IN VELIERO NELL’ARCIPELAGO DI RAJA AMPAT CON IL BIOLOGO MARINO

INDONESIA

  • IN VELIERO NELL’ARCIPELAGO DI RAJA AMPAT CON IL BIOLOGO MARINO

    INDONESIA

    Viaggi con Esperto
    Durata 13 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 16  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 26  dicembre   al 7  gennaio  
      Completa
      190

    A PARTIRE DA:  

    8.700€

    Indonesia

    IN VELIERO NELL’ARCIPELAGO DI RAJA AMPAT CON IL BIOLOGO MARINO

    Un viaggio alla scoperta di uno degli ultimi paradisi terrestri, un luogo conosciuto col nome di Raja Ampat (i quattro re), arcipelago formato da quattro isole principali: Misool, Batanta, Waigeo e Salawati e da altre millecinquecento piccole isole e isolotti. Fa parte della provincia indonesiana di West Papua, conosciuta un tempo come Irian Jaya. Situato nel centro del cosiddetto “Coral Triangle”, è sicuramente il posto con la maggiore biodiversità marina del pianeta. La bellezza di questo luogo, sia sotto sia sopra la superficie del mare non ha confronti al mondo. La ricchezza di vita marina è dovuta anche al fatto che in queste isole la densità abitativa è molto bassa. Il modo migliore per scoprire questa regione è navigare nel mezzo della sua serie infinita di isole quasi disabitate, ricche di meravigliose spiagge deserte, in acque dove tutte le tonalità del turchese sono presenti e di notte, le uniche luci che si vedono all’orizzonte sono quelle delle barche dei pochi pescatori che abitano queste coste. Navighiamo a bordo di un tipico veliero indonesiano in legno, imbarcazione bellissima e senza tempo, che rendono il viaggio indimenticabile.

    Itinerario di viaggio

    Partenza da Milano Malpensa con voli di linea per Jakarta, con scalo intermedio. Pasti e pernottamento a bordo. 
    Arrivo a Jakarta nel tardo pomeriggio. Dopo aver espletato le formalità doganali e ritirato il bagaglio, accoglienza in aeroporto e trasferimento privato presso l’Airport Hotel con camere a disposizione per un po’ di riposo. Cena libera. Successivo trasferimento collettivo, con la navetta dell’hotel, al terminal delle partenze domestiche e check-in per il volo notturno su Sorong, operato da Lion Air (JT 1944 01.10-08.35 con scalo tecnico di 40 minuti a Makassar). Pasti liberi o a bordo, pernottamento a bordo.  
    Arrivo a Sorong al mattino presto, accoglienza in aeroporto e trasferimento al porto dove ci imbarcheremo sull’Aurora. La città di Sorong, situata sul “becco” della penisola di Bird’s Head in West Papua, è il punto di partenza per visitare il favoloso parco marino di Raja Ampat. La parola “Sorong” deriva dalla lingua locale Soreri e significa “mari profondi e turbolenti”. Montagne, colline e pianure circondano la cittadina e la presenza del porto giustifica la multietnicità che be contraddistingue la popolazione. Da molto tempo Sorong è uno dei porti più trafficati della West Papua, grazie al petrolio scoperto nella regione nel 1932. I giacimenti di petrolio fuori Sorong sono stati una delle ragioni per le quali i primi colonialisti olandesi si sono interessati all’Irian (primo nome della Papua), anche dopo l’indipendenza dell’arcipelago indonesiano. Ancora oggi l’oro nero è la principale industria, a seguire l’esportazione del legno. Attualmente il governo indonesiano richiede che la lavorazione del legno avvenga in loco e per questa ragione sono sorti a Sorong diversi stabilimenti. Il mare attorno alla cittadina è ricco di tonni e gamberi e rappresentano anch’essi una voce importante nell’esportazione. Nell’isola di Kabra si trova un allevamento giapponese di perle coltivate mentre pinne di squalo e cetrioli di mare vengono spediti a Hong Kong, Taiwan e in Cina.Sull’Aurora faremo conoscenza dello staff di bordo e saranno assegnate le cabine. Dopo le operazioni d’imbarco, salperemo e navigheremo per gran parte della notte per raggiungere l’arcipelago di Raja Ampat. Cena e pernottamento a bordo.  Le prossime giornate saranno dedicate all’esplorazione dell’Arcipelago di Raja Ampat.Il nome Raja Ampat (che in bahasa significa ‘i quattro Re’) viene da una leggenda locale: “Una donna stava camminando nella foresta alla ricerca di cibo quando trovò sei uova di drago. Le raccolse e le conservò per diversi mesi in una stanza. Una notte la donna udì suoni e sussurri e rimase scioccata nel vedere che dalle uova schiuse erano nati quattro maschi e una femmina vestiti con abiti reali. I quattro maschi diventarono i Re delle quattro isole principali mentre la femmina fu messa dentro una conchiglia e fatta galleggiare fino all’isola di Numfor. Il sesto uovo non si schiuse e diventò pietra, così fu lasciato nella stanza dove veniva custodito con altre due pietre che fungevano da guardiani”. I locali hanno un grande rispetto per questa leggenda e hanno costruito una casa sulle rive del fiume Waikeo che simboleggia la dimora della donna che costudiva le uova.I nativi di Raja Ampat sono divisi in circa 12 tribù diverse, molte delle quali hanno avuto contatto col mondo esterno solo recentemente. Alcuni di loro praticavano il cannibalismo e sono stati cacciatori di teste fino agli anni ‘70. Al giorno d’oggi le loro fonti primarie di sostentamento sono la pesca, l’essicazione del pesce, la raccolta di alghe e i servizi di trasporto da un’isola all’altra. Il loro modo di vivere dipende molto dalle risorse naturali e per questa ragione sono nomadi. L’abbondanza di fauna non è una caratteristica solo del mondo sottomarino ma anche della terraferma. Le foreste sono un paradiso per più di 170 specie di uccelli e 27 specie di mammiferi, tra cui l’echymipera, il cuscus maculato, l’opossum, il pipistrello e il ratto degli alberi.Le isole principali che formano l’arcipelago (se ne contano 1.500 in tutto, tra scogli e isolotti) sono quattro: Waigeo, Misool, Salawati e Batanta e, insieme, formano un enorme parco marino di oltre 40.000 kmq. Lo scenario è spettacolare sia sopra sia sotto il mare. È soprattutto per la sua barriera corallina che le isole sono conosciute dagli appassionati di diving, che le considerano l’ultimo paradiso sommerso del pianeta nonché una delle zone migliori in cui osservare mante, squali, dugonghi e cavallucci marini che vivono solo in queste acque. In totale si contano ben 1.397 specie marine. Non è però necessario fare immersioni per ammirare questo paradiso sommerso, è sufficiente avere maschera e boccaglio. Della totalità delle specie di coralli duri e molli esistenti nel pianeta si dice che il 75% si trovi proprio a Raja Ampat.Una delle prime aeree in cui si arriva lasciando Sorong è lo stretto di Dampier, passaggio tra le isole di Gam e Waigeo a nord e Batanta a sud. Deve il suo nome all’esploratore-avventuriero Willian Dampier che fu il primo a navigare nelle sue acque nel XVII secolo. Per quelli che hanno dimestichezza con la dinamica dei fluidi, lo Stretto può essere pensato come un “venturi” – dove un restringimento del diametro aumenta automaticamente la velocità del fluido che passa attraverso di esso. Più semplicemente, si tratta di correnti forti, perché lo stretto di Dampier è il canale principale attraverso il quale le acque della corrente indonesiana scorrono nel loro percorso verso sud. Il fatto che l’acqua scorra, trasportando con sé le sostanze ricche di nutrimento che si trovano sui fondali, ha reso questo luogo uno dei più ricchi in assoluto in fatto di biodiversità marina. Molti si riferiscono a questo luogo anche come il Manta Mantra, Manta Sandy o 3M, poiché qui si trova una stazione di pulizia per le mante e una fonte inesauribile di plankton, del quale esse vanno ghiotte. Il sito è posto sul lato meridionale della grande barriera che separa l’isola di Mansuar da quella più piccola di Airborek, all’estremità occidentale dello stretto. Le forti correnti che scorrono attraverso il canale e i numerosi pesci “pulitori”, come il labro e il pesce farfalla, creano le condizioni ideali affinché le mante giungano in questo luogo per farsi ripulire dai parassiti. Per questo motivo Manta Mantra è il luogo dov’è più facile vedere le mante a Raja Ampat e qui sono stati avvistati “treni di mante” (che succede quando una femmina è pronta ad accoppiarsi e può essere seguita anche da trenta maschi in fila, uno dietro l’altro). Questo sito è ovviamente molto popolare e per garantire che la presenza di diverse persone non allontani le mante è stato stilato un codice di comportamento che tutti i visitatori devono seguire. In circa 16 metri d’acqua è stata posta una fila di massi abbastanza vicina al luogo, così che i sub possano osservare e fotografare le mante, ma abbastanza lontana da permettere alle stesse di farsi pulire in pace. Le mante sono creature intelligenti e curiose, senza nemici reali a parte i grossi squali. Nella piccola isola di Arborek, si può visitare un tipico villaggio papuano. L’isola prende il nome da un tipo di frutto che vi cresce ed è situata all’estremità occidentale dello stretto, nel punto in cui entra il Mare di Halmahera. Si tratta di un’isola stretta e lunga, che si sviluppa da est a ovest, con una grande barriera corallina e che si trova proprio lungo la “strada” percorsa dalle correnti dello stretto. Sul lato settentrionale dell’isola si trovano due grandi moli di legno di fronte al piccolo villaggio e le ricche acque formano dei mulinelli attorno ai moli, creando un mini-ecosistema su queste strutture. Infatti, su esse, sono cresciute delle macchie di corallo molle e banchi di carangidi e pesci pipistrello vi vivono permanentemente. Un’altra isola abitata di questo arcipelago è quella di Fam, dove è possibile fare un piccolo trekking per avvistare gli uccelli del paradiso che compiono la loro danza. Gli uccelli del paradiso o paradisee sono una famiglia di uccelli canori dell'ordine dei passeriformi. Vedendo il loro piumaggio variopinto e le loro danze durante l'accoppiamento, non è difficile capire perché sia stato dato proprio quel nome a questi uccelli. Sono soprattutto i maschi ad avere un piumaggio molto variopinto. In realtà il nome di uccelli del paradiso fu loro attribuito per il fatto che i primi esemplari che gli esploratori ritrovarono furono da tribù indigene, che li utilizzavano come merce di scambio e per trasportarli meglio tagliavano loro le zampe. Uno dei motivi per cui Linneo classificò la Paradisea apoda con questo nome è perché a lui arrivò un esemplare senza zampe. Inoltre, il fatto che si vedessero sempre, o senza zampe o in volo fece pensare che questi uccelli non si posassero mai al suolo e che conducessero tutta la loro esistenza senza mai appoggiarsi. Questo influenzò alcuni racconti che narrano che le paradisee discendessero direttamente dal Paradiso e che addirittura la femmina covasse le uova sul dorso del maschio in volo. Il piumaggio degli uccelli di questa famiglia è caratterizzato non solo da colori splendenti ma anche da penne molto trasformate, che assumono lunghezze eccezionali o forme bizzarre. Gli uccelli del paradiso sono in maggioranza frugivori (si nutrono di frutta) e hanno un ruolo importante nella diffusione dei semi. Gli uccelli del paradiso vivono nell'Australia settentrionale, nelle Molucche e soprattutto in Nuova Guinea, nell'ambiente della foresta pluviale. Proprio per la loro presenza, la Nuova Guinea porta anche il soprannome di Isola degli Uccelli del Paradiso. Anche le isole di Yangefo e Yeben, come altre, sono circondate da meravigliose spiagge deserte e nella vicina Baia di Aljuy si trova un allevamento di perle, dove alcune volte ,e sempre a discrezione del suo direttore, è possibile prendere visione dell’intero processo della produzione.Eagle Rock è un luogo dove fare snorkeling, poiché in questa zona è possibile vedere le mante e i pesci pelagici. Nel raggiungere l’isola di Kawe, ricca di grotte e lagune, si supera l’equatore in direzione nord, sempre circondati da miriadi d’isole e isolette per arrivare infine al posto che da solo varrebbe la pena del viaggio: Wayag, che è l’immagine più famosa di Raja Ampat poiché dal punto di vista paesaggistico rappresenta sicuramente una delle meraviglie del mondo, essendo composta in realtà da una serie di atolli e faraglioni, più o meno grandi, disseminati in un’area piuttosto piccola che creano un vero e proprio labirinto. Pinnacoli di roccia coperti di vegetazione tropicale, s’innalzano bruscamente dalla superficie del mare. Le lagune interne formate da queste numerosi isolotti, sono quanto di più bello la mente possa immaginare. Tutti i colori del mare sono presenti, dal bianco delle immacolate spiagge, al celeste e alle varie tonalità di turchese delle acque dalle diverse profondità. Il verde delle palme e della giungla impera e si riflette nelle acque dei canali interni. Un sentiero breve, ma impegnativo, permette di scalare i 350 metri del Monte Pindito, e i venti minuti di dura scalata necessari per arrivare in cima sono abbondantemente ripagati dal panorama che si vede dalla sommità.Interessante anche Hidden Bay, nella zona di Penemu, una serie d’insenature ricche di giganteschi scogli affioranti e contornata da colline coperte di vegetazione. Non si può non ammirare i meravigliosi giardini di corallo sotto il pelo dell’acqua color smeraldo.L’arcipelago di Raja Ampat offre ancora molti altri luoghi degni di essere visitati, ma in un unico viaggio è impossibile vederli tutti. Normalmente in una crociera di 10 giorni si può prevedere la parte centrale e quella nord dell’Arcipelago, oppure la parte sud e la parte centrale.Per tutta la durata della nostra crociera, sono inclusi tutti i pasti e i soft drink.Nota Bene. Il programma di massima della crociera potrebbe essere modificato a discrezione del comandante della barca che terrà sempre in considerazione le condizioni meteo e del mare. 
    In mattinata si sbarca (a malincuore, ndr) dall’Aurora per il trasferimento in aeroporto, in tempo utile per il volo domestico diretto su Jakarta operato da Batik Air (ID 7780 11.25-13.15). All’arrivo ritiro del bagaglio, accoglienza da parte dello staff e, tempo permettendo, breve giro con veicolo privato per raggiungere la Vecchia Batavia (Kota Tua) per per il pranzo libero nello storico Café Batavia. Giacarta (in indonesiano Djakarta o DKI Jakarta, già Batavia o Jayakarta) è la principale città dell'Indonesia nonché la capitale. Situata sulla costa nordoccidentale dell'isola di Giava, ha una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti. La città vecchia di Batavia (oggi chiamata Kota) è stata in passato il fulcro del dominio coloniale olandese in Indonesia. Anche se la maggior parte delle strutture del passato sono ormai distrutte o in rovina, il Taman Fatahillah, la piazza centrale in acciottolato di Kota, conserva ancora parte del fascino di un tempo.Rientro in aeroporto in tempo utile per l’imbarco sul volo di rientro a Milano Malpensa, con scalo intermedio. Pasti liberi o a bordo e pernottamento in aereo. 
    Arrivo in giornata. 

    Perché con noi

    • Kel 12 è l'unico operatore italiano a proporre una viaggio di gruppo in questa regione, vero paradiso naturale, con la maggiore biodiversità marina del pianeta.
    • Viaggio accompagnato da una esperta biologa marina nonchè National Geographic Explorer, Arianna Mancuso.
    • Si naviga a bordo di un tradizionale veliero indonesiano ad uso esclusivo dei nostri viaggiatori e dotato di otto cabine con servizi privati.
    • Un itinerario paesaggistico e naturalistico di estrema bellezza, sia sopra che sotto il mare.  

    I nostri esperti

    ARIANNA MANCUSO

    Dal 26  dicembre  2026 al 7  gennaio  2027

    Approfondimenti di viaggio

    VOLII voli di linea previsti per questo itinerario sono operati da TURKISH AIRLINES. Sempre possibili eventuali cambiamenti di orari e aeromobili non dipendenti dalla nostra volontà e che potrebbero determinare modifiche all’itinerario di viaggio. Segnaliamo anche che, per motivi operativi e di disponibilità, potrebbe essere necessario utilizzare un’altra compagnia aerea, garantendo sempre voli di linea IATA. BAGAGLIOIl bagaglio deve essere limitato SOLO a borsoni morbidi, per un [...]