Prima colazione in hotel. La giornata inizia con la visita del museo della Civilizzazione Egizia, dove riposano le mummie reali. Si tratta del primo museo di questo genere non solo in Egitto, ma in tutto il mondo arabo. Ospita una collezione di oltre 50.000 reperti, che coprono un arco cronologico vastissimo, dalla preistoria fino all’epoca contemporanea.Il museo sorge nel cuore del Cairo, nel quartiere storico di El Fustat, nei pressi del lago naturale di Ain El-Sira, noto fin dall’antichità per le sue acque sulfuree. L’area è stata recentemente trasformata in un parco turistico che consente l’accesso diretto al complesso museale. Il NMEC è inoltre circondato da monumenti religiosi appartenenti a diverse tradizioni culturali, elemento che simboleggia la storica tolleranza religiosa dell’Egitto.L’idea di un museo dedicato alla civiltà egiziana nel suo complesso risale agli anni Trenta del Novecento, durante il regno di re Farouk, ma i lavori di costruzione iniziarono soltanto nel 2000 e si conclusero nel 2021, con l’inaugurazione ufficiale il 3 aprile 2021. In occasione dell’apertura del museo ebbe luogo la celebre “Parata d’Oro dei Faraoni”, una solenne cerimonia durante la quale le mummie dei faraoni furono traslate dall’antico Museo Egizio di piazza Tahrir al loro nuovo allestimento all’interno del NMEC.La struttura museale occupa un’area di circa 135.000 metri quadrati e presenta un design architettonico innovativo, caratterizzato da una forma centrale che richiama simbolicamente la piramide.Il percorso espositivo è organizzato secondo criteri sia cronologici sia tematici. Le sezioni cronologiche comprendono i periodi preistorico, faraonico, greco-romano, copto, islamico e moderno, mentre le aree tematiche affrontano argomenti quali l’alba della civiltà, il Nilo, la scrittura, lo Stato e la società, la cultura materiale e le credenze religiose.Il fulcro del museo è rappresentato dalla Sala delle Mummie Reali, che ospita 22 mummie reali e 17 sarcofagi, tra cui quelli di sovrani celebri come Ramesse II, Thutmosi III e Hatshepsut. Questa sezione è collocata al di sotto della sala espositiva principale ed è stata progettata per evocare l’atmosfera delle antiche tombe reali della riva occidentale di Luxor. L’allestimento prevede luci soffuse, cupole, display interattivi, schermi LED sul pavimento che proiettano immagini delle tombe reali, pannelli informativi dettagliati per ogni mummia e tecnologie avanzate, come ologrammi, utilizzati per illustrare i rituali di mummificazione. Il recupero delle mummie reali: i nascondigli di Deir el-Bahari e della Valle dei ReLe mummie oggi conservate al NMEC furono salvate dall’oblio grazie alle indagini condotte nel corso dell’Ottocento sulla riva occidentale di Luxor dal Service des Antiquités egiziano. In particolare, nel 1874, Gaston Maspero, allora direttore del Servizio delle Antichità, venne a conoscenza della circolazione sul mercato antiquario di Luxor di reperti di straordinaria importanza — papiri, statuette funerarie, bende iscritte e forse persino una mummia, probabilmente quella di Ramesse I — che non provenivano da scavi autorizzati. Sorgeva quindi un interrogativo fondamentale: da dove provenivano questi oggetti? Nel 1881, il ricco collezionista statunitense Charles Wilbour, desideroso di arricchire la propria raccolta, fu condotto da una guida locale nella casa di Ahmed Abd el-Rasul, nel villaggio di Qurna, sulla riva occidentale di Luxor. Qui gli venne mostrata una grande quantità di pellame rosso in ottimo stato di conservazione, sul quale comparivano numerosi titoli reali appartenenti a un sovrano della XVIII dinastia. Wilbour informò immediatamente Maspero tramite telegramma, inducendolo a emettere un ordine di arresto nei confronti di Ahmed Abd el-Rasul e del fratello Hossein.Durante l’interrogatorio scoppiò una violenta lite tra i tre fratelli Abd el-Rasul, al termine della quale Mohammed, il maggiore, decise di collaborare con le autorità e rivelò l’ubicazione di una tomba segreta scoperta anni prima. La famiglia aveva tratto ingenti profitti dal commercio illegale dei reperti fino a quando l’eccessiva quantità di papiri funerari immessi sul mercato occidentale non aveva attirato l’attenzione delle autorità.Mohammed condusse i funzionari del Servizio delle Antichità a Deir el-Bahari, dove mostrò loro una tomba contenente i sarcofagi di numerosi sovrani del Nuovo Regno. Tra i presenti vi era Émile Brugsch, allora curatore del Museo di Bulaq, il quale, calatosi nel pozzo funerario, descrisse un lungo corridoio stipato «di casse colme di offerte funerarie in porcellana, recipienti in metallo e alabastro, tessuti, ornamenti e, ai lati del passaggio, un ammasso di sarcofagi in quantità sorprendente».Tra le mummie rinvenute figuravano quelle di illustri faraoni, tra cui Amenofi I, Thutmosi I, Thutmosi III, Seti I e Ramesse II. La tomba fu svuotata in pochi giorni e oltre cinquanta mummie — tra re, principi e dignitari — insieme a più di seimila reperti furono trasferite al Museo di Bulaq.La sepoltura, successivamente identificata con la sigla TT320, apparteneva al sommo sacerdote di Amon Pinudjem II, vissuto durante la XXI dinastia. Per proteggere le spoglie reali dai saccheggi, Pinudjem II fece ampliare la tomba di famiglia, trasformandola in un vero e proprio nascondiglio reale capace di ospitare circa quaranta sarcofagi con i relativi corredi funerari.Il nascondiglio di Deir el-Bahari non fu l’unico. Nel 1898, Victor Loret, durante lo scavo della tomba di Amenofi II nella Valle dei Re, scoprì un secondo deposito di mummie reali all’interno dello stesso sepolcro. La tomba conteneva tredici mummie: alcune prive di sarcofago, come quella del faraone Setnakht (XX dinastia), ritrovata adagiata sullo scafo danneggiato di uno dei modelli di barca funeraria di Amenofi II.In una stanza laterale furono rinvenute tre mummie prive di bende: una donna anziana con lunghi capelli fluenti, coperta da un velo — nota come la “Anziana Signora” —, un fanciullo e una donna con la mascella disarticolata. Una seconda sala laterale custodiva altri nove corpi bendati, collocati in sarcofagi in pessimo stato di conservazione. Grazie alla presenza dei cartigli, Loret identificò tra questi anche le mummie di Thutmosi IV e Merenptah.Nel 1901, nonostante la sorveglianza, il nascondiglio subì un nuovo saccheggio: la mummia collocata sulla barca scomparve, mentre quella di Amenofi II venne sbendata, privata di gioielli e amuleti e persino di un braccio. L’indagine sull’episodio fu affidata all’ispettore Howard Carter, futuro scopritore della tomba di Tutankhamon. Al termine si prosegue verso il Cairo Islamico, cuore pulsante della città. Pranzo in ristorante locale. Dalla Porta Bab al-Futuh si procede a piedi nella via Al-Mu'ez, una delle strade più antiche della città, piena di tesori dell'architettura mamelucca. In particolare, visiteremo la Moschea-Madrasa del Sultano Barquq e il complesso Qalawun. Poi continueremo passeggiando tra i vicoli fino all’antico mercato di Khan El Khalili dove non sarà facile resistere a qualche acquisto attirati dai profumi, i rumori e i colori delle mille botteghe. Originariamente queste erano divise in suk, ciascuno dei quali dedicato a una mercanzia: l’oro e il rame, gli antiquari, i gioielli, le spezie... negli anni una parte del fascino è andato perso, ma per chi sa osservare con attenzione questo luogo è ancora una preziosa testimonianza storica e architettonica della cultura locale. Rientro in hotel. Cena libera.