In viaggio con Massimo Polidoro: CITTA’ DEL MESSICO, CHIAPAS E YUCATAN

MESSICO

  • In viaggio con Massimo Polidoro: CITTA’ DEL MESSICO, CHIAPAS E YUCATAN

    MESSICO

    Viaggi con Esperto
    Durata 15 giorni
    Partecipanti minimo 10 massimo 12  partecipanti
    Partenze
      2026
      Status partenza
      Impronte
    • Dal 28  novembre   al 12  dicembre  
      Completa
      175

    A PARTIRE DA:  

    7.160€

    Messico

    In viaggio con Massimo Polidoro: CITTA’ DEL MESSICO, CHIAPAS E YUCATAN

    Il prossimo viaggio con Massimo Polidoro ci porterà dall’altra parte dell’oceano, nel cuore di una delle civiltà più affascinanti, complesse e fraintese della storia umana: il Messico. Un Paese dove miti, leggende e realtà storica si intrecciano in modo così fitto da rendere difficile, ancora oggi, distinguere ciò che sappiamo davvero da ciò che immaginiamo.

    C’è chi dice che i Maya avessero conoscenze impossibili per il loro tempo. Che le loro piramidi nascondano messaggi astronomici lasciati da civiltà scomparse. Che nei cenote venissero sacrificate bellissime vergini per placare divinità assetate di sangue. E che, nel cuore della giungla, sia stata sepolta la prova di antichi contatti con esseri venuti dallo spazio.
    E poi c’è Tenochtitlán, la capitale azteca: una città così grande e avanzata da sembrare irreale agli occhi dei conquistadores, ma anche teatro di rituali che ancora oggi scuotono l’immaginazione collettiva. Quanto c’è di vero in questi racconti? E quanto, invece, è il frutto di paura, propaganda o fantasia?

    Se c’è un luogo al mondo in cui il confine tra mistero e conoscenza è sottile, questo è il Messico. Attorno alle sue civiltà precolombiane si è costruita una storiografia “parallela” che parla di Atlantide, di antichi astronauti, di tecnologie perdute e di riti sanguinari fuori da ogni misura. Un racconto affascinante, ma spesso basato su interpretazioni forzate, testimonianze di parte o letture moderne di simboli antichi.

    Questo viaggio nasce per entrare in quei luoghi e guardare le storie negli occhi. Dalle piramidi di Teotihuacán ai templi nascosti nella giungla del Chiapas, dai murales millenari di Bonampak alle geometrie perfette di Chichén Itzá, fino ai cenote sacri dello Yucatán e alle rovine di Palenque, dove una lastra di pietra è stata trasformata, per qualcuno, nella prova di un “astronauta” ante litteram.

    Attraverseremo Città del Messico, costruita sulle macerie di Tenochtitlán, per capire cosa sappiamo davvero dei sacrifici umani e cosa invece è stato ingigantito dai racconti dei conquistadores. Ci inoltreremo nella selva per scoprire come i Maya guardavano al cielo, al tempo, alla morte e alla rinascita. E, passo dopo passo, cercheremo di capire come nascono i miti, perché resistono e cosa ci raccontano - più di noi che del passato.

    Sarà un viaggio intenso, fatto di luoghi straordinari, ma anche di racconti serali, domande insolite, retroscena curiosi e storie incredibili. Un viaggio per chi ama il mistero, ma non rinuncia al piacere di capire le cose. Perché spesso la realtà, quando la si osserva da vicino, è ancora più sorprendente della fantasia.

    Itinerario di viaggio

    Partenza al mattino da Milano o Roma con volo di linea per Mexico City, con scalo intermedio. Arrivo in serata nella capitale messicana. Cena libera e pernottamento in hotel.  Nota: sono possibili partenze anche da altre città con supplemento da definire in fase di prenotazione. 
    Prima colazione in hotel. Città del Messico è una delle città più grandi, più trafficate e culturalmente stimolanti dell’America Latina. Un immenso agglomerato urbano che sembra non avere un inizio e una fine, tanto è esteso. In questa grande metropoli vi convive, inclusa la ramificata periferia, un numero di persone pari a circa la metà di tutti gli italiani. Spesso le condizioni sono assai precarie e ciò genera situazioni di marginalità sociale notevoli, con tutti i risvolti immaginabili. Città del Messico ha una storia veramente antica considerando che si ha conoscenza dei primi abitanti sul suo territorio già nel periodo del 9500-7000 a.C. Durante i primi tre millenni della nostra era, sotto l'influsso della cultura Olmeca, considerata la “civiltà madre” delle varie culture centroamericane, si svilupparono qui varie popolazioni importanti come testimonia il sito di Cuicuilco. Quest’ultimo fu distrutto e abbandonato in seguito a un'eruzione del vulcano Xitle, provocando una migrazione e modifiche nella popolazione che culminarono con il consolidamento di Teotihuacán come regnante delle alture centrali. L'edificazione di Teotihuacán iniziò verso il 300 a.C., nel nord-est del Lago Texcoco e divenne la città più importante, che concentrò la maggior parte della popolazione della zona lacustre. Alcuni dei suoi abitanti si trasferirono successivamente sulla riva del lago, dove fondarono villaggi come Culhuacan, Coyoacán e Copilco. Questa zona divenne progressivamente la destinazione delle migrazioni degli abitanti di Teotihuacán a partire dall'VIII secolo, quando iniziò il suo inesorabile declino. Numerose tribù si avvicendarono sulle sponde del lago, ma fu con l'arrivo degli Aztechi che quest'area cominciò a fiorire. Questi ultimi arrivarono verso il XIV secolo per stabilirsi prima sulle rive del lago e poi nell'isola di Tenochtitlán, dove fondarono la loro capitale. Tenochtitlán venne fondata nel 1325 e divenne la capitale dell'impero Azteco. In breve tempo divenne la città più importante della regione sottomettendo tutte le popolazioni che la circondavano e una tra le più grandi città del mondo di allora, con una popolazione di più di 500.000 abitanti. Essa sorgeva nel centro nel Lago Texcoco ed era collegata in maniera alquanto straordinaria alla terraferma da grossi ponti in legno; era dotata inoltre di grandi canali che permettevano il rifornimento d’acqua fino agli angoli più lontani della città. Lo sviluppo di Tenochtitlán fu interrotto a causa della conquista spagnola.  Partenza la mattina verso la zona sud della grande città, a Coyoacán, pittoresco quartiere coloniale di stradine strette ben preservato e con un’atmosfera movimentata, ma ancora a misura d’uomo. Il cuore del quartiere ospita il museo Frida Kahlo (chiuso il lunedì), meglio conosciuto come museo della Casa Azul, che accoglie importanti opere dell’artista, nonché opere del marito Rivera. Rivera dedicò gli ultimi anni della sua vita a far conoscere il lavoro di sua moglie. Pieno d'ammirazione ribadiva: "Frida è la prima donna nella storia dell'arte ad aver affrontato con assoluta e inesorabile schiettezza, si potrebbe dire in modo spietato ma nel contempo pacato, quei temi che riguardano esclusivamente le donne".Si prosegue con il vicino quartiere di San Ángel, noto per la sua atmosfera elegante e tranquilla, molto diversa dal ritmo caotico del centro, e per il suo forte valore storico, artistico e culturale. Si presenta come una zona tranquilla fatta di strade acciottolate, case coloniali con patii interni, chiese barocche e piazze ombreggiate.  Pranzo in ristorante locale. Al termine, visita del Museo di Antropologia (chiuso il lunedì) che raccoglie una delle maggiori collezioni permanenti consacrate alle civiltà mesoamericane. Si tratta senza dubbio di uno dei musei in assoluto più interessanti al mondo, non solo per gli oggetti che contiene, ma anche per le modalità di presentazione, la struttura in cui sono custoditi, l’accuratezza dei percorsi espositivi. Essendo enorme, ci concentreremo in particolare su alcune delle sale più interessanti. Rientro in hotel. Cena libera e pernottamento. 
    Dopo la prima colazione, partenza per la Basilica di Guadalupe, il santuario più importante del Messico, passando dalla Plaza de las Tres Culturas, luogo simbolico dove convivono le testimonianze delle tre grandi epoche della storia messicana: pre-ispanica, coloniale e moderna. Visita della Basilica, costruita nel 1976 dall’architetto Pedro Ramírez Vázquez, che custodisce l’immagine originale della Madonna di Guadalupe. Ogni anno, il 12 dicembre, questo luogo accoglie in processione centinaia di migliaia di fedeli messicani riuniti per venerare la Vergine.Al termine, partenza per l’imponente sito archeologico di Teotihuacan, una delle città precolombiane più affascinanti e importanti del Messico antico. Esploreremo templi, palazzi e piramidi, tra cui il complesso del Palazzo di Quetzalpapalotl, il Tempio della Conchiglia Piumata, la Piramide della Luna e la monumentale Piramide del Sole, una delle più grandi al mondo. Il sito è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1987.Pranzo in ristorante locale e rientro nella capitale per la visita dello Zócalo, il cuore della città, con la Piazza della Costituzione, anch’essa dichiarata Patrimonio dell’Umanità. Compatibilmente con gli orari di apertura, visita della Cattedrale Metropolitana, una delle prime e più imponenti opere della Spagna coloniale, edificata sulle rovine di un antico tempio preispanico, e del Palacio Nacional (visita esterna).La denominazione “Zócalo” deriva dalla lingua azteca e significa “base di pietra”. Il termine fa riferimento al basamento di un monumento all’indipendenza previsto nel 1843 ma mai completato: dell’opera fu realizzata solo la base. Da allora, “Zócalo” è diventato sinonimo di piazza centrale, diffondendosi anche in molte altre città del Messico.Rientro in hotel, pernottamento e cena libera. 
    Prima colazione e trasferimento all’aeroporto di Città del Messico per il volo diretto a Tuxtla Gutiérrez, capoluogo del Chiapas, lo stato più meridionale e culturalmente più ricco del Messico. All’arrivo, partenza in direzione di San Cristóbal de las Casas.Lungo il percorso, sosta presso uno dei canyon più spettacolari del Paese: il Cañón del Sumidero, un luogo di straordinario impatto naturalistico. La sua origine risale a circa 12 milioni di anni fa, quando le acque del fiume Grijalva iniziarono un lento e poderoso processo di erosione delle rocce calcaree. Il canyon si estende per circa 15 chilometri e raggiunge in alcuni punti una profondità di oltre 1.200 metri, custodendo un ecosistema ricchissimo fatto di pini, querce, arbusti e praterie. In questo ambiente incontaminato vivono specie animali rare e protette, come la scimmia ragno, il coccodrillo di fiume, oltre a numerose specie di uccelli tra cui avvoltoi e pellicani. È prevista un’emozionante escursione in barca a motore all’interno del canyon, per apprezzarne appieno la maestosità.Proseguimento in pulmino verso San Cristóbal de las Casas, una delle città coloniali più affascinanti del Messico. Fondata nel 1528 dagli spagnoli, la città sorge a 2.200 metri di altitudine, circondata da montagne e da numerosi villaggi maya dove ancora oggi si parlano lingue indigene e si indossano abiti tradizionali. Il centro storico incanta con le sue viuzze acciottolate, i palazzi coloniali dai colori vivaci e i tetti rossi, in un’armoniosa fusione tra architettura coloniale e cultura indigena viva e autentica.San Cristóbal è da secoli un importante centro culturale e spirituale del Chiapas, crocevia di tradizioni, riti ancestrali e storia coloniale, che la rendono una delle città più suggestive e caratteristiche del Paese.Pranzo in ristorante locale, cena libera e pernottamento in hotel. 
    Prima colazione in hotel e giornata dedicata alla scoperta di San Cristóbal de las Casas e dei suoi dintorni.A pochi chilometri dalla città si trovano le comunità indigene di San Juan Chamula e Zinacantán, dove le tradizioni vengono gelosamente custodite. Nonostante entrambe le popolazioni parlino lo Tsotsil, le somiglianze si fermano quasi qui: abiti, rituali e usanze differiscono profondamente tra i due villaggi. A Chamula, tappa imperdibile è la chiesa di San Juan, un luogo straordinario che da solo merita la visita. Appena varcata la soglia decorata, ci si ritrova in un ambiente fuori dal comune: niente banchi, ma un tappeto di aghi di pino, centinaia di candele accese e un’aria densa di fumo e spiritualità. Non ci sono sacerdoti, ma famiglie che celebrano antichi riti sincretici: alcuni accendono candele, altri sacrificano galline, altri ancora bevono Coca Cola per indurre rigurgiti sonori con cui "espellere il male". Le statue dei santi, vestite con abiti colorati e specchi al collo, sono gli unici elementi che ricordano la cornice cristiana, ma anch’esse sono profondamente reinterpretate secondo la visione preispanica. Attenzione: è severamente vietato scattare foto all’interno. Il rischio è l’espulsione immediata dalla chiesa. Zinacantán, invece, è famosa per la coltivazione di fiori, esportati in tutto il Messico. Appena arrivati, è impossibile non notare i vivaci abiti floreali degli abitanti: uomini e donne indossano tuniche e mantelli ricamati con motivi rosa, viola e altri colori accesi che cambiano nel tempo, creando l’effetto di un vero e proprio kaleidoscopio vivente.Anche San Cristóbal merita tutta l’attenzione. Questa affascinante cittadina coloniale seduce con i colori dei suoi quartieri, la vivacità del mercato locale — dove si possono ammirare e acquistare pregevoli manufatti artigianali realizzati dalle comunità indigene — e con le sue numerose chiese, tra cui spicca la splendida chiesa barocca di Santo Domingo.Pranzo in un ristorante locale. Cena libera. 
    Partenza all’alba in direzione di Palenque, attraversando i paesaggi rigogliosi della Selva Lacandona, una delle aree di maggiore biodiversità del Messico. Lungo il percorso, colazione in un ristorante locale e successiva sosta alle spettacolari cascate di Agua Azul, dichiarate Riserva Speciale della Biosfera. Qui gli affluenti dei fiumi Otulún, Tulijá e Shumuljá si uniscono dando origine a una straordinaria successione di oltre cinquanta cascate, che si riversano in piscine naturali. L’acqua limpida e turchese, in contrasto con le rocce calcaree bianche e la vegetazione tropicale, crea un ambiente di grande fascino e relax. Possibilità di fare un bagno rinfrescante.Proseguimento verso la città preispanica di Palenque, uno dei siti archeologici più importanti e suggestivi della civiltà maya, che visiteremo l’8° giorno. Fiorita tra il VI e l’VIII secolo d.C., Palenque fu un potente centro politico e culturale, noto per la raffinatezza della sua architettura e per le iscrizioni geroglifiche che hanno permesso agli studiosi di ricostruire la storia dei suoi sovrani, tra cui il celebre re Pakal il Grande. Pranzo in ristorante locale, cena libera e pernottamento in hotel.  NB. Si tratta di un lungo trasferimento che richiede di mettersi in marcia molto presto. La partenza sarà prevista intorno alle ore 5 del mattino. 
    Dopo la prima colazione in hotel, partenza verso sud in direzione del sito archeologico di Bonampak, situato a circa tre ore da Palenque. Il suo nome, che in lingua maya significa "muro dipinto", anticipa la meraviglia che ci attende: Bonampak è infatti uno dei siti più affascinanti del Chiapas, situato a soli 30 km a sud di Yaxchilán, vicino al confine con il Guatemala.Fondato tra il 580 e l’800 d.C., nel periodo Classico Antico, questo straordinario complesso è celebre in tutto il mondo per i suoi affreschi murali, considerati tra i più belli e meglio conservati dell’intera civiltà maya.Il cuore del sito è rappresentato dal Tempio delle Pitture Murali, una struttura composta da tre stanze poste sulla sommità di una piattaforma piramidale. Al suo interno, le pareti sono completamente ricoperte da affreschi eccezionali che narrano con straordinaria vividezza scene di vita quotidiana, cerimonie sacre, danze rituali, sacrifici e importanti momenti di corte. Passeggiare tra queste pitture è come attraversare un racconto millenario, una vera e propria finestra aperta sull’universo spirituale e sociale dei Maya.Terminata la visita, si prosegue verso il vicino sito di Yaxchilán, un antico centro cerimoniale maya immerso nella fitta giungla del Chiapas, sulle rive del fiume Usumacinta, proprio al confine con il Guatemala. Raggiungere Yaxchilán è un’esperienza unica: una volta arrivati al villaggio di Frontera Corozal, si continua a bordo di una lancia a motore, navigando per circa 30-40 minuti lungo il fiume, tra panorami spettacolari e una natura rigogliosa. Durante il tragitto è facile imbattersi in scimmie, uccelli tropicali e, con un po’ di fortuna, anche in qualche coccodrillo che si riposa lungo le sponde. Allo sbarco, ci si addentra a piedi nel sito, ancora avvolto dalla vegetazione selvaggia. Yaxchilán è noto per la sua atmosfera misteriosa, la posizione remota e i numerosi rilievi scolpiti, stele e lunette in ottimo stato di conservazione, che raccontano le gesta di potenti sovrani e i complessi rituali religiosi del popolo maya. Tra le strutture più emblematiche spiccano il Tempio 33, il suggestivo Labirinto e la Grande Acropoli, dalla quale si apre una vista mozzafiato sulla giungla circostante.Nel pomeriggio, rientro a Palenque. Pranzo in un ristorante locale e cena libera. 
    Dopo la prima colazione in hotel, la giornata inizia con la visita della città sacra maya di Palenque, prevista all’apertura del sito (generalmente alle ore 8), per sfruttare al meglio le ore fresche del mattino e il tempo a disposizione.Palenque visse il suo massimo splendore tra il VII e il IX secolo, prima di entrare, nel secolo successivo, in una fase di declino irreversibile. Questo portò allo spopolamento della zona e all’avanzata inesorabile della vegetazione tropicale, che inglobò lentamente l’intera città. Bisognerà attendere la fine del XVIII secolo perché Palenque torni a far parlare di sé, grazie agli esploratori spagnoli. Il nome attuale sembra derivare da un termine castigliano che indica un "recinto" o una "palizzata". Durante il suo apice, Palenque si espanse significativamente, estendendo il proprio dominio fino alle rive del fiume Usumacinta. Se il sito di Tikal, in Guatemala, è celebre per la sua imponenza, Palenque conquista per la sua raffinatezza architettonica e artistica. Entrambi, però, condividono il privilegio di essere immersi in un contesto naturale straordinario, in perfetta armonia con la giungla che li circonda. Gli edifici e i templi di Palenque colpiscono non solo per l’estetica esterna, ma anche per la cura riservata agli spazi interni, progettati con tecniche avanzate e soluzioni architettoniche sofisticate. Nonostante alcuni restauri a tratti eccessivamente ricostruttivi, il sito conserva un fascino autentico e una qualità storica di altissimo livello. Oggi si possono ammirare centinaia di strutture distribuite tra la lussureggiante Selva Lacandona, un’estensione della grande Selva Maya, la foresta pluviale che unisce Chiapas, Guatemala, Belize e Yucatán. Purtroppo, questa straordinaria area verde è oggi minacciata da una crescente pressione antropica. Durante la visita, si ammirano alcune delle strutture più emblematiche del sito: il Palazzo delle Iscrizioni, il Tempio del Sole e il Tempio della Croce Fogliata. Non è più visibile al pubblico la celebre "Pietra dell'Astronauta", un'enorme lastra scolpita con un complesso bassorilievo, rimossa per motivi di conservazione. Una fedele riproduzione è oggi esposta al Museo Nazionale di Antropologia di Città del Messico. L’opera, per alcuni tratti enigmatici e di difficile interpretazione, ha dato adito a teorie fantasiose, secondo cui certi simboli rappresenterebbero presunte influenze extraterrestri.Nel 1981 Palenque è stata designata zona protetta e successivamente dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, a tutela di un complesso archeologico che rappresenta uno dei massimi esempi dell’arte e dell’ingegneria maya.Al termine della visita, partenza per Campeche, con arrivo previsto in serata.Pranzo in ristorante locale, cena libera e pernottamento. 
    Prima colazione in hotel. La giornata inizia con una passeggiata nel centro storico di Campeche, affacciata sul mare e ancora intrisa di un’elegante atmosfera coloniale, custodita con cura dagli abitanti del luogo. Questo impegno per la conservazione del patrimonio architettonico è stato riconosciuto ufficialmente nel 1999, quando la città è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Il centro storico, cinto da antiche mura, è stato oggetto di importanti interventi di restauro che hanno riportato alla luce chiese, bastioni e residenze risalenti ai secoli XVI e XVII. Camminando tra le sue strade acciottolate, si respira ancora il fascino del passato coloniale, tra facciate colorate, balconi in ferro battuto e scorci sul mare. A circa un’ora di distanza da Campeche si trova un altro sito archeologico significativo della civiltà maya: Edzná, il cui nome significa “Casa degli Itzaes”. Abitato già dal 400 a.C., Edzná fiorì per più di un millennio prima di essere abbandonato intorno al 1500 d.C. Il sito si distingue per la maestosità della sua acropoli centrale, dominata da un tempio a cinque piani costruito su una piattaforma alta circa 40 metri, dalla quale si gode una vista panoramica sull’intero complesso e sulla giungla circostante. Una delle caratteristiche più affascinanti di Edzná è il suo sofisticato sistema idraulico, tra i più avanzati del mondo precolombiano: canali, serbatoi e bacini utilizzati per l’irrigazione, l’approvvigionamento idrico, il trasporto e perfino la difesa del sito. L’architettura riflette una combinazione unica di stili regionali — Puuc, Petén e Chenes — a testimonianza del ruolo centrale che Edzná ebbe nella regione durante l’epoca classica maya. Al termine della visita, rientro a Campeche. Pranzo in ristorante locale, cena libera e pernottamento. 
    Dopo la colazione partenza per Merida. Lungo il percorso, sosta nella zona archeologica di Uxmal.Uxmal è una delle più importanti testimonianze della civiltà Maya, e conta su alcuni elementi architettonici unici nel loro genere, come la Piramide dell'Indovino, di forma ellittica. Fra le altre strutture importanti ci sono il Quadrilatero delle Monache, che deve il suo nome alla somiglianza che i conquistadores videro con un monastero, il Campo del gioco della pelota, il palazzo del Governatore, la Casa delle tartarughe, la Gran Piramide e la Colombaia. Partenza successiva per Merida. Merida viene definita la “città bianca” per i suoi edifici coloniali, intonacati di bianco. Si consiglia una sosta allo “zocalo” dove è molto facile trovare qualche improvvisazione di ballo, la visita della Cattedrale, il Palazzo del Governo, il Palazzo Municipale e la Casa de Montejo, un tempo caserma e poi trasformata in residenza privata della famiglia Montejo. Pranzo in un ristorante locale e cena libera. Pernottamento in hotel a Merida.  
    Prima colazione in hotel. Dopo la prima colazione, partenza in direzione di Cancún, con una sosta imperdibile lungo il tragitto, la visita del celebre sito archeologico di Chichén Itzá, il più conosciuto e iconico tra tutti i complessi maya, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO e incluso tra le Nuove Sette Meraviglie del Mondo.Situata nel cuore della penisola dello Yucatán, Chichén Itzá fu uno dei più importanti centri politici, religiosi ed economici della Mesoamerica. La sua straordinaria longevità e l’influenza esercitata per secoli sono evidenti nella ricchezza architettonica e simbolica che ancora oggi affascina i visitatori di tutto il mondo.Il sito si articola in due principali zone architettoniche, che riflettono la complessa evoluzione storica e culturale della città: la zona sud, la più antica, risale al VII secolo ed è caratterizzata dallo stile Puuc, lo stesso che si ritrova a Uxmal. Qui spiccano edifici decorati con dettagli geometrici, mascheroni del dio della pioggia Chaac, e raffinati elementi architettonici tipici della tradizione maya classica; la zona centrale, sviluppata a partire dal X secolo, riflette invece l’influenza dei Toltechi, popolazione proveniente dall’altopiano centrale del Messico. Questa fusione di culture ha dato vita a uno stile architettonico unico, una perfetta sintesi tra l’estetica maya e quella tolteca.Tra i monumenti più rappresentativi, spicca la maestosa Pirámide di Kukulkán, nota anche come El Castillo: un tempio cerimoniale dedicato al dio serpente piumato, progettato con una precisione astronomica impressionante. Durante gli equinozi, il sole crea un gioco di luci e ombre che dà l’illusione del serpente piumato che scende lungo i gradini della piramide — un fenomeno che testimonia la profonda conoscenza astronomica dei Maya. Altri luoghi emblematici del sito includono: Il Tempio dei Guerrieri, fiancheggiato da mille colonne; Il Gran Juego de Pelota, il campo per il gioco rituale della pelota, il più grande della Mesoamerica; Il Cenote Sacro, utilizzato per cerimonie religiose e sacrifici; l’Osservatorio El Caracol, che mostra la sorprendente capacità dei Maya di seguire i cicli celesti.Partenza successiva per il cenote Ik Kil prima di raggiungere Valladolid, soprannominata “La Sultana dell’Est”- E’ una pittoresca città coloniale nello Yucatán, ricca di edifici dai vivaci colori pastello e intrisa di cultura Maya ancora viva. Il suggestivo cenote Ik Kil, è un'enorme cavità naturale dal diametro di circa 60 metri, immersa nella foresta tropicale e avvolta da una vegetazione lussureggiante. Per raggiungere le acque limpide di questo luogo sacro, si scende per 26 metri nel sottosuolo attraverso una scenografica scalinata in pietra, scavata nella roccia dalle antiche civiltà Maya. L’acqua, di un intenso blu profondo, raggiunge i 40 metri di profondità: un colore affascinante dovuto proprio all’estensione della cavità. Ik Kil non è solo un luogo di straordinaria bellezza naturale, ma anche un sito ricco di storia e spiritualità. Qui, archeologi e speleologi hanno rinvenuto gioielli e resti umani, segni delle antiche cerimonie che i Maya dedicavano a Chaac, il dio della pioggia, considerato custode di questo luogo mistico. Proseguimento per Valladolid e pernottamento. Pranzo in un ristorante locale e cena libera.  
    Prima colazione in hotel e partenza per il sito archeologico di Yaxuná, un luogo poco battuto dal turismo più classico, ma ricco di fascino e storia. Situato nella giungla dello Yucatán, questo antico insediamento maya custodisce rovine millenarie ancora immerse nella vegetazione, creando un’atmosfera intima e suggestiva.Yaxuná fu abitata per oltre mille anni e conobbe diverse fasi di sviluppo, raggiungendo il suo apice nel periodo classico. Tra i punti di interesse spiccano imponenti piramidi, piazze cerimoniali, un osservatorio e il sacbé più lungo mai costruito dai Maya, una strada sopraelevata di quasi 100 km che collegava Yaxuná a Cobá, testimonianza dell’importanza strategica e culturale di questo centro.Al termine, partenza per la Riviera Maya con arrivo nel pomeriggio. Resto della serata libera. Pranzo libero e cena al resort sulla spiaggia.  
    Giornata libera da dedicare ad attività balneari o semplicemente al relax sulla bella spiaggia di Playa del Carmen. Trattamento di all inclusive al resort.  
    Prima colazione e trasferimento in aeroporto a Cancun per il volo per per l’Italia con scalo europeo. Pranzo libero e cena a bordo. Pernottamento.  
    Arrivo in Italia

    Perché con noi

     

    • La visita di 5 siti preispanici Patrimonio dell’Umanità UNESCO: Calakmul, Palenque, Chichén Itzá, Uxmal e Teotihuacan
    • La scoperta di altri luoghi UNESCO come il centro storico di Città del Messico, i canali e le chinampas di Xochimilco e la città di Campeche
    • L'esplorazione dei siti archeologici immersi nelle foreste tropicali protette e i murales millenari di Bonampak
    • Una giornata nella Riviera Maya
    • Un'esperienza culturale intensa che unisce archeologia, storia e narrazione

    I nostri esperti

    FULVIO GIOVANNI LUCA CINQUINI

    Dal 28  novembre  2026 al 12  dicembre  2026

    Approfondimenti di viaggio

    VOLI - Per questo viaggio sono previsti voli di linea operati da Lufthansa; sulla tratta intercontinentale il servizio sarà effettuato da Discover Airlines, compagnia del Gruppo Lufthansa dedicata principalmente al traffico leisure e alle rotte a vocazione turistica.L’allestimento di questi aeromobili prevede sedili meno confortevoli rispetto allo standard Lufthansa e alcuni servizi a pagamento, tra cui le bevande.
    La scelta di questa compagnia è tuttavia privilegiata perché consente [...]