GRAND TOUR DELLA CALABRIA

ITALIA

  • GRAND TOUR DELLA CALABRIA

    ITALIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 10 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 16  partecipanti
    Partenze
      2024
    • Dal 9  maggio  al 18  maggio  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 13  giugno  al 22  giugno  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 11  luglio  al 20  luglio  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 12  settembre  al 21  settembre  
      Iscrizioni aperte
    • Dal 10  ottobre  al 19  ottobre  
      Iscrizioni aperte

    A PARTIRE DA:  

    2.780€

    Italia

    GRAND TOUR DELLA CALABRIA

    E venne il tempo in cui il Creatore dovette cimentarsi con la Calabria. Era teso in un maschio vigore creativo il Signore, e promise a se stesso di fare un capolavoro.Il nome di Calabria in se stesso ha non poco di romantico e appena è pronunziato, un mondo nuovo si presenta alla nostra mente: torrenti, cave, briganti, fortezze, mari cristallini, tutta la prodigalità dello scenario di montagna. Il paesaggio è l’anima della Calabria, tutto ciò che nei secoli si è tenacemente conservato, con gli uomini e nonostante gli uomini, in uno straordinario equilibrio, quasi simbiotico, da preservare come il più raro dei doni, la più preziosa delle eredità. Una terra che offre un tale interesse promettente ed ispira tanto ancor prima di avervi messo piede.Viaggio in una terra d’altri tempi che stupisce il visitatore con i suoi paesaggi aspri e lussureggianti che dal mare salgono fino all’alta montagna. Il suo territorio ammalia con le sue coste, i suoi deliziosi borghi medievali, le testimonianze preistoriche, greche, romane, bizantine e normanne e il suo popolo, ospitale e generoso, ci farà scoprire le sue antiche tradizioni.

    Itinerario di viaggio

    L’antica capitale bruzia e il suo centro storico medievaleIncontro con gli altri partecipanti e lo staff locale a Lamezia Terme (in aeroporto o nella vicina stazione) e partenza verso l’interno della regione, in direzione della città di Cosenza. A detta di molti la più bella città della Calabria, Cosenza deve gran parte del suo fascino all’ottima Univeristà, che attira giovani talenti da tutta la Calabria e al centro storico di origine medievale, il meglio conservato tra le grandi città della regione. Passeggiando per le sue strade si respira ancora l’atmosfera dei tempi passati. Arroccata tra le montagne e distante dalla costa, l’antica Cosentia, capitale dell’indomito popolo dei bruzi, resistette per secoli ai tentativi di conquista dai greci e venne sottomessa soltanto dai romani. Centro strategico di primaria importanza prima in epoca bizantina e successivamente normanna e angioina, al culmine del suo splendore venne visitata dall’imperatore Federico II per la consacrazione della nuova cattedrale nel 1184. Troveremo ancora tracce del suo passaggio nel corso della visita al centro storico, dove all’interno del Museo Diocesano è conservata la preziosa stauroteca di scuola siciliana che si dice essere stata donata dall’imperatore nel corso della cerimonia sacra. Dopo avere superato il fiume Busento, che separa la città nuova dalla parte antica, passeggeremo per Piazza Tommaso Campanella dove si trova la Chiesa di San Domenico (1448), la cui facciata presenta ancora il rosone e il portale d’ingresso in stile gotico.   Proseguendo per l’animato corso Mazzini giungeremo alla Cattedrale, che conserva intatto il suo stile gotico-cistercense e all’interno il monumento funerario di Isabella d’Aragona (XIII sec.), dove la sovrana ha un’umanissima espressione di sofferenza visibile sul volto. Proseguimento con l’interessante Galleria Nazionale di Palazzo Arnone, allestita all’interno di un maestoso edificio sorto nel Cinquecento nel centro storico della città, e che ospita opere dei maggiori artisti calabresi e napoletani tra 1500 e 1800, inclusi Mattia Preti e Luca Giordano, oltre a Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico, Emilio Greco, Mimmo Rotella. Al termine delle visite trasferimento in hotel per il pernottamento.  Pasti: pranzo libero, cena inclusa. 
    Tra le montagne di Calabria: la Sila e i suoi laghiDopo la prima colazione partenza per un’intera giornata dedicata all’altopiano della Sila, che rende bene l'idea della varietà paesaggistica della regione. Nel giro di poco più di un’ora si raggiungono ampie distese di pini e verdi pascoli. Passeggiata a piedi per visitare i Giganti della Sila, alberi alti fino a 45 metri, dal tronco largo 2 e dall’età straordinaria di 350 anni, testimoni delle antiche selve silane. Un bosco ultracentenario con oltre 60 esemplari di pini larici e aceri montani piantati nel Seicento dai Baroni Mollo, proprietari del vicino Casino, donato al FAI nel 2016. La selva fu sfruttata nei secoli dai pastori per estrarre dai tronchi una resina infiammabile come la pece; era una risorsa preziosa che tra Sei e Settecento fu oggetto di numerosi provvedimenti del governo di Napoli, emessi per limitare le frequenti minacce di abbattimento. L’intervento dell’uomo, oggi, ha il solo scopo di lasciare che la natura faccia il suo corso, e poter così osservare l’evoluzione naturale del bosco offrendo un ambiente spontaneo ad animali che vivono ormai in pochi altri luoghi del Paese. Passeggiare in mezzo a questo prodigio di indubbia spettacolarità suscita meraviglia e ammirazione. Si procede lungo la sponda del lago Cecita, ricco di acqua in ogni stagione. L’ambiente circostante più che al Sud Italia fa pensare alla Svizzera! Passeggiata lungo le sue sponde e tempo a disposizione per visitare l’ex segheria in località Cupone, trasformata oggi in un centro di educazione ambientale con sentieri naturalistici, osservatori faunistici, museo, giardino geologico e un orto che a 1.156 m di altitudine annovera la flora essenziale autoctona del territorio del Parco. Proseguimento per San Giovanni in Fiore, il maggiore centro della Sila, dove visiteremo l’Abbazia Florense costruita tra il 1215 e 1230 da Gioacchino da Fiore, famoso perché contemporaneo di Dante Alighieri che lo cita come “il calavrese abate Giovacchino, di spirito profetico dotato” (Paradiso XII, 140-141). L'interno, da poco restaurato, è in stile romanico-gotico: un’architettura inaspettata in una terra fortemente condizionata dalla presenza bizantina. Pranzo tipico silano. Nel pomeriggio proseguimento per la caratteristica Camigliatello, insieme a Gambarie in Aspromonte il principale centro sciistico della regione, dove avremo modo di visitare la via principale, ricca di negozietti tipici silani. Rientro a Cosenza e pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso. Cena libera.    
    Alle pendici del Pollino: fauna preistorica e la civiltà arbëresh  Dopo la prima colazione lasciamo Cosenza in direzione della vicina Papasidero, un borgo di origine bizantina (il nome sembra derivare da “papas Isidoros”), probabilmente in origine una comunità di monaci basiliani. La piccola cittadina è famosa però per la grotta del Romito, una caverna di epoca preistorica dove nel 1961 furono rinvenute tre sepolture di coppia, le prime mai rinvenute in Europa, e soprattutto il magnifico graffito che raffigura il "Bos primigenius", un toro preistorico di 1,20 metri che sorprende per la precisione anatomica e la cura dei dettagli, e rappresenta una delle  più affascinanti testimonianze dell'arte rupestre dell’Homo Sapiens in Italia, risalente a circa il 10.800 a.C. Ci inoltriamo quindi in direzione dell’entroterra più remoto e meno turistico della regione. E’ proprio allontanandosi dalle due coste, la frequentata tirrenica e la più solitaria e selvaggia jonica, che si può apprezzare l’isolamento culturale di questa terra, che ha permesso ad alcune minoranze etniche di sopravvivere straordinariamente intatte fino ai nostri giorni. Civita, costruita alle pendici dello sperone roccioso noto come Timpone del Castello e circondata da uno spettacolare scenario naturale, è ancora abitata dai discendenti degli albanesi che qui arrivarono nel 1467 al seguito di Giorgio Castriota Skanderbeg ed è ancora oggi uno dei principali centri di cultura arbëresh della Calabria.    La visita del Museo della Cultura Arbëresh ci aiuterà a capire gli antichi usi e costumi delle popolazioni locale, come ad esempio i singolari comignoli delle case del centro storico, che simboleggiano lo status sociale delle famiglie che vi ci abitano. Visita del bel centro storico, dove alcune case sono ancora di tipo “kodra”, così chiamate in memoria dell’artista albanese Ibrahim Kodra che visitando Civita le ritrasse. Queste particolari abitazioni si distinguono dalle altre per la curiosa morfologia che ripropone i tratti di un volto umano, riflesso della distribuzione degli spazi all’interno della casa. Successiva visita alla chiesa di rito greco-bizantino e passeggiata attraverso la cittadina con panorami mozzafiato sulla piana di Sibari e sullo Jonio ma anche sul profondo canyon del Raganello su cui si affaccia il ponte del diavolo, così chiamato per la sua posizione a strapiombo nella spaventosa vallata con il fiume che scorre al suo interno. Pranzo in uno dei ristoranti del piccolo borgo, la cui proposta gastronomica, strettamente legata al territorio e rigorosamente fedele alle risorse naturali locali, diventa filo conduttore per la riscoperta delle tradizioni culinarie arbëreshe, secondo un percorso ben definito che, in un tempo, tende a coniugare gli antichi sapori della terra calabrese e del mondo contadino, con le influenze balcaniche tramandate attraverso la conservazione delle origini etniche del Paese delle Aquile. Proseguimento per Morano Calabro, uno dei “borghi più belli d’Italia”, arroccato in cima a un colle alle pendici del Pollino, imponente serie di bianche cime granitiche che bloccano l’accesso alla Calabria da nord, facendola assomigliare “in realtà di spazio e di tempo, a un’isola non meno che la Sicilia” (Isnardi, 1965). Nel primo pomeriggio passeggiata attraverso il grazioso centro cittadino, e visita della Chiesa di San Bernardino da Siena e della Collegiata della Maddalena. Proseguimento verso il quartiere di San Nicola, visita della fontana pubblica e della Collegiata dei Santi Pietro e Paolo, che custodisce all’interno statue di Pietro Bernini, padre del celebre Gian Lorenzo. Al termine della giornata check-in e pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso, cena libera. 
    Il Codice Purpureo e il tempio dorico di Hera Lacinia Dopo la prima colazione lasciamo il massiccio del Pollino per dirigerci verso la costa jonica, molto più secca e riarsa rispetto alla tirrenica: da qui, la Grecia e l’Oriente sembrano molto vicini. Ci sorprenderemo a Santa Maria del Pàtire, vero e proprio gioiello di architettura normanno-bizantina circondato da una verdissima pineta e da cui lo sguardo spazia sul blu intenso del mar Jonio, prima di raggiungere Rossano. La cittadina prende il nome dalla terra rossa dei dintorni e vide il momento di maggior fama quando Zosimo di Rossano venne eletto papa nel 417 d.C. In epoca bizantina rimase una delle principali roccaforti ortodosse della regione: la cattedrale conserva ancora l’affresco della Vergine Acheiropoieta (in greco: “non dipinta da mani umane”) oltre a frammenti di un mosaico pavimentale di XII sec. simile al mosaico della cattedrale di Otranto. Ma è il codice purpureo a rappresentare il tesoro più importante e sconosciuto di Rossano: un manoscritto greco di VI sec. d.C decorato con splendide miniature, prodotto in Palestina e portato in Calabria da monaci che vi cercavano rifugio. Ultima, dolce tappa della giornata, lo spaccio della fabbrica della liquerizia Amarelli, famosa in tutto il mondo e che proprio a Rossano ha la sua sede. Pranzo.   Nel primo pomeriggio ci recheremo prima a Crotone, città dalla storia millenaria e famosa per la scuola filosofica pitagorica, per la visita del museo archeologico. Qui è conservato il tesoro di Hera Lacinia, rinvenuto pochi anni fa sul vicino Capo Colonna. Tra i preziosi oggetti in bronzo (una barca nuragica, sirene, gorgoni e sfingi) compare anche un diadema d’oro che incoronava probabilmente una statua della dea. Ci recheremo quindi nella vicina Capo Colonna per visitare quanto rimane del tempio dorico di Hera Lacinia, in epoca antica il più famoso della penisola italiana, oramai ridotto a una solitaria colonna che spicca nitida sull’azzurro del mar Jonio. Pernottamento in hotel.  Pasti: colazione in hotel. Pranzo libero. Cena libera. 
    La sconosciuta costa jonica Dopo la prima colazione partenza in direzione della scenografica Le Castella per la visita (dall’esterno) del Castello Aragonese, fortezza costruita su un isolotto in mezzo al mare. Senza ombra di dubbio, è uno dei luoghi più affascinanti della Calabria, un po’ simbolo della regione stessa. Per comprendere il significato del nome usato al plurale anziché al singolare, bisogna considerare che la tradizione popolare riferisce l’esistenza di molti altri castelli ubicati sulle isole prospicienti il litorale e sprofondate negli abissi marini. Visiteremo l'antica fortezza, scelta come set cinematografico per L'Armata Brancaleone e Il Vangelo secondo Matteo.   Successiva visita, nell’entroterra crotonese, di Santa Severina, uno dei Borghi più belli d’Italia. Viene definita la Nave di Pietra in quanto sorge su uno sperone di tufo e domina la vallata del fiume Neto. Piazza Campo, con la Cattedrale di Santa Anastasia e l’annesso battistero bizantino, ne costituisce il cuore, ma è il castello, una delle antiche fortezze militari meglio conservate del meridione d'Italia, a dominare l’intero borgo. Proseguimento per Catanzaro, dove l'arrivo è previsto nel tardo pomeriggio.  e pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso. Cena libera    
     La Costa degli Dei: il Tirreno dal mare color verde smeraldo e il castello di Gioacchino Murat Dopo la prima colazione partenza in direzione della celebre località di Tropea, una perla preziosa nella splendida collezione del turismo internazionale, è anche luogo di antichissime leggende e di storia millenaria. Affascinati dalle viste mozzafiato dei balconi che si affacciano sull’azzurro del mare, avremo del tempo a disposizione per consumare liberamente il pranzo tra le vie del centro, oppure per dedicarci subito alle attività di balneazione. La Calabria è una delle regioni più rinomate per le vacanze mare italiane e questa reputazione è legata in gran parte proprio alle bellissime spiagge di Tropea, un centro di villeggiatura conosciuto in tutto il mondo grazie al mare cristallino che bagna la sua costa, nonché per l’atmosfera caratteristica che ne pervade i vicoli. Visita del centro storico con il duomo normanno che custodisce il dipinto della Madonna Nera di Romania, i palazzi nobiliari, e soprattutto la chiesetta di Santa Maria dell’Isola: da sempre il santuario fa da sfondo alle immagini più ricorrenti del turismo calabrese. La Chiesa, che sorge sull’altura dell’Isola Bella, ospita le statue della Sacra Famiglia, portate in processione in mare ad ogni 15 di agosto. E’ stata comunque ristrutturata diverse volte a causa di eventi catastrofici tra cui il terremoto del 1908, per cui conserva ben poco dell’originale edificio. Le sue origini si fanno risalire al 370 d.C., per mano di una piccola comunità monastica basiliana che lì si era insediata. Ciò fa pensare che la chiesa fosse una delle celle, o piccole chiese, istituite da San Basilio in Calabria. È, comunque, un luogo dal fascino particolare, sia per la forte spiritualità che si respira, sia per la straordinarietà del paesaggio che da quell’alto si gode. Proseguimento per la rinomata località di Pizzo Calabro. La Chiesetta di Piedigrotta è il suo gioiello nascosto. Verso il 1880, un artista locale, Angelo Barone, decise di dedicare la sua vita a quel luogo: ogni giorno, a colpi di piccone, ingrandì una grotta naturale sul mare, riempendo gli ambienti di statue rappresentanti la vita di Gesù e dei Santi. Tempo libero per il pranzo (non incluso) nel pittoresco centro storico, famoso per la produzione del gelato noto come tartufo, e a seguire visita del Castello Murat. La storia del castello è legata alla morte di Gioacchino Murat, Re di Napoli, uomo valoroso, impavido che a Pizzo cercava la vittoria e la riconquista del suo regno e invece vi trovò la mortePasti: colazione in hotel. Pranzo e cena liberi.   
    Il “chilometro più bello d’Italia”, i Bronzi di Riace e la “Venezia del Sud”Dopo la prima colazione proseguimento per Scilla, splendida cittadina di origini antichissime ed avvolte dal mito d’Ulisse. Si erge su un promontorio sovrastato dal Castello dei Ruffo che divide in due parti il centro abitato, da un lato la Marina Grande, con il lungomare e dall’altro il quartiere dei pescatori detto Chianalea, che è caratterizzato dalle strette viuzze, e dalle vicine case che conducono tutte a mare, di cui molte arrivano a lambire le onde del mare. Qui è possibile ammirare un bellissimo panorama, oltre che ai rituali processi dei pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche, e in precisi periodi dell'anno, si dedicano alla pesca del pesce spada, molto importante per la cultura culinaria del posto. Dal belvedere di piazza San Rocco, dal nome dell’omonima chiesa, è possibile scorgere suggestivi panorami, dai colorati tramonti, ai toni cangianti delle acque della Costa Viola, mentre all’orizzonte si intravedono le isole Eolie e l’estremità della Sicilia di Punta Faro. Pranzo in ristorante locale e ripartenza per la famosa città dello Stretto. Situata alle pendici dell'Aspromonte, Reggio Calabria è la città più grande e più antica della regione, oltre che la seconda città più antica d'Italia. Principale porto da cui partono i traghetti per la Sicilia, ospita gli spettacolari Bronzi di Riace. Ci dedicheremo alla visita del suo celeberrimo Museo Archeologico Nazionale, dove sono custoditi, tra gli altri reperti, i famosi Bronzi, originali scultorei greci di straordinaria importanza, che furono rinvenuti, in maniera fortuita, il 16 agosto 1972 nelle acque di Riace. Di seguito, una passeggiata sul più bel chilometro d’Italia, così era definito da Gabriele D’Annunzio il lungomare della città. Le invitanti luci che la sera splendono sulla costa siciliana attraverso lo stretto di Messina sembrano quasi a portata di mano, soprattutto quando si manifesta il raro fenomeno ottico-mitologico della Fata Morgana, durante il quale, di giorno, la costa siciliana sembra distare solo pochi metri, permettendo di distinguere molto bene case, auto e persone. Pernottamento in hotel. Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso. Cena libera.      
    La sconosciuta area grecanica della Calabria e l’aristocratica Gerace Dopo la prima colazione dedicheremo la giornata alla scoperta dei miti, dei tesori artistici e delle bellezze naturali di alcuni dei territori più sconosciuti d’Italia. Cominceremo da Pentedattilo, che sorge in una pittoresca posizione tra le colline che si affacciano sul Mar Ionio e una splendida veduta sulla vicina Sicilia e sull’Etna. Il suo singolare nome deriva dal greco penta daktylos, ovvero cinque dita, dalla caratteristica forma della roccia che lo racchiude e che ricorda una ciclopica mano con cinque dita. Queste cinque sporgenze di rupe arenaria hanno generato diverse leggende che si sono intrecciate con i fatti di un amore tragico e di un efferato massacro, e hanno acquisito nel tempo l’inquietante appellativo di mano del Diavolo. E’ adagiato nel palmo di questa mano che risiede questo paese fantasma, uno dei luoghi più affascinanti dell’Aspromonte. E proprio come accade su ogni mano che si rispetti, specie su quelle che hanno raggiunto una considerevole matura età, ne porta i segni tra le sue strade, tra le sue case, come ancor meglio scrisse di esso Italo Calvino: Il suo passato è scritto nelle vie, in ogni segmento rigato a sua volta da graffi, seghettature, intagli. Il nostro viaggio verso Sud ci condurrà quindi a Staiti. Di origini incerte, si suppone essere nato intorno al 1500 come luogo d'avvistamento facente parte del feudo di Brancaleone allora retto da Geronimo Ruffo. Assunse l'odierna denominazione allorché fu acquistato dalla famiglia Staiti (nome tutt'oggi molto diffuso specialmente nel Messinese) che lo fortificò e lo cedette poi ai principi Carafa di Roccella Jonica che lo tennero presumibilmente fino al 1806 (epoca dell'eversione della feudalità). L'abitato, come consuetudine dei paesi arroccati, segue l'ardua orografia del territorio e si incastona perfettamente su questa roccia che dà una sensazione di precarietà e sicurezza al tempo stesso. Pranzo in ristorante. Quindi sarà la volta di Gerace, uno dei centri più belli e ricchi di storia della Calabria e dell'Italia. Definita città monumentale, oggi monumento nazionale, è considerata una tra le più interessanti cittadine medioevali con le sue caratteristiche viuzze, i palazzi nobiliari e le botteghe artigiane del centro storico, scavate direttamente nella roccia. Di particolare interesse sono la Cattedrale, la chiesa di San Francesco ed i resti del castello normanno. Al termine delle visite proseguimento per Gioiosa Ionica, poco distante. Sistemazione in un bed&breakfast ricavato in un palazzo settecentesco della famiglia Mantegna.Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso. Cena libera.     
    La cittadina dello stoccafisso, il museo-laboratorio di Nik Spatari, e la Cattolica di Stilo  Non lontano da Gioiosa Ionica, eccoci a Mammola, conosciuto come il paese dello stocco. Il merluzzo pescato nel Nord Europa viene accuratamente selezionato: i migliori vengono appesi su impalcature di legno per essiccarli e diventeranno stoccafisso. Mammola è però soprattutto la sede di MUSABA, sul promontorio del Monastero di Santa Barbara, dove, nel 1969, Nik Spatari, pittore, scultore e architetto italiano, ha realizzato un vero e proprio museo-laboratorio d’arte contemporanea. Oggi MUSABA, rappresenta per l’Italia un patrimonio di inestimabile valore artistico-culturale: all’interno è ospitato Il Sogno di Giacobbe, il capolavoro di Spatari. Dopo il pranzo in uno dei ristoranti del piccolo borgo, partenza alla volta di Stilo, patria del filosofo Tommaso Campanella e definita anche la città del sole. La posizione su cui sorge è già di per sé un grande spettacolo: l'antico borgo è, infatti, disposto a gradinate sulla pietra tufacea, sopra un pendio a ulivi e viti, sicuramente lontano dall'originario aspetto orientale, del X secolo, quando la città era il principale centro bizantino della Calabria meridionale. Di particolare pregio storico e culturale è la famosa Cattolica, la chiesa bizantina più antica della Calabria, risalente al IX secolo. splendido gioiello di architettura bizantina eretto su un colle isolato: st trattava della chiesa principale di un antico monastero i cui monaci vivevano come eremiti nelle grotte dei dintorni. Il piccolo monumento è così importante, che compare a pagina 9 del passaporto italiano! Pernottamento in hotel.Pasti: colazione in hotel. Pranzo incluso. Cena libera.    
    Badolato, cittadina dell’accoglienza, e la città romana di Scolacium Partenza di prima mattina per il piccolo centro storico di Badolato che ci presenta un meraviglioso caso di accoglienza e integrazione. Nell’anno 1997, sulle coste joniche calabresi, si verificò lo sbarco di circa 800 profughi curdi in fuga dall’Iraq e l’allora sindaco della cittadina si dichiarò disposto ad ospitare nel suo comune una gran parte di queste persone, inizialmente mosso soprattutto da una spinta umanitaria. Tra abitanti ed ospiti il sodalizio crebbe di giorno in giorno. Carrette del mare portarono altri disperati sulla costa e Badolato accettò i nuovi arrivati, inserendoli all’interno di un programma denominato O focularu, the home project, premiato da Kofi Annan. Ma Badolato ancora oggi è soprattutto un bellissimo borgo, situato in una posizione strategica e con un suggestivo impianto urbanistico bizantino, dove artisti provenienti da tutto il mondo scelgono di vivere e lavorare. Partenza quindi in direzione di Roccelletta di Borgia, luogo dove un tempo sorgeva la città greco-romana di Scolacium. Sito pochissimo noto al di fuori della Calabria, sorprende per le sue strade lastricate, il foro, il teatro, e soprattutto numerose statue in marmo di epoca augustea rappresentanti membri della famiglia imperiale conservate nell’eccellente museo dell’antica città. Il pranzo è previsto a Catanzaro, dove, tempo a disposizione permettendo, visiteremo il Parco Internazionale della Scultura, divenuto negli anni una sorta di museo all’aria aperta che accoglie sculture create appositamente da artisti di fama internazionale. Al termine, trasferimento all’aeroporto di Lamezia Terme o alla Stazione di Lamezia Terme, si consigliano un treno o un aereo in partenza intorno alle ore 19.00.Pasti: colazione in hotel. Pranzo libero. 

    Perché con noi

    • Un tour completo della Calabria: jonica, tirrenica e dell'interno
    • I paesi arbëresh alla base del Pollino e grecanici alle pendici dell'Aspromonte
    • visita al Musaba, un'esplosione di arte e colori a Mammola
    • visita al borgo incantato di Gerace
    • il viaggio sarà in compagnia di un nostro Esperto

    I nostri esperti

    Esperto Kel 12

    Dal 9  maggio  2024 al 18  maggio  2024

    Dal 13  giugno  2024 al 22  giugno  2024

    Dal 11  luglio  2024 al 20  luglio  2024

    Dal 12  settembre  2024 al 21  settembre  2024

    Dal 10  ottobre  2024 al 19  ottobre  2024

    Approfondimenti di viaggio

    L’itinerario prevede spostamenti a piedi e passeggiate che non richiedono particolare allenamento, ma occorre tener presente la particolare morfologia del territorio. Suggeriamo di scegliere un volo che permetta di arrivare a Lamezia Terme entro le ore 12.00. Al rientro a Lamezia Terme, il 10° giorno è preferibile prenotare un volo che parta dopo le ore 18.00 Gli hotel menzionati potrebbero variare pur mantenendo lo stesso standard di servizi. Consigliamo di prevedere circa [...]