FIUMI E CIVILTA’

IRAQ

  • FIUMI E CIVILTA’

    IRAQ

    Viaggi con Esperto
    Durata 9 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 16  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 20  aprile  al 28  aprile  
      Garantita
    • Dal 27  aprile  al 5  maggio  
      Garantita
    • Dal 26  ottobre  al 3  novembre  
      Garantita
    • Dal 30  novembre  al 8  dicembre  
      In conferma
    • Dal 28  dicembre  al 5  gennaio  
      Garantita

    A PARTIRE DA:  

    3.650€

    Iraq

    FIUMI E CIVILTA’

    VIAGGIO NOVITA' 2023-2024

    Se “tutto scorre”, come qualche millennio fa ci suggeriva Eraclito, allora possiamo guardare alla Storia, con le sue fioriture e i suoi delitti, con uno sguardo forse più paziente. Al di là dell’orizzonte che ci mostra ancora qualche segno di distruzione, povertà, violenza. Verso un futuro che è già presente, di speranza e di rinascita, per un Paese - l’Iraq – a cui lo sguardo non può che attaccarsi anche alla memoria che qui, tra la coppia di fiumi più famosa al mondo, si è letteralmente scritta la Storia.

    Se si prende infatti la nascita della scrittura come punto di demarcazione per separare la storia dalla preistoria, allora i popoli che abitarono in queste terre nei tre millenni precedenti la nascita di Cristo devono essere considerati coloro che hanno dato inizio alla Storia. La loro regione fu chiamata Mesopotamia (“terra tra i due fiumi”) dai Greci che così identificarono la vasta pianura compresa tra il Tigri e l’Eufrate.

    Due fiumi che, come il Nilo in Egitto, hanno dato vita al lungo processo di civilizzazione dell’uomo: iniziando dall’agricoltura, reso possibile dal costante e ingente apporto d’acqua in una terra altrimenti arida, si è passati alla nascita delle città. Già dal IX millennio a.C. erano presenti conglomerati di case, circondate da un muro difensivo e con un luogo di culto: basti pensare a Gerico, in Palestina. Ma è qui che la somma di più edifici si fece luogo di vita comunitaria: Uruk viene identificata come la prima città, fatta da strade, mercati, piazze, luoghi di aggregazione urbana che richiamavano persone dalla campagna, protetti dalle possenti mura che si pensa siano state costruite dal mitico eroe Gilgamesh. E dal fiorire di più città, si è passati alla nascita dei primi stati: Sumeri, Accadi, Amorrei, Babilonesi, Assiri e Persiani. Popolazioni che sembrano appunto usciti dai libri di Storia e che qui hanno visto il fiorire delle loro civiltà, lasciando a noi posteri vestigia e siti archeologici di straordinaria importanza. Tutti devono riconoscenza ai veri dòmini della regione: i due fiumi. L’Eufrate nasce non lontano dall’Ararat, il primo luogo che, secondo la tradizione biblica, emerse l’arca di Noè dopo il diluvio; con 2.760 km, il suo corso si sviluppa sulla piana irachena e si unisce con il Tigri, che invece nasce sul Tauro armeno, con il nome di Shatt al-‘Arab: bagnano insieme Bassora e sfociano nel Golfo Persico, contribuendo al grande ecosistema umido delle paludi mesopotamiche. In passato la costa era più arretrata e i due fiumi sfociavano con foci distinte. Se non fosse per il Tigri e l’Eufrate, che portando detriti fertilizzano il suolo, la Mesopotamia non sarebbe che la continuazione del deserto siriano.

    Un viaggio in Iraq è un viaggio nella Storia dell’umanità, alla radice della scrittura e del concetto di divinità, alla ricerca delle prime città fatte da edifici monumentali come le ziqqurat e sulle notizie in parte bibliche, in parte storiche e in parte affidate alla leggenda che avvolgono la Mesopotamia antica. Ma è anche un viaggio nel mondo islamico e tra le sue diverse sfumature, tra le città sante agli sciiti di Karbala, Najaf e Khufa. Un viaggio tra gli odori dei bazar e sguardi curiosi e ospitali, alla scoperta dei palazzi di Saddam come cattedrali nel deserto e all’avventura tra le paludi mesopotamiche, conoscendo la popolazione Ma’dan che le abita ancora in modo tradizionale vivendo su palafitte. Un viaggio dedicato agli amanti della Storia e del futuro allo stesso tempo: perché è con la nostra stessa presenza, tra città da ricostruire e posti di blocco, che testimonieremo come la bellezza non abbia età e la ricchezza culturale sia un bene di tutta l’umanità, da conoscere e preservare come investimento su un futuro ancora luminoso.

    Itinerario di viaggio

    Partenza dall’Italia con volo di linea Turkish Airlines per l’Iraq, via Istanbul. Arrivo previsto dopo la mezzanotte a Baghdad e, dopo il disbrigo delle pratiche doganali (che potrebbero essere lunghe) incontro con il nostro referente in loco. Trasferimento privato in hotel, sistemazione e pernottamento. NB: è possibile anche la partenza all’aeroporto di Roma Fiumicino usufruendo del servizio di assistenza aeroportuale e senza alcun supplemento rispetto la partenza da Milano. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani operati da Turkish Airlines, secondo disponibilità e con un supplemento tariffario. 
    Prima colazione in hotel dopo qualche ora di riposo e partenza per un’escursione giornaliera a Samarra, la prima capitale del califfato abbaside che si trova a nord di Baghdad.Samarra è una delle più antiche città abitate ininterrottamente in Medio Oriente, anche patrimonio mondiale dell'UNESCO. Abitata fin dal 5.500 a.C., periodo dal quale sono giunti fino a noi diversi reperti di artigianato, è durante il califfato abbaside che la città divenne una vera metropoli, coinvolgendo maestranze da tutto il Medio Oriente. La Moschea del Venerdì di Samarra, completata nell’851, era con i suoi 239 metri di lunghezza per 156 la più grande al mondo. Oggi ci resta solamente il Malwiyya, il bellissimo minareto a spirale che raggiunge i 52 metri e che ricorda l’architettura della Torre di Babele. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Ci rechiamo poi al Qasr Al-Khalifa, ovvero il palazzo del califfo. Commissionato da Mu’tasim e abitato dai suoi successor, fu l’elemento culminate di una larga opera di edificazione della città. Si trova su un promontorio naturale che domina il Tigri e la sua pianura alluvionale. Lontano dal centro della città, il palazzo sarebbe stato difficile da raggiungere ma godeva di ampie vedute sul fiume e sul paesaggio agricolo circostante. Il principale materiale con cui è stato costruito è il mattone, sia cotto che crudo. I soffitti sarebbero stati presumibilmente di legno e ci sono indicazioni di travi di legno sul retro del Bab al-'Amma. Anche il palazzo si pensa fosse stato finemente decorato con stucchi, pannelli di legno, rivestimenti in marmo e pitture murali.Rientro a Baghdad, cena e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla visita della capitale irachena. Baghdad, sulle sponde del Tigri, evoca storia, immagini, cronaca recente con una solennità quasi reverenziale: fondata tra il 762 e il 767 d.C per volere del califfo Al-Mansur, il secondo della dinastia abbaside, presto spiccò rispetto ai precedenti insediamenti limitrofi, Seleucia e Ctesifonte, e divenne il centro commerciale e culturale di maggior rilievo. All’epoca, il nucleo centrale della città – cinto da mura rotonde - prendeva il nome di Madinat al-Salam, la città della pace. Da allora molto è passato: Baghdad fu probabilmente la prima città a oltrepassare il milione di abitanti, ospitando musulmani, cristiani, ebrei e zoroastriani; commercianti e viaggiatori provenienti da est e da ovest; molte storie narrate nelle Mille e Una notte sono ambientate proprio qui. Poi, la reggenza selgiuchide, il saccheggio dei mongoli prima e dell’esercito di Tamerlano in seguito; il lungo periodo ottomano fino alla Prima guerra mondiale; lo sviluppo dovuto all’indipendenza e all’economia basata sul petrolio; infine, le guerre delle ultime decadi: quella con l’Iran, la guerra del Golfo e l’invasione americana del 2003 che portò al cambio di regime. Baghdad, come il resto del Paese, porta i segni di tutto: della sofferenza, dello sviluppo urbanistico, dei tesori del passato, delle speranze verso il futuro.La prima tappa delle nostre visite sarà una sorta di pellegrinaggio al Museo Nazionale dell’Iraq, luogo simbolo non solo di cultura ma anche di violenza e rinascita. Fondato dall’esploratrice, archeologa e politica inglese Gertrude Bell – che ha avuto un ruolo chiave nella fondazione stessa dello stato iracheno – ha aperto i suoi battenti nel lontano 1926. Le sue collezioni portarono il museo a diventare uno dei più importanti al mondo. Quelli più prossimi a noi, sono stati anni difficili: chiuso durante la guerra del Golfo, e poi saccheggiato tra l’8 e il 12 aprile 2003, mentre le truppe americane stavano entrando in città. I reperti, oltre ad andare persi o distrutti, giunsero in ogni parte del mondo. Solo nel 2015 il Museo Nazionale è riuscito a riaprire nuovamente ed oggi, dopo anni segnati da drammatici eventi, possiamo nuovamente ammirarne i capolavori archeologici e culturali delle civiltà mesopotamiche e persiana.Visitiamo poi il Palazzo abbaside, risalente al XII secolo, decorato con portici e un imponente iwan in mattoni; da qui, a piedi, ci sposteremo ad Al-Mutanabbi Street, una delle zone storiche e più tipiche della capitale irachena, ricca di caffè – dove faremo sosta in uno di essi - e librerie. Avremo modo di godendoci la parte più inebriante e curiosa della città, tra gente, spezie, negozi antichi e un’atmosfera davvero unica. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Ci spostiamo infine al Memoriale dei Martiri, ovvero il Nasb Al-Shaheed, progettato dallo scultore iracheno Ismail Fatah al-Turk nel 1983 e dedicato alle vittime della guerra con l’Iran. Nel tardo pomeriggio avremo occasione di passare da altri luoghi simbolo della capitale, da piazza Tahrir alla statua della Lampada di Aladino.Rientro in hotel, cena in hotel e pernottamento. NB: Il Museo Nazionale è chiuso nei giorni di sabato e domenica. Per questo motivo, la visita di Baghdad viene effettuata di lunedì. L’ordine delle visite della città può cambiare a seconda del traffico, del tempo o di eventuali imprevisti. Segnaliamo anche che al momento è in restauro la sezione dedicata ai Sumeri. 
    Dopo colazione iniziamo il nostro viaggio attraverso l’Iraq verso sud incontrando subito due dei più importanti siti archeologici del Medio Oriente: Ctesifonte e Babilonia.Poco distante da Baghdad, nei pressi di una piccola città satellite, si trova Taq Kasra, vestigia dell’antica Ctesifonte. Si tratta di un palazzo monumentale fatto costruire da Cosroe I, uno dei sovrani più importanti e celebrati della dinastia persiana dei sasanidi, protagonista di numerose campagne militari contro i bizantini di Giustiniano. L’arco del palazzo, alto 37 metri e largo 50, è una delle imprese architettoniche più raffinate di quel periodo. A circa un’ottantina di chilometri raggiungiamo la vivace città di Hillah, che custodisce nei suoi pressi sia il sito archeologico di Kish, dove si trovano i resti di una delle più antiche città sumere, risalenti al V – VI millennio a.C., sia la mitica Babilonia. Ridotta oggi ad un cumulo di rovine, il suo nome e la sua architettura resteranno sempre nella leggenda per i fasti di una delle prime vere città del mondo. Il suo nome deriva dall’accadico Bablim, ovvero “la porta di Dio”, da cui deriva la parola Babil com’era conosciuta in epoca islamica. Qui sorgeva un tempo la ziqqurat Etemenanki, da cui discese l’immagine biblica della torre di Babele, qui sorgeva la cinta muraria con strade splendidamente lastricate che culminavano nella Porta di Ishtar, ricostruita oggi al Museo di Pergamo di Berlino, e infine qui sorgevano i famosi giardini pensili, una delle sette meraviglie del mondo antico. Capitale dell’Impero Babilonese prima e di quello Assiro poi, vide avvicendarsi alcuni dei più grandi personaggi dell’epoca, da Hammurabi, sovrano che redisse il codice omonimo, un dei primi passaggi legislativi per forma scritta della Storia, a Nabucodonosor II, che edificò i giardini e distrusse il Tempio di Salomone a Gerusalemme, ispirando la celebre opera di Giuseppe Verdi “Nabucco”, fino alla conquista di Ciro II e di Alessandro Magno in seguito, dopo la vittoria di Gaugamela. Le rovine oggi presenti non possono portare indietro il tempo, ma le testimonianze storiche, i reperti e gli studi testimoniano un passato glorioso che potremmo immaginare ad occhi aperti lì, sulle sponde dell’Eufrate tra la sabbia e l’adobe. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Poco distante continueremo la visita con il Palazzo di Saddam Hussein. Il dittatore iracheno che governò il Paese dal 1979 al 2003 fece costruire la sua residenza estiva proprio a pochi passi dal sito archeologico.Nel pomeriggio guideremo verso est verso Karbala, la capitale dell'omonimo governatorato e uno dei siti più significativi per i musulmani di tutto il mondo: per apprezzare appieno la natura sacra del luogo, ci uniremo alla folla di pellegrini mentre eseguono rituali ipnotizzanti nei santuari sacri dell'Imam Hussein e di Al-Abbas.In serata ci dirigeremo poi verso le città gemelle di Kufa e Najaf, centri spirituali dell’Islam Sciita. Sistemazione in hotel a Najaf, cena e pernottamento. 
    Dopo colazione la giornata è dedicata alle città gemelle Najaf e Kufa, due tra i luoghi più venerati e meta di pellegrinaggio da parte dei fedeli sciiti. Visiteremo la Grande Moschea di Kufa, dove si pensa sia morto Ali ibn Abi ?alib, ovvero il cugino e genero di Maometto. Quarto califfo dell’Islam, è considerato dallo sciismo il suo primo imam. Cresciuto assieme al profeta e convertito della prima ora, visto il suo particolare rapporto si racconta che ebbe l’onore di presiedere al lavacro di Maometto dopo la sua morta, ma così facendo non fu presente durante la prima riunione che designò Abu Bakr a primo Califfo. La sua storia, assai movimentata e ricca di colpi di scena, la scopriremo in viaggio, visitando anche la Moschea dell’imam Ali tornando a Najaf. La sontuosa moschea custodisce la sua tomba e per gli sciiti rappresenta il terzo luogo santo dopo La Mecca e Medina (mentre per i sunniti al terzo posto c’è Gerusalemme). Assieme al cugino di Maometto, si dice che siano sepolti altri profeti come Adamo (anche il Monte Calvario è considerato il suo sepolcro), Eva (alcuni pensano sia sepolta invece fuori Jeddah) e Noè (che si pensa sia sepolto anche nel Nackchivan). Terminiamo le visite con il tentacolare bazar centrale e con il Wadi – al Salam, il più grande cimitero islamico al mondo. Pranzo in corso di visite, cena e pernottamento in hotel. 
    La giornata di oggi ci vedrà impegnati in un lungo trasferimento verso sud, rallentato ulteriormente dai probabili posti di blocco lungo la strada. Non essendoci sistemazioni alberghiere all’altezza, raggiungere Bassora è l’unica soluzione che ci consente comunque di vedere il Paese anche da una prospettiva on the road. E che ci riserva, d’altronde, un sito archeologico di straordinaria importanza. Ur, antica città citata anche nella Bibbia e che oggi conserva la ziqqurat meglio conservata del Paese, patrimonio Unesco: Etemenniguru. Risalente al terzo millennio prima di Cristo, fungeva da luogo sacro, da magazzino per le scorte alimentari e, molto probabilmente, anche da osservatorio astronomico. Pranzo in corso di visite e arrivo a Bassora in serata. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
    La giornata odierna è interamente dedicata a Bassora, la seconda città del paese per popolazione. Sotto gli Abbasidi, fu il principale porto del mondo islamico nel commercio con l’India, la costa orientale dell’Africa e l’Estremo Oriente e mantenne questo ruolo anche nei secoli avvenire, anche se, dopo l’invasione mongola, non ebbe più la stessa aurea e splendore. Dopo colazione, visiteremo la Corniche Shatt-al-Arab, la Città Vecchia, con le vecchie case Ottomane di Shenashilil, il Souq Centrale e la Stazione Ferroviaria Centrale.Cena e pernottamento in hotel. 
    Dopo colazione partenza per le paludi mesopotamiche, note anche come paludi irachene. Sono un'area umida situata nell'Iraq meridionale e nell'Iran sudoccidentale e storicamente sono sempre state considerate la più grande area umida del Medio Oriente. Coprendo originariamente un'area di 20.000 km2) e divisa in tre aree principali, le paludi centrali si trovano tra il Tigri e l'Eufrate, mentre le paludi di Hammar si trovano a sud dell'Eufrate e le paludi di Hawizeh sono delimitate a est del Tigri. Prima dell’invasione dell’Iraq del 2003, circa il 90% delle paludi erano state prosciugate da Saddam, sia per favorire l’urbanizzazione sia per estendere l’attività estrattiva. L’importanza di questo fragile eco-sistema, che da qualche anno ha beneficiato della riconoscenza Unesco come patrimonio dell’umanità, non deriva soltanto dalle numerose specie di uccelli, pesci e mammiferi (come il bue d’acqua) che ospita, ma anche alla presenza di una comunità umana autoctona: gli arabi delle paludi, conosciuti anche come Ma’Dan. Termine che significa “abitanti della pianura”, usato in senso dispregiativo dagli abitanti del deserto. Questa comunità vive in case galleggianti costruite con piccole canne locali e vive soprattutto di agricoltura e allevamento. Durante la visita avremo la possibilità di pranzare ospiti in una casa tipica.Rientro a Bassora ed eventuale tempo a disposizione per le ultime visite o per qualche acquisto. Cena e pernottamento. 
    Sveglia presto al mattino e trasferimento privato in aeroporto. Partenza con volo di linea Turkish Airlines e arrivo in Italia previsto nel primo pomeriggio. Fine del viaggio.    Gli arabi delle paludiVolto di un abitante di BassoraLa ricostruzione della Porta di IshtarDolci tipici al bazar locale 

    Perché con noi

    - SIAMO DA DECENNI SPECIALISTI IN VIAGGI CULTURALI FUORI DAI SENTIERI BATTUTI - SONO INCLUSI I PRINCIPALI SITI ARCHEOLOGICI DELL'IRAQ  - IL VIAGGIO E' PROGRAMMATO SENZA PRENDERE VOLI INTERNI E CON SELEZIONATI HOTEL 5*, I MIGLIORI POSSIBILI

    I nostri esperti

    ALESSANDRO FUMAGALLI

    Dal 20  aprile  2024 al 28  aprile  2024

    FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI

    Dal 27  aprile  2024 al 5  maggio  2024

    GIANCARLO MEONI

    Dal 26  ottobre  2024 al 3  novembre  2024

    GIACOMO IACHIA

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    FABIO COPPO

    Dal 28  dicembre  2024 al 5  gennaio  2025

    Approfondimenti di viaggio

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio è dedicato a viaggiatori esperti e consapevoli del contesto culturale in cui ci si trova. È pertanto richiesto un certo spirito di adattamento per quanto riguarda i servizi usufruiti e che potrebbero non corrispondere a quelli di standard occidentale o essere soggetti a modifiche non dipendenti dalla nostra volontà.È bene tenere presente che l’esclusività del viaggio sta nell’essere tra i pochissimi viaggiatori al mondo a visitare [...]