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  • I LUOGHI SCONOSCIUTI DELLA MITTELEUROPA: DA BUDAPEST AI MONTI TATRA

    REPUBBLICA SLOVACCA UNGHERIA

  • I LUOGHI SCONOSCIUTI DELLA MITTELEUROPA: DA BUDAPEST AI MONTI TATRA

    REPUBBLICA SLOVACCA UNGHERIA

    Viaggi con Esperto

    Durata 9 GIORNI
    Partecipanti MINIMO 8 MASSIMO 14  PARTECIPANTI
    Partenze

      2021

    • Dal 19  giugno  al 27  giugno  
    • Dal 7  agosto  al 15  agosto  
    • Dal 25  settembre  al 3  ottobre  

    A PARTIRE DA:  

    2.400€

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    Ungheria - Repubblica Slovacca

    I LUOGHI SCONOSCIUTI DELLA MITTELEUROPA: DA BUDAPEST AI MONTI TATRA

    La Mitteleuropa è un luogo evocativo, a tratti nostalgico, che si identifica nell’ambiente e nella tradizione culturale dell’Impero Asburgico al suo tramonto. Già la sua definizione, oltre che imprecisa, ha un’anima poetica. D’altronde così tanti movimenti culturali, artistici e sociali che hanno plasmato l’Europa hanno avuto origine tra Berlino, Vienna, Praga, Budapest, Trieste a cavallo tra il XIX e il XX secolo, che anche lo spazio geografico è impregnato da un’aurea che non rispecchia solo i confini geopolitici. In quegli anni la Mitteleuropa non era certo solo l’“Europa di mezzo”. Ma ne era il centro, il cuore pulsante. E si può dire, prendendo il prestito le parole di Claudio Magris, che “l’elemento unificante sovrannazionale che poteva essere sentito come qualcosa di comune nei diversi Paesi dell’Europa Centrale era la simbiosi ebraico-tedesca.” Tornando ad oggi, la Mitteleuropa si incontra spesso nei menù dei ristoranti che da Gorizia portano a Leopoli. Ma resta un concetto sfuggente, affidato ai libri di Storia e mai così distante dal nostro sentire tipicamente mediterraneo: la Mitteleuropa, oggi, è più simile ad un ippocampo sfuggente, tra echi e misteri, che ci porta indietro nel tempo e, soprattutto, alla scoperta di territori spesso trascurati dal turismo tradizionale: la puszta ungherese, il “deserto verde” dell’Ungheria; le grotte spettacolari del Parco di Aggtelek; i leggendari Monti Tatra, tra paesini e laghi azzurri incastonati tra le vette rocciose. Vi è un mondo di una bellezza travolgente che si nasconde a pochi passi da Budapest, entrata nell’Olimpo del turismo di massa, e da Bratislava, la capitale slovacca cui giungeremo alla fine. Ed è proprio lì che questo viaggio vuole portarvi. Nei luoghi sconosciuti della Mitteleuropa.

    ITINERARIO

    Arrivo libero a Budapest e ritrovo in hotel nel tardo pomeriggio con il nostro Esperto della destinazione.Briefing del viaggio e prima cena di benvenuto in ristorante locale. Rientro in hotel e pernottamento.
    “Budapest è la più bella città del Danubio; una sapiente auto-messinscena, come Vienna, ma con una robusta sostanza e una vitalità sconosciute alla rivale austriaca. Budapest dà la sensazione fisica della capitale, con una signorilità e un'imponenza da città protagonista della storia”.È con queste parole di Claudio Magris che dopo colazione ci appresteremo alla visita della città. O meglio, delle tre città che un tempo si affacciavano, ognuna con la propria storia ed identità, sulle rive del Danubio. Il primo insediamento fu ad opera dei Celti attorno al I secolo A.C., ma fu con i romani che la città, con il nome di Aquincum, divenne il centro più importante della Pannonia fino a diventare sede dei principi ungheresi, che qui si stanziarono nell’alto medioevo. La città prese poi il nome di Obuda, per distinguersi da Buda che nel frattempo si era sviluppata su una collina poco distante, e che divenne capitale di Ungheria nel 1247. Un’altra città poi si era sviluppata sulla riva sinistra, che fu distrutta con l’arrivo dei Mongoli pochi anni prima: Pest. Budapest è quindi intrinsecamente una città del destino: scelta più volte, scelta da comunità diverse. Molto del suo splendore discende da questa unità d’intenti. Buda e Pest si svilupparono infatti con alterna fortuna: Pest fu la prima a cadere in mano ai Turchi ma la prima anche ad essere liberata dalle truppe asburgiche nel 1686, diventando pochi decenni dopo la capitale amministrativa del regno d’Ungheria, appannando i fasti storici della vicina. L’unione effettiva tra le città fu sancita solo con l’Ausgleich, ovvero il compromesso austro-ungarico in cui l’Ungheria otteneva una condizione di parità istituzionale con l’Austria all’interno della monarchia Asburgica, segnando il passaggio all’impero Austro-Ungarico. La città si espanse sempre più diventando uno dei centri più prestigiosi d’Europa. La prima guerra mondiale restituì all’Ungheria uno stato più piccolo ma finalmente sovrano, mentre la storia del XX secolo ha visto fasi più difficili, come la seconda guerra mondiale, la deportazione della numerosissima comunità ebraica, la rivolta contro il governo comunista del ’56, fino alla caduta del regime, all’entrata nell’Unione Europea e al rilancio economico. Budapest è oggi una città aperta, internazionale, e indubbiamente una città con una vocazione turistica importante. Noi ne visiteremo i plateali trionfi – architettonici, urbanistici, artistici – sia la vita da strada, tra i sobborghi bohémien, i coloriti mercati alimentari e gli imponenti monumenti socialisti.La mattina sarà dunque dedicata al quartiere di Buda: la cittadella asburgica, dalla quale si gode una vista impagabile sulla città, il Castello di Buda (il vecchio palazzo reale), patrimonio Unesco, e la chiesa di San Mattia. Pranzo libero in corso di escursione. La prima parte del pomeriggio visiteremo Pest, la zona più moderna e dinamica dove si trovano il celebre Palazzo del Parlamento (il Országház, simbolo della città con il suo stile neogotico), il Duomo di Santo Stefano e la Grande Sinagoga, la più grande d’Europa. Dal tardo pomeriggio si potrà scegliere se usufruire del tempio libero, magari per fare dello shopping o recarsi bagni Gellèrt - una delle perle Art Nouveau della città -, oppure visitare con il tour leader la Budapest meno nota, tra i quartieri bohémien oppure tra i grandi edifici socialisti. Cena libera con tour leader a disposizione e pernottamento in hotel.
    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla storia e alla cultura del popolo magiaro, che scopriremo visitando tre luoghi simbolo non distanti da Budapest: Szentendre (cittadina storica dalle architetture barocche), Esztergom (sede di una grandiosa basilica sacra a tutti gli Ungheresi) e Visegrád (famosa per il suo castello medievale che domina la Valle del Danubio). La parola “Magyar", che spesso avremo modo di leggere nelle insegne o sui giornali locali, è semplicemente la parola ungherese che significa "ungherese". Gli ungari – o magiari – si pensa che provengano dalla Jugra, una regione storica a ridosso dei Monti Urali, e che, dopo aver percorso diverse tappe, si fermarono della piana del Danubio attorno all’896 d.C. Le numerose incursioni nell’Europa Centrale, gli attacchi all’impero carolingio, le razzie nel nord Italia – soprattutto a cavallo tra Veneto e Friuli – terminarono nel 955 con la battaglia di Lechfeld e, nel 1001, con la loro conversione al cristianesimo e la nascita del Regno d’Ungheria, i magiari divennero indissolubilmente parte dei popoli europei, plasmandole cultura e identità. La prima tappa è Szentendre, l’antica Ulcisia Castra – forte del lupo – ovvero un accampamento fortificato fondato da Traiano nell’ottica del Limes danubiano, quell’insieme di fortificazioni e di barriere (sia naturali che artificiali) che l’impero usava per demarcare la sua area di influenza. Rinominata Sanct Andrae in onore della chiesa omonima edificata nel medioevo, da cui discende il nome attuale della città, conobbe un periodo particolarmente fortunato negli anni ’20, quando vi si trasferirono pittori e scultori, richiamati dalla sua atmosfera vagamente mediterranea e tranquilla. Ancora oggi palazzi, musei, negozi rendono la città particolarmente vivace. A Esztergom si trova il centro dell'arcivescovado cattolico in cui ha sede il primate d'Ungheria. Ci recheremo nella città Alta, dove si trova imponente la Cattedrale di Nostra Signora e di Sant'Adalberto, la più grande chiesa dell’Ungheria e la diciottesima al mondo per dimensioni. L’edificio in stile neoclassico fu consacrato nel 1856 poco distante dalla fondazione della prima chiesa, voluta da Santo Stefano I, il primo re dell’Ungheria nonché fondatore della Chiesa ungherese. Sono presenti al suo interno anche opere di pittori italiani, tra cui la pala d’altare di Michelangelo Grigoletti, e le statue dei santi apostoli dello scultore Marco Casagrande. Pranzo in ristorante locale.Infine arriviamo a Visegrád, recentemente passata alle cronache geopolitiche per prestare il nome all’omonimo gruppo di 4 Paesi (Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia) che formano un’alleanza culturale e politica per promuovere l’avanzamento militare, culturale, economico e della cooperazione energetica in seno all’Unione Europea. Ma in realtà Visegrád è famosa anche per i resti del palazzo d'estate rinascimentale del Re Mattia Corvino d'Ungheria e per la cittadella medievale. Mattia Corvino, detto anche il Giusto, è senz’altro una delle figure che più ha lasciato il segno nella storia del popolo magiaro. Re di Ungheria per trentadue anni nella seconda metà del XV secolo, liberò la Bosnia dai Turchi, ottenne il controllo di parte dell’Austria e in generale fu promotore di uno sviluppo economico e culturale senza precedenti, introducendo in Ungheria l’arte rinascimentale italiana. Celebre anche il suo rapporto con Vlad III, alias Dracula nella cultura di massa, con cui prima si alleò contro i Turchi, poi lo incarcerò per le sue crudeltà (inizialmente proprio a Visegrad, poi a Buda) e infine lo liberò nuovamente. Rientro a Budapest, cena libera e pernottamento in hotel.
    Dopo la prima colazione partiamo verso l’est del Paese, spostandoci verso luoghi non certo remoti, ma sconosciuti ai più. Luoghi dove pulsa il cuore dell’Ungheria profonda, agricola, più distante dalla globalizzazione ma con una forte identità locale. Ci fermiamo alla cittadina di Gyöngyös, elegante centro di poco più di trentamila abitanti. Importante centro vinicolo e caseario, ospita una sinagoga degli anni ’30 che, anche se non più in funzione per riti religiosi, rappresenta ancora un centro culturale di riferimento per la comunità. La tappa successiva è Eger, capoluogo della provincia di Heves, conosciuta soprattutto per il castello e i bagni termali. Le vicende della città, contesa tra ungheresi e turchi, portò da una parte ad uno dei romanzi più studiati nelle scuole magiare, “Le stelle di Eger” di Géza Gárdonyi, dall’altra all’edificazione del minareto turco più settentrionale d’Europa; alto 40 metri e costruito in arenaria rossa, fu edificato nei primi anni del XVI secolo. Tornando indietro di un secolo e mezzo, la città vide anche la presenza di Ippolito d’Este, quintogenito di Ercole, che divenne da giovanissimo primate d’Ungheria e contribuì anche allo sviluppo umanistico della città. Pranzo libero in città.Nel pomeriggio viriamo a sud-est, inoltrandoci sempre più tra grandi campi coltivati, distese sconfinate di erba, orizzonti lontani e crepuscolari. Siamo nella Puszta, il “deserto verde” dell’Ungheria. È una sorta di immensa prateria: il nome stesso, significa “terreno nudo”. E la sua massima espressione di trova nel Parco nazionale di Hortobágy. Primo parco del Paese, è diventato anche Riserva della Biosfera e patrimonio Unesco. L'Hortobágy è la più ampia area produttiva ungherese, nonché la più grande prateria rimasta in Europa centrale. La sua superficie occupa più di 800 km². Il paesaggio è simile ad una steppa, un prato piatto dove pascolano mandrie di cavalli, bufali, bovini grigi tipici dell'Ungheria, insieme a ovini "racka", cioè con le corna a torciglione, ed è l'habitat ideale per varie specie di uccelli: ne sono state avvistate ben 342. Nonostante le intense opere di bonifica che hanno reso l'Hortobágy in gran parte coltivabile, esso permette ancora oggi di godere di un paesaggio unico e fuori dal tempo. La popolazione di questa zona ha mantenuto intatte le antiche tradizioni e attività: nel parco, il Museo dei pastori fa rivivere le abitudini degli abitanti della puszta che vivevano all'aperto tutto l'anno; un padiglione circolare custodisce la flora e la fauna più rare, insieme agli arnesi dei mestieri tradizionali popolari. In una galleria sono esposti quadri di noti pittori ungheresi che si sono ispirati a questo ambiente. Sistemazione in hotel all’interno del parco e cena tradizionale.
    La giornata di oggi sarà caratterizzata da forti contrasti paesaggistici e naturali, sempre percorrendo aree poco battute dal turismo. Dopo la prima colazione, partiamo per Debrecen, la seconda città più popolosa dell’Ungheria con circa 200.000 abitanti. Ci fermiamo giusto il tempo di visitare la chiesa gialla nella piazza principale, Kossuth Lajos tér, e gli edifici neoclassici del centro storico. Ci fermiamo anche a Miskolc, caratterizzata da paesaggi urbani tipicamente socialisti. Pranzo in ristorante locale. Riprendiamo verso nord in direzione dei Monti Carpazi ungheresi. Lungo la strada, visitiamo il palazzo di Huillier-Coburg presso Edeleny, costruito a cavallo della prima metà del XVIII secolo in stile barocco. Eccoci quindi nel profondo nord-est, ai piedi dei Carpazi ungheresi: ci inoltriamo nel Parco Nazionale di Aggtelek. Il parco venne fondato nel 1985 e si estende per 198,92 km² (di cui 39.22 km² sono strettamente protetti). Comprende le grotte dell'Aggtelek e Slovak Karst, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1995. La più grande grotta di stalattiti dell'intera Europa si trova in quest'area: la grotta Baradla (26 km di lunghezza, di cui 8 km si trovano in Slovacchia, dove è conosciuta con il nome di Domica).Sistemazione in hotel, cena e pernottamento all’interno del Parco.
    Prima colazione in hotel ed entriamo in Slovacchia, forse il Paese meno conosciuto dell’Europa Centro-Orientale. Gli slavi arrivarono in quello che oggi è il territorio slovacco tra il V e il VI secolo durante le invasioni barbariche. Nel corso della storia, diverse parti del territorio attuale appartennero al Regno di Samo (il primo ente politico conosciuto degli Slavi), al Principato di Nitra, alla Grande Moravia, al Regno d'Ungheria, all'Impero austro-ungarico e infine alla Cecoslovacchia. Il 30 ottobre 1918 venne approvata la Dichiarazione di Martin o Dichiarazione del popolo slovacco, in cui sostanzialmente si mise fine all’influenza ungherese nell’area. Uno Stato slovacco indipendente è esistito brevemente durante la Seconda guerra mondiale, quale Stato fantoccio della Germania nazista dal 1939 al 1944, salvo ricongiungersi nella Cecoslovacchia a guerra terminata. L’indipendenza arrivò solo nel 1993, e da allora il processo di integrazione nell’Europa e la partecipazione agli organismi internazionali portarono il giovane Paese sviluppo sociale ed economico.Košice è la nostra prima tappa urbana in cui ci fermiamo. È la seconda città del Paese dopo la capitale, Bratislava, di stampo prettamente medioevale. Capitale europea della cultura nel 2013 e sede della Corte costituzionale Slovacca, vanta la chiesa più grande della Slovacchia, Sant’Elisabetta, edificata tra il 1378 e il 1508 in stile gotico. Notevoli la cappella di San Michele e il campanile di Sant’Urbano. Pranzo libero in città. Partenza poi per Presov, città di 90.000 abitanti elegante e dall’aspetto barocco e, soprattutto, posta al centro della regione dei castelli slovacchi, dove visiteremo le rovine del castello medievale di Kapusany.Sistemazione in hotel, cena libera e pernottamento.
    Dopo la prima colazione, visitiamo due luoghi importanti e tra i più scenografici del piccolo paese mitteleuropeo, diventati anche patrimonio Unesco: il castello di Spis, risalente al XII secolo e abbarbicato su una collina; e la cittadina di Levoca, caratterizzata da un centro storico con una cinta muraria ben conservata, una chiesa rinascimentale con il più alto altare in legno d’Europa, scolpito dal maestro Pavol di Levoca.  Proseguiamo poi verso nord, fino a spingerci lungo il confine con la Polonia. Ci troviamo al cospetto degli spettacoli Monti Tatra. Rappresentano la parte più settentrionale del grande complesso montuoso dei Carpazi, con numerose vette che superano i 2.500 metri, laghi alpini, paesi abitati da pastori di antica origine latina, detti valasky. Un territorio inserito nel più antico parco nazionale della Slovacchia e riconosciuto, assieme alla parte polacca, riserva della Biosfera dall’Unesco. Dalla cittadina di Propad, dove pranzeremo in ristorante, saliremo a bordo di un vecchio treno di epoca socialista che ci porterà fino Štrba, attraverso gli sfavillanti paesaggi dei Monti Tatra. La ferrovia dei Tatra è a scartamento ridotto a singolo binario elettrificata, realizzata, nelle diverse diramazioni, tra il 1871 e il 1912. Un mezzo lento, scenografico e green per immergerci in un ambiente particolarmente suggestivo. Sistemazione in hotel all’interno del Parco, cena e pernottamento.
    Colazione in hotel prima di un lento, graduale ritorno ad ambienti più famigliari. Dai leggendari monti Tatra ci ritroveremo la sera a Bratislava, una piccola, graziosa capitale dal sapore mitteleuropeo. A soli 80 km da Vienna, non ne risente però della sua ombra: negli ultimi anni si è ritagliata un suo spazio mediatico e turistico, diventando un punto di riferimento della musica europea, della sostenibilità, della cultura. Il centro storico è ormai quasi completamente pedonalizzato e la gente è dinamica e cortese allo stesso tempo. Ma prima, ci fermiamo anche Banská Bystrica, Neosolium per gli antichi romani, città di grande tradizione letteraria e musicale. Qui, il 29 agosto 1944, iniziò l’insurrezione nazionale slovacca contro il governo collaborazionista. Nonostante i tedeschi riuscirono a reprimere la rivolta entro fine ottobre, causando migliaia di morti, la resistenza proseguì fino all’arrivo dell’armata rossa, l’anno successivo. Visitiamo il Museo dell’insurrezione, che merita anche solo per l’edificio iconico in cui è ospitato, e le due piazze contigue, Slovenské Narodné Povstanie e Štefan Mojzes, che costituiscono il perno del centro storico della città. Pranzo libero a Zvolen, dove visitiamo anche il castello del 1360, restaurato in epoca rinascimentale da Mattia Corvino con alcuni riferimenti all’architettura italiana. Arriveremo quindi a Bratislava nel pomeriggio, giusto in tempo per goderci il tramonto dal memoriale Slavin, che domina la città, o per prenderci un aperitivo in Piazza Hviezdoslav oppure osservare le acque scure del Danubio, che ritroviamo un po’ più giovane alla fine del nostro viaggio, come un grande tessitore silenzioso della Mitteleuropa.
    Colazione in hotel e rientro in Italia secondo il proprio orario di volo. In mattinata il tour leader resterà a disposizione per organizzare i trasferimenti autonomi in aeroporto o per un’ultima passeggiata in città.   Veduta del parlamento di BudapestIl castello di VisegradI Monti TatraIl palazzo presidenziale a Bratislava 

    Perchè con Kel12?

    - DALLA PUSZTA UNGHERESE AI MONTI TATRA SLOVACCHI VISITIAMO I LUOGHI MENO CONOSCIUTI DEI DUE PAESI - PERNOTTIAMO ALL'INTERNO DI DUE PARCHI NAZIONALI E UTILIZZIAMO UN LINEA FERROVIARIA DI EPOCA SOCIALISTA PER VIAGGIARE IN MODO SOSTENIBILE

    I nostri esperti

    GIANLUCA PARDELLI

    Dal 19  giugno  2021 al 27  giugno  2021

    Dal 25  settembre  2021 al 3  ottobre  2021

    Esperto Kel 12

    Dal 7  agosto  2021 al 15  agosto  2021

    Approfondimenti di viaggio

    ARRIVO A DESTINAZIONEL’arrivo a destinazione è lasciato libero e a carico individuale per permettere maggiore flessibilità e consentire l’uso della compagnia aerea migliore da più aeroporti italiani. Il trasferimento privato in hotel all’andata e in aeroporto al ritorno è incluso nella quota del viaggio per ogni partecipante, indipendentemente dall’orario di arrivo e partenza, purché sia nel giorno di inizio e fine del tour. ITINERARIOIl viaggio è adatto a tutti non essendoci [...]