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IL PAESE DEI SORRISI E DELLE PAGODE D’ORO, IN VIAGGIO CON IL FOTOGRAFO

BIRMANIA

icona orologio 14 GIORNI
minimo 10 massimo 12 partecipanti
icona valigia PARTENZE:

    2020

  • Dal   13  febbraio    al   26  febbraio  
  • Dal   13  novembre    al   26  novembre  
Sistemazioni
Photography Expeditions - Viaggi Fotografici

Viaggio fotografico con MICHELE DALLA PALMA - Docente Master Nikon School HIGHLIGHTS FOTOGRAFICI I sorrisi della gente birmana, di qualunque età, che accompagnano come un mantra alla scoperta di una delle regioni più affascinanti del Sudest Asiatico, è l'esperienza più significativa che accompagnerà chiunque osservi le infinite sfumature di questa antichissima civiltà. Cocktail di molte etnie diverse, tutte accomunate dalla religione buddista - continua -

A PARTIRE DA: 4.100 €


ITINERARIO

Partenza da Milano Malpensa con volo di linea per Yangon.

Pasti e pernottamento a bordo.

 

Volo notturno e arrivo a Yangon. Dopo le formalità di frontiera trasferimento in hotel. Dopo qualche ora di riposo, cominciamo le nostre visite nella città.

Yangon è lo specchio della coinvolgente e contraddittoria realtà del Paese. Vi convivono il quartiere cinese, quello indiano e la Grande Moschea della zona musulmana, gli edifici coloniali e le antiche architetture religiose, gli ampi viali paralleli previsti dagli inglesi nel periodo dell’occupazione, i laghi, il fiume, i mercati, il verde, gli stupa che scintillano anche se non c’è il sole.

Non può mancare una visita alla dorata Pagoda Shwedagon, simbolo del Myanmar che veglia sulla città col suo pinnacolo ricco di migliaia di diamanti, rubini e zaffiri. Qui una variopinta folla di fedeli si aggira a piedi nudi in senso orario, secondo le regole del Theravada, fra centinaia di Buddha seduti, reclinati, in piedi, con le mani in diverse posizioni, ognuna delle quali con il suo preciso significato. Intere famiglie di fedeli seduti con grande dignità sul pavimento di uno dei tanti tempietti che fanno da corona al grande stupa dorato pregano, meditano, riposano. Senza dubbio la pagoda Shwedagon offre una delle più forti emozioni di un viaggio in Birmania!

Pranzo libero, cena e pernottamento in hotel.

 

N.B. In Birmania, periodicamente, le pagode, specie quelle dorate, sono sottoposte a restauro.

Questi lavori, sono effettuati periodicamente e quando questo succede potrebbero rendere poco visibile parte della pagoda principale che potrebbe essere ricoperta da impalcature di bambù. Il resto del complesso è però fruibile, e gli stessi lavori sulla pagoda più alta potranno essere motivo di ulteriore interesse per i visitatori. Si tratta di un impegno che vede coinvolti molti birmani. Diffusissima è la pratica di offrire gratuitamente la propria opera, perché concorrere al buon mantenimento e restauro dei luoghi sacri costituisce motivo per acquisire meriti, ampiamente riconosciuti dal Buddhismo. Per questo, proprio perché si tratta di un lavoro meritorio, lo scopo principale non è quello di "fare in fretta", ma di mettere la massima cura nella migliore riuscita dell'impresa, per la quale potrebbe essere necessario un tempo ancora più lungo di quello preventivato.

 

Il mattino presto, trasferimento in aeroporto e volo per Heho da dove proseguiremo per Pindaya, nell’altopiano dei Monti Shan dove vivono numerosi gruppi etnici tra cui gli Shan e i Pao. Visiteremo il sistema di grotte situate di fronte al lago che conservano circa seimila immagini votive di Buddha, lasciate dai pellegrini durante i secoli. Al termine della visita, proseguimento per il Lago Inle tra alture con risaie a secco e villaggi montani. Orti e mercati galleggianti, abitazioni su palafitte, pescatori che remano con i piedi per disporre delle mani libere, pagode, monasteri, laboratori per la seta, fanno da contorno alla permanenza nell’area del lago. Gli “Intha” popolano le rive e la superficie lacustre. Vivono su palafitte collegate da passerelle, coltivano orti sospesi in acqua ed i pescatori usano atleticamente enormi nasse. Ci troviamo sempre nella regione Shan a 1100 metri, una tra le aree meno integrate del Myanmar, con i commerci d’oppio e la gelosa conservazione d’autonomia culturale. Ma i locali sono ospitali, lavorano gli orti galleggianti realizzati intrecciando piante acquatiche, ancorate sul fondo con canne di bambù riempite di fango. Vendono prodotti agricoli ed articoli d’artigianato su piccole imbarcazioni.

Arrivo al villaggio di Nyaung Shwe, posto all’estremità nord del lago Inle e sosta al monastero di Shwe Yaunghwe Kyanung. Imbarco su canoe motorizzate e trasferimento in hotel.

Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in hotel.

 

Giornata dedicata alla scoperta del Lago. Percorriamo in canoe a motore la ragnatela di canali nell’incanto di un paesaggio oltraggiosamente pittoresco fra coltivazioni galleggianti e grovigli di giacinti d’acqua fino a raggiungere l’antico monastero di Nga Pha Kyaung, famoso un tempo per i gatti ammaestrati dai monaci che sorge in mezzo al lago e che custodisce pregevolissime statue antiche in stile Shan. Poi non può mancare una sosta alla Phaundawoo Pagoda famosa per le cinque statue d’oro del Buddha.

Riprendiamo le nostre piccole imbarcazioni per raggiungere il villaggio di Inn Thein. Attraverso una sorta di infinito porticato che ripara dal sole centinaia di bancarelle, si arriva al sito archeologico Shwe Inn Thein. È un posto davvero particolare, abbandonato agli elementi naturali che ne accentuano i tratti antichi e selvaggi. Vi sono decine e decine di piccoli stupa e templi spesso assaliti da erbe ed arbusti che ne mettono fortemente a rischio stabilità ed esistenza, ma ne rendono ancora più interessante la visione.

In questa zona del paese i mercati locali si tengono ogni cinque giorni e quindi al nostro arrivo ci informeremo sul luogo dove si svolge.

Tra i prodotti locali tipici segnaliamo che oltre ai cheroot”, i grossi sigari, e alla seta lavorata ad ikat, solo qui si trova la preziosa “bava dei fiori di loto” usata per realizzare costosi tessuti.

Pranzo in ristorante, cena e pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione ci imbarchiamo per attraversare il lago nella sua parte più remota e poco visitata, ricca di villaggi e templi spettacolari. Sosta a Sagar, per ora solo sfiorato dal flusso turistico del lago Inle, che è famoso per le sue molteplici pagode semi-sommerse. In questi luoghi vivono ancora le tribù dei Pa-O, Intha e Danu. Proseguimento per il villaggio di Tar Khauang.

Sbarchiamo al villaggio di Pekon e proseguiamo, via terra per Loikaw, dove l’arrivo è previsto in serata.

Pranzo in ristorante. Cena e pernottamento in hotel.

 

Giornata dedicata alla visita di alcuni villaggi di etnia Kayan (area di recente apertura al turismo), popolazione Karen di lingua tibeto-birmana, chiamati anche Padaung e le cui donne sono conosciuta anche come “donne dal collo lungo” o “donne giraffa”, per l’antica usanza di portare degli anelli attorno al collo, aggiungendo gli anelli di anno in anno, fino al punto da non poterne più fare a meno. Diversamente da quanto ritenuto il collo non è allungato, ma sono invece le spalle che scendono: l'illusione è creata solo dalla deformazione della clavicola. Le donne adulte possono indossare fino a venticinque anelli. Alcune di loro oltre al collo li portano anche alle gambe. Come sempre dietro ad ogni costume vi è la necessità di affermare la propria identità culturale e di differenziarsi dalle altre tribù, ma nel corso degli anni sono nate varie tesi che hanno provato a dare una spiegazione sull’origine di questa particolare usanza. Secondo alcuni è frutto di antiche leggende che legano tali popolazioni ai dragoni Naga; secondo altre tesi si tratterebbe invece di un sistema pensato per difendere le donne delle tribù dagli attacchi delle tigri, un animale da sempre molto presente in questi territori. Altre teorie sostengono che un collo più lungo è un simbolo di grande bellezza e ricchezza ed è un modo per attrarre gli uomini e quindi convolare a nozze con un partito migliore. Qualunque sia la verità che si cela dietro a questa tradizione ancestrale, le donne come tutti i componenti della tribù Padaung, dimostrano ancora oggi di aver conservato un forte legame con la terra e con il proprio passato,

Anche se sono conosciute principalmente per le donne giraffa, la cultura dei Karen è un mix di tante altre arti e tradizioni antiche. La musica è un’arte fondamentale per le tribù Kayan e per questo nei villaggi è possibile vedere tante donne dilettarsi a suonare la chitarra. Anche il legame con il mondo animale ha radici molto antiche e i Kayan infatti sono abili esperti nell’addestramento degli elefanti.

Anche i riti e le tradizioni legati al matrimonio si sono mantenuti nel corso del tempo: le donne delle tribù che non sono sposate indossano esclusivamente degli abiti di color bianco e quando viene ufficializzato un fidanzamento e stabilita la data del matrimonio, la giovane donna è incaricata di realizzare l’abito del proprio matrimonio, per sé e per il futuro sposo, che deve essere però di un colore differente dal bianco. Il matrimonio rappresenta un momento fondamentale nella vita di una donna, tanto che se dovesse morire prima di contrarre il matrimonio, viene seppellita nell’abito da sposa, perché si ritiene che questo la protegga dagli spiriti malvagi nell’aldilà.

Anche se oggi molti Paduang si sono convertiti al cristianesimo e ad altre religioni, la tradizionale religione praticata da queste tribù si chiama Kan Khwan ed è basata su una serie di credenze e leggende, tra cui quella che afferma che i Kayan si siano originati dall’unione tra una femmina di drago e una creatura mitologica metà angelo e metà umana.

Pranzo e cena in ristorante. Pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione, partenza per Heho, lungo l’altopiano Shan, attraverso un paesaggio piacevole e sereno, disseminato di piccoli villaggi.

Arrivo all’aeroporto di Heho in tempo utile per il volo per Mandalay.

Pranzo in ristorante, Cena e pernottamento in hotel.

Dopo la prima colazione ci dedicheremo alla scoperta di ciò che Mandalay e i suoi dintorni offrono.

Escursione ad Amarapura, antica capitale birmana, e visita al monastero di Mahagandaryon dove potremo assistere ad alcuni momenti di vita monastica.

La nostra giornata prosegue con la visita del tempio che ospita la famosa immagine del Buddha Maha Muni che si ritiene abbia più di duemila anni. Centinaia di fedeli maschi (alle donne non è consentito avvicinarsi alla statua), nel tempo, hanno applicato tantissime sottili foglie d’oro sulla statua al punto che oggi non si distinguono più i suoi contorni.

Dopo il pranzo ci rechiamo al molo per l’escursione a Mingun. La raggiungeremo in barca privata, navigando l’Irrawaddy per circa 2 ore. Il percorso è interessante per l’ambiente del fiume, le abitazioni e la gente che ci vive. Vedremo ciò che rimane della più grande pagoda del mondo, della sua enorme campana e del Tempio Myatheindan, la cui forma simboleggia il Monte Meru.

Verso l’ora del tramonto, sosta per ammirare il ponte U Bein, la vera “attrazione” della zona. Da circa due secoli la struttura lunga oltre 1 km, la più lunga al mondo costruita in legno di tek, consente il transito da una sponda all’altra del Lago Taungthaman.

Pranzo e cena in ristorante. Pernottamento in hotel.

 

Dopo la colazione, imbarco su un battello privato e giornata di navigazione lungo il fiume Irrawaddy, verso Bagan.

Paesaggi fluviali punteggiati da qualche villaggio che sorge sulle sponde del fiume e imbarcazioni che sfruttano questa via d’acqua per trasportare le proprie merci.

Al nostro arrivo a Bagan, sbarco e trasferimento in hotel.

Pranzo a bordo dell’imbarcazione. Cena e pernottamento in hotel.

 

Partenza all’alba per fotografare le pagode nella nebbia e poi dedicheremo la giornata alla visita di Bagan, tra i siti archeologici più significativi del sud-Est Asiatico e del mondo.

Sosta al Tempio di Thatbyinnyu che deriva il suo nome da uno degli attributi del Buddha, “onnisciente”. Edificato a metà del XII secolo da Alaungsithu, raggiunge i sessanta metri d’altezza ed è uno degli edifici più elevati della piana.

Proseguiamo le nostre visite con la splendida Shwezigon pagoda, il cui stupa a forma di campana è diventato il prototipo di tutte le altre pagode in Birmania.

Seguirà il Tempio di Ananda fra i più belli e venerati di Bagan. Fu costruito da re Kyanzittha nel 1105 e le sue proporzioni perfette ne fanno un elemento di transizione tra il periodo antico e quello medio. Il suo nome deriva da uno degli attributi di Buddha, “infinita saggezza”. Nel 1990 le sue guglie sono state dorate per commemorare i 900 anni trascorsi dalla sua costruzione.

Dedicheremo il resto della giornata alla visita di altre pagode e templi, tra i più importanti di Bagan.

Pranzo e cena in ristorante. Pernottamento in hotel.

Nota. Ci è giunta notizia che il governo abbia vietato la salita ai templi di Bagan per ammirare il tramonto e questo per preservare i monumenti, dato l’alto afflusso di turisti degli ultimi anni.

 

Dopo la colazione, trasferimento in aeroporto e volo per Yangon. Al nostro arrivo, partenza in bus per Kyaikhtyo Paya, conosciuto in tutto il mondo con il nome di Golden Rock, nel territorio dell’antico regno di Suvanabhumi che significa appunto “la terra dorata”.

Il nome Khyaik-ei-thi-yo, in lingua Mon significa “la pagoda nata dalla testa dell’eremita”. Questa piccola pagoda è situata su un masso di 25 metri, posto in un bilico apparentemente precario, nella parte est delle montagne Yoma. I pellegrini si affollano lungo il percorso di un chilometro e mezzo, dall’alba al tramonto. La leggenda vuole che nell’XI secolo il re Tissa ricevesse in dono un capello di Buddha da un vecchio eremita a condizione che fosse costruita una pagoda su un masso che assomigliasse alla testa del vecchio. Questa roccia fu trovata in fonda al mare e venne trasportata sulla montagna. Il masso fu posato su una tavola e la tradizione vuole che sia proprio il capello a tenerlo in equilibrio.

Pranzo in ristorante locale. Cena e pernottamento in hotel.

Nota. Per salire alla roccia d’oro si prendono dei camion adibiti al trasporto dei pellegrini, abbastanza scomodi (11km).

 

Alba panoramica e suggestiva alla “Roccia d’Oro”. Rientro in hotel per la colazione e discesa dal monte, dove incontreremo il nostro bus per il trasferimento per Yangon.

Lungo il percorso, sosta all’antica capitale Bago, conosciuta già dai primi esploratori Europei come un porto fiorente. La leggenda è molto suggestiva e narra di due principi e fratelli di Thaton che dopo aver visto un cigno maschio che sorreggeva la sua compagna su una piccola isola in mezzo all’acqua, decisero di fondare qui la propria città.

Qui si trova la Pagoda Shwemandaw, facilmente riconoscibile per la sua notevole altezza da cui domina la città. Inizialmente costruita, sembra, più di mille anni fa per custodire due capelli del Buddha, raggiungeva allora l’altezza di soli 23 metri. Nel 1382 fu raggiunta l’altezza di 84 metri.  Nel 1796 raggiunse i 92 metri, ma fu abbattuta da un terremoto nel 1912. Solo nel 1954 raggiunse la presente altezza, cioè 114 metri.

Non lontano si trova il Buddha sdraiato Shwethalyaung che misura 55 metri di lunghezza e 16 metri di altezza. Fu costruito nel 994 e in seguito alla distruzione di Bago nel 1757, fu dimenticato e lasciato nella giungla. Solo nel 1880 fu casualmente ritrovato durante dei lavori e restaurato.

Al termine delle visite, partenza per Yangon dove, tempo permettendo, si potrà fare un’altra visita alla Pagoda Shwedagon.

Pranzo e cena in ristorante. Pernottamento in hotel.

 

Ancora una mezza giornata da dedicare a Yangon. Visiteremo il centro storico, il quartiere coloniale e la zona del porto. Sosta a Chinatown, il classico quartiere trafficato di risciò, con bancarelle ricche di ogni genere di articoli, con i templi dipinti di rosso e gli incensi fumanti, i ristorantini e le botteghe di piccoli artigiani.

Visiteremo anche il Museo nazionale ricco di oggetti che narrano la storia, l’arte e la cultura del Paese. Faremo un viaggio attraverso il passato del Myanmar ed è qui che si potrà ammirare il celebre trono a forma di leone appartenente all’antico palazzo reale di Mandalay.

Nel pomeriggio, trasferimento in aeroporto per il volo per Milano.

Pranzo libero, cena e pernottamento a bordo.

Nota. Camere a disposizione in hotel fino al momento della partenza per l’aeroporto.

 

 

L’arrivo in Italia è previsto il mattino presto.


 

 

 

 

1. I vasi di Yandabo  2. Schwedagon Pagoda  3. Orti galleggianti al lago Inle

 

 

APPROFONDIMENTI DI VIAGGIO

L’IMPEGNO PER UN TURISMO SOSTENIBILEPromuoviamo lo sviluppo di una coscienza sostenibile da sempre.Da molto prima che la parola sostenibilità diventasse tendenza. Favorire un turismo che non consuma, sfiora e valorizza ciò che incontra. Visitare i luoghi cercando di lasciare tracce minime del proprio passaggio sono tra i primi punti della nostra “Carta Etica del Viaggio e del Viaggiatore”, documento redatto nel 2006 e consegnato a tutti i viaggiatori prima della partenza, in cui si - CONTINUA -

PERCHÈ CON KEL 12

  • Ad accompagnare il gruppo c’è un Esperto Fotografo
  • Visita della parte più remota del lago Inle, ricca di villaggi e templi

ESPERTI

  

EDOARDO AGRESTI

  • Dal 13  febbraio  2020 al 26  febbraio  2020
  

MICHELE DALLA PALMA

  • Dal 13  novembre  2020 al 26  novembre  2020

GALLERY

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