I SAPORI E GLI INCONTRI AI PIEDI DEL MONTE ARARAT 2027

ARMENIA

  • I SAPORI E GLI INCONTRI AI PIEDI DEL MONTE ARARAT 2027

    ARMENIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 9 giorni
    Partecipanti minimo 8 massimo 14  partecipanti
    Partenze
      2027
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 8  maggio   al 16  maggio  
      In conferma
      90
    • Dal 3  luglio   al 11  luglio  
      Iscrizioni aperte
      90
    • Dal 28  agosto   al 5  settembre  
      Iscrizioni aperte
      90
    • Dal 23  ottobre   al 31  ottobre  
      Iscrizioni aperte
      90

    A PARTIRE DA:  

    2.980€

    Armenia

    I SAPORI E GLI INCONTRI AI PIEDI DEL MONTE ARARAT 2027

    Terra di cime innevate, di laghi sospesi nell’azzurro, di ruvide pietre scolpite a merletto, l’Armenia è la patria di uno dei popoli più antichi del Vicino Oriente, con una sua distinta e propria fisionomia etnica, linguistica, politica e culturale, con una storia di più di venticinque secoli e un patrimonio di cultura e di arte ben superiore in proporzione alla consistenza del suo territorio e del suo peso politico. Ed è qui, nel cuore sperduto del Caucaso, che comincia il nostro viaggio.

    L’incontro tra Oriente e Occidente è il vero protagonista di queste terre: la particolare collocazione geografica dell’Armenia la rende un passaggio obbligato tra est ed ovest, un ponte tra la cultura europea e cristiana e quella mussulmana, insomma un vero e proprio crocicchio della Storia. Primo Paese al Mondo ad adottare il Cristianesimo come religione ufficiale di stato nel 301, il suo radicamento è testimoniato dalle numerose Khachkar (croci) erette o incise in tutto il suo territorio, così come dalla straordinaria fioritura di edifici sacri, diventato non solo scelta spirituale ma elemento caratterizzante della propria identità, simbolo di sopravvivenza di un popolo. Echmiadzin, dove fu costruita la prima chiesa, è il fulcro di questo avamposto cristiano, composto anche dai monasteri medioevali di Novarank, Geghard, Aghpat, Khor Virap… ognuno con le proprie peculiarità architettoniche, ognuno con la propria anima, in ambienti naturali di rara bellezza. Ma l’Armenia è anche un rifugio che custodisce un’incredibile varietà di religioni, culture e minoranze: a Yerevan visiteremo anche la Moschea Blu, luogo di uclto sciita, e il Quba Mêrê Dîwanê, il tempio della minoranza yazida. Quanto più possibile cercheremo il contatto con le persone e con la realtà dei luoghi, dalle visite ai mercati, ai pasti effettuati in case private o presso un’associazione fino all’incontro con i Molokani, popolazione di antica origine russa, per non lasciare che il viaggio scivoli sulla superfice dei bei paesaggi da cartolina, ma per tornare a casa con delle storie da raccontare.

    Il viaggio prosegue percorrendo anche altri sentieri tematici: la natura, per esempio, riveste un ruolo fondamentale, tra territori ora aridi ed aspri, ora fertili e rigogliosi, costellati da montagne, vallate e laghi del colore del cielo. Infine, il viaggio ci porterà quanto più possibile a contatto non solo con le tradizioni del popolo armeno, ma anche con la gente di tutti i giorni. Saremo ospiti in una casa privata dove potremmo assistere alla preparazione del tipico pane lavash, così come visiteremo una cantina vinicola a gestione famigliare che ci accompagnerà in una degustazione dei loro vini, qui dove le prime tracce della coltivazione della vite risalgono a 11 mila anni fa.

    Infine, il viaggio si sviluppa anche in contesti unici e remoti, come il Monte Muradsar, che raggiungiamo a 3.220 metri slm utilizzando dei mezzi 4x4 alla scoperta di incisioni rupestri e antiche tombe millenarie.

    Scopriremo quindi che l’Armenia non è solo la terra delle “pietre urlanti”, non è solo rocce e croci, né tanto meno solamente culla della cristianità. È confine e incontro di Oriente e Occidente, è un tessuto religioso e culturale fortemente impegnato nell’identità collettiva, è un arazzo di tanti piccoli racconti, tradizioni, conflitti ed esempi virtuosi di convivenza. Ed è una storia da leggere negli occhi di chi ce la racconta. Una storia che, proprio per questo, saprà certamente sorprenderci, ospiti di una terra inaspettata.

    Itinerario di viaggio

     Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo europeo per Yerevan. Pasti a bordo, arrivo in nottata del giorno successivo. NB: è possibile anche la partenza dall’aeroporto di Roma Fiumicino, previa disponibilità, senza alcun supplemento tariffario. È possibile anche la partenza da altri aeroporti italiani, eventualmente con altri vettori aerei, con supplemento tariffario e il relativo supplemento del trasferimento privato in hotel.  
    Arrivo nella capitale armena in nottata. Accoglienza in aeroporto da parte della guida locale, ritiro dei bagagli, trasferimento privato in hotel e sistemazione nelle camere riservate.Capitale dal 1918, cresciuta lungo le rive del fiume Hrazdan, Yerevan risulta particolarmente piacevole grazie all’ampiezza degli spazi, al tufo usato per i palazzi che le donano delicate sfumature di colore rosa, all’abbondanza di parchi e fontane. In tarda mattinata, dopo la colazione e il briefing del viaggio da parte del tour leader, inizio delle visite della città. Iniziamo con il Museo di Storia Nazionale, ricco di reperti, che costituisce un’ottima base di partenza per rendersi conto di dove ci si trova. L’Armenia è un Paese effimero, un frammento del vasto territorio storico degli armeni, che nei secoli si è ampliato e ristretto molte volte: quel che rimane è un lascito delle divisioni sovietiche degli anni 20 del XX secolo.Proseguiamo con la prima di tre sorprendenti visite a luoghi di culto, situati tra il centro città e gli immediati paraggi: la Moschea Blu. Costruita nel XVIII secolo, è l’unica moschea persiana sciita attiva in Armenia e importante simbolo del patrimonio multiculturale del Paese. Sopravvissuta al periodo sovietico, rimane ancora oggi un luogo di culto funzionante aperto ai visitatori.Il pranzo è previsto in un luogo speciale: il Machanents Tourism & Art Center. In questo complesso c'è una scuola d'arte, una scuola di cucina nazionale, uno studio teatrale e un esclusivo "Centro etnico regionale dell'innovazione", che conta circa 250 studenti tra cui ragazzi orfani, bambini disabili e famiglie in difficoltà economica. Il profitto ottenuto da questi servizi va ai programmi di beneficenza della ONG "Croce dell’unità armena". Ultimamente, Machanents ha anche aperto un progetto particolare per la comunità: un ristorante in cui lavorano solo i pensionati.Dopo pranzo partiamo per il Complesso di Etchmiadzin, a circa 30 km dalla capitale armena. Il nome del luogo significa “L’Unigenito è disceso” poiché, secondo la leggenda, Cristo vi apparve a San Gregorio l’Illuminatore. A Etchmiadzin batte il cuore della chiesa armena. È qui che risiede il “Catholicos di tutti gli armeni” e si trovano, oltre alla cattedrale-residenza (attualmente in restauro), alcune tra le più antiche e splendide chiese armene, quelle intitolate alle sante Gayanè (630) e Hripsimè (618) dedicate a due vergini cristiane martirizzate dal re Tiridate III. Con queste due chiese l’architettura classica armena raggiunge la perfezione. Nel giardino della cattedrale è possibile ammirare alcuni khachkar, steli funerarie a forma di croce di pregevole fattura e la porta del re Tiridate risalente al VII secolo. Poco distante, visitiamo il terzo luogo di culto diverso, che rappresenta anche un unicum religioso e socio-culturale. Visitiamo infatti il Quba Mêrê Dîwanê, situato nel villaggio di Aknalich. Inaugurato nel 2019, è ufficialmente il tempio yazida più grande del mondo. Ma chi sono? Lo yazidismo è una fede monoteista sincretica che unisce elementi dello zoroastrismo antico (il culto del fuoco e del sole), del cristianesimo nestoriano, dell'ebraismo e dell'islam sufi. Si crede in un Dio primordiale e creatore, poi dissoltosi in ogni cosa, che si manifesta in sette angeli, tra i quali il più venerato è Melek Ta’us, dalle sembianze di pavone. Il centro spirituale del mondo yazida è la valle di Lalish, in terra curda, in Iraq. Qui si trova il mausoleo del riformatore medievale Sheikh Adi. Ogni yazida ha il dovere di compiere un pellegrinaggio a Lalish almeno una volta nella vita. Gli yazidi in Armenia costituiscono la più grande minoranza etnico-religiosa del Paese (le statistiche parlano dai 30 ai 50mila fedeli). Questa comunità rappresenta un esempio unico di convivenza pacifica, conservazione culturale e integrazione sociopolitica all'interno di una nazione altrimenti quasi totalmente omogenea e cristiana, cimentata negli anni del comune genocidio subito dagli ottomani.Rientro in hotel, cena e pernottamento.  NB: L’ordine delle visite di Yerevan è puramente indicativo e potrà essere svolto con ordine diverso da quello presentato. NB: il complesso di Etchmiadzin è spesso in fase di restauro; pertanto, alcuni ambienti potrebbero essere chiusi e visitati solamente dall’esterno. 
    Dopo la colazione, inizia il nostro viaggio alla scoperta del Paese. Partenza verso sud e prima tappa al monastero di Khor Virap, situato in cima a un colle sulla fertile piana, a 40 km a sud della capitale. Risale dal IV al XVII secolo e secondo la leggenda vi fu imprigionato per tredici anni San Gregorio l’Illuminatore, fondatore della Chiesa Armena, perché predicava il Cristianesimo (letteralmente Khor Virap significa fossa profonda). Dal monastero si apre una stupenda veduta del Monte Ararat. Dopo la visita ci recheremo alla cantina Tushpa, per una visita in compagnia dei proprietari e una degustazione di vino locale accompagnata da qualche aperitivo. La cantina è ancora a gestione famigliare, e abbiamo scelto di trascorrere in quest’atmosfera molto piacevole il tempo solitamente destinato ad un pranzo canonico. La coltivazione della vite ha avuto inizio all'apparire della civiltà, come testimoniano i miti delle religioni antiche; gli ebrei credettero che il vino fosse stato preparato per la prima volta dal patriarca Noè, subito dopo il diluvio universale e le Sacre scritture affermano che il patriarca Noè è stato il primo a coltivare la vite e a fare uso del vino. Come dice la Genesi "egli si applica all'agricoltura e pianta una vite"; e lo fa proprio sul monte Ararat, storicamente parte dell’Armenia. Light lunch in cantina.Nel primo pomeriggio raggiungiamo il Monastero di Noravank, situato in fondo alla valle in posizione inaccessibile, tra montagne di roccia rossa che gli fanno da sfondo. Siamo nella regione di Vayots Dzor, pittoresca zona di fiumi, cascate, grotte e picchi montani. Il monastero sorge in una situazione di totale isolamento, in un ambiente aspro e roccioso, ma insieme grandioso e solenne. Il complesso fu fondato nel XII secolo, ma si espanse solo nei secoli XIII-XIV quando fu stabilita la sede episcopale di Siuni. Conserva stupende scene bibliche scolpite sulla facciata della chiesa-mausoleo della Santa Madre di Dio, tra i più raffinati esempi di scultura del patrimonio armeno. Dopo la visita riprendiamo la strada verso sud; i paesaggi sono molto belli: l’aridità delle montagne contrasta con la fertilità del fondovalle dove verdeggiano pioppi e tamerici. Prima di proseguire ci fermeremo presso una casa rurale, dove si avrà l’occasione di osservare una realtà verace e osservare la preparazione del muraba armeno, una specie di marmellata speziata preparato con frutta locale (o un altro dolce tradizionale di stagione). Saremo ospiti presso una famiglia e avremo occasione di rifocillarci con un tè e qualche dolcetto.Riprendendo il viaggio verso sud, ci fermiamo per la visita dei resti dell’antico osservatorio di Zorats Karer nei pressi di Karaunj, formato da 204 blocchi di basalto disposti in circolo o lungo ampie linee curve in posizione verticale. Alcuni blocchi presentano fori allineati con le stelle. Il sito, che sorge su un’altura cinta da montagne, è anche disseminato di tombe risalenti al 3.000 a.C., e sono stati rinvenuti nelle vicinanze petroglifi e graffiti che denotano notevoli conoscenze astronomicheArrivo nel tardo pomeriggio a Goris e sistemazione in hotel. Cena e pernottamento.  
    Dopo la colazione si parte per Khndzoresk - un villaggio scavato nella roccia insediato ancora dai tempi preistorici, ma usato anche come nascondiglio durante le ribellioni di libertà del XVIII sec (per questa visita sarà necessario il cambio di bus, dovuto alle caratteristiche della strada). Siamo a pochi chilometri dal Karabakh, l’area contesa in cui storicamente viveva una popolazione armena e che, recentemente, è tornata sotto il pieno controllo delle autorità azere.Proseguiamo verso il Monastero di Tatev (Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), un tesoro medioevale del X secolo. Dal XIII secolo fu il centro culturale dell’Armenia Orientale. Quello di Tatev è un complesso fortificato cinto da imponenti mura, sulle quali è possibile camminare per ammirare il panorama sulla valle sottostante. La sua posizione strategica l’ha sempre reso inaccessibile ai nemici ed è per questo motivo che divenne sede vescovile e centro politico e amministrativo della regione di Syunik. All’interno del complesso si trova il monumento Gavazan: una colonna di otto metri costituita da pietre sovrapposte e sormontata da un katchkar. In caso di scosse sismiche, il pilone si inclinava per poi tornare alla sua posizione iniziale, segnalando così il pericolo di un terremoto. Si può ancora vedere questa singolare opera di ingegneria architettonica eretta nel 904 al suo posto, anche se non più in funzione e tenuta insieme da placche metalliche. Il 16 ottobre 2010 è stata inaugurata la funivia (a tratta unica) più lunga d’Europa e del mondo, che utilizziamo per raggiungere il monastero. La funivia copre una lunghezza di 5.750 metri tra le due stazioni collegando il monastero a Halizor. La teleferica è dotata di moderne cabinovie da 25 persone, viaggia a una velocità di 37 chilometri l’ora e impiega 11 minuti per completare il suo percorso. Nel punto più alto sopra la gola di Halizor raggiunge un’altitudine di 320 metri offrendo una panoramica mozzafiato sui monti e vallate circostanti. Pranzo in ristorante locale in corso di visite.Proseguimento per la città di Jermuk da dove, dopo pranzo, a bordo di 4x4 locali, si prosegue salendo il Monte Muradsar per raggiungere delle incisioni rupestri che si trovano completamente isolate a 3220 metri, insieme a tombe del 6000 a.C., in un contesto naturale di straordinaria bellezza. Una piccola avventura tra natura e cultura fuori dalle rotte turistiche. Nel tardo pomeriggio rientriamo a Jermuk. Cena e pernottamento in hotel. NB: segnaliamo che la visita di Khndzoresk si effettua attraverso un sentiero in discesa/salita composto da gradini che possono essere sdrucciolevoli e prevede l’attraversamento di un ponte sospeso. NB: segnaliamo che, sebbene le date del tour siano programmate in primavera inoltrata, in estate e ad inizio autunno, la strada per il Monte Muradsar potrebbe non essere percorribile in circostanze metereologiche (ghiaccio, neve, pioggia troppo forte etc) eccezionali. In tal caso, la visita verrà sostituita. 
    Prima colazione in hotel e partenza verso nord attraverso paesaggi indimenticabili di montagne, vallate rigogliose e prati verdeggianti. Sosta al Caravanserraglio di Selim, costruito nel 1332 lungo un ramo della Via della Seta, che testimonia la rilevanza dell’Armenia come importante snodo commerciale tra Oriente e Occidente. Superato il passo di Selim (circa 2.410 metri slm), sulle montagne di Vardenis, si intravede lo splendido Lago Sevan, situato a 1.900 metri slm, uno dei luoghi più suggestivi della piccola repubblica. Sosta al villaggio di Noraduz per una breve visita al cimitero medievale dove si trova la più alta concentrazione di khachkar, croci in pietra intagliate che datano dal IX al XV secolo. Il pranzo di oggi è previsto sulle sponde del lago con un ottimo menù di pesce. Raggiungiamo poi la penisola su cui sorge il Monastero di Sevanavank, da cui si domina il lago. La costruzione del monastero è stata patrocinata intorno all’874 dalla principessa Mariam Bagratuni e testimonia la rinascita dell’indipendenza armena dopo le invasioni arabe. Il monastero comprende le due chiese degli Apostoli (Arakelots) e della Santa Madre di Cristo (Astvatsatsin) e un cortile disseminato di antiche croci di pietra. Arrivo a Dilijan in serata, una delle cittadine più importanti di questa regione. Ancora una volta il paesaggio cambierà drasticamente, e ci troveremo immersi nei boschi della regione di Tavush. Sistemazione, cena e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione e breve visita del centro storico, piuttosto piccolo ma restaurato e animato dai laboratori degli artigiani (ceramisti, falegnami). Qui (o in un villaggio nei dintorni, Fioletovo) saremo ospiti di una famiglia di russi molokani, che appartengono a una setta ortodossa e furono deportati dallo zar Nicola I nel 1830; un altro mondo. Esiliati qui da secoli, questi russi sono rimasti chiusi nella loro piccola realtà senza aprirsi al mondo esterno: si sposano tra loro, non parlano armeno tra loro e conservano le loro abitudini di vita (la visita è soggetta a riconferma in base agli impegni personali dei membri della famiglia). Partenza verso nord, attraverso la regione di Tavush, la Svizzera armena, tra verdi montagne e belle vallate, per arrivare ad Akhtala. Qui incontreremo alcuni responsabili dell’associazione Nurik. L’associazione, fondata nel 2004, ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo sociale ed economico della regione di Lori e fornire posti di lavoro per donne e persone con disabilità. Il centro "Nurik" (piccolo melograno) è stato istituito in seguito alla cooperazione dell'Associazione delle Giovani Donne Armene con la rappresentanza armena di Save the Children International. È previsto il pranzo presso l’associazione, con uno showcooking in cui ci verrà mostrata la preparazione del Gata, il tradizionale pane dolce armeno, prima di visitare la fortezza del X secolo e la chiesa, molto diversa da quelle viste finora, essendo stata in passato luogo di culto della Chiesa ortodossa georgiana. Ripartenza verso il Monastero di Haghpat (X-XIII secolo), immerso in uno scenario fantastico. Il monastero, fondato dai principi Bagratuni, illumina il visitatore sull’organizzazione e la vita di un grande complesso monastico medievale con le sue chiese, i conventi, il refettorio e la biblioteca. Molto interessanti le tombe sormontate dai khachkar. Arriviamo a Droraget nel trado pomeriggio, sistemazione in hotel, cena e pernottamento. 
    Dopo colazione proseguiamo per Gyumri. È la seconda città dell’Armenia per grandezza e importanza. Ha una storia di 2.500 anni e vecchie case di pietra dipinte di bianco dal sapore stranamente mediterraneo, ma è stata profondamente ferita dal terribile terremoto del 1988. Dopo un giro a piedi per il centro storico, incontreremo uno scultore di khachkar (“croci di pietra”). Specialista di quest’arte tradizionale locale da quasi 30 anni, ci introdurrà alla storia dei khachkar, alla loro origine e ai loro diversi significati. Il pranzo è previsto in un ristorante locale molto caratteristico.Nel primo pomeriggio rientro a Yerevan, dove termineremo le visite della capitale armena. Piazza della Repubblica, il cuore della capitale su cui si affacciano alcuni degli edifici più scenografici della città costruiti in tufo chiaro; il Teatro dell’Opera; la Cascade, la monumentale scalinata che collega la zona bassa del Teatro dell’Opera con il Parco della Vittoria, più in alto, dove si trova la statua intitolata a Madre Armenia. Il luogo è diventato un centro di aggregazione, molto animato e frequentato dai locali specie durante la bella stagione. Sistemazione in hotel e cena libera con tour leader a disposizione per accompagnare il gruppo in un ristorante selezionato. Pernottamento in hotel. 
    Prima colazione e visita del Museo del Matenadaran (la visita può essere programmata anche nel pomeriggio), depositario degli antichi manoscritti che comprendono documenti storici dall'Europa e dall'Asia. C'è anche la prima copia della Bibbia in armeno e i Vangeli che affascinano con le loro miniature. Partenza per il Tempio del Sole di Garni (III secolo a.C.) gioiello dell’architettura armena precristiana, l’unico monumento che appartiene alla cultura ellenistica conservatosi dopo la cristianizzazione in Armenia. Oltre al tempio, il complesso architettonico comprende il palazzo reale con i bagni, dove è ancora visibile il pavimento a mosaico rosa e verde di notevole fattura e i resti della chiesa tetraconca a pianta circolare. Al termine della visita, discesa lungo la gola del fiume Azat con auto 4x4, dove si trova la "Sinfonia di pietre" o anche chiamato "Organo di basalto". In realtà è una formazione rocciosa formato da enormi colonne (tecnicamente, basalto colonnare) alte cinquanta metri. La loro forma pentagonale o esagonale, estremamente geometrica, deriva grazie al rapido raffreddamento e cristallizzazione della lava vulcanica, entrata in contatto con l’acqua del fiume. Pranzo in una casa locale a Garni dove c'è la possibilità di osservare la preparazione del pane nazionale «lavash».Nel pomeriggio visita al Monastero di Geghard (XII-XIII secolo, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO), dove la tradizione vuole fosse conservata la lancia, geghard in armeno, che trafisse il costato di Cristo. Si trova in una gola montagnosa di grande fascino e la particolarità della sua costruzione, in parte ricavata nella roccia viva, fa di questo complesso uno dei monumenti più suggestivi del viaggio. Attorno al monastero sono visibili numerosi khachkar, alcuni finemente scolpiti nella montagna. Dentro, si susseguono ambienti bui, trafitti qua e là da pochi raggi solari che filtrano dalle finestrelle. In uno, simile a una grotta, c’è una fonte. Dicono che la sua acqua arresti l’invecchiamento. Rientro a Yerevan, cena di arrivederci in una casa museo e pernottamento in hotel. 
    Sveglia di prima mattina in tempo utile per raggiungere l’aeroporto. Trasferimento privato e partenza con volo internazionale di linea via scalo europeo per il rientro in Italia. Arrivo previsto nel pomeriggio e fine del viaggio.     1. Il lago Sevan e il monastero di Sevanavank 2. Partita a scacchi per le strade di Yerevan 3. Miele e frutta sciroppata  4. Luci ed ombre al monastero di Noravank 

    Perché con noi

    • Un viaggio completo, tra natura, cultura ed enogastronomia
    • Effettuiamo una suggestiva salita al Monte Muradzar in 4x4 alla scoperta di incisioni rupestri e tombe millenarie
    • Incontriamo diverse realtà locali, da una piccola cantina a una casa privata dove pranziamo fino ad un'associazione che promuove l'artigianato locale, per vivere in modo più autentico il Paese
    • Boutique Hotel selezionati e pasti in ristoranti scelti per offrire sempre un'esperienza diversa e che sappia sempre sorprendere
    • Si viaggia in piccoli gruppi, in compagnia di grandi esperti Kel 12

    I nostri esperti

    MARCO PATRIOLI

    Dal 8  maggio  2027 al 16  maggio  2027

    FABRIZIO VIELMINI

    Dal 3  luglio  2027 al 11  luglio  2027

    FRANCESCA ANGHILERI

    Dal 28  agosto  2027 al 5  settembre  2027

    PAOLO ARA' ZARIAN

    Dal 23  ottobre  2027 al 31  ottobre  2027

    Approfondimenti di viaggio

    IL VIAGGIO  Il tour è una proposta completa e itinerante alla scoperta del Paese. Non presenta particolari difficoltà, ed è indicato per chi ama i viaggi di interesse storico e culturale, ma anche naturalistico ed enogastronomico. Il viaggio è stato concepito per non solo visitare i monasteri che caratterizzano il Paese, ma soprattutto per entrare in contatto con la popolazione locale, esplorane gli aspetti meno noti a livello culturale e paesaggistico, degustare i prodotti locali. Lo [...]