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IN ASIA CENTRALE TRA LE MONTAGNE CELESTI E IL PAMIR

KAZAKISTAN KIRGHIZISTAN TAGIKISTAN

icona orologio 16 GIORNI
minimo 8 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2019

  • Dal   24  luglio    al   8  agosto  
  • Dal   2  agosto    al   17  agosto  
  • Dal   9  agosto    al   24  agosto  
Sistemazioni
Active Expeditions - Spedizioni, Trekking

Un viaggio-spedizione in tre diversi Paesi: Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Un percorso aspro ma affascinante, tra le maestose catene di monti che coronano il centro dell’Asia. Tante le tappe: dalla città di Almaty al canyon di Charyn fino alle Montagne Celesti. E ancora: Karakol, il vasto specchio azzurro dell’Issyk Kul, le Gole di Djeti Oguz e il lago Son Kul. Un tour che passa per l’antica città di Osh, l’altopiano del Pamir e la Pamir Highway, - continua -

A PARTIRE DA: 5.200 €


ITINERARIO

Partenza da Milano per Almaty via Istanbul. Pernottamento a bordo.

 

Arrivo al mattino presto nella capitale kazaka. Incontro con la guida e trasferimento in hotel dove fruiamo subito delle stanze per un po’ di riposo. Dopo pranzo cominciamo a conoscere la città, fondata nel 1854, quando i kazaki erano ancora nomadi, con la costruzione di un forte di frontiera russo. A causa di un devastante terremoto nel 1887 la città venne quasi completamente rasa al suolo: solo la cattedrale russo-ortodossa rimase in piedi. Negli anni venti, dopo il completamento della ferrovia tra la Siberia e il Turkestan, Alma-Ata, il nome con cui era conosciuta Almaty all'epoca, conobbe un certo benessere economico. Nel 1929 Almaty divenne la capitale della Repubblica Socialista Sovietica Kazaka. Alla fine del 1991, con il dissolvimento dell’Unione Sovietica, Almaty divenne capitale della Repubblica del Kazakistan e rimase tale fino al 1998, quando la capitale venne spostata ad Astana.

Almaty rimane ancora oggi la più grande città kazaka e il più grande centro commerciale della nazione. Cominciamo la nostra visita dalla simbolica Piazza della Repubblica dove svetta il Monumento all’Indipendenza. Il Museo Centrale ci guiderà attraverso la storia del Kazakistan, e potremo osservare una copia del famoso “Uomo d’Oro”, divenuto simbolo della storia culturale del giovane Paese. Faremo una sosta al Parco Panfilov, polmone verde centrale della città, dove sorge la splendida Cattedrale Zenkov del 1904, uno dei pochi edifici rimasti di epoca zarista (quasi tutti distrutti dal terremoto del 1911). Cena e pernottamento all’Hotel Otrar 4* o similare.

 

Dopo colazione lasciamo Almaty per raggiungere, dopo circa 200 chilometri, lo spettacolare Canyon Charyn. Qui, l’omonimo fiume ha scavato una gola profonda tra i 150 e i 300 metri nella steppa piatta. Il tempo e le intemperie hanno poi scolpito la roccia dandole forme strane e suggestive. Esploreremo a piedi i punti più panoramici del canyon e, dopo il pranzo (che potrà essere al sacco), partiremo per la Valle di Karkara dove attraverseremo il confine per fare il nostro ingresso in Kirghizistan.

Cena e pernottamento in campo tendato. Il campo tendato estivo offre servizi essenziali. Si dorme in tende a 2 letti separati fornite di materasso e di elettricità. I bagni sono esterni e in comune.

 

Dopo colazione possibilità di escursione facoltativa in elicottero (poco meno di 1 ora di volo) per raggiungere il campo base del Khan Tengri a quota 4200 metri.

La vetta (7010 metri), per la prima volta conquistata da una spedizione sovietica nel 1931, è considerata la più bella e impegnativa della catena del Tien Shan.

Il volo viene effettuato con elicotteri tipo MI-8-MTB equipaggiati con due turbomotori. Durante il volo, in una bella giornata di sole, è possibile ammirare, oltre alla vetta del Khan Tengri, anche la vetta del Picco della Vittoria (Peak Pobeda) che raggiunge i 7.439 m di altitudine. Si sorvola il ghiacciaio Inylchek, uno dei più grandi presenti nella catena del Tien Shan e si atterra al campo base posto sulla morena del ghiacciaio stesso. Da qui partono le spedizioni di alpinisti per raggiungere le vette del Khan Tengri e del Pobeda. Noi ci limiteremo a una semplice passeggiata per osservare da vicino il ghiacciaio e il bellissimo paesaggio circostante (l’escursione si paga in loco, il costo è di circa 300 USD a seconda del numero di partecipanti, ed è soggetta a riconferma in loco in base alle condizioni meteo).

Rientro in elicottero a Karkara dove dopo il pranzo riprenderemo i nostri veicoli per raggiungere la città di Karakol.

Chi non sia interessato allescursione in elicottero potrà dedicarsi a gradevoli passeggiate nei dintorni del campo.

A Karakol visitiamo il Museo Prezhelvasky, dedicato alla memoria di Nikolai Michailovich Prezhelvasky, esploratore famoso per le sue ricerche e studi approfonditi sulla flora e fauna della regione del Lago Issyk Kul. Pensione completa. Pernottamento nella semplice Guesthouse Reina Kench o similare.

 

Dopo colazione lasciamo Karakol, percorrendo la sponda meridionale dell’Issik Kul per 35 km, fino alla deviazione che ci porterà alle Gole di Djeti Oguz o “sette tori”, pittoresca gola ricca di formazioni rocciose di colore rosso ricoperte da abeti per una sosta fotografica.

Proseguimento sulla spettacolare strada panoramica attraverso il Passo di Kalmak Asuu a 3430 m, per poi scendere tra la vegetazione della steppa, punteggiata da yurte di nomadi con le loro mandrie di cavalli, yak, pecore, capre e mucche. La nostra destinazione finale è il Lago Son Kul, il secondo grande lago del Paese. Sistemazione in campo di yurte, le tipiche tende dellAsia Centrale, rifugio delle genti del Tien Shan, fatte di legno, feltro, lana di pecora e tappeti. Le yurte sono predisposte per 2 posti letto, con stufa a gas che rimane accesa normalmente dal tramonto fino alle 23.00. La luce è garantita da un generatore. I bagni sono in comune all’esterno.

Pensione completa.

 

Lunga giornata di trasferimento.

Dopo la colazione partenza verso sud attraversando il Passo Moldu-Ashu (3346 m). La pista avanza sinuosa attraverso i terreni montuosi, il paesaggio circostante è spettacolare. Si ridiscende a valle e si raggiunge il villaggio di Kazarman. Si prosegue risalendo sull’altopiano lungo una strada sterrata panoramica, attraversando il Passo Kaldama (3060 m) e si raggiunge la città di Jalal-Abad. Si continua verso la cittadina di Uzgen, una delle antiche capitali del Khanato Karakhanide tra il X e il XII secolo, per giungere infine a Osh. Sistemazione all’Hotel Sunrise 4* o similare. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco).

 

Dedichiamo la mattinata alla visita panoramica di Osh, la seconda città del Kirghizistan, nonché il centro amministrativo della vasta e popolosa provincia che circonda il versante kirghizo della Valle di Fergana. Osh ha una storia antichissima, che risale almeno al V secolo a.C. e fu uno dei più importanti luoghi di transito lungo la “Via della Seta”. Oggi conserva pochissime vestigia del suo passato e ha l’aspetto poco entusiasmante di una cittadina sovietica.

Il punto di riferimento principale della città è il cosiddetto “Trono di Salomone”,

un’altura rocciosa inserita nel Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, per essere "l’esempio più completo di montagna sacra dell’Asia Centrale, oggetto di adorazione da molti millenni". Sulla cima c’è una piccola moschea eretta, in origine, da Babur (1510).

Lasciamo Osh in direzione sud, lungo la Strada del Pamir, in russo Pamirsky Trakt, in Tagikistan nota come M41, la seconda più elevata al mondo dopo quella del Karakorum, che ha inizio proprio qui. La percorreremo tutta fino al suo termine, a Dushanbe (anche se alcuni la fanno finire a Mazar el Sahrif, in Afghanistan). Per oggi la nostra destinazione finale è Achik Tash dove si trova il campo base del Picco Lenin (7134 m). Il percorso è paesaggisticamente molto interessante e mai banale. Pernottamento in campo tendato che offre grandi tende fisse con 2 brandine dotate di sacco a pelo (i servizi sono in comune all’esterno). Pranzo in ristorante. Cena al campo.

 

Partenza molto presto al mattino. Lasciamo i prati di Achik Tash e le magnifiche vedute sul Picco Lenin percorrendo la pista che discende nella Valle dell’Alay per poi risalire verso il Passo Kyzyl Art (4282m). Poco dopo il passo vi è la frontiera con il Tagikistan.

Lasciamo le auto kirghize, raggiungiamo il confine tagiko a piedi (circa 200 m) e saliamo sulle nuove auto. Le vaste e verdi praterie, le mandrie e i cavalli, lasciano il posto al desolato altopiano semidesertico del Pamir tagiko. Sosta presso il grande Lago Karakul e proseguimento verso Murgab attraversando il Passo Akbaital (4655 m). Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Pamir 2* o similare (servizi in comune).

 

Proseguiamo lungo la Strada del Pamir fino a raggiungere il villaggio di Alichur, situato in una fertile pianura. Deviamo poi dalla strada principale per arrampicarci sul passo Khargoshi (4344 m). Una volta scollinato, entreremo nel versante settentrionale del Corridoio del Wakhan, un importante, antico tratto della Via della Seta, utilizzato anche da Marco Polo. È una valle percorsa dal fiume Pamir (vicino a Langar il Pamir si unisce al fiume Pyanj o Wakhan per diventare l’Amu Darya) che durante il “Great Game” era stata utilizzata per dividere l’impero zarista dai possedimenti britannici, e che ora appartiene all’Afghanistan. Noi percorriamo la valle rimanendo lungo la strada tagika e osservando le scene di vita quotidiana dei villaggi afghani che sfilano sulla sponda opposta e piccole carovane di cammelli, muli e asini che percorrono i sentieri lungo il fiume. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento in semplice casa locale. Normalmente tutto il gruppo risiede presso la stessa unità abitativa e pertanto i servizi (spesso una sola latrina) sono in comune e si dorme in più persone per camera (4/6 a seconda dell’ampiezza del gruppo, la sistemazione in singola non è possibile). Si raccomanda di portare con sé un sacco lenzuolo o sacco a pelo per la garanzia dell’igiene, un asciugamano, sapone e carta igienica.

 

Dopo la colazione partenza verso Khorog, capitale della regione Gorno-Badakhshan (GBAO). Effettuiamo la prima sosta a Yamchun, una fortificazione del XII secolo in posizione spettacolare nella valle di Wakhan. Non distante si trovano le sorgenti calde di Bibi Fatima, a cui le donne locali attribuiscono la proprietà di accrescere la fertilità.

Lungo il nostro percorso attraversiamo e visitiamo piccoli villaggi come Yamg, dove sostiamo per vedere la tomba e la casa-museo riscostruita del mistico sufi, astronomo e musicista Mubarak Kadam Wakhani. Qui è ancora visibile la pietra che il religioso usava come calendario solare. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Lal o similare.

 

Continuiamo il nostro viaggio lungo il confine con l’Afghanistan, accompagnati dal corso del fiume Pyanj. La regione del Gorno-Badakhshan è una sperduta regione montuosa caratterizzata da profonde valli solcate da corsi d’acqua e da vette perpendicolari. Qui la popolazione è rimasta isolata per secoli, tanto che la lingua parlata è diversa non solo da quella dei tagiki di pianura, ma anche da quella parlata da altre comunità della stessa regione. Nella regione autonoma del Gorno-Badakhshan vi abitano circa 220.000 persone. L'economia si basa sull'allevamento e sullo sfruttamento delle foreste. Il nome, coniato in russo significa letteralmente Badakhshan montagnoso. Riprendiamo la Pamir Highway, dove noteremo il traffico di camion carichi di merci provenienti dalla Cina. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento all’Hotel Karon Palace o similare.

 

Un’altra lunga giornata di viaggio su strada non delle migliori.

Lasciamo il fiume, il confine con l’Afghanistan e le remote valli del Pamir per risalire verso nord e raggiungere la capitale, sempre attraversando scenari paesaggistici di rilievo.

Superato il Passo Sagirdasht (3252 m), raggiungiamo la città di Tavildara e proseguiamo poi verso Dushanbe. Questa è la via più breve, ma non sempre percorribile causa possibili interruzioni lungo la strada dovute a maltempo e crolli. In caso non fosse praticabile, raggiungeremo la capitale facendo un percorso più lungo. Pensione completa (il pranzo è previsto al sacco). Pernottamento all’Hotel Atlas 4* o similare.

 

Partenza per Panjakent, città sogdiana, situata nella valle del fiume Zerafshan.

Sorta nel V secolo d.C., cessò di esistere intorno al 770. La cittadella conserva i resti di un castello, di una fortezza, del palazzo del governatore (VIII secolo). Sin dalla fondazione la città ospitò, nella zona centrale, due templi che si richiamano alla tradizione architettonica della Battriana ellenistica. Pitture risalenti al VI secolo si conservano nei palazzi della cittadella. Tra il VII e VIII secolo vi fu un notevole sviluppo urbanistico. Visiteremo il sito archeologico e l’antica cittadina di Sarazm, una popolare sosta carovaniera lungo la storica Via della Seta. Nelle rovine della città sono distinguibili quattro parti: la cittadella regale, la città vera e propria, la necropoli e i sobborghi. L'impianto urbano presenta una forte struttura difensiva che nel corso dei secoli venne restaurata e ricostruita più volte. Gli scavi, iniziati nel 1946, hanno portato alla luce più di cento abitazioni che riflettono la ricchezza e il livello sociale dei proprietari.

La produzione artistica rinvenuta nel sito comprende numerosi esempi di sculture in legno e una serie di pitture parietali policrome che decoravano sia le abitazioni private, sia gli edifici di culto. I soggetti raffigurati sono vari: si passa dalle immagini di divinità femminili, a movimentate scene di battaglia; da illustrazioni di fiabe legate alla tradizione classica e alla favolistica indiana, alla narrazione di più episodi di miti eroici. Pensione completa. Pernottamento all’Hotel Sughd o similare.

 

Terminate le visite di Panjakent ripercorriamo la strada dell’andata per rientrare a Dushanbe, con una breve deviazione per visitare la fortezza di Hissar. Questo storico sito, la cui costruzione originale risale al VII secolo, è stata la residenza del delegato dell’Emiro di Bukhara. Situata su una collina, dotata di mura spesse un metro a scopo difensivo e feritoie per fucili e cannoni, fatta eccezione per le due imponenti torri all’entrata, non è rimasto molto della fortezza. Pensione completa e pernottamento all’Hotel Atlas 4* o similare.

 

Prima colazione e visita della città. Eleganti edifici neoclassici, viali alberati e bellissime montagne sullo sfondo rendono la capitale tagika una piacevole città dove sostare. Nel XVII secolo Dushanbe non era che un villaggio dove ogni lunedì vi si svolgeva una fiera che attirava artigiani e mercanti della regione circostante. Il suo nome in lingua tagika significa appunto Lunedì. Nel 1929 fu nominata capitale della Repubblica Socialista Sovietica del Tagikistan e, in onore di Stalin, fu ribattezzata Stalinabad, nome che mantenne fino al 1961. La città ha subito danni a causa della guerra civile scoppiata dopo la proclamazione dell’indipendenza del Tagikistan.

Dopo un breve giro panoramico attraverso i luoghi più caratteristici della città, tra cui il Parco Rudaki, la Biblioteca Nazionale, la Casa Bianca, il Parlamento e il Teatro d’Opera e Balletto Ayni, visitiamo il Museo Nazionale d’Antichità, che custodisce interessanti reperti. Il pezzo principale è la statua del Buddha dormiente di Adjina-Tepe, risalente a 1500 anni fa (epoca kushanica), lunga ben 13 metri e considerata la statua del Buddha più grande dell’Asia Centrale. Un altro museo interessante è quello Nazionale Bekhzod, con sezioni dedicate alla storia naturale, all’etnografia e all’archeologia. Non mancherà un giro all’animato bazar e un po’ di tempo a disposizione. Pensione completa. Pernottamento in hotel.

 

Trasferimento in aeroporto e imbarco sul volo di rientro in Italia via Istanbul.


 

 

 

  1. Charyn Canyon    2.  Verso Picco Lenin    3.  Corridoio del Wakhan

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

 Caratteristiche del viaggioL’itinerario che proponiamo si snoda tra Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan, nel cuore montagnoso dell’Asia Centrale e si inoltra nelle remote regioni del Pamir. Si tratta di una spedizione attraverso un territorio che ha avuto un passato cruciale sugli sviluppi storici e culturali del vasto bacino dell’Asia Centrale.Un viaggio impegnativo, complicato e non per tutti. Necessita di una buona capacità di adattamento, specie a livello di sistemazioni e di - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Il viaggio comprende tre Paesi: Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan. Solo Kel 12 propone questo itinerario
  • Ci si sposta su mezzi 4x4 dove trovano posto 3 passeggeri oltre l'autista, con posto finestrino garantito

ESPERTI

  

PAOLO BROVELLI

  • Dal 24  luglio  2019 al 8  agosto  2019
  • Dal 2  agosto  2019 al 17  agosto  2019
  • Dal 9  agosto  2019 al 24  agosto  2019

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