- I voli di linea scelti per questo itinerario sono diretti, senza scali intermedi, operati da AIR CHINA. Il programma di viaggio è stato elaborato in base agli operativi attuali dei voli in partenza da Milano Malpensa. Le partenze da altre città (compresa Roma) comportano un piano voli diverso che non sempre è possibile confermare e che comportano o la perdita di alcune visite della città il primo giorno e costi extra per il ricongiungimento con il gruppo, oppure notti extra sia in andata che al ritorno da quantificare in base alle disponibilità degli hotel.
In caso di prenotazioni di gruppo, suggeriamo di raggiungere Milano per partire tutti insieme con gli stessi voli. Kel12 si farà carico della notte in aeroporto prima della partenza, se necessario.
Air China opera voli anche da Roma Fiumicino ma con frequenza e orari diversi da Milano.
I voli nazionali ITA atterrano a Milano Linate e comunque non possono essere gestiti in un unico biglietto insieme ad Air China. In tal caso sarà pertanto necessario considerare, oltre agli adeguati tempi tra un volo e l’altro, anche il transito tra i due aeroporti.
Segnaliamo che sono possibili eventuali cambiamenti di orari non dipendenti dalla nostra volontà e che potrebbero determinare modifiche all' itinerario di viaggio.
Segnaliamo che il supplemento relativo alla classe premium economy riguarda solo i voli intercontinentali, i voli domestici restano prenotati in classe economy.
- La preassegnazione posti a bordo dei voli operati da Air China è possibile solo scaricando la app della compagnia aerea e registrando un account. Da qui sarà poi possibile accedere alla prenotazione del volo indicando: n. di passaporto, codice di prenotazione e numero di biglietto elettronico. Si può procedere scegliendo un posto alla volta, una persona alla volta, una tratta alla volta.
- Visti e permessi: all’atto dell’iscrizione è necessario inviare la scansione a colori delle prime pagine del passaporto (NB: il passaporto deve essere lo stesso che sarà utilizzato per il viaggio) ai nostri uffici che serviranno per l’ottenimento del permesso per entrare in Tibet. Da quest’anno entriamo in Tibet passando dalla Cina in quanto l’ingresso da Kathmandu prevede regole che non consentono lo svolgimento di questo itinerario. A partire dal 30 Novembre 2024 e sino al 31 dicembre 2026, i cittadini italiani in possesso di passaporto ordinario potranno viaggiare in Cina per motivi di affari, turismo, visite a familiari e amici e transito per un massimo soggiorno di 30 giorni senza bisogno di richiedere un visto d'ingresso.
- Questo itinerario è stato costruito e regolato nei tempi e nella distribuzione delle visite in seguito a decine di traversate effettuate negli anni sull’altopiano tibetano. È particolarmente consigliato a coloro che, intraprendendo un viaggio, privilegino gli aspetti paesaggistici, folcloristici e culturali al puro comfort delle sistemazioni alberghiere.
- Materiale antigovernativo: preghiamo i signori partecipanti di non portare durante il viaggio in Tibet i testi reputati dalla Cina antigovernativi, ad esempio: articoli di giornale a favore del Tibet libero, fotografie del Dalai Lama, testi sul Dalai Lama, la guida dell’EDT (Lonely Planet) sul Tibet con prefazione del Dalai Lama ecc.
- Ricordiamo che i Powerbank che non abbiano il marchio delle tre “C” non sono ammessi in Cina e vengono puntualmente sequestrati all’ ingresso nel Paese.
- Stagioni per viaggiare: l’altopiano tibetano, al di fuori della stagione invernale che va da fine novembre alla fine di marzo, offre un arco di mesi adatti per i viaggi, abbastanza ampio. Si potrebbe intanto dire che a seconda del tipo di viaggio o di sensibilità individuale un certo periodo può essere più adatto di un altro. Sicuramente per gli itinerari che tendono a mettere in luce soprattutto l’aspetto paesaggistico ed in prima linea le grandi montagne, i mesi migliori sono, normalmente, quelli primaverili (maggio e giugno), oppure quelli autunnali (fine settembre e ottobre). Tra maggio e giugno possono esserci comunque passaggi di leggere perturbazioni. Il periodo centrale dell’estate, ovvero dalla metà di luglio alla fine di agosto, è la stagione dei monsoni. Le correnti umide in quella fase dell’estate diventano particolarmente forti e riuscendo a scavalcare il grande muro himalayano arrivano a riversarsi sull’altopiano. Si tratta normalmente di temporali notturni che in genere non disturbano le visite turistiche giornaliere, ma, sicuramente, le masse di nuvole che stazionano sulla catena di montagne possono limitare la vista delle vette. I mesi migliori per la vista delle montagne sono quelli già citati, primaverili e autunnali, e sono anche i mesi più adatti (gli alpinisti lo sanno bene) per affrontare le grandi scalate. Nella stagione monsonica le piogge possono dar vita a frane e smottamenti perciò alcune strade minori possono essere chiuse al passaggio. Dunque, un viaggio possibile nei mesi primaverili potrebbe essere non completamente fattibile nel cuore della stagione delle piogge.
Per quanto riguarda il mese di Agosto il clima generalmente non è particolarmente freddo con temperature medie intorno ai 15°C, durante i pomeriggi si raggiungono 20/25°C e la sera come la mattina le temperature non scendono mai sotto i 10/15°C. L’unica incognita sono le piogge. Essendo in periodo monsonico, se piove, generalmente solo di notte o temporali nel tardo pomeriggio, l’umidità fa sì che si percepisca la temperatura un po’ più bassa.
Per quanto riguarda l’abbigliamento occorre vestirsi a strati con capi leggeri, T-shirt, pantaloncini corti, ma anche una giacca, una maglia non troppo pesante e un capo antipioggia.
Quando si sale ai passi ed anche al Campo Base dell’Everest, se risplende il sole le temperature sono sempre piacevoli, se invece fosse nuvolo e ventoso allora occorre coprirsi.
Per quanto riguarda invece i viaggi che si fanno ad Ottobre, si entra in stagione autunnale con temperature medie intorno agli 8°C. Le mattine e le sere è necessario indossare un piumino e, magari, un berretto di lana. Di giorno invece se il tempo è sereno, il clima è piacevole e i pomeriggi sono a 15/20°C.
La temperatura notturna può scendere a pochi gradi ma solo oltre i 4.000 metri, ed in ogni caso di giorno il sole è sempre caldo.
Se succedono passaggi di perturbazioni impreviste, in questo periodo è possibile trovare già la neve oltre i 4.000 metri.
- Occorre innanzitutto sottolineare che il fenomeno della quota sull’altopiano himalayano non è assolutamente rapportabile a quello che potrebbe essere in Europa. Intendiamo dire che stare in vetta al monte Bianco, a 4800 metri e stare al campo base dell’Everest a 5200 metri sono cose completamente diverse… la seconda è molto più facile. Mentre in Europa le coltivazioni agricole possono arrivare fino a 1500 metri, ma non oltre, sull’altopiano himalayano troviamo coltivazioni di orzo, patate, colza fino a 4300-4500 metri. Sono dunque situazioni climatiche troppo diverse e tutti possono constatare che anche ad alte quote l’altopiano è spesso accogliente. Bisogna sfatare il problema “altitudine”. Senza dubbio esiste per il nostro corpo un momento critico necessario per l’acclimatamento in quota, ma in genere è un processo naturale che si compie nell’ arco di poche giornate e spesso lo stato di disadattamento fisico è inferiore a quel che si sarebbe pensato. Sicuramente le scelte di sviluppo del viaggio da parte dell’organizzazione sono molto importanti per agevolare l’adattamento in quota. Prima di affrontare un viaggio in altitudine è sempre consigliabile un controllo medico preventivo. Avendo condotto centinaia di persone attraverso l’altopiano, abbiamo constatato che tutti coloro che siano in buono stato di salute possono affrontare senza problemi la quota. I casi di coloro che, pur non avendo in precedenza particolari problemi fisici, non sono riusciti a ritrovare in quota il giusto stato di benessere sono rarissimi, puramente casi eccezionali.
- Difficoltà del viaggio: negli ultimi dieci anni il Tibet ha avuto cambiamenti enormi sotto il punto di vista turistico. I primi alberghi, nati nell’ 87, quando la Trans-himalayana, la via detta dell’Amicizia che unisce Tibet e Nepal venne terminata, sono stati recentemente risistemati e oggi sono delle sistemazioni abbastanza confortevoli. Vi sono sicuramente degli alberghi che richiedono una certa capacità di adattamento. Nel caso specifico del nostro viaggio, di questo tipo di sistemazioni che definiamo “carenti”, incontreremo l’albergo sulla Trans-himalayana nei pressi di Xegar, base fondamentale per l’escursione al campo base dell’Everest. Viaggiando in Tibet occorre essere consapevoli che tutta l’organizzazione delle strutture e dei servizi è nata per volere cinese e con criteri cinesi. Possiamo dire che non vi sono strutture alberghiere interessanti per caratteristiche peculiari, si tratta sempre di strutture funzionali senza un particolare carattere. Altre difficoltà particolari del viaggio sono legate alla rete stradale. In ogni caso, salvo problemi dovuti alle piogge monsoniche, oggi la strada principale che collega le grandi città fino al confine nepalese è in buone condizioni ed è abbastanza scorrevole.
- Trasferimenti e tempi di percorrenza: le distanze e i tempi di percorrenza segnalati sul programma sono puramente indicativi. La variabilità di questi tempi è conseguenza delle condizioni del fondo stradale. I tempi possono variare da una stagione all’altra e gli stessi interessi del gruppo in viaggio influiscono sui tempi di spostamento in modo da renderli diversi di volta in volta. I tempi indicati si rifanno a viaggi fatti in precedenza dunque già tengono conto di soste panoramiche, soste a villaggi e non sono da intendersi come “puri trasferimenti ciechi” da un punto a un altro.
- Clima e abbigliamento: il Tibet, nei mesi precedenti l’estate, ha un clima certamente inaspettato. Nelle annate normali, nei mesi di maggio e giugno, le temperature sono molto miti e gradevoli. Certamente può succedere che allo scavalcamento dei passi e alle quote superiori a 4000 metri i venti possano essere particolarmente freddi, dunque la giacca a vento e, per ogni eventualità, un cambio pesante è sempre consigliato ma in genere un abbigliamento fatto di magliette, maglie, pantaloni di peso medio è sufficiente. Così come le giornate, anche le notti non sono particolarmente fredde. Per la parte nepalese invece l’abbigliamento deve essere senz’altro leggero. Infatti, il Nepal, nella stagione estiva, ha un clima caldo e un po’ umido. T-shirts, pantaloni leggeri o corti, scarpe leggere e una maglia per le serate fresche. Un ombrellino per i possibili temporali della valle di Kathmandu può essere molto utile!
- Scelta degli alberghi: come tutti i viaggiatori sanno, le “stelle” degli alberghi nei Paesi in via di sviluppo sono indicative e non sono rapportabili agli standard europei!
• Gyantse e Tsetang: in queste due località dopo la pandemia sono state aperte due nuove strutture. L’ Hotel di Tsetang è la migliore sistemazione che si trovi nella città ed è stato completamente rinnovato. Oggi questo albergo, nato nell’ 87 all’ inizio del turismo, si presenta come una moderna struttura concepita secondo i canoni architettonici cinesi. L’ albergo di Gyantse è stato inaugurato proprio l’anno seguente la crisi pandemica. Si tratta di una struttura che riprende le linee architettoniche tibetane. La sua forma si adatta bene al contesto urbanistico di Gyantse. Ha una bella vista sulle pareti rocciose del castello che sta al centro del quartiere storico. Nonostante l’albergo sia accogliente e piacevole, abbiamo talvolta riscontrato problemi dovuti alla carenza gestionale.
• Shigatse: la sistemazione è prevista al Chomo Langzom Hotel, un nuovo albergo posizionato in area molto centrale, abbastanza vicino sia all’ ingresso del monastero del Tashilumpo sia al mercato tradizionale. È una struttura tipica della nuova architettura moderna cinese ed è dato come 4 stelle.
• Tingri-Xegar: il Chomolangma Hotel si trova sulla Trans-himalayana a 4250 metri di quota all’incrocio con la strada che porta a Xegar (anche conosciuta come New Tingri). Dagli anni 90 ai giorni nostri è stata l’unica struttura alberghiera accettabile per gli occidentali. Anche questo albergo è stato rinnovato, ma bisogna considerarlo nel contesto in cui si trova. Le camere hanno i servizi, la luce, e l’acqua calda è talvolta erogata solo in certe fasce orarie, normalmente la sera e la notte. È una sistemazione molto utile, ma occorre approcciarla con uno spirito di disponibilità poiché i servizi in quelle aree non possono essere paragonati ai servizi che si potrebbero avere in angoli del mondo più evoluti. Oggigiorno tutti gli alberghi che utilizziamo hanno lenzuola ed asciugamani puliti ma per una maggiore sicurezza o tranquillità psicologica… la regola più semplice da adottare è quella semplice di portare con sé un sacco lenzuolo leggero. In questo modo l’igiene è sempre garantita.
• Fotografia: ricordiamo che in Tibet la fotografia degli interni è quasi ovunque proibita. In alcuni casi, come all'interno del Potala, del Jokhang e del Tashilumpo, vige il divieto rigido e coadiuvato da videocamere di sicurezza, di fotografare o filmare.
- La cucina tibetana tradizionale e antica è sempre stata a base di elementi molto essenziali: burro di yak, farina d’orzo, latte, formaggi, alcune verdure di stagione, carne secca di pecora o di Yak, riso e tè della vicina Cina. Esiste una cucina tradizionale un po’ più elaborata ed è quella della nobiltà tibetana che però risente di un forte influsso della cucina cinese. In tutti gli alberghi e in tutti i ristoranti del Tibet moderno i piatti più diffusi sono quelli tipici della Cina. Da alcuni anni a questa parte esistono anche alcuni ristoranti a conduzione privata con piatti di cucina mista nepalese-cinese. Durante il nostro viaggio alcuni pranzi saranno consumati durante i trasferimenti, saranno dunque pranzi pic-nic. Potremmo dire che molti alberghi risultano carenti sul lato delle colazioni; infatti, mentre presentano diverse portate per la clientela cinese, che è ormai maggioritaria anche in Tibet, per quanto riguarda il gusto occidentale si limitano ad un’offerta piuttosto limitata.
- Borse da viaggio: Consigliamo vivamente l’utilizzo di borsoni o valige semirigide con rotelle. Sconsigliamo l’utilizzo di valige rigide (tipo Samsonite) poiché troppo ingombranti per il volume di carico all’ interno degli autobus locali.
- Mezzi di trasporto: durante questo tipo di viaggio utilizzeremo il pullman privato. Le strade in Tibet sono state, nell’ultimo decennio, rimodernate dal governo cinese e sono strade moderne percorribili da qualsiasi mezzo. Affinché tutti possano avere un viaggio piacevole, è richiesta la disponibilità da parte di ogni partecipante ad effettuare una rotazione giornaliera dei posti.
- Differenze orarie: Italia/Nepal + 3.45, Italia/Tibet (Cina) + 6, Nepal/Tibet (Cina) + 2.15
- Mance: abbiamo già incluso nel prezzo i costi delle mance dovute per il facchinaggio negli alberghi, negli aeroporti e per i trasbordi di confine. Resta a vostro carico l’importo delle mance per gli autisti e le guide. L’importo delle mance, che verrà raccolto dall’accompagnatore Kel 12, si aggira intorno ai 80 euro per persona a seconda del numero dei partecipanti componenti il gruppo.