• I SEGRETI DEL CAUCASO RUSSO DALL’ELBRUS AL MARE 2021

    RUSSIA

  • I SEGRETI DEL CAUCASO RUSSO DALL’ELBRUS AL MARE 2021

    RUSSIA

    icona orologio 12 GIORNI
    minimo 8 massimo 14 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2021

    • Dal   5  maggio    al   16  maggio  
    • Dal   9  giugno    al   20  giugno  
    • Dal   11  agosto    al   22  agosto  
    • Dal   29  settembre    al   10  ottobre  
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    VIAGGIO NOVITÀ 2021 Caucaso del Nord: eterna ed impervia frontiera del grande Impero Russo, terra incantevole e misteriosa, romantica e tragica allo stesso tempo. Terra teatro di avventure e tragedie narrate e dipinte da una vasta schiera di poeti, scrittori e artisti russi e sovietici perdutamente innamorati di queste aspre montagne e della sua gente fiera e gentile. Confine naturale e culturale tra Europa e Asia, tra Cristianesimo e Islam, il Caucaso del Nord è un - continua -

    A PARTIRE DA: 3.450 €


    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia per la Russia con volo di linea via scalo internazionale. Arrivo a Mineralnye Vody in tarda serata e, dopo il disbrigo delle pratiche d’ingresso, incontro con il nostro corrispondente locale. Trasferimento privato in hotel situato nella cittadina termale di Essentuki per il pernottamento.

     

    NB: Il viaggio è programmato con voli da Milano Malpensa. La partenza da Roma Fiumicino è possibile su richiesta senza supplemento tariffario (solamente nel caso in cui il volo di rientro sia notturno e uguale al resto del gruppo. In caso contrario è previsto il supplemento partenza da altre città. La partenza da altri aeroporti italiani è possibile su richiesta e aggiungendo il relativo supplemento.)

    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla scoperta di quest’area del Caucaso nord occidentale famosa per le sue acque termali. Un tuffo in un passato quasi demodé, dove il tempo sembra essersi cristallizzato e dove si sente l’influsso culturale ed enogastronomico della parte meridionale del Caucaso, quello georgiano, intrecciando costumi prettamente russi, con quelli montani e infine mediterranei. Da Mineralnye Vody, letteralmente “acque minerali”, a Essentuki, Kislovodsk e Pyatigorsk, che visiteremo oggi; tutte erano un tempo frequentate dalla ricca borghesia russa e, durante l’Unione Sovietica, vennero usate dai sindacati aziendali per mandare a curare gli impiegati e gli operai. Da allora molto è cambiato, ma i centri storici e gli edifici d’architettura socialista che si sono sviluppati tutt’attorno sono rimasti intatti.

    I primi bagni di Essentuki entrarono in funzione a metà del XIX secolo, quando vennero costruite una serie di ville poi trasformate in bagni dopo la rivoluzione. La cittadina, tra edifici moderni e quartieri di case con balconcini in legno in stile turco, ci da una prima impressione sull’atmosfera così multiculturale e caratteristica allo stesso tempo. Ci sposteremo poi nelle cittadine di Kislovodsk e Pyatigorsk. La prima è nata come meta di villeggiatura e ha dato i natali allo scrittore Solzehnicyn, premio Nobel per la letteratura nel 1970. Pyatigorsk invece era già nota ai tempi dell’Orda d’Oro per le sue acque curative, come ci testimonia lo scrittore Ibn Battuta nel 1334. È qui che un altro scrittore di primaria importanza nel panorama letterario russo perse la vita, nel 1841, in un celebre duello: si tratta di Michail Jur'evic Lermontov, figura di spicco del romanticismo russo e autore, tra gli altri, proprio di un romanzo in cui, fatalmente, si narra di un duello a Pyatigorsk, ovvero “Un eroe del nostro tempo”.

    Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

     

     

    Oggi ci recheremo sul tetto del continente. O perlomeno fino all’ultima stazione, a 3.800 metri sul livello del mare. Dopo la prima colazione, partenza verso il Caucaso. Dopo circa tre ore, che spezzeremo con le visite dei villaggi di Tyrnyauz e – tempo permettendo – di Bylym, arriveremo a Terksol, una stazione sciistica di epoca sovietica e ultimo avamposto prima del monte Elbrus. Appartenente ad una delle seven summits, è considerato il monte più alto d’Europa, intesa in senso prettamente geografico. Con i suoi 5.621 metri, l’Elbrus è avvolto da nevi eterne e da almeno una ventina di ghiacciai. La montagna, in realtà un vulcano la cui ultima eruzione risale a circa 2.000 anni fa, è avvolta anche da un’aurea leggendaria. Anticamente era conosciuto come Strobilius, ovvero picchi gemelli, per le due cime da cui è composto. È anche una delle numerose montagne ad essere indiziata come quella alla quale fu incatenato Prometeo. In realtà il mito greco è ben presente anche nella mitologia caucasica e, a seconda della popolazione e della localizzazione geografica, assume nomi e sfumature diverse. Dall’Amirani georgiano, che si dice essere stato legato al Monte Kazbeg, a Abrysk’yl presso gli abcazi, fino a Nesren, la versione dei Circassi Cabardini.

    La vetta ovest, più alta di poche decine di metri, è stata conquistata nel 1874 da una spedizione britannica e l’Elbrus fu teatro anche dell’operazione Fall Blau durante la seconda guerra mondiale, in cui le truppe tedesche arrivarono a piantare il loro vessillo in vetta.   

    Dopo una passeggiata, nel pomeriggio prenderemo la cabinovia fino ai 3.500 metri della stazione Mir. Da qui si sale ancora con una “mitica” seggiovia monoposto che porta fino alla stazione Garabashi, a ben 3.800 metri. Da qui partono tutte le spedizioni alpinistiche e da qui, per chi volesse, è possibile effettuare un trekking leggero in quota o fino a lambire i ghiacci a 4.100 metri. Nel pomeriggio sistemazione in hotel a Terksol. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e partenza verso Vladikavkaz. Il percorso prosegue verso est, scendendo dal Caucaso attraverso i territori della Cabardino – Balcaria. La repubblica autonoma è abitata da due popolazioni, i Cabardini, discendenti dagli antichi Circassi e che abitano principalmente la zona settentrionale, più bassa e ondulata, e i Balcari, di origine turco – tatara e concentrati nella zona montana. Le due diverse aree geografiche danno vita anche ad una diversificazione delle risorse economiche: pascoli e boschi nella zona meridionale, campi agricoli in quella settentrionale. Ci fermiamo a Nalchik, la capitale della Repubblica fondata nel 1818 con la costruzione del primo fortino ad opera dei soldati e dei coloni russi. La città fu fortemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale, quando fu occupata dalle truppe tedesche. Visitiamo la Moschea Centrale, la piazza dell’Amicizia, piazza Lenin, il parlamento e il Museo della Deportazione dei Balcari, avvenuta nel 1944 verso l’Asia Centrale, essendo stati accusati di collaborazionismo con i nazisti. Proseguiremo poi verso sud-est, riavvicinandoci alle pendici del Caucaso ed entrando nella Repubblica dell’Ossezia Settentrionale. Il territorio è abitato da migliaia di anni, grazie alla fertilità delle sue terre e alle vie commerciali che attraversano il Caucaso. Gli antenati degli attuali abitanti erano gli Alani, di origine iranica e convertiti successivamente al cristianesimo dai missionari bizantini. Le invasioni dei Mongoli, dei Tatari e del Khanato di Crimea contaminarono la regione, che si avvicinò sempre più all’orbita russa fino ad essere, a cavallo tra il 1774 e il 1806, la prima regione caucasica a diventare parte dell’Impero russo. Dopo la dissoluzione dell’URSS l’Ossezia si trovò divisa tra federazione Russa e Georgia, dando vita a migrazioni e conflitti non ancora del tutto sopiti. Ci fermeremo a Beslan, tristemente nota per un drammatico episodio nel 2004, in cui un gruppo di terroristi separatisti ceceni occupò un edificio scolastico prendendo in ostaggio più di 1200 persone. Dopo due giorni di assedio, le forze speciali russe fecero irruzione, iniziando quello che poi sarò ricordato come la strage di Beslan. Persero la vita più di trecento persone, di cui 186 bambini. L’episodio ebbe risonanza e commozione mondiale, e fu successivamente ricordato da commemorazioni, raccolte fondi, libri e canzoni, tra cui anche di Allevi e De Gregori.

    Dopo circa mezz’ora arriviamo a Vladikavkaz, capitale dell’Ossezia settentrionale. Passeggeremo fino alla Prospekt Mira, la strada principale, tra chiese ossete tradizionali e appariscenti monumenti sovietici.

    Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

      

    Prima colazione in hotel ed emozionante giornata tutta in quota fin oa raggiungere uno dei luoghi più suggestivi del Caucaso: Dargavs, la città dei morti. Le prime notizie del sito risalgono al XIV secolo, ma sembra che alcune tombe siano ben precedenti. Il territorio che ospita la necropoli è inospitale e remoto, scelto proprio per il prezzo basso della terra e per proteggersi dai predoni. Le tombe sono 99, di forma e grandezza diversa in base al lignaggio del defunto, costruite in pietra e con il tetto curvo a gradini, con un colmo nella parte sommitale. Ogni tomba è accompagnata da un pozzo, all’interno del quale i membri della famiglia del defunto gettavano una moneta nella speranza che questa colpisse una pietra, aprendo le porte del paradiso al proprio caro. Storie, leggende e superstizioni avvolgono questo luogo di misteri e suggestioni ancora oggi. Pranzo a picnic e anche oggi dedicheremo un paio d’ore ad esplorare l’area a piedi, facendo qualche facile passeggiata, incontrando i locali ed entrando più in profondamente in contatto con questi luoghi così remoti. Rientro in hotel, cena e pernottamento.

     

     

    Prima colazione in hotel e partenza per la Repubblica dell’Inguscezia. Raggiungiamo il paese di Dzheyrakh, famoso per le sue torri di avvistamento medioevali. In tarda mattinata iniziamo a scendere verso la zona più pianeggiante fino a raggiungere Nazran, la città più popolosa dell’Inguscezia e capitale fino al 2002, e Magas, quella attuale, fondata solamente nel 1995. Nella prima indugeremo al Memoriale dedicato alle vittime delle deportazioni staliniane; l’edificio, costruito nel 1998 è particolarmente iconico, ricordando le tipiche torri in pietra caucasiche.

    Il nome di Magas, invece, trae origine dal vecchio centro medioevale del Regno di Alania. Nel 2008, con 300 abitanti, era il più piccolo centro urbano con lo status di città della Russia, ma i progetti prevedevano una popolazione di 30.000 abitanti e che diventasse il centro di tutte le funzioni amministrative della regione. Una passeggiata tra i suoi viali e gli edifici maestosi completamente nuovi è un’esperienza alquanto surreale.

    Nel tardo pomeriggio arriviamo infine a Grozny, la capitale della Cecenia dove ci fermeremo per due notti. Pranzo in ristorante locale tipico inguscio, cena prevista in un ristorante panoramico all’ultimo piano di uno dei moderni grattacieli della città. Pernottamento in hotel.

     

     

    Prima colazione e visita dei dintorni della capitale cecena. Ci fermiamo alla nuovissima moschea di Argun, esempio dell’architettura islamica contemporanea che come spesso accade in quest’area ci sorprende per l’accostamento così futuristico vicino a paesini sperduti dalle tradizioni antiche. E ci fermiamo anche nella cittadina di Shali, dove troviamo niente di meno che la nuova moschea più grande d’Europa! Inaugurata il 23 agosto 2019, e decorata con marmo bianco greco, ha una capienza interna di 30.000 fedeli. E siamo nuovamente a Grozny. Fondata nel 1818 dai cosacchi, il suo nome significa “terribile, spaventoso”. Durante le guerre cecene la città fu più volte bombardata e quasi interamente distrutta. Oggi la città sta vivendo una nuova vita, dopo il varo di un ambizioso piano di investimenti e ricostruzione avviato nel 2009.

    Visitiamo il Museo Nazionale, che ospita manufatti, opere d’arte e fotografie della Cecenia, l’Opera House e la Libreria Nazionale. Cena libera, in modo da potersi riposare in hotel, piuttosto che girare la città in libertà o assieme al tour leader. Pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e riprendiamo il nostro viaggio verso est. Torniamo ancora una volta sul Caucaso per raggiungere i villaggi del Daghestan. Prima di lasciare la Cecenia, faremo tappa al bazar di Vedeno per qualche assaggio di cucina locale. Ci troviamo in quello che fu il villaggio natale del guerrigliero e poi terrorista Shamil Basaev. Prima di diventare uno degli uomini più crudeli, tristemente noto e da alcuni mitizzato eroe della resistenza cecena, era un povero ragazzo di montagna, destinato ad allevare pecore nella masseria del paese. Poi l’impegno politico e vicissitudini sempre più avventurose e spericolate. Comabettè entrambe le guerre di Cecenia e forse perse il controllo dopo la morte della moglie e dei figli. Assalti, stragi, dirottamenti ne fecero una sorta di Osama Bin Laden in salsa russa. Fino alla morte, in un’esplosione causata dalle forze speciali russe. Esattamente sul confine si trova poi il lago Kezenoyam, il più profondo del Caucaso. Ci troviamo ad un’altitudine di 1870 metri e le acque, che ghiacciano d’inverno, restano gelide anche d’estate, aggirandosi sui 5°. Il tempo di passare dalle rovine del paese fantasma Khoy, ed eccoci in Daghestan, per area e popolazione la più grande del Caucaso. E quella etnicamente e linguisticamente più ricca e variegata dell’intera Russia. Attraverso ancora una volta paesaggi spettacolari attraverseremo numerosi villaggi di montagna. Raggiungiamo il paesino di Chock, con le sue tipiche abitazioni del XIX secolo. Un piccolo gioiellino dove ci vivono stabilmente circa 200 abitanti; sarebbe necessario un restauro e soprattutto un progetto di futuro per preservare questo paese, dove ci fermiamo per assaporarne l’atmosfera semplice e verace. Proseguimento fino a Gunib, paesino storicamente importante perché qui venne catturato dai russi Imam Shamil, l’eroe che si battè per l’unificazione del Caucaso nel XIX secolo. Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in guesthouse.

    Prima colazione ed esplorazione del Caucaso daghestano fino a Kubachi, probabilmente il villaggio di montagna più famoso della repubblica. Qui in passato si sono sviluppate decine di gioiellerie che, con la caduta dell’Unione Sovietica, hanno subito un costante declino. Resta tuttavia intatto il suo fascino, le botteghe artigianali tra i suoi vicoli, il tipico cimitero e la torre di osservazione che ospita al suo interno un piccolo museo etnografico.

    Riprendiamo il viaggio verso est. Ancora un centinaio di chilometri e, scendendo dal Caucaso per l’ultima volta, raggiungeremo Derbent. Lasciamo alle nostre spalle un mondo perduto nel tempo, difficilmente trovabile il altre aree del mondo. Ma ecco che l’aria si fa più umida e salmastra: è il Mar Caspio, che compare azzurro e luminoso all’orizzonte, assieme ai gabbiani e al traffico cittadino. La città ha una storia molto antica, certamente viene considerata la più antica in territorio russo. I primi insediamenti risalgono infatti al VIII secolo a.C., ma è dal periodo sasanide che l’area iniziò a urbanizzarsi. In lingua persiana Darband significa “porte chiuse”. È infatti in un passo montano poco distante da qui che vengono localizzate le leggendarie Porte di Alessandro, che nella letteratura medioevale di viaggio indicavano un vallo fatto costruire sul Caucaso dal condottiero macedone per difendersi dai barbari. In realtà sembra che fossero proprio i sasanidi ad aver fortificato la zona, dandone il nome alla città più vicina. La posizione strategica, lungo la Via della Seta, favorì i commerci e la ricchezza della città: ne visiteremo i quartieri storici, la moschea del Venerdì, la chiesa armena; per salire poi alla fortezza di Naryn Kala, Patrimonio Unesco assieme alla cittadella antica. In serata arriveremo a Machackala, la capitale.

    Pranzo in ristorante locale daghestano, cena e pernottamento in hotel.

     

     

     

    Prima colazione e mattinata dedicata alla visita della città. Da Piazza Lenin passeggeremo lungo il bazar fino a raggiungere la spiaggia cittadina. Il teatro, il museo nazionale e una serie di edifici di epoca sovietica sono le principali attrazioni della capitale. Tempo libero a disposizione per qualche acquisto e, nel tardo pomeriggio, raggiungeremo la riserva naturale del Daghestan, ad una trentina di chilometri da Machackala. Durante i mesi invernali ospita diverse colonie di uccelli migratori e complessivamente è uno dei luoghi con più bio-diversità del Paese. Noi ci recheremo a Sarykum, dove ci aspetta il tramonto sulla duna di sabbia più grande della Russia. Un altro luogo inaspettato che ci regala l’ultima emozione del viaggio e la consapevolezza che questi luoghi remoti nascondono in realtà una ricchezza culturale e naturalistica sorprendente.

    Rientro in città per la cena in ristorante locale e camere a disposizione in hotel fino a tarda serata, quando è previsto il trasferimento in aeroporto.

    Partenza con volo di linea via Mosca per il rientro in Italia. Pernottamento a bordo e arrivo previsto di prima mattina.


     

     

    1. La moschea di Grozny
    2. Babushka cecena

    2. Volti per strada

    4. Dargavs, la città dei morti

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    IMPORTANTE – LEGGERE CON ATTENZIONE Il viaggio non presenta difficoltà particolari e può essere proposto a tutti. Tuttavia, segnaliamo i seguenti punti che prima dell’iscrizione è bene tenere presente: -         L’itinerario si svolge prevalentemente ad altitudini comprese tra i 1.000 e i 2.000 metri. Il terzo giorno di viaggio è prevista l’escursione a 3.800 metri alla stazione Garabashi, sconsigliata a chi potrebbe avere problemi - CONTINUA -

    PERCHÈ CON KEL 12

    - L'ITINERARIO DISEGNATO ATTRAVERSA ZONE REMOTE, DAI PAESAGGI SORPRENDENTI E DALLE TRADIZIONI SECOLARI 

    - IL VIAGGIO FUORI DALLE ROTTE TURISTICHE CONSENTE CONTATTI CON LA POPOLAZIONE ED ESPERIENZE INSOLITE

    - GLI HOTEL, DI BUON LIVELLO, E I RISTORNATI SONO STATI SELEZIONATI DAGLI ESPERTI DELLA DESTINAZIONE

    ESPERTI

      

    GIANLUCA PARDELLI

    • Dal 5  maggio  2021 al 16  maggio  2021
    • Dal 29  settembre  2021 al 10  ottobre  2021
      

    PAOLO BROVELLI

    • Dal 9  giugno  2021 al 20  giugno  2021
      

    Esperto Kel 12

    • Dal 11  agosto  2021 al 22  agosto  2021

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