• GRAND TOUR, PARTE III: DA ROMA A BARI

    ITALIA

  • GRAND TOUR, PARTE III: DA ROMA A BARI

    ITALIA

    Land Expedition with expert

    Durata 10 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 10 MASSIMO 16  PARTECIPANTI
    Partenze

      2021

    • Dal 12  settembre  al 21  settembre  

    A PARTIRE DA:  

    2.550€

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    Italia

    GRAND TOUR, PARTE III: DA ROMA A BARI

    Come in un volo a bassa quota su un aliante silenzioso che sorvola l’Italia, ecco alcune tappe della prima parte del Grand Tour.

    A Roma, dove inizia la terza parte del Grand Tour, sono state scelte mete alternative a quelle classiche e da tutti frequentate. La Necropoli Vaticana, Il Museo Dell’ara Pacis, un luogo dedicato alla pace tra terre e popoli, Il Mausoleo Di Augusto, la tomba antica più grande dell’umanità dopo le piramidi, le Case Romane del Celio e la Basilica Dei Quattro Santi Coronati, con affreschi in stile bizantino e gotico. Nel Museo della Centrale Montemartini, la prima di Roma a produrre energia elettrica, l’arte classica è perfettamente inserita tra i macchinari originali dell’impianto. L’idea di unire archeologia classica e industriale, così contrastanti, nacque come esperimento, come proposta di un modo nuovo di allestire e si è trasformata in un successo.

    Da Roma a Napoli. Un giro a piedi nella città nascosta, popolare e animata, il Rione Sanità, nei luoghi che ricordano la vita e le tele di Caravaggio e in quella sotterranea che conserva, stratificate, le catacombe di San Gennaro, un vero, grande luogo di culto costruito sotto la città. Lasciare la terra ferma per un’isola, è un viaggio nel viaggio. Dal Golfo di Napoli verso le isole Flegree, Ischia terra di acque termali terapeutiche e fumarole, luogo di ispirazione e scelta per vivere da molti artisti, scrittori e registi nell’800 e nel 900, e Procida, eletta capitale della cultura 2022 per il progetto “Procida, la cultura non Isola”. L’isola è terra che crea legami con altre terre.

    Dalle isole a Benevento per un viaggio nella pace dell’hortus Conclusus installato da Domenico Palladino negli orti del convento di San Domenico. Qui hanno origine gli exsultet, i lunghi rotoli dei canti liturgici che fanno pensare ai papiri dell’antichità e ai rotoli manoscritti della chiesa greco-ortodossa. Nel museo della Concattedrale di Troia, in terra pugliese, ne sono conservati tre dei trentuno esistenti. Il Museo Diocesano di Ascoli Satriano conserva i marmi policromi e gli straordinari grifoni che, dopo essere passati per tante mani di mercanti d’arte, arrivarono al Getty Museum di Los Angeles. Nel 2007 restituiti all’Italia. Raggiungiamo poi Bari, punto di arrivo e di partenza della parte finale del Grand Tour.

    ITINERARIO

    Arrivo individuale a Roma, sistemazione in hotel e incontro con il Tour Leader. Briefing del viaggio, cena libera e pernottamento.
    Dopo la prima colazione, salutiamo chi termina il nostro viaggio e che era partito da Milano, e proseguiamo il Grand Tour con chi arrivato la sera precedente con la visita alla “città eterna”.Con i mezzi pubblici del trasporto urbano capitolino, oppure, se le condizioni atmosferiche lo permettono, con una bella passeggiata, raggiungeremo lo Stato del Vaticano. Visita della Necropoli Vaticana, un importante sito archeologico sotterraneo formato da numerosi mausolei in laterizio disposti lungo una via funeraria. È qui che custodita quella che si ritiene essere l’originale tomba dell’apostolo Pietro. Al termine, ci dirigiamo a San Luigi dei Francesi, dove sono custoditi autentici capolavori pittorici del XVII secolo: Domenichino, Guido Reni ma, soprattutto, il Martirio di San Matteo, San Matteo e l'angelo e Vocazione di san Matteo di Caravaggio. Pranzo libero in zona Campo de Fiori.Nel pomeriggio raggiungeremo il Lungotevere Augusta, all’altezza di Ponte Cavour. Qui si trova il complesso dedicato a Ottaviano Augusto, fondatore di un regime politico che governerà per secoli buona parte dell’Europa e il bacino del Mediterraneo. Il museo archeologico dell’Ara Pacis, progettato da Richard Meier, ospita l'altare monumentale del I secolo a.C. dedicato alla dea romana della Pace e consacrato alla celebrazione delle vittorie, simboleggiando la prosperità raggiunta come risultato della Pax Romana. La piazza ospita anche il Mausoleo di Augusto, il sepolcro dell’imperatore fatto costruire nel 28 a.C., recentemente restaurato e da poco riaperto al pubblico.  ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: VISITA IN ESCLUSIVA A VILLA FARNESINA  Cena di benvenuto in ristorante locale, rientro in hotel e pernottamento.
    Iniziamo la seconda giornata di visite dedicata a Roma. Nei pressi del Colosseo, proprio sotto la chiesa dei Santi Giovanni e Paolo, si trova un complesso di grande fascino: le Case Romane del Celio. Vi si accede dal Clivo di Scauro, l’antico asse stradale che attraversava il Celio, uno dei quartieri residenziali della città antica. I vasti ambienti affrescati, in origine botteghe e magazzini di un edifico popolare a più piani (insula), furono infatti trasformati nel corso del III sec. d.C. in un’elegante domus. Un percorso che racchiude oltre quattro secoli di storia e testimonia il passaggio e la convivenza tra paganesimo e cristianesimo. Al termine, con una breve passeggiata in uno dei quartieri più suggestivi della città, dove visitiamo la Chiesa di Santo Stefano Rotondo, raggiungeremo il complesso fortificato dei Santi Quattro Coronati. Dal portico del primo cortile è possibile accedere all’Oratorio di San Silvestro, che custodisce un raro ciclo pittorico, realizzato allo scopo propagandistico di riconoscere la supremazia del Papato sull’Impero, attraverso la narrazione visiva della cosiddetta donazione di Costantino. Un clamoroso falso storico. Poco distante, si trova anche la Basilica di San Clemente, edificata nel XII secolo sopra una basilica romana più antica, al quale si aggiunge un terzo livello risalente all’epoca post-neroniana ed un quarto al periodo precedente. Tempo a disposizione per il pranzo e trasferimento in metropolitana nel quartiere della Piramide Cestia, dove si trova la Centrale Montemartini, fondata nel 1912 per illuminare le strade di Roma con le prime luci elettriche. Dopo una completa ristrutturazione, un’intera area dell’impianto è stata trasformata in centro multimediale e nello spazio espositivo più originale di Roma, dove è possibile visitare la mostra archeologica permanente le Macchine e gli Dei. Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.   
    Comincia il nostro viaggio itinerante. Dopo colazione, ci rechiamo presso la stazione Termini dove prenderemo il treno alta velocità diretto a Napoli. L’arrivo sotto il Vesuvio è previsto dopo circa un’ora. I bagagli verranno trasportati direttamente in hotel, mentre noi in compagnia dell’esperta Francesca Anghileri, andremo direttamente alla scoperta della città. Per gli spostamenti non abbiamo volutamente previsto un pulmino ad hoc, per poter vivere la città al meglio secondo i suoi tempi, a piedi o con i mezzi pubblici, senza fretta e in maniera più sostenibile.Ci rechiamo quindi al Cimitero delle Fontanelle. Un ossario impressionante, gigantesco, in parte macabro, noto perché quì si svolgeva il rito delle "anime pezzentelle", ossia l'adozione e la cura da parte di un napoletano di un determinato cranio di un'anima abbandonata (detta appunto “capuzzella)” in cambio di protezione.Ogni angolo, ogni corridoio del Cimitero delle Fontanelle è ricco di storia, aneddoti, leggende e curiosità che aspettano solo di essere ascoltate; la particolarità della visita, infatti, non è tanto in ciò che si vede: ma in ciò che sente. Storie, aneddoti, curiosità che riguardano la vita – e la morte – di persone forse sconosciute, ma che rappresentano fedelmente la storia, il carattere, l’essenza della città e dei suoi abitanti. Napoli è una città bellissima, ma il suo vero fascino sta in quello che trasmette.Ci troviamo nel rione Sanità, un quartiere della città che non nasconde le sue problematiche sociali ma anche le occasioni di riscatto. Uno spaccato di Napoli dove la città sprigiona un’energia particolare, forte, con un legame profondo anche con la morte. Dal Cimitero delle fontanelle, infatti, ci avventureremo lungo via Sanità, potremo ammirare anche la casa dell’architetto Ferdinando Sanfelice, splendido edificio che porta il suo nome, dove il tempo sembra essersi fermato. A seconda dell’orario, pranzo libero prima o dopo la visita successiva: le Catacombe di San Gennaro. Ci soffermiamo ancora su questo aspetto della città: il mondo sottoterra è il luogo degli antenati non solo in termini di resti archeologici. A Napoli, “sottoterra” è soprattutto il luogo di sepoltura dei propri cari e d'incontro con le loro anime. Così come i resti si affacciano nella città, anche le anime sono abitanti a tutti gli effetti; si può dire che il rapporto con l’aldilà fa parte del quotidiano.Il nucleo originario delle Catacombe risale al II secolo d.C. Si tratta, probabilmente, del sepolcro di una famiglia gentilizia che poi donò gli spazi alla comunità cristiana. L'ampliamento iniziò nel IV secolo d.C. in seguito alla deposizione delle spoglie di Sant'Agrippino, primo patrono di Napoli, nella basilica ipogea a lui dedicata. Un'unica navata scavata nel tufo, che conserva ancora una sedia vescovile ricavata nella roccia e l'altare con un'apertura, in cui i fedeli potevano vedere e toccare la tomba del santo. Da un'omelia dell'VIII sec. e da un passo del Chronicon dei vescovi di Napoli risulta che la tomba di San Gennaro era in un cubiculum, identificato proprio al di sotto della basilica dei vescovi.A partire dalla tomba sono scaturite le modifiche al livello superiore, con la realizzazione di un ambiente riservato alla sepoltura dei vescovi e di basiliche, spazi più ampi rispetto alle altre cappelle riservate a defunti comuni.Al termine della visita “scendiamo” in centro e raggiungiamo l’hotel. Il pomeriggio è libero per un po’ di relax o per la prosecuzione delle visite in compagnia dell’esperto. Cena libera e pernottamento.
    Prima colazione in hotel e trasferimento al porto. Partiamo per l’arcipelago napoletano. Una destinazione forse inusuale per i nostri viaggi, ma coerente con l’identità profondamente legata al mare e al Mediterraneo del nostro Paese. E, soprattutto, perché sia Procida che Ischia, oltre alle spiagge turistiche e ai centri termali, offrono sia un antico e profondo patrimonio culturale, sia aree e bellezze naturali spesso trascurate.Eccoci quindi a Procida, dopo circa un’ora di aliscafo o traghetto. Di origine vulcanica, formata principalmente da tufo giallo e grigio, deve il suo nome probabilmente dal termine romano Prochyta, prossima a Cuma (città della terraferma), o dal greco pròkeita, colei “che giace”, per il suo profilo visto dal mare. “Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, né un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch'è il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell'acqua”. È con queste parole della scrittrice Elsa Morante, con il suo “L’isola di Arturo”, che iniziamo a inoltrarci tra le viuzze di Marina Grande fino a raggiungere le due contrade forse più caratteristiche: Terra Murata, la più antica, e Corricella, un borgo di pescatori la cui policromia delle case ricorda vagamente quelle di Murano, tutte diverse, forse per segnalare anche a distanza ai pescatori la propria abitazione. Procida sarà nel 2022 la Capitale Italiana della Cultura, scelta soprattutto per i progetti messi in atto sull’”onda” del tema che “la cultura non isola”. Dopo il pranzo il ristorante locale e un po’ di tempo libero, ci verrà a prendere un motoscafo privato che ci porterà ad Ischia. Non prima di aver circumnavigato Procida e Vivara, la piccola isola riserva naturale collegata con un ponte. Sicuramente dal mare il panorama dà il meglio si sé: Il Golfo di Napoli, la Costiera, le isole Flegree ed il Vesuvio in lontananza. Quando il sole inizierà a scendere, abbiamo previsto un aperitivo a bordo.All’arrivo a Ischia, trasferimento e sistemazione in hotel. Cena libera e pernottamento.
    Prima colazione e partenza con trasporto locale per Ischia Ponte, il principale centro e porto dell’isola, dove iniziamo la giornata con la visita dell’iconico Castello Aragonese. La fortificazione sorge su un’isola tidale, ovvero collegata alla terra principale attraverso un tombolo – un corridoio che si immerge con le maree – alta 113 metri. Geologicamente si tratta di una bolla di magma, che si è consolidata. Castrum Gironis era il nome della prima fortificazione eretta nel 474 a.C., ampliata poi dai romani, e che venne completamente modificata e ampliata nell’aspetto odierno dagli Aragonesi a metà del XV secolo. Dopo una storia centenaria che ci accompagnerà nella visita dei diversi ambienti, oggi il Castello è gestito da privati. Al termine della visita ci trasferiamo, attraverso panorami spettacolari, a Borgo Sant’Angelo, un caratteristico borgo di pescatori pedonale dove pranzare liberamente.Nel pomeriggio, per chi desidera è possibile rientrare in hotel e dedicare il resto della giornata al relax e al tempo libero, in alternativa al trekking.  ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: TREKKING IN COMPAGNIA DI UNA GUIDA AMBIENTALE E APERITIVO AL TRAMONTO   Cena libera e pernottamento in hotel.
    Lasciamo Ischia per tornare in terraferma. Trasferimento dopo colazione al porto e partenza in aliscafo o traghetto per Napoli. Dopo circa un’ora e mezza arriviamo al molo Beverello, di fronte al Maschio Angioino che si erge in tutta la sua possenza. Da qui saliremo su un pulmino privato a nostra disposizione, che ci accompagnerà nei prossimi giorni nel nostro viaggio attraverso la Campania e l’antica Daunia, fino a Bari.Dopo circa un’ora e mezza arriviamo a Benevento. Una città sicuramente fuori dalle rotte turistiche e che di rado vede “forestieri”: ci piace proprio per questo e per il fatto che in realtà la sua storia, certo all’ombra di quella napoletana, è ricca e interessante e sicuramente in grado di sorprenderci. Alcune leggende e testimonianze raccontano che la città fu fondata, come Roma, da un altro superstite della guerra di Troia, ma sul versante opposto. Si tratta dell’eroe acheo Diomede, re di Argo, che, nell’Iliade, affronta in duello proprio Enea. Dopo la presa della città, il ritorno nella sua città natale non fu certo felice: il suo nome era stato dimenticato da sua moglie e dall’intero popolo; nessuno lo riconobbe per mano di Afrodite, così decise di ripartire. E le sue gesta lo portano a diventare un eroe della civilizzazione: dalla Daunia alle Isole Tremiti, da Pola fino alla foce del Timavo (a pochi chilometri da Miramare, dove abbiamo fatto tappa nei primi giorni del Grand Tour) fondò città e colonie, tra cui Benevento. Il cui nome però resta indissolubilmente legato a quello precedente e contrario: Maleventum. La città, infatti, si sviluppo sotto i Sanniti e i romani la associarono alle celebri Forche Caudine, dove nel 321 a.C. furono presi d’imboscata. Nel 275 i romani batterono Pirro, venuto in Italia con i suoi elefanti a supporto dei Sanniti, e conquistarono la città. Il nome malaugurante fu quindi sostituito con l’attuale certamente più benevolo e il benessere si diffuse grazie all’agricoltura, alla pastorizia e alle vie Appia e Traiana che portano alla crescita delle attività commerciali. Benevento è anche famosa per le streghe, la cui leggenda si sviluppò soprattutto dopo la conversione dei Longobardi al cristianesimo. La leggenda narra che appena fu abbattuto l’albero di noce attorno al quale si consumavano i riti pagani a Benevento, ne uscì una vipera, simbolo del legame satanico. Non tutti rinunciarono a praticare i riti pagani, così avvenivano di notte, di nascosto fuori le mura, tra fuochi e grida. Secondo la tradizione le tipologie di streghe a Benevento sono tre: le Zoccolare, che di notte si aggiravano per i vicoli facendo riecheggiare i loro zoccoli e assaltando i passanti; le Janare, le donne nate nella notte di Natale che non avevano ricevuto correttamente la cresima, che avevano la capacità di diventare incorporee e di volare; infine, le Manolonga, donne senza pace precipitate in vita in un pozzo e che si divertono a far precipitare chi va a prendere l’acqua. E, a proposito, tra le eccellenze della cultura enogastronomica beneventana c’è il famoso “Amaro Strega”, prodotto dal 1860 e composto da una settantina di erbe, tra cui menta e finocchietto. Molto interessante anche il Museo dedicato, che visiteremo. Pranzo libero in corso di visite.Simbolo della città è poi l’Arco di Traiano, edificato per l’apertura dell’omonima via; ad un solo fornice e costruito in pietra calcarea e marmo, presenta delle ricchissime decorazioni scultoree.Visiteremo anche il Teatro romano e la Chiesa di Santa Sofia, patrimonio Unesco legato al sito denominato “Longobardi in Italia: i luoghi del potere.”Ma Benevento non è solo storia antica. Nel Convento di San Domenico, infatti, si cela una vera chicca artistica contemporanea: l’Hortus Conclusus di Mimmo Paladino. ?     GRAND TOUR EXPERIENCE: VISITA ALL’HORTUS CONCLUSUS DI MIMMO PALADINOEsponente della Transavanguardia italiana, il maestro Mimmo Paladino nacque a Paludi, in provincia di Benevento, nel 1948. Formatosi in un Sud Italia già ricco di contaminazioni culturali, trovò nell’arte primitiva e tribale del Sud America la sua principale fonte di ispirazione. L’Hortus Conclusus, letteralmente giardino chiuso, è un’installazione permanente realizzata nel 1992 in uno degli orti del Convento di San Domenico, a Benevento. Non appena si varca l’ingresso, la sensazione è quella di trovarsi al principio di un percorso iniziatico in cui i mistici, attraverso la contemplazione, possono avvicinarsi a Dio. Per raggiungere questo obiettivo, il giardino si divide in due parti: una più arborea in cui l’artista si è avvalso di numerose specie vegetali simboliche, e l’altra più luminosa, che accoglie la maggioranza delle sculture atte a ripercorrere la storia della città. Notevoli sono richiami ai Sanniti, come il celebre Cavallo di bronzo che si erge sul muro di cinta oppure gli Elmi disseminati nello spazio, ma anche ai Romani e ai Longobardi. Si ha l’impressione di trovarsi in un luogo magico e misterioso, ideato da civiltà mitiche. Al termine delle visite, sistemazioni in Hotel. Cena in hotel o ristorante locale e pernottamento.
    Prima colazione e partenza per la Puglia. Dedichiamo i prossimi due giorni alla scoperta della Puglia interna, nord-occidentale; forse l’ultimo angolo di Puglia non turistico, intriso di storia antica. La Daunia. Si apre dal Gargano al Vulture, dal Golfo di Manfredonia ai Monti Dauni: è una regione storico – geografica di origine pre-romana. Vicina ma lontana dalla Puglia che tutti abbiamo in mente.La prima tappa è Troia, un borgo medioevale dove emerge la monumentale cattedrale dedicata a Santa Maria.  ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO FABRIZIO CRUSCOLa piccola cittadina della provincia di Foggia porta il nome del sito nel quale si combatté la famosa guerra narrata da Omero nell’Iliade. Con un patrimonio artistico molto ricco e variegato, ha nella sua Cattedrale dedicata alla Beata Maria Vergine Assunta in Cielo il suo indiscusso capolavoro. Costruita tra il 1093 e il 1125, secondo lo stile romanico pugliese, l’edificio è celebre non tanto per le sue proporzioni, quanto per l’armonia con cui in esso si fondono elementi bizantini, romanici e islamici. Nella superba facciata, scandita da sei arcate cieche separate da lesene, è il rosone a undici raggi del XIII secolo a rappresentare un esempio eccelso di tecnica scultorea e di un raffinato lavoro di traforo, bilanciando la compattezza della parte bassa. Apparentemente, a causa del numero dispari delle colonnine, sembra asimmetrico, ma non si tratta di una scelta casuale, piuttosto di una voluta connotazione simbolica: rappresenta il numero degli apostoli, senza considerare Giuda Iscariota, poggiano su un cerchio di pietra lavorata a squame, ossia una decorazione che riporta alla mente un serpente che si morde la coda, simbolo di eternità, morte e resurrezione. Ad Orsara di Puglia dove visiteremo il complesso abbaziale sorto attorno alla Grotta di San Michele e composto dalla chiesa dell'Annunziata e il nuovo museo lapideo. Al termine passeggiata nel borgo medievale e pranzo libero.Nel pomeriggio ci rechiamo a Bovino, che in passato aveva un ruolo strategico nei collegamenti tra Adriatico e Tirreno. Fa parte dei club dei “Borghi più belli d'Italia” e dal 2013 è Bandiera Arancione. Imperdibile è una passeggiata nei vicoli tortuosi e stretti del centro storico e durante il percorso si visiteranno la cattedrale dell'Assunta risalente al XI e XII Secolo, l’antica chiesa di San Pietro ed il castello ducale.Sistemazione in hotel, cena in hotel o in ristorante locale e pernottamento.
    Prima colazione e a poca distanza raggiungiamo Ascoli Satriano, un piccolo paesino sulle colline pre-appenniniche dove visitiamo il Museo Civico Diocesano, vero gioiello nascosto. ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO FABRIZIO CRUSCODopo un lungo periodo di clandestinità a Los Angeles, il Trapezophoros, un sostegno per mensa con due grifi che azzannano un cervo, e gli altri antichi vasi marmorei dipinti sono di nuovo ad Ascoli Satriano, la terra da cui furono illegalmente trafugati. Tra il 1976 e 1977 furono effettuati scavi clandestini da alcuni tombaroli locali, che, in una ricca tomba verosimilmente a camera, recuperarono numerosi reperti, successivamente smembrati. Alcuni materiali vennero intercettati, sequestrati dalla Guardia di Finanza e conservati in casse nei magazzini della Soprintendenza a Foggia, dove se ne persero le tracce, in attesa del processo. I pezzi più pregiati, tra i quali anche il Podanipter, un magnifico bacino rituale, al cui interno è raffigurata la scena del trasporto delle armi che Efesto ha forgiato per Achille su richiesta della madre Teti, furono venduti dapprima ad un mercante d’arte italiano, per poi passare nelle mani di un trafficante internazionale fino ad essere venduti ancora una volta nel 1985 al J. Paul Getty Museum di Malibù in California. In seguito, grazie alla confessione di Savino Berardi, uno dei tombaroli, è stato possibile individuare in Ascoli Satriano il luogo esatto di provenienza dei reperti e soprattutto ricordarsi dell'esistenza dell’altro materiale che gli fu sequestrato all'epoca, da mettere in relazione con i pezzi più pregiati conservati nel museo americano. Dopo anni di intensa e proficua attività investigativa e lunghe trattative condotte dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, i reperti sono stati restituiti all’Italia nell’agosto del 2007, riuscendo finalmente a ricomporre questo patrimonio di straordinaria bellezza artistica ed importanza culturale. Proseguiamo poi per Melfi, in Basilicata. La cittadina, conosciuta alle cronache più per il suo polo industriale, ha una storia millenaria e la testimonianza della sua gloria passata sta tutta nel Castello, edificato dai Normanni, dove Federico II promulgò le Costituzioni di Melfi, un insieme di norme che regolavano la vita nel Regno di Sicilia. Pranzo libero in corso di viaggio.Venosa si trova a circa mezz’ora da Melfi e sorge nel mezzo di una landa brulla e inospitale. Forse è proprio questo il suo valore aggiunto: il suo cuore pulsante di vita colpisce in un contesto così insolito. Venosa, famosa per essere la città natale del celebre poeta latino Orazio Flacco, è straordinariamente ricca di monumenti e di strutture architettoniche romane che testimoniano l’influenza del grande poeta. Tra i siti di maggiore interesse, troviamo l’Abbazia della Trinità, la Chiesa Antica, l’Incompiuta, la casa di Orazio, il Parco archeologico con l’Anfiteatro, le Terme romane, le Domus, il Castello.Al termine delle visite torniamo in Puglia, raggiungendo l’ultima tappa della terza parte del Grand Tour: Bari. Sistemazione in hotel, cena inclusa in ristorante locale e pernottamento.
    Prima colazione e giornata di arrivi e arrivederci tra chi termina la terza parte del Grand Tour e chi lo inizia proprio oggi, per proseguire fino a Palermo.Per chi la mattina deve partire, possibilità di organizzare il trasferimento in stazione o in aeroporto per il rientro. Per chi arriva a Bari, check-in in hotel a partire dal primo pomeriggio e resto della giornata a disposizione per un giro nel centro storico pugliese in compagnia dell’esperto. ?      LA PAROLA ALL’ESPERTO FABRIZIO CRUSCOLa città vecchia di Bari non ha mai perso il gusto della sua sapida cucina, trasmessa di generazione in generazione e custodita gelosamente fra le mura domestiche. Tuttavia è la sua gastronomia all’aperto, peculiarità tra l’altro di tutta l’Italia meridionale, che qui diviene vera e propria essenza identitaria della sua popolazione. È quello che accade a pochi passi dal Castello Normanno-Svevo, nella Strada Arco Basso, oramai ribattezzata la strada delle orecchiette. In un’atmosfera senza tempo, le massaie, sedute sull’uscio delle loro case, impastano e lavorano semola di grano e acqua, rigorosamente senza sale: i loro gesti rapidi e precisi, spesso senza che gli occhi seguano il movimento delle mani, danno prova di una incredibile maestria, oramai conosciuta in tutto il mondo. La squisita pasta fresca, sia nella sua variante classica che in grano arso, integrale o gigante, è messa poi a seccare sui banchi di legno e quindi in semplici sacchetti di plastica a disposizione di quei turisti che vogliono portare a casa quei momenti di pura artigianalità. Cena di benvenuto al ristorante e pernottamento in hotel.

    Perchè con Kel12?

    - E' LA TERZA PARTE DEL GRAND TOUR, UN VIAGGIO NUOVO, PARTECIPATO E SIMBOLO DELLA RINASCITA ITALIANA - DALLA NECROPOLI VATICANA A VILLA FARNESINA FINO ALLE CASE ROMANE DEL CELIO: VISITIAMO LA ROMA MENO NOTA - INCLUDIAMO DUE ISOLE: PROCIDA, CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2022, E ISCHIA LUNGO I SENTIERI MENO BATTUTI - ANDREMO ALLA SCOPERTA DI BENEVENTO, DALLA CITTA' ROMANA AL MUSEO STREGA E FINO ALL'HORTUS CONCLUSUS DI MIMMO PALADINO - ESPLORIAMO LA DAUNIA, LA PUGLIA ANCORA SCONOSCIUTA, CON I SUOI TESORI  

    I nostri esperti

    FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI

    Dal 12  settembre  2021 al 21  settembre  2021

    Approfondimenti di viaggio

    IL PROGETTO GRAND TOUR – COS’E’ Il Grand Tour targato Kel 12 National Geographic Expeditions è un grande viaggio attraverso l’Italia fatto di singoli viaggi, esperienze, incontri ed avente l’obiettivo di rilanciare il turismo nel nostro Paese, riconnettere la comunità dei viaggiatori con il territorio, promuovere la cultura e le tradizioni locali e veicolare un messaggio di speranza e di sostenibilità ambientale. ? ?Un grande viaggio in Italia, da nord a sud, alla [...]