FIUMI E CIVILTA’ 2027

IRAQ

  • FIUMI E CIVILTA’ 2027

    IRAQ

    Viaggi con Esperto
    Durata 9 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 30  gennaio   al 7  febbraio  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 13  marzo   al 21  marzo  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 27  marzo   al 4  aprile  
      In conferma
      105
    • Dal 24  aprile   al 2  maggio  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 2  ottobre   al 10  ottobre  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 6  novembre   al 14  novembre  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 4  dicembre   al 12  dicembre  
      Iscrizioni aperte
      105
    • Dal 28  dicembre   al 5  gennaio  
      Iscrizioni aperte
      105

    A PARTIRE DA:  

    3.950€

    Iraq

    FIUMI E CIVILTA’ 2027

    Se “tutto scorre”, come qualche millennio fa ci suggeriva Eraclito, allora possiamo guardare alla Storia, con le sue fioriture e i suoi delitti, con uno sguardo forse più paziente. Al di là dell’orizzonte che ci mostra ancora qualche segno di distruzione, povertà, violenza. Verso un futuro che è già presente, di speranza e di rinascita, per un Paese - l’Iraq – a cui lo sguardo non può che attaccarsi anche alla memoria che qui, tra la coppia di fiumi più famosa al mondo, si è letteralmente scritta la Storia.

    Se si prende infatti la nascita della scrittura come punto di demarcazione per separare la storia dalla preistoria, allora i popoli che abitarono in queste terre nei tre millenni precedenti la nascita di Cristo devono essere considerati coloro che hanno dato inizio alla Storia. La loro regione fu chiamata Mesopotamia (“terra tra i due fiumi”) dai Greci che così identificarono la vasta pianura compresa tra il Tigri e l’Eufrate.

    Due fiumi che, come il Nilo in Egitto, hanno dato vita al lungo processo di civilizzazione dell’uomo: iniziando dall’agricoltura, reso possibile dal costante e ingente apporto d’acqua in una terra altrimenti arida, si è passati alla nascita delle città. Già dal IX millennio a.C. erano presenti conglomerati di case, circondate da un muro difensivo e con un luogo di culto: basti pensare a Gerico, in Palestina. Ma è qui che la somma di più edifici si fece luogo di vita comunitaria: Uruk viene identificata come la prima città, fatta da strade, mercati, piazze, luoghi di aggregazione urbana che richiamavano persone dalla campagna, protetti dalle possenti mura che si pensa siano state costruite dal mitico eroe Gilgamesh. E dal fiorire di più città, si è passati alla nascita dei primi stati: Sumeri, Accadi, Amorrei, Babilonesi, Assiri e Persiani. Popolazioni che sembrano appunto usciti dai libri di Storia e che qui hanno visto il fiorire delle loro civiltà, lasciando a noi posteri vestigia e siti archeologici di straordinaria importanza. Tutti devono riconoscenza ai veri dòmini della regione: i due fiumi. L’Eufrate nasce non lontano dall’Ararat, il primo luogo che, secondo la tradizione biblica, emerse l’arca di Noè dopo il diluvio; con 2.760 km, il suo corso si sviluppa sulla piana irachena e si unisce con il Tigri, che invece nasce sul Tauro armeno, con il nome di Shatt al-‘Arab: bagnano insieme Bassora e sfociano nel Golfo Persico, contribuendo al grande ecosistema umido delle paludi mesopotamiche. In passato la costa era più arretrata e i due fiumi sfociavano con foci distinte. Se non fosse per il Tigri e l’Eufrate, che portando detriti fertilizzano il suolo, la Mesopotamia non sarebbe che la continuazione del deserto siriano.

    Un viaggio in Iraq è un viaggio nella Storia dell’umanità, alla radice della scrittura e del concetto di divinità, alla ricerca delle prime città fatte da edifici monumentali come le ziqqurat e sulle notizie in parte bibliche, in parte storiche e in parte affidate alla leggenda che avvolgono la Mesopotamia antica. Ma è anche un viaggio nel mondo islamico e tra le sue diverse sfumature, tra le città sante agli sciiti di Karbala, Najaf e Khufa. Un viaggio tra gli odori dei bazar e sguardi curiosi e ospitali, alla scoperta dei palazzi di Saddam come cattedrali nel deserto e all’avventura tra le paludi mesopotamiche, conoscendo la popolazione Ma’dan che le abita ancora in modo tradizionale vivendo su palafitte. Un viaggio dedicato agli amanti della Storia e del futuro allo stesso tempo: perché è con la nostra stessa presenza, tra città da ricostruire e posti di blocco, che testimonieremo come la bellezza non abbia età e la ricchezza culturale sia un bene di tutta l’umanità, da conoscere e preservare come investimento su un futuro ancora luminoso.

    Itinerario di viaggio

    Partenza dall’Italia nel tardo pomeriggio con volo di linea via scalo internazionale per l’Iraq. Cena e pernottamento a bordo e arrivo in Iraq previsto la mattina presto del giorno successivo. NB: è possibile anche la partenza all’aeroporto di Roma Fiumicino usufruendo del servizio di assistenza aeroportuale e senza alcun supplemento rispetto la partenza da Milano. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani operati da Turkish Airlines, secondo disponibilità e con un supplemento tariffario. 
    Arrivo a Bassora e, dopo il disbrigo delle pratiche doganali (che potrebbero essere lunghe), incontro con il nostro referente in loco e trasferimento privato in hotel con camere subito a disposizione. Mattinata dedicata al riposo per ricaricare le energie. Briefing del viaggio da parte del tour leader poco prima del pranzo in hotel.Il pomeriggio è dedicato a Bassora, la seconda città del paese per popolazione. Sotto gli Abbasidi, fu il principale porto del mondo islamico nel commercio con l’India, la costa orientale dell’Africa e l’Estremo Oriente e mantenne questo ruolo anche nei secoli avvenire, anche se, dopo l’invasione mongola, non ebbe più la stessa aurea e splendore. Iniziamo dalla Città Vecchia, con le vecchie case Ottomane di Shenashilili e il Souq Centrale, particolarmente colorato ed autentico.Secondo disponibilità, prevediamo la visita ad una chiesa caldea con un momento di incontro e condivisione con il parroco della comunità, che ci spiegherà come vivono i cristiani, e le differenze tra le varie chiese, nell’Iraq dei giorni nostri. A concludere la giornata, ci rechiamo lungo la Corniche, dove lo Shatt-al-Arab (ovvero il Tigri e l’Eufrate già confluiti) si allarga prima di sfociare nel Golfo Persico. Qui prevediamo, meteo permettendo, una breve navigazione con una barca a motore tradizionale. Rientro, cena e pernottamento in hotel. NB: l’ordine delle visite della città potrebbe essere invertito, anche rispetto quelle previste il giorno successivo, a seconda delle ore di luce, del meteo e della scelta condivisa di tour leader e guida locale per favorire, ogni volta, un’esperienza di visita ottimale. 
    Dopo colazione visiteremo il Museo di Bassora, che ha riaperto le sue porte ai visitatori solo nel 2019 e che ci offre un primo sguardo sullo straordinario patrimonio artistico e culturale delle civiltà mesopotamiche. A metà mattinata partenza per le paludi mesopotamiche, note anche come paludi irachene. Sono un'area umida situata nell'Iraq meridionale e nell'Iran sudoccidentale e storicamente sono sempre state considerate la più grande area umida del Medio Oriente. Coprendo originariamente un'area di 20.000 km2, e divisa in tre aree principali, le paludi centrali si trovano tra il Tigri e l'Eufrate, mentre le paludi di Hammar si trovano a sud dell'Eufrate e le paludi di Hawizeh sono delimitate a est del Tigri. Prima dell’invasione dell’Iraq del 2003, circa il 90% delle paludi erano state prosciugate da Saddam, sia per favorire l’urbanizzazione sia per estendere l’attività estrattiva. L’importanza di questo fragile eco-sistema, che da qualche anno ha beneficiato della riconoscenza Unesco come patrimonio dell’umanità, non deriva soltanto dalle numerose specie di uccelli, pesci e mammiferi (come il bue d’acqua) che ospita, ma anche alla presenza di una comunità umana autoctona: gli arabi delle paludi, conosciuti anche come Ma’Dan. Termine che significa “abitanti della pianura”, usato in senso dispregiativo dagli abitanti del deserto. Questa comunità vive in case galleggianti costruite con piccole canne locali e vive soprattutto di agricoltura e allevamento. Durante la visita avremo la possibilità di pranzare in una casa tradizionale, dopo il quale esploreremo le paludi in barca a motore tipica con il fondo piatto.Rientro a Bassora, cena e pernottamento. NB: l’ingresso al Museo di Bassora nonché l’incontro con il parroco caldeo, prevista il giorno precedente, possono essere soggette a variazioni non dipendenti dalla nostra volontà. Saranno in caso sostituite dalla visita all’antica moschea dell’Imam Alì, poco fuori città, o da altre visite. 
    La giornata di oggi ci vedrà impegnati in un lungo trasferimento verso nord, rallentato ulteriormente dai probabili posti di blocco lungo la strada. Non essendoci sistemazioni alberghiere all’altezza, raggiungere Najaf è l’unica soluzione che ci consente comunque di vedere il Paese anche da una prospettiva on the road. E che ci riserva, d’altronde, un sito archeologico di straordinaria importanza. Ur, antica città citata anche nella Bibbia e che oggi conserva la ziqqurat meglio conservata del Paese, patrimonio Unesco: Etemenniguru. Risalente al terzo millennio prima di Cristo, fungeva da luogo sacro, da magazzino per le scorte alimentari e, molto probabilmente, anche da osservatorio astronomico. Pranzo in ristorante locale lungo la strada e arrivo a Najaf in serata. Possibilità di una prima passeggiata libera nel ricchissimo souk, proprio nei pressi del nostro hotel. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. 
    Dopo colazione ci attende una delle giornate più emozionanti del viaggio dove, oltre ai centri spirituali sciiti, visiteremo la mitica Babilonia. Ridotta oggi ad un cumulo di rovine, parzialmente restaurate durante il regime di Saddam Hussein, il suo nome e la sua architettura resteranno sempre nella leggenda per i fasti di una delle prime vere città del mondo. Il suo nome deriva dall’accadico Bablim, ovvero “la porta di Dio”, da cui deriva la parola Babil com’era conosciuta in epoca islamica. Qui sorgeva un tempo la ziqqurat Etemenanki, da cui discese l’immagine biblica della torre di Babele, qui sorgeva la cinta muraria con strade splendidamente lastricate che culminavano nella Porta di Ishtar, ricostruita oggi al Museo di Pergamo di Berlino, e infine qui sorgevano i famosi giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico. Capitale dell’Impero Babilonese prima e di quello Assiro poi, vide avvicendarsi alcuni dei più grandi personaggi dell’epoca, da Hammurabi, sovrano che redisse il codice omonimo, uno dei primi passaggi legislativi per forma scritta della Storia, a Nabucodonosor II, che edificò i giardini e distrusse il Tempio di Salomone a Gerusalemme, ispirando la celebre opera di Giuseppe Verdi “Nabucco”, fino alla conquista di Ciro II e di Alessandro Magno in seguito, dopo la vittoria di Gaugamela. Le rovine oggi presenti non possono portare indietro il tempo, ma le testimonianze storiche, i reperti e gli studi testimoniano un passato glorioso che potremmo immaginare ad occhi aperti lì, sulle sponde dell’Eufrate tra la sabbia e l’adobe. Ci recheremo, se le autorità locali lo consentiranno, anche al palazzo di Saddam ormai in rovina, che troneggia come un tetro castello sulla collina di fronte. È stato vandalizzato e saccheggiato, ma ancora rende una certa atmosfera e viene solitamente usato dai ragazzi locali come punto di ritrovo o per organizzare feste ed eventi spontanei.In tarda mattinata torniamo alle città gemelle Najaf e Kufa, due tra i luoghi più venerati e meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli sciiti. Qui, dopo pranzo, visiteremo la Grande Moschea di Kufa, dove si pensa sia morto Ali ibn Abi ?alib, ovvero il cugino e genero di Maometto. Quarto califfo dell’Islam, è considerato dallo sciismo il suo primo imam. Cresciuto assieme al profeta e convertito della prima ora, visto il suo particolare rapporto si racconta che ebbe l’onore di presiedere al lavacro di Maometto dopo la sua morta, ma così facendo non fu presente durante la prima riunione che designò Abu Bakr a primo Califfo. La sua storia, assai movimentata e ricca di colpi di scena, la scopriremo in viaggio, visitando anche la Moschea dell’imam Ali tornando a Najaf. La sontuosa moschea custodisce la sua tomba e per gli sciiti rappresenta il terzo luogo santo dopo La Mecca e Medina (mentre per i sunniti al terzo posto c’è Gerusalemme). Assieme al cugino di Maometto, si dice che siano sepolti altri profeti come Adamo (anche il Monte Calvario è considerato il suo sepolcro), Eva (alcuni pensano sia sepolta invece fuori Jeddah) e Noè (che si pensa sia sepolto anche nel Nackchivan). Terminiamo le visite con il tentacolare bazar centrale e con il Wadi – al Salam, il più grande cimitero islamico al mondo. Rientro in hotel, cena e pernottamento. 
    Dopo colazione, proseguiamo verso nord fino a Karbala, la capitale dell'omonimo governatorato e uno dei siti più significativi per i musulmani di tutto il mondo. Prima di visitarla, proseguiamo ancora e deviamo decisamente verso ovest inoltrandoci nella Badiyya, ovvero il territorio arido e stepposo che degrada verso l’Arabia Saudita. Ci troviamo lungo le antiche rotte carovaniere che portavano verso Dumat al Jandal e da lì, attraverso il deserto del Nefud, verso la Mecca e l’Arabia Felix. Ad una cinquantina di km, visitiamo l’immensa fortezza di Al-Ukhaidir. Eretta nel 775 d.C., rappresenta sia per la sua possenza sia per il raffinato gusto architettonico, uno dei più belli esempi di architettura militare abbaside. Le sue mura, i cortili ma anche le stanze decorate raccontano di una strategica presenza militare ma anche di una destinazione d’uso dedicata al piacere e alla vita di corte. Rientriamo a Karbala e, per apprezzare appieno la natura sacra del luogo, ci uniremo alla folla di pellegrini mentre eseguono rituali ipnotizzanti nei santuari sacri dell'Imam Hussein e di Al-Abbas. Pranzo in corso di visite.Proseguendo verso nord-est, poco distante da Baghdad, nei pressi di una piccola città satellite, si trova Taq Kasra, vestigia dell’antica Ctesifonte. Si tratta di un palazzo monumentale fatto costruire da Cosroe I, uno dei sovrani più importanti e celebrati della dinastia persiana dei sasanidi, protagonista di numerose campagne militari contro i bizantini di Giustiniano. L’arco del palazzo, alto 37 metri e largo 50, è una delle imprese architettoniche più raffinate di quel periodo. Dopo la visita, raggiungiamo la capitale irachena. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento. NB: l’area della fortezza di Al-Ukhaidir è soggetta a lavori che talvolta ne precludono l’accesso. In tal caso, la visita sarà sostituita dalla visita della Tomba del Profeta Ezechiele, che si trova nel villaggio di Al Kifl. Il sito, che include una sinagoga storica e un minareto del XII secolo, è venerato come il luogo di sepoltura del profeta biblico ed è meta di pellegrinaggio per ebrei e musulmani.  
    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita della capitale irachena. Baghdad, sulle sponde del Tigri, evoca storia, immagini, cronaca recente con una solennità quasi reverenziale: fondata tra il 762 e il 767 d.C per volere del califfo Al-Mansur, il secondo della dinastia abbaside, presto spiccò rispetto ai precedenti insediamenti limitrofi, Seleucia e Ctesifonte, e divenne il centro commerciale e culturale di maggior rilievo. All’epoca, il nucleo centrale della città – cinto da mura rotonde - prendeva il nome di Madinat al-Salam, la città della pace. Da allora molto è passato: Baghdad fu probabilmente la prima città a oltrepassare il milione di abitanti, ospitando musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani; commercianti e viaggiatori provenienti da est e da ovest; molte storie narrate nelle Mille e Una notte sono ambientate proprio qui. Poi, la reggenza selgiuchide, il saccheggio dei mongoli prima e dell’esercito di Tamerlano in seguito; il lungo periodo ottomano fino alla Prima guerra mondiale; lo sviluppo dovuto all’indipendenza e all’economia basata sul petrolio; infine, le guerre delle ultime decadi: quella con l’Iran, la guerra del Golfo e l’invasione americana del 2003 che portò al cambio di regime. Baghdad, come il resto del Paese, porta i segni di tutto: della sofferenza, dello sviluppo urbanistico, dei tesori del passato, delle speranze verso il futuro.La prima tappa delle nostre visite sarà una sorta di pellegrinaggio al Museo Nazionale dell’Iraq, luogo simbolo non solo di cultura ma anche di violenza e rinascita. Fondato dall’esploratrice, archeologa e politica inglese Gertrude Bell – che ha avuto un ruolo chiave nella fondazione stessa dello stato iracheno – ha aperto i suoi battenti nel lontano 1926. Le sue collezioni portarono il museo a diventare uno dei più importanti al mondo. Quelli più prossimi a noi, sono stati anni difficili: chiuso durante la guerra del Golfo, e poi saccheggiato tra l’8 e il 12 aprile 2003, mentre le truppe americane stavano entrando in città. I reperti, oltre ad andare persi o distrutti, giunsero in ogni parte del mondo. Solo nel 2015 il Museo Nazionale è riuscito a riaprire nuovamente ed oggi, dopo anni segnati da drammatici eventi, possiamo nuovamente ammirarne i capolavori archeologici e culturali delle civiltà mesopotamiche e persiana.Ci sposteremo poi ad Al-Mutanabbi Street, una delle zone storiche e più tipiche della capitale irachena, ricca di caffè – dove faremo sosta in uno di essi - e librerie. Avremo modo di godendoci la parte più inebriante e curiosa della città, tra gente, spezie, negozi antichi e un’atmosfera davvero unica. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Nel pomeriggio visitiamo la Ziggurat di Aqarquf, anche conosciuta come Dur Kurigalzu, un antico sito archeologico di epoca cassita situato nella periferia occidentale della capitale. Il prefisso dur- è un termine accadico che significa “fortezza” mentre il nome Kurigalzu è un epiteto dal significato di 'pastore delle genti' o anche 'dei Cassiti', nonché in nome del sovrano fondatore della cittadella. La ziqqurat è dedicata alla somma divinità Enlil e raggiunge un’altezza di 57 metri. Terminiamo la giornata con la visita esterna del Memoriale dei Martiri, ovvero il Nasb Al-Shaheed, progettato dallo scultore iracheno Ismail Fatah al-Turk nel 1983 e dedicato alle vittime della guerra con l’Iran.Rientro in hotel, cena in hotel e pernottamento. NB: Il Museo Nazionale è chiuso nei giorni di sabato e domenica. Segnaliamo anche che al momento è in restauro la sezione dedicata ai Sumeri. L’ordine delle visite della città può cambiare a seconda del traffico, del tempo o di eventuali imprevisti.  
    Prima colazione in hotel e partenza per un’escursione giornaliera a Samarra, la prima capitale del califfato abbaside che si trova a nord di Baghdad.Samarra è una delle più antiche città abitate ininterrottamente in Medio Oriente, anche patrimonio mondiale dell'UNESCO. Abitata fin dal 5.500 a.C., periodo dal quale sono giunti fino a noi diversi reperti di artigianato, è durante il califfato abbaside che la città divenne una vera metropoli, coinvolgendo maestranze da tutto il Medio Oriente. La Moschea del Venerdì di Samarra, completata nell’851, era con i suoi 239 metri di lunghezza per 156 la più grande al mondo. Oggi ci resta solamente il Malwiyya, il bellissimo minareto a spirale che raggiunge i 52 metri e che ricorda l’architettura della Torre di Babele (segnaliamo che non è possibile la salita al minareto). Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Ci rechiamo poi al Qasr Al-Khalifa, ovvero il palazzo del califfo. Commissionato da Mu’tasim e abitato dai suoi successor, fu l’elemento culminate di una larga opera di edificazione della città. Si trova su un promontorio naturale che domina il Tigri e la sua pianura alluvionale. Lontano dal centro della città, il palazzo sarebbe stato difficile da raggiungere ma godeva di ampie vedute sul fiume e sul paesaggio agricolo circostante. Il principale materiale con cui è stato costruito è il mattone, sia cotto che crudo. I soffitti sarebbero stati presumibilmente di legno e ci sono indicazioni di travi di legno sul retro del Bab al-'Amma. Anche il palazzo si pensa fosse stato finemente decorato con stucchi, pannelli di legno, rivestimenti in marmo e pitture murali. Rientro a Baghdad, cena e pernottamento in hotel. NB: Al momento della programmazione del tour il palazzo del califfo di Samarra è chiuso per restauri. Fintanto che i lavori saranno in essere, prevediamo la visita della madrasa di Al-Mustansiriyya a Baghad, risalente al 1227 e in passato una delle istituzioni accademiche più rinomate. 
    Sveglia in nottata e trasferimento privato in aeroporto. Partenza con volo di linea via scalo internazionale di prima mattina e arrivo in Italia previsto nel primo pomeriggio, quando il nostro viaggio nella Storia dell’umanità giungerà a conclusione.    Gli arabi delle paludiVolto di un abitante di BassoraLa ricostruzione della Porta di IshtarDolci tipici al bazar locale 

    Perché con noi

    - Kel 12 è da decenni specialista in viaggi culturali fuori dai sentieri battuti - Sono inclusi i principali siti archeologici dell'Iraq, da Ur a Babilonia, fino alle città sante per gli sciti - Il viaggio è programmato senza prendere voli interni e con selezionati hotel 5*, i migliori del Paese - Nonostante le distanze percorse, il tour prevede sempre più di due pernottamenti consecutivi nella stessa città per non disfare le valigie ogni giorno e rendere il viaggio più confortevole

    I nostri esperti

    MARCO PATRIOLI

    Dal 30  gennaio  2027 al 7  febbraio  2027

    Dal 4  dicembre  2027 al 12  dicembre  2027

    ISABELLA LAURA LA ROCCA

    Dal 13  marzo  2027 al 21  marzo  2027

    ELENA LEONI

    Dal 27  marzo  2027 al 4  aprile  2027

    Dal 6  novembre  2027 al 14  novembre  2027

    Dal 28  dicembre  2027 al 5  gennaio  2028

    FARIAN SABAHI SEYED

    Dal 24  aprile  2027 al 2  maggio  2027

    PAOLO ANGELO RINALDO BROVELLI

    Dal 2  ottobre  2027 al 10  ottobre  2027

    Approfondimenti di viaggio

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà.È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i pochissimi viaggiatori al mondo a visitare [...]