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  • IN OCCASIONE DELLA FESTA DEI FIORI A MEDELLIN

    COLOMBIA

  • IN OCCASIONE DELLA FESTA DEI FIORI A MEDELLIN

    COLOMBIA

    icona orologio 15 GIORNI
    minimo 10 massimo 16 partecipanti
    icona valigia PARTENZE:
    Sistemazioni
    Land Expeditions - Viaggi con Esperto

    Dalla vivace Bogotá, attraverso la Colombia rurale dei tradizionali villaggi paisá nel triangolo cafetero, fino alla moderna Medellín, per volare poi sulla costa del Caribe e da Santa Marta, attraverso la Macondo di Márquez e l’intatta Santa Crux de Mompox, raggiungere infine l’affascinante città fortificata di Cartagena de Indias. A Medellin parteciperemo a la “Feria de las flores”, uno dei festival culturali-folcloristici - continua -

    A PARTIRE DA: 5.150 €


    ITINERARIO

    Partenza dall’Italia con volo di linea via scalo europeo per Bogotà. Arrivo nella capitale colombiana in serata, incontro con la guida e trasferimento privato all’Hotel EK 5*.

    Cena libera e pernottamento.

     

    Dopo la colazione partenza verso le miniere di sale di Zipaquirà, a 50 chilometri a nord della capitale. Qui, da secoli, prima della conquista spagnola e ancor oggi, si estrae sale a circa 200 metri sottoterra. Milioni di tonnellate del prezioso materiale sono state asportate per farne emergere anche una cattedrale a 180 metri sotto il livello del terreno. L’esistenza di tale strana opera si deve all’ampliamento dell’usanza dei minatori di realizzare piccoli altari per propiziare la benedizione divina su attività assai rischiose. Una prima cattedrale era stata costruita all’inizio del XX secolo e poi chiusa perché divenuta pericolante. La seconda è datata anni ’90. È lunga quasi come un campo di calcio e può contenere oltre 8.000 fedeli. È ancora in funzione e vi si accede dopo aver percorso una Via Crucis: il luogo è sacro e spettacolare allo stesso tempo.

    Pranzo in ristorante.

    Rientro a Bogotá, la metropoli cosmopolita di circa 9 milioni di abitanti situata a 2.600 metri sul livello del mare nella vasta sabana protetta dalla Cordillera Oriental.

    La capitale policentrica, moderna, giovane e trafficata, è il cuore pulsante della Colombia. Ha moltissimo da offrire con i suoi tanti musei, le innumerevoli proposte culturali, gli ottimi ristoranti e i locali di tendenza, i grandi parchi e i mercati. Visitiamo il Museo Botero con 208 opere donate dal Maestro, in buona parte creazioni sue, ma anche dei più affermati artisti europei, di fatto la collezione d’arte contemporanea internazionale più completa del continente.

    Saliamo poi con la funicolare o la funivia fino ai 3.152 m del Cerro de Monserrate dove dal mirador potremo abbracciare con lo sguardo una grossa fetta della città. Il Santuario al Señor Caído è un frequentato luogo di pellegrinaggio alla statua di legno del Cristo caduto sotto il peso della croce, protettore della città.

    Rientro in hotel, cena libera e pernottamento.

     

    Dopo la prima colazione andiamo alla scoperta del quartiere storico de La Candelaria, che ha il cuore nella Plaza Bolívar. Nel mezzo, sta l’omonima statua. Nei dintorni si concentrano i luoghi di maggior interesse della capitale, anche con architetture del XVIII secolo, alcune in ottimo stato di conservazione. Faremo una passeggiata nel quartiere osservando esternamente il Teatro Colon, il Palacio de San Carlos, la Iglesia de San Ignacio, il Palacio Presidencial de Nariño, il Capitolio, la Alcadia Mayor e la Catedral.

    Entriamo nell'Iglesia de Santa Clara, che è anche museo: la volta a botte con un’unica navata è sorretta da pareti ornate da decine di dipinti, le antichità e i decori risalgono al XVIII secolo. Lasciamo alla fine la visita al Museo del Oro, considerato il più bello e ricco del Sudamerica. Gli oltre 50.000 oggetti costituiscono l’esauriente testimonianza delle numerose culture precoloniali colombiane. Tra i reperti in oro, che sono ovviamente il motivo principale della visita, segnaliamo i tunjos, statuine d’oro e la famosa balsa muisca, legate al mito dell’El Dorado. La leggenda racconta che i caciques e i sacerdoti muisca si coprivano d’oro, immergendosi poi nelle acque della Laguna di Guatavita, poco lontano da Bogotá. Da qui nacque la frenetica ricerca del mitico Eldorado, il luogo misterioso dove si nascondeva l’immenso tesoro dei popoli precolombiani.

    Pranzo in ristorante.

    Nel pomeriggio trasferimento in aeroporto per il volo diretto a Pereira, nell’Eje Cafetero (18.35/19.35, orario soggetto a riconferma).

    Arrivo e trasferimento allHotel Casa San Carlos Lodge (finca tipica boutique).

    Cena libera e pernottamento.

     

    Prima colazione. Siamo nell’Eje Cafetero che comprende i tre dipartimenti di Caldas, Risaralda e Quindío, un paesaggio dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco per la tradizione secolare della coltivazione del caffè, un prodotto agricolo, ma con una forte componente culturale e tradizionale che impregna gente e paesaggio. Qui fra l’800 e il 900 emigrarono intere famiglie paisá dalla regione di Antioquia in fuga dalle guerre, fondando nuovi insediamenti e iniziando la coltivazione della pianta del caffè che si è adattata benissimo grazie al clima fresco di queste vallate fra i 1.000 e 2.000 metri. Oggi vi si produce la maggior parte del caffè nazionale della pregiata specie Arabica, riconosciuta la migliore del mondo per il suo aroma leggero e delicato.

    Partiamo con il nostro pulmino per Filandia (1.900 m) a circa un’ora di distanza, famosa per la sua piazza circondata da case antiche restaurate con i tradizionali colori sgargianti che caratterizzano le abitazioni di questa zona.

    Proseguiamo verso la Valle de Cocora (circa unora di viaggio), dal nome della principessa figlia di Acaime, re degli indigeni quimbaya che vissero in queste terre dal 500 a.C., ma giunsero sull’orlo dell’estinzione con l’avvento degli spagnoli. È una magnifica vallata fra i 1.800 e i 2.400 metri di altitudine alle pendici del Parco Nazionale Naturale Los Nevados, famosa perché vi cresce la pianta simbolo della Colombia, la palma della cera (Ceroxylon quindiuense), la specie più alta al mondo. Dopo una passeggiata fra palme, mucche al pascolo e foresta nebulare, raggiungiamo Salento (circa mezzora di viaggio), saliamo al mirador e a piedi scendiamo verso il centro del villaggio lungo Calle Real con i suoi negozi di artigianato, ristoranti e bar.

    Salento è il villaggio più caratteristico di questa zona, con le sue case antiche fatte di canna intrecciata e fango e i balconi colorati tipici dell’architettura paisá. Intorno ci sono ordinati cafetales di un verde profondo, intervallati da coltivazioni di canna da zucchero, banane, piante da frutto e boschi di bambù, disseminati di tipiche fincas in legno e dipinte a colori vivaci. Molte di queste aziende si sono convertite anche al turismo, integrando i proventi derivati dalle piantagioni con quelli dell’ospitalità.

    Rientriamo quindi a Pereira nel nostro hotel.

    Pranzo in ristorante tipico. Cena in hotel e pernottamento.

     

    Dopo colazione percorriamo l’Autopista del Café con il nostro autobus verso la città di Manizales.

    La prima tappa della giornata, che raggiungiamo in mezzora circa di viaggio in jeep Willys, le tipiche jeeps scoperte diventate simbolo dellEje Cafetero, utilizzate sia per il trasporto di persone che di prodotti, è il Café Tío Conejo, una finca (azienda agricola) familiare dedita alla produzione di caffè speciali. Durante la visita della finca avremo modo di conoscere la coltivazione della pianta, la raccolta e i processi di lavorazione dei diversi tipi di caffè. Visitiamo gli edifici della finca, fatti con materiali originali della regione e che rappresentano l’architettura tradizionale del paesaggio culturale cafetero.

    Il Tio Conejo (Zio Coniglio) è parte integrante della tradizione orale colombiana dei tempi antichi, prima dell’avvento dell’elettricità, quando le famiglie si riunivano in casa per raccontare storie fantastiche. Uno dei personaggi preferiti spesso era Tio Conejo, che è sempre stato presentato come un personaggio molto astuto e umile, che usava la sua intelligenza per uscire da situazioni difficili e superare i suoi nemici.

    Pranzo in finca e, a seguire, trasferimento nel nostro hotel.

    Qui effettueremo una visita privata con salita in seggiovia fra i sentieri del parco del Recinto del Pensamiento, creato dal Comitato Produttori Caffè del Caldas, che con i suoi 190 ettari di bosco umido rappresenta uno dei polmoni di Manizales. E’ possibile ammirare varie specie di uccelli, farfalle e orchidee e un giardino zen con splendidi bonsai.

    Cena in hotel e pernottamento.

     

    Dopo la colazione, effettuiamo una breve visita panoramica di Manizales, con la Piazza di Bolivar e la Cattedrale Nuestra Señora del Rosario.

    Visitiamo l’iconico Monumento a Los Colonizadores, un’opera in bronzo dallo straordinario dinamismo che celebra l’arduo processo di colonizzazione che portò alla fondazione della città.

    A seguire, partenza con il nostro pulmino verso Medellin, la seconda città colombiana per lunghi anni sinonimo di narcotraffico e violenza, ma diventata un innovativo modello di sviluppo urbano grazie agli enormi progressi in termini di sicurezza e qualità della vita. La strada attraversa bei paesaggi rigogliosi e villaggi e segue per la gran parte il percorso del fiume Cauca.

    Medellín non è la città più bella, ma ha probabilmente la miglior qualità di vita del Paese: clima e cucina aiutano, ma contano soprattutto il suo dinamismo imprenditoriale e la sua vivacità culturale. Nel 2013 il Wall Street Journal l’ha definita la città più innovativa al mondo e oggi è un modello in tutto il continente per il sistema di trasporti e la cultura. Al viaggiatore Medellín offre l’esperienza di una città vera, specchio delle contraddizioni del Paese, ma anche simbolo del cambiamento e della capacità di reagire per recuperare il diritto delle persone a una vita normale.

    Pranzo in ristorante.

    Cena e pernottamento all’Hotel Du Parc Royal 5*.

     

    Prima colazione. Questa giornata è interamente dedicata ad andare a spasso per la città in pulmino, a piedi e utilizzando anche il metrocable, le funivie e le scale mobili all’aperto che tanto hanno contribuito a cambiare l’immagine di Medellín. Infatti è stato soprattutto il sistema integrato di trasporti pubblici che dal centro si allarga alle periferie e la diffusione di poli culturali fra cui biblioteche, musei, gallerie d’arte, teatri e librerie ad abbattere gli steccati fra quartieri ricchi e poveri.

    La visita inizia con un giro panoramico per la Zona Rosa di Medellín, che è il luogo per l’intrattenimento, ricco di negozi, ristoranti, pub, passando per il Parque El Poblado dove fu fondata la città di Medellín nel 1616.

    Si prosegue fino al Parque Bolivar per visitare la Cattedrale Metropolitana della Immaculada Concepción, la cattedrale in argilla cotta più grande al mondo.

    Raggiungeremo quindi la famosa Plaza Botero che ospita 23 sculture donate alla città dal famoso artista Fernando Botero nato a Medellín. La piazza ospita inoltre il Museo de Antioquia dove avremo modo di apprezzare una raccolta di opere di Botero ed eventuali mostre temporanee e permanenti di arte precolombiana, coloniale e contemporanea.

    Continuando a piedi per il centro, proseguiamo fino al Parque Berrio che ospita la prima scultura donata da Botero alla città, il Torso Femenino soprannominata La Gorda e la Iglesia de la Candelaria. Camminando lungo il Pasaje Peatonal Carabobo sino al Parque San Antonio, incontriamo altre quattro sculture che il Maestro Botero donò alla sua terra.

    Da qui raggiungeremo la Casa de la Memoria, interessante in quanto offre una riflessione sulla sofferenza e sulla resilienza di questa città.

    Non potrà mancare una visita alla Comuna 13, l’ex quartiere più pericoloso e degradato della città, oggi frequentato anche da turisti attirati dai graffiti che colorano i muri delle case.

    Pranzo in ristorante locale. Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione. La Feria de las Flores, che ogni anno si svolge in agosto, è la festa principale degli antioqueños, una delle maggiori del Paese e uno degli eventi più importanti a livello mondiale per gli appassionati di fiori. Ma è anche l’occasione per celebrare le radici della cultura paisá con musica, balli e costumi. Oggi è la giornata culminante della settimana di festa con il desfile de silleteros.

    Nella sfilata dei silleteros più di 500 coltivatori si esibiscono lungo un percorso di due chilometri, portando a spalla su specie di sedie di legno che possono pesare fino a 70 chili, delle composizioni floreali frutto di un lungo lavoro.

    Vi assisteremo da uno dei palchi che vengono allestiti per loccasione.

    Leggero lunch box per pranzo.

    Eventuale tempo libero nel pomeriggio fino allorario di cena.

    Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e trasferimento in Aeroporto per il volo per Santa Marta. L’anno di fondazione, il 1525, ne fa la più antica città tuttora esistente del continente sudamericano. Anche se non può competere con la più blasonata hermana del Caribe con cui esiste una rivalità di vecchia data, Santa Marta è comunque una tappa importante di un viaggio in Colombia per il nucleo storico con gli edifici antichi e la splendida baia.

    Alcuni viaggiatori ne apprezzano il fascino più autentico rispetto alla più turistica Cartagena, nonostante il traffico e lo sviluppo urbano poco armonico. Visiteremo, appena fuori dal centro città, anche la Quinta de San Pedro Alejandrino, un antico zuccherificio perfettamente restaurato dove Bolívar morì il 17 dicembre 1830, deluso, solo e prigioniero del labirinto dei suoi ricordi, come scrive Márquez in Il generale nel suo labirinto, il racconto dell’ultimo viaggio del Libertador. Oggi vi si trova un museo di arte contemporanea all’interno di un giardino botanico con alberi centenari.

    Il tramonto sarà l’occasione per una piacevole passeggiata lungo il malecón pedonale che costeggia la baia e la spiaggia di Santa Ana unendo lo storico porto di Santa Marta con la Marina Internacional. Pranzo libero.

    Cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la prima colazione visitiamo la splendida Casa de la Aduana che ospita il piccolo, ma curato Museo del Oro, con manufatti e preziosi oggetti tayrona. Alcune sale sono dedicate anche alle popolazioni indigene Kogui, Wiwa e Arhuaco, a un interessante excursus storico sulla città con l’auge della ferrovia e della compagnia bananera e a Simón Bolívar, che qui fu vegliato dopo la sua morte.

    A seguire partenza con il nostro autobus privato per Santa Cruz de Mompox. Dopo circa due ore di viaggio fra piantagioni di banane e di palme, ci fermiamo nel paesino di Aracataca, la Macondo di “Cent’anni di Solitudine” dello scrittore Premio Nobel Gabriel García Márquez.

    Visitiamo la casa-museo fedelmente ricostruita dove Gabo nacque e visse da bambino con i nonni materni, quindi proseguiamo a piedi per gli altri luoghi descritti nel suo romanzo: Plaza de Bolívar, il Camellón de los Almendros, la Casa del Telegrafista, la stazione ferroviaria, la statua di Remedios la Bella. Pranzo in un ristorantino locale.

    Ripreso il nostro autobus, continuiamo la lunga tappa fino a raggiungere finalmente, dopo circa 6 ore di viaggio, Santa Cruz de Mompox “lejana y sola”.

    Sistemazione al Boutique Hotel Bioma o similare, cena in ristorante e pernottamento.

     

    Prima colazione e visita a piedi della città con guida locale in spagnolo.

    Santa Cruz de Mompox sorge sull’isola d’acqua dolce più grande del Sud America, l’Isla Margarita, situata tra il Río Magdalena e il Río Cauca.

    Mompox è un vero e proprio gioiello architettonico coloniale perfettamente conservato e proclamato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Fondata nel 1540, ebbe un’importanza strategica durante la dominazione spagnola in quanto centro di scambi commerciali tra Cartagena, sulla costa, e Bogotá, nell’entroterra. Il declino della sua fortuna nei commerci si deve all’erosione e alla sedimentazione che cambiarono il corso del fiume Magdalena. Oggi è una città immobile che con la sua atmosfera atemporale irradia storia, romanticismo e nostalgia da ogni scorcio, specie lungo la Calle Real del Medio, la via principale in cui si concentrano alcuni degli edifici più belli e importanti della città.

    Visitiamo la Casa della Cultura e il Museo di Arte Religiosa, il vecchio cimitero, le tante chiese fra cui Santo Domingo, San Francisco, San Juan de Dios, San Agustín e Santa Barbara, quest’ultima situata in riva al fiume, con una torre ottagonale in stile moresco che la rendono unica in Colombia.

    Le antiche case sono quasi tutte a un piano, con tetti in tegole, portali in pietra, grandi finestre protette da eleganti grate in ferro battuto appoggiate a basamenti ornamentali ognuno diverso. Nella penombra dove il sole non riesce a penetrare la gente chiacchiera tranquilla seduta sulle tradizionali sedie a dondolo in legno. Per quanto riguarda l’artigianato, gli orafi di Mompox godono di fama internazionale per i loro delicati gioielli in filigrana d’oro e d’argento. Pranzo in ristorante lungo il fiume.

    Nel pomeriggio tempo libero per godere in tranquillità il fascino nascosto di questo prezioso angolo dimenticato dal tempo, passeggiare tra le vie della città, rilassarsi in un caffè, tornare in uno dei luoghi che ci hanno particolarmente colpito, fare foto o acquisti o godersi l’incanto del fiume…

    Sembra davvero di muoversi dentro un racconto di García Márquez, anche se pare che Gabo nei suoi molti viaggi lungo il Rio Magdalena non si sia mai fermato qui. Mompox è certo il luogo che più assomiglia a quel Macondo che tutti abbiamo immaginato e non è un caso che Francesco Rosi abbia girato fra le sue vie molte delle scene di “Cronaca di una morte annunciata”, la tragica storia di Santiago Nazar che ama, fugge e muore.

    Pranzo in ristorante, cena libera e pernottamento in hotel.

     

    Dopo la colazione trasferimento con il nostro autobus privato a Cartagena de Indias.

    Lungo il percorso sosta a San Basilio de Palenque, a circa 60 km da Cartagena, dove pranziamo.

    La sosta è giustificata non certo per quello che si vede, nulla di rilevante, ma per il valore storico di questo luogo. San Basilio de Palenque, un villaggio, apparentemente non diverso da molti altri del Caribe, è stato dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” grazie alla sua storia che ci verrà raccontata in loco. È stato il primo insediamento di schiavi liberi del Sud America perché è qui che nel XVII secolo si rifugiarono alcuni neri fuggitivi e da allora la parola Palenque è diventata sinonimo di libertà. Grazie all’isolamento, i loro discendenti hanno conservato intatte le tradizioni culturali africane: musica, riti, danze, pratiche mediche e la lingua stessa, il “criollo palenquero”, una mescolanza di spagnolo e lingue bantu.

    Percorriamo quindi gli ultimi chilometri che ci separano da Cartagena de Indias e ci sistemiamo nel nostro hotel. Cartagena non è solo un gioiello architettonico coloniale, forse l’angolo più bello dell’America Latina, anch’essa meritatamente iscritta nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità. Ciò che le dona quell’atmosfera rilassata e allegra al tempo stesso è la popolazione gentile e cordiale e la sua vivacità culturale.

    Cena e pernottamento all’Hotel Capellan de Getsemani 5*.

     

    Dopo la prima colazione, iniziamo con la visita guidata della zona moderna di Cartagena per poi continuare con il centro storico dentro le mura, fra le antiche strade, piazze, chiese e palazzi dai colori pastello.

    Cartagena è ricca di cultura, di storia, di fascino e di mistero, davvero un museo a cielo aperto. L'Unesco ha dichiarato più volte il suo amore per questa città definendola una delle più belle del mondo.

    È una città da percorrere lentamente, a piedi, alla luce del giorno e di notte, quando i lampioni illuminano le piazze. Solo così si può apprezzarne tutta la bellezza. Fondata nel 1533 da don Pedro de Heredia, Cartagena fu il porto d’imbarco dei tesori della Corona durante la dominazione spagnola. Soffrì costanti assedi che determinarono la sua straordinaria architettura militare, caratterizzata da grosse muraglie, fortini e bastioni. Nella Plaza de la Aduana si può apprezzare il Palazzo Municipale, sede del Comune, di grande interesse la chiesa e il chiostro di San Pedro Claver e il bel palazzo che fu la sede principale del tribunale dell’Inquisizione. Nel settore nord della città si trova la Plaza de las Bòvedas, sotto le cui arcate, oggi occupate da negozietti per turisti, nel passato s’immagazzinarono munizioni e armi e alloggiarono le truppe. Dalla Puerta del Reloy si arriva alla Plaza de los Coches, dove anticamente si svolgeva il mercato degli schiavi. Oltre c’è il quartiere di Getsemani, parte del centro storico, ma ancora più giovane e vivace, con magnifici murales e tanti locali dove ascoltare musica e bere un drink. Per capire bene ciò che fu la Cartagena storica, bisogna percorrerne le strutture difensive che salvarono la città dai numerosi assedi e le conferirono la fama di inespugnabile. Spicca, fra tutte, l’imponente mole di pietra del Castello di San Felipe de Barajas, considerato il capolavoro dell’ingegneria militare spagnola in America, che percorreremo a piedi dopo averlo raggiunto con il nostro minibus.

    Pranzo e pomeriggio liberi per ritornare nei luoghi più suggestivi, per acquisti o relax.

    Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

     

    Prima colazione e tempo libero a disposizione fino allora del trasferimento in aeroporto per il volo per Bogotà.

    Arrivo e connessione con il volo in partenza per Madrid. Pasti liberi. Pernottamento a bordo.

     

    Arrivo a Madrid e connessione con il volo per l’Italia.

     


     

     

     

    1. Valle del Cocora     2. Cartagena de Indias    

    3. Medellin, Feria de las Flores

     

    APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

    L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre. Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui si - CONTINUA -

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    • Visitiamo la Comuna 13 a Medellin anche con una guida nativa per conoscere la trasformazione del quartiere simbolo del rinnovamento