconciature, ma anche per le loro tradizioni. L’elemento caratterizzante degli Huli è la fantasia nell’arte del trucco, della decorazione e del costume. Le loro grandi parrucche, da cui deriva l’appellativo Wigmen, sono realizzate con capelli veri che i ragazzi fanno crescere durante il lungo periodo di iniziazione.

    Lontani dal villaggio e dalle donne, i novizi apprendono dagli anziani le storie degli antenati e i tabu. Nel frattempo, i capelli crescono, innaffiati decine di volte al giorno con una speciale e magica acqua ferruginosa.

    Potremo così vedere come vengono create le famose parrucche e assistere alle loro cerimonie tradizionali.

    Pensione completa al lodge.

     

     

     

    Partenza in mattinata con volo charter per Karawari sorvolando l’affascinante e quasi ipnotizzante mare verde di questa giungla che sembra impenetrabile. Trasferimento in barca (15 minuti) e fuoristrada al lodge (bisogna salire in collina a 150 metri circa).  Nel pomeriggio visita della bellissima zona circostante e del villaggio di Kundiman, dove potremo assistere alla preparazione del sago che è ancora il loro alimento principale (palma da cui si estrae una farina che serve per il cibo base della cultura fluviale come polenta e una specie di piadina).

    Pensione completa in lodge.

     

    Intera giornata dedicata alla visita dei villaggi lungo il Fiume Karawari, a bordo di una jet-boat con 17 posti. Ci si ferma in numerosi villaggi, abbarbicati tra le palme e i grandi alberi, ognuno dei quali si distingue per il personale stile dei suoi artigiani nello scolpire il legno (la varietà di stili, di materiali e di tecniche di scultura è davvero stupefacente). Ci sono infatti distinzioni facilmente identificabili tra i maggiori gruppi linguistici della zona del Sepik: per esempio, molte delle popolazioni del Basso Sepik, come gli Yuat e del Fiume Keram, scolpiscono totem raffiguranti volpi volanti e circondano le loro maschere e figure con cornici di giunco e collari di piume di casuario. Lungo la regione del Fiume Karawari vengono prodotte altre tipologie di sculture e le case cerimoniali sono ricche di pitture in corteccia. Ognuna di esse racconta una specifica storia di clan attraverso un’iconografia fissa. Qui vengono scolpiti anche enormi ganci di culto chiamati Kamanggabi che si pensa contengano spiriti protettivi. Il percorso esatto sarà definito al momento dell’imbarco in quanto dipende dalle condizioni di portata d'acqua dei fiumi e da altri eventi, quali piccoli sing sing o cerimonie, cui si può assistere lungo il percorso e che invitano spesso a deviazioni. Le Haus Tambaran o “case degli spiriti” della regione del Sepik e dei suoi affluenti hanno colpito da sempre l’immaginazione e la curiosità dei viaggiatori europei e rappresentano il focus della vita degli uomini nei villaggi. Ancora oggi, questo è il luogo dove gli uomini iniziati spesso trascorrono le loro giornate, dove il “sacro” del clan viene conservato e dove i giovani ragazzi vengono reclusi ed istruiti dagli anziani durante il periodo della loro iniziazione. Qualunque fosse lo schema costitutivo dell’organizzazione urbanistica, la casa cerimoniale, o le case cerimoniali, quand’erano più di una, si trovavano in un luogo privilegiato rispetto agli altri edifici e, più in generale, rispetto all’articolazione del villaggio. L’associazione casa-canoa è frequente anche nei miti locali e, in alcuni casi, la somiglianza fra le due forme è percettibile ad occhio nudo. Lo spazio intorno alla casa cerimoniale, generalmente piuttosto esteso, era destinato alle attività rituali e alle danze ed era delimitato, lungo i lati, dalla presenza di piante o di particolari altri contrassegni posti sul terreno (tumuli, betili, etc.); le case cerimoniali sono costruzioni a pianta rettangolare coperte da un tetto a due spioventi che spesso giunge sino al suolo. Nella parte posteriore, le falde terminano ad altezza d’uomo, mentre nella parte anteriore s’innalzano a formare una grande facciata triangolare. All’interno, si articolano su due livelli: il pian terreno è il luogo deputato alle riunioni e alla preparazione delle attività liturgiche e rituali che impegnano la collettività degli uomini e dei giovani iniziati. Il piano superiore, cui si accede per mezzo di larghe scale, spesso scolpite, è il luogo deputato alla conservazione di gran parte degli oggetti cerimoniali e alla preparazione delle attività rituali. Al suo interno viene stipata una folla di sculture, di ganci realizzati nelle forme più surreali, di maschere, tamburi, flauti, trombe da guerra, poggiatesta, tavole di culto e sedili da oratore.

    Pensione complete in lodge.

     

    In mattinata partenza con volo charter per Mount Hagen. Arrivo e trasferimento in Hotel.

    Con i suoi 14.000 abitanti Mount Hagen è la più grande città delle Highlands, la regione più colorata e varia della Nuova Guinea, 65.000 chilometri quadrati di vallate e montagne che superano i quattromila metri. Vi si vive un'atmosfera d'avventura: anche se oggi avviene raramente, capita di incontrare per le strade uomini in look preistorico con sottane di fibra, cinture di corteccia e copricapi di piume.

    Visita della cittadina con il suo coloratissimo mercato, il piccolo centro con la chiesa (vi sono numerosissimi cattolici in Papua) e il mercatino d’artigianato. Nel pomeriggio escursione ad alcuni villaggi della zona, tempo a disposizione permettendo.

    Pensione completa.

     

    Al mattino presto, trasferimento in aeroporto e volo di linea per Port Moresby.

    Al nostro arrivo, trasferimento in Hotel. Le camere saranno a disposizione a partire dalle ore 12.00. Pranzo libero.

    Nel pomeriggio faremo un breve tour della città che include il parlamento, i giardini botanici, il distretto degli affari e il villaggio su palafitte della fondazione di Port Moresby.

    Cena e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione e il check out, trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Singapore. In tarda serata proseguimento per l’Italia.

    Pasti e pernottamento a bordo.

     

     

     

    L’arrivo in Italia è previsto di prima mattina.

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    Siamo consapevoli del fatto che questo viaggio è impegnativo dal punto di vista economico e a questo proposito ci teniamo a sottolineare che l’elevato costo corrisponde al costo dei voli, alle buone sistemazioni scelte per questo viaggio ed ai servizi locali ben organizzati. la Papua Nuova Guinea non è un paese molto frequentato dal turismo, i servizi sono molto costosi, soprattutto se paragonati al costo della vita locale. A Mount Hagen nel periodo del Sing Sing gli hotel triplicano le - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    • Durante il tour si assiste al Festival Sing Sing di Mount Hagen
    • Questo viaggio ci porta alla scoperta della valle di Tari e dei suoi abitanti, gli Huli, famosi per le loro grandi parrucche fatte di capelli veri
    • Si visitano numerosi villaggi lungo il fiume Karawari
    • Sono previste sistemazioni in Hotel e Lodge, tutti molto confortevoli

    ESPERTI

      

    FABRIZIO CRUSCO

    • Dal 11  agosto  2020 al 25  agosto  2020

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    Data Partenza:

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