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INCANTO BIRMANO

BIRMANIA

icona orologio 12 GIORNI
minimo 8 massimo 16 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2020

  • Dal   8  febbraio    al   19  febbraio  
  • Dal   7  marzo    al   18  marzo  
  • Dal   14  novembre    al   25  novembre  
Sistemazioni
Land Expeditions - Viaggi con Esperto

Le noci di cocco appese sul tetto e il longyi, la tradizionale gonna a cilindro indossata da uomini e donne. I monaci che ogni mattina attendono, con la ciotola in mano, le offerte dei fedeli e i pescatori che remano con i piedi. Le palafitte e gli orti galleggianti, i pinnacoli luccicanti in cima alle pagode e il legno intagliato. E ancora, lo cheroot, il grosso sigaro che pende spesso dalla bocca delle anziane. E il raro e costosissimo tessuto “bava di loto”. Il Myanmar, che molti - continua -

A PARTIRE DA: 3.750 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per Yangon.

Cena e pernottamento a bordo.

 

Volo partenza da Milano per Yangon, con arrivo in mattinata. Dopo le formalità di frontiera trasferimento in hotel (camere a disposizione dal nostro arrivo).

Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole.

La dorata Shwedagon, simbolo del Myanmar veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Qui una variopinta folla di fedeli si aggira a piedi nudi in senso orario, secondo le regole del Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni, ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa dorato pregano, meditano, riposano. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania!

Visiteremo anche la Pagoda Kyaukhtatgyi per ammirare una statua di Buddha sdraiato della lunghezza di 72 metri. Si tratta di una delle più grandi riproduzioni del Buddha del Paese.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

 

N.B. In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro.

Dal settembre 2014 al febbraio 2015 era previsto un intervento anche nel complesso sacro Shwedagon di Yangon. Questi lavori, vengono comunque fatti periodicamente e in qualsiasi momento potrebbe succedere che parte della pagoda principale sia ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso è però fruibile, e gli stessi lavori sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non è quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo ancora più lungo di quello preventivato.

 

Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto e volo per Heho, da dove proseguiremo per il Lago Inle. La strada verso il Lago Inle si snoda tra alture con risaie a secco e villaggi montani.

Arrivati al molo, saliremo a bordo di una piroga a motore (4-5 persone a piroga) e navigheremo sulle acque del lago. Orti e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. Gli “Intha” popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su palafitte collegate da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i pescatori usano atleticamente enormi nasse. Ci troviamo sempre nella regione Shan a 1100 metri, una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango. Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato su piccole imbarcazioni.

Percorriamo in canoe a motore la ragnatela di canali nell’incanto di un paesaggio oltraggiosamente pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua fino a raggiungere l’antico monastero in mezzo al lago che custodisce pregevolissime statue antiche in stile Shan. Poi non può mancare una sosta alla Phaundawoo Pagoda famosa per le cinque statue d’oro del Buddha.

Visiteremo anche il monastero di Hpe Nga Chaung che ospita una vasta gamma di Buddha Shan. Nel passato il monastero era conosciuto anche per i suoi “gatti salterini” anche se ormai si trovano solo alcuni gatti che vivono intorno al monastero che non saltano più.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

 

Prendiamo le nostre piccole imbarcazioni per visitare il mercato del lago che si svolge i un villaggio diverso a rotazione ogni cinque giorni (il mercato si svolge tutti i giorni eccetto quelli di luna nuova e luna piena). Ogni giorno gli abitanti del lago e delle diverse etnie vi si recano per vendere e scambiare prodotti di ogni genere.

Raggiungeremo poi il villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di infinito porticato che ripara dal sole centinaia di bancarelle, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. È un posto davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono decine e decine di piccoli stupa e templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la visione.

Tra i prodotti locali tipici della zona, segnaliamo che oltre ai “cheroot”, i grossi sigari e alla seta lavorata ad ikat, solo qui si trova la preziosa “bava dei fiori di loto” usata per realizzare costosi tessuti.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

La destinazione del nostro pranzo odierno è la casa di una famiglia Intha dove potremo vivere un’esperienza che rimarrà per sempre impressa nella nostra memoria. Gli Intha, minoranza etnica della regione del lago, hanno la particolarità di vivere in case costruite su palafitte e di crescere incredibili giardini galleggianti sul lago (le coltivazioni si fanno su zolle di humus costituito da erbe diverse, giacinti e terra, fissate al fondo del lago con bastoni di bamboo). Scopriremo tutti gli ingredienti e le tecniche culinarie degli Intha grazie alla famiglia che ci preparerà il pranzo davanti ai nostri occhi.

L’ordine delle visite in questa giornata potrebbe essere invertito.

 

 

Via terra si ritorna ad Heho per prendere il volo per Mandalay, l’ultima capitale reale birmana prima dell’avvento dell’impero coloniale britannico ed oggi la seconda città più popolosa dopo Yangon.

Escursione ad Amarapura, antica capitale birmana, e visita al monastero di Mahagandaryon dove potremo assistere ad alcuni momenti di vita monastica.

Lungo il percorso sosta per ammirare il ponte U Bein, la vera “attrazione” della zona. Da circa due secoli la struttura lunga oltre 1 km, la più lunga al mondo costruita in legno di tek, consente il transito da una sponda all’altra del Lago Taungthaman.

Proseguiamo per Sagaing, capitale nel IV secolo che sorge a 21 km da Mandalay. Le colline di Sagaing sono punteggiate da pagode e da più di cinquecento monasteri, rifugio per più di seimila monaci e monache. In cima alla collina si trova la Soon U Ponya Shin Pagoda che domina la città.

Il pomeriggio è dedicato alla scoperta di Ava (oggi chiamata Innwa), nucleo dell’impero birmano nel 1364, dopo la caduta di Bagan per mano dell’esercito mongolo di Kublai Khan. Il monastero di Bagaya fu costruito a sudovest del Palazzo di Innwa nel 1593, durante il regno di Hsin Phyu Shin. All’epoca del re Bagyidaw, nell’aprile del 1821, scoppiò un incedio nel quartiere di Kontha che interessò diversi edifici. Il monastero di Me Nu Oak-Kyaung, costruito nel 1822 dalla moglie del re Bagydaw fu danneggiato da un terremoto nel 1838, ma fu poi restaurato da una regina successiva e oggi rappresenta uno degli esempi più raffinati di architettura birmana.

Nelle due giornate a Mandalay è prevista anche la visita della pagoda di Kuthodaw, chiamata anche “il libro più grande del mondo”, perché intorno alla pagoda centrale vi sono 729 stele di alabastro su cui è iscritto tutto il canone buddhista o Tripitaka. Tali stele sono protette da altrettanti tempietti di un bianco immacolato.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

In questa giornata l’ordine delle visite potrebbe essere invertito.

 

 

La nostra giornata prevede la visita del tempio che ospita la famosa immagine del Buddha Maha Moni che si ritiene abbia più di duemila anni. Centinaia di fedeli maschi (alle donne non è consentito avvicinarsi alla statua), nel tempo, hanno applicato tantissime sottili foglie d’oro sulla statua al punto che oggi non si distinguono più i suoi contorni.

Il monastero di Shwenandaw è l’edificio storico più significativo di Mandalay, anche perché è l’unica costruzione rimasta dell’antico Palazzo Reale in legno, costruito dal re Mindon alla metà del XIX secolo e presenta una lavorazione di intaglio del legno raffinatissima.

Dopo il pranzo ci rechiamo al molo per l’escursione a Mingun. La raggiungeremo in barca privata, navigando l’Irrawaddy per circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le abitazioni e la gente che ci vive. Vedremo ciò che rimane della più grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e del Tempio Myatheindan, la cui forma simboleggia il Monte Meru.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

 

Al mattino partenza in barca per Yandabo,  un piccolo centro che sorge lungo il fiume, sul percorso tra Mandalay e Bagan. Camminando, spesso nell’apparente indifferenza dei locali (non certo disinteresse), saremo attratti da scene di quotidianità, case, scuola, monastero e dalle tecniche di lavorazione nei laboratori artigianali del posto. Qui sono specializzati nella produzione di vasi, di dimensioni certo inferiori a quelle che noteremo a Kyauk Myaung. Yandabo è famosa soprattutto, perché qui fu firmato il primo trattato di pace anglo-birmano nel 1826.

La sistemazione è prevista presso un piccolo e nuovo resort di nome “Yandabo Home”. È un piccolo resort di 12 camere dotato di molto fascino che si affaccia sul fiume.

Pranzo, cena e pernottamento al resort.

 

Dopo la prima colazione, proseguimento via terra per Bagan, una delle grandi meraviglie dell’Asia, uno di quei siti che restano indimenticabili.

Più di 2000 templi, risalenti al X e XIII secolo, sparsi in un orizzonte immenso, in un paesaggio che cambia colore ad ogni ora del giorno. È un vero shock artistico, ma anche spirituale, per l’incredibile magia che il luogo ispira. Ovunque si guardi si ammirano rovine di tutte le dimensioni nella pianura ocra, rossa e verde: templi grandi e gloriosi come quelli di Ananda, Shwezigon e Dhamayangyi e pagode piccole e solitarie in mezzo ai campi. Una giornata dedicata alle visite dei templi dell’area archeologica: la più impressionante città morta della religione che vi sia al mondo. Quanto possiamo vedere oggi corrisponde grosso modo alla metà degli edifici religiosi innalzati nel brevissimo periodo di fortuna della città (dal 1000 al 1200), cui andrebbero aggiunti poi tutti i monasteri e le abitazioni in legno, naturalmente andati distrutti, compreso il palazzo reale, necessari ad ospitare una popolazione che contava allora un milione di abitanti. Il tramonto sulla sommità di una pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Ancora una giornata dedicata al sito archeologico di Bagan comprendente tra l’altro il Tempio Sulamani, il Tempio Mgagayon.

Il tramonto sulla sommità di una pagoda per ammirare la piana disseminata di rovine e bagnata dall’Irrawaddy è uno scenario che difficilmente si può dimenticare.

Oggi gusteremo il nostro pranzo immersi nell’atmosfera placida di un monastero. Ci lasciamo alle spalle il sentiero battuto per raggiungere un remoto villaggio dove potremo goderci una piacevole passeggiata tra campi di sesamo e arachidi fino a raggiungere il monastero. La tavola sarà imbandita nel cortile per permetterci di godere il paesaggio circostante.

Cena in ristorante e pernottamento in hotel.

L’ordine delle visite a Bagan potrebbe non seguire l’ordine specificato nel programma.

Un’esperienza indimenticabile è il sorvolo della piana di Bagan in mongolfiera (facoltativo e soggetto alle condizioni meteorologiche). Consigliamo di effettuare la prenotazione dall’Italia perché i posti disponibili sono limitati.

 

Volo per Yangon. Al nostro arrivo, completiamo le nostre visite della capitale.

Visiteremo l’antica pagoda sule situata nel centro di yangon. La struttura risale a più di 2.000 anni fa ed è un simbolo molto importante per la città.

Il mercato di Bo Gyoke Aung San Market, chiamato anche Scott Market è composto di più di duecento negozi, dove si può trovare la più ampia scelta di artigianato della Birmania, dalle lacche alle borse shan, dalle marionette alla gioielleria (il mercato è chiuso il lunedì).

Il resto della giornata potrà essere dedicato al completamento delle visite a Yangon o per visitare i luoghi che non si è riusciti a vedere il primo giorno.

Pranzo in ristorante locale, cena e pernottamento in hotel.

Ancora una mezza giornata dedicata alla scoperta della città di Yangon.

Durante questa mattinata potremo immergerci nella vita quotidiana della più grande città del Myanmar. Alla stazione centrale saliremo a bordo del “Treno circolare” che si ferma nei diversi rioni della città e in periferia. Questo treno si sposta molto lentamente il che ci permetterà di approfittare dell’atmosfera della zona e ci fornirà una visione globale della città (il viaggio in treno dura circa 20 minuti e non ci si deve aspettare un treno confortevole dal momento che è un mezzo utilizzato spesso dagli abitanti durante la giornata). Scenderemo nella stazione Kyee Myin Daino, una delle più belle stazioni di Yangon. Il mattino il quartiere è pieno di movimento con i bambini che vanno a scuola, le persone che fanno colazione prima di andare al lavoro, i monaci e le monache che raccolgono le offerte. Continueremo con il trishaw su Shan road per recarci al mercato dove potremo trovare alcuni prodotti interessanti. Passeggeremo tra le bancarelle piene di frutta esotica, verdura locale e carne fresca. Una volta che avremo terminato la visita al mercato, il nostro autista ci condurrà verso i moli dove scopriremo un mercato di banane, noci di cocco e canna da zucchero. Ci dirigiamo poi verso il celebre salone “The Lucky Seven”, dove potremo degustare del tè o un piatto tipico birmano. Durante il percorso avremo la possibilità di scoprire i negozi specializzati nella fabbricazione artigianale di oggetti in metallo utilizzati per decorare le numerose pagode della città.

Al termine delle visite, rientro in hotel per un po’ di relax prima del trasferimento in aeroporto per il nostro volo per l’Italia.

Pasti liberi. Pernottamento a bordo.

NOTA: camere a disposizione fino all’ora di trasferimento in aeroporto.

 

L’arrivo a Milano Malpensa è previsto di primo mattino.

 

 


 

 

 

 

1. I vasi di Yandabo  2. Schwedagon Pagoda  3. Orti galleggianti al lago Inle

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre.Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui si - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Kel 12
  • Durante il tour si raggiunge il villaggio di Yandabo a bordo di una barca privata, lungo il fiume Irawwady

ESPERTI

  

GIANCARLO D'ANNA

  • Dal 8  febbraio  2020 al 19  febbraio  2020
  

FABRIZIO CRUSCO

  • Dal 7  marzo  2020 al 18  marzo  2020
  

MARCO RESTELLI

  • Dal 14  novembre  2020 al 25  novembre  2020

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