IN PATAGONIA LUNGO LA MITICA RUTA 40

ARGENTINA

  • IN PATAGONIA LUNGO LA MITICA RUTA 40

    ARGENTINA

    Viaggi con Esperto
    Durata 14 giorni
    Partecipanti minimo 4 massimo 11  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 31  ottobre   al 13  novembre  
      Completa
      150
    • Dal 4  dicembre   al 17  dicembre  
      Iscrizioni aperte
      150
    • Dal 28  dicembre   al 10  gennaio  
      Garantita
      150

    A PARTIRE DA:  

    5.100€

    Argentina

    IN PATAGONIA LUNGO LA MITICA RUTA 40

    Un itinerario esclusivo Kel 12, collaudato e perfezionato nel corso di oltre venticinque anni di viaggi nel sud dell’Argentina.

    Un viaggio lungo una delle strade più leggendarie al mondo: la Ruta 40. Alla scoperta della Patagonia, regione selvaggia ai confini del pianeta. Una traversata via terra, iniziando dalla costa a strapiombo della Riserva Naturale della Penisola Valdés, tra colonie di leoni marini, pinguini e balene. Per poi proseguire tra foreste e grotte rupestri, piccole vallate e fiordi. E visitare tre siti Unesco, insieme al Ghiacciaio Perito Moreno. Un’occasione per andare in barca sul Lago Argentino, circondati dagli iceberg, e ammirare da vicino le imponenti vette andine del Fitz Roy e del Cerro Torre. Chilometro dopo chilometro, un percorso assolutamente originale. Lontano dalle strade più battute dal turismo.

    In questa attraversata via terra ci piace ricordare ancora una volta che viaggiamo a bordo di un pulmino privato per godere della massima libertà e raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Per la realizzazione di questo itinerario ci affidiamo a una piccola impresa familiare che risiede a Puerto Madryn e che organizza viaggi attraverso la Patagonia dal 1993. E’ nata per volontà di Pino Salvagnini, giunto qui dall’Italia, che ha creato l’agenzia per condividere con i visitatori la conoscenza e l’amore profondo che nutriva per questi luoghi. Ora l’attività è gestita dai figli che si occupano di tutta la logistica del percorso da Puerto Madryn a El Calafate, dove termina la nostra avventura patagonica. Una delle nostre guide, Umberto o Gianny Salvagnini, sarà con voi durante il percorso da Puerto Madryn a El Calafate e per gruppi di almeno 10 partecipanti, l'intero tour sarà guidato da un nostro Esperto dall’Italia, garantendo un’esperienza ancora più completa e coinvolgente.

    Ascolta ora la puntata di "Frammenti di Viaggio", il podcast di Kel 12, dedicata alla Patagonia Argentina.

     

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Roma per Buenos Aires in serata con volo di linea. Cena e pernottamento a bordo. NB: è possibile partire anche da altri aeroporti italiani utilizzando un volo di collegamento per Roma con Ita Airways, con supplemento. Vi preghiamo di richiedere al nostro Ufficio Prenotazioni il volo di collegamento all’atto della prenotazione per verificarne la tariffa e disponibilità.  
    Arrivo al mattino presto nella capitale argentina, accoglienza da parte della nostra guida, e trasferimento nell’hotel in città per qualche ora di riposo dopo il lungo volo (camere disponibili fin da subito). Dopo il pranzo libero, nel pomeriggio è prevista la visita della città di Buenos Aires con guida locale parlante italiano, che prevede la sosta nei luoghi di maggior interesse.Al termine, rientro in hotel.Pasti liberi e pernottamento in hotel. Buenos Aires fu fondata per la prima volta nel 1536, quando vi giunse l’esploratore spagnolo Pedro de Mendoza con i suoi battelli e stabilì un accampamento lungo il Rio de la Plata. Nel 1580 l'esploratore spagnolo Juan de Garay fondò una seconda e definitiva volta, la città col nome di Ciudad de la Santísima Trinidad y Puerto de Nuestra Señora de los Buenos Aires. La città fu battezzata con questo nome in onore della Madonna di Bonaria di Cagliari, in Sardegna. Dalla sua fondazione fino al 1700 Buenos Aires subì diversi attacchi da parte di pirati inglesi, francesi e danesi. Progressivamente acquisì maggior prestigio all'interno dell'America spagnola tanto da diventare, nel 1776, capitale del Vicereame del Rio de la Plata.Nel 1800 gli inglesi tentarono di impadronirsi ripetutamente della città, ma senza successo. Buenos Aires cambia completamente nella seconda metà del XIX secolo con l'arrivo di una massiccia immigrazione, soprattutto spagnola e italiana, ma anche tedesca, polacca, russa e mediorientale, favorita dalle condizioni economiche precarie in Europa e dalle politiche del governo argentino, volte a favorire l'ingresso di nuova manodopera. L'immigrazione italiana fu la prima ad arrivare in modo massiccio. Nel 1887 gli italiani costituivano il 60% dell'immigrazione totale, per poi ridursi percentualmente con l'aumentare della immigrazione spagnola.Sul fronte interno, lo sviluppo del grande porto di Buenos Aires e il predominio economico corrispondente hanno provocato un periodo di scontri civili. La separazione definitiva tra la città di Buenos Aires e la provincia è avvenuta nel 1880, quando la città è stata dichiarata "capitale federale" della nazione.Il XX secolo ha visto il consolidarsi dell'immigrazione europea che, con la seconda e la terza generazione, fa ormai parte della classe dirigente. Buenos Aires cresce con le caratteristiche di una grande metropoli. La seconda immigrazione, verificatasi nella seconda metà del secolo, vede arrivare sulla scena argentina persone provenienti da altri paesi del Sud America e dell'Asia. L'accoglienza sociale di queste nuove minoranze etniche è però diversa e le comunità in questione faticano ad inserirsi nel tessuto sociale argentino.Oggi attorno alla città gravita quasi la metà della popolazione argentina. L'area metropolitana di Buenos Aires conta infatti circa 14 milioni di abitanti ed è la seconda più grande metropoli dell’emisfero sud dopo San Paolo in Brasile.Il centro della città è Plaza de Mayo, nucleo dell’insediamento originale, risalente al 1580, dove si trovano la Casa Rosada (il Palazzo Presidenziale), la Cattedrale Metropolitana e il Museo del Cabildo (visita degli esterni). L’Avenida Florida, collega Plaza de Mayo con Plaza Jose de San Martin ed è una delle passeggiate più popolari essendo completamente pedonabile, piena di negozi e di ristoranti.Plaza Jose de San Martin è il cuore verde di Buenos Aires. Vi si trovano, oltre a bei palazzi, il monumento al generale San Martin, che realizzò l'indipendenza argentina e successivamente combatté per quelle del Perù e del Cile.  Nell’adiacente piazza si innalza la Torre Monumentale o degli Inglesi, chiamata così perché donata dai britannici nel 1909 in occasione del centenario della Rivoluzione di Maggio. L’obelisco, uno dei monumenti principali della capitale, sorge nella Plaza de la República, all'intersezione fra Avenida Corrientes e Avenida 9 de Julio e fu costruito per festeggiare il quarto centenario della fondazione della città. Qui si riuniscono tutte le linee della metropolitana cittadina. Poco distante, sull’Avenida 9 de Julio (l’arteria più larga di Buenos Aires, con il traffico che ne consegue), si può osservare l’elegante e monumentale facciata del Teatro Colòn, che occupa un intero isolato.San Telmo è il quartiere più antico di Buenos Aires, facilmente raggiungibile a piedi da Plaza de Mayo percorrendo l’Avenida Defensa. E’ caratterizzato da vie strette, strade acciottolate, bassi edifici in stile coloniale e innumerevoli negozi di antiquariato che gli conferiscono un fascino un po’ retrò. Alla fine del XIX secolo, a causa dell’epidemia di febbre gialla che colpì la città, i membri più abbienti della società si trasferirono nel vicino quartiere della Recoleta (ancora oggi importante quartiere residenziale di classe), e a San Telmo le antiche ville (conventillos) furono convertite in case popolari per i più disagiati. Oggi il quartiere attira sempre più artisti, bohemien, giovani studenti, rendendolo un luogo caratteristico soprattutto la domenica, quando c’è la feria (mercato) e si possono acquistare oggetti di ogni tipo e assistere a improvvisati spettacoli di tango in strada.Proseguendo lungo la Avenida Defensa si lascia alle spalle San Telmo e si entra nel vivace e popolare quartiere della Boca, così chiamato perché è nato intorno al porto ormai non più attivo, che si trova all'imboccatura (boca) della confluenza del Riachuelo con il Rio de la Plata.Il cuore della Boca è il Caminito, con le sue caratteristiche case colorate. La zona si sviluppò soprattutto grazie agli immigranti genovesi che gli conferirono l'aspetto attuale. Le case venivano intatti dipinte con le rimanenze di vernice usata per le chiatte da trasporto merci che transitavano nel Riachuelo e negli anni questo è diventato un motivo di attrazione per i turisti.Ristoranti con tavoli all’aperto, spettacoli di tango in strada e negozietti vari completano il vivace quadretto. La Boca è anche la sede di una delle squadre di calcio più famose al mondo, il Boca Juniors, e dello celebre stadio La Bombonera. 
    Prima colazione in hotel e mattinata a disposizione per approfondire in modo autonomo le visite della città. Nel primo pomeriggio, partenza per l’aeroporto cittadino di Buenos Aires in coincidenza con il volo per Puerto Madryn. Arrivo e trasferimento in hotel per il pernottamento. Pasti liberi.  
    Oggi inizia il nostro percorso via terra che ci porterà alla scoperta della Patagonia. Delimitata geograficamente a ovest e a sud dalle Ande, e ad est da plateaux e bassipiani, è una regione di ampie pianure steppiche, alle quali si susseguono altopiani che raggiungono oltre i 1000 metri di quota, caratterizzati da un'enorme distesa sassosa ricoperta da una vegetazione prevalentemente erbacea ed arbustiva. Verso le Ande la steppa cede il posto a formazioni rocciose caratterizzate da porfido, granito e lave basaltiche, la vita animale diventa più abbondante e la vegetazione più lussureggiante, con boschi di faggi e conifere.Dal 1999 la Penisola Valdes è sotto la tutela dell’Unesco per preservare il suo ecosistema unico al mondo. Si tratta di un territorio pianeggiante che si inoltra nell'Oceano Atlantico e costituisce una delle più importanti riserve di fauna marina e avicola al mondo. Data la sua estensione, ci vuole una giornata per visitarla e conoscere alcuni punti importanti per l’osservazione della fauna selvatica.Scarsamente abitata dagli uomini, questa terra arida dove si fonde il blu del cielo con il blu intenso delle sue acque, è territorio di guanachi, nandù e una grande varietà di specie di uccelli marini. Sulle sue coste frastagliate, a strapiombo sul mare, trovano rifugio molte specie di uccelli che giungono qui per svernare, attirati dal clima particolarmente favorevole alla riproduzione. Una delle maggiori attrattive di questo santuario naturale è la Balena Franca Australe (che arriva ogni anno nel mese di giugno e si può osservare fino a inizio dicembre; solo in questo periodo è possibile effettuare un’escursione facoltativa in barca (non inclusa nella quota) per ammirare le balene da vicino). Ma non è sola. Qui vive e continua a prosperare l’unica e imponente colonia continentale di Mirounga Leonina, meglio conosciuti come elefanti marini, per la caratteristica proboscide del maschio. L’epoca di arrivo di questi mammiferi comincia nel mese di luglio e da ottobre fino a gennaio è il periodo di maggior concentrazione (circa 1300 esemplari su tutta la penisola). Raggiungeremo Punta Norte e vedremo una lòberia, colonia di leoni marini. Durante i trasferimenti, con un po’ di fortuna, potremo osservare anche altri animali come guanachi, nandù (struzzo sudamericano), volpi, armadilli e lepri patagoniche. Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    Dopo la prima colazione partenza in direzione sud lungo la Ruta Nacional 3, o Ruta Atlantica, così chiamata in quanto corre lungo la costa atlantica offrendo dei bei panorami. La prima sosta la effettuiamo a Trelew per dedicare del tempo alla visita dell’albergo storico della cittadina e della sua vecchia stazione ferroviaria, diventata ora museo.  Proseguendo in direzione sud raggiungiamo Punta Tombo, un’area naturale protetta dove possiamo osservare i pinguini di Magellano. Quando arriva la primavera australe (che corrisponde al nostro autunno), in questo promontorio situato a 125 km a sud di Trelew, il pinguino di Magellano giunge al suo appuntamento annuale. Dopo un lunghissimo viaggio tocca terra per fare il suo nido. Da metà settembre a metà aprile si radunano qui più di un milione di esemplari e la zona diventa così la colonia di pinguini (pinguinera) continentale più grande del mondo. Terminata la visita proseguiamo verso sud fino a Comodoro Rivadavia, città industriale cresciuta grazie all’estrazione del petrolio. Sistemazione e pernottamento in hotel. Pasti liberi. 
    Dopo la prima colazione lasciamo definitivamente la costa con il nostro pulmino per dirigerci verso l’entroterra, in direzione ovest. Oggi ci attende una lunga tappa di trasferimento per spostarci dalla costa atlantica alla parte opposta, fin quasi al confine con il Cile. I chilometri che percorriamo al giorno in genere sono molti, date le notevoli distanze; tuttavia, non vanno considerati come il prezzo inesorabile da pagare per raggiungere determinati luoghi, bensì come parte integrante dell’esperienza del viaggio stesso. I paesaggi che attraversiamo, le immense distese circondate dal nulla se non da spazio infinito che a volte sembrano ancora lontane dall’essere state percorse dall’uomo non fosse altro per quella striscia di asfalto su cui procediamo, sono l’essenza stessa della Patagonia. L’attrazione di maggior interesse di questa giornata la troviamo a 30 km da Sarmiento, dove ci fermiamo per visitare la riserva nazionale “Bosco Pietrificato José de Ormachea”, una spettacolare foresta pietrificata, una delle più importanti dell’Argentina. Le araucarie pietrificate che vi si trovano sono resti fossili di un bosco del periodo terziario inferiore, risalente a circa 65 milioni di anni fa. All'inizio dell'era terziaria i boschi originari di conifere sono stati ricoperti di materia vulcanica in seguito alle eruzioni prodotte a causa del sollevamento della Cordigliera delle Ande. Gli alberi hanno assorbito quel deposito e, in un lento processo di trasformazione organica, la loro struttura molecolare è divenuta pietra, mantenendo l’aspetto esterno grazie al terreno argilloso che ha protetto il bosco e ci ha permesso di conoscere parte del passato geologico della Patagonia. Oltre a centinaia di resti fossili di alberi, che misurano fra i 10 e i 15 metri, si trovano anche resti di rami, foglie, frutti e semi. I boschi pietrificati della Patagonia sono considerati i più importanti del Sud America in quanto custodiscono i fossili di arbusti più grandi del continente.Al termine della visita proseguimento per Los Antiguos, cittadina ubicata sulla rotonda baia meridionale del Lago Buenos Aires, il secondo lago più grande del Sud America dopo il Titicaca. Pasti liberi e pernottamento in hotel.
    Prima colazione. Partenza al mattino molto presto. Finalmente oggi imbocchiamo un’altra mitica strada, la Ruta Nacional 40, la strada più lunga e spettacolare d’Argentina. La RN 40, creata nel 1935, unisce 3 regioni e 11 province del Paese, dall’estremo nord fino al “finis terrae” del sud, come una gigantesca colonna vertebrale lunga più di 5.000 km. In parte su asfalto e in gran parte su graniglia, dopo esserci lasciati alle spalle la cittadina di Perito Moreno, raggiungiamo la valle del Rio Pinturas, dove ci fermeremo per visitare la “Cueva de las Manos Pintadas” (Patrimonio Unesco). Considerata la Cappella Sistina dell'arte preistorica di queste latitudini, la grotta si trova nello stupendo canyon creato dal Rio Pinturas, all’interno del Parco Nazionale Perito Moreno (da non confondersi con il più noto ghiacciaio omonimo). Qui centinaia di impronte di mani in negativo, riprodotte in moltissimi colori, si sovrappongono le une alle altre. Secondo gli studiosi le pitture corrispondono a diversi periodi o stili differenti: il più antico risale a circa diecimila anni fa e si caratterizza per le scene di caccia nelle quali si vedono gruppi di cacciatori che inseguono greggi di guanachi nei colori rosso, viola e ocra. Nel secondo gruppo stilistico, datato tra i cinque e i settemila anni fa, il tema centrale sono gruppi di guanachi più statici. Si vedono rappresentati con i cuccioli e la figura umana non è vincolata agli animali, bensì è disegnata di fronte, stilizzata, con gambe corte e un solo braccio. Queste stupende pitture, considerate le più antiche del Sudamerica, furono eseguite molto probabilmente da cacciatori paleolitici che arrivarono dall'Europa attraverso lo stretto di Bering.  Nota: Segnaliamo che la camminata per la visita della Cueva de las Manos ha una durata di circa un’ora e si sviluppa principalmente su passerelle pianeggianti; lungo il percorso sono presenti solo alcune scale. L’itinerario si estende per circa 800 metri complessivi. Si consiglia di portare con sé una borraccia e di indossare un abbigliamento adeguato alle condizioni climatiche del momento. L’intero percorso è esposto al sole e non sono presenti zone d’ombra. Al termine, riprendiamo il nostro percorso tra pista e asfalto, fino a raggiungere il villaggio di Lago Posadas nel tardo pomeriggio. Pranzo a pic-nic, cena libera e pernottamento in hotel.  NOTA: Il pernottamento al Lago Pousadas, è previsto nell'Estancia Suyai oppure nell’hotel Rio Tarde, questo perché l’Estancia Suyai dispone solo di 6 camere, mentre l’hotel Rio tarde dispone di 9 camere. Il gruppo pertanto potrebbe essere suddiviso nelle due strutture. I due hotel si equivalgono, se l’Estancia Suyai gode di una bella posizione fronte lago ma dispone di camere molto semplici, l’hotel Rio Tarde, situato nel villaggio di Lago Posadas, offre invece un maggior comfort alberghiero. Desideriamo informarvi che l’Hotel Rio Tarde è una tipica casa patagonica con sole 9 camere, due delle quali condividono un bagno ad uso esclusivo.  
    Dopo la prima colazione, insieme al nostro accompagnatore partiamo per un’escursione alla scoperta dello straordinario complesso lacustre formato dal Lago Pueyrredón e dal Lago Posadas. Qui la natura regala un contrasto sorprendente: le intense acque azzurre del primo si affiancano alle sfumature verde smeraldo del secondo, separati da una sottile lingua di terra lunga circa tre chilometri.Esploreremo la Cueva del Puma: una camminata semplice e adatta a tutti si snoda tra imponenti pareti rocciose e paesaggi desertici, offrendo scorci suggestivi e un contatto autentico con l’ambiente patagonico. Raggiungeremo poi un mirador naturale che domina la valle del Río Oro, caratterizzata da ampi spazi e dai colori intensi tipici della regione. Da qui si gode anche di un punto di osservazione privilegiato sul versante nord del Cerro San Lorenzo (3.706 m), una delle vette più maestose della Patagonia australe.Al termine delle visite raggiungiamo una tipica estancia patagonica, dove ci attende un tradizionale asado argentino (non incluso). Pasti liberi e pernottamento in hotel. 
    Oggi ci attende una lunga tappa verso sud, sempre percorrendo la Ruta 40.Ci dirigiamo verso la zona dei grandi ghiacciai, attraverso un paesaggio di steppe caratterizzato dalle sterminate distese di cespugli tipici della pampa patagonica dove potremo osservare diversi uccelli e la tipica fauna. Sullo sfondo ci invita ad avanzare lo spettacolo maestoso della cordigliera andina. Arrivo nel pomeriggio a El Chaltén, piccolo villaggio ai piedi del Cerro Torre e del Cerro Fitz Roy (o Cerro Chaltén), dichiarato capitale nazionale del trekking grazie alla grande quantità di sentieri che si snodano in mezzo a scenari spettacolari. Sistemazione in hotel. Pasti liberi e pernottamento in hotel.
    Dopo la colazione, a seconda anche delle condizioni del tempo, faremo una delle due escursioni proposte.  Mirador del Fitz Roy e Cerro Torre (1,45 minuti a tratta – pendenza 200 m.s.l.m. di dislivello – difficoltà media)Con una camminata lungo una salita non impegnativa, potremo raggiungere il Mirador del Fitz Roy e Cerro Torre. La posizione strategica del mirador offre una bella veduta d’insieme sulla Valle del Rio de las Vuelta e del Rio Fitz Roy; inoltre, da qui si possono apprezzare gli impressionanti picchi di granito del Cerro Torre e del Cerro Fitz Roy, la cui cima è spesso avvolta dalle nubi. Tra le ardue vette della terra questa montagna non è tra le più alte, ma certamente fra le più temibili. Battuta da piogge e venti della pampa, irta di guglie ribelli e di torrioni ghiacciati, ha sempre scaturito negli uomini un riverente senso di terrore. L’inizio del sentiero è dal paese di El Chalten. Glaciar Los Huemules (1,30 minuti a tratta - 200 metri di dislivello (dai 500 ai 700 m s.l.m. – difficoltà media)Il sentiero si snoda attraverso scenari sempre diversi e sorprendentemente suggestivi. Si comincia con un tratto pianeggiante che conduce a tre incantevoli cascate immerse nella foresta, tra profumi di muschio e suoni d’acqua cristallina. Poi il percorso sale, in alcuni punti più ripidamente, tra eleganti boschi di ñires e lengas, regalando scorci sempre più ampi e luminosi. All’improvviso il paesaggio si apre… e davanti agli occhi appare la spettacolare laguna glaciale color smeraldo, incastonata ai piedi del maestoso ghiacciaio Huemul. Un luogo che lascia senza fiato e ripaga ogni passo del cammino. Per questa camminata è necessario raggiungere il punto di inizio del sentiero in auto per un percorso di circa 37 km su strada in gran parte sterrata e nelle giornate limpide è possibile ammirare il Cerro Torre e in particolare il Cerro Fitz Roy da diverse angolazioni.  Per chi preferisce un’opzione più rilassante, l’ultima alternativa è una piacevole passeggiata nei dintorni del Lago del Desierto, a breve distanza dall’inizio del sentiero per il Glaciar Los Huemules e a pochi passi dal confine con il Cile.Qui il ritmo si fa lento e contemplativo: il lago, dalle acque intense e profonde, è abbracciato da splendidi boschi di ñires e lengas che si riflettono sulla superficie, incorniciando cime maestose e vallate silenziose.  Nel pomeriggio, costeggiando i laghi Viedma e Argentino, proseguiamo in direzione sud. I laghi si aprono tra alte montagne, piccole vallate e baie piene di fascino. Ai piedi della "mesa" di Miguens si trova El Calafate, che si affaccia sulle acque turchesi del Lago Argentino.La cittadina è uno dei luoghi più visitati d’Argentina in quanto è la principale porta d’entrata al Parco Nazionale Los Glaciares, che offre alcune delle meraviglie naturali più straordinarie del continente.Arrivo in serata, sistemazione in hotel e pernottamento.Pasti liberi e pernottamento in hotel.  Nota: le escursioni previste per questa giornata potrebbero essere sostituite da camminate o trekking autonomi. In ogni caso, l'accompagnatore parteciperà a una delle due escursioni indicate, scegliendo quella con il maggior numero di iscritti.  
    Prima colazione. La prima parte della giornata è a disposizione per effettuare, se le condizioni meteorologiche lo permettono, un’escursione facoltativa in barca sul Lago Argentino (il pagamento è da effettuarsi in loco), lungo il Brazo Norte, per la visita al vasto fronte dei ghiacciai Upsala e Spegazzini, il più alto ghiacciaio all’interno del Parco Nazionale. L’escursione è resa suggestiva dagli iceberg in mezzo a cui si naviga (normalmente ci s’imbarca alle 08.30 e si sbarca alle 16.00). Il Lago Argentino è il terzo lago sudamericano per dimensioni dopo il Titicaca e il Buenos Aires, con una superficie complessiva di circa 1.560 chilometri quadrati. La navigazione nel Brazo Norte è particolarmente avventurosa e affascinante perché s'incontrano imponenti iceberg galleggianti alla deriva di un azzurro incredibile, oltre a panorami inusuali e di rara bellezza.Nel pomeriggio ci attende l’appuntamento forse più atteso di tutto il viaggio, la visita al gigante di ghiaccio, il Ghiacciaio Perito Moreno.Lasciato il pulmino nel parcheggio all’ingresso del Parque Nacional Los Glaciares, ci si incammina sulle passerelle, disposte su tre livelli, da cui si può godere degli splendidi panorami del Ghiacciaio Perito Moreno. Per le sue caratteristiche estetiche e naturali uniche al mondo, fu incorporato nel 1981 nella lista dei Patrimoni Mondiali dell’Umanità dall'UNESCO. Dal “hielo continental”, l'immensa massa di ghiaccio della calotta della cordigliera delle Ande, si distaccano 47 formazioni glaciali fra le quali figurano i ghiacciai Viedma, Upsala, Onelli e il celeberrimo Perito Moreno, che costituisce il motivo principale della nostra visita. La sua particolarità è di essere un ghiacciaio in movimento e uno dei pochi esistenti sulla terra che avanza e non retrocede come avviene per la maggior parte di essi. Situato fra il Brazo Rico e il Canal de los Tempanos, ha un fronte di 5 chilometri e un'altezza di 60 metri sopra il livello dell'acqua del braccio meridionale del Lago Argentino.Dal centro servizi all’interno del parco dove si trovano il bar, self-service e i bagni, iniziano le passerelle, la cui mappa è visibile all’ingresso, che consentono una bella camminata davanti al ghiacciaio. Ampie terrazze con panchine sono ottimi punti per osservare gli enormi blocchi di ghiaccio e le altissime pareti di mille tonalità di azzurro. In un’ora circa di cammino si completano tutte le passerelle dei sentieri giallo e rosso, che permettono di vedere il fronte da diverse angolature. La vista è impressionante e il rumore provocato dallo stridere delle masse di ghiaccio e, a volte, da improvvise rotture, regala la sensazione di essere di fronte a un gigante vivo e sarà uno dei ricordi più emozionanti che porteremo con noi. Pasti liberi e pernottamento in hotel.  
    Dopo la prima colazione raggiungiamo l’aeroporto di El Calafate in coincidenza con il volo di rientro a Buenos Aires previsto in serata. Salutiamo il nostro accompagnatore e ci imbarchiamo. Arrivo e resto del pomeriggio libero per poter trascorrere le ultime ore in città. Le camere sono disponibili dalle ore 15.00. Pasti liberi e pernottamento in hotel.
    Prima colazione e, a seconda dell’orario del volo internazionale, eventuale tempo a disposizione per visite individuali, relax o acquisti.Trasferimento in aeroporto per l’imbarco sul volo diretto a Roma. Pasti liberi. Pernottamento a bordo. 
    Arrivo in Italia. Eventuale proseguimento in coincidenza fino a destinazione finale.      Pinguini a Punta Tombo   2. Bosco pietrificato di Sarmiento3. Cerro Fitz Roy, El Chalten    

    Perché con noi

    • On the Road con un minivan privato 
    • Il Parco Nazionale “Bosque Petrificado José de Ormachea”, una delle più importanti e spettacolari foreste pietrificate dell’Argentina
    • La mitica Ruta 40
    • Il canyon del Rio Pinturas e la Cueva de las Manos Pintadas, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco
    • Il Lago Posadas e il Cerro San Lorenzo
    • Guida locale da Puerto Madryn (Penisola Valdes) a El Calafate e nostro Esperto dall'Italia per tutta la durata del viaggio al raggiungimento di 10 passeggeri
     

    I nostri esperti

    ELENA SABELLA

    Dal 31  ottobre  2026 al 13  novembre  2026

    FABRIZIO DEMBECH

    Dal 4  dicembre  2026 al 17  dicembre  2026

    MARIA CECILIA BECHSTEIN

    Dal 28  dicembre  2026 al 10  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    CARATTERISTICHE GENERALIViaggio intenso che permette di visitare un’ampia porzione della Patagonia tra Argentina e Cile, adatto ai viaggiatori curiosi che non temono lunghi percorsi in pulmino e amano osservare ampi spazi di territorio. Questo itinerario si svolge tutto via terra in Patagonia con un pulmino privato per avvicinarsi a luoghi al di fuori delle rotte turistiche, altrimenti irraggiungibili. I due voli interni che si utilizzano sono funzionali allo svolgimento dell’itinerario. A [...]