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  • IL TREKKING DELLE MERAVIGLIE: EVEREST BASE CAMP E LAGHI DI GOKYO

    NEPAL

  • IL TREKKING DELLE MERAVIGLIE: EVEREST BASE CAMP E LAGHI DI GOKYO

    NEPAL

    icona orologio 16 GIORNI
    minimo 6 massimo 12 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:

      2020

    • Dal   30  ottobre    al   14  novembre  
    • 2021

    • Dal   29  ottobre    al   13  novembre  

    Nel cuore del Nepal, il trekking nelle valli del Khumbu e ai laghi di Gokyo, fino ai piedi dei quattro ottomila Cho Oyu, Everest, Lhotse e Makalu che li chiudono a nord, è una delle esperienze più appaganti per chi ama la montagna. Questo incredibile trekking delle meraviglie non è solo natura all’ennesima potenza, ma è anche incontro e scoperta dell’etnia degli Sherpa, gli affascinanti abitanti di queste valli e che da qui non sono dovuti andarsene - continua -

    A PARTIRE DA: 3.150 €


    ITINERARIO

    Volo aereo fino a Kathmandu. Ritrovo all’aeroporto di Kathmandu. Trasferimento in hotel nel caratteristico quartiere di Thamel e mezza giornata a disposizione per riposare e ambientarsi nel fantasmagorico caos della città.

     

    Per raggiungere il punto di partenza del nostro trekking, Lukla 2800m, scegliamo un volo di primo mattino, quando la visibilità è più favorevole: i voli per Lukla, infatti, sono molto soggetti alle condizioni climatiche e, se è nuvoloso, non atterrano.

    Il percorso verso Phadking 2590m è prevalentemente in discesa, permettendoci così di acclimatarci e di entrare dolcemente in contatto con il luogo e le sue genti: attraversiamo fiumi, un tratto di foresta, incontriamo villaggi, gompa e muri mani, attraversiamo campi coltivati e incontriamo i primi yak, bellissimi animali dal pelo lungo e fluente. In due/tre ore arriviamo a Phakding, dove raggiugiamo il nostro lodge per cena e pernottamento.

     

    Da Phakding il sentiero segue la valle del fiume Dudh Kosi verso nord: i villaggi si alternano a meravigliose foreste di rododendri, magnolie e alberi giganti, e attraverseremo più volte il fiume grazie a spettacolari ponti sospesi (moderni e stabili!). Poco dopo il villaggio di Monjo 2840m è posto l’ingresso controllato nel Sagarmatha National Park, fondato nel 1976 per salvaguardare un’area di 1148mq intorno al monte Everest (che i Nepalesi chiamano appunto Sagarmatha). Nel 1979 l’Unesco ha dichiarato il parco Patrimonio dell’Umanità. La severa tutela dell’area ha portato a un consistente aumento degli animali selvatici nella zona, e ora è più facile avvistare tahr himalayani, moschi e il lofoforo dell’Himalaya.

    Arrivo a Namche Bazar nel primo pomeriggio e ampia disponibilità per una prima visita della caratteristica capitale Sherpa. Pernottamento in lodge.

     

    Giornata di acclimatamento e di riposo a Namche: tempo prezioso sia dal punto di vista salutare che culturale. Namche è il centro amministrativo della regione del Khumbu, e offre di tutto di più: dagli internet café, ai negozi di souvenir e di attrezzatura da trekking, al bazar tibetano. Tradizionalmente gli Sherpa erano mandriani e commercianti, e Namche costituiva il punto di partenza delle spedizioni dirette in Tibet – attraverso il Nangpa La – per vendere manufatti indiani e riportare lana, yak e sale. Lo sviluppo turistico della regione ha permesso alla popolazione del Khumbu di rimanere nella propria terra nonostante le scarse risorse agricole.

    Solitamente si usa parte della giornata per una breve salita al villaggio di Khumjung 3780m, luogo da sogno con una vista mozzafiato dell’Everest e dell’Ama Dablam.

     

    Tappa di trasferimento con un discreto dislivello di quasi 1000m in salita. Primo obiettivo l’ampio chorten posto a 3970 metri in cima al crinale che scende dal monte Khumbu Yul Lha, che significa “dio della zona del Khumbu” ed è il monte dove dimora la divinità protettrice della regione. Questo dio è rappresentato con le fattezze di un individuo dal volto bianco in sella a un cavallo anch’esso bianco. Raggiungiamo quindi il villaggio isolato di Phortse Thanga: qui il sentiero sale ripido ed esce dalla valle attraversando dapprima una foresta di rododendri che, man mano che aumenta l’altitudine, cedono il passo a boschi di ginepri dal profumo intenso e a conifere imponenti. Durante il percorso ci accompagna la vista dell’Ama Dablam e una prima veduta della parete sud del Cho Oyu. Il villaggio di Dole non offre ampia scelta di alloggio, ma è comunque previsto il pernottamento in lodge.

     

    Tappa di 1-2 ore che consente un efficace acclimatamento. Il sentiero sale lungo il versante della valle e incontra, ovunque ci sia un tratto pianeggiante e la minima traccia d’acqua, numerosi “kharka”, ovvero pascoli d’altura di proprietà della comunità. Attenzione: Machhermo è nota per essere stato il luogo dove nel 1974 uno yeti uccise tre yak e aggredì una donna sherpa…guardatevi le spalle! Pernottamento in lodge.

     

    Tappa non troppo lunga, 3-4 ore, veramente spettacolare. Il sentiero attraversa dapprima un’estesa zona di caverne, nota con il nome di Nilibuk, e sale poi ripido lungo uno stretto tratto di scalini prima di arrivare al primo laghetto, Longponga, a 4650m. Il sentiero diviene quindi quasi pianeggiante e segue la valle fino a un secondo lago, il Taujun, a 4710m: i laghi di Gokyo sono una vera meraviglia della natura. Si prosegue quindi fino a Gokyo, dove si arriva in tarda mattinata. Questo villaggio sorge sulle sponde del grande fiume Dudh Pokhari, ed è costituito da un insieme sparuto di case in pietra circondate da numerosi pascoli e da un panorama mozzafiato. Da un crinale sopra Gokyo è possibile vedere quattro vette oltre gli 8000m: Cho Oyu, Everest, Lhotse e Makalu, nonché avere una visione diretta del più maestoso ghiacciaio himalayano, il Ngozumpa. Pernottamento in lodge.

     

    Partendo da Gokyo ci inoltriamo nella valle del ghiacciaio Ngozumba che scende dalle pendici del Cho Oyu ed è il più grande del Nepal. Raggiungiamo così il quarto e il quinto lago di Gokyo che sono considerati sacri per induisti e buddisti e costituiscono una importante fonte di acqua dolce per l’intera regione. L’escursione si svolge in ambiente molto selvaggio ed è poco frequentata, ma offre una spettacolare vista sull’Everest.

     

    Per godere al meglio della vista saliamo in circa due ore sul Gokyo Ri, la cima di 5357m che si erge dal lago. Da qui si vede il Cho Oyu con l’enorme cresta ghiacciata che lo collega al Gyachung Kang, l’Everest, il Lhotse, il Makalu, il Cholatse e il Tawachee: di fatto non saprete più dove soffermare lo sguardo!

    Dopo esserci riempiti gli occhi e il cuore riscendiamo per un breve tratto per andare a prendere il sentiero che attraversa la morena verso est e che, attraversando il ghiacciaio che scende dal Cho Oyu, porta al passo del Cho La. Sosta per il pernottamento in lodge a Thangnak 4700m prima dell’attraversamento del passo.

     

    Lasciamo Thangnak e ci incamminiamo verso quello che sembra un muro di pietra invalicabile: lentamente il cammino si definisce e, in circa due ore, raggiungiamo il passo di Cho La 5420m, stretto passaggio fra le cime aguzze del Lobuche e del Cholatse. Da qui si gode di un magnifico panorama sulle imponenti montagne che ci circondano.

    Iniziamo quindi la discesa sul ghiacciaio pianeggiante e poi giù verso i pascoli di altura, dove incontreremo mandrie di yak. Arrivo al lodge di Dzongla, rustico ma in un’ottima posizione, circondato da una corona di montagne di incredibile bellezza.

     

    Sempre immersi nel mondo dell’alta montagna scendiamo verso il lago di Tshola e poi, lungo un bel sentiero, raggiungiamo la frazione di Lobuche 4930m un alpeggio che nel tempo è divenuto un campo intermedio di approccio al campo base di molte spedizioni internazionali all’Everest e al Lhotse.

    Passiamo Lobuche e proseguiamo fino a Gorakshep 5164m. Dopo una breve pausa e un pranzo leggero saliamo costeggiando il ghiacciaio del Khumbu fino al campo base dell’Everest 5364m. Ritorno a Gorakshep per cena e pernottamento in lodge.

     

    Di primo mattino saliamo al colle del Kalapattar 5543m su facile sentiero battuto: siamo nel cuore del Khumbu, circondati da cime innevate di oltre 7000 metri, Nuptse, Pumori, Ama Dablam, e con di fronte a noi la montagna più alta del mondo. Dovranno portarvi via a forza da questo balcone sulle meraviglie della Terra!!!

    Discesa verso Pheriche 4280m uno dei più alti insediamenti permanenti nella regione: lunga tappa di discesa, ma il buon acclimatamento guadagnato nei giorni scorsi vi farà volare… Sistemazione in lodge.

     

    Lunga tappa di discesa, molto appagante per i panorami e per le genti che incontreremo.

    La discesa si svolge sul lato soleggiato della valle, di fronte all’Ama Dablam, e numerosi muri mani e chorten scandiranno il nostro passo. Attraversiamo il villaggio di Pangboche, immerso tra i pini e i ginepri, dove un monastero custodisce una curiosità: lo scalpo di uno yeti… Continuiamo la nostra discesa, passiamo da Tengboche, dominato dal suo monastero del 1919 arroccato su uno sperone, perfetto belvedere sull’Ama Dablam e le grandi pareti del Nuptse e del Lhotse. Proseguiamo lungo un sentiero tortuoso che conduce attraverso boschi di rododendri al pianoro di Khumjung, disseminato da enormi blocchi di rocce. Ecco finalmente Namche, con la sua confusione e finalmente un’ottima e meritata cena!

     

    Assaporiamo la dolcezza e il calore delle valli che scendono lungo le gole del Dudh Kosi attraversando i villaggi di Monjo e Phakding, prima di tornare a Lukla. Pernottamento in lodge.

     

    Volo da Lukla a Kathmandu di primo mattino e trasferimento in hotel. Tempo libero a disposizione per gli ultimi acquisti e per una rapida immersione nell’energizzante confusione di Kathmandu. Pernottamento in hotel.

     

    Giornata dedicata alla visita dei principali siti storici e religiosi della valle di Kathmandu.

    Bhaktapur una delle tre capitali degli antichi regni della valle di Kathmandu. Bhaktapur è una cittadina posta a pochi chilometri a sud-est di Kathmandu ed è splendidamente conservata; tranquilla, quasi silenziosa e ordinata rispetto al caos rumoroso di Katmandhu, ha una Durbar Square (centro politico e religioso della città) ricca di monumenti stupefacenti.

    Bodnath, il più grande stupa del Nepal e uno dei più grandi del mondo. Bodnath è il principale centro del buddismo tibetano in Nepal; intorno al grande stupa si trovano i monasteri (gompa) di molte tradizioni tibetane compresa quella dei “berretti gialli” cui appartiene il Dalai Lama. Mille mulinelli di preghiera, mille bandierine colorate, l’incessante pellegrinaggio dei fedeli intorno allo stupa (rigorosamente in senso orario), il via vai della gente nei numerosi negozietti che circondano lo stupa e che vendono una varietà incredibile di prodotti tipici tibetani rendono questo luogo assolutamente magico.

    Pashupatinath sulla riva del fiume sacro Bagmati. È qui che ogni buon induista nepalese vorrebbe venire a morire; meraviglioso il tempio dedicato a Pashupati, Shiva in una delle sue numerose incarnazioni, ma bello tutto, templi, sadhu, pellegrini e ai piedi di tutto questo i ghat, le piattaforme disposte sulla riva del Bagmati, su cui vengono cremati i morti. Atmosfera per noi al limite del surreale.

    Al rientro c’è ancora tempo per un giro di shopping nei mille negozietti del quartiere Thamel.

     

    Trasferimento in aeroporto e volo di ritorno a casa.

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

     Durata: 17 giorni più i giorni di trasferimento in aereo A/R; dal 30/10/2020 al 15/11/2020 e dal 29/10/2021 al 14/11/2021.Guida alpina UIAGM (Unione Internazionale Associazioni Guide di Montagna) o Accompagnatore di media montagna UIMLA (Unione Internazionale Associazioni Mountain Leader) di Mountain Kingdom.Minimo/massimo partecipanti: 4/12 persone.Difficoltà: FACILE a 5000 metri.Impegno: 6 - 8 ore di cammino al giorno; dislivello in salita da 600 a 1000 metri di salita al giorno; è - CONTINUA -

    ESPERTI

      

    CESARE CESA BIANCHI

    • Dal 30  ottobre  2020 al 14  novembre  2020
      

    Esperto Kel 12

    • Dal 29  ottobre  2021 al 13  novembre  2021

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